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Dovete morire tutti: la rece di The Call Up

Vaffanculo.

Vaffanculo.

Ma io questo pezzo lo scrivo a cazzo.

No davvero, ho una voglia di non impegnarmi apposta e fare erori di otrografia edmenticarmi di rilegger e e scrivere VAFFANCULO ogni due righe senza grazia alcuna, tipo così

VAFFANCULO

poi andare avanti un pofacendo finta di nulla.

Andare a capo a caso e poi quando vi siete distratti

VAFFANCULO

Vaffanculo a occhi chiusi.

Vaffanculo a occhi chiusi.

Eccovi una lista di cose da cui The Call Up copia senza pudore prende ispirazione: Call of Duty, Il tagliaerbe, eXistenZ, Portal, The Cube, le polemiche sui russi in Call of Duty, qualsiasi cosa scritta da William Gibson, quei film di una decina di anni fa con i tizi che finivano catapultati nel VIDEOGIOCO PIÙ VERO DEL VERO tipo Stay Alive o anche quella mediocre caciaronata di Gamer, quegli sparatutto free-to-play per iPhone con nomi tipo Call of Honor o The Field of Battle, le mie ascelle sudate, un articolo di Gramellini a cui hanno fatto provare l’Oculus Rift, vaffanculo, una fan fiction villosissima e piena di brufoli pubblicata su un subreddit dedicato a quegli sparatutto free-to-play di prima, i miei peggiori incubi.

Eccovi una lista di cose da cui The Call Up si dimentica di prendere ispirazione: le cose belle.

Eccovi una lista di cose che ho imparato dopo aver visto The Call Up: se questo è veramente un film e non una trollata, sarei in grado di scrivere un film anch’io.

Eccovi una SIGLA.

Non so se lo sapete ma tra non più di tre mesi potrete entrare anche voi nel FUTURO DELL’INTRATTENIMENTO comprandovi un visore Sony per la realtà virtuale. OK, al momento potete comunque entrarci senza problemi spendendo una cifra compresa tra i 20€ (per un cosetto di cartone di Google) e i 2.500€ (per un Oculus/un Vive con un computer che li regga), ma per l’uomo della strada il vero viatico per la rivoluzione è la console, e quei 400€ che ti fanno capire che sì stai facendo un investimento ma senza svenarti.

Ho un’opinione abbastanza articolata sulla faccenda e non siamo neanche nel posto giusto per discuterne. Accenno alla cosa solo per presentarvi Charles Barker, un altro che ha un’opinione non altrettanto articolata sulla faccenda ma ha i mezzi per trasformarla in un… coso che si chiama The Call Up (titolo che non sembra per nulla quello di una commedia romantica con Jennifer Aniston) e che, vaffanculo, CI METTE IN GUARDIA.

Vaffanculo di profilo e con i capelli sbarazzini.

Vaffanculo di profilo e con i capelli sbarazzini.

Sono serio, The Call Up è, nella miglior tradizione degli slasher più retrogradi e conservatori, un film che si pone un’unica domanda: e se la realtà virtuale diventasse troppo reale? Lasciamo stare che roba del genere sostanzialmente esiste già meno i morti ammazzati e che Barker la tratta invece come se stesse parlando di ascensori che portano su Marte o teletrasporto quantico. No, il problema, il primo, di The Call Up è che questa domanda se la pone seriamente, e anzi perde talmente tanto tempo a moraleggiare e a sbrodolarsi addosso a suon di dialoghi inutili (immagino resi necessari dai quattro soldi con cui è girato il tutto) che perde l’occasione sia di provocare sul serio, sia soprattutto di divertire.

Non sono insensibile alle limitazioni del budget né mi lamenterò mai dell’artigianato o del fare di necessità virtù. Sono però insensibile, che poi in realtà no, sono parecchio sensibile e pure incazzato nero! Perché se la tua idea è “facciamo il filmogioco sulla realtà virtuale reale!” e la forma che scegli – giù giù fino ai gamertag da MLG in stile xXNoScope420Xx – è quella dello sparatutto militare claustrofobico e noiosissimo, a me viene spontaneo pensare che tu, Charles Barker, sia un coglione. Quantomeno una persona molto banale e con scarsissima fantasia.

Non siete ancora annoiati?

Non siete ancora annoiati?

