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Sympathy for Mr. White, o del perché tante persone adulte e intelligenti sono diventate matte per Breaking Bad

Nel mondo esistono anche persone che non guardano Breaking Bad. Lo so. Ne conosco alcune. Non le giudico, ma so che esistono. So che tipi sono. So che tipo di ragionamenti fanno. Le persone che non guardano Breaking Bad sono quelle persone che in questo momento roteano gli occhi e si domandano Ma come? Parlano di una serie TV sui 400 Calci? Ma come, pure a casa mia devo trovarmi circondato da bianchi infervorati che blaterano di questa roba? Perché non mi lasciate in pace? Pensate davvero di convincermi a passare SESSANTA ORE delle mia vita a macinare episodi come una casalinga disperata?
Mi piacerebbe molto rispondere a tutte queste legittime domande, cari amici, ma adesso non ho tempo. Non ho tempo e non ho voglia. Perché si dà il caso che io faccia parte della metà di mondo che Breaking Bad lo guarda – sigh, lo guardava – e adesso ho solo voglia di starmene qui sul divano, ad accarezzarmi pensoso la barba mentre fisso lo schermo nero di una TV spenta.
Breaking Bad è finito.
E questo è quel che ho da dire in merito.

Prima sezione

In questa prima sezione troverete il mio inevitabilmente arrabattato tentativo di raccontare Breaking Bad senza spoiler a chi non l’ha mai visto. Che è un po’ come cercare di spiegare il Rinascimento a una classe di bambini con problemi mentali usando un sussidiario senza figure. Ciononostante, farò il possibile; e una volta sbrigata questa pratica mi tufferò in un mare di spoiler per giudicare la serie a partire dal suo finale – o meglio, dei suoi due finali.
Ma prima, il dovere.
Allora, cari bambini, volete sapere perché noi, quaggiù, dall’altra parte del mondo, non facciamo altro che menarci il cazzo a vicenda con Breaking Bad e i meme di Breaking Bad e gli screenshot di Breaking Bad? Ve lo dico io perché. Fate così: prendete tutta la cultura pop da quando siete nati a oggi. Odio il termine “cultura pop”, ma è per farvi capire che dovete attingere a tutti i cassonetti: cinema, tv, videogiochi, fumetti, tutto. Ecco. Avete presente quando ci lamentiamo perché non ci sono più le grandi saghe «di una volta», quelle belle secchiate di robe fighe che hanno costruito il nostro immaginario e ci hanno tenuti svegli per anni a consumare VHS e citare battute all’infinito per ingannare l’attesa tra un capitolo e l’altro, tra un episodio e l’altro? Mi riferisco ai modelli più alti possibile: Indiana Jones, Guerre Stellari, le saghe archetipiche che non deludevano e ci forgiavano come i metalli semimolli che eravamo e che saremmo ancora adesso, se qualcuno si prendesse la briga di forgiarci ancora un po’. Ecco, io non scherzo, ma per me – e per tante persone dignitose e intelligenti che conosco – Breaking Bad è stato l’equivalente adulto, maturo e disilluso di quelle esperienze lì. Non che Breaking Bad e Indiana Jones abbiano qualcosa in comune, sia chiaro; non sto dicendo che una serie TV sulla metanfetamina ci faccia tornare all’ingenuità del fanciullino. Tutt’altro. Dico però che, così come quelle esperienze cinematografiche si sono impiantate nel DNA della mia generazione a una certa età, perché erano perfette e imprescindibili in quel particolare momento (sia personale che collettivo), così, allo stesso modo ma a un’altra età, in un altro momento storico e privato, Breaking Bad è riuscito a ri-forgiarci. E non è affatto escluso che tra tanti anni, quando ripenseremo a un’esperienza cinematografica o televisiva formativa (ri-formativa) e comune, a un linguaggio condiviso radicato quanto le lettere stesse dell’alfabeto latino, Breaking Bad sarà in prima fila nella memoria collettiva di una generazione. Una generazione che pensava di essere troppo vecchia per questa merda («Non è vero che i film sono diventati meno belli, siamo noi a essere più vecchi») e che invece adesso si ritrova sconsolata ad accarezzarsi la barba e ripensare a Hank nel deserto.

