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I migliori amblin della nostra vita: La recensione di Super 8

Mentre andavo a vedere Super 8 mi hanno rubato il cellulare. Tipo un’ora e mezza prima che iniziasse il film. Vi fa ridere, questa cosa? Non dovrebbe. Quel cellulare aveva esattamente sei giorni di vita, quindi era nuovo, e me l’hanno soffiato senza che mi accorgessi di niente, probabilmente mentre ero distratto in edicola a leggere di straforo una recensione di Drive. Bella l’ironia, eh? Storia vera. Ve la racconto perché vi comportiate di conseguenza: ora, non dico di fare una colletta e ricomprarmene uno uguale, cosa che tutto sommato sarebbe anche carina visto che stavo andando al cinema SOLO PER VOIALTRI, amatissimi lettori ch’io considero come figli miei diletti. Però potreste almeno fare in modo di evitare lamentele nei commenti. Anche se non siete d’accordo con quel che sto per scrivere, mi aspetto il tatto che si riserva alle persone che soffrono. Una cosa tipo «Innanzitutto mi dispiace molto per il tuo cellulare nuovo e sappi che hai tutto il mio sostegno…» ecc. ecc. Oppure ditemi solo «Bravo, bravissimo, cristo». Al vostro buon cuore. E ora vi dico un po’ di Super 8, il film che ho visto senza cellulare.

Ti ho voluto tanto bene

Super 8 è proprio quello che i vostri amici vi hanno detto che è: un omaggione ai film della Amblin degli anni Ottanta. È – soprattutto nella prima parte – una macchina attizzatrentenni, è ritrovare in soffitta un castello di Skeletor come nuovo, perfetto e ancora giocabilissimo. Solo che al posto del drago-guanto che si muove con la mano, c’è un drago in CG. Mondiale! Non conosco nessuno, dei nati tra la fine dei ’70 e i primissimi ’80, che non si rimetterebbe a giocare con un castello di Skeletor come nuovo, se lo trovasse. Super 8 ha tutta la vostra giovinezza al cinema: le BMX, i walkie talkie, i walkman, i padri assenti, le mamme morte, le camicette western annodate in vita come progenitrici dei vestiti da zoccola, i bambini che prima gettano gli zaini di là da una rete e poi la scavalcano loro. I grandi movimenti di macchina avvolgenti, il mostro che non si vede per tra quarti di film (The Host è ancora di là da venire) e quell’atmosfera, quella grana di pellicola, quei bambini grassi e ciarlieri. È un colpo bassissimo, J.J. Abrams, ma bravo lo stesso. Super 8 non è una trappola. È sincero, spettacolare e girato da uno bravo (non so voi, ma io sulla bravura di Abrams regista ho smesso di dubitare ai tempi di Star Trek. ZITTI, RICORDATEVI DEL CELLULARE). Prima del film c’è pure il vecchio logo della Amblin con la bicicletta, una cosa che forse ero distratto io, ma non mi pareva di vedere dal novantuno. E non venitemi a dire, come ho sentito in giro, che il finale è troppo strappacuore e/o convenzionale e/o sbracato. Se un film così non finisce con la gente sudata e lacrimosa che guarda in alto verso una luce abbagliante strizzando gli occhi, i padri per mano ai figli, la macchina da presa che arretra e sale, non è un film così, punto e basta.
Il commento più appropriato, a fine film, è stato quello di mia moglie, Carey Natalie von Dinklage-Preminger Club Band, che a fine film si è girata, mi ha visto contento e ha detto «A Natale ti compro la cassetta». E non ho altro da aggiungere.
Non lasciatevi ingannare dai teaser poster fighi e dalla solita campagna virale alla JJ. Il vero poster per Super 8 non può essere che questo:
Tutto qui, allora?

No. Vi lascio con tre o quattro spunti di conversazione e/o dibattito, ovvero, «Motivi per cui il film non mi ha fatto particolarmente impazzire e che non ho granché voglia di approfondire anche perché non so se ve l’ho già detto ma quel giorno mi hanno ciulato il cellulare per cui figuratevi quanta voglia avevo di approfondire Super 8».

