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In sacrificio per voi: Female Fight Club

La prima cosa che noti di Female Fight Club è che Dolph Lundgren è dappertutto, in ogni poster c’è il suo faccione e il nome bello grosso preceduto da un “and”. Come a dire: l’ospite speciale.

La seconda cosa che noti di Female Fight Club è che, se lo cerchi su IMDb, la ricerca automatica ti dà il titolo “Female Fight Squad”, evidentemente un titolo di lavorazione.

La terza cosa che noti di Female Fight Club, quando finalmente lo vedi, è che ti stanno inculando.

Promesse, promesse.

Ultimamente mi è capitato di vedere diversi film straight-to-video del Dolph nazionale, e devo dire che per una volta che azzecca qualcosa di vagamente divertente o per lo meno dignitoso (vedi Skin Trade), ci sono altri tre film che ci fanno rimpiangere di avergli dato l’ennesima chance (Shark Lake. Puncture Wounds. War Pigs). Seriamente, mi fa incazzare. Capisco che ha bisogno di sbarcare il lunario, il Dolph, però si presta davvero a cose senza senso. E tra l’altro siamo a un livello di bassezza indegno persino di certi prodotti realizzati per l’home video che abbiamo recensito qui negli anni.

Se pensate che ora venga la parte in cui vi dirò che Female Fight Club è invece l’eccezione, quel titolo ogni quattro che vale la pena vedere, allora non avete letto i paragrafetti introduttivi. Perché non solo Female Fight Club è abbastanza da evitare, ma non è nemmeno propriamente un film di Dolph Lundgren. È un film che sfrutta un po’ il suo nome, gli dà giusto un attimo per menare le mani e poi lo saluta caldamente. Ma soprattutto è un film in cui c’è questo frame qui:

E questo (MINIMO SPOILER*):

Un film che si chiude con una scena idilliaca in cui c’è un fottuto cane incollato in CGI e il peggior green screen con gli elefanti nella storia dei green screen con gli elefanti. Non vi basta per desistere? Ok, l’avete voluto voi.

Dolph è il papà della protagonista, Rebecca Holt, una ex campionessa di incontri illegali interpretata da Amy Johnston AKA la stunt double di Scarlett Johansson in Captain America: The Winter Soldier AKA donna della vita di ogni calcista che si rispetti seduta stante. Una donna bellissima che picchia come un fabbro e che meriterebbe un film migliore, pur essendo una cagna maledetta che aiutami a dire cagna maledetta. Becca ha mollato il giro del kickboxing clandestino di Las Vegas e ora lavora in un canile a Los Angeles, ma sogna di fuggire in Africa-ish a vivere in una riserva naturale-ish badando agli elefanti-ish. Ma a un certo punto sua sorella Kate le bussa alla porta e le dice di aver bisogno del suo aiuto per ripagare un debito allo psicopatico capoccia del fight club. Becca prima rifiuta, poi papà Dolph, che è in galera per aver ammazzato dei tipi che hanno violentato Kate, le telefona dal carcere (dove evidentemente i detenuti hanno privilegi telefonici illimitati) e la convince. Becca accetta di allenare una squadra di combattenti cazzute (“La Nera”, “L’Asiatica”, “La Latina”) per dare manforte alla sorella. Ma alla fine, per una serie di cazzi che non vi sto a spiegare, dovrà tornare sul ring e sconfiggere pure il boss psicopatico, il tutto pur di proteggere sua nipote, la figlia di cinque anni di Kate ovviamente malata di diabete.

SPOSAMI.

La cosa incredibile di Female Fight Club è quanto la trama sia allo stesso tempo banalissima e raccontata talmente male da essere difficile da seguire. Ve lo giuro, c’è un passaggio che mi sono dovuto rivedere un paio di volte e ancora non ne ho capito il perché. SPOILER: Kate viene aggredita per strada la sera prima del grande incontro in cui avrebbe, teoricamente, la chance di vincere e ripagare il cattivone. Da notare che l’incontro è truccato, perché l’avversaria di Kate, nonché amante del gangsta, è incaricata di perdere. Una svolta che non ha il minimo senso logico ed è messa lì solamente per dare a Becca una ragione per vendicarsi.

A peggiorare ancora di più la già non profumatissima situazione c’è che gli incontri sono frettolosi e sciatti. Il regista e sceneggiatore esordiente Miguel A. Ferrer (nessuna parentela) sembrerebbe anche tenerci a farci vedere le botte inquadrate fisse, ma per il resto è un mentecatto (della regia, si intende). È incapace di infondere qualsivoglia suspense ai duelli, che terminano sempre in una ventina di secondi e senza il minimo spargimento di sangue. E io dico: ma che cazzo, se non hai il problema della censura cinematografica, perché non pesti un po’ di più? È questo che non capisco di certi DTV: il bisogno di realizzare film di una banalità sconcertante, prodotti senza alcuno scopo se non quello di riempire un palinsesto. Se fai una roba per gli appassionati di arti marziali, un prodotto che punta al minimo comune denominatore fottendosene, comprensibilmente, della trama, almeno non puoi giocartela bene in fatto di coreografie e violenza? O se non altro di personaggi e situazioni sopra le righe? È roba che non costa niente! Basta prendere gente un minimo capace, no?

