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Richard B. da Marte: la recensione di Riddick

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RCHERD RUDIK.

Più che per i suoi comunque notevoli meriti cinematografici, Pitch Black fu un cult istantaneo perché restituiva al cinema di fantascienza una figura che mancava dai tempi di Fuga da New York o Mad Max: un eroe FIGO. Con le sue menate, certo, con il suo bel passato turbolento e probabilmente dei segreti inconfessabili tipo l’amore per i cani con i grossi occhi tondi e teneri, ma in fin dei conti un maschio alfa, quello che anche contro un branco di mostri alieni dalla forma bizzarra e dall’appetito insaziabile sai già che ne uscirà vivo, sputando proiettili dalla pistola e one-liner dalla bocca. L’opposto polare dell’eroe action alla Die Hard, volendo, ma va benissimo, perché la natura stessa della minaccia che affronta rende accettabili e anzi auspicabili atti di eroismo estremo e improbabili salvataggi all’ultimo secondo.

The Chronicles of Riddick fa schifo soprattutto perché si dimentica questo assunto per sostituirlo con raffazzonatissime mitologie e storie di razze superiori e sterminatrici e i turbamenti di un mercenario che si ritrova all’improvviso re di quella stessa razza superiore et cetera. Chronicles è una parabola di formazione e presa di coscienza applicata a un protagonista che non ne aveva bisogno.

Riddick, pur essendo nella teoria un sequel di Chronicles, resetta l’orologio della awesomeness del suo protagonista e lo fa tornare indietro ai tempi di Pitch Black. Solo, questa volta, al posto dei civili da proteggere con riluttanza ci sono dei generici cartonati di mercenari spaziali che lo vogliono morto. In più, c’è un cane dai grossi occhi tondi e teneri. Sigla!

«Abbiamo ricostruito tutti i set in studio, con meno green screen possibile. La sabbia che vedi nel film l’abbiamo trasportata qui da un deserto vero. Le creature? Pupazzi di gomma animati e solo in parte ritoccati al computer». Questo raccontava con una certa fierezza Vin Diesel dal set canadese di Riddick, a ribadire l’intenzione sua e di David Twohy di cancellare dalla memoria collettiva Chronicles e di girare il vero Pitch Black 2. Il risultato? Come per ogni altro aspetto del film, sta appena un po’ a sud dell’obiettivo preposto.

Il pianeta dove Riddick casca in seguito a un improvvido tradimento orchestrato, in un orrendo flashback di quelli che capisci che siamo nel passato perché ci sono gli effetti anni Novanta, da Karl Urban, il quale nei due minuti in cui sta in scena si guadagna di diritto una nomination ai Premi Bravo a forza di bronci, e le cui azioni sconsiderate hanno come effetto quello di invalidare qualsiasi cosa raccontata in Chronicles, il pianeta dove Karl Urban sbatte Riddick è una versione assassina del Marte versante John Carter: immensi deserti rossi, montagne che torreggiano rosseggianti anch’esse, orridi ibridi animali frutto di uno stupro dell’evoluzione. La prima mezz’ora di Riddick è gloriosa: tolti un paio di brevi monologhi interiori di Riddick il film rimane completamente muto, e ci presenta un mercenario che ci mette un istante ad accettare l’idea di essere stato, per l’ennesima volta, abbandonato e lasciato per morto su un astro estraneo, e i successivi trenta minuti a insegnare a Tom Hanks come si fa a costruirsi un rifugio e strumenti utili alla caccia e alla pesca senza frignare per ciò che ormai è perduto. C’è Riddick, la sua solitudine, una crestomazia di mostri che lo vogliono far fuori e che alla fine le prendono. E un cane dai grossi occhi tondi e teneri.

Sopra: Bubastis, I summon you!

Sopra: Bubastis, I summon you!

Esatto: tra le decine di meravigliose creature la cui natura di pupazzoni rimane sempre evidente anche nei momenti in cui ai modellini è sostituita la CGI (avreste dovuto vedere e toccare il pupazzone del cane: sembrava vero) c’è anche un cucciolone stile Pixar che Riddick salva, addestra e trasforma nel suo fedele compagno. Abita su un pianeta alieno e distante, ma [nome] è pur sempre un cane, e quindi salta in giro abbaiando, si rotola e fa tutta quella serie di cose che i cani fanno per rendersi ridicoli di fronte al mondo. La scelta non è né nuova né sbagliata in linea di principio, ma in qualche modo macchia l’atmosfera solenne e gelida del primo atto, presagio di un problema che piagherà tutto il film.

