Crea sito

… And Justice for All: la recensione di Turbo Kid

hqdefault

Un’occasione come un’altra per ribadire che quello che state leggendo è, ufficialmente, e pure per la terza volta, il Miglior Sito italiano di Cinema. E tu? Clicca play e goditi la sigla, scrauso.

Mi ricordo, sì, io mi ricordo. Mi ricordo che quando uscì il trailer per il kickstarter di Kung Fury, eravamo tutti pieni di entusiasmo. Hai visto? Pazzeschissimo! Quanto ridere e quanto darci di gomitino! C’è pure il capitano della polizia burbero! Lui che consegna il distintivo e se ne va per la sua strada! Kung Führer! Thor! I Dinosauri e le valchirie fregne col mitra! E gli abbiamo dato i soldi in men che non si dica, c’abbiamo creduto e abbiamo cliccato play su quel trailer non si sa quante volte. Poi il film – il corto – è uscito. E anche lì mi ricordo che s’è creato un altro, l’ennesimo Grande Fossato. C’era chi ha confermato il proprio entusiasmo, uscendosene con frasi sconnesse tipo: “È il miglior film di sempre!”. Dall’altra parte del fossato c’era invece chi inarcava dubbioso il sopracciglio e – giustamente – esclamava: “maccosa”. Un maccosa sommesso, non urlato o con un grande punto esclamativo o interrogativo in fondo. Un maccosa detto a mezza bocca, strascinato, pronunciato controvoglia. Provate: maccosa. Pensate di fregarci così? Pensate che mettere un cabinato da arcade che si trasforma in robot per vincere le chiavi del nostro cuore? Pensate che vedere un simil nerd che più che nerd è per noi un fottuto hipster che indossa un Power Glove per farci venire il magone? Ma il magone di cosa, regaz? Di un cinema che continuate a citare ma che non conoscete, non avete visto e che – in conclusione – non esiste? Sì, ok, adesso esiste perché l’avete creato voi col vostro pigro amore nei confronti di registi ridicoli come Robert Rodriguez, i suoi graffi sulla pellicola e i suoi Machete. Esiste nella vostra estetica da nuovi paninari che rimpiangono luoghi comuni cinematografici che non avete mai nemmeno visitato. Manco in vacanza.

Lui, ieri sera, ha scopato.

Lui, ieri sera, ha scopato.

Kung Fury è quello che è sempre stato. Un giochino divertente messo insieme da dei buontemponi. Come ci siamo detti noi della redazione in un giro di mail (un giorno quando vinceremo per la 10a volta il Premio come Miglior Sito di Cinema, pubblicheremo anche tutte le nostre mail in un comodo cartaceo di due fantastiliadi di pagine) quello che ci rimane è una collection di gif animate buone per fare i fenomeni con qualche sbarbata sull’internet. E il resto? Niente. Non rimane nulla. Ma neanche la sequenza in cui Triceracop spara ai nazisti nel pisellino? No, nemmeno quella rimane. Sai perché? Perché col vostro umorismo postmoderno da quattro soldi, c’avete rotto le palle. Come diceva il saggio? Ah, già. Ridi, se vuoi, pagliaccio, con tutto il disincanto postmoderno. Eh, altri tempi. Qui pensa che era tutta campagna. Non come oggi che mi è pieno di negozietti dove ti puoi far fare la barba da uno che assomiglia ad Adam Driver mentre ti spiega che lui è tornato alle vecchie VHS perché, cioè, top.

adam driver tux

Dite che sono troppo cattivo e mostro invero una pesante scollatura con ciò che oggigiorno mi circonda? Dite che sembro un vecchio barboso che si lamenta e basta e a cui non va bene nulla? Boh, forse avete ragione voi. Però, sinceramente, anche se voi mi assicurate che è così, io continuo a non ricordarmi di quel cinema di cui andate cianciando. Eppure nel 1986 mi trovavi facile alla videoteca sotto casa, immerso tra le locandine del catalogo verde con scritto AZIONE a pennarone sulla costa. Non giudicatemi un Ruggeri in astinenza da punk prima di te. È che veramente mancava – e manca – 30 per fare 31.

Mi ricordo di lui. Ma non di te, Kung Fury

Mi ricordo di lui. Ma non di te, Kung Fury

Il 26 gennaio del 2015, al Sundance viene presentato Turbo Kid. “Eh, ma il Sundance è il festival dei fighetti”, dice un0 seduto in fondo alla classe con una felpa ironicissima della Best Company. Vero, rispondo. Ma è anche vero che questo accadeva all’incirca quando tu facevi la coda da Fiorucci per andarti a comprare lo Scuba nuovo della Swatch. Tipo tantissimi anni fa. Nel frattempo il Sundance ha avuto in cartellone film tipo The Raid, per dire. Come dici? Ah, a te non piacciono i film di arti marziali. Ok. Dicevo, viene presentato Turbo Kid. Ci arrivano voci distanti: “Wow, un bellissimo film anni Ottanta!”. Vediamo il trailer.

Sembra un omaggio al cinema baraccone degli anni Ottanta. Ci chiudiamo per un mese nel nostro studio ovale in quel di Valverde e firmiamo a più mani il famoso pamphlet: “Basta, puttana eva, col recupero degli anni Ottanta!”. Le reazioni – se ben ricordate – non si fecero attendere: denunzie da parte di Maurizio Seymandi, dalla compilation messa insieme da Andy dei Bluvertigo, da Gegia e pure da Den Harrow. Eppure noi eravamo convinti: basta. Non se ne può più con questa cosa che ci riproponete il revival degli anni Ottanta da 30 anni.

