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Palla a Joaquin e pedalare: la recensione di Joker

Il pezzo di George Rohmer

Un irriconoscibile Joaquin Phoenix.

Partiamo dal concetto di exploitation. Si usa il termine per indicare quel cinema che nasce senza velleità artistiche e punta dritto alla pancia con scene di sesso e violenza. A me però piace usarlo in maniera un po’ più ampia per definire quei film che non hanno l’ambizione di sperimentare o infrangere barriere, ma che preferiscono adagiarsi su schemi ben collaudati e tematiche già utilizzate, e magari approfondite, da qualcun altro, semplicemente per raccontare una storia coinvolgente.

Se vogliamo, la maggior parte dei film di genere è questo. C’è l’apripista, il film fondamentale che inventa qualcosa e ha qualcosa di nuovo da dire, e poi ci sono tutti quelli che seguono. Le coda è fatta dal vorrei-ma-non-posso, l’eccellenza è rappresentata da quei film che magari non hanno niente da dire ma lo dicono benissimo.

Il problema di Joker – o meglio di Todd Phillips – è che è convinto di essere l’apripista e invece è l’eccellenza. Lo dico subito, a scanso di equivoci: Joker mi è piaciuto. È una bella esperienza viscerale che, nei fumetti, sarebbe una graphic novel d’autore esterna alla continuity, libera di raccontare quel cazzo che le pare e, per questo, memorabile. Penso che l’intenzione fosse proprio questa: realizzare uno one-shot, un Elseworlds libero dalle restrizioni degli universi condivisi.

Ma che è, una gara a chi ha la catchfrase migliore? La prossima la propongo io: “A smile will bury us”. Com’è?

In questo senso la missione è perfettamente compiuta. Joker è un bel noir sporco e cattivo, che pesca a piene mani, sia nell’estetica che nei temi, dal cinema della New Hollywood. Lo si è detto allo sfinimento, ma ovviamente i due riferimenti principali sono Re per una notte (con Robert De Niro che stavolta prende il posto di Jerry Lewis) e Taxi Driver. Non a caso, Phillips ha girato il film a New York: la sua Gotham City è la New York City lercia e fuori controllo di fine anni ’70 / primi ’80, con la criminalità che dilaga, i vicoli sudici e malfamati e gli edifici vecchi che stanno su per miracolo.

In quanto puro spettacolo, al netto di un finale frettoloso e un po’ deludente, Joker è di prim’ordine: dalla fotografia alle scenografie, dalle scene di violenza (quella in metropolitana è già un classico) all’interpretazione di Joaquin Phoenix, su cui chiaramente lui ha lavorato con la stessa serietà che si riserva oggi alla preparazione di un biopic a caso, o comunque di un ruolo “importante”, di quelli “da Oscar”, tutto si somma alla perfezione. È exploitation di serie A. Non dice un cazzo ma lo dice benissimo.

Il guaio è che Todd Phillips qualcosa invece lo vorrebbe anche dire. Ma appena apre bocca, tutto quello che esce è di una banalità micidiale. Il suo Joker è l’ennesimo matto che sbrocca perché la madre lo trattava male e la società lo tratta male e la gente fa schifo una volta qua erano tutti campi e ci si conosceva per nome adesso invece sono tutti maleducati. Con tutte le sue buone intenzioni di creare un nuovo villain scorsesiano memorabile, il film finisce solamente per confermare ancora una volta la dura legge del prequel: che se racconti troppo di un’icona, la svilisci.

“Bwaaaa, mamma mi picchiava e/o la società è una merda!!!”

Nei fumetti il Joker non ha una origin story ufficiale. Quella che ci va più vicino è The Killing Joke, ma la versione dei fatti di Alan Moore e Brian Bolland non è mai stata considerata canonica. Il passato del Joker è sempre stato mantenuto vago, perché lui stesso è un narratore inaffidabile. Questa cosa Christopher Nolan l’aveva capita, e infatti il Joker di Heath Ledger era un’entità senza passato, una forza anarchica che agiva per amore del caos, senza motivazioni concrete. Un po’ come Michael Myers.