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Qualcuno di voi dirà «Le signore di mezza età fanno la stessa cosa con le telenovelas. Siete solo entrati nella fase deteriore della vecchiaia». Lasciate che vi risponda: «Non sapete di cosa state parlando, brutte teste di merda». Breaking Bad è il prodotto epocale che è – e ha l’effetto devastante che ha inaspettatamente avuto – per due motivi: primo, perché è una figata clamorosa. Nel senso più giovanilista e onnicomprensivo del termine. Innanzitutto è un thriller – tragico quanto si vuole, sì, ma fin nel midollo è il thriller più teso e rocambolesco che si possa concepire. È pieno imbottito di personaggi iconici, scritti con un intuito infallibile per il dettaglio memorabile e la battuta cool da citare all’infinito. È forse, tra tutta la roba che ho visto in tv o su uno schermo, uno dei più devastanti ottovolanti di emozioni su cui mi abbiano mai portato in giro – sin dalle prime stagioni Breaking Bad ha riscritto il concetto di ritmo della narrazione, lanciandosi in accelerate completamente folli per poi rallentare anche per svariate puntate di fila, salvo poi precipitare in cliffhanger pazzeschi, ammazzamenti matti, eventi astrusi e sempre sull’orlo di un grandguignol grottesco da mascella a terra (le reazioni degli spettatori di fronte ai momenti più MACCOSA di Breaking Bad sono uno spettacolo a sé. «In Breaking Bad non succede mai quello che ti aspetti che succeda, e se te lo aspetti non avviene mai nei tempi e nei modi che ti aspettavi»: è verissimo, accade puntualmente, ed è un concetto talmente proverbiale che viene persino messo in bocca a un personaggio nelle ultime puntate, per descrivere le azioni del protagonista).
Ma se queste continue altalene di colpi di scena matti non sfiorano mai, neanche da lontano, il salto dello squalo (pensate a che fine hanno fatto Dexter e True Blood, pensate a Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo: con questo materiale, il rischio di un MAI DIRE ALBUQUERQUE era altissimo) è solo grazie al secondo motivo della grandezza di Breaking Bad, ossia il suo rimanere saldamente, drammaticamente ancorato a un realismo psicologico senza compromessi; e questo è tutto merito dell’incredibile lavoro di scrittura nella creazione dei personaggi principali. Breaking Bad è la storia di Walter White, il professore di chimica malato di cancro che si dà alla produzione di metanfetamine per racimolare qualche soldo da lasciare alla famiglia e si ritrova sempre più invischiato nel sottomondo del narcotraffico del New Mexico, conteso tra l’amore per la propria famiglia e la sete di potere che lo spinge a scalare i ranghi della criminalità organizzata. Ecco: il modo in cui lo spettatore è portato, stagione dopo stagione, a identificarsi in un uomo che sempre più consapevolmente scivola nel baratro del crimine fino a macchiarsi di delitti orripilanti, è il fulcro di quel processo che rende Breaking Bad l’esperienza lacerante e dolorosa e sadicamente divertente che è stata per tanti di noi per sei anni.

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Parlavo poco fa delle grandi saghe archetipiche: Breaking Bad è una grande saga anti-archetipica, che rovescia le tipologie classiche facendoci parteggiare per un personaggio dalla moralità in caduta libera e prendendoci a schiaffi sempre più forti ogni volta che dimostriamo di perdere la bussola anche noi insieme a lui. Non è che siamo in assoluto troppo vecchi per farci forgiare da una saga; è che nel frattempo siamo stati forgiati da venticinque anni di VITA, lustri e lustri di sistematica demolizione degli spensierati ideali manichei che ci erano stati inculcati da Indiana Jones; ebbene Breaking Bad arriva a colmare questo vuoto, proponendoci l’unico eroe in cui possiamo ancora credere: un antieroe disfunzionale, disonesto e fallibile che, in modo miracolosamente credibile, pur soffrendo come un cane e mandando a puttane la vita di tutti (poi dice uno si identifica), riesce ugualmente a fare un botto di cose fighissime, ammazzare i cattivi in modi fantasiosi, indossare tute gialle e sciogliere i bambini nell’acido. E sotto sotto gli piace da morire. Non è sano – e dove ci porterà questo percorso di identificazione ve lo posso dire soltanto nella sezione spoiler – ma funziona a meraviglia, ed è divertente, e ne avevamo un bisogno folle. Ma c’è di più.
Breaking Bad è anche, al contrario di tantissimi altri prodotti del genere, una delle poche saghe la cui linea narrativa non è stata alterata, modificata, ampliata o troncata in alcun modo da interferenze produttive, cambi di showrunner o voglia di allungare il brodo per far soldi. Non ci sono false piste, non ci sono archi narrativi inutili, non ci sono Damon Lindelof né le ultime stagioni di Lost: il creatore Vince Gilligan aveva tutto chiaro sin dall’inizio, o almeno questa è l’impressione che dà, e mi prenda un canchero se questa serie ha un cedimento che sia uno. Anzi, più si va avanti più i nodi si stringono, il ritmo aumenta, e tutto converge in una stagione finale assolutamente inattaccabile. La direzione di Breaking Bad è chiara e segnata sin dall’inizio – nel primo episodio diagnosticano un tumore al protagonista e gli danno due anni di vita – ed è per questo che lo si guarda con lo stato d’animo di chi sta sul primo vagone dell’ottovolante che s’inerpica lemme lemme lungo la salita.
Infine, Breaking Bad è una serie in cui la testa decapitata di Danny Trejo viene ficcata sopra il guscio di una testuggine (viva) e poi fatta esplodere in mezzo a un gruppo di poliziotti.
E ora per favore andate a guardare la prima stagione e levatevi dalle balle.

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Hic sunt spoilerones

Oh, eccoci qua, finalmente soli. Si sta già meglio, vero? Senza gli STRONZI che non guardano Breaking Bad. Possiamo parlarne male quanto vogliamo, tanto non ci leggeranno mai. Hanno paura degli spoiler. Caccolette.
Comunque.
Come ho accennato ore fa, per come la vedo io Breaking Bad ha due finali. Uno è quello che tutti abbiamo visto lunedì scorso, Felina, il finale dichiarato, definitivo, dove tutto si chiude e lo spettatore applaude soddisfatto, con una lacrimuccia intenerita all’angolo dell’occhio. Su Reddit è tutto un dire “il finale perfetto”, e in un certo senso non ho di che contraddirli. Due settimane prima, però, sulla nostra testa di ingenui spettatori si era abbattuto Ozymandias, il terzultimo episodio della serie. E anche quello era stato un finale. Disperazione nera, barba infradiciata di pianto e un bel cazzo di niente da applaudire: Ozymandias era la fine della presunzione d’innocenza di noi spettatori. Eravamo stati tutti complici di Walt, e tutti ne pagavamo le conseguenze. Io, personalmente, sono uscito ad aggirarmi ramingo per il parco dietro casa, rimuginando furibondo e concludendo che in quel momento Breaking Bad era ufficialmente LA pietra miliare della storia della televisione.
Poi OK, ci sono state altre due puntate e ahimè il mio discorso si è notevolmente ridimensionato, ma l’effetto di quel quasi-finale non ne è uscito intaccato, e quel che ho pensato nel parco vale ancora. (È un bel parco, tra parentesi: ci sono i trabiccoli per giocare a disc golf).