Per quanti campi lunghi su fondali anni Sessanta – allora erano dipinti, qui è green screen, ma visivamente il risultato è sempre lo stesso: iperrealismo caricaturale e quasi cartoonoso, coraggiosissimo, funzionale e molto promosso – Twohy possa elargire per farci immergere nell’atmosfera di [pianeta], un action da vendere ai ragazzini ormonati ha bisogno di azione e antagonisti. Che culo che il signor [abitatore di pianeta] abbia costruito una base per mercenari dov’è alloggiato anche un razzo segnalatore spaziale che, acceso da Riddick, convoca su [pianeta] non una ma due squadre di cacciatori di taglie! Esse sono così composte:

Sopra: Santana.

Sopra: Santana.

LA SQUADRA DEI CATTIVI. Il capitano è Santana che poi è Jordi Mollà, il traditore di Blow nonché il signore della droga cubano di Bad Boys II. A lui tocca il ruolo migliore, capitano senza scrupoli di una squadra di mercenari, violento e codardo, lascivo con le fanciulle e sottomesso con chi alza la voce, doppiogiochista e vermiforme. A lui tocca anche una parte centrale nella scena migliore e insieme peggiore del film – una in cui il finora crudo realismo viene gettato dalla finestra e Riddick sfocia francamente nella cazzatona. Questo per confermare che ogni pezzo del film ha un neo più o meno grosso che potrebbe far cambiare radicalmente il giudizio a seconda di quanto si sia disposti ad accettare che Riddick ha i superpoteri.

Nella squadra dei cattivi c’è altra generica gente senza personalità, oltre a Dave Bautista, a cui viene assegnato l’improbabile ruolo del codardo opportunista. Alla fine, qualcuno muore male, qualcuno no.

Sopra: Dahl.

Sopra: Dahl.

LA SQUADRA DI STARBUCK. Il cui capo teoricamente sarebbe Matt Nable il quale ha qualche problema di natura personale con Riddick, ma un po’ non voglio spoilerarvi la cosa, un po’ il tutto è talmente raffazzonato e inutile, e conduce tra l’altro ai trenta secondi finali di film peggiori che io abbia visto quest’anno, che preferisco ignorarlo e concentrarmi sul fatto che nel ruolo della donna spaccaculi che resiste anche a un tentativo di stupro hanno preso una donna che nella vita è diventata famosa per il ruolo della donna spaccaculi che. Starbuck è meravigliosa, ovviamente, e segnalo a chi interessa che esce anche le tette in una sequenza in cui Riddick la spia sorridendo felice.

Lei ovviamente non se ne accorge, e il bello del secondo atto è questo: dopo essersi mangiato la scena per mezz’ora, Riddick scompare, l’attenzione si sposta sui mercenari che lo stanno cercando e il suo unico modo di essere in scena è sotto forma di sguardi spaventati, racconti a mezza voce, trappole e cadaveri disseminati nei dintorni della base. Lì Riddick diventa un film su una minaccia invisibile in cui detta minaccia sarebbe teoricamente il protagonista. Peccato per il diffuso anonimato e la generica idiozia delle due squadre di mercenari, che un po’ ammoscia l’impatto di un’ora di film pensata con coraggio e creatività. È qui, tra l’altro, che Twohy dà il meglio di sé, perché non potendosi più nascondere dietro i paesaggi in CGI deve concentrarsi sulla regia, inventandosi modi per nascondere il protagonista, girargli intorno senza mai far dimenticare la sua silenziosa presenza.

Sopra: drammi shakespeariani.

Sopra: drammi shakespeariani.

Poi niente, per ragioni assimilabili al “i soli sono tramontati” di Pitch Black succede che Riddick entra in contatto con i mercenari e il film diventa Predator nel deserto. È la parte più pigra e prevedibile di Riddick, baciata da un paio di sequenze di combattimento con mostri alieni che però non raggiungono mai le vette di Pitch Black e danneggiata dal suddetto finale, che oltre a recuperare lo spirito Pixar del cane con gli occhi grandi e teneri – metaforicamente, non sto certo parlando di

«DUUUUU».

