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Siamo solo noi, la vomit bag e In The Market

Non si spiega esattamente come, ma quando si tratta di cinema giovane italiano c’è sempre dietro della roba brutta. Con ordine!  Esce il trailer di In The Market: tutti noi amici ci ritroviamo al bar e ridiamo forte dicendo ogni due per tre: ” Siamo solo noi, la Jeep e la stradaaaaaaaaaaaaaaaaaauuuuuuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhhh!” Poco meno di tre minuti che fanno dire a tutti la magica parola: “Macciocapatonda” in loop, come un mantra, fino a raggiungere uno strano stato di alterazione della mente che poi vedi i tunnel psichedelici e alla fine c’è una luce bianca in cui vive lo spirito di Ivan Menga. In attesa di vederlo in sala, uno va farsi un giro sul sito e trova un po’ di classiche interviste pacche sulle spalle. Quelle del tipo “noi che abbiamo lavorato al film intervistiamo il regista del film e parliamo di quanto è bello aver fatto questo film”. E va benissimo, eh? Ci mancherebbe altro: trattasi di pratica – la famosa pratica detta Grazie per la Domanda – diffusa anche in altri ambiti cinematografici ben più ricchi e mondani. Cioè, dal mio punto di vista è una merda, ma visto che lo fa chiunque, non si spiega per quale motivo non lo possono fare quelli di In The Market. Fa più specie leggere la lunghissima serie di commenti positivi tratta da altri siti, blog, quotidiani, riviste, cazzi e mazzi. Qualche esempio. Veramente a caso, copio e incollo i primi quattro. Non vi metto i siti di riferimento perché sono democristiano e non voglio fare della polemica. Cioè, voglio fare della polemica, ma non solo con questi quattro, ma con tutti quelli che hanno scritto quelle frasi.

1) IL MIGLIOR HORROR ITALIANO DEGLI ULTIMI ANNI
2) STIVALETTI CONFERMA IL SUO BREVETTO DA MACELLAIO DOC
3) OTTAVIANO BLITCH: IL NUOVO KLAUS KINSKI
4) UN FILM VIVAMENTE CONSIGLIATO ANCHE A CHI NON AMA GLI HORROR.

E qui che mi scatta da dire: “c’è della roba brutta dietro”. Perché? Vi spiego perché: perché per esempio In The Market non è il miglior horror italiano degli ultimi anni, perché Stivaletti è Stivaletti, ma qui ha fatto veramente pochino, perché Ottaviano Blitch non è il nuovo Klaus Kinki e perché io non consiglierei questo film, non solo a chi ama gli horror, ma in generale a chi ama il Cinema. Attenzione: queste non sono opinioni, eh? Sono delle certezze, dogmi, affermazioni inconfutabili. In The Market non è cinema, non è un film. Se vi mettete una sera con tre vostri amici a girare un soggetto scritto lì per lì con un telefonino, 90 su 100, viene meglio. Una roba che non ci si crede. Fa anche molto ridere (anche se è importante dirlo, nel cut finale la frase: ” Siamo solo noi, la Jeep e la stradaaaaaaaaaaaaaaaaaauuuuuuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhhhh!” è stata ingiustamente tolta) e il LOL è a livelli altissimi e ti dai di gomito con i tuoi amici e tutto quello che vi potete immaginare, ma poi a me girano i coglioni. Perché poi vai a casa, fai delle ricerchine e trovi interviste, speciali, approfondimenti in cui si parla di In The Market tipo seriamente. Per esempio: ecco cosa è andato in onda sul TG3 dell’Umbria durante i giorni del Fantasy Horror Cinefestival di Perugia, dove Lombardi era direttore artistico e dove ha portato il suo film.

