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Eh ma che forti ‘sti coreani: The Wailing

goksung_ver2Sfiga vuole che di The Wailing siano arrivate prima le recensioni positive che la possibilità di vederlo. Peggio ancora, le recensioni positive non era solo tali ma anche al superlativo. Bellissimo, intensissimo, difficilissimo. Quattro stelle e mezza. Cinque! Novepuntodue! Per capirlo davvero dovete vederlo due volte!
Su quest’ultima frase il pero (nessun motivo di starci sopra) ha iniziato a cadere con un certa prepotenza, perché diciamo che quando leggo che un film è difficile e dalla visione intricata sfiga vuole che sia solo lo spettatore a essere un po’ più lento di quello mi aspettavo (nessun motivo di aspettarsi qualcosa di diverso). O forse, mettiamola così, quella del “va visto due volte” è un po’ la frase preferita di chi non capisce i film alla prima e cerca di dare la colpa a qualcun altro (nessun motivo di dare la colpa a se stessi).
Metteteci anche che The Wailing è un film coreano da 156 minuti, scritto e diretto da Hong-jin Na (quello di The Chaser). Uuuuuuuh. Che profondi questi asiatici, coi ritmi riflessivi (nessun motivo di credere che siano minuti di troppo).

I coreani spaccano, certi film sono indimenticabili (Memories of Murder credo sia il terzo miglior film della storia del cinema) e parte dei loro pregi sta in tutta una serie di possibilità che quel mercato permette, ma non vuol dire niente se poi basta dire “Corea” e tutti iniziano a spruzzare cantilene sul cinema orientale come ultima speranza per un cinema di qualità. Corea! Sbraaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaat!

M’è partito l’embolo solito che mi parte quando leggo opinioni prima di vedere un film per poi rendermi conto che la gente, a volte, è veramente scema. The Wailing è un film buonissimo, ma talmente lontano dal capolavoro delirante su cui tutti stavano colando lodi che a un certo punto ho pensato “ma allora sono intelligentissimo!” (nessun motivo di pensare il contrario).

Alla seconda visione quella pentola non assume alcun significato.

Alla seconda visione quella pentola non assume alcun significato.

La storia è abbastanza semplice: quando in un piccolo villaggio arriva un giapponese (Jun Kunimura) e iniziano a succedere cose brutte (vedi sopra) un poliziotto locale dovrà vedersela con strani affari religiosi per salvare la figlia da forze misteriose. Prendendola molto alla lontana, The Wailing potrebbe essere la risposta coreana a The Witch, ma è un paragone senza alcun senso. Quello che è, invece, è un film che non mi aspettavo essere così tanto spirituale, sciamanico e tutto intriso di cattolicesimo.

Prima di tesserne le lodi vorrei tesserne tutto quello che non è ma l’internet mi ha fatto credere il contrario: non è un film difficile da capire, ma manco per sbaglio. Proprio per terrore che qualcuno si stesse sbagliando a un certo punto tira fuori certi spiegoni, a parole e a immagini, che praticamente ammazzano tutta quella bellissima aria di mistero religioso che si era creata (nessun motivo di credere che ci fossero delle risposte). Per questo motivo la durata risulta eccessiva quando l’ultima mezz’ora, che arriva dopo due ore, sembra andare avanti nel caos più totale tra metaforoni che diventano fatti concreti e gente che sbrocca definitivamente davanti all’ussurdità di quello che sta accadendo, mentre tu, spettatore, sei lì che pensi ah, bene, finisce così quindi, mentre altri venti minuti di ripetizioni si srotolano davanti ai tuoi occhi.

Detto questo, santi numi che mina riesce a essere.

Alla seconda visione il caprone ha esattamente il significato che uno s'aspetta da un caprone.

Alla seconda visione il caprone ha esattamente il significato che uno s’aspetta da un caprone.