UNO. IL SUPEROTTO.
Per un film che si chiama Super 8, il ruolo del superotto è molto superficiale. I ragazzini girano il film in superotto e inquadrano per caso il disastro ferroviario. Punto. Il nastro incriminato non avrà nessun ruolo fondamentale, i ragazzini lo guardano quando ormai è chiaro che c’è un mostro orribile in giro, la grana del filmato è resa male, la scena abbastanza superflua. Poi ci sono i vecchi filmati del dottore che sapeva tutto: altri superotto in bianco e nero con della CG brutta e mal integrata. E didascaliche audiocassette di corredo. È un problema? Magari no, ma mi aspettavo che Abrams usasse l’espediente della “pellicola nella pellicola” per richiamare il presente – il cinema del presente – in modo un po’ più complesso e moderno, non so, compenetrando il vecchio e il nuovo con un mostro moderno che fa irruzione negli anni Ottanta utilizzando un formato video traballante e obsoleto, un gioco di scatole cinesi di epoche e formati video, un Cloverfield di fine anni settanta. Invece no, sono tutti passaggi curiosamente affrettati. L’unico motivo per cui il film si intitola Super 8 è la nostalgia per il cinema come lo si vedeva e lo si faceva allora, da piccoli: Abrams piccolo regista, noi piccoli spettatori. A Super 8 interessa esclusivamente guardare indietro, all’infanzia e ai filmini del passato come quello sui titoli di coda. Quando guarda al presente è solo per normali esigenze di spettacolarità (gli effetti in CG, la ventina di minuti del prefinale, di taglio action/sci-fi più moderno), che oltretutto (1) stonano e (2) non dicono nulla di nuovo.
È un oggetto che vive per scatenare un effetto nostalgia tanto carino quanto effimero, un film che vive talmente nel e per il passato che, paradossalmente, il suo senso di esistere nel 2011 durerà solo qualche mese.

Effetto nostalgia

DUE. NON MI CI FAR PENSARE.
Elle Fanning è nata l’anno che io ho dato la maturità.

TRE. I TRENTENNI E LA SINDROME NATALIA ASPESI.
Secondo me, nel preciso momento in cui noi ci esaltiamo a bomba perché Super 8 ci ricorda la nostra infanzia, ecco, in quel preciso momento abbiamo un pochino meno diritto a incazzarci quando leggiamo le recensioni dei vecchi balenghi critici dei quotidiani italiani che sfottono il cinema del sangue, il cinema orientale e il cinema dei blogger anelando le belle pellicole classiche e solide d’una volta, i film delle emozioni, i film dei contenuti. Più s’invecchia, più si diventa nostalgici, più «le generazioni di adesso non si meritano i nostri bei film»: è un dato di fatto. Ecco perché, sempre per restare nell’ambito Abrams, a un Super 8 preferirò sempre un Cloverfield o uno Star Trek, entrambi reboot nel vero senso della parola, modernizzazioni efficaci che guardano al passato sapendo però quando è il momento di lasciarselo alle spalle.

QUATTRO. IL MIO CELLULARE.
E se fosse che i ladri sapevano che stavo andando a vedere Super 8 e volevano aumentare l’effetto nostalgia privandomi di un oggetto del nuovo millennio, un oggetto che certo non avevo quando andavo al cinema a vedere i film degli anni Ottanta? Dicevo a mio babbo di venirmi a prendere in macchina davanti al cinema alle sei e quaranta, e se tardavo un po’ lo trovavo parcheggiato in doppia fila ad aspettarmi vagamente incupito. Mi tenevo duecento lire in tasca per chiamare da una cabina, «per qualsiasi cosa». Non avevo il cellulare, nessuno in sala lo aveva, e nessuno si dimenticava di spegnerlo. Niente suonerie sul più bello, nessun ragazzino che controlla gli SMS emanando una luce micidiale dalla fila davanti. Duecento lire in tasca e mio babbo che mi aspetta di fronte al cinema, in doppia fila: forse era questa l’immagine che voleva evocare il ladro sottraendomi dal borsello la tecnologia del 2011. Ahimè, non c’è riuscito: l’unica immagine che è riuscito a evocare è quella della ***********, madre di ******, che ******** nel ****** con un ***** di ****** di quella gran ******* di ***** e ****** su per la *********** di Ryan Gosling che ********* tutta la *******. Peccato.