Molto, ma molto più interessante il discorso che Todd Phillips fa sul populismo e su come esso sfrutti la rabbia sociale, incanalandola e fornendole simboli malsani, snaturandone infine anche le spinte positive. Qui Phillips ribalta uno dei concetti di Nolan, quello dell’uomo che deve farsi simbolo per fare del bene. Batman sceglie di diventare un simbolo, Joker lo diventa per caso, di una cosa che oltretutto non lo rappresenta e di cui non gli frega nulla. E usa quel potere per fare del male.

Se Phillips avesse puntato un pochino più su questo, invece di impantanarsi in un ritratto psicologico stravisto e totalmente prevedibile, forse quel capolavoro che sperava di fare lo avrebbe realizzato davvero.

E comunque: adesso datemi un Batman esattamente così, o qualcuno si farà male.

DVD-quote:

“In confronto Nolan era Joel Schumacher”
George Rohmer, i400Calci.com

“Joaquin, nella prossima scena sei triste. Fai tu, mi fido.”

Il pezzo di Nanni Cobretti

Che bello!
Tutto, dalle prime immagini all’odore sospettoso nell’aria alle interviste di Todd Phillips lasciava presagire che questo Joker potesse essere un’operazione concettualmente insulsa.
Meglio che non le consideriamo, le dichiarazioni di Todd Phillips, in generale, nessuna di esse, o si entra in un labirinto di sconforto da cui è impossibile uscirne con l’anima intatta.
Non entriamo neanche nella diatriba “è un cinecomic” “non è un cinecomic”: lo è e non lo è.
Lo è quando deve attirare una larga fanbase e incassare un sacco di soldi e/o quando i fans dei cinecomic vogliono sentirsi rispettati (pardon, “legittimati”), e non lo è quando deve vincere premi a festival importanti e/o persone che ci tengono a darsi un tono ne vogliono parlare senza vergognarsi.
Fine. È il cinecomic di Schrödinger.
Diciamo quindi direttamente che cos’è Joker.
È una origin story, ma non è una origin story… È insomma anche la origin story di Schrödinger– cioè aspettate, non nel senso che ci narra delle origini di Erwin Schrödinger e del suo famoso paradosso e in qualche modo contorto lo collega a Batman, ma nel senso di (madonna che fatica) origin story stessa come concetto, la è e non la è.
È una origin story se sai chi è Joker e conosci Gotham City, i personaggi che la popolano, la sua mitologia, il mondo di Batman creato da Bob Kane e portato avanti da svariati artisti in modi ancora più svariati.
Non si svolge invece per forza come origin story se per caso sei un marziano appena cascato sulla Terra che non ha mai sentito la parola “Batman” in vita sua, o un giurato di Venezia che rinnega Batman tre volte prima del canto del gallo.
È una storia perfettamente autoconclusiva per cui non serve davvero nessuna nozione precedente, e che cerca i motivi di interesse unicamente all’interno di se stessa.
Finisce anche con la scritta “The End” (è uno spoiler che finisce con la scritta “The End”?).

Mi è piaciuto, lo giuro!