“Nel tempo libero il nostra regista apprezza emozioni diverse: legge poesie di Emily Dickinson”. Ecco. A uno per forza poi gli girano i coglioni. C’è questa escalation bellissima nel servizio, quella che va da 1,11 a 1,24: “In The Market è un film forte, la censura lo vieta ai minori, la paura è un crescendo e presto ci si ritrova incollati alle poltrone della sala senza respiro. Incalzante il ritmo, insopportabile la tensione”. E uno cha ha visto il film, esce di casa, va dal proprio tatuatore di fiducia e si fa scrivere in gotico sulla schiena: Maccosa. Maccosa state dicendo? Perché questo marchettone? Seriamente, a chi fa bene una cosa del genere? Al povero cinema italiano? A Lombardi che magari incassa qualcosa col suo film? C’è la possibilità, anche remota, che parlando bene di questo film, magari anche un po’ infiocchettando la realtà, qualcuno ci guadagni qualcosa? No, cazzo. A me dispiace molto essere così cattivo, ma Lombardi prima di fare un film dovrebbe semplicemente studiare.

Kristen, sentiti i rumors, s'è fatta subito immortalare con il nuovo fenomeno dell'horror italiano!

Kristen, sentiti i rumors, s'è fatta subito immortalare con il nuovo fenomeno dell'horror italiano!

Lombardi è un ragazzo molto giovane, è nato nel 1986, e sta in fissa con Tarantino, Rodriguez, Roth. Cioè, gli piace quella roba lì. Che è come dire che a me che piacciono i Tame Impala, domani mi alzo e decido che è arrivato il momento per fare un disco di roba psichedelica super seventies. Non è necessario fare il regista: se ti piace quella roba lì, te la puoi guardare a casa, parlarne con i tuoi amici, diventarne il massimo esperto, scriverci dei saggi, andare ospite a Il Cinematografo e parlarne per ore in compagnia di Marzullo. Quello che vuoi. Non è che siccome il tuo film preferito è Saw o Hostel devi per forza dirlo a tutti facendo un film.

Metto su disinvolto la giacca per questa foto promozionale?

Metto su disinvolto la giacca per questa foto promozionale?

In alcuni momenti ho provato una seria tenerezza per questo film. C’è un tale distacco tra intenzioni e risultato, che viene voglia di abbracciare tutti fortissimo Orsetti del Cuore Style. Le sceneggiature di Tarantino. Ma quanti cazzo di danni hanno fatto? Vi ricordate A/R Andata+Ritorno di Marco Ponti? Eravamo nel 2004 e a un certo punto c’è questa sequenza in cui uno dice la sua su Superman (da 0,53). Quelle piccole frasi imbevute di cultura pop che nascondo teorie che parlano d’altro. Lo fa Tarantino in Pulp Fiction, perché non lo posso fare anche io? Sai perché, Marco Ponti? Perché non scrivi come Tarantino. Dite che è sufficiente come ragione? Salto temporale in avanti, arriviamo al 2011 e al cinema vediamo tre ragazzi in jeep – inquadrati sempre nello steso modo con una camera car piazzata davanti al parabrezza che non ci si è preoccupati nemmeno di pulire – che vagano per le Marche truccata da Texas. Truccata talmente bene che in uno dei pochi campi lunghi si vede un cartello stradale che indica la città di San Severino (la città non è questa, ma avete capito), c’è il benzinaio dell’ERG e quelle robe lì che ci sono in Texas. I tre ragazzi parlano di uova ed “enunciano” le loro teorie sul cinema. Tutto scritto malissimo, senza ritmo, senza senso, ma con negli occhi e nel cuore quel cinema che ci piace tanto. E per rendere il tutto ancora più didascalico, a un certo punto si inquadrano i piedi di una delle ragazze e si alterna con un vecchio che si guarda Death Proof in una stazione di servizio. Perché questa è la lezione del cinema di Quentin. Basta fare cose del genere e tutto sarà bellissimo! (Spoiler: No. ) Aggiungiamoci per concludere il paragone Ponti – Lombardi poi che il film del primo vantava una forma che quella In The Market si sogna. Ma non sapete quanto se la sogna. Tipo… come spiegarvelo? Ecco! Ce l’ho! A/R Andata + Ritorno era un brutto film. In The Market non è un film. Lo dimostra anche questo frame.

