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Alla ricerca della nerchia perduta: The Assignment

Ah, i valori di oggigiorno. Per i pochi che non lo sapessero, i cosiddetti valori di oggigiorno sono portati avanti strenuamente da un gruppetto di pazzi problematici chiamati (in terre anglofone) Social Justice Warriors. Ottime intenzioni, eh, non si discute; ma si sa che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni.  Il problema dei SJWs è che, banalmente, non sanno quando fermarsi a riflettere. Non sanno quando fermarsi e basta.

Prendiamo per esempio The Assignment, l’ultima fatica (una parolona) di Walter Hill. Poi faccio anche una valutazione estetica, ma per adesso mi preme far notare che Hill ha radunato nel suo film

1) un cambiamento di sesso forzato
2) una protagonista mascolina e femminile al tempo stesso di nome “Frank”
3) una coprotagonista femmina peró bisessuale e di nome “Johnnie”!
4) un’antagonista che più androgina di così c’è solo Tilda Swinton nel ruolo di Benedict Cumberbatch nel ruolo di Tilda Swinton
Bon, dopo tutti questi sforzi per dire la sua sulla Teoria del Giender (!!!1!!1!!) e far incazzare gente tipo il Moige, le Sentinelle In Piedi, persino dopo aver dato al personaggio di Frank un coté Latino totalmente inutile e pretestuoso, il povero Hill è stato accusato dai SJWs di transfobia; ci vuole spiegare il signor regista perché ha dato il ruolo di un transessuale a una donna? Una donna cis, per di più? Non poteva scegliere un attore/attrice davvero trans? EH? COME SI DIFENDE L’IMPUTATO?
 

“Semplice: sono un’artista”

 
Mettiamoci il cuore in pace: The Assignment è un film brutto, maldestro, ingenuo; è vero, parte dall’assunto che per un uomo, svegliarsi trasformato in donna contro la propria volontà sia peggio che essere ucciso – ma sfido chiunque a negare che sia, come dire, un trauma piuttosto pesante; tratta la sessualità di tutti i personaggi in modo superficiale, evita di spiegare le loro motivazioni profonde, non riesce ad avere nessuna serietà pur tenendosi lontano anni luce dalla minima ironia (che forse avrebbe dato una chiave di lettura più interessante). Ma allora, semmai, bisognerebbe accusarlo semplicemente di essere un film stupido, e non transfobico, machista o altro.
Quanto al vituperato casting, l’unica difesa possibile è ammettere che Michelle Rodriguez è strepitosa sia con l’uccello sia senza. Fisicità e dizione sono potenzialmente perfette: fosse stata diretta meglio, sarebbe stato il ruolo della sua vita; avesse avuto fra le mani una trama interessante e qualche dialogo sensato, avrebbe reso Frank un personaggio memorabile – e forse avrebbe potuto fare un bel salto di carriera, di quelli che fanno dire ai critici “apperò, non credevo che fosse brava”. E invece. Prendiamo la scena in cui Frank si accorge con orrore di AVERE LA FIGA: Michelle ce la mette tutta a strabuzzare gli occhi, toccarsi fra le gambe e urlare, ma c’è molta più potenza nella scena analoga di Under The Skin quando Scarlett Johansson, muta a letto con un uomo senza sapere bene cosa deve fare, si alza di scatto e si esamina con la lampada. Lo stesso discorso vale per la grande Sigourney Weaver, che è già una garanzia: anche quando blatera cazzate su chirurgia estetica, eugenetica, arte e letteratura, o quando sciorina spiegoni del discount a ripetizione, tu le credi e non riesci a staccare gli occhi dallo schermo.
 

Perfetta con l’uccello

 
Sparite le due attrici, invece, rimane un “castration and revenge” per nulla interessante, inframezzato da siparietti di cartoon fra Kill Bill e Sin City, noioso come la morte, scritto e diretto da uno che sembra un principiante volenteroso ma tonto e invece è Walter Hill. E ti viene male al cuore, perché una trama come questa gli avrebbe permesso di spingere l’acceleratore al massimo sia su temi come identità, genere, mutazione, corpo naturale/artificiale, etica, sia sulle BOTTE. D’accordo, magari i pipponi filosofici non sono il suo pane, ma almeno le BOTTE sì. Ha a disposizione Michelle Rodriguez, dopotutto, puó sfruttarla a dovere. E invece si milita a farle tirare due calci nelle palle a un tizio, qualche mazzata fuori campo e senza sangue (due peccati mortali in un colpo solo) e pistolettate a vanvera, uno spreco totale.
 

Perfetta senza l’uccello

 
Il tutto mentre la trama, esile come una libellula anoressica, procede con l’agilità di un tricheco obeso sulla banchisa. A un certo punto il film si perde via con una sottotrama intitolata “Il cane più inutile della storia del cinema” per far vedere che Frank ha buon cuore, o forse no, non ho capito, chi se ne frega; i continui salti temporali sono buttati giù a caso per aggiungere complessità e mistero, immagino; ma vengono usati goffamente, e finiscono per stufare e basta. Quel che è peggio è che i personaggi sono costantemente filmati in modo ravvicinato e/o da soli, come se Hill avesse dovuto prenderli uno per uno, filmare i dialoghi e poi arrangiarsi col montaggio: questo ovviamente non solo dà un’aria del tutto innaturale alle interazioni, ma castra (wink wink) qualsiasi tentativo di rendere The Assignment un film davvero d’azione – e le occasioni c’erano.
In questa storia di donne con le palle e uomini a cui hanno tagliato le palle, quello con meno palle é lui, Walter Hill. Roba da non credere. E dire che lui ci credeva, in questo progetto; ha fatto pure uscire il fumetto a seguito del film. E persino quello pare che sia una ciofeca.
 

