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#EsisteDavvero: Tammy e il T-Rex (1994)

Voi non avete idea certe volte che motivi stronzi sono sufficienti per fare un film.
Sono stati girati interi film per cazzate a cui non credereste: clausole di contratto, favori personali, convenienze fiscali, diritti in scadenza, ultimi desideri, scommesse, ecc…
Per fortuna a riequilibrare il tutto c’è Tammy e il T-Rex, che è stato girato semplicemente perché un tizio era in possesso di un animatronic di tirannosauro che avrebbe dovuto cedere a un parco di divertimenti in Texas il mese successivo.
Che fai, non ti ci inventi un film attorno con la massima urgenza?
Ovvio che lo fai.
Storia vera.
Ma prima di arrivare a quello, vi devo assolutamente parlare di Stewart Raffill.
Sigla:

Stewart Raffill nasce a Coventry, pieno centro di Inghilterra, e si trasferisce giovanissimo a Hollywood per fare l’addestratore di animali.
L’avevate mai sentito un inizio così?
Io no. Avevo attore, fotomodello, scrittore, fotografo, stuntman, persino costumista, ma addestratore di animali come percorso alla regia mi mancava. Ma poi penso a chi ha dovuto sorbirsi quotidianamente il cast di Predator e forse ha senso.
Tagliamo corto: Stewart, specializzato in tigri e leoni, fa gavetta con la serie tv di Tarzan, poi si riposiziona regista/sceneggiatore e nei ‘70 mette la sua firma su un pugno di film in cui le belve feroci sono parte importante della trama.
A fine ’70, grazie all’amicizia con Tippi Hedren per via della passione comune per i leoni, si trova come consulente sul set del leggendario Roar ed è fra i pochi a uscirne incolume.
Nell’81 scrive e dirige un action dove gli animali, finalmente, sono un optional: è Ad alto rischio, con un cast di tutto rispetto che include James Brolin, Anthony Quinn, James Coburn ed Ernest Borgnine.
Da quel momento, Stewart è l’uomo delle missioni impossibili: la persona che chiami quando devi finire un film in fretta e hai scoperto di avere la metà del budget che ti avevano promesso.
Philadelphia Experiment, prodotto da John Carpenter, è il suo titolo più rispettato, ma la sua carriera è piena di chicche senza senso: I pirati dello spazio, Il mio amico Mac, Mannequin 2 (in Italia reintitolato, per motivi imperscrutabili, “Aiuto! Mi sono persa a New York”).
Il mio amico Mac fa parte dei film di cui vi raccontavo all’inizio: nasce come progetto da parte di un fornitore di MacDonald che vuole arruffianarsi il cliente, ne esce quel tipo di situazione di estrema emergenza di cui Raffill è esperto e a cui appiccica la sua personale marca di pazzia istintiva senza vergogna. Il risultato è un clone di E.T. a budget ridicolo, affogato di product placement e pieno di scene difficili da dimenticare: meriterebbe articolo a parte.