Dai che ve lo ricordate come si chiama questo

CINQUE. O DEL PERCHÉ CAZZO IL MOSTRO NON È PARTITO PRIMA, VISTO CHE A QUANTO PARE AVEVA L’ASTRONAVE PRONTA.
Gli serviva il motivational del ragazzino per imparare a gestire la rabbia, o cosa? Se qualcuno me lo spiega, grazie.

DVD-quote suggerita:
«Il film che se lo vedi ti rubano il cellulare» (Luotto Preminger, i400calci.com)

IMDb/Trailer

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63 Commenti

  1. vespertime

    io so solo che sono superdaccordo con tutto. che le cose nelle immagini le avevo tutte (quel master li lo godevo tantissimo) e che anche a me una volta han fottuto un cellulare con davvero poco tempo di vita.

  2. vespertime

    e comunque tutti a lamentarsi che non fanno piu’ quei film li’ come una volta e poi quando li fanno ci si lamenta uguale.

  3. Aldo Jones

    @vespertime

    Beh … Se il film riesce male bisogna dirlo :-).

  4. umbem

    @Casanova: in effetti ci sta tutto lo spiegone. quando l’alieno sembra quasi ravvedersi a momenti mi piglia una crisi isterica.

    ovviamente ieri sera mi sono fiondato a vederlo.

    effettivamente i primi 30-40 minuti mi son piaciuti molto, ma dopo svacca oltre ogni ragionevole immaginazione.

    la mia teoria è che negli ultimi 30 minuti jj sia sceso a comprare le sigarette – nazionali ovviamente – e di nascosto el senor spilbergo abbia riscritto il finale e l’abbia girato.
    poi jj è rientrato e ha girato la parte sui titoli di coda – che mi è piaciuta moltissimo.

    difficile parlarne senza spoilerare per chi non l’ha visto. ma il finale è raccapricciante.

    per quanto mi riguarda, cloverfield vince a mani basse, bendato e con i pantaloni abbassati, su tutti i fronti, ritmo, scelte registiche, densità degli scambi, per quanto siano comunque due film totalmente diversi. ce ne sarebbe da elencare per due cartelle di differenze.
    l’unica che mi sembra davvero fondamentale, è che super8 è un insieme di citazioni, senza nulla ma nulla di nuovo/originale.
    cloverfield sicuramente riprende un sacco di spunti, ma almeno non stai lì ogni 5 minuti a dire “ah sì, come in…”

  5. Super Fiotto

    Visto ed indigerito.
    Tutti a sottolineare che i primi 40 minuti sono belli…e ti credo, SUCCEDE QUALCOSA e di mezzo ci stà pure una Impala gialla che a prima vista mi pareva la Challenger di Tanner.
    Poi dalla scena del treno in poi non accade più nulla e si osserva: si guardano le stanzette ipertrofiche piene di poster, i ristorantini pieni di poster e pupazzetti, le pompe di benzina con tutti i riflessi ed i lens al posto giusto.
    Il problema di sto film è che è un film che è separato da sè stesso. Nel finale poi non c’ho capito un cazzo.
    Pigliamo un film a caso thò, i Goonies…ora, pensate a tutte le peripezie dei protagonisti e ditemi voi se quello non è un film in cui ACCADONOCOSE…ecco…
    Film troppo contemplativo stò Super 8, troppo pulito, pure le musiche mi sono parse poco ispirate…se nella scena finale ridacchiavo per le citazioni Lost anzichè essere trascinato tra le stelle un motivo ci sarà pure.
    Potevano metterci un plot twist, chessò si scopre che l’alieno è in realtà un bavarese coi super poteri o cose così.
    Bah.

  6. Forgotten_Hopes

    Il problema secondo me è che le due anime del film sono amalgamate male, la storia del gruppo di ragazzi è piacevole e ben sviluppata mentre quella fantascientifica è piuttosto zoppa,priva di contenuti. Forse dico questo perchè non mi aspettavo l’alieno in stile “mostromangiauomini” ma qualcosa che ricordasse di + un ET o Incontri Ravvicinati…Rimango dell’idea che il tutto avrebbe avuto più senso se l’alieno fosse stato una presenza misteriosa che si svela a poco a poco dopo l’incidente ferroviario mentre i ragazzi continuano a girare il loro film, osservandoli e interagendo con loro in qualche modo fino a mostrarsi completamente (magari meno mostruoso); ma qui entriamo nei gusti personali e inoltre non ci sarebbe stata tutta la parte “bangbang catturailmostro scappa” che “eleva” il film a blockbuster. Comunque super8 alla fine mi è sembrato un Goonies (per la parte avventurosa) + Jurassic Park (per le parti “action”, la scena del mostro che attacca il bus non può non ricordarlo….) Secondo me Abrams ha osato poco, spunti interessati ci sono ma alla fine troppo citazionismo. Comunque gradevole. Chi concorda??

