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Per quello che ha da fare, fa il militare: Capitan America – The Winter Soldier

Prendetevela comoda, e guardatevi l’ultimo episodio dell’Uomo Tigre:

Piaciuto?
Pensateci: è stato fatto nel 1971.
Quarantatre (43) anni fa.
All’epoca gli hipster si chiamavano ancora solo “hippie” (e trombavano molto di più, ma è un altro discorso).
In Italia, paese che ospita il Vaticano, venne trasmesso in tv nel 1982, originariamente su Rete4 e poi su svariati noti circuiti di canali locali. Fu commissionata una sigla ai mitici Cavalieri del Re, furono ingaggiati i migliori doppiatori del circondario (su tutti Nino “Mr. X” Scardina e Bruno “Baba” Cattaneo), e venne piazzato – assolutamente intatto – nella fascia pre-pomeridiana, lo slot di punta dei programmmi per bambini.
Riguardatelo. Fascia oraria per bambini.
Non facciamo discorsi psicologici – io sono cresciuto con l’Uomo Tigre e poi da grande ho fondato i400Calci.com, che non è necessariamente una cosa sana che una madre si augura – e limitiamoci al puro dato storico.
Oggi, se lo raccontate in giro, non vi crede nessuno. Vi dicono “sì, come no, e magari la sera trasmettevano giochi a premi in cui lo scopo era spogliare le vallette”.
Oggi una cosa del genere verrebbe vietata ai minori di 14 anni alla terza inquadratura senza che nessuno batta ciglio. Anzi, peggio: negli USA verrebbe etichettato “R” (Restricted), che significa che i minorenni possono entrare solo se accompagnati dai genitori.
La categoria di pubblico più commerciabile invece, quella a cui tutti gli studios si riferiscono quando producono i film più grossi e vogliono sperare di indovinare uno dei maggiori incassi dell’anno, si chiama “PG-13” (Parental Guidance – 13). Significa che è fortemente consigliata la presenza dei genitori per i minori di 13 anni, mentre i regazzini delle superiori possono fare il cazzo che vogliono. E lo sapevate? La categoria “PG-13” compie 30 anni quest’anno. Fu inventata infatti nel 1984 su suggerimento di Steven Spielberg, dopo che diversa gente protestò che PoltergeistGremlins e Indiana Jones e il tempio maledetto erano indirizzati a un pubblico di ragazzi ma contenevano scene che potevano impressionare i più giovani. Le scena di Mola Ram che strappa cuori a mani nude qui in Gran Bretagna (paese distante circa 1500km dal Vaticano) è stata censurata fino a ieri l’altro, giuro. Un mese fa un amico mi raccontava di come da bambino giocasse a fare Mola Ram con suo fratello e PAM! gli tirava semplicemente una manata sul petto e il fratello fingeva di star male senza motivo, come se fosse il colpo delle cinque dita di Kill Bill. Ha scoperto la cosa del cuore strappato perché gliel’ho detta io.
Ma erano comunque tempi in cui il botteghino a fine stagione veniva vinto da Rambo 2, e gradualmente le cose sono peggiorate.

Ve lo sto dicendo col cuore in mano

Ve lo sto dicendo col cuore in mano

Ad esempio nel 1990 Paul Verhoeven gira Atto di forza, infilandoci liberamente tutta la violenza esagerata che piace tanto a lui e a noi, con il suo solito spirito satirico. Qui il suo bersaglio erano appunto certe fantasie liberatorie tipiche degli action americani, soprattutto nella scena della sparatoria in aeroporto in cui la coreografia indugia sui civili innocenti crivellati dai proiettili vaganti del fuoco incrociato tra Schwarzenegger e i cattivi. Qual è la reazione del nostro eroe al riguardo? Si preoccupa? Si dispiace? Macché: impassibile, prende su uno dei cadaveri e lo usa come scudo. In tre minuti, c’è tutto quello che sette anni dopo provò a ripetere Michael Haneke in un film intero infinitamente più didascalico e spocchioso.
La trollata purtroppo funziona:il film spacca il botteghino in due, i giornali iniziano a lamentarsi della violenza nei blockbuster. L’anno seguente quel mocciosetto stronzo di John Connor ordina a Terminator di non ammazzare nessuno: il film in questione non è ancora esattamente all’acqua di rose, ma l’ufficio stampa diffonde la trovata, i giornali ci si agganciano e inizia il conto alla rovescia. Verhoeven ridicolizzerà anche il sesso con Basic Instinct: otto anni di Clinton faranno il resto.
Precisiamolo: sottoporre un film all’MPAA (Motion Picture Association of America), l’organo ufficiale che si occupa di queste cose, NON È un obbligo di legge. Semplicemente, se non ti adegui fai brutto. Se non ti adegui e non fai etichettare il tuo film, i gestori delle grandi catene di cinema non si fidano e nella maggior parte dei casi si rifiutano di programmare il tuo film, così come sa loro un po’ fatica programmare pellicole etichettate R perché per pura demografica incassano meno nelle proiezioni pomeridiane infrasettimanali.