«DUUUUU».

questo – tradisce quasi completamente il personaggio stesso di Riddick, oltre a spianare la strada per un quarto capitolo disastroso come fu disastroso Chronicles.

Tutto sommato pazienza, perché fino a lì ci si diverte. Forse è il massimo che ci si poteva aspettare da Riddick e dal franchise in generale, le cui cartucce migliori si sono esaurite con Pitch Black – impossibile sperare di riprodurre quel terrificante e violentissimo minimalismo di scrittura senza scadere nell’autoplagio – e che ora continua a vivere/vivacchiare sul carisma innegabile del suo protagonista e su quel paio di one-liner che sulla memoria hanno quell’istantaneo effetto cingomma; in un certo senso tra l’altro consiglio di cuore il tremendo doppiaggio italiano, che regala chicche rumentomorfe con la frequenza con cui Vin Diesel dice «hnngrrr» con il suo vocione bassissimo.

È difficilissimo da prendere sul serio, ma per chi accetta di guardare quella che di fatto è una power fantasy per gente con i brufoli e l’intera collezione degli Urania Riddick potrebbe essere anche il film dell’anno.

RIDDICK: AMMALIA LE DONNE, UCCIDE I CATTIVI.

RIDDICK: AMMALIA LE DONNE, UCCIDE I CATTIVI.

DVD-quote suggerita:

«One part derp, three parts awesome!»
(Stanlio Ku/b/rick, i400calci.com)

>> IMDb | Trailer

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80 Commenti

  1. Past & Fasul

    Prima parte veramente ottima…seconda decisamente al di sotto delle possibilità…spero comune che le avventure del conan spaziale continuino…

  2. Giovi 88

    SPOLILER (Almeno per chi non ha visto Pitch Black)

    A quanto posso vedere dai pochi commenti e dagli incassi alquanto modesti il buon vecchio Riddick è passato inosservato… E sinceramente non posso criticare quest’aria di “distacco” perché purtroppo Riddick tra alti e bassi risulta dimenticabile. Cioè da grande fan di questa serie (si, mi è piaciuto anche il secondo) non lo posso bocciare, un po’ proprio perché mi risulta difficile parlarne male e un po’ perché alla fine il film fa il suo lavoro.
    Parte subito forte mostrando il lato animalesco di Riddick e il suo ambientamento nel pianeta ostile, poi c’è quella sorta di flashback dove in meno di 5 minuti si cancella frettolosamente e ingloriosamente Chronicles, ed ecco che arrivano i mercenari. Fin qui quindi tutto ok nonostante il flashback, e possiamo vedere che i due gruppi di mercenari che arrivano presentano personaggi con una buona personalità e soprattutto sono cazzuti (va bene, anche idioti) e soprattutto sono armati fino ai denti. E qui ecco che si genera quella tensione classica della serie, irrompe Riddick e ne fa fuori 3 (con l’aiuto anche di alcune trappole), e le premesse non possono che essere altissime. Ma si ferma qui… Pausa di riflessione…
    Irrompono i mostri con l’aiuto della pioggia che si sostituisce al buio di Pitch Black ed ecco Riddick incatenato che fa battute proprio come nel primo episodio della serie, i mostri intanto ammazzano due mercanari… Stop… I mercenari rispondono, ammazzano un po’ di mostri e… Stop… L’atmosfera di tensione di Pitch Black e della stessa prima parte del film è adesso un lontano ricordo, il tutto diventa prevedibile e sfruttato non propriamente al massimo. E non credo sia problema del budget basso, e a proposito c’è da dire che Twothy lo sfrutta alla grandissima a mio avviso, ma semplicemente di sceneggiatura. Troppo occupata a fare l’occhiolino a Pitch Black che a far avanzare il film con interesse, cioè in alcune scene sembrava di assistere più ad un remake forzato che ad una citazione!
    Infine posso dire che Riddick ha alcuni buoni spunti, qualche scena non male e più di una inaspettatamente divertente, con un Vin Diesel in gran forma e un cast di supporto che non sfigura. Ma è tutto lasciato a metà, non si concretizzano le buone premesse e ho paura che la serie cominci ad accusare un po’ di stanchezza… Secondo me lo apprezzeranno di più quelli che non hanno visto il primo capitolo, per tutti gli altri (me compreso) posso dire che è stato bello ritornare nel mondo di Riddick ancora una volta e che… domani sera su Italia 1 fanno Pitch Black!