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Ozymandias è la conclusione, la destinazione finale, del processo d’identificazione con l’antieroe: Walt perde tutto e nel peggiore dei modi; cinque stagioni di macchinazioni, crimini e piani machiavellici vanno in fumo, proprio come avevamo sempre temuto, sempre saputo, perché già da tempo il punto di non ritorno era stato superato, e già da tempo annusavamo la catastrofe inevitabile all’orizzonte. Ma la caduta era stata lunga, lenta, coerente; le decisioni di Walt, per quanto abiette, sempre comprensibili, sempre motivate; le sue scelte erano anche le nostre, perché lui era il protagonista, lui l’oggetto della nostra identificazione. E quando i nodi sono venuti al pettine e non c’è stato più spazio per i trucchetti, Vince Gilligan è venuto da noi e ci ha detto Bè, che cazzo vi aspettavate? È così che va a finire. Inizi con le migliori intenzioni, sbagli e cerchi di rimediare e peggiori la situazione e prima che tu te ne renda conto ti ritrovi a sbavare nella polvere mentre i nazisti del New Mexico ti seppelliscono il cognato in una buca e ti fottono i soldi. E in quel momento, nel suo concretizzare lucidamente tutte le nostre paure, nel suo negarci con vera cattiveria anche l’ultimo degli “andrà tutto bene” a cui avevamo tentato di appigliarci di puntata in puntata, Breaking Bad si era rivelato una trappola mortale, lo schiaffo nichilista di più vasta portata mai concepito ai danni di una platea televisiva. Vi siete immedesimati, ingenuotti. Avete condiviso. Avete scelto. Avete amato. Vi siete fatti infinocchiare da un buffo inizio con un buffo cinquantenne in mutande, dall’umorismo nero di un sacco di omicidi matti e fantasiosi, dal cancro che dai che forse recede, da una serie di cattivi sopra le righe (Tuco) o irrealisticamente fighi (sul fatto che Gus Fring SIA TERMINATOR siamo, credo, tutti d’accordo). E non avete dato troppo peso al fatto che Jesse, l’uccellino nella gabbietta del minatore, stava soffrendo come un cane già da mesi; non ci avete dato peso perché Walt continuava a vincere, e continuava ad addurre la propria famiglia come scusa, e se arrivano i soldi e i figli continuano a fare colazione sereni allora forse vuol dire che va bene, che il fine giustifica i mezzi, che è giusto così. Ci avete creduto, all’inizio, che Heisenberg potesse essere Indiana Jones col suo cappello, o Luke Skywalker con le sue SPADE BLU. E invece no. Non è questione di colpa. È questione che sbagliare è facile, e tornare indietro impossibile. E quando ti trovi circondato da cattivi che non sono più personaggi bizzarri e stravaganti ma banalissimi, dimenticabili assassini (zio Jack, certo, ma soprattutto il volto vuoto e amorale di Todd), e non hai più feticci, tute gialle e occhiali da sole dietro cui mascherarti, ma solo polvere da mandar giù a manciate, ecco, a quel punto è troppo tardi. Sei cresciuto. Apri gli occhi. Benvenuto nell’età adulta.

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A me Ozymandias ha ricordato tantissimo quell’altro capolavoro di pessimismo disperante applicato a un meccanismo inesorabile di immedesimazione: Sympathy for Mr. Vengeance. Pensate anche solo ai dettagli: la morte che arriva ex machina e in furgone sotto forma di gruppo di estremisti violenti in uno scenario desolato. Il taglio sul palmo della mano come simbolo del fallimento violento delle proprie aspirazioni. E sopra ogni cosa quel senso nerissimo, raggelato e furioso, di disfatta inevitabile; esseri umani che si credono burattinai e invece si mettono in scacco da soli perché nessun’altra mossa è possibile. Trascinando con sé lo spettatore che in loro aveva investito la sua sympathy.

In quest’ottica, i due episodi finali, pur non cancellando il segno dello schiaffo, fanno tutto il possibile per addolcire la pillola, ribaltando la situazione e regalando a Walt e ai suoi fan una vittoria pressoché totale, liberatoria, onorevole. I cattivi vengono puniti con un assurdo stratagemma alla McGyver che non sarebbe sfigurato nei migliori momenti di onnipotenza di Heisenberg; i soldi vengono consegnati alla famiglia; Jesse sfreccia libero verso il futuro e Walt, inevitabilmente, muore felice dopo un ultimo, tenero sguardo ai suoi macchinari del meth lab. È un episodio elettrizzante come al solito, per carità, diretto a meraviglia dallo stesso Gilligan, con almeno una sequenza (l’addio a Skyler e ai figli) perfetta per tono, compostezza, commozione. È un finale “perfetto”, che galvanizza il pubblico dandogli quello che non sperava più di ottenere. È un’ultima svolta narrativa coerente con certi percorsi a cui la serie ci aveva già abituati (abisso di disperazione nel prefinale, rinnovato trionfo nel finale: proprio come nella Stagione 4). Ed è pur sempre – non devo dimenticarlo – un finale in cui il protagonista MUORE, e muore odiato dai figli, braccato dalla polizia; una bolla di vittoria per un uomo sconfitto.