DVD-quote

“Un film senza palle”
Cicciolina Wertmüller, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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26 Commenti

  1. Zen My Ass

    Sul tema del cambio d’identita’, Walter Hill aveva tirato fuori un piccolo film notevolissimo nel 1989, Johnny Handsome: altri tempi davvero…

    Per quanto ami il cinema di Walter Hill, devo ammettere che dopo Last Man Standing avrebbe potuto tranquillamente ritirarsi senza intaccarte la sua fama…

    Quando ho letto la trama di questo The Assignment, non sapevo se ridere o piangere…

  2. Axel Folle

    Leggevo stroncature a destra e a manca ma continuavo a sperarci tantissimo, leggere anche qua che il film è una cosa brutta è un gran colpo al cuore…..
    Lo tengo nel pc che aspetta di essere visto, chissà magari oggi gli do uno sguardo.

  3. Il Reverendo

    Beh non tutte le sottotrame con cani possono essere all’altezza di Gino felino e il cane coraggio..

  4. Carter

    Cicciolina, ti consiglio la (mini)serie inglese Hit & Miss.

  5. Marlon Brandon

    Sul cambio di sesso forzato mi aveva fatto abbastanza male “The skin I live in” di Almodovar…

  6. Vin Diesel30€grazie

    Nessuno mi cita Boys don’t cry? Filmone

  7. AnnaMagnanima

    aaaahhhh delusionissima!
    mi aspettavo grandi cose…

  8. Poisoned Ivy

    Certo che con quel cast leggere ste cose fa male al cuore.
    Non tenterò al sorte, non mi apre ne valga la pena.

  9. BohBeh

    vedere Letty (scusate, non ce la faccio) con la barba sembra Antonin Cannavacciuolo che fa il cosplay di Valerio Scanu.

  10. Lars Von Teese

    ci sono tre motivi per cui guardero` questo film

    1) Walter Hill
    2) a Cicciolina e a tutta una vasta serie di nerd mezzeseghe non e` piaciuto
    ma soprattutto, 3) tutta questa roba mi ricorda vagamente l’eccezionale Black Kiss di Howard Chaykin

    • Axel Folle

      Tu pensa che Black Kiss l ho ordinato giusto l altro ieri dal fumettaro

    • Lars Von Teese

      capolavorone, purtroppo la mia copia acquistata nei ruggenti anni 90 e` andata perduta durante un trasloco, porchildemonio

    • Andrea

      Guardalo tranquillamente, senza farti influenzare da tutte le sciocchezze che sono state scritte a riguardo: premesso che va guardato come un fumetto, senza pretendere un film alla Lars von Trier, e’ uno spettacolo di tutto rispetto: prende, diverte, intrattiene e vola via senza un attimo di noia. La Rodriguez e’ perfetta per la parte e (vestita e nuda) fa la sua figura. A me e’ piaciuto e credo che tanti giudizi pessimi siano venuti da frange isteriche degli estremisti del politically correct ad ogni costo, che si sono sentiti offesi dall’ argomento trattato. Cio’ non toglie che il film merita e chi lo ha stroncato ha torto marcio.

  11. JAMES VAN NOKER

    AH VEDRO’… DI HILL MI SON SEMPRE PIACIUTI TUTTI. BELLO “JOHNNY IL BELLO”, FILMONE “ANCORA VIVO” E GUSTOSO JIMMY BOBO!
    LO VEDRO’ X CURIOSITà….NON CREDEVO FOSSE ANCORA IN ATTIVITà..

  12. John Blacksad

    Gli SJWs vanno usati per fertilizzare i campi o per tappare le buche delle strade

  13. Woody Alien^3

    Stavo leggendo la pagina sul fumetto che avete linkato e lì viene detto che la prima stesura della sceneggiatura risale al 1978, magari è per questo che il film è così penoso, essendo “nato vecchio”. Comunque se Frank (stay in the) Kitchen fosse una persona vera lo proporrei per il premio Jimmy Bobo.

    p.s. tra i SJW e i tizi dell’Alt-Right non so chi siano i più coglioni.

  14. Zen My Ass

    Faccio mea culpa e mi cospargo il capo di cenere, carissimo Walter mai piu’ dubitero’ di te…

    The Assignment e’ in effetti un ottimo film: datato nella messa in scena e limitato dal budget risicatissimo, ma la classe e la bravura di Hill emergono eccome fin dalla prima inquadratura. Il film ha un gran ritmo, non annoia e non perde colpi, la storia non si perde per strada e procede lineare e spedita (e’ un semplicissimo Revenge movie con il gimmick del cambio di sesso). E’ il tipo di storia che Hill ha raccontato non so quante volte nel corso della sua carriera (Trespass, Johnny Handsome, Danko, The Driver).

    La Rodriguez conciata da uomo col cazzo finto e il petto villoso non si puo’ vedere, ma vabbe’ ci sta pure quello…

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