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Volere volare (a Carnevale): la recensione di Birds of Prey

Sarò sincera con voi, mi trovo in un’impasse. È ovvio che l’obiettivo, scrivendo una recensione, è essere onesta, con me stessa, con voi e con il film – perché, altrimenti, che ci sto a fare qui? –, però, ecco, ogni tanto capita di essere indecisi su, esattamente, quale onestà seguire. Insomma: che fare se, da un lato, riconosci una quantità di limiti, difetti, insensatezze e perfino potenziali fonti di grosso fastidio in un film, ma, nello stesso tempo, mentre l’hai guardato, ti sei dignitosissimamente divertita?

bum

E dunque eccomi qua, davanti a Birds of Prey, anzi, Birds of Prey and the Fantaboulous Emancipation of One Harley Quinn, un titolo + sottotitolo che ti chiedi se l’obiettivo fosse far passare un film del DC Expanded Universe per uno sequel/spinoff di Birdman – Or (The Unexpected Virtue of Ignorance). Voglio dire: sempre di uccelli si tratta (i volatili, raga, madonnamia, sempre a quello pensate). Invece Birds of Prey è un sequel/spinoff di un’altra cosa, e cioè di Suicide Squad. L’idea è prendere l’unica cosa davvero notevole di Suicide Squad – Margot Robbie che fa Harley Quinn – e costruire un intero film solo su di lei (ma comunque appioppargli come titolo un altro nome di un team di supereroi? Boh. Nonostante tutto, continua a esserci grande confusione sotto il cielo DCEU). L’ulteriore (buona) idea è che, invece di girare un po’ di scene più o meno a caso mentre lo script viene riscritto duecento volte e poi togliere il controllo del montaggio al regista per affidarlo agli zii che hanno confezionato il trailer, questa volta si cerca di fare le cose con più ordine. Si scrive una sceneggiatura vera, per esempio, che a volte aiuta.

Ecco, la sceneggiatrice in questione però non si presenta con un curriculum promettentissimo (la cosa più grossa che ha scritto, prima di Birds of Prey, è Bumblebee), e la regista viene scelta seguendo l’ormai collaudato (ehm) metodo “peschiamo un semi-esordiente dal Sundance e facciamogli piombare sul collo il peso di un franchise e di milioni di dollari”. Non ho visto l’unico altro lungo diretto da Cathy Yan, Dead Pigs, ma leggo che, oltre a un occhio per una fotografia contrastata e ipersatura, ha anche uno spirito dissacrante e satirico, quindi (sorpresa!) almeno dietro questa scelta sembra nascondersi un’ombra di logica, considerato che Birds of Prey vuole essere soprattutto colorato e irriverente. Certo, poi per girare le scene d’azione bisogna assumere Chad Stahelski e il team di John Wick, ovviamente più o meno all’ultimo momento, d’altronde siamo solo la Warner, una delle principali major hollywoodiane nel bel mezzo di una battaglia per la sopravvivenza contro il sempre più gigantesco colosso di Topolino, possiamo permetterci di far le cose così un po’ come vengono.

i dirigenti warner dopo aver preso una decisione

Birds of Prey è la storia di Harley Quinn che viene scaricata dal Joker e, improvvisamente, scopre che la gente non la sopportava di buon grado a causa della sua strabordante simpatia, ma solo perché aveva paura del suo ex fidanzato. Ora, la gente (non tutta, ma parecchia) vuole vendicarsi di ogni torto da lei inflitto, sottoponendola a una gamma di punizioni che, a seconda dei casi, può andare da una semplice gambizzazione fino alla morte dopo immani torture. Il più cattivone di tutti è Roman Sionis, un Ewan McGregor giusto un filo in overacting accompagnato da un Victor Szazs/Chris Messina biondo (nota a margine, assolutamente irrilevante: di tutti gli Hollywood Chris, Chris Messina è il mio preferito): Sionis vuole Harley morta ma vuole anche recuperare il prezioso MacGuffin necessario a macguffinare il suo macguffinoso piano di conquista della città. Per guadagnare tempo, Harley si offre di recuperare per lui tale MacGuffin, che però si trova nello stomaco di una ragazzina-borseggiatrice di nome Cassandra Cain (io lo so che, in quanto voi tutti super-appassionati di fumetti, avete riconosciuto ognuno di questi nomi e l’avete caricato di aspettative, ma come dicevo altrove io ho questo grande handicap che di fumetti sono ignorantissima, per cui tutta la questione dell’aderenza al materiale di partenza, nel bene e nel male, non mi tange minimamente). La fantavolosa emancipazione di questa Harley Quinn s’incrocia anche con: le indagini di una poliziotta (che si vorrebbe) uscita da un film di Shane Black, la sete di vendetta di una misteriosa assassina armata di balestra e la potenziale origin story di una potenziale supereroina che per ora fa la cantante nel night club di Sionis e occasionalmente la sua autista.