I morti non protestano

I morti non protestano

Ma cosa serve oggi ad un film per rientrare nella categoria PG-13 e non sforare nel Restricted?
L’MPAA è molto restio ad emettere pubblicamente regole ufficiali precise: un po’ per filosofia, per lasciare i suoi membri liberi di interpretare il feeling di una scena a sentimento, e un po’ per evitare litigi infiniti su presunte contraddizioni. Esiste un simpatico documentario al riguardo. Fondamentalmente è la mancanza di obblighi legali a permettere loro di cavarsela con queste assurdità, trincerati dietro al “se non vi garba, nessuno vi obbliga”. Il cavillo stronzo consiste nel fatto che è invece legalmente obbligatorio segnalare se un film è stato appunto sottoposto o meno al visto censura, e con quali esiti. Questo lo dobbiamo alla vecchia usanza di alcuni film sfigati, tra cui notoriamente I Spit On Your Grave, di contraffarre l’etichetta dell’MPAA con falsi rating.
Comunque, alcune indicazioni di massima sono note: niente sesso, niente fumo, niente droga, niente parolacce, pochissimo sangue (dal ginocchio graffiato in giù). Sono concessi solo topless maschili e – sembra una presa per il culo ma non la è – si può utilizzare la parola “fuck” UNA volta, a patto che sia esclamazione e non verbo.
Dopodiché ci sono accorgimenti diffusi, cose che i produttori hanno imparato a forza di vedersi tornare indietro i report dettagliati (quelli sì) dell’MPAA, e a furia di leggersi il feedback del pubblico alle proiezioni di test. Perché sì, prima che l’indignazione vi salga oltre i livelli di guardia, sappiate che le persone su cui queste misure sono state tagliate esistono davvero. L’altro giorno ad esempio un conoscente mi diceva “Vorrei portare i miei figli a vedere il film dei Lego, ma non ho capito se è o meno per bambini”. Io l’ho guardato stortissimo, eh? “Eh ma sai quante volte capita che un film sembri per bambini e poi invece ci sono scene un po’ troppo…” e qui ho compassionevolmente cambiato argomento prima di scoprire a cosa si riferisse. Ok, liberissimi di pensare sia un caso particolare, ma intanto esiste. Un’altra cosa che esiste sono le proteste e gli sfottò su quanto l’MPAA sia particolarmente intransigente nei confronti di sesso e parolacce ma, in proporzione, stranamente accomodante verso la violenza. Ora, secondo voi, se protestate che l’MPAA non tratta a pari merito sesso e violenza, come volete che rispondano? Diranno “oh accidenti, avete ragione, siamo degli stolti bigotti ipocriti, dovremmo smetterla di essere così intolleranti nei confronti di un atto così sano, bello e naturale come il sesso”, o diranno piuttosto “avete rotto il cazzo, ok, censureremo maggiormente anche la violenza”?

E se con quell'arpione ci sbudellasse qualcuno?

E se con quell’arpione ci sbudellasse qualcuno?

La trovata più recente, nonché quella che ci riguarda più da vicino, riguarda quel morbo per cui la stragrande maggioranza delle scene action nei film PG-13 degli ultimi anni sono diventate di colpo inguardabili.
Ce ne siamo accorti tutti subito: prima abbiamo dato la colpa a tentativi falliti di imitare Paul Greengrass, poi a un modo goffo per camuffare stunt non perfetti, poi a generica incapacità.
E invece no: sono precisi ordini dall’alto.
È la trovata hollywoodiana per smorzare la violenza: si lascia intuire il gesto, si confondono le meccaniche, si nasconde l’impatto. Si va da A (le intenzioni) a B (il risultato) gettando fumo e nebbia su tutto quello che sta in mezzo. I più sensibili non si spaventano, i più deboli non imitano, e i concetti passano ugualmente mentre le coscienze dormono. Lo spettacolo lo si fa intorno: eventuale slow motion nei momenti coreografici innocui e focus sul catastrofico. La parola chiave è: “non realistico”.
Non guardatemi così: è un’idea che ha più buchi di un groviera ma non me la sono inventata io. Vi incoraggio, anzi, a segnalare eventuali approfondimenti e/o correzioni.
E di nuovo: nessuno li obbliga, e non è regola stretta. Poca gente però ha voglia di rischiare di perdere tempo e soldi a dover sottomettere un film a ripetizione finché non viene fatto stagliuzzare il giusto.
Di fatto c’è che sono passati 30 anni e il PG-13 è passato dall’essere inventato apposta per permettere ai ragazzini di vedere cuori strappati a mani nude al precludere sul nascere un eventuale film su Nonna Abelarda. Tutto questo mentre in Italia, paese che ospita il Vaticano, la stragrande maggioranza dei film etichettati R non vengono nemmeno vietati ai minori di 14 anni.
Questo ci porta a Captain America: The Winter Soldier (gran titolo. Davvero. Poi cosa uscirà, “Batman: Joker”?).

7SlILk2WMTIPer circa un minuto e mezzo ci ho creduto: Cap si tuffa da un aereo e sale su una nave per dare la caccia a George St. Pierre, e inizia a correre e tirare scudate a destra e a manca con inquadrature da videogame a scorrimento orizzontale, ed è bellissimo. Ogni Avenger ha il suo stile: Iron Man vola e spara i laser dalle mani, Thor fa il gradasso a martellate, Hulk tira schiaffoni a mano aperta, a Cap avanza il ruolo dell’agile e scattante che corre, salta, e tira calci in fazza come se avesse imparato il krav maga nel ’43. La cinepresa puntualmente si “emoziona”, ma la controfigura di Chris Evans riesce a infilare qualche mossa pregevole, qualche salto inaspettato. Poi entra in scena George St. Pierre che lo sfida a mettere giù quello scudo da timidone, e per un istante mi sono distratto e ho sperato. Del risultato finale, salvo circa un’inquadratura ogni tre. Inquadrature action che salvo nel resto del film, helicarrier che crollano esclusi: zero.
La situazione odierna è paradossale: mentre la tv si avvicina al cinema, e i videogame si avvicinano al cinema, il cinema di colpo a suo modo si riavvicina ai libri. I film PG-13 sono film emozionanti che hanno paura di emozionare troppo, perché chi si emoziona potrebbe agitarsi, chi si agita potrebbe farsi partire un embolo, e a chi parte un embolo o muore denuncia la Disney (o entrambe le cose). E allora le scene d’azione sulla carta vengono scritte alla grandissima, ma regia, fotografia e montaggio di colpo vanno contro ogni logica e si impegnano attivamente per farti intuire cosa sta succedendo senza fartelo davvero vedere, inquadrando da vicino, staccando rapidamente, pasticciando i movimenti. Di conseguenza, come per un libro, ti tocca riempire i vuoti con l’immaginazione.