La cartomante, dopo aver girato la carta "Ostacoli", sente freddo.

La cartomante, dopo aver girato la carta "Ostacoli", sente freddo.

Arriviamo alle cose più belle. C’è un momento straordinario in cui i ragazzi si chiudono dentro al market del titolo e, finalmente soli e indisturbati, saccheggiano gli scaffali del supermercato. Sotto c’è una canzoncina catchy e (si tenta di fare) un montaggio dinamico e veloce. C’è un solo problema: il tutto è stato girato totalmente al buio. Ma tipo che in sala non si vede nulla per almeno 10 minuti di film. Oh, giuro: niente. Ogni tanto intravedi qualcosa, tipo che capisce che quello è un braccio, una confezione di biscotti che per un microsecondo ha creato un riflesso… Il resto è nero. Poi Lombardi e il direttore della fotografia, N. Santi Amantini di anni 21, si sono ritrovati a guardare il girato e… cosa si saranno mai detti? Cioè, io ve lo giuro: non si vede nulla. Io pensavo che nemmeno ci fosse il direttore della fotografia. Poi vieni a sapere che è un ragazzo di 21 anni alla prima esperienza e anche lì ti viene da dire: “Ma studia, cazzo! Poi, fra un po’ di tempo lavori in un film. Non perché sono stronzo io che te lo dico, ma perché hai fatto una sequenza di minuti dieci tutta al buio! No, non te la prendere. Non fare così. Vieni qui, fatti abbracciare. Orsetto del Cuore Style”.

Per dire: qui c'è molta luce.

Per dire: qui c'è molta luce.

Poi c’è il nuovo Klaus Kinski, aka Ottaviano Blitch che arriva e fa il monologo da serial killer forse più lungo della Storia del Cinema. Mentre Lombardi perde ogni due per tre il filo del discorso e non becca un raccordo, uno stacco, un controcampo nemmeno dipinto, Ottaviano Blitch vince a mani bassissime il campionato mondiale di faccette. Tic nervosi, cambi di umore modello Kanye West e una spiegazione lunga come la quaresima che, oltre a citare un pezzo di Baricco paro paro (“Ma trattasi di quote!” Ne parliamo dopo, ne parliamo), dice cose come: “In fondo siamo tutti un po’ cannibali. Chi non s’è mai mangiato le pellicine delle unghie?”. Cita Freud, parla di antropologia, dice delle cose su internet e ribadisce un concetto 150 volte. Poi, via, un’inforcata di faccette che levati. A un certo punto canta la canzone de La Morte Corre sul Fiume. Un imbarazzo…

e poi di colpo: "FREUD!"

e poi di colpo: "FREUD!"

E poi c’è il sangue. Questa è una cosa molto importante: alla cassa ci hanno omaggiato di una Vomit Bag. Un piccolo sacchettino di carta bianco come quelli che ci sono sugli aerei se ti viene da stracciare, abbellito dal titolo e dalla tagline del film: “Mangia o sarai mangiato!”. Il servizio del TG3 ci ha già messo in allarme con la frase “La censura lo vieta ai minori” (c’è anche un po’ di polemica, dietro a questa frase. Le forze dei matusa che non vogliono farci vedere In The Market e lo censurano. Un film scomodo?) e poi si sventola il nome di Stivaletti. Quanto sangue c’è quindi in In The Market? Pochissimo. C’è un effetto, bello, curato da Stivaletti: una squartata su un tavolo. E poi? Allora: una mano in un tritacarne. Una forchettata nella coscia di una, con conseguente taglio. Delle budella estratte dalla pancia di uno. Schizzi di sangue. Poca, pochissima roba. In tutto copriamo penso 5 minuti di film? Non di più. La Vomit Bag, forse, è un filo esagerata. Carinissima l’idea, eh? Ma non ce n’era bisogno. Concludiamo con la questione quote. Il film inizia con Lost in the Supermarket dei Clash. Si vedono degli estratti da Death Proof. C’è un bel pezzettino di Stuck in The Middle With You. C’è il pezzo tratto da Oceano Mare di Baricco (mi sembra, eh? Io Baricco non lo leggo…). Roba per cui bisognerebbe pagare i diritti. E invece basta mettere nei titoli di cosa un semplice “quote” e la questione è risolta. Chiarisco: non mi interessa che i ragazzi abbiano zanzato un minuto e mezzo di Death Proof, ma è soprattutto l’utilizzo che qui ne viene fatto a dare fastidio.