La paura, la paranoia e il caos in cui lentamente i protagonisti cadranno sono costruiti con tutta una serie di suggestioni che mano a mano vanno sommandosi in un’assurdità che non sembra avere via d’uscita (nessun motivo di pensare che la soluzione fosse dietro l’angolo). Abilmente, è uno di quei casi in una storia parte da un mistero per poi rifinirci sul finale con tutto il bagaglio d’informazioni che, nel frattempo, ha tirato fuori. A quanto pare la versione originale doveva durare addirittura più di tre ore, e si capisce: succede sempre qualcosa, in continuazione, anche quando il ritmo sembra rallentare e il tempo fermarsi sotto la pioggia battente in un angolo del villaggio (quella che la gente chiama “coreanata”). Spesso sono inaspettate intuizioni geniali (un fulmine in mezzo al bosco) o sequenze del tutto clamorose (un esorcismo con sciamano ballerino che è sicuramente il miglior sciamano ballerino di sempre), in un cinema che raggiunge la sua potenza maggiore quando accoglie lo spettatore nel suo delirio di terrore e dolore senza dirgli cosa pensare né come reagire, lasciandolo lì a rannicchiarsi sulla poltrona mentre il mondo intorno a lui cade a pezzi. È anche un film che in partenza, nonostante i morti, è divertente, comico in maniera volontaria, con la normalità che si difende prendendo le cose vagamente alla leggera finché il caos non arriva dentro casa.

The Wailing si trova facilmente in bilico tra il grandissimo film che è e il buono ma mediocre film in cui finisce, e sta un po’ a voi non aver nessun motivo di credere che io abbia torto.

DVD-quote:

“Sciamani ballerini per tutti”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

IL MIO TESSSSSSscusate non ho resistito.

IL MIO TESSSSSSscusate non ho resistito.

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40 Commenti

  1. Rocco Alano

    Visto: suggestivo e con un paio di scene davvero indimenticabili. Ma, effettivamente, non questo capolavoro.

  2. Blond Lilli Gruber

    Si sputtana un pochino con il twist e contro-twist finale, ma rimane uno dei film più fighi dell’anno. Fotografia paura, scene pazzesche, caproni a buffo, abilità di cambiare registro che neanche Edgar Wright dopo un’indigestione di kimchi.
    Non ho capito bene cosa non ti sia piaciuto. Meglio che non sia inutilmente complesso e difficile da capire, no? E ancora di più, meglio non essere d’accordo con quei quattro scemi che scrivono su internet.

    • Infatti criticavo i commenti che ne parlavano come difficile e da vedere due volte, che non è vero e va benissimo così.
      A non piacermi è stata la soluzione, più che altro perché alla fine è talmente la solita storia che speravo in qualcosa di diverso.

  3. lemmycaution

    Ciao Jean!
    D’accordo su tutto a proposito di the wailing ma ti chiedo, visto che per me ‘memories of a murder’ è un capolavoro, i due film sopra nella tua top 3 quali sarebbero?

  4. A me è piaciuto moltissimo. Rispetto all’altro horror dell’anno, The Witch, non è così compatto e minimale, ma mischia – molto bene comunque – un fracco di suggestioni diverse, dai personaggi goffi alla Wright come ha detto Blond Lilli, a David Lynch, al j-horror e al drama coreano. Però lo fa con un’intelligenza e una crudeltà rare, spesso ti diverte ma ancora più spesso ti disturba e ti interroga sul confine tra reale e soprannaturale, e per me se un horror riesce a fare questo così bene l’etichetta di capolavoro se la merita. In questo del resto qualcosa in comune con The Witch ce l’ha, sono film che oltre a farti paura ti fanno anche pensare, o meglio ti fanno paura facendoti pensare.

    • Dembo

      Concordo, era da tanto che non vedevo un film così cattivo me lo sono proprio goduto e la commistione di generi: zombi! Noir! Ghost story! Dramma! funziona alla grande.
      Anche per me Capolavoro.
      (Ora del regista mi manca solo the yellow sea, qualcuno l’ha visto?)