Sembra The Raid ma non è

Sembra The Raid ma non è

Intendiamoci: ormai l’usanza è diffusa ed è stata resa plateale da Man of Steel, in cui di colpo anche Zack Snyder – fino a quel momento il campione mainstream della coreografia pulita grazie a 300 e Watchmen – cedeva alla camera a mano agitata. Da vero professionista riusciva però ancora a camuffarla e spacciarla come precisa e coerente scelta di stile.
Questo Captain America inoltre è tutt’altro che l’esempio più clamoroso/negativo, ma è un esempio in cui il procedimeno salta particolarmete all’occhio per scarto di tono, per via del grande impegno dimostrato in tutto quello che circonda le scene d’azione. È tutto impeccabile, misurato, persino sobrio, poi di colpo l’azione diventa concitata, goffa e incomprensibile ed è come se all’improvviso al timone ci fossero dilettanti senza cognizione. È pura autocastrazione. È l’equivalente blockbuster dei porno giapponesi con i genitali pixelati.
Dispiace il doppio perché la situazione era promettentissima.
Il progetto ad ampio raggio della Marvel è indubbiamente il più concettualmente interessante degli ultimi anni, per il modo in cui sono riusciti a trasportare al cinema elementi di serialità rischiosissimi e una volta appannaggio soltanto di tv e fumetti. Nel creare diverse storie parallele che periodicamente confluiscono in un unico film, è importante che ognuna delle diramazioni sia capace di sopravvivere indipendentemente, cosa che ottieni con il giusto mix di qualità e furbizia. E se Iron Man si sta risolvendo in un progetto vanesio di Robert Downey Jr e Thor se l’è giocata di inerzia e interventi a caso di Loki, Cap era indubbiamente quello uscito in modo più insipido sia dal primo capitolo in solitaria che dall’ammucchiata generale. Per salvare lui, toccava scrivere davvero un bel film. La mossa tattica è stata quella di affiancargli fissi i comprimari più in vista (Nick Fury e Black Widow) e riversargli addosso tutta la situazione post-New York che gli altri due film hanno volontariamente tralasciato, rendendolo di fatto – insieme all’altrettanto debole serie TV sulla S.H.I.E.L.D. (lo dico per sentito dire) – il vero semi-indispensabile ponte fra il primo e l’imminente secondo film degli Avengers.

"Piacere, mi hanno detto che poteva far comodo un po' di extra-carisma"

“Piacere, mi hanno detto che poteva far comodo un po’ di extra-carisma”

La sorpresa maggiore è quindi che i fratelli Russo, registi di gran parte degli episodi della serie comica Community, infilino il film Marvel in assoluto più serioso di tutta la saga.
Sorprende meno, viste le premesse di cui sopra, che il film duri più di due ore e si prenda tutta la calma necessaria per raccontare una storia solida con i tempi giusti, e che capitalizzi sulla situazione del nostro eroe Steve Rogers – ibernato nei ’40 e risvegliato oggi – per dargli lo spessore necessario a fargli guadagnare il terreno che lo distanzia dalla popolarità cinematografica dei colleghi.
A tal proposito è carina la gag con cui hanno localizzato la lista di Cap delle cose da recuperare, apparentemente diversa per ogni nazione: in quella italiana ad esempio compare “Vasco Rossi”, che può ovviamente sembrare una cazzatissima nazional-popolare ma in redazione preferiamo pensare che sia un consapevole omaggio al fatto che la backing band del Vasco dei tempi d’oro fosse appunto la Steve Rogers Band.
C’è il tempo insomma per mostrare il nostro protagonista alle prese con i problemi più ovvi, lo spirito con cui affronta, la visita all’ormai 90enne Peggy. C’è la sua voglia di farsi un nuovo giro di amici fidati come desiderio ben più urgente del ributtarsi in un qualsiasi tipo di rapporto sentimentale. Ci sono i suoi riusciti duetti con Scarlett Johansson, chiaramente da curriculum il punto di forza dei Russo. C’è il suo idealismo rimasto ovviamente intatto. Torna l’indimenticabile Smilzo Rogers in un paio di flashback.
L’aspetto forse più riuscito in assoluto è la grandissima battaglia strategico/tecnologica fra la S.H.I.E.L.D. e i cattivi del momento, come dimostrato nell’assalto all’auto di Nick Fury e al continuo inseguirsi di mosse e contromosse in cui da entrambe le parti paiono averle pensate davvero tutte e di più e fino all’ultimo non hai davvero idea di come verrà sbrogliata la situazione.
La serietà non diventa mai eccessiva profondità o pretenziosità, il che aiuta a tapparsi il naso quando volano i maccosa più grossi (tipo quando Cap nasconde una preziosissima chiavetta USB in un distributore di merendine).

"Più di così non potete chiedere. PG-13."

“Più di così non potete chiedere. PG-13.”