  3. David Kronenbourg

    SPOILERS AMMANETTA

    Visto l’altro ieri in double team con Spewo, ho volutamente lasciato passare un giorno per riflettere meglio su ciò che abbiamo visto.

    Sono passati 9 anni da Chronicles e l’unica cosa che tirano fuori ‘sti fenomeni è una brutta copia di Pitch Black, col cane al posto della bambina, complimenti.
    Passi che mi fai trasformi Riddick in “Bear Grylls goes to Mars”, ma per 3/4 d’ora non succede un cazzo, a parte lui che da’ il Ciappi al cane, messo solo per il motivo di seccarlo e poi di far fare brutta figura agli altri cani parlanti.

    I mercenari sembrano cazzuti ma ho fatto scorregge più memorabili di loro ed erano praticamente i teenager di un qualsiasi Venerdì 13, solo che li fanno morire praticamente offline, per non parlare del ragazzino che pregava (cazzutissimo come mercenario eh?), messo li’ solo per far dire a Riddick le solite stronzate sulla religione. Si salva ovviamente la Sackhoff, ma grazie al cazzo, se mi sbagliavi anche il suo ruolo vuol dire che sei proprio un bambino speciale di gesù.
    Proprio la mancanza di carisma dei mercenari rende le scene in interno loffie, quando Santana apre l’armadietto c’era la stessa tensione di quando ti allacci le scarpe e non ti frega più un cazzo di come riddick compaia e scompaia a vanvera come il mago Zurlì.

    Ci vogliono 90 minuti per far vedere un po’ di sangue (oltretutto nella scena top da straight to Sylvester per il miglior wtf), 90 minuti diocristo, ma siamo andati a vedere Riddick o l’ultimo film di Moccia?

    Cos’è, con Dredd improvvisamente Urban è diventato così monetizzabile da metterlo quasi prima Diesel nei credits con uno screen time di mezzo minuto? Manco fosse Marlon Brando in Superman…

    Le moto erano ridicole, si muovevano a cazzo e le loro scene in cgi facevano rimpiangere quella presa per il culo all’inizio di Lockout, e ho detto tutto.
    Le scene di pizze sono poche e girate male, non si capisce un cazzo.
    Il fight Diesel-Bautista… Ah c’è stato un fight Diesel-Bautista? manco me n’ero accorto.

    Il dialogo finale farebbe cagare pronunciato da qualsiasi protagonista di un Harmony, in bocca a rcherd rudik è stato così sconvolgente da sembrare un esperienza mistica, già vedo il quarto capitolo: “Riddick, missione tata”.
    Gli unici a divertirsi in sala erano i bimbominkia, film ovviamente diretto a loro qui in Italia, mentre non posso capire come possa funzionare in usa, visto che è R rated.

    Detto questo io direi che 3/4 è da buttare e l’altro da tenere, ma non riesco a capire quale sia questo quarto salvabile, ah sì, c’è il reparto tette, incredibile, messe lì completamente aggratis, ma penso che non dovrebbero essere il vero motivo di interesse verso questo franchise…

  4. Magdalena

    Purtroppo d’accordo con David.
    Considerando che ho avuto le prime turbe ormonali proprio con Pitch Black, che ho apprezzato persino Chronicles, direi che fossi di parte (ma dalla parte giusta) per accettare qualsiasi cosa.

    E invece no. Non ero pronta.
    L’inizio “Io sono leggenda” col cane ok. Riddick scienziato che si distilla e inocula il veleno da solo, ok.
    Tutto molto figo. Io francamente la Sackhoff (probabile antipatia personale ante litteram) l’ho odiata in questo film, lei e il suo stereotipo vivente su due gambe della donna cazzuta come solo un uomo se la immaginerebbe (non mi sorprende che vi abbia stregati, poi non chiedetevi perché le femminucce però vi guardano col sopracciglio sollevato quando guardate sti film).

    I mercenari sono la solita compagnia di squilibrati poco organizzati una squadra (ovviamente dove c’è il ragazzino religioso, chiaro no?), l’altra una massa di gente vestita uguale come gli X-Men. E poi boh, who cares?
    Domanda: a cosa diavolo serve la trousse di phard e altra roba a caso (non entro nello specifico per non essere scomunicata) a Starbuck che da inizio film c’ha due occhiaie che toccano terra?