  5. sos

    Forse non un capolavoro, ma un gran bel film. L’autore gioca con quasi tutti i generi horror (esorcismi e possessioni, fantasmi, vampiri, zombies e contagi) mescolandoli con una sana metafora sulla paura dello straniero. Divertente e spaventoso nello stesso tempo. Nota a margine sulla cifra stilistica dei film coreani che piacciono a noi è l’assoluta improponibilità degli “eroi”, che in questo caso raggiunge una vetta altissima alla Edgar Wright come qualcuno ha già fatto notare.

  6. Woody Hardnesson

    Scusate eh, premesso che il film un questione non l’ho ancora visto…
    In pochi giorni ci sono state 2 recensioni su film asiatici:
    Una che apriva una discussione su Johnnie To, 25 commenti.
    Questa che mette in tavola i film coreani, 8 commenti.
    Coraggio calcistica di tutto il mondo, che c’è n’è da discutere.

  7. Jet Lì

    Ma sono l’unico idiota che alla fine non ha trovato comprensibile la trama? Tutti a parlare di ‘sto twist e contro twist finale, ma io non ho nemmeno capito chi alla fine erano i buoni e chi i cattivi. Saro’ tardo io, vabbe’.

    Per il resto, comunque, gran bel film, ma secondo me il regista se l’e’ tirata troppo, soprattutto rispetto ai suoi due (bellissimi) precedenti film. Quelli si’ che erano dei bei thriller tutti tensione e viuuulenza, questo film qua sembra quasi voler fare filosofia ad una certa (e questo lo dico chiaramente con disprezzo).

    • Vinci

      CCiao! A mio parere il giapponese era uno sciamano errante che cercava di fermare il male, il quale assumeva varie forme in base alla comodità e alla situazione, approfittando delle incertezze dei personaggi…ad esempio, per motivare questa conclusione, quando si rende conto di non aver ultimato il rito per liberare il corpo del contadino, si fa prendere dal panico, e il contadino (quello con la giacca verde) riposseduto aggredisce il gruppo di persone nella foresta.
      Premessa, si parla di un film Coreano che mette insieme diverse religioni, facendone crollare l’utilità di fronte a questo Male, proprio perché la capacità del Male è di celarsi e confondere (infatti Djiin a guardare bene vuol dire Celato), e nelle diverse culture la costante del Demone, Orco, Folletto, Goblin, Oni è sempre quella…
      Quando lo sciamano giovane se ne rende conto è troppo tardi, infatti lo sciamano Giapponese è ormai morto, e una volta indebolito lo spirito malvagio che aleggia sulla città può tranquillamente sbarazzarsene gettandolo letteralmente sulla macchina dei malintenzionati che lo hanno solo aiutato.
      Al giovane sciamano non resta che seguire la strada del giapponese.
      L’apparizione è diversa per ogni personaggio tra l’altro, utile a insinuarsi nelle debolezze dei protagonisti…alla fine il prete, in questa grotta, vede quello che vuole vedere, cioè che lo straniero è il diavolo, e addirittura scimmiotta il vangelo di Luca, approfittando dei dubbi del giovane religioso.
      La manifestazione della ragazza, invece, si porta dietro oggetti e vestiti delle persone possedute, come trofeo di un serial killer, e da quindi riprova di essere l’ennesima manifestazione del Male, che scaccia facilmente il giovane sciamano, ma teme quello anziano.
      Questa è la mia interpretazione, poi se volete arricchirla, contraddirla o discuterne, fa solo piacere!

  8. L

    Boh, visto mesi fa, quindi qualcosa potrei averlo rimosso, ma anche io sono rimasto deluso. Sciamano ballerino a parte, non mi ha ne spaventato e ne fatto pensare (come suggeriva qualcuno qui nei commenti), ne mi ha divertito più di tanto. Forse mi aspettavo troppo visto l’hype e visto che The Chaser era una bella bombetta. Forse non ero in serata.