Volevo però aprire un’altra parentesi: io inizio ad avere serie difficoltà con i cattivi del ventunesimo secolo.
Una volta i cattivi erano cattivi: lo erano per il puro gusto di esserlo, per brama di potere o per sadismo personale che si traduceva nella versione distorta o totale mancanza di etica e morale. Col tempo si sono fatti sempre più sfaccettati, e sempre più credibilmente convinti di essere nel giusto. Si è arrivati a dar loro motivazioni comprensibili ma a condannarli per l’eccessiva foga con cui nell’inseguirle perdevano di vista il quadro generale della situazione o sfociavano nella pazzia. Ultimamente però le cose mi sembrano essere sfuggite di mano. Sempre più spesso mi capita di sentire piani pseudo-malvagi che al contrario mi sembrano più che ragionevoli, almeno concettualmente.
Voglio dire, prendete il villain di questo film: a un certo punto dice espressamente “Uccideremo 20 milioni di persone per salvarne 7 miliardi”. Come fai a non essere almeno stuzzicato dall’idea? Parliamone, ragioniamoci. Il problema è che i buoni contrappongono esclusivamente il solito valore di purezza ideologica. Non hanno vere alternative che non siano “la mia mamma mi ha insegnato che è sbagliato”. A volte non hanno nemmeno quelle, a volte ammettono pubblicamente la loro inferiorità al discorso generale. A volte lo sceneggiatore trolla e presenta eroi che fanno del bene generico senza sapere perché, accontentandosi di una coscienza pulita secondo i parametri più generico-superficiali, ammettendone implicitamente l’ipocrisia a favore del lieto fine, o meglio del bene più immediato che tanto quello che succede dopo i titoli di coda non ci riguarda.
Boh, amici, non so voi, ma se a me uno dice “vorrei uccidere 20 milioni di persone per salvarne 7 miliardi” io come minimo mi siedo comodo e gli dico “spiegati meglio”. Gli eroi di questa avventura invece non solo si oppongono con un NO secco, immediato e irremovibile, ma non spiegano nemmeno il perché. È questo che mi sta sul cazzo: perché, di grazia? Solo perché da una frettolosa inquadratura sul monitor avete visto che uno dei bersagli è Tony Stark? Dai su, non ve n’eravate accorti, non vi credo. E anche se fosse: a me è sempre sembrato un instabile e pericoloso squilibrato, non mi sembra un’idea campata completamente per aria e forse siete di parte perché è vostro amico. È perché il metodo con cui vogliono uccidere quei 20 milioni di persone è sproporzionatamente costoso, fa molto brutto e sotto sotto è anche piuttosto ingenuo? Ok, su questo punto non avete tutti i torti, ma il concetto rimane e ci si potrebbe ragionare insieme e trovare una soluzione migliore. Diobono Nick Fury, sei il capo della S.H.I.E.L.D., figurati se non ti viene un’idea migliore.
Cazzate a parte: sono contento che i cattivi siano sempre più credibili e meno scemi, ma bisogna che i buoni siano altrettanto convincenti nelle loro ragioni o il pathos va un po’ a farsi fottere.
L’ultima lamentela che ho è su Falcon: finora stava andando tutto bene in termini di fedeltà ai costumi originali, dovevano rovinare tutto e mettere la classica porcata neutro-moderna proprio con Falcon che aveva uno dei costumi più belli di tutti i tempi?
Guardate che meraviglia:

Falcon_001

Ma a parte questo ribadisco le belle cose dette prima. Questo sequel di Captain America doveva risultare eccezionalmente solido affinché il franchise continuasse ad aver senso di esistere: la missione è stata compresa e portata a casa con successo. Relativamente alla saga generale Marvel, escludendo il primo Thor che rimane un commovente capolavoro per motivi tutti suoi, siamo di fronte al film più solido, più convinto e più rappresentativo del tono generale che queste storie vorrebbero tenere.
Rimane il problema delle scene d’azione autosabotate (e nemmeno tantissime, a ripensarci): il risultato di una società che, in barba alle centinaia di film pessimisti e apocalittici di cui il cinema distopico è pieno imballato, si sta pericolosamente avvicinando al futuro ultrapuritano descritto da quel cult profetico sottovalutato che è Demolition Man.
Il PG-13 odierno è probabilmente la più grande e nociva calamità che abbia mai colpito il mondo dell’arte.
E, se lo chiedete a me, vi conviene iniziare ad esercitarvi con le tre conchiglie.
Sigla:

Poeti.

DVD-quote suggerita:

“Voglio una vita spericolata, voglio una vita come Steve Rogers”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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150 Commenti

  1. @campio: il problema e’ che, a parte qualche momento brillante nell’assalto iniziale, non sono mica d’accordo che siano qua le migliori botte PG-13 del circondario. E’ PG-13 anche Fast 6.

  2. Oliver Die Hardy

    Non ho ancora visto Il Capitano. Mi accingo a…

    Sulle considerazioni sui cattivi, due cose mi vengono da dire:
    1) nell’ipotetica situazione in cui mi trovassi esposto il piano “Ucciderò 20.000.000 di persone per salvarne 7.000.000.000” la mia risposta media sarebbe: “Va bene, ora però confermami che tu sei tra quelli che moriranno e dimmi anche che percentuale dei tuoi parenti, amici intimi ed eventuali finanziatori è realisticamente previsto ti segua nella tomba. Altrimenti sei solo il solito cazzo di paraculo vestito da rivoluzionario.”
    2) dipenderà dal fatto che nell’ultimo decennio i giappi li hanno rivalutati parecchio, ma a me i cattivi-cattivi che fanno brutto “just for the LULZ” sono tornati a piacermi più di quelli motivati. Forse perchè, appunto, sono “cattivi” e non “speculare deformato di un buono”. In scena “ci mettono la faccia” e non le loro motivazioni.

  3. Biscott Adkins

    Avete detto tante cose tutte giuste tranne

    SPOILER

    GUERRA AERONAVALE CON HELICARRIER!

    FINE SPOILER

    Adesso subito una director’scat con botte visibili (credici)

  4. @Nanni: Però le botte in FAST 6 son belle, ma palesemente finte (almeno quelle con The Rock e Diesel). In certi punti paiono picchiarsi in ambiente gravità zero, cosa che ammazza il realismo e da a tutto un aura di circo/wrestling…

  5. dave

    voglio lo screenshot della lista con il nome di vasco rossi.