assembliamoci

Ora. Il titolo di lavorazione di Birds of Prey, ho scoperto, era Fox Force Five (il titolo del telefilm mai realizzato per cui Uma Thurman/Mia Wallace aveva girato un pilota in Pulp Fiction, e che poi ha fatto da ispirazione per la trama di Kill Bill): un po’ di sana ambizione è sempre cosa apprezzata, ma per fare Tarantino bisogna essere Tarantino, come hanno scoperto a proprie spese tutti quelli che hanno disperatamente tentato di fare Tarantino negli anni 90. Purtroppo sparigliare l’ordine della narrazione e piazzare delle belle didascalie colorate sui fermoimmagine dei vari nemici di Harley non basta, anzi, l’effetto è quello di ottenere un primo atto un po’ confuso e troppo lungo, e senza nessuna vera ragione, visto che a un certo punto si abbandona del tutto questa scelta stilistica e si prosegue dritti come un fuso fino al prevedibile e stiracchiato finale (ehi, avevo detto che c’era una sceneggiatura, non che fosse buona). Inoltre, se il punto era (e suppongo che lo fosse, visto che è stato messo nel titolo) formare una squadra di (super)eroine, sarebbe stato utile dedicare un po’ più di tempo anche alle altre protagoniste e/o, effettivamente, al lavoro di squadra: invece Harley è mattatrice assoluta e incontrastata, e il team si forma solo a terzo atto inoltrato.

Birds of Prey non riesce nemmeno ad aggirare del tutto il problema concettuale che già affliggeva Suicide Squad, ovvero la volontà di fare un film sui cattivi che ripetono tutto il tempo “guarda come siamo cattivi” ma in realtà fanno solo cose da buoni perché fare davvero un film sui cattivi che fanno cose da cattivi potrebbe finire per alienare parte del pubblico. È vero che in questo caso l’unica vera criminale del gruppo è Harley (la vendicatrice con la balestra non è chiaramente una paladina della legge, ma ha motivazioni assimilabili alla “giustizia”), ma viene qualche dubbio sulla sua cattiveria quando, per esempio, la si vede assaltare una centrale di polizia con armi coloratissime, molto scenografiche e assolutamente non letali, ché se uccidesse per sbaglio un poliziotto chissà cosa ne direbbe il codice Hays. E, proprio come Suicide Squad, anche Birds of Prey è talvolta afflitto anche dal morbo videoclipparo della canzoncina stilosa che parte in concomitanza con l’inizio della scena action, un espediente che, fosse per me, dovrebbe per legge poter essere usato al massimo una volta a film e solo previa autorizzazione del comitato centrale.

nel dubbio, potete sempre mettere più ‘splosioni, date retta a michael bay

E allora, direte voi, in che impasse ti trovi, cara Xena? I difetti sono tanti, milioni di milioni, non puoi dirci semplicemente che il film è brutto? Eh, io però mi sono divertita. Non smodatamente, eh, non penso che rivedrò mai più questo film e suppongo che me ne dimenticherò dopodomani, ma durante la visione mi ha moderatamente divertita. Che vi devo dire: nel momento in cui Harley è saltata a piè pari sulle ginocchia di uno stronzo seduto con le gambe stese sopra un tavolino, spezzandogli le rotule, mi ha immediatamente conquistata. E non per una questione di empowering femminista (che in questo film viene declinato più o meno con la stessa profondità che in Spice Girls – The Movie), no no, proprio è bastata la semplice apparizione di rotule spezzate in un cinecomic a commuovermi (mi ha commosso anche tutta la parte sul panino: condivido con Harley lo stesso profondo e totalizzante amore per la colazione, soprattutto se salata). E non sono nemmeno le uniche rotule spezzate del film: i combattimenti, per quanto senza una sola goccia di sangue versata, sono sorprendentemente violenti (per il tipo e il target del film, intendiamoci), la mano di Stahelski si vede eccome, nonostante probabilmente avrebbe potuto fare molto di più se l’avessero coinvolto fin dall’inizio.