  9. supertramp

    La Corea continua a picchiare sempre forte, ha una serie di registi che vanno dal molto interessante al fenomeno assoluto.
    Gente come Lee Jung-beom, Seung-wan Ryoo e Yoo Ha ma come loro tanti altri, fino a Bong e Park Chan-wook.
    Arti marziali, accette, pugnali, mazze insanguinate, sparatorie e inseguimenti incredibili, trame intricate che ti prendono a pugni il cervello, dramma, sangue a litri e vendetta.
    Nei loro film ci trovo un po’ tutto quello che mi piace.

  10. Come sempre quando un film di cui non mi è tutto assolutamente chiaro viene definito semplicissimo ci rimango male. Con me stesso, ovviamente. Anche perché a me non è chiaro nemmeno chi nel film rappresenta chi. Umano, demone, fantasma. Boh. Se dividessi in due un foglio e provassi a scrivere da un lato i buoni e dall’altro i cattivi avrei dubbi enormi proprio sui personaggi principali e alla fine rinuncerei all’impresa.
    Inutile dire che faccio indubbiamente parte della gente, a volte, veramente scema di cui si parla nella rece. Ci sta.

    Ovvio che stnado così le cose sono abbastanza lontano da chi ne parla come di un capolavoro anche perché ho difficoltà a capire perché i personaggi si comportino in quel modo.
    Addirittura quello che nella recensione Jean-Claude chiama spiegone per quelli che, poverini, hanno bisogno di aver dette le cose chiare e tonde mi ha confuso ancora di più. Evidentemente sono senza speranza.
    Mi rendo conto che non tutto deve essere spiegato, specie quando si è davanti a un film come The Wailing che se la gioca volutamente sull’ambiguità delle forze in campo. Però boh, io non ci ho capito un cazzo.
    L’unica cosa che mi sembra palese è la volontà della storia di disorientare lo spettatore non tanto con la trama, quanto con le parole dei personaggi dubbi. Come se su una pistola carica ci fosse scritto “questa è una forchetta” e tu ci credessi e la usassi come tale.
    A questo proposito avrei alcune domande:

    SPOILER

    SPOILER

    1) I personaggi dotati di poteri soprannaturali sono tre giusto? Il giapponese che vive nel bosco e che poi si trasforma in demonio, la giovane donna vestita di bianco e lo sciamano danzante. Perdonatemi, ma io non ho capito se sono tutti e tre demoni o affini. Il giapponese si trasfoma in demone e ammazza il prete, quindi ok è un demone, ovvio. Ma gli altri due? Per me sono un punto interrogativo, magari a una seconda visione (quale orrore!) lo riesco a capire meglio. Ma magari prima mi si può dire chi sono la donna in bianco e lo sciamano.

    2) Non riuscendo a capire i rapporti fra i tre non capisco nemmeno perché
    a) la tizia in bianco scaraventa il giapponese sull’auto.
    b) lo sciamano, dopo che la giovane in bianco gli ha fatto vomitare sangue, telefoni al protagonista e gli dica che è lei il demone e non il giapponese. Cosa evidentemente falsa, almeno per la parte che riguarda il giapponese che noi sappiamo essere un demonio.

    3) Perché quando il poliziotto torna a casa fa seccare la piantina sulla porta rendendola in tutto simile a quella a della casa del primo massacro? Ok che siamo dentro a una struttura ciclica, mi sta bene. Ma perché la pianta secca quando passa lui e non il/uno dei demoni?

    Mi rendo conto che forse sono domande ingenue, ma per me sono punti essenziali per la fruizione di un film che si poggia sul dubbio e sul mimetismo del Male fra gli uomini.
    In questo senso o mi viene detto (visto che io non l’ho capito) chi siano la tizia in bianco e lo sciamano oppure mi si dice che anche se non l’ho capito non mi perdo niente del film perché il punto dove vuole arrivare il film supera di gran lunga questa domanda. E mi si dice quale sia questo punto.