  6. @dave: hai provato a cliccare su “italiana”?

  7. @manq: uno a caso tra Gina vs Michelle e Joe Taslim vs i due pirla battono da soli Captain America in blocco. Il resto e’ una guerra fra poveri.

  8. Ceccco

    DOMANDONE CON SPOILER

    Ma sono l’unico che ad ogni film Marvel post The Avengers si pone questa piccola domanda “Ma gli altri Vendicatori in questo momento che minchia fanno?”.
    Muore Tony Stark e non gliene frega a nessuno. Combinano un casino a New York e nessuno che va a dare una mano a IronMan che se la vede bruttissima. Muore Nick Fury e non gliene frega a nessuno. Succede un casino allo SHIELD e Occhio di Falco dove minchia è? Non era amicissimo con la Vedova? Neanche una telefonata? Cioè io Cpt. America se me la vedo brutta andrò mai a chiedere aiuto ad uno con un jetpack quando ho l’amico con tutta l’armatura completa?
    E ovvio che non possano esserci tutti sempre..ma magari perdili 5 minuti per motivarle certe assenze..Occhio di Falco su tutti..visto che l’hai voluto fare agente dello SHIELD..

  9. @Nanni: capito il punto e concordo sulle sberle tra donne. Già quello coi due pirla mi risulta un po’ più “fastidioso” perchè è sì girato bene e c’è sì Taslim che mena come un fabbro ferraio, ma i due sembrano usciti da un film di Bud Spencer e Terence Hill e la cosa ammazza non di poco la credibilità del momento, ma non vorrei divagare.
    Giusto per capire il tuo discorso in pieno: il problema a monte è chiaramente il PG-13 e ok. assodato che c’è quello scoglio, non è apprezzabile girare scene di botte/azione violenta in cui si capisce poco e non ti trovi a pensare “Com’è che quello ha preso tre pizze in faccia e non sanguina manco un po’”?. E’ chiaro che paragonato a The Raid fa schifo, ma mi pare la soluzione meno dannosa per giocare con quelle regole lì.
    Riformulo che non so se la domanda è chiara: tu un film con le botte PG-13 lo gireresti diversamente?

  10. Schiaffi

    Stranamente m’è piaciuto parecchio, hanno abbandonato quei pigiami di merda finamente in favore delle divise e si combatte/spara dall’inizio alla fine. Le critiche di Nanni alle mazzate non le capisco, da quando hai sbarellato con ninja2 non riesco più a trovare riscontro nelle tue riflessioni sulle botte. Li avessero fatti tutti così i film di supereroi ora magari sarei pure io in giro a fare il cosplayer del soldato invernale, và che bell’uomo che è

  11. Mi dicono che sul “foglietto” italiano c’è anche Benigni. :-|

    Oh, poi, OK la citazione pure simpatica (Benigni un po’ meno, se è vero), rimane però il fatto che ce lo vedo poco Capitan AMERICA che si segna sul foglietto di recuperare Benigni e Vasco Rossi, specie considerando che segna in base a suggerimenti di chi gli sta attorno.

  12. @manq: bellissima domanda, grazie.
    Allora: sono di base fanatico dell’atletismo e mi darebbe parecchio da fare rinunciare a valorizzare le coreografie, cosa che tra l’altro diceva anche Gareth Evans in una recente intervista.
    Da bravo capo del sito di cinema i400Calci.com mi saprebbe inoltre anche fatica per principio girare un film in cui le scene di botte non sono il succo del progetto.
    Detto questo: ipotizzando che io sia obbligato, e ipotizzando anche che io sia un regista bravissimo con totale controllo della situazione, cercherei di uniformare il mio stile per far notare meno gli sbalzi tra una scena e l’altra.
    Zack Snyder in Man of Steel usa la camera a mano in diversi momenti generici di particolare emozione, cosicché quando la usa per le mazzate tu spettatore hai lo stesso il mal di mare ma almeno hai l’impressione che sia una precisa scelta autoriale. Un po’ come dire: hai macchiato il tappeto? Ritingilo uniforme e poi ritingi anche le tende. Questa cosa, in Cap, manca.
    In alternativa: focus al rallentatore sul gesto atletico e svisata sull’impatto, come si vede ad esempio nel trailer di Spiderman. Ma se il problema è il non sembrare realistici può essere che me la boccino per mancanza di CGI.

  13. @Nanni

    Fra l’altro ho appena visto il terzo Transformers e lì c’è un po’ quel che dici. Bordello totale ma focus al rallentatore su gesti atletici (si fa per dire) dei robot. E soprattutto tremolii a palla quando inquadra al livello degli umani e macchina da presa più ferma quando il focus si sposta sui robot. Così ti dà anche l’impressione che quando tutto trema sia una scelta per metterti nel punto di vista degli umani alle prese col macello, mentre quando è tutto fermo stai guardando l’azione “alla pari” coi robot.

  14. @giopep: Michael Bay e’ diverso, gira allo stesso modo da 15 anni…

  15. @schiaffi: ma guarda, io ci sto alla grandissima a dire che per un PG-13 e’ superiore alla media. Quello che volevo dire e’ che una volta per ottenere un PG-13 bastava non mostrare il sangue, ma potevi ancora fare cose coreografiche alla Jackie Chan, o qualche scazzottata morigerata. Ora non piu’. Ora tocca agitare tutto, e tocca accontentarsi di una cosa del genere che e’ soltanto un unghia di quello che potevi fare anche solo pochi anni fa.

  16. david

    io non credo che alla fine noi pretendiamo la volenza dei film di verhoeven, cioè nei suoi film la violenza magari era un pò esagerata, però nei film di stallone e di arnold anni 80/90 c’era il giusto della violenza. ora mi domando, ma “un poliziotto alle elementari” era pg13 o rated R?