basta poco, che ce vo’

Il look generale del film, coloratissimo, psichedelico e vagamente camp, mi ha fatto pensare a quello che George scrive di Batman & Robin (sì, sto facendo un confronto con Batman & Robin in senso positivo, tutto può succedere): non è che di base l’idea di rifarsi al Batman cartoonesco degli anni 60 fosse così sbagliata, con un po’ più di cura avrebbe potuto funzionare. E qua mi sembra funzionare abbastanza, anche perché a tratti questa Harley Quinn sembra proprio un cartone animato, un po’ alla Looney Tunes (e un po’ se stessa, visto che il personaggio è nato proprio nella serie animata migliore di sempre, e che il prologo del film è in animazione bidimensionale), e tutto Birds of Prey è molto più una commedia (dell’arte? ahah) un po’ scema, intervallata da qualche bella scena di menare, che un tradizionale film supereroico. Fino a oggi, confesso, non avevo davvero capito fino in fondo il fascino che esercita Harley Quinn come personaggio, e invece qui, almeno per me, è stato abbastanza chiaro: paradossalmente, nonostante tutto, è molto più facile immedesimarsi in lei che in Wonder Woman. E la sua energia un po’ demenziale e un po’ fuori di testa riesce a tappare diverse falle del film, anche se non tutte. È un’energia che a molti può legittimamente dare sui nervi (perché è esasperata, esagerata, forzatamente cool) ma che a me ha intrattenuto, anche se in modo altalenante, dall’inizio alla fine.

pazza pazza pazza sulla terrazza

Ah, e poi l’ultima nota positiva: Mary Elizabeth Winstead. Dei personaggi di contorno il suo è quello sicuramente meglio tratteggiato – per quanto grazie a una sola gag, quella che la vuole tostissima & fighissima vendicatrice ma socialmente inetta – e di certo quello con cui avrei voluto passare un po’ più di tempo (ma, almeno a giudicare dall’esordio deludente al box office di Birds of Prey, dubito che la rivedremo presto, o mai).

è amore al primo colpo

Dvd quote:
“Forza panino”
Xena Rowlands, i400calci.com

Trailer | IMDb

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25 Commenti

  1. Past

    che sia questo il primo anno, dove sto fenomeno cinecomics comincia a perdere un pò di colpi e ne inziano a fare un pò di meno…magari fatti anche meglio…?

    • Killing Joke

      Purtroppo credo che per il 2021 siano in scaletta ben 4 pigiamate della Disney (senza contare le serie prodotte sulla loro piattaforma), quindi no

    • Uwe Pól

      È uscita anche la serie tv di animazione su Harley Quinn, con La Cuoco a doppiarla.
      Inutile dire che, come da tradizione dcau, lo stacco qualitativo è indecente – sia da un punto di vista di azione che di divertimento e scrittura. Pur nascendo come una comedy schietta.
      Fate fare i cazzo di film a chi fa i cartoni, mannaggia a voi warner

    • Past

      che il genere si pigli quelle due sane pizze in fazza ci spero sempre…questa e una…morbius e new mutantas sono altri due papabili…il film sulla vedeva con mi pare proprio uno dei più attesi e sto eternals è un bel punto interrogativo…ma anche perchè pure alla disney tocca la fase rinculo dopo endgame…poi per 2021 vediamo insomma…

  2. Rocco Alano

    Boh, non lo so. “Suicide Squad” era una merda e la performance della Robbie (in altri casi, molto brava) estremamente sopravvalutata.
    Non è che questo seguito mi appaia come migliore (peggio, penso sia impossibile). Il discorso dell’emancipazione del personaggio fa tanto “me too” ed è abbastanza ridicolo: Harley Queen è caratterizzata dalla sua insana passione per Joker. Era una psicologa che lui ha traviato, rendendola a se simile (o anche peggio). Un’idea brillante per un fumetto (o un cartone), ma che di questi tempi puzza di patriarcato e quindi andava accantonata.
    Una delle poche scene che ricordo di “Suicide Squad” è quando la cattiva legge i desideri dei vari protagonisti e Harley sogna la vita borghese con figli e Joker in giacca e cravatta che va al lavoro. Mi stupisce che non abbiano chiesto la testa degli sceneggiatori per quella scena (in realtà, una delle poche buone trovate del film).