9 agosto a Milano. Fun, fun, fun. Al Duande (Inside Joke)

9 agosto a Milano. Fun, fun, fun. Al Duande (Inside Joke)

DVD Quote:

“No.'”

Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

>> Sito | Trailer

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191 Commenti

  1. @harry: la tua tesi mi incuriosisce ma non mi e’ chiara. In che senso Lombardi conta piu’ di Seagal?

  2. @Nanni: credo che Harry voglia puntualizzare il fatto che la gente in questo bar preferisce buttare sterco con più enfasi in faccia a Lombardi piuttosto che a Seagal pertanto…beh è chiaro…no aspetta non ho capito nemmeno io il punto.

  3. @Nanni
    questa volta, no. Se te lo ripetessi poi mi diresti che sono ripetitivo. Questa volta non mi farò fregare dalla solita tecnica per cui fingi di non capire, io ti rispiego le cose e poi mi dici che sono un disco rotto.
    Capisco peraltro che l’affondo sia ormai irreparabile.
    A parte questo, ho ritrovato quella vecchia foto che mi avevi chiesto, di quando andavamo a scuola insieme:
    http://imageshack.us/photo/my-images/571/immagine5o.png/
    e tu avevi già la barba e gli occhiali…
    :)

  4. @harry: vedi tu, ma stiamo parlando di un concetto diverso e a me sembrava solo di dimostrarti che se una cosa la capisco ti dico che l’ho capita, mentre se non la capisco ti chiedo spiegazioni. Pensavo apprezzassi l’onesta/umilta’. Peccato, a una rapida occhiata sembra una tesi furiosamente delirante, ma hai calcato talmente tanto sulla sua inattaccabilita’ che ho pensato “di sicuro mi sfugge qualcosa” e volevo darti la chance di chiarirti prima di accendere la mia risposta definitiva…

  5. vi siete chiariti tra di voi?
    Io continuo a non capire una fava, ma forse sono io…

    GET A ROOM

  6. @Vinx
    mi dispiace, ma non saprei proprio come aiutarti.

    @Nanni
    Beh, da come ne parli mi sembra evidente che, per usare una tua espressione, ti sia “di sicuro sfuggito qualcosa”. Quindi sarei anche disposto a colmare questa lacuna, ma a questo punto ho anche il timore che, se ti avessi esposto la Terza legge della termodinamica, avresti reagito con le stesse parole. E cioè: “Peccato, a una rapida occhiata sembra una tesi furiosamente delirante, ma hai calcato talmente tanto sulla sua inattaccabilita’ che ho pensato “di sicuro mi sfugge qualcosa” e volevo darti la chance di chiarirti prima di accendere la mia risposta definitiva…”

  7. FERMI TUTTI: quindi, Harry, la tua spiegazione inattaccabile definitiva e’ “specchio riflesso”? La accendiamo?

  8. Vinny

    scusate, ho sentito vociferare che il film abbia incassato una cosa come 600mila euro..è possibile? vi risulta la notizia?