    Invece di una recensione tutta sbrodolata sul proprio complesso di superiorità (nessun motivo per pensare che non sia fondato) che non mi dice un cazzo su dove vogliono andare a parare i 156 minuti di un film dove succede qualsiasi cosa tranne l’apocalisse non solo non me ne faccio un cazzo, ma mi fa anche innervosire.

    • Jet Lì

      Oooh, finalmente un altro che non ci ha capito una sega al termine del film, se si e’ coglioni in due ci si sente meno soli.
      Io ho provato a fare due piu’ due a visione ultimata, e con l’aiuto anche di alcuni commenti in rete, qualche altro elemento in piu’ l’ho capito.

      SPOILER

      1. A quanto ho letto in giro, la donna vestita di bianco e’ un fantasma e rappresenta lo spirito del villaggio o segate simili —> e’ buona, solo che si viene a sapere solo alla fine. Lo sciamano danzante invece dovrebbe essere un alleato del demone anche se all’inizio sembra che combatta contro di lui. Questo dovrebbe essere rivelato proprio alla fine quando (non ricordo benissimo) viene mostrato qualcosa come il suo baule con le foto delle persone morte.

      Quindi le forze in gioco sono: tizia fantasma vs demone alleato con lo sciamano, da cui si spiegherebbe 2.

      3. Credo che il poliziotto fa seccare la piantina perche’ il rituale ammazza-demonio fatto dalla tizia fantasma necessitava che il poliziotto non dovesse entrare in casa (lo ha detto proprio la tizia fantasma poco prima, quando fa tutta quella menata sul gallo che canta tre volte tipo San Pietro etc etc.)

      FINE SPOILER

      Comunque anche spiegate queste cose, io mi ricordo che c’erano diverse cose che ancora non mi tornavano, ma per fortuna le ho rimosse perche’ a me ‘sta cosa che la trama non si capisce un cazzo mi fa proprio innervosire (e si’, tra l’altro, detesto Lynch e Inland Empire e’ una cagata orrenda). Per film di questo tipo uno dovrebbe mettere l’etichetta sopra con scritto: per supergeni o per gente con QI superiore a 140, cosi’ io non mi avvicino nemmeno e almeno vivo piu’ felice.

      Saluti

    • AnnaMagnanima

      ragazzi, abbracciamoci. mi unisco a voi.
      SPOILER DA CHIARIRE
      ho finalmente capito il ruolo della donna vestita in bianco.
      lìalleanza del demonio con lo sciamano l’avevo capita alla fine quando allo sciamano cadono tutte le foto del giapponese e poi fanno tutti e due le foto, quindi…chiaro.
      quello che a questo punto non mi spiego è contro chi viene fatto l’esorcismo in contemporanea. il giappo risveglia lo zombi, ok. ma lo sciamano? cosa deve fare? deve ammazzare la bambina? e quando la fantasma fa vomitare napoli e capri allo sciamano, perchè non lo ammazza proprio visto che sono nemici ma lo fa scappare dopo avergli detto una cosa tipo “ue stai pure tu qua?”?
      spiegatori di spiegoni, spiegatemi!!

    • Jet Lì

      Eh allora, a proposito dell’esorcismo c’era un video su youtube – non proprio convincentissimo, a dirla tutta – che cercava di spiegarlo.

      SPOILER

      Come hai detto tu, il nippo risveglia lo zombie, mentre lo sciamano fa l’esorcismo sulla bimba per cercare di sconfiggere la tizia in bianco, che si e’ impossessata della bimba nel tentativo di proteggerla. Chiaro? A me non risulta evidentissimo pero’ cosi’ le cose tornano, almeno.

      Riguardo al fatto che la tizia in bianco non ammazza lo sciamano, boh, magari semplicemente non aveva un potere cosi’ forte da ucciderlo.

      FINE SPOILER

      Se mi ricordassi dove cacchio ho trovato quel video che diceva di spiegare tutto il film, lo posterei pure, accidenti alla mia memoria.