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Ma è indiscutibilmente un lieto fine, nei limiti (anzi, OLTRE i limiti) di quanto fosse possibile aspettarsi. La rinascita e la glorificazione finale di Heisenberg non mi danno noia di per sé, anzi, tutto è finito nel modo più figo, malinconia e rassicurazioni, speranza e leggenda. Però, senza storcere il naso, considero Felina un finale poco coraggioso in una serie che quanto a coraggio aveva sempre fatto piazza pulita di tutti. Avevamo toccato il fondo, non c’era più spazio per la redenzione, era tutto finito… non puoi volere le speranze distrutte e la moglie ubriaca; la serie che procedeva sempre a testa bassa verso il suo obiettivo, che costruiva catene di eventi ineluttabili e senza possibile rimedio, stavolta sembra contraddirsi, pretendendo di chiudere positivamente le stesse fila del racconto che aveva chiuso negativamente due episodi prima.
Mi piaceva, lo schiaffo collettivo di Ozymandias. Mi sembrava necessario, inaudito. E invece Vince Gilligan – anch’egli inestricabilmente affezionato alla sua creazione – ha deciso di rimboccarci le coperte e lasciarci cullare dai nostri sogni di gioventù. Tristi, provati, pieni di cicatrici, morti, ma soddisfatti. Walt – con tutti i suoi crimini e tutto il suo averci portato all’inferno con lui – è morto da antieroe, sottolineando bene sia anti che eroe. Un eroe che è un padre snaturato, un marito abominevole e un pluriomicida, eppure in fin dei conti avevamo ragione noi a volergli bene. Forse è giusto così.

Premietti sparsi:
Mio personaggio preferito della serie, a sorpresa: Hank
Miglior omicidio: Gus Fring tramite paralitico esplosivo
#wouldbang incontrastato: Jane
Personaggi peggio gestiti: Beneke, Lydia
Menzione doverosa: Huell
Video che vi mostro adesso: Todd che canta e suona nel suo gruppo indiefolk ridicolo:

Madonna quanto ho scritto. Nella mia mente questo pezzo era lungo almeno il doppio, ma me lo farò bastare. Il fatto è che – non so se è lo stesso anche per voi, ma per me quella di Breaking Bad è stata anche un’enorme, inedita esperienza collettiva. Breaking Bad esigeva la condivisione, la conversazione infervorata, il dibattito reale o virtuale con amici o sconosciuti, gli sms di sole bestemmie in piena notte, visioni e revisioni in compagnia, meme scambiati, tentativi di cucinare caramelle blu, gadget, insulti, POLLOS. Anche per questo è un risultato epocale. Guardate cosa ci ha fatto. Guardate dove ci ha portato. Ecco perché ci tenevo a chiudere l’esperienza su queste pagine.
Fate conto che mi sia rialzato dalla polvere, mi sia ripulito alla bell’e meglio la giacca, e abbia rivolto a tutti i miei compagni di visione (quelli che ci sono ancora e quelli che non ci sono più) un lieve cenno del capo, come Jesse quando guarda Walt per l’ultima volta. Questo post è il mio lieve cenno del capo.
Da adesso, ognuno per la sua strada. Have an A1 day.

L’immagine qua sotto potete vederla ingrandita qui, in tutta la sua carineria.

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Cofanetto-quote suggerita:

«Mi è piaciuto» (Luotto Preminger, i400calci.com)

>> IMDb | Trailer

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131 Commenti

  1. Gabbareto

    @luotto Cazzo ho iniziato a vedere BB dopo aver visto il tuo articolo e ora, giunto all’episodio 9 della stagione 5, non vedo l’ora di leggerne la seconda parte!

  2. Kruaxi

    Dico solo una cosa… cinque stagioni in poco più di due settimane…
    Ed ho in arrivo il cappello di Walter preso su Ebay (che, per la cronaca, è un modello detto ‘pori pie’…)

  3. Kruaxi

    PORK PIE ! Maledetti programmini di correzione automatica…

  4. Gabbareto

    Durante Ozymandias ho skippato quella scena per quanto ero teso..aspettare il colpo di pistola uccideva anche me! Capolavoro

  5. The Mandarin

    PS sono all’inizio della quinta serie manca poco alla fine preferisco dire a qualcuno cosa penso,NOW!!
    PPS Perdonatemi, ma con qualcuno dovevo sfogarmi, lapidatemi pure alla fine
    PPPS lo so che i post sciptum si mettono, appunto, post, ma potrei non essere più vivo alla fine del commento e allora ho approfittato

    Tutti ne parlano, piace a tutti, tu lo vedesti all’inizio e non ti disse nulla, ogni volta che lo dici ti guardano storto e per qualunque cosa tu dica iniziano vagonate di “ma che stai dicendo?”, “beh certo se guardi solo la prima stagione”, “ma no che solo due stagioni non bastano a capire BB”, “alla seconda? lo capisco perchè dici così ma se non ti spari la terza stagione che è di preparazione alla quarta che introduce la quinta…non potrai mai capire BB.etc etc, se vuoi capire BB devi sciropparti tutte e 5 le stagioni per potere apprezzare il finale più bello sia mai stato immaginato da mente umana che si dipana in 4 puntate circa dando un finale perfetto che però viene sostituito da un finale meno perfetto ma più amorevole verso chi ha fatto della disney una religione dato che il recupero finale,dopo aver trasmesso “il male”, deve esserci sempre e comunque.