    Il finale è quanto di peggio potesse mai succedere.
    I titoli di testa erano stati indicativi sul livello generale del film, ma ho voluto crederci fino in fondo.
    Ma si sa che chi vive sperando, muore… male.

    • Fra X

      “Io francamente la Sackhoff (probabile antipatia personale ante litteram) l’ho odiata in questo film, lei e il suo stereotipo vivente su due gambe della donna cazzuta come solo un uomo se la immaginerebbe (non mi sorprende che vi abbia stregati, poi non chiedetevi perché le femminucce però vi guardano col sopracciglio sollevato quando guardate sti film).”

      Eh, eh! Io mi tengo Valeria, Ripley e Trinity che erano toste ed affascinanti! XD

    • Fra X

      Ma anche Zula di Conan 2!

  5. blueberry

    cacchio mi so perso pure questa!

    a mio modo di “sentire”… pitch black è stata una cosa, e chronicles un’altra.
    voglio dire, il personaggio è stato tradito (un po’ in pitch black diggià) con chronicles.
    sia pb che chronicles hanno il pretesto della fantascienza per mostrare personaggi che si muovono su fondali diversi e quindi abbiamo un gruppo di persone smarrite su un pianeta con un pluriomicida condannato all’ergastolo in carceri di massima sicurezza nonché fuggiasco nel primo, un gruppo di persone bisognose di aiuto contro gli unni nel secondo.
    nel primo riddick è un uomo cattivo pronto a tutto pur di svignarsela (e un po’ mi tradisce con l’amicizia verso la ragazzina che si spaccia per ragazzino che torna a salvare con l’astronave) e nel secondo riddick è un uomo disposto a salvare l’universo soltanto perché la ragazzina non è più un finto ragazzino ma una carcerata che lotta con le lamette gillette e ad installarsi su di un trono (conan?) battendo shang tsu a duello.
    se non era già questa un’operazione da “ti snaturo il personaggio”…

    riddick vince perché è vin diesel a vincere. così come jena vince perché è kurt a vincere.
    lo stesso dicasi per Hannibal.
    se non fosse stato per Hopkins in piedi ad aspettare, dietro al vetro, la lesbicona figurati chi avrebbe dato credito a questo comprimario (vi pare bello l’accostamento “mostro della cultura”=”mostro umano”? io sapevo che l’assenza di cultura genera mostri e non viceversa……).

    eppoi è inutile scannarsi: NY e LA fanno “ridere” (=prendo i cliché e ti ci ingozzo per il tuo puro divertimento) tutt’e due allo stesso modo. in NY fa ridere il punkettone, in LA il che guevarone, eppoi sì, sono la stessa roba aggiornata nella colonna sonora.
    e poi per favore basta con la golino. una che ha fatto hot shot!

    @magdalena
    è che la donna nella narrazione è stereotipata e/o assurda perché sono gli uomini gli autori della narrazione.
    e non so se faccia più schifo la donna che cerca d’imporsi mediante un sex and the city/desperate housewife (immagino siano prodotti pensati da donne per le donne ecco non ho approfondito più di tanto e spero di non sbagliare) o gli autori che le tratteggiano tutte uguali o improbabili altamente

  6. Jax

    Visto con notevole ritardo. Che dire, per tre quarti di film ho gridato al miracolo…paradossalmente fallisce quando vuole riprendere (leggi ricopiare) Pitch Black. Troppo frettoloso e superficiale. Peccato perchè sia nella prima parte “Cast Away” che nella seconda “Predator” era stato fantastico.

    Chronicles sono sicuro di averlo visto al cinema e di esserci arrivato anche discretamente gasato, sono altrettanto sicuro di non ricordare assolutamente niente del film se non un filtro fotografia sabbia del deserto. Incredibile.

    • Fra X

      Notevole ritardo? Scusa, ma è uscito l’ anno prima, non nel 90. Allora io che dovrei dire che PB l’ ho visto oggi! XD Comunque da come ho capito oltre a “Predator” rifà il Rambo del primo film nella parte centrale: la preda che diventa predatore.

  7. Axel Folle

    Primo film di Riddick che vedo. Nulla di trascendentale ma un fumettone ritmato e divertente. Avvincente quando basta ha qualche problema sul versante dell epica, il finale per quanto avvincente non mi ha soddisfatto.

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