  9. @vinny: no, ci hai messo come minimo due zeri di troppo.

    http://filmup.leonardo.it/boxoffice/it/weekend/20110805.htm

  10. Vinny

    ma non c’è nel link!!

  11. Aldo Jones

    @Vinny

    Visto che è uscito da soli 10 giorni, il fatto che non compaia nella lista degli incassi del week end la dice lunga. :)

    Credo che 600.000 sia una cifra stratosferica per IN THE MARKET.

    Poi tutto può essere, eh….

  12. Vinny

    è quello che ho sentito dire da gente che ha lavorato a quella merd.. emmh a quel film.. giuro!

  13. @Vinny
    tu sei la prova del nove. Avrebbe incassato più di Cap america e del mio Harry Piotta-I doni del Mercante di gerbilli ?

    @Jones
    ti vedo in ascesa longitudinale…

    @Nannipiot
    ora capisci quali mostri ? :)

  14. Vinny

    si Harry.. sembra aver incassato più di capitan america.. ma è semplice visto che hanno truffato la gente…

  15. Aldo Jones

    Ok, Harry… pat pat

  16. @harry: ehm, no. Vinny ha fatto una domanda, io ho risposto con le prove. Dov’e’ il problema? E cos’ha a che fare con Steven Seagal?

  17. @Cobry
    il problema è che lui non ha afferrato i dati matematici che gli hai fornito tu stesso. Lo vedi dalla sua risposta. Come sono matematici i dati che io ho fornito a Te nella compagine endemica del nostro affaire Lombardì. O vuoi negare che ci sia maggiore partecipazione all’evento Lombardì piuttosto che all’evento Seagàl ?
    Dati alla mano, intendo ;)

  18. @harry: se Vinny non ha afferrato al volo i dati matematici che gli ho linkato e’ perche’ io ho recensito Steven Seagal in ritardo? Continuo a non capire il nesso.

  19. @nanni
    Continua così, appunto. Non ti precuppare <3

  20. @harry: ma figurati, eri tu che ci tenevi a spiegarmi una cosa, mica io

  21. @nanni: oppure tu a far finta di non capire, matematica inclusa :)

  22. @harry: ma io la matematica la capisco. In The Market ha piu’ commenti di quasi qualsiasi altro post su questo sito. Oltre la meta’ sono miei e tuoi. La parte che non mi e’ chiara e’ cosa dimostra. A te la palla.

  23. Tranquilo ;)

  24. @harry: quindi rinunci senza neanche provare? neanche un pochinino? alla faccia dell’inattaccabilita’… guarda che non avrei mica insistito se non mi fosse sembrato che ci tenessi davvero tanto… mi dispiace, se ti va spiegamelo pure via mail

  25. Vinny

    sapevate poi che la distribuzione di questa merda fumante è stata interamente pagata dal figlio di papà e leghista Lombardi?

  26. Quando ho letto il numero di commenti speravo fosse arrivato Lombardi (o comunque qualcuno di quel giro lì) e fosse scoppiato il “maniòmio”, invece c’è tale Harry Piotta che ha fatto più commenti di tutti dicendo “NON DOVETE COMMENTARE!” :(.

  27. @Nanni
    con “Tranquilo” intendevo che se ne parla davanti a una birrozza. Infatti quest’anno sarò al Fright Fest. Ci vediamo là ;)

  28. @harry: ma grandissimo!!! Il primo giro e’ mio, fatti sentire e se hai mentito ti meno ;)

  29. ma e alloraaaa! ci sarò anche io!

    Gran pacche sulle (s)palle!

  30. Ole’! Tutti al FrightFest! Ammucchiata! Chi viene al FrightFest e non mi contatta e’ uno shyamalan :)

  31. Vinny

    ci sarà pure Lombardi col suo In the Markette

  32. …ho come la vaga impressione che al FrightFest farò la fine dell’Uomo Libellula alla sua prima uscita, nel vicolo…

  33. Cla

    I pantaloni da pescatore di Ottaviano Blitch.