    Fatto benissimo, ottima regia, ottima sceneggiatura(?), ottima fotografia, ottimi attori..8IMO tutto,posso concedere tutto, anche quello che non mi convince appieno…ma..non posso sorvolare sul fatto che altro non è che
    the shield in salsa borghese. peccato che molte delle cose viste in the shield ,anche le più esagerate, trovano un corrispettivo nella realtà, mentre BB lo trova solo negli spot del mulino bianco, in alcuni momenti sembra (meglio dire sembrava, solo la prima stagione,forse, un po’) riuscire a staccarsi dalle appiccicosissime reclame dei biscottini per famigliole.
    prendi un professore di chimica al liceo (non un precario eh, ma uno di ruolo, di quelli che da anni ed anni sono regolari come la morte e le tasse, dagli un cancro e si trasforma in unabomber e mago nel cucinare la metanfetamina (meglio di un tossico strafatto,ok, ma come fa ad essere meglio di un chimico con a disposizione il laboratorio per metanfetamine più cazzuto dell’universo? va beh..), all’inizio almeno la dimensione da fantozzi mantiene la serie, ancora ancora, scialbetta ma commestibile ma da quando Mr white inizia ad avere erezioni e polluzioni notturne e crede e si atteggia a RoccoSiffreghi la si inizia a far fuori dal vaso.
    Certo la dimensione borghesuccia si mantiene, in pratica basta parlare per più di dieci minuti con un basso salariato quale può essere un operaio o un professore ed uscirà immancabilmente la tiritera sul “non se ne può più”, “i politici”, “così non si va avanti”, uno di questi giorni do di matto come in quel film..come si chiamava? quello col ragioniere che da di matto, quello con gli occhialini da sfigato, dai che hai capito!quello col bazooka per strada. quello che si bombava la sharon stones in quell’altro film, dai che l’hai capito non paracularmi, quello che i buoni non si incazzano ma se si incazzano si incazzano più di quelli che si incazzano, adesso hai capito?.
    bene, tolto il riferimento a “un giorno di ordinaria follia” in salsa tumor, è carino vedere come la convinzione che basta una istruzione superiore per poter gestire una attività criminale e che i buoni sono i più cattivi quando si incazzano dato che loro hanno il cervello al posto di quei cavernicoli dei criminali, ok che qui, colpo di genio senza misura,il cattivo più cattivo e geniale è il direttore di un McDonald (si si ok, i polli fratelli) (non mi si dica che non sia un chiaro segno dell’ironia e della rivelazione della vera chiave di lettura dell’intera serie, cazzo! altro che geniale, qui siamo a livelli da oltre, ma non un oltre normale, un oltre, oltre l’oltre, più oltre si possa immaginare, ri-cazzo,il capo del cartello me-chi-ca-no che fa mobbing ai sottoposti nun se po’ sentì, ma rimane geniale nella sua fantascientificità (a quel punto anzichè ammazzare l’intero gotha del cartello con una bottiglia di veleno da 75 cc tanto valeva una fornitura a vita di chicken fry,ma andiamo avanti,che the show must go go).
    Comunque si prenda un borghese che fa una vita da borghese, dagli un evento che non gli fa più convenire essere un borghese, lasciagli immaginare “la famosa guerra civile che se la crisi non recede scoppierà di sicuro e poi si che finisce male” ma alla maniera dei cavalieri delle crociate, e robe del genere, (cioè con sostanzioso ritorno economico per i cadetti suddetti)e si avrà il the shield dei poveri(dove i buoni sono cattivi ma ci prendono gusto
    e alla fine rimangono cattivi,ma non troppo, conquistandosi i nostri cuori e riuscendo a nascondere una verità talmente evidente da sparire a causa del loro tenerla a centro di inquadratura costringendoci a guardare oltre dimenticando di metterla a fuoco).
    Comunque a parte il pippone moralistico non si può vedere la vita legale che va di pari passo con quella illegale, con uno schizofrenico che passa da omicidi a fare il pecorone sottomesso a casa e del tutto succube, quasi che la
    famiglia borghese (villetta mono, vialetto, erba rasata sempre etc etc) desse dipendenza peggio della roba che cucina per i criminali più criminali dell’universo.
    walt (non white, ma disney) all’ennesima potenza, la famiglia, la famiglia, la famiglia..nemmeno durante un comizio di un candidato conservatore la si sente glorificare e nominare tante volte come in BB, è un discorso sempre e solo di puro egoismo assoluto, la “famiglia” non si interessa di nulla se non di se stessa, e di cosa gli altri possano pensare…(questo è il motivo per cui la famiglia si rivolta contro walt, non perchè abbia prodotto ed invaso di droga il mondo. semplice marketing :è solo un prodotto), inoltre (in pieno delirio da “finchè c’è guerra c’è speranza”) la moglie, ri-sottolineo, borghese di fronte ai soldi inizia a spendere e spandere come fossero suoi e sempre per evitare ,ANCHE, il più piccolo problema sociale regala mezze milionate di dollari come fossero bruscolini.
    trasformandosi da moglie rompiballe a tempo pieno a perfetta moglie di mafiosi alla “quei bravi ragazzi”, quindi ecco perchè BB piace così tanto a parte l’ottima fattura della serie, perchè ha regalato a milioni di borghesucci qualcosa che li ha sempre fatti rodere, non li costringe ad immedesimarsi in uno sporco immigrato cubano, fiCo ma tamarro, per venirsi nei pantaloni o avere un orgasmo vaginale ma finalmente sono loro stessi, i borghesi, senza la spiacevolezza del transfert, che conquistano il mondo ed hanno una vita da “guarda quanto è duro il mio membro” e possono finalmente guardarsi allo specchio e dire “cosa?…stai parlando con me?, stai parlando proprio con me?”.
    tutto questo mantenendo parallelamente una famiglia da spot mulino bianco e senza nemmeno la più piccola evenienza, nemmeno accennata, di violenza domestica, incredibile no?(i fucked Ted. what????? -.-).