  17. @david: e’ quello che dico. Una volta “Un poliziotto alle elementari” era un PG-13 pulitissimo se non addirittura solo G (= per tutti), oggi invece toccherebbe smorzare ulteriormente quelle due scene d’azione due che hanno lasciato.

  18. samuel paidinfuller

    solo amore ai flashback con smilzo R.

    questa rece è 400calci at its finest

  19. @Nanni
    Michae Bay vero ispiratore della nuova via al PG13? Tutti a dare la colpa a Greengrass e invece è stato lui? Intende questo, quando sostiene di aver inventato un nuovo linguaggio? L’eroe de I 400 Calci è allo stesso tempo anche la nemesi? :D

  20. @giopep: no. Per me sia lui che Greengrass c’entrano molto relativamente. Entrambi lo fanno per scelta stilistica propria. Non e’ nemmeno lo stesso modo di “agitare” le riprese. Greengrass usa la camera a mano per trasmettere un’immersione totale nell’azione (cosa che riesce solo a lui), e Bay semplicemente gira tutto alla velocita’ della luce e lo fa dal ’98. I problemi stanno nelle scene confusionarie in modo disordinato, incoerente e immotivato.

  21. Schiaffi

    @nanni nel caso specifico di questo film non sono d’accordo, i combattimenti li ho trovati fatti un gran bene e sempre molto chiari, la gente viene accoltellata e sparata on screen, un tizio finisce pure nel rotore di un aereo. nonostante non sia un fan del genere per me questa è una vittoria a mani basse, siamo lontani anni luce dalle bombe zucca di spiderman che ti facevano diventare teschio o dai morti per deduzione del cavaliere oscuro. qua almeno quando uno schiatta lo vedi e lo sai, in batman non si capiva manco come in teoria crepava michael jay white. devo ricordarti le botte tristissime tra batman e bane? lì si che non c’era un colpo e dico uno che vedevi colpire qualcosa

  22. Al contrario del volto di Stark nella fugace schermata, quella di “Vasco Rossi” l’avevo mezza intravista e cestinata mentalmente pensando “nah! Non può essere”, e giù un mezzo litigio con la mia partner che giurava di aver visto il suo nome, poi conclusosi con il “lo vedremo nel DVD!” ma a questo punto dubito dato che solitamente nei DVD mai ci forniscono le versioni localizzate dei film stranieri (Shining docet).
    Se l’hai visto a Londra allora ti sei “perso” il non-adattamento italiano del film di cui ho parlato nel mio blog http://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2014/03/28/captain-america-2-brrr-linverno-dellitaliano/

  23. @giopep, approfondisco: se vogliamo, Greengrass ha fornito esempi comodi di cui nessuno e’ riuscito a imitare l’efficacia, ma non si tratta di studios che dicono “Greengrass ha successo, fate come lui”, si tratta di questioni di rating totalmente indipendenti e di registi che non riescono a trovare una soluzione altrettanto sensata/efficace.

  24. @Nanni
    No, beh, che per entrambi si tratti di scelte stilistiche “autonome” è chiaro (per dire, quella cosa dei robot ripresi in un modo e gli umani in un altro, in Transformers, è talmente netta da farmi pensare che sia per forza una scelta stilistica). Intendevo dire che magari, senza necessariamente volerlo, è “colpa loro” nel senso che hanno in qualche modo reso popolare un modo di girare l’azione che è poi diventato prassi usata (spesso a cazzo di cane) da tanti altri per vari motivi, dalla possibilità di utilizzare ancora di più attori (e qui è anche “colpa” di Matrix) dove trent’anni fa si usavano stuntman ad appunto la questione del rating.

    E intendiamoci, in larga parte sto cazzeggiando (speravo fosse chiaro dalla faccetta che rideva), però in fondo non è manco da escludere che il loro aver diretto film popolarissimi che in qualche modo facevano “queste cose” abbia in un certo senso delle colpe.

    Che poi la cosa degli stuntman è pazzesca: non dico non si usino più, perché ovviamente si usano ancora, però, per dire, di recente ho rivisto True Lies ed è impressionante quanto, per come sono abituato dai film di adesso, ho fatto caso all’uso abbondantissimo e proprio palese di stuntman per Schwarzy.

    Comunque, lo dico: non saranno Greengrass e sicuramente si nota il “distacco” di cui parli tu, ma secondo me i Russo, con ‘sto film, quella tecnica lì l’hanno usata egregiamente e non sono andati poi tanto lontani dall’efficacia di Greengrass. Per me qui l’azione è stata davvero coinvolgente e spettacolare *nonostante* lo strato di confusione shaky. Non so se mi spiego.

  25. @nanni
    Scusa, ho visto la tua aggiunta dopo aver inviato: sì, c’è un malinteso, non la vedevo come imposizione dagli studios stile “copia lui”, ma più come un accodarsi a caso di registi che vedono una roba che “funziona”, non sanno che altro inventarsi e cercano di copiarla come viene, siamo d’accordo.

  26. @schiaffi: ma se ti riferisci all’assalto alla nave sono d’accordissimo e l’ho scritto. Dopo pero’ non ricordo piu’ niente di particolarmente rilevante, solo la frustrazione di vedere confusione inutile dove non c’era motivo. Questo pezzo era piu’ che altro un’occasione per spiegare come ci tocca ormai abbassare le aspettative davanti ai film PG-13 e Cap e’ un capro espiatorio, ne’ meglio ne’ peggio di tanti altri, in cui l’incoerenza stilistica mi e’ parsa abbastanza rimarcata affinché i concetti fossero chiari.