    • LAnnoScorsoAValVerde

      Va detto però che è da anni che Harley nei fumetti DC non è più un personaggio satellite del Joker ed è praticamente stata rielaborata come l’equivalente di Deadpool.
      Anche nel cartone di Batman dove era nata aveva un paio di episodi “solisti” molto ben fatti (segnalo in particolare l’episodio Harvey & Ivy).

      Per quanto riguarda il film in se, l’ho trovato confuso ma divertente, da piazzare nella categoria “non è un capolavoro ma è simpatico”. Apprezzabili le scene di menare, anche se con un Rated R un po’ di sangue poteva anche uscire…

    • Paul Dini Appreciation Society

      “Il discorso dell’emancipazione del personaggio fa tanto “me too” ed è abbastanza ridicolo: Harley Queen è caratterizzata dalla sua insana passione per Joker”

      Guarda, può anche non piacerti, ma per cortesia smettiamola di parlare di “questo personaggio è caratterizzato per X”. Nei fumetti i personaggi cambiano SEMPRE; muoiono, risorgono, vengono posseduti da entità malvagie, diventano cattivi, diventano buoni, qualche volta aumentano persino il numero di arti. Se ne riscrivono le origini ogni dieci anni circa.
      Oltretutto, nei fumetti veniamo da un paio di anni di Batman in cui si sono scomodati persino gli eventi di Flashpoint… e il fatto che Harley Quinn si sia lasciata con Joker per la durata di un film ti sembra ridicolo?

      Oltretutto la origin story di Harley Quinn non “puzza di patriarcato”, semmai ne è una rappresentazione grottesca e perfettamente in linea con una sensibilità contemporanea, e il film non la “accantona”: parte da lì per raccontare una storia diversa. Se uscisse oggi verrebbe accusata di essere troppo metoo e sjw, probabilmente.

    • GGJJ

      Io anche Mary Elizabeth Winstead. Da quando fece la cheerleader in Grindhouse – A prova di morte ha un posto speciale nel mio cuore.

  3. Raimondo Vinello

    Fate come vi pare ma fra Margot Robbie e Samara Weaving scelgo senza dubbio la seconda

    • tommaso

      Io me le tengo entrambe, grazie.

      PS c’entra niente, ma mi ha fatto ridere qualche giorno fa vedere alcune scene di quel film-di-merda-con-Will-Smith (ormai un genere codificato quanto l’horror o il western) dove lui e la Robbie sono dei truffatori. C’e’ la scena in cui lui le dice qualcosa tipo che lei e’ perfetta come borseggiatrice-truffatrice perche’ riesce a “confondersi nella folla”… eh, certo, una figa fotonica, truccata e vestita da figa fotonica: chi la noterebbe mai?

    • GGJJ

      Io anche Mary Elizabeth Winstead. Da quando fece la cheerleader in Grindhouse – A prova di morte ha un posto speciale nel mio cuoro.

    • Capitan Ovvio

      #teamTommaso

    • Past

      a proposito della samara…ma dei trailer di guns akimbo che mi dite…

    • Raimondo Vinello

      Spero di inciamparci il prima possibile .

    • Raimondo Vinello risponde a Tommaso

      Quel film è una stronzata fotonica , ricordo che quando lo vidi pensai la tua stessa cosa.
      La weaving è per i film d’ignoranza e a me va benissimo così , si è dedicata ad un genere che porta avanti benissimo
      Nessuna delle due ,nemmeno come comparse, entreranno mai nella mia vita , quindi si mi posso tranquillamente permettere di scegliere

  4. Sono della stessa opinione, una commedia divertente inframezzata da gambe spezzati e tizi fatti esplodere che conquista.