    • Il Giordy

      Oggettivamente il film è poco chiaro, nn nella struttura ma nella costruzione dei 3 personaggi chiave : sciamani – ragazza.
      Film visto 2 mesi fa e quindi nn ricordo bene i piccoli dettagli che il regista semina nel finale.
      Spoiler
      la ragazza in bianco, come dice il buon jet, è lo spirito buono. Ma , da quello che ho capito, nn può intervenire nel contrastare il male. Osserva, indaga, cerca di aiutare ma senza risultati.
      Lo sciamano ballerino, per me , è il demonio. Il suo rito serve a contrastare e combattere l’atro demonio , lo sciamano giapponese, meno potente ma ugualmente malvagio…

      Jean claude , Lilli Gruber… dove siete ?
      Voi che avete capito tutto.. Illuminateci!!!!

      Comunque Filmone

    • il Drugo

      SPOILER
      SPOILER
      SPOILER

      una cosa non mi è chiara… perchè quando il jappo va alla macchina e scopre che lo zombie è tornato in vita sembra che si caghi sotto? a posteriori sembra solamente per confondere lo spettatore fancendogli credere che sia lui il buono che sta cercando di tenere sotto controllo il male, ma tutto ciò non ha senso dato che in realtà uno dei demoni è lui.

      ps – buttata là: siamo sicuri che effettivamente jappo e ballerino siano in combutta? non potrebbero essere demoni entrambi ma comunque non relazionati tra loro? in fin dei conti il rituale del ballerino lo stava uccidendo al jappo (prima di essere fermato bruscamente), e se dopo telefona al poliziotto per dirottarlo sulla donna in bianco è perchè ha capito che il jappo è un demone come lui…

    • Il Giordy

      spolier spolier

      I 2 demoni – sciamano ballerino e sciamano giappo – non sono alleati. Penso che si affrontino per contendersi l’anima della bambina.
      Lo sciamano, ballerino, sà di fronteggiare un altro demone ma nn sà , verso la fine con tanto di mini scontro tra i 2 , della presenza dello spirito buono (donna in bianco ).
      Aspetto l’uscita home video per rivederlo , come ho fatto per i due precedenti film del regista.
      Una cosa è certa : C’è un nuovo sceriffo in corea è il suo nome è NA HONG-JIN

    • Vasco Resando

      Ci ho pensato su un paio di giorni dopo la visione (quindi un film che un impatto l’ha avuto, bene o male) e sono arrivato ad una conclusione:

      Il regista e’ stato un po’ disonesto. Nel senso che ha fatto apposta a mettere elementi contrastanti e che non si incastrano uno con l’altro, col chiaro intento di scoparti il cranio.

      SPOILER

      Ci sono molte, troppe scene dove l’uno o l’altro demone di turno fa un qualcosa di completamente opposto e senza senso. Ne cito un paio:
      – il vecchio giapponese rianima lo zombi ma poi e’ mostrato come chiaramente preoccupato e lo rincorre per la foresta, fino ad arrivare a casa sua e presumibilmente ammazzare lo zombie stesso. A volte e’ vulnerabile e pure un po’ sensibile, a volte resuscita da morte certa, boh
      – il santone sta correndo via con la macchina dopo essere stato cacciato dalla casa e gli arrivano le cavallette sul parabrezza per fermarlo, chi gliel’ha mandate? Di sicuro non il fantasma buono o il giapponese che avevano tutto l’interesse a farlo uscire di scena
      – il giapponese le foto le aveva chiaramente bruciate, si vede nelle ceneri, ma poi il santone anche lui fa il fotoamatore, tanto per confondere le cose

      Al contrario di the Witch dove i pezzi mancano, e uno viene lasciato col dubbio e non con una conclusione netta, qua secondo me qua si mettono dentro elementi apposta per creare confusione e non farci capire un cazzo.