  27. Toni Già

    Ma non credete che la scene d’azione confuse siano dovute anche al fatto che è il primo film d’azione di sti due Russi?
    Per esempio The Avengers era ben PG-13 pure quello no? ma si capisce tutto benissimo cosa succede perchè il regista è più bravo. Senza contare il fatto, di cui mi rendo conto, che gli Avengers menavano solo alieni in CGI.
    @Nanni sono totalmente d’accordo sulla scena
    SPOILER
    in cui il cattivo deve minacciare il tizio alla tastiera per lanciare il programma degli helicarrier… ma non poteveno sostituire tutta la sala con loro agenti? Sapeva proprio di stronzata sta scena
    FINE SPOILER
    Belle le scene nel traffico, mentre la scena finale me l’aspettavo più spettacolare.
    Tutto sommato meglio del primo Cap.
    Ma mi chiedevo (c’entra ‘na mazza) per superare la scena finale di Avengers che s’inventeranno in Avengers 2?

  28. @Toni: no, quella e’ l’osservazione che avrei fatto se non mi fossi ormai reso conto che tutti i PG-13 degli ultimi 3/4 anni sono girati uguali

  29. samuel paidinfuller

    @toni su avengers 2
    se è preso dalle storie sulle gemme dell’infinito t’assicuro che possono inventarsi letteralmente quello che cazzo gli pare

  30. pasqualobianco

    “Ma cosa serve oggi ad un film per rientrare nella categoria PG-13 e non sforare nel Restricted?”
    Domandone, complimenti!!

    http://www.imdb.com/title/tt0063678/
    (Da ora ci penso)

  31. Donnie Harlin

    @Schiaffi: “devo ricordarti le botte tristissime tra batman e bane? lì si che non c’era un colpo e dico uno che vedevi colpire qualcosa”, non me lo ricordare, ti prego…non ho ancora deciso se sia peggio quello o la royal rumble tra la polizia e i cattivacci per le strade di Gotham…ugh…non ci voglio manco pensare…che poi vedere (per quel poco che si vede) due “esperti marzialisti” che si menano come due pugili suonati a fine carriera, con cazzottoni caricati con la manovella e telefonati il giorno prima, è qualcosa di veramente obbrobrioso…
    @Nanni quotone per “Gina vs Michelle e Joe Taslim vs i due pirla”, ecco, questo di Fausto & Furio 6 è un bell’esempio di menare in fascia PG-13, ma che risulta comunque più che godibile (e seguibile) anche per chi vorrebbe vedere in slow motion il calcio circolare in ta la fazza con tanto di moviolona sul fiotto di saliva misto sangue che sgorga dalla bocca (e gocce di sudore come se piovesse). Anche in quei due scontri ci sono un sacco di primi piani e l’editing è selvaggio, però se non altro l’azione si segue sempre bene, le coreografie sono ottime e l’impatto dei cartoni si sente. Non si vede manco una goccia di sangue, ma almeno SI VEDE gente che si mena bene (e ci sono scambi che durano più di un battito di ciglia) e non primi piani continui di spalle, teste e gomiti ripresi a caso, con inquadrature che non durano più di una frazione infinitesima di secondo e personaggi che ogni tanto crollano a terra senza apparente motivo.
    Entro giovedì vedrò di spararmi sto Cap 2 in sala, spero che le scene di menare siano digeribili.

  32. Comunque, secondo me, la cosa che funziona DAVVERO in questo Winter soldier, è che ha dimostrato che si possono fare film di supereroi seri senza necessariamente scadere nell’eccessiva seriosità darkona alla batman di nolan (e più in generale della DC, vedi Man of Steel). È una cosa che ho sinceramente apprezzato e gliene rendo davvero merito. Sì, ancora grazie Ed Brubaker.

  33. Ragazzi, grazie di tutto il feedback, in generale volevo che passassero un paio di concetti:
    1) certe scene di Cap sono un lusso per il PG-13, ma volevo definire una volta per tutte cosa bisogna aspettarsi da un PG-13, perché è giusto vedere il bicchiere mezzo pieno dato da una manciata di imprevedibili calci rotanti, ma anche che quel bicchiere è sempre più piccolo;
    2) Cap è un esempio come tanti di come i limiti del PG-13 siano stilisticamente plateali nel momento in cui ai registi vengono di colpo le mani di burro solo quando c’è da rappresentare violenza o agitazione generale, staccandosi tonalmente dal resto del film e diventando in tutto e per tutto l’equivalente di mettere un beep sopra le parolacce invece che direttamente evitarle. Non è particolarmente meglio nè peggio di tanti altri film che hanno identici problemi/difetti (vedi la serie di Taken ad esempio) ma lo fa.
    Di nuovo, come sopra, si può vedere il bicchiere mezzo pieno ma stavolta ho preferito far notare che quel cazzo di bicchiere si sta restringendo sempre di più, perché situazioni di questo tipo sono l’anticinema (ma anche l’anti-arte) in persona.
    A parte questo, il film è molto carino.

  34. @Nanni: uh, non volevo polemizzare sulle dita. Semplicemente mi sono perso la Luna, allora.

  35. @pillole: no worries, salta fuori che mi ero perso un paio di frasi incriminanti che definivano un po’ meglio la malvagita’ del piano, anche se rimane buffo che Nick Fury collabori per decenni con un filonazista senza accorgersene. Rimane il discorso generale che certi piani pseudo-malvagi del cinema recente siano sempre piu’ perversamente condivisibili e che al massimo ci sia da limare i metodi. Mi dicono dalla regia ad esempio che quello di Hellboy 2, che non ricordo piu’, non era mica per forza tutto da buttare. O volendo si puo’ tornare indietro a Ed Harris sparamissili per beneficenza in The Rock.