Non contento di affrontare un tema con un potenziale visivo devastante riducendolo ai suoi minimi termini e spogliandolo così di ogni parvenza di interesse, Barker decide di prendere più di uno spunto dalle migliaia di Generic Online Shooter: The Games che infestano il mercato a vari livelli e di appiccicare sopra al suo filmetto una sceneggiatura più blanda di un caffè d’orzo allungato con acqua di fonte, e completamente squinternata in termini di ritmo e coerenza interna.

Ci sono, uhm, credo, alcuni muoiono subito, otto personaggi che finiscono dentro questo GIOCO CHE POI È VERO e loro sono al 25esimo piano di un grattacielo (dove abita un signore che tutte le mattine… se non la conoscete chiedete che ve la spiego) e devono arrivare al piano terra a disattivare LA BOMBA e nel tragitto uccidere i TERRORISTI RUSSI. Nessuno di questi personaggi è dotato di una parvenza di profondità né ha alcun tipo di arco: tendenzialmente cambiano personalità da una scena all’altra a seconda di quello che serve che succeda, e le poche volte che dicono qualcosa su di loro è perché l’informazione è funzionale al successivo snodo di trama a cazzo.

La non particolarmente bella Taylor, per dirne una, prima si rifugia in un cesso a piangere per la paura, poi nella scena successiva afferra un fucile con aria incazzosa e dice qualcosa tipo «let’s go get ‘em» o qualche altra stupida frase da cestone delle offerte.

Eccovi una lista di persone a cui assomiglia questo personaggio: Simone Zaza con i capelli.

Eccovi una lista di persone a cui assomiglia questo personaggio: Simone Zaza con i capelli.

Vaffanculo.

Cosa devo dirvi, che l’unica idea semi-interessante viene buttata nel cesso in ogni scena in cui appare? In breve: il giuoco del virtuale è TALMENTE REALE che anche quando i tizi si tolgono il casco e tornano nel palazzo vuoto dove si svolge la partita, ebbene anche in quel caso il giuoco li può influenzare! Il virtuale che diventa reale, la minaccia dell’invisibile, secondo voi Barker se ne fa qualcosa? Secondo voi cambia davvero il mio giudizio se il finale e la final girl (OPS SPOILER) sono l’unico momento decente del film, l’unica sequenza dove finalmente succede qualcosa di interessante – se non a livello di trama visto che stiamo parlando di una telefonata arrivata due giorni prima, quantomeno sul piano dell’azione pura?

Bisogna aspettare quasi novanta minuti per un sussulto: siamo ridotti così.

DVD-Quote:

“Un film che sta al cinema come gli sparatutto per iPhone stanno ai videogiochi”
Stanlio Kubrick,
i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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20 Commenti

  1. Bradlice Cooper

    Presto! Qualcuno scriva un commento su PokemonGo!

  2. Bread Beat

    perché 300? io leggo le prevendite a 400 euro.
    L’ho provato il VR è ha il suo perché ma tutto credo dipenderà dalla qualità dei giochi che ci saranno.
    Se tipo come fu per il move il gioco migliore è il bowling allora finirà a cagata.
    (mi sembra più interessante questo di argomento che il film).

    • Perché sono un ottimista che pensa ancora che 399€ siano 300 e non 400.

      (hai ragionissima, correggo)

      Sull’argomento: io il VR non l’ho ancora provato ma ho provato circa tutto il resto, in redaz sono passati Oculus e Vive ma anche i vari Samsung Gear e quello di LG e insomma, mi sono fatto l’idea che al momento quasi nessuno sappia precisamente che cosa fare per la VR – le cose migliori che ho provato sono i giochi “normali” riadattati per Oculus, da boh Skyrim a Elite a persino Dark Souls. Il resto è gimmickeria varia e un po’ goffa, perché appunto stiamo/stanno ancora imparando. E lo stanno facendo con la creatività di un astronauta e i mezzi di un Neanderthal, in pratica: già il fatto che PS VR non giri in HD su PS4 e non riesca a mantenere i 60fps è un problema per gli standard a cui sono abituati i giocatori – e la VR è al momento più una cosa per giocatori hardcore che per il papà che fa il regalo ai figli per Natale.
      Da cui la mia convinzione/timore che il punto di svolta per il mercato sarà il prossimo Natale con PS VR, se viene adottato in massa tipo la Wii per via di Wii Sports potremmo avere speranza di crescita anche creativa e non solo finanziaria (va sempre così, prima la merda di facile presa poi le cose più raffinate), altrimenti la vedo buia.