      O forse e’ solo il castello che mi sono costruito per spiegare il perche’ non ho capito il film…

  11. Schiaffi

    Tolto circa al min 25. Una vera merda come il 99% dei film attuali

  12. Lars Von Teese

    Io quando sento la parola “corea” associata al cinema metto mano alla pistola

    e pure questo film, a giudicare dai poveri cristi che molto umilmente vengono qui ad ammettere di non averci capito un cazzo, ha tutta l’aria di essere la solita coreanata senza capo ne coda.

    Ma ragazzi, vederlo due, tre quattro volte… ma porca di una troia, una volta dico, una sola: non e` che magari, se non ci si capisce proprio un cazzo, forse che forse la colpa e` di quel coreano di regista e non di quei poveracci che vogliono passare un’ora e mezza senza doversi per forza fratturare l’epididimo?

    • Gianbiscuì Chiwawa

      Discorso valido anche per Memories of Murder per me incomprensibilmente citato da molti come filmone. Esiste un filone cinematografico per masochisti, inutile girarci intorno. E non parlo di robe di pigiami volanti. Sarebbe bello se la Nord Corea si desse una mossa, piuttosto.

    • coraado

      no.

    • Il Giordy

      No.

  13. cutter

    beh, filmone. naïf nei punti giusti, lunghetto nei punti sbagliati, ha le qualità del perfetto polpettone: indigesto ma luculliano. grazie van

  14. AnnaMagnanima

    comunque una discesa all’inferno come non ne vedevo da tanto. forse proprio dai tempi di angel heart. può essere?

  15. Marlon Brandon

    Io se devo essere onesto preferisco I film d’orrore deliranti, quelli in cui magari non si capisce molto della trama ma in cui visivamente e come ingredienti non ci si fa mancare nulla. E in questo The Wailing non ci facciamo mancare proprio nulla. Finora horror dell’anno senza dubbi.

  16. Devil Dark Slayer

    Faccio la recensione della recensione: non ho mai sopportato le recensioni che si concentrano più a (s)parlare della fanbase/opinioni altrui piuttosto che del prodotto.

    Probabilmente la peggior recensione mai letta sui 400 calci. Ed è un peccato, perchè il film merita.
    E anche la storia del “EHEHEHE IO HO CAPITO TUTTO ALLA PRIMA VISIONE”, è una cazzata abominevole, perchè il film mette in scena certe cose proprio per confonderti. E’ chiaro, a grandi linee si capisce alla fine chi sò i buoni e chi sò i cattivi, ma per capirne ogni dettaglio va visto 2 volte.

  17. Ramaya

    Spoiler

    La tesi del film è paragonabile al tema di The Vvitch: è vero ciò in cui decidi di credere. In ciò la struttura parallela e ambigua gioca a mischiare gli ingredienti, di per se’, abbastanza semplici da amalgamare (e anche comprendere). E’ un anche un film sulla\e religioni (buddismo, sciamanesimo e cattolicesimo) rappresentate secondo la portata culturale (e cultuale) che hanno oggi nel mondo cinico e globalizzato. Il cattolicesimo, ad esempio, viene ridicolizzato fin quasi alla fine restituendo un’idea di prete come interprete o, al massimo, come dispensatore di consigli pratici: fidati della medicina. Solo alla fine la struttura tripartita si unisce in quello che di fondo tutte le religioni hanno in comune (al di là del fatto che il satanasso e l’angelo rappresentino un immaginario più vicino a quello catto-dantesco): la fede.
    L’agnostico poliziotto protagonista rappresenta in modo coerente quanto l’uomo, allontanandosi dall’ideale religioso, vacilli alla ricerca di risposte che non può ne’ comprendere ne’ affrontare: la malattia, la morte, la paura. Per ben 3 volte il protagonista si trova innanzi alla possibilità di credere in qualcosa ma vacilla innanzi a dei simboli che non sono alla sua portata. Quando il protagonista rimane in attesa che il gallo canti 3 volte, la metafora è addirittura grammatica base rovesciata della Sacra Scrittura: Pietro, che nel Vangelo rappresenta l’umanità, rinnegherà Cristo 3 volte con i soldati di Gerusalemme prima che il gallo canti. Il finale è di un pessimismo cosmico proprio perché, secondo la tesi del regista, non c’è più speranza per l’uomo privato della fede.