    Ho Kay Hey…Ho Kay Hey…

  6. Leoni Da Narnia

    Perchè Lost è la serie più citata quando si parla di BB?
    Ok, ne rappresenta gli antipodi e ci starebbe come paragone, ma per me che l’ho seguita dal primo episodio fino all’ultimo è “The Shield” la prima serie adulta\antieroica\realizzata = pensata\ecc che dovrebbe venire in mente quando si parla di BB.
    Anzi, il finale (o meglio l’ultima stagione) di The Shield è molto meno conciliante di quello di BB.

  7. Ridley Scotti

    SPOILER

    Ma come si fa a rimanere immedesimati con Mr. White una volta che fa fuori Mike?

  8. Tati

    Infatti. Che poi Mike era il mio wouldbang.

    “le decisioni di Walt, per quanto abiette, sempre comprensibili, sempre motivate; le sue scelte erano anche le nostre, perché lui era il protagonista, lui l’oggetto della nostra identificazione.”

    no, no, NO!
    Da quando ha lasciato morire Jane (che eppure odiavo, come tutte le donne del cast -!-) ho sempre pensato: “Mister White, sei un pezzo di merda”

    Cioè fin dall’inizio ha alternato piagnucolamenti patetici e penosi, a manie di grandezza (esaltanti per noi spettatori, per carità!) ma a fare così lo sborone poi ti aspetti che la paghi cara (e sono d’accordo che il “secondo” finale è stato fin troppo buono: io ero sempre ad aspettare che gli trucidassero la famiglia davanti agli occhi, sarebbe stato il minimo).

    A voler simpatizzare con qualcuno, viene da pensare a Pinkman: viene cercato, ricattato, usato da Walter, perde tutto, compreso se stesso.
    E’ l’unico che ha una coscienza. E’ uno schiavo delle circostanze, ben prima di essere incatenato da Todd. Viene inculato a sangue da Mr. White, dall’inizio alla fine. Mike glielo aveva detto… R.I.P Mike, le orecchie a sventola più sexy della tv.

  9. Condivido appieno la riflessione sul finale. Felina ci sta e tutto quanto, ma la trovata con cui Walt “vince” mi è sembrata davvero forzata, “alla MacGyver” mi sembra che renda bene l’idea.

  10. “Ozymandias era la fine della presunzione d’innocenza di noi spettatori. Eravamo stati tutti complici di Walt, e tutti ne pagavamo le conseguenze.”
    :’|

  11. jena123

    Bella recensione. Breaking bad è una figata mondiale e non mi sembra vero dirlo,è una figata mondiale dall’inizio alla fine.Fino ai tre finali,io ci aggiungo anche l’ottavo,all’ottavo episodio l’everest era scalato,era il re,soldi a palate tanto da annoiarsi,e infatti si è fermato perchè non si sentiva più vivo. Da quando ho visto la serie finale di Lost non mi fido più,penso sempre…e se il finale fa schifo o se le idee migliori sono già passate,e infatti tanto per essere originali anchio metto come brutto esempio dexter. Era dai tempi di Battlestar galactica che non ero cosi soddisfatto al 99.1% di una serie.

  12. jena123

    Io sono uno di quelli che ha smesso di tifare Walter verso la metà dell’ultima stagione,a quel punto non mi sembra vero dirlo ma desideravo che fosse catturato. Quando Jesse fa per avvicinarsi a lui col microfono ho pensato…ci siamo,e poi propio come nei migliori momenti Dexter succede qualcosa,IL papà con la faccia cattiva,ahahahah da non credere,il papa con la faccia cattiva sta li ad’aspettare la sua bambina e Jesse si allontana,ma vi rendete conto’?? Hank è morto per colpa del papà con la faccia cattiva. Per quanto riguarda Felina: è incredibile come Walter non smetta mai di pensare alla soluzione giusta,persino in un momento cosi drammatico,nel momento stesso che la moglie lo ferisce lui rapisce la bambina e dopo fa quella telefonata,in 2 mosse la moglie non dico che la scagiona ma poco ci manca,grandioso.Per quanto riguarda Jesse non so che pensare,ha fatto tante ma tante di quelle cazzate da non credere e Walter gli ha sempre parato il culo,è un bravo ragazzo in fondo ma ha dei demoni che propio non riesce a levarsi,non è anche lui un santerello,nella seconda stagione e colpa soppratutto sua se Jane riprende a farsi,per non parlare di lui che va a spacciare nel recupero per tossici.Detto questo son contento che sia soppravvissuto,quando ha sfasciato il cancello con la macchina ho esultato,e ho esultato di più quando sono morti tutti i nazisti,eh si perchè dalla penultima puntata ho ricominciato a fare il tifo per Walt.