  7. A me è piaciuto un frego, certo è un film sbilanciato e imperfetto ma ce ne fossero di film del genere checcazzo! Il cinema d’avventura per ragazzi (perchè Super 8 questo è, non a caso ammicca a quei ragazzi cresciuti che certi film se li godevano di gusto) ormai è scomparso e secondo me è una grossa perdita. Non voglio fare il vecchio nostalgico ma film come i Goonies (che JJ ha fatto vedere al cast assieme ad E.T. e Incontri ravvicinati), Piramide di paura, Gremlins, Giochi Stellari, Navigator o Explorers sono alla base di una grossa fetta dell’immaginario di un paio di generazioni, tutt’altro che capolavori sotto molti aspetti eppure era roba che la vedevi e rimanevi una settimana a fantasticare e il film di Abrams, con tutti i propri limiti e le proprie mancanze su di me ha avuto quell’effetto. E mi piace pensare che vedendolo ai ragazzini delle medie sia esplosa la testa.

    @Aldo Jones: dice “non toccate il mio CB” non cd :)
    @ Casanova Wong Kar-Wai: sulla faccenda della nave aliena l’ho pensata esattamente allo stesso modo, infatti il ragazzino vedendo quel che succede dice che l’alieno “sta costruendo un modellino”, in ogni caso non sarebbe potuto partire subito perchè aveva bisogno di costruire l’elettrocalamita che raccattasse i suoi cubetti tutti matti.

  8. @ Forgotten_Hopes

    Io concordo di brutto. E aggiungo che sarebbe stato bello tenere il mostro sullo sfondo e impostare la storia sulla troupe dei ragazzi che, scoperta la strana presenza, cerca di arrivare a riprenderla per usarla nel corto, anche solo per un momento, ovviamente rischiando e mettendosi nei guai (cosa che nel film fanno spesso e volentieri)… Tutto questo lasciando fuori dalle balle tutto il sub-plot dei militari etc…

    Un confronto tra i ragazzi e l’alieno, il senso di mistero, il passaggio di età, l’elaborazione del lutto e la love story. Fine, non serviva altro.

    Se non altro avrebbe permesso di integrare meglio le due anime del film.

  9. Aldo Jones

    @Lenny Nero

    Davvero ??? vecchia la vecchia vecchiaia che non mi fa sentire bene… ma che cavolo è un CB ?

  10. Andrew

    Sempre fantastiche le tue recensioni..MITO! comunque anche se io non ho vissuto il periodo anni 70/80 devo ammettere che comunque il film arreca un po di nostalgia..o perlomeno curiosità…

    ps quando e nata Elle Fanning tu facevi la maturità mentre io avevo 4 anni hahahahhaha (peccato che non se po fa lo stesso perchè sono maggiorenne)

  11. Axel Folle

    Recuperato, casualmente insieme ad Attack The Block con cui condivide una visione marcata ad un certo tipo di cinema anni ’80. Se bisogna fare un confronto questo Super 8 è di gran lunga più riuscito di ATB, personaggi, atmosfere, costruzione del ritmo…..tre cose che in ATB sono sono dei grossi difetti (pure di un certo peso) qui invece vengono centrati. Personalmente fino ad un certo punto ero gia pronto ad urlare CAPOLAVORO ai 4 venti poi però verso il finale qualcosa ha iniziato a non sembrano così perfetta, onestamente non sono neanche sicuro di riuscire a spiegare cosa ma mi è parso come che mancasse il giusto pathos, non saprei. Con questo per me rimane un film grandioso eh, non un mero omaggio agli anni ’80 senz anima come fu quella merda di Kung Fury e come ho già detto è un prodotto molto più equilibrato di quel giocattolino simpatico che rimane ATB. Probabilmente l ho anche preferito a quel gioiellino di Turbo Kid che adoro ma talmente impostato su un fattore amarcord da essere criptico per chi non ha certe basi specifiche per comprenderlo.

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