    • Blackporkismo

      Gia negli anni ’90 c’erano i visori ,pure la Nintendo produsse un portatile (non era portatile manco per idea) con il 3d il Virtual Boy(un visore che dava il mal di mare) ma si rivelarono tutti disastri,propabilmente il problema più grande della realtà virtuale è di evitare la motion sickness(senso di nausea).
      Ah su Wii c’erano anche ottimi giochi ma nessuno li comprava

  3. Videostronz

    É sicuramente piu interessante la storia dell’ uomo del 25esimo piano

  4. Cooking Nemo

    Con l’ultimo “vaffanculo” mi hai beccato in pieno, mi ero rilassato

  5. Bimbo Fango

    Il regista deve avere dei pessimi gusti in fatto di videogiochi, è di sicuro uno di quelli che compra CoD ogni anno

  6. Landis Buzzanca

    ma sarei folle se cogliessi nel titolo una citazione *martellonesca*?

    (tra l’altro… c’è anche un fil rouge con l’articolo…)

  7. Videostronz

    Scusa se insisto stanlio ma sto uomo del 25esimo piano che cacchio fa tutte le mattine. Sto male se non lo so

  8. AMICI!
    Al 25esimo piano di un grattacielo abita un signore che ogni mattina si alza, beve il caffè, si lava i denti, si pettina, si veste, esce di casa, entra in ascensore, pigia il piano terra, piglia il bus e va al lavoro.
    MONTAGGIO ANNI OTTANTA SULLA SUA GIORNATA DI LAVORO
    Poi finisce, timbra il cartellino, risale sul bus, torna verso casa, scende dal bus, entra dal portone, entra in ascensore, pigia il tasto del 13esimo piano, poi si fa gli altri 12 a piedi e torna a casa.
    PERCHÉ.

  9. Iko Uwapassa

    @Stanlio

    se questo slasher fa cagare, ti sfido a vedere “Hazard Jack”, questo il mio pensiero su fb riguardo questo film:
    Capita alle volte di imbattersi nella locandina di un film di cui s’ignorava l’esistenza. A me è capitato un paio di giorni fa, per giunta con un horror. Io, che conosco praticamente ogni film del genere anche se provenisse dalla Polonia. Mi ritrovo questo film in blu ray davanti agli occhi e mi domando:”E questo Hazard Jack da dove è sbucato fuori?”. La copertina presenta il solito cattivone da slasher movie. Non male, pretendo poco da questo genere, mi basta una storia carina, divertimento e splatter. In copertina è pieno di complimenti che già sono consapevole il 90% delle volte servono solo per fregare l’ignaro spettatore. Bene, ho appena finito di vederlo. Adesso ho capito perché non lo conoscevo. Credo che anche il regista si vergognasse a far uscire una simile merda tale che, se potessi quantificare un film brutto con appunto la merda, laddove una schifezza tipo “E venne il giorno” avrebbe una colonnina di feci alta quanto un totem indiano, questo film potrebbe superare il “Burj Khalifa” a Dubai. Attori presi probabilmente da un cassonetto. Al confronto io e i miei amici quando giriamo un corto sembriamo il cast di “Game of Thrones”. Effetti splatter…effetti….roba messa a cazzo per sembrare splatter, più scadenti di uno yogurt del 1956 tolto oggi dal frigorifero. La sceneggiatura Dio mio…ad un certo punto mi sono letteralmente messo le mani nei capelli perché non ci volevo credere. Stavo pure per tirarmi uno schiaffo, che tra l’altro mi sarei meritato per aver permesso a me stesso di vedere una simile atrocità, Non fa manco ridere…manco da dire che è così brutto da potersi fare quattro risate. No, questo è un insulto al genere umano. Se odiate qualcuno legatelo ad una sedia e costringetelo a vedere questo concentrato di malvagità, ma fate attenzione che non ne esca vivo o statene certi, vi perseguirà a vita. Nota importante, il film l’ho visto in italiano, giusto per farmi incazzare anchora di più dato che ci sono una marea di film spettacolari proprio di genere horror, che da noi non sono mai usciti. Ma questo si. QUESTO SI. Porca puttana hollywoodiana.

  10. LoSpo

    Comprendo il ritardo con cui arrivo ma la curiosità per l’uomo che si fa 12 piani a piedi mi sorprende e dopo attente elucubrazioni sono giunto ad una conclusione: l’uomo è un nano e non arriva a premere il tasto del suo piano.
    Qualcuno mi risponda, non posso vivere nell’incertezza.

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