Ma sì, fa anche silenziosamente il suo dovere, si collega a Batman in modo furbo e più che soddisfacente per chi (come me, non lo nego) cercava un senso in questa invasione dell’Universo DC che non sembrava indispensabile (e di fatto non la è), e contemporaneamente in un modo che tu, amico mio che anche solo a sentire la parola “graphic novel” non dico che ti agiti ma drizzi le orecchie pronto a scansarti, puoi tranquillamente far finta di non aver notato.
Questa parte, a livello di approccio, è innegabilmente interessante.
Dal punto di vista formale, è il passo che risolve gran parte dei problemi concettuali delle origin story e volendo dei prequel in genere, ovvero li rende capaci di reggersi in piedi da soli.
Dal punto di vista della sostanza ha già invece commentato George qua sopra: Joker è un film che usa come script il risultato della ricerca di Google “derelitto mentalmente instabile in rivolta template standard”, ci incastra il mondo di Batman, e per il resto dà le chiavi in mano a Joaquin Phoenix e lascia che i dettagli li aggiunga lui. Devo dire che qui sono effettivamente d’accordo con il CODACONS (con cui mi consulto sempre in materia di premi di cinema, anche per i Sylvester) e ammetto che per un film del genere aveva più senso dare la Coppa Volpi a Phoenix e lasciare che il Leone d’Oro andasse a qualcos’altro, che ne so, Unposted o quello che preferite voi.
Fa giustamente impressione, Joker, perché diretto con quel tipo di tono adulto che non vuole accompagnare i cinecomics per manina a un livello successivo alternando shock e compromessi (che ne so, alla Logan), ma si piazza direttamente là, fisso fra gli adoratori del Dio Scorsese a cui non interessano i parchi a tema, e se lo raggiungete bene altrimenti non gliene frega niente.
Più ci rifletto più dovrei essergli ideologicamente ostile.
Più ci rifletto e più mi pare il classico caso di film che viene sopravvalutato perché grazie a un trucchettino di marketing ti ipnotizza a paragonarlo a un genere considerato storicamente inferiore a quelli a cui in realtà chiaramente si ispira e aspira ad essere.
Non si chiamasse Joker, diremmo che è un volenteroso Taxi Driver per una notte del discount.
Si chiama Joker, ed è di colpo osannato come una pietra miliare, il cinecomic più mondiale che si sia mai visto da quella volta che ho mangiato due metri quadrati di pizza coi funghi, o da quella volta che Robert De Niro è venuto a casa mia a fare la cacca, o da quella volta che Christopher Nolan fece dire a Michael Caine “compriamo parte dell’elmetto in Singapore e parte in Cina per non destare sospetti” facendo esplodere le teste di milioni di batmaniacs investiti dal Realismo che per qualche ragione diventava di colpo il motivo migliore per giustificare la loro passione per gli uomini in calzamaglia. Il valore dello “sdoganamento” di Joker equivale a quegli interisti che dicono “avete visto??? Abbiamo giocato col Barcellona e abbiamo perso solo 2 a 1!!!”.

È piaciuto anche a te, fidati.

Ma la realtà è che Joaquin Phoenix è un attore gigantesco, e che ad ogni minuto si rimane incollati ad ogni suo singolo gesto, sfumatura, inflessione, e ci si diverte un mondo.
C’è poco da fare.
A volte mischi pericolosamente ingredienti buoni e cattivi e ti viene fuori un piatto soddisfacente lo stesso, o a volte butti dentro un sacco di ingredienti sbagliati ma anche uno talmente giusto che da solo si divora tutti gli altri e non ti accorgi quasi di niente.
Joker tiene perché Joaquin Phoenix ha carta bianca per costruirsi il personaggio come gli pare, ha carta bianca per lasciarti intuire sfumature che sul copione non ci sono, e se vuole ha carta bianca persino per tenere comparse chiuse e ammassate per ore in un vagone della metropolitana in attesa che lui entri nello stato d’animo giusto per girare la scena.
È uno showcase micidiale, come tanti attori sognano e che viene concesso a pochissimi, e che lui sfrutta al 100%.
E Todd Phillips – e qui si vede l’esperienza del regista di commedie – è il co-pilota perfetto, abbastanza intelligente da sapersi fare principalmente da parte, inquadrarlo stretto quando ride e/o piange, largo quando è la sua intera fisicità a rendere una scena magistrale (la sequenza all’ospedale coi bambini, l’interrogatorio di fronte al pronto soccorso) o, molto più spesso, a coprire i problemi. E sa quando può davvero intervenire, cercando continuamente sequenze iconiche o contribuendo al momento giusto con trovate rabbiose tipo inscenare gli omicidi in stile diretto e senza fronzoli, quasi snuff. Nel dubbio, “Joaquin, leva la maglietta e balla che t’abbiamo fatto dimagrire apposta, braccia in avanti e sporgi quelle scapole”.
Ma insomma, se Leone d’Oro doveva essere, dovevi ritirarlo tu, Joaquin.
Gran parte della sceneggiatura è i viaggi che ti sei fatto mentre preparavi il personaggio ed entravi in furioso e devastante method acting.
Gran parte della regia è quello che tu permetti a Todd Phillips di farci vedere.
Il film sei tu.

“Ho vinto il Leone d’Oro???”