  36. Ciobin Thomahawk

    L’unico film della saga degli eroi marvel, tristemente nota come “uno spreco di soldi senza senso”, questo è l’unico che si salva. Gli altri erano tutti pessimi, con Avengers che un pelino sopra ma comunque una parrucconata per i ninni.
    Ciò che mi sembra degno di nota in questo Winter Soldier è la militarizzazione. È un film action, cazzo ! Si spara, esplode la roba, grandi scene d’azione urbana. Mica gli insettoni di Avengers o altre puttanate così.
    L’unico bollino verde io lo do a questo qui.

    Aggiungo: lei è un cesso. A inizio carriera era bellissima, da seghe. Adesso è da cesso dell’autogrill.

    @Nanni Sul versante botte, mi cascano le palle. Sembra quasi che tu abbia scoperto una novità. Manco non fossi stato tu a scrivere che Thor di quel finocchio di regista scespiritato era il miglior film di eroi Marvel, dove a livello di botte eravamo oltre la soglia del ridicolo PG5. Mi fa specie che tu non riconosca in questo W.S. uno splendido western urbano, con eroi che si scontrano nella città invasa dai militari, usando fucili mitragliatori d’assalto, bombe e quant’altro si conviene a rendere merito al buon vecchio Chuck.
    Ritenere Thor, con quei costumi di plastica lucida comprati al Carrefour, oppure Avengers, dove ognuno dei personaggi ha i suoi minuti di cazzate alternandosi con una prevedibilità da film porno, ritenerli dicevo superiori a questo è quanto meno sospetto. Questo per far finta che il PG13 non fosse l’ingrediente base di Iron Merd 3 o dei Transformers che se non vado errato hai esaltato non poco.
    Invece mi complimento per la trollata sui 20 milioni / 7 Miliardi che hai costruito così bene che nessuno potrà mai farti dire cosa pensi veramente in proposito, salvo sentirsi dire che non stavi trollando.

    Cordialmente,
    Ciobin McCocister
    Chief at Cocister Instruments Corp. LTD

  37. Quello di Hellboy 2, a quello che mi ricordo (e lo ricordo come un gran bel film), era semplicemente uno incazzato col mondo perchè gli avevano fatto le brutte cose. Empatizzabile ma poco condivisibile, ecco

  38. Oh, comunque, magari mi sfugge qualcosa, ma da quel che vedo Brubaker è accreditato in quanto autore del ciclo fumettistico a cui è ispirato il film, ma la sceneggiatura l’han scritta gli stessi del primo Cap (e di Pain & Gain, del secondo Thor e dei vari Narnia).

  39. @giopep Brubaker ha messo mano anche al film, anche se non è accreditato.

    [Spoiler?] Considera che il dottore che winter soldier strangola nel laboratorio è proprio lui

  40. samuel paidinfuller

    a me pare che la tendenza all’imborghesimento segnalata da nanni travalichi il cinema e sia comune a tutto l’entertainment made in us che vuole sbancare il box office.
    faccio un paio di esempi: la discografia, dove, banalizzando, sono praticamente scomparsi dalle billoboardsi filoni più cattivi/fastidiosi tipo l’alternative o un certo tipo di hip hop; oppure lo sport, e soprattutto l’NBA, dove ormai ti becchi un tecnico se non ti metti la mano davanti alla bocca quando starnuti.

  41. @samuel: oddio, forse allarghi troppo, anche se posso segnalare che qua negli UK censurano anche i colpi nel wrestling (vedi la mano che prende la rincorsa, stacco, l’avversario e’ a terra)

  42. @Munky
    Sì, beh, se fare un cameo facesse testo, John Landis avrebbe scritto metà dei film usciti fra anni ottanta e novanta. :D

    Comunque, per carità, mi fido, è solo che io dalle interviste lette nei mesi scorsi me lo ricordavo poco “partecipante” alla cosa, mi sarò perso dei pezzi.

  43. Hahahahaha, madonna, i colpi di wrestling censurati sono una roba allucinante. :D

  44. samuel paidinfuller

    mi so allargato con la musica o con lo sport?
    prevalga l’Inghilterra!

  45. Io ho proprio letto sta notizia che ha messo mano alla sceneggiatura, ma ricordassi dove… Forse su comicus?
    Comunque, io dico, così a naso, che la mano del vecchio Ed ci sta tutta considerando il miracolo che hanno compiuto dal primo Cap al secondo

  46. samuel paidinfuller

    apro (
    una delle ultime cose che ho letto di comics anni fa erano criminal e sleepers di brubaker…bombe assolute
    chiudo)

  47. @samuel: con la musica sicuro, ci sono in ballo miliardi di altri fattori, e comunque giusto ieri sera Miley Cyrus ha spalancato le gambe e si e’ messa un microfono nella figa, pare. Di sport seguo solo il calcio dove l’avvenimento piu’ eclatante sono le squalifiche per bestemmia che sono un’idea tutta italiana assolutamente ridicola da qualunque parte la rigiri.

  48. @munky: IMDb dice che Brubaker ha scritto la storia ma che la sceneggiatura e’ roba d’altri

  49. @nanni sì, è quello quel ciclo del soldato d’inverno, nei fumetti, è scritto da lui, appunto, ma avevo letto che ha messo mani anche sulla sceneggiatura, non accreditato

  50. samuel paidinfuller

    @nanni
    sono d’accordo che ho semplificato e banalizzato ma sono pure convinto che un fondo di verità cè…ti faccio un esempio se vuoi stupido: quanti dei cantanti usciti col botto negli ultimi anni dalla scena americana fanno robba che può essere pogata ad un concerto?
    al sesso invece, come hai anche segnalato nella rece, spesso si riserva un trattamento diverso rispetto alla violenza e, almeno nella musica, è mooolto più tollerato/cavalcato..vedi le varie Miley Cyrus, rhianna, lady gaga o kate perry.

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