Scatenate le vostre peggiori fan fiction

Tammy e il T-Rex invece, dicevamo, nasce per uno dei motivi più ineccepibili a cui possa pensare:
-Stewart, ho visto Jurassic Park, sono fomentato abbestia, ho un dinosauro robot e devo restituirlo entro un mese, ci voglio fare un film.
-Hai uno script?
-HO UN DINOSAURO ROBOT. Si muove!
-Affare fatto.
Stewart scrive in una settimana.
Voi che vi sareste inventati?
Stewart va con la prima cosa che gli viene in mente, che ovviamente è “in un triangolo amoroso fra teenager, il lui tradito fa divorare il rivale da un leone, ma uno scienziato malvagio ne recupera il cervello per trapiantarlo in un dinosauro robot che però conserva la memoria e torna dalla sua morosa” perché che altro volete che succeda se per cercare ispirazione decidete di farvi di peyote e riguardarvi Ghost (ipotesi mia, ma non ho altre spiegazioni plausibili).
Salta subito all’occhio l’approccio filosofico di base di Stewart Raffill: se hai pochi soldi e una situazione produttiva precaria, non c’è verso di riuscire a fare qualcosa di serio.
Qualcun altro avrebbe preso quell’animatronic, l’avrebbe inquadrato costantemente al buio e avrebbe provato a fare che ne so, un home invasion, The Strangers con un T-Rex al posto di un pirla con la maschera: Stewart capisce al volo che non c’è speranza e che quel dinosauro robot deve interpretare la parte di dinosauro robot, che fa meno sbattimento con le luci e più flessibilità con le improvvisazioni. Per il resto, basta creare quel tipo di atmosfera per cui se il piano di conquista mondo del tuo cattivo è mettere il cervello di una persona a caso in un t-rex meccanico nessuno si lamenta.
Nella fretta di trovare i protagonisti, Stewart incappa in due future star a cui dona il primo ruolo sostanzioso: la Bond-girl Denise Richards e nientemeno che Paul Walker. E non era la prima volta che gli capitava, ad essere onesti: è di Raffill anche lo script di Due ragazzi e un leone, che nel ’72 diede il primo ruolo serio a Jodie Foster e Michael Douglas. Il villain è invece messo in banca dal mitico Terry Kiser di Weekend con il morto, che aveva già lavorato con Raffill in Mannequin 2. Le location sono tutte in un raggio di mezzora da casa Raffill.

See you again, Pablo <3

E insomma: il film viene concluso, esce presentandosi come folle e simpatica commedia per ragazzini PG-13 e arriva persino in Italia, ma pochi lo ricordano e chi lo fa gli affibbia una reputazione da barzelletta.
Ma qui scatta il colpo di scena: 20 anni dopo inizia a girare la voce che in origine fosse un horror e che esista un cut ultraviolento.
I più reagiscono con “ma checcazzo spari scemo hahahaha”, ma salta fuori che è vero.
E sapete chi conferma? Gli italiani.
Per una serie di misteri imperscrutabili, il nostro paese era stato l’unico, in VHS e qualche passaggio televisivo, ad aver messo in circolazione la versione originale.
Più leggendario dello Snyder Cut di Justice League, più incredibile del montaggio a lieto fine del Brazil di Gilliam, il Gore Cut di Tammy & the T-Rex viene trovato, restaurato e rimesso in circolo nei suoi ben otto minuti di differenza.
Si fa qualche festival (da noi passa dal Be Afraid di Gorizia), ed è questa la versione che ho visto per voi.

Gore in arrivo

Che gli vuoi dire a un film così?
Raffill non ha problemi ad ammettere che di base fumava, improvvisava e non si faceva scrupoli ad ascoltare i suggerimenti di chiunque, e si vede.
Al minuto 5 c’è una prolungata scena di ballbusting reciproco fra Paul Walker con top aerobico anni ’80 e il suo rivale in amore, e di base già capisci che non stai guardando una cosetta qualunque.
Il rivale (George Pilgrim, Sentieri) dovrebbe essere il classico bullo in giacca di pelle ma è un criminale secco: stavo iniziando a temere il peggio, ma aldilà di negare un commento esplicito sugli istinti omicidi o il tentativo di home invasion se non altro la nostra protagonista Tammy lo respinge senza mezzi termini. In un film dal budget di emergenza la sua idea di sbarazzarsi di Paul Walker facendolo divorare da un leone sarebbe il Maccosa più inspiegabile, ma il background di Raffill lo giustifica.
Terry Kiser e la sua banda di malandrini (la gnocca, il secchione e il palestrato) sembrano usciti da un cartone animato e non si poteva fare altrimenti, ma quello che succede quando giri in fretta e furia e sei sotto l’effetto delle canne è che quasi tutte le gag sono a sfondo sessuale (e infatti i tagli per ottenere il PG-13 sono quasi tutti audio). La migliore: “Ha incontrato il T-Rex.” “Da cosa lo capisci?” “Da come cammina.”

Seriamente, che gli vuoi dire?