  13. jena123

    @LUOTTO Ok,non faccio in tempo a scrivere un post che subito mi viene in mente altro da scrivere. Ho pensato al finale,i nazisti sono la nella solita casa tutti insieme e penso…ma in questa serie nessuno fa la bella vita?? Va bene la prudenza ma…guardate Gustavo Terminator Fring,se ne stava li con un basso profilo,niente sfarzi,e si che agli occhi della gente era comunque ricco per via dei tanti ristoranti,e Mike uguale,e Saul stessa cosa,tutti con un sacco di grana e tutti a fare vita da routine,e infine i nazisti,hanno 80 milioni di Walt,continuano grazie a Jesse a fare un sacco di quattrini e poi’?? Come se li godono??? Mi sa che gli unici che se la godevano erano quelli del cartello,villa fantastica,piscina e un sacco di donne. A proposito di donne,per me la più gnocca non ha volto,quello che mi ricordo è una bionda con un culo ipnotizzante e con coscie lunghe presente nella piscina del cartello….ahahahahah ma no scherzo scherzo,la più gnocca è sicuramente la preside delle stagioni 1-2,seguita da Lydia. Chiudo con un paio di cose che avrei voluto vedere,primo:l’episodio di Badger su Star trek,la gara di torte con l’aiutino del teletrasporto per vincere.Per la seconda volevo che Lydia e Todd trombassero alla grande,ero curioso perchè lei sembra essere un po assesuata e lui è impaciato da non credere,forse ne sarebbe venuta fuori una cosa esilarante. Certo che Todd è la calma fatta a persona,gli ammazzano tutta la famiglia,si affaccia alla finestra e…ohhhh signor Withe ma cosa mi combina mai,ahahahahahah che sagoma. Finale fantastico,personaggi incredibili,fotta fino alla fine,e infine lui, Heisemberg personaggio leggendario.Mamma quanto mi manchera,ieri sera avro preso sonno alle 4,non riuscivo a smettere di pensare al tutto.Ok adesso mi stacco dalla tastiera,avrei voluto partecipare alla discussione a tempo debito ma volevo comunque esserci e dire la mia,grande Luotto,e adesso 400 calci dovrebbe essere l’ora di 24,serie che i calcisti non possono non apprezzare.

  14. Erri De Lucas

    Be’, alla fine l’ho recuperato. Splendido, forse non il migliore di tutti (comunque se la gioca con Oz e The Shield), ma splendido. Solo a me l’immagine finale ha ricordato il De Niro sotto oppiacei all’inizio di C’era una volta in America? Un sogno, un incubo, un’altra vita.

  15. Rainer Werner Fassbender

    o vai, ce l’ho fatta pure io ad arrivare alla fine. E’ che quando uscì questo post ero a metà della seconda e mi c’è voluto tempo.
    comunque, confermo la tanta roba e aggiungerei poco a quanto detto da tutti, quindi mi limito a dire che:
    forse the wire la reputo migliore, meno esasperata, più disperata e più compatta. Ma questa m’ha esaltato di più. Un po’ come paragonare borja valero a cuadrado (per chi segue la fiorentina): uno è meno appariscente ma più importante, l’altro, anche se a momenti, ti fa spellare le mani.
    the shield non l’ho mai visto ma a leggere i commenti ho sbagliato, rimedierò. anche se temo che con i miei tempi ci metto un anno abbondante.

    goduria pura alla morte di Todd, mi stava troppo sui coglioni quel secchioncello del crimine del cazzo.

    ah, wouldbang nessuno: fra milf mascellone, ceppi di legno in tailleur e stecchini tossici, di ciccia ce n’é poca, per i miei gusti.

  16. Rocco Alano

    La milf mascellona tutta la vita!

  17. Max

    Una delle cose migliori di questo sito è che puoi fidarti di ciò che viene scritto. Un’altra è Luotto.
    Un’altra ancora è BB.
    Ho fatto una maratona, recuperata e vista tutta.
    Dopo l’ultima puntata ho faticato a prendere sonno.
    Ci sono milioni di cose che ti restano appiccicate in testa, dettagli, trame, personaggi. Ci sono finezze tecniche, tipo la specularità tra i movimenti di macchina all’inizio della prima puntata (inquadratura che scende, seguendo i calzoni di Walt; inquadratura che sale, con Walt a terra nel laboratorio). Grazie, Calcisti. Grazie, Gilligan. Grazie, BB. Ce ne vorrà di tempo prima di imbattermi di nuovo in qualcosa di tanto potente…

  18. Ciobin Cocister

    Un dettaglio che forse è riamasto fuori. Sull’ascia (non è un refuso) del successo e sull’ascia della wannafuckability della mascellona bionda detta Skyler, venne creata ad hoc una pornostar milf omonima proprio per far fruttare il surplus ormonale maturato negli spettatori della serie – E la sua specialità qual’era ?

    Cocister, Cordialmente.

  19. Flavia

    Ti adoro!
    Finalmente qualcuno che ha provato le mie stesse sensazioni nell’aver visto questa serie che ci ha smosso un po’ dalla noia collettiva che ci affliggeva! Perché, almeno per il mio percorso personale, poco sono le cose che mi hanno dato una tale emozione, una tale voglia di rivedere all’infinito quelle scene, di farle tue e assaporare quelle sensazioni volta per volta. Quello stato febbrile che non ti permette di pensare ad altro e di andare a rivisitare con la tua mente ogni minimo momento in cui i personaggi hanno subito molto lentamente le loro evoluzioni. Era da tempo che cercavo un qualcosa del genere e l’ho trovata in Breaking Bad, serie che non volevo neanche guardare e che volevo abbandonare verso la seconda serie, deo gratias così non è stato. Attori magistrali, regia perfetta, inquadrature ottime, soundtrack idonea in ogni momento… L’ho finito da poco, rivisto già due volte e mi manca. Che non si azzardino a fare un sequel, rovinerebbe tutto ciò che è stato creato ma che dire… mi manca! Ho odiato e amato tutti i personaggi con estrema intensità alternativamente, fino alla fine. Ma in fin dei conti, ormai per me “They’re family!”. Penso che sarò in lutto per un po’ =)

  20. dask

    Cazzate. Breaking bad è la serie più sopravvalutata della storia. Ed è una palla mortale.

  21. John Matri

    Le prime 2 stagioni sono belle belle. Poi si abbassa il tiro per far gridare al capolavoro la massa(ciao, Fly, ciao ,scena col taglierino), ma è comunque buona.
    Finale bruttissimo, bisognava fermarsi un paio di episodi prima(ozyamandias).