  34. Coltellage

    Ma è vero che Lombardi per girare in the market si è ispirato a Maccio Capatonda?

  35. Coltellage

    sapevate che IN THE MARKET è entrato tra i concorrenti e gareggia per il david di donatello?

    http://www.daviddidonatello.it/concorrenti.php#

  36. userisdead

    La mia scimmia lo ha visionato ed è passata all’eroina. Io, per fortuna, avevo letto prima la rece. Lo cancello con lo shift, perché tengo famiglia.

  37. Mr.POP

    Proposta di oggi da parte di un amico:”Dai, chiamo Dario e Daniel e ci guardiamo un film merda da te”? Io:”Ok, solo che un film merda non lo cago”…motivo per cui dovevo cercare qualcosa da poter scaricare velocemente. Il primo titolo che mi è venuto in mente è stato “In the Market”, lo avevo evitato come la peste, io che ve lo posso giurare, guardo ogni cosa, ma complice il fatto che l’amico della proposta mi aveva parlato pochi giorni prima di aver visto una video-recensione dove lo distruggevano, ecco che ho optato per il film di Lombardi. Ora – io quando guardo certi prodotto riduco le pretese. Riesco ad apprezzare anche i film della Asylum che hanno un loro scopo – far ridere -. Questo “In the Market” non ha niente. E’ lammerda allo stato puro e non credo in vita mia di aver mai visto niente di così osceno. Non puoi spacciare un film per quello che non è, non puoi prendere così per il culo lo spettatore. Avevo capito che era un vomito di film, ma giuro che non pensavo fosse così….boh, non riesco neppure a trovare una parola. Sono amareggiato…

  38. Mr.POP

    …poi l’idea geniale di nascondersi nei bagni del supermercato aspettando che chiuda…MA SE CAZZO HAI FATTO VEDERE CHE E’ UN MARKET APERTO 24 H SU 24 MALEDETTO LURIDO STR**O! Ancora non ci credo, fanculo a me che l’ho guardato.

  39. paolo

    Appena visto, troppo artigianale e troppo pretenzioso a cominciare dalla ridicola campagna di marketing (sbeffeggiata non solo qui), e dire che mi stavo quasi preoccupando per sua scarsa reperibilità… I film del GALP sono una spanna superiori, e dire che lì producono da amatori (regia inclusa). “In the market” gioca in modo “nerd” con 100 generi e sputtana un panorama già crudelmente martoriato di suo, alla fine risulta indifendibile, anche volendo spulciare gli aspetti positivi ne becchi giusto uno o due, tanto valeva fare un cortometraggio e soprattutto fare più “gavetta”. Altrimenti qui passa l’idea che la sera guardi “Grindhouse” e la mattina dopo giri “Pulp fiction 2” come se nulla fosse. Insomma anche se sto ripetendo cose già dette l’horror italiano non passa di certo da qui. Per fortuna che c’è molta altra roba valida in giro, ad esempio Albanesi, Boni & Ristori oppure Zampaglione – de gustibus, ovviamente.

  40. Ludwig Dan

    Grande recensione, la rileggo e mi faccio ancora delle grandi risate! Io andai a vedere il film al cinema perchè convinto a sostenere il cinema indipendente italiano…dopo il film volevo i soldi indietro. Questa recensione mi ripaga del prezzo del biglietto!
    Posto qui il trailer del nuovo film del direttore della fotografia di quella merda di In the Market per farvi notare che non ha ancora capito che deve illuminare le scene. :O

    http://www.youtube.com/watch?annotation_id=annotation_178947&feature=iv&src_vid=hQzUqjF1Za4&v=cH6OL8Vac_w

  41. Izbi

    “Lombardi presenta”
    Ma porco dio… stammerda di persona ha anche credito. Io sinceramente non ci credo. Perche vabbene le raccomandazioni ma questo e’ veramente indifendibile.

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