Tammy e il T-Rex è un po’ il contrario filosofico di quello che abbiamo sempre definito come Lo Sbaglio, cioé un film spacciato in partenza che viene in qualche modo portato a termine per inerzia e senso del dovere ma trova quasi involontariamente un suo perché: Tammy e il T-Rex è una sfida, un film che ce la mette tutta per rimediare alle sue premesse impossibili e cercare attivamente il suo perché, e lo fa puntando volutamente alla follia, all’anarchia, alla ricerca del guizzo che si lasci ben volere. E va giù come un bicchier d’acqua.
Raffill non è un talentone: Jerry Zucker in Ghost riusciva nell’impressionante acrobazia di suggerire una scena di sesso fra Demi Moore e Whoopi Goldberg posseduta dal fantasma di Patrick Swayze spacciandola come serissimo momento romantico; lui gira con gioia demenziale attorno all’idea che possa succedere la stessa cosa fra Denise Richards e un dinosauro robot col cervello di Paul Walker, e gli va concesso al massimo di essere ok poco raffinato ma mai apertamente volgare. Il Gore Cut non è esattamente un horror, ma oltre a ripristinare parolacce e doppi sensi vari si diverte a insistere qua e là di gioiosi ed espliciti squartamenti splatter.
Il cast: Denise Richard è volenterosa ma acerba (e non che da matura sia esattamente Cate Blanchett), Theo Forsett riesce a dare una dignità minima alla classica macchietta dell’amico gay di colore, Terry Kiser è quello che tiene tutto insieme di carisma e mestiere. Il migliore in campo, a sorpresa, è Paul Walker: all’epoca un teenager spilungone che pareva la summa delle copertine più dreamy di Cioé, è sorridente, carico come una molla e ha l’aria costante di chi sta realizzando la sua più grande aspirazione.

(John Williams in sottofondo)

Denise sfonderà con Starship Troopers, Sex Crimes e Il mondo non basta, e notoriamente sposerà Charlie Sheen: oggi, carramba, è nel cast di Beautiful.
Terry Kiser continuerà la sua incessante carriera di instancabile caratterista, ma rimane a tutt’oggi famoso per il funambolico ruolo del cadavere nei due film di Weekend con il morto.
Stewart Raffill aveva avuto il suo ultimo sussulto commerciale due anni prima con la prima bozza della sceneggiatura di Passenger 57 (nella sua versione il protagonista doveva essere Clint Eastwood quindi no, non è sua la famosa battuta “Punta sempre sul nero”): la sua carriera andrà lentamente sfumando, ma a 78 anni è ancora attivo.
Pablo ovviamente avrà una carriera bellissima e ad oggi ha un posto fisso nei nostri cuori.
Tammy e il T-Rex è attualmente in pieno revival: è uscito un bluray USA rimasterizzato 4K contenente entrambe le versioni, e viene ancora proiettato in giro nei cinema di repertorio.
Non è un capolavoro (a meno che non lo chiediate a Madame Cobretti, per lei lo è) ma andrebbe portato ad esempio di come certe missioni siano più importanti di qualsiasi ostacolo logistico/artistico, e di come si affrontano le avversità.
Avete un dinosauro robot?
Fateci un film.
È un vostro dovere.

DVD-quote:

“R.I.P. Pablo”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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25 Commenti

  1. L’ozio è il padre di Virzì

    Chiudete tutto l’internet per il prossimo mese e mezzo. Abbiamo il pezzo definitivo sulla vita, l’universo e tutto quanto.

    Ora se le premesse sono queste e sono validissime, aspetto un nuovo Alien dal tizio che c’aveva la replica perfetta della Regina in garage. Una cosa alla “Grease” con la Regina nei panni di Sandy sarebbe scioccante abbastanza. Ma pure un capolavoro!

    • “Se hai pochi soldi e una situazione produttiva precaria, non c’è verso di riuscire a fare qualcosa di serio”.

      Far di necessità virtù, ecco il punto. E che le coincidenze siano buone consigliere. Per serietà della sorte il film ha visto la luce, in barba agli abulici tentennamenti.
      Quanto al senso, quello sta negli occhi di guarda!