  22. John Matri

    Sarebbe come farmi finire Mr. Vendetta con Song che ammazza QUEGLI ALTRI cattivissimi, na’ roba ridicola.

  23. Christian

    Vorrei scrivere qualcosa di sensato o qualche complimento sulla serie, ma semplicemente non posso, perchè non ho parole per descrivere la grandezza di questo capolavoro. Forse sarebbe stato meglio non vederla per niente, se non altro perchè realizzi che nessuna serie di farà impazzire come brba.

  24. Perplessa

    So che mi attirerò le ire di tutti ma ho cominciato a vedere questa serie perché tutti me la descrivevano come un capolavoro…. Ho visto la prima puntata e ho pensato: mah…. Ho visto la seconda e ho pensato: boh…. Ho finito proprio ora le cinque serie e continuo a pensare lo stesso.
    La storia e’ accattivante e ti prende e vuoi sapere come continua ma la cosa finisce qui e questa presunta identificazione con WW come l’anti eroe con me non ha funzionato affatto.
    WW più che un antieroe mi è sembrato un gran rosicone fin dalla prima puntata ma ho pensato: andiamo avanti e vediamo che succede.
    Ed ora che ho finito la serie continuo a pensare che invece che un genio fosse piuttosto uno che rosicava tantissimo, fondamentalmente per un unico motivo: la società dei suoi ex amici chimici (società dalla quale mi è sembrato di capire tra l’altro che lui stesso si fosse tirato fuori) e l’invidia per il loro successo e i loro soldi, nonché la frustrazione del considerarsi un genio incompreso.
    E anche il fatto di lasciare i soldi per Walter Junior a loro, nell’ultima puntata, mi è sembrato più che un bel gesto per lasciare i soldi alla propria famiglia un gesto narcisistico teso a chiudere questo cerchio, del tipo: voi che mi avete disprezzato (nella mia testa paranoica) vedete che anche io sono capace di fare un sacco di soldi anche senza di voi e se non l’aveste ancora capito ve il schiaffo sul tavolino del salotto.
    In tutto ciò questo grande antieroe che tutti mi decantavano mi è sembrato invece uno che per rivalersi sui suoi ex compagnetti di scuola rovina la sua famiglia e quelli che gli stanno intorno. Cosa ci sia di eroico nel rosicare e quindi spaccare tutto devo ancora capirlo.

    Lo so che mi odierete tantissimo……

  25. Tina

    Ho finito, 3 giorni fa, di guardare l’intera serie in poco meno di due mesi.
    Sono triste, mi manca Walt. Mi sento come quando ti innamori della persona sbagliata. Ci penso tutti i giorni. Ma chi l’avrebbe detto..una serie tv. Incredibile. Avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno e questo mi è parso un ottimo rifugio. Complimenti per la recensione, è stata ottima. Ottimi anche moltissimi commenti. E, Luotto, la decisione di camminare nel parco dopo la visione di Ozymandias, la trovo inevitabile. È stato bello trovarvi e leggervi.

  26. Tina

    Ah, il mio #wouldbang: Walt.
    Con malinconia, notte.

  27. Nani

    Molto bello…la serie ti prende per tutte e 5 le stagioni fino all’ultimo episodio, dove io ci sono rimasto male, perchè dopo tutti gli sforzi che walter ha fatto, alla fine è rimasto odiato dalla famiglia e muore nel laboratorio, come un lupo solitario, un vecchio anziano pieno di rimpianti che prima non aveva soldi, ma era felice e che dopo, avendo soldi, non ha piu niente.
    Non so se qualcuno di voi abbia guardato Death Note, è un anime, e se ci penso (non vorrei spoilerare) finisce cosi. Certo la storia è diversa, ma c’è sempre questa doppia vita, questa voglia di essere il re di un impero, ma, alla fine, di finire nel peggiore dei modi.

  28. MattoMatteo

    Finita di guardare lunedì sera.

    Cosa dire? Ho iniziato a guardarla spinto dai commenti ultra meravigliosi di molti amici e dopo la prima stagione ho esclamato “cos’è sta merda?” subendo insulti da tutti i suddetti amici.

    Ho deciso di andare avanti più per masochismo che per reale interesse e alla fine sono rimasto soddisfatto. La serie dopo la prima scialbissima stagione prende vigore e diventa davvero piacevole. Il finale era scritto ma l’ultima puntata, concordo, non è stata davvero gestita bene. Meglio chiudere due puntate prima.

    In definitiva è una serie piacevole ma dalla storia che non si regge in piedi mai.

  29. samuel paidinfuller

    finita adesso

    Guess I got what I deserve
    Kept you waiting there, too long my love
    All that time, without a word
    Didn’t know you’d think, that I’d forget, or I’d regret

    The special love I have for you
    My baby blue

    applausi e lucciconi
    non cè niente altro da dire

  30. Rachele

    Un pugno nello stomaco quello che ho provato stanotte mentre guardavo le scene finali di Felina. Il gioco di sguardi tra Jesse e Walt da pelle d’oca. Avró bisogno di un po di tempo per avvicinarmi ad un altra serie. All hail the king.

    • Kylo kal

      Finire 2 puntate prima?……casomai 2 serie prima alla 1-3 con Jesse tossico ad un passo dall’overdose e Walt mollato e beccato da skymilf o ancora più anticlimax con un bel “sei licenziato” quanto Walt pretende l’assunzione del suo true love nel laboratorio.

      Premio maccosa alla mancata ritorsione all’uccisione di Mr Pollos. L’ ABC del fottuto cinema crime

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