    E’ vero che il film mette in scena certe cose per confondere ma è anche vero che offre tutte le chiavi di lettura per comprenderlo. E lo spaesamento dello spettatore rispecchia lo spaesamento del protagonista che pur vivendo direttamente il dramma, ha a disposizione tutto il corredo per comprendere e salvarsi.

    In termini molto elementari bene e male sono rappresentati dalle due figure eteree principali: la donna in bianco (simbolico che appaia come primo deus ex machina quasi a simboleggiare il fatto di fidarsi del primo istinto che abbiamo in quanto uomini) e il giapponese straniero. La donna offre la soluzione circolare all’evento quasi all’inizio del film, ma la dabbenaggine del protagonista regna ancora incontrastata. Il giapponese incarna un’altra metafora della religione cattolica, ossia la possibilità del maligno (a differenza di Dio) di operare direttamente nella vita dell’uomo. Ecco perché alla fine Seitan mostra al prete di essere un individuo in carne e ossa, un essere quasi umano che può morire solo per confondere le acque: il male non muore mai. Lo sciamano viene classificato come “pawn” pedina. In quanto tale è colui che sta al fronte, che si offre per il sacrificio dei pezzi più importanti della scacchiera. Non sono d’accordo con colui che ha scritto che non è alleato del giapponese-satanasso: lo è, eccome. Ha fatto una scelta di campo e ciò si evince soprattutto nella battute finali. Sia dal fatto che erutta come in un esorcismo quando incontra il bene-fanciulla. Il richiamo delle falene è un segno del maligno: non abbiamo ancora perso…

    In generale è un film fatto molto bene che sebbene utilizzi la grammatica orientale nell’esposizione (e quindi di più difficile comprensione per noi occidentali) di certe dinamiche, ha dalla sua una struttura tripartita di ferro. E’ un film intelligente e visivamente accattivante, che gioca anche con un immaginario moderno e vicino al nostro sentire (piove sempre come in 7even). Sono d’accordo che rivederlo permette di cogliere tutte le sfumature che si incastrano, ma anche ad una prima visione è molto semplice da sviscerare.

  18. supertramp

    Horror definitivo? Non lo so, ma che delirio, qui si alza il livello davvero in alto. SPOILER

    Due ore e mazza in cui succede di tutto con quasi tutti i generi che si alternano, mischiano e si frantumano come nella scena del primo incontro con la ragazza in bianco/spirito/angelo/fantasma/qualcosa di più? che lancia delle pietre, “chiaro” riferimento alla bibbia, qui un genio (che non sono io) avrebbe potuto capire che lei era quella buona senza diventare pazzo insieme al protagonista. La scena inizialmente da dramma si sposta sulla commedia poi horror e infine noir con una facilità disarmante, se non è talento questo non so cosa sia. Per me in queste due ore e mezza c’è il miglior attacco zombi che abbia mai visto, esorcismi sciamanici incredibilmente tesi e strazianti che trovano in Hwang Hung-min (recuperate Veteran) uno sciamano perfetto. Alla fine la distinzione tra bene e male si comprende decisamente, ma i dettagli assolutamente no, perché sono troppi per starci dietro e molte scene potrebbero non voler dire niente come gli insetti sul parabrezza dello sciamano, che secondo me non vogliono dire proprio nulla, sono solo insetti, ma lo sciamano li interpreta come un segno e allora lo facciamo anche noi spettatori, ma non è certo che ci sia qualcosa dietro come in molte altre scene. Sequenze che non vogliono dire niente più scene che voglio dire tutto e altre che ti confondono come i due riti sovrapposti che sembrano collegati ma che non lo sono, oppure inspiegabili come la stigmate sulla mano del giapponese/satana/demone/spirito maligno.
    Per me filmone.

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