  2. Past

    ah, ma quindi esiste…beccando immagini e gif sul internet pensavo sempre a qualche spot pubblicitario post JP appunto, invece è il primo fan film della storia del cinema in pratica.

  3. Bread Beat

    sorry, non ho colto il riferimento al cast di Predator

    • Anche senza stare a elencare la moltitudine di aneddoti su come passassero più tempo a competere tra di loro che a pensare al film, converrai che il cast di Predator era una collezione di ego steroidati con pochi rivali.

    • Kobayashi Mario

      Mi avete incuriosito abbestia!!!! Devo in qualche modo recuperarlo!!!! Ha tutto, ma proprio tutto, quello che cerco in un film…..adooooooro!!!!😍😍😍😍

  4. Killing Joke

    Scusate eh, ma mi state dicendo che esiste una versione a lieto fine di “Brazil”?!??

  5. Maiti Gion

    Grazie! …. ti dico solamente grazie Nanni .. sto facendo un lavoro insopportabilmente noioso e faccio fatica a non ridere come un cretino in ufficio… mi hai svoltato la giornata!
    Ora DEVO vedere sia questo sia ROAR….

  6. Videosbronz

    Ultra mega ot: sarei molto curioso di leggere qualcosa da parte dei calci a proposito dei safdie brothers

  7. Djenco Unchained

    Mi sono anche un po’ emozionato, sempre bellissimi i vostri resoconti produttivi.

  8. Denis

    Del ’93 mi ricordo un’altra cazzatona un miscuglio della Fabbrica dei mostri e gli Sgorbions, Freaked Sgorbi con Randy Quaid che fa la scienziato pazzo, e sono quasi sicuro che c’era pure un’altro film con T.rex animatronico e Whoopi Goldberg.
    Be esiste anche il finale buono di Vivere e morire a L.A

  9. El Mariachi de Porto

    I miei articoli preferiti!! Grazie x queste chicche!!
    P.s. manca foto della gnoccolona sgherra
    P.s. 2 ora il pezzo sul mio amico Mac…che nonostante lo vidi tipo 12enne mi fece lo stesso ca..re

  10. Daniele

    Sembra il fratello in spirito americano di The Calamari Wrestler: https://www.imdb.com/title/tt0428662.

    • Anonimo

      Hahaha grqnde sito. Grande Nanni! Lquqndo ho visto ka pic del rex abbracciato alla tipa ho capito che lo devo vedere

  11. Ugo

    È la locura Renè, è la cazzo di locura!

  12. Periodo fantastico, speriment… emh pasticciavano alla grande e con gran stile direi.
    Del filone Jurassic for poors ricordo anche Cornosaur, ribadisco anni bellissimi ed anche se non fanno parte del genere ma sono stati girati in quel periodo io mi diverto ancora oggi a riguardare i 2 live action di Guyver.

  13. Scoperto da poco grazie a un video di Brandon Tenold sul Tubo. Credo sia il film più genuinamente fumato che abbia mai visto: incredibile come il gore, i doppi sensi e la trama da filmino per giovani adolescenti riescano a coesistere sullo stesso schermo.

    Altro che missione impossibile, questo è il film che non doveva esistere!

  14. Enrico

    L’unica parte che ho visto di questo film, ora che mi torna in mente, fu da adolescente che beccai per caso la fine di questo capolavoro in tv, forse seconda serata…

    ATTENZIONE ANTICIPAZIONI (per chi proprio non l’ha visto e lo vorrebbe vedere)

    C’era Denise Richards che faceva uno spogliarello davanti a un cervello in una specie di acquario, mi ricordo solo che essendo adolescente la Richards mi garbo molto, però mi rimasse la curiosità di sapere di chi era quel cervello; visto che all’epoca internet non era neanche contemplabile (pieno medioevo!), sono rimasto con la curiosità per venticinque anni; ma grazie a voi ora me la sono tolta.

  15. Kobayashi Mario

    Mi avete incuriosito abbestia!!!! Devo in qualche modo recuperarlo!!!! Ha tutto, ma proprio tutto, quello che cerco in un film…..adooooooro!!!!😍😍😍😍

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