DVD-quote:

“Certo, loro c’hanno Messi e Suarez e che ci vuoi fare, però anche Lautaro a un certo punto è andato vicino al raddoppio, eh?”
Nanni Cobretti, 90º minuto

>> IMDb | Trailer

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152 Commenti

  1. Rocco Alano

    Amerò Todd Phillips sempre per la scena in cui nonno viagra butta giù la statuetta dell’angelo con l’uccello su “Road Trip”

    • Rocco Alano

      “James…. il tuo pisello!”
      “Che devo fare?! Mica posso tagliarlo!”

    • Piero

      Secondo me avete un po’ il complesso Marvel (di cui siete fans sfegatati) vs DC. Ho letto la vostra recensione super entusiasta su quella boiata che è Endgame. Mentre su questo film, più ragionato, più concreto, e ovviamente meglio recitato, critiche negative.

    • Alessandro risponde a Pietro

      CIT:

      “A volte mischi pericolosamente ingredienti buoni e cattivi e ti viene fuori un piatto soddisfacente lo stesso, o a volte butti dentro un sacco di ingredienti sbagliati ma anche uno talmente giusto che da solo si divora tutti gli altri e non ti accorgi quasi di niente”

      Io credo che questa frase DIVINA del Boss Cobretti valga per OGNI film, compresi quelli stroncati qui.

      Più o meno è come vedo la vita intera. Vorrei chiedergli quanto vuole per poterla usare in un libro e spacciarla per mia. Perché c’è qualcosa di geniale in quell’uomo e questa frase lo dimostra.

      Paradossalmente, a volte sembra che loro per primi se lo dimentichino: e quindi mirano a film capaci di mantenerti attento. I film che richiedono che tu, attento e “apprezzante”, ci rimanga per partito preso (pena l’uscire, senza accorgertene, dal mindset giusto per capire l’anima del film), spesso (NON sempre) li “accusano” di vuotezza. Io non ho ancora visto questo film ma ho notato questo trend in altri film: sanno riconoscere i capolavori, sanno riconoscere le ciofeche, ma so film che se ci entri dentro li osanni e se ne resti fuori e li guardi e basta ti annoiano, con quelli tendono ad essere più severi. In fondo sono persone, con un DNA, hanno il compito di essere imparziali, ma non di essere robot

    • @Piero: il fatto è che capisco che non lo sembri perché ha ambizioni molto più alte, ma no, è effettivamente meno ragionato.

    • Boston George

      Cmq la foto iniziale non è Phoenix, ma è il joker della serie TV del 1966.cmq bell articolo

    • Giura.

  2. Lucas Leivatiotispacco

    Concordo fortemente con due punti: l’uso dei simboli di una massa che non c’entrano un tubo con la loro rivolta o comunque vengono fraintesi in tempo zero (molto strano che, nelle recensioni che ho letto in giro, non si citi abbastanza questo fattore, anche per il richiamo a Nolan che fa sempre traffico al sito e abbastanza evidente in un paio di inquadrature) e quello che chiamo “Effetto Bocelli”: prendi una cosa media di un contesto culturale più “alto”, mettila in un framework più popolano e il mondo urla al capolavoro.
    Una domanda: a parte Joaquin (ti voglio bene pazzo scatenato che non sei altro), qualcuno si ricorda un altro membro del cast? Vengono completamente spazzati via, è incredibile quanto siano NON scritti i personaggi di contorno (tranne l’impiegato al manicomio, che speravo partisse con “it’s all about the paper, boi” a caso.

    • Quella cosa di Bocelli è la stessa che scrissi io ai tempi di Dark Knight Rises, giusto?

    • Lucas Leivatiotispacco

      Esatto (che bello, una risposta dal Capo *.*), non ricordavo dove l’avessi già sentito onestamente. Per i più giovani l’effetto “Il Volo” :)

    • Bradlice Cooper

      Tutto il gothic metal sinfonico con le cantanti mezzo-soprano funziona uguale; per non parlare di Apocalyptica / Two Cellos e tutto il giro di “cover rock con strumenti classici”. L’immagine originale di Nanni (“l’effetto Bocelli”) era geniale e granitica.