Ok, mi arrendo.

* SPOILER! Sì, nel finale c’è anche Dolph. Si scopre che in realtà si era preso la colpa degli omicidi e che era stata Becca a far fuori i due stupratori. Ma visto che alla fine Becca è a piede libero e non ha esattamente confessato, non si capisce per quale cazzo di motivo suo padre sia stato rilasciato a sua volta. A cinque anni da un duplice omicidio. Tutti insieme: MACCOSA!

DVD-quote:

“Prima e unica regola del Female Fight Club: non guardate Female Fight Club”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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21 Commenti

  1. Zen My Ass

    C’e’ l’ho, ma non ho ancora avuto voglia di vederlo, e da quello che scrivi e’ una merda imbarazzante, per cui lo cancello senza remore.

    Con la Johnston, ho di recente visto Lady Bloodfight, che non era del tutto da buttare (combattimenti decenti, anche se frettolosi)… ma lei e’ veramente inguardabile (come attrice per carita’), bella faccia e bel fisico, ma come attrice non ce la fa proprio, e nota che e’ l’unica madrelingua inglese in un film in cui sono quasi tutti asiatici e parlano con accenti imbarazzanti… Lei spicca per legnosita’ in mezzo a tutti…

  2. Maxnataeleale

    Dai che fra un po’ è ora di Boyka..

    • Gianbiscuì Chiwawa

      Ma intendi mica Boyka undisputed IV ? Perché è dello scorso hanno e l’ho già visionato con birra e applausi interminabili tempo fa.

    • Maxnataeleale

      Io credevo dovesse ancora uscire..

  3. Darren Aaroneckart

    In un primo momento non capivo perché parlassi di un immagine bucolica col cane, in quanto vedevo solo due gambe ed un triste animale sotto della pioggia battente…

  4. Axel Folle

    Eviterò

  5. Steven Senegal

    segno dolph pure in un video genere musicale poppettino scrauso dove le busca dal cantante del gruppo protagonista del medesimo. Evidentemente pagato in panini al latte e filoncini caldi si aggiunge a seagal, van damme, trejo, adkins e compagnia cantante nell’elemosinare.
    se per un buon periodo avevamo sperato che il dtv ci avrebbe salvati, dandoci quella nicchia per appassionati del genere che il mainstream ci ha levato a colpi di pg13 e frociate in costume, ci dobbiamo ormai inchinare al bisogno primordiale che sta livellando tutto: la fame
    e sì che i dtv de merda ci son sempre stati ma negli ultimi anni ci sono stati pure prodotti assurdi girati con un piatto di ceci, roba che con metà della razione giornaliera dell’individuo più povero del bangladesh gareth huw evans tirava fuori capolavori
    e invece ora pare tutto finito

    • Gianbiscuì Chiwawa

      Ti seguo in tutto in questa disamina ma non capisco perché hai messo fuori il nome di Adkins con quegli altri vecchi ormai cotti. Cazzo, Undisputed 4 è un film della madonna e Boyka mena come un leone. Non mi sembra proprio possibile accomunarlo, anche solo per il livello atletico pazzesco, con questi vecchi. Per non parlare di addominali tirati vs panze flaccide. Tutto finito un cazzo, almeno finché c’è Scottie.

    • Steven Senegal

      vero, hai ragione per und 3 e 4 e pure ninja 2 tò. Però non possiamo negare che pure scottie elemosini lavori e sacchetti di carta colmi del pane fragrante di heidi e che tanti dei suoi dtv siano alimentari esattamente come quelli dei vecchi di cui sopra. Per non parlare dell’uso scriteriato dei social, della promozione della sua persona e delle figure di merda degli ultimi anni

    • dakuan

      dai i film di akdins sono perlomeno decenti dal punto di vista dei combattimenti, pure l’ultimo uscito Savage Dog c’ha un paio di scene che dici “ma che cazzo?” però quando si va sul picchiarsi e basta non lesina violenza e belle coreografie.

  6. Axel Folle

    mah direi che in realtà questa speranza nei DTV è sempre stata sbagliata e stop. Il fenomeno è sempre stato mare di robaccia e qualche sporadica roba buona e quando andava di lusso il prodotto che stupiva ma tutte queste hanno sempre rappresentato eccezioni. Negli ultimi anni comunque Skin Trade, Hard Target 2, Gridlocked e altra robetta sono stati dei buoni esempi di DTV molto godibili per quanto pane al pane. Non mi pare ci sia mai stato il momento in cui il fenomeno ha regalato tante perle da far sperare in qualcosa di più.