    Tra l’altro, trovo il messaggio sull’emancipazione femminile più riuscito qui che nel wokemannaro “Captain Marvel”, ma sono opinioni, eh…

  5. ste

    Margot può fare quello che vuole…anche i film di megamerda come questo..tanto poi li guardo tutti aggratis e soprattutto male , che non si meritano manco 1 euro non speso al bar

  6. Michele Gardini

    Non scherziamo, per favore, la serie animata migliore di sempre rimane Harvey Birdman attorney at law.
    Diamine, ora che ci penso, di nuovo uccelli.

  7. Ridley Scotti

    Sì, ha dei problemi, ma alla fine anche chissenefrega, io mi sono divertito. Margot Robbie mi piace, non poco tra l’altro, e vederla sfoderare il suo repertorio di facce da matta, spezzare ossa, ubriacarsi ammerda, vomitare e tirare di coca per sbaglio mi è piaciuto molto, lo devo ammettere.
    Le scene di menare poi sono le più belle viste finora nel DCEU, per cui perché vergognarsi ad ammettere che ci siamo divertiti?
    Ne riparleremo poi fra un annetto col Suicide Squad di Gunn, che secondo me ci regalerà gioie inaspettate

  8. Ugo

    Xena, perdonami, ma temo che la faccenda del fascino di Harly Quinn continui a sfuggirti, perchè più che al personaggio dovresti guardare ai micropants addosso chi la interpreta…

    (per inciso, lasciando perdere per un attimo la gnoccaggine fuori scala della Robbie e nonostante il fatto che io la trovi in genere anche dignitosamente brava, non posso non notare che l’espressione “jokeristica” a bocca aperta ghignante che usa costantemente per questo personaggio sia, alla fine, noiosetta…)

  9. Quando un film (che dovrebbe sempre essere finzione) non lo vai a vedere perché ti sembra tutto talmente finto…a partire dal soggetto, dal concept, dal marketing…

    E questo purtroppo mi succede sempre più spesso ultimamente.

  10. Axel folle

    Le aspettative erano sotto la soglia della sufficenza. Nella mia bolla dell’internet fatta di gente con la quale spesso condivido pareri e opinioni se ne parlava maluccio quindi sono entrato in sala già demoralizzato, questo per dire che forse questo tipo di approccio pessimista ha aiutato perché alla fine il film me lo sono goduto sul serio. Mi sono goduto pure buona parte delle cose che probabilmente ad altri han causato prurito e alla fine anche la narrazione che salta avanti e indietro l’ho trovata un espediente giustificatamente brioso come anche le varie musichette sparate e le varie scritte in sovraimpressione. Certo pure io ho vacillato

    SPOILER
    nella scena dove la tizia spara il super urlo, quella evitabile ma non l’ho trovata manco del tutto fuori tono in un film dove tira un aria da mondo slapstick a mo’ di animeniacs. L’avrei evitata, certo, ma non l’ho trovata del tutto indigeribile.

    FINE SPOILER
    quindi sì, capisco le critiche, fino ad un certo punto ma di fatto lo trovo uno dei cinefumetti recenti poi goderecci che siano usciti.

    • Il fatto è che i cinefumetti hanno rotto le palle.
      Perché non hanno più lo scopo di trasporre un media in un altro, ma solo quello di stupire con qualsiasi mezzo. Fosse anche il trash, fosse anche il tradimento assoluto.
      Joker e Birds of Prey rappresentano la fine di questo cinema o quantomeno confermano che questo cinema finita l’ubriacatura Marvel decennale, è diventato un fenomeno ormai da dissacrare.

    • Errata Corrige

      Ipotesi interessante, J.J.

  11. sbarabaus

    il film tecnicamente è fatto anche bene (tipo le scene di azione e i combattimenti) però l’ho trovato insopportabile. non so se sia dovuto alle scelte stilistiche della prima parte o al tono di voce da schiaffi del doppiaggio di harley quinn

    margot robbie la preferivo ai tempi di suicide squad, quando non era nessuno e doveva recitare il ruolo della gnocca per un target maschile, mentre qui il messaggio di base è “uuh ragazze guardate, siamo pazzeh!”… ma probabilmente il film non era rivolto a me quindi amen

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