    • Lucas Leivatiotispacco

      Vero! Non volevo rubarla eh, non mi ricordavo assolutamente dove l’avessi sentita ma ormai la uso normalmente

    • Alessandro

      Il gothic mental sinfonico con le cantanti mezzo soprano fortunatamente non funziona più.
      I Nightwish sono ridotti alla manica di falliti senza testicoli che ho sempre saputo sarebbero diventati, i nostrani Theatres des Vampires sono diventati una cagata definitiva, e fortunatamente altri non me ne vengono in mente.

      Sul fatto di prendere “una cosa media di un contesto culturale più “alto”, mettila in un framework più popolano e il mondo urla al capolavoro” c’è dietro una spiegazione psicologica e sociologica.
      Dentro ogni umano c’è il desiderio di lasciare a testamento all’universo ciò che abbiamo portato al livello più alto. Questa cosa è alla base tanto dell’ego quanto della riproduzione, e di mille altre cose sciocche o serie, ma che hanno la radice comune qui. Vogliamo che quello che facciamo duri in eterno non per vanagloria, ma perché è come se sentissimo che dobbiamo lasciare un dono, un testamento, un miglioramento. E per fare questo, CELEBRIAMO.
      E niente merita celebrazione più di ciò che è elementare, perché va a costruire uno Zeitgeist in senso Nietzscheano, una versione seria di LaVey, una divinizzazione di ciò che già ci rende umani, e non di quello che abbiamo saputo vagamente immaginare (arte, politica, filosofia, religione ecc) perché ci siamo messi lì a farci le seghe al cervello.
      Ciò che è primordiale, paura, violenza, libertà espressiva transcontestuale (che siccome consideriamo il contesto così sacro che arriviamo a considerare malsano disinteressarsene, e la chiamiamo “pazzia”, in realtà è semplicemente un manifesto spirituale, “ciò che vado a fare ha più diritto di essere fatto di quanto il fastidio che ne proverai ti dia il diritto a fermarmi”), e così via. Perché credete che il filmone con DiCaprio sia così glorioso? Perché è brutalmente e semplicemente umano. Badate non sto osannando la mediocrità né la spontaneità della superficialità/immaturità: parlo più di un ideale greco/egiziano di fare statue alte trenta metri ai nostri centri nevralgici primordiali. Perfino una partita a D&D tra due nerd brutti può diventare epica se girata in slo-mo e in bianco e nero. C’è gloria in tutto, va solo trovata. Quindi non è così impossibile che qualcuno dica “voglio fare un film di tre ore e quarantacinque minuti su una donna che ad un certo punto si gratta il culo in pubblico da sopra la gonna” e lasciare allo spettatore il compito/diritto di sfogare su quel gesto (e sulle tre ore di antefatto e i quarantacinque minuti di conclusione) tutto quello che possa avere da dire/pensare in proposito. Pensate al fatto che duemila anni fa i romani hanno giustiziato un terrorista. E pensate a tutto quello che miliardi di persone hanno sentito il bisogno di proiettarci sopra per venti secoli. Le cose elevate e ricercate sono boriose e ti danno già il punto di vista, quelle pure e primordiali sono carta bianca, per quello zoomare su di esse crea capolavori.

    • Alessandro: Il tuo è un metacommento. La tua tesi non può applicarsi al commento che la contiene, quindi quanto sostieni è tendenzialmente falso.

    • Alessandro

      Sì che può: la coerenza c’è sia al livello pragmatico sia a livello di inerente ipertestualità, che resta comunque discreta e quantificabile.
      Falsificazione per mancanza di coerenza interna, una forma di ad hominem, ma qui non è il caso, la mia analisi non solo tiene, ma dice la verità.

  3. Killing Joke

    Scorsese con la frase sui film Marvel/Disney come parchi a tema ha fatto uscire pazza tantissima gente, grandissimo

    • Alucab

      Perché grandissimo?

      E’ un commento del cavolo.

      Io ho Trovato l’ultima tentazione di Cristo furbo, scontato e banale ad esempio

    • LAnnoScorsoAValVerde

      Sulla diatriba Scorsese/Marvel cito Kurt Busiek:

      “I like Marvel movies, but I have no gripe with anyone who doesn’t. I don’t need everyone to share my tastes — I’d rather have people out there passionate about making lots of different kinds of stuff, so I can have a wide range of choice.”