Quarto risultato per la ricerca "revival anni '80". Per dire...

Quarto risultato per la ricerca “revival anni ’80”. Per dire…

Poi, finalmente, vediamo Turbo Kid. E com’è, com’è? Presto, mi dica com’è! È bello, ragazzo. Molto bello. Sì, avete letto bene: io che temevo, io che dubitavo, mi son dovuto ricredere. Turbo Kid è esattamente l’omaggio al cinema anni Ottanta che aspettavamo da tempo. C’è tutto quello che ci deve essere per fare di questo film un culto immediato: attenzione filologica al genere a braccetto con molta fantasia, passione, amore. Tutto qui? No, bè, c’è anche un cast perfetto che mette insieme volti nuovi, come quelli dei due protagonisti, Munro Chambers e Laurence Leboeuf, a icone del cinema che fu (un divertito Michael Ironside) e attori con la fazza giusta al momento giusto come Aaron Jeffery,  il cowboy campione di braccio di ferro.

vincere bene.

vincere bene.

C’è una cura grafica per la costruzione dei set, per la colonna sonora che riesce a non sgravare oltre il rispettoso omaggio, e TANTO SANGUE. Forse, effettivamente, la differenza sostanziale tra Turbo Kid e tutta la robaccia che abbiamo dovuto subire in questi anni è proprio in quelle che NON c’è. Manca per esempio quell’accondiscendente senso dell’umorismo tangente al demenziale che è per esempio alla base di Kung Fury. Manca quella spocchietta di chi ti vuole spiegare una cosa che conosce solo per sentito dire. Manca la malafede.

Turbo Kid è un film divertentissimo, che ovviamente fa leva in più di un momento su quel senso di nostalgia che ci sta fottendo il cervello da ormai non sappiamo neanche più quanti anni (vedi tutte le manfrine iniziali sulla gag del Laserdisc, la battuta: “Questo è il futuro. Questo è il 1997”, il pezzo cantato da Stan Bush che, come ci insegna il capo, viene dalla colonna sonora di un vecchio film sulla BMX), ma che riesce finalmente anche a smarcarsi dal semplice “formidabili quegli anni” per dare una nuova forma al tutto. Non vi racconto nulla della trama: non serve e tanto la conoscete già. L’unica cosa che posso fare è consigliarvi di recuperarlo ad ogni costo. Guardatelo e amatelo. Un film da difendere con le unghie e con i denti dalle orde di gente senza cuore che tenta di impossessarsi dei nostri primi amori. Preparatevi ad essere annientati da una turbocarica di giustizia!  IN THE FACE!

Bella zeus

Bella zeus

Il tutto viene da T is For Turbo, un bel cortomeraggio fatto tra amici nel 2011 dai tre giovani registi François Simard, Anouk Whissell e Yoann-Karl Whissell, che inizialmente avrebbe dovuto entrare nell’antologia The ABCs of Death. Se volete darci un occhio, lo trovate qui:

DVD-quote:

Le robe che piacciono a voi. Senza la malafede
Casanova Wong Kar-Wai, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

78 Commenti

  1. Mr. Delfino

    Da oggi è visibile su Netflix Italia!!!

  2. Axel Folle

    Visto e piaciuto in nodo genuino. Ribadisco sono felice abbiate smascherato quella merda di sequela di gif che è Kung Fury e il confronto è automatico visto che sono usciti in periodo ravvicinato e entrambi vogliono rifarsi ad una certa estetica ma se KF risulta un prodotto disonesto e senza una minima idea di cinema questo TK oltre ad attingere a piene mani da una certa estetica (e i riferimenti agli anni 80 sono soprattutto cinematografici) azzecca ritmi, personaggi e dà un anima alla vicenda. Il rapporto tra i due protagonisti per quanto semplicistico nella parte iniziale riporta alla mente quello dei Goonies e di alcuni film di Dante (certo in misura diversa ma è ugualmente piacevole) e gli scontri tra i vari personaggi sono un rimando al cinema di Carpenter e Miller dove si riesce a ricreare quelle atmosfere col giusto gusto. L estetica perRwuanto educativa è ricercata. I ritmi sono giusti e il film non annoia mai. Certo x afferrare tutto di questo minestrone bisogna avere una buona base di cinema ed estetica anni 80 ma a differenza di KF penso possa essere apprezzato anche da chi non ha questo background.

    Scusate prosa e pensieri sconnessi ma è mattina, sto facendo la cacata pre lavorativa e sono con lo smartphone. Come spero mi sia fatto intendere.

  3. Capitan Impallo

    Visto oggi. Poco da dire, se non TURBOFICATA e MARTELLI NUNCHAKU

  4. Shu-Shá

    Tutto molto giusto e anfatti ora me lo sparo subito, PERO’ secondo me siamo troppo severi con Kung Fury.
    Intendo, non lo si potrebbe prendere semplicemente per quello che è, ossia una operazione oltre i limiti del demenziale? E’ tutto talmente “troppo” che non sono mai riuscito nemmeno per un secondo a pensare che volessero imbrogliarmi, mentre lo guardavo.
    Poi concordo che non ti lascia un cazzo, se non appunto una serie di gif a scorrimento orizzontale, ma dubito davvero che l’intenzione degli autori possa essere andata oltre questo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.