  7. Steven Senegal

    e invece sbagli. Proprio per un’accresciuta frequenza di ottimi prodotti negli ultimi anni proprio su sto sito i redattori sono arrivati a formulare l’assunto che il genere di menare puro (cazzotti e calci) fosse ormai una nicchia da home video. I vari blood & bone, merantau, the raid1e2, macabre, ninja2 ma anche film che all’apparenza non sarebbero dtv ma poi per storie distributive lo sono diventati v. man of thai chi o john wick
    poi chiaro che se prt dtv intendo e mi piglio riduttivamente e in malafede ogni video fatto con l’iphone da danny trejo hai stra ragione te
    il succo del discorso mio non è tanto il “dtv ci doveva salvare” ma “col cazzo che ci salveremo col mainstream”

    • Axel Folle

      John Wick DTV? Ma pure non capisco i due The Raid cosa centrino nel discorso DTV, calcolando che sono film di produzione indonesiana immagino che il budget utilizzato sia più che dignitoso, probabilmente anche Merantau era un film pensato per uscire al cinema nel mercato asiatico (e forse lo ha fatto ora non ho tempo di controllare). Quindi boh mi pare un po un mischione di cose che centrano poco.

      Sull’assunto finale è un discorso abbastanza relativo ai propri gusti, l’action mainstream statunitense, quindi quello più influente a livello mondiale è circoscritto quasi totalmente a film sui supereroi e la saga di FF e qui non saprei che dire, sono filoni che ho detestato a lungo, soprattutto quello del MCU ma che negli ultimi mesi mi sono trovato a rivalutare per diversi motivi, certo le robe veramente meritevoli sono poche ma il livello generale è più che buono al netto delle regole che pesano su tutti i film per famiglie. Certo scordiamoci i tempi di Stallone e Arnie alfieri dell’action che grazie ai registi giusti o alle idee giuste hanno infilato una serie di filmoni impressionante.
      Poi c’è altra roba nel mainstream odierno, tipo appunto JW che anche se fatta con un budget infinitamente più basso sempre roba mainstream rimane, quindi boh, è un discorso ampio.

  8. supertramp

    Avrò capito bene? “dove evidentemente i detenuti hanno privilegi telefonici
    illimitati” sì dai penso di aver capito bene.

    Quel cane è la tristezza.
    Dolph da il meglio quando è regista o almeno produttore, per il resto si umilia nei peggio film, in posti improbabili tra l’Albania e Moldavia con i registi più scarsi come questo Ferrer.
    Nei suoi DVT uno dei mie preferiti è The Mechanik, ma Skin Trade nella categoria è un capolavoro.
    I DVT dovrebbero essere il parco giochi degli stuntman o controfigure dove poter avere la possibilità di esprimersi al meglio mettendoci la faccia, ma invece finiscono quasi sempre in progetti inutili.

  9. fart

    La quarta cosa che noti di Female Fight Club è che la locandina è talmente oscena da procurarti lo scagazzo a cannone per una settimana.Mi sanguinano gli occhi solo per quella,non ho la minima intenzione di vedere pure il film.

  10. Donnie Harlin

    Grazie per la rece George, tra questa e il trailer di “Lady Bloodfight” (visto per caso qualche settimana fa) ho scoperto l’esistenza di Amy Johnston ed è stato tipo amore a prima vista!
    Spiace leggere che questo FFC sia una poverata come poche, spero che “Lady Bloodfight” sia meglio. Comunque vi suggerisco di farvi un giro sul Tubo alla ricerca di filmati con Amy Johnston, ce ne sono un botto, e la figliola mena come un fabbro. Guardatevi “Amy vs many” (un minuto e mezzo di mazzate) e il corto “The Gate” (10 minuti e spicci), nel quale la bella Amy si patuffa furiosamente con vari brutti ceffi e pure con il buon Cecep Arif Rahman (“Raid 2”).

  11. JAMES VAN NOKER

    PENSO CHE DOLPH SIA SEMPRE UN GRANDE. LA SUA FACCIA E IL FISICO DI GRANITO FANNO ANCORA PAURA QUANDO FA IL CATTIVO (UNISOL).
    PENSO CHE SHARK LAKE SIA IL SUO FILM PIù SCHIFOSO E INAPPROPRIATO!
    PENSO CHE NEL MONDO DTV UN ATTORE COME LUI PRENDE QUASI TUTTO COME VIENE O ANCHE PER DIVERTIMENTO OLTRE CHE PER SOLDI..
    PENSO CHE ORMAI IL DTV SIA L’UNICO MODO DI VEDERE ANCORA VALIDI E TOSTI FILM DI ARTI MARZIALI…
    PENSO COME VOI, CHE SE NON HAI RESTRIZIONI E PUOI FARLO, SE FAI UN FILM DI MAZZATE, LE DEVI DARE DI SANTA RAGIONE CAZZO!!!
    PENSO CHE ODIO I FILM CHE DOVREBBERO ESSERE DA COMBATTIMENTO E POI SI RIVELANO UN ALTRO PO DRAMMATICI!
    PENSO SIA SEMPRE UN PECCATO SPRECARE ATTORI COME DOLPH, VAN DAMME ED ADKINS PER STRONZATE TRATTENUTE!
    PENSO CMQ CHE TUTTI LORO DEBBANO CONTINUARE AD ESISTERE NEL NOSTRO MONDO!

  12. Luca

    Dove si può trovare? Cortney Palm come se la cava nel legnare?

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