    • Alucab

      @LAnnoScorsoAValVerde

      difatti Busiek è correttissimo.

      Scorsese che va in giro a dire che sono una cagata e non sono cinema no.

    • ste

      beh se uno ha un’idea diversa dalla tua non deve chiedere la tua approvazione per esprimerla mi sembra…a parte questo…cioé fammi capire uno vive respira e parla di cinema da una vita e non può neanche dire cosa lo é o non lo è per lui se glielo chiedono? e se avesse detto invece che sono il massimo, il meglio che il mondo della cinematografia abbia mai offerto come avresti reagito? io gli avrei dato del vecchio rincoglionito…

  4. Ho letto “graphic novel” e “cinecomic” nello stesso articolo, ed il mondo non è esploso.

    Forse.

  5. Anonimo

    regà, ma una parola sulla fotografia? sulla colonna sonora di Guðnadóttir (e la bella scelta di grandi canzoni a raccordo dei momenti topici)? su de niro che fa il primo film dignitoso dai tempi di ronin?

    niente, mi sa che stavate al mare quando a venezia si è preso 8 minuti di applausi

    • LAnnoScorsoAValVerde

      Piccola premessa: qualche giorno fa, su Twitter, mi ritrovo un’immagine proveniente da un gioco televisivo, dove la parola da indovinare, che era “graphic novel”, era descritta come “il moderno genere narrativo che coniuga il romanzo al fumetto”.

      Una definizione che non sta nè in cielo nè in terra, e che eppure è usata per dare al formato graphic novel un’aura più “alta” e “nobile” rispetto a quella “robetta per plebaglia” che è il fumetto seriale. Che poi è praticamente il nocciolo dell’operazione di marketing dietro Joker: altro che i pigiamini! Questo è il film per adulti con roba per adulti!

      Marketing ulteriormente pompato dalle polemiche oltreoceano e dalle dichiarazioni di Phillips (no Todd, la gente non apprezza Road Trip e i vari Una Notte da Leoni perchè c’è la “dittatura del politicamente corretto”, non li apprezza semplicemente perchè sono film brutti, fattene una ragione)… ma poi dietro che c’è? Io ho visto un film molto solido, con un attore protagonista bravissimo e sicuramente il miglior cinecomic dell’anno. Ma capolavoro non è, perchè come hanno già fatto notare altri si rifiuta di muoversi dai binari stabiliti dai film a cui si ispira. Insomma: Phoenix promosso a pieni voti, Phillips con riserva.

      Ps. il miglior Joker di tutti i tempi rimane Mark Hamill.

    • LAnnoScorsoAValVerde

      Piccola segnalazione: non volevo postare come commento ad Anonimo: se qualcuno può cancellare i messaggi…

    • Capitan Ovvio

      Solo stima se hai scritto da te Guðnadóttir e non hai fatto copia/incolla (come ho fatto io dal tuo commento)

    • Simone

      Joker non sarà un capolavoro e sono d’accordo, ma i vari “Una notte da leoni” non sono male, dai

  6. non era forse il caso

    Phoenix ha già vinto a cannes il premio per solitario coi traumi che sbrocca e mamma pesante in ´you were never really here´ magari il secondo premio a distanza di due anni per lo stesso personaggio non era il caso

  7. Alucab

    Io gia’ ce l’ho sulle balle.

    Quando diventano “autoriali” e la kultura li premia i film sono banali.

    Joker che e’ cattivo perché papa’ lo picchiava e la societa’ lo rifiuta. Sai che novita’.

    “Gotham merita di meglio” (semicit.)

    Grazie Heath rimango con te.

    • Alessandro

      E perché no invece? No vorremmo tutti (o almeno chi è stato seriamente abusato) smettere di considerarlo un evento causato dal fatto che “così è la vita, possiamo essere migliori di loro quindi perché non farlo?” e prendere una bomba atomica (o un migliaio) e sterminare l’umanità?

      Mi ricordo il Robin (l’unico etero) di Dark Knight Rises: “All’inizio capiscono la rabbia di quel bambino. Poi il bambino cresce, e loro non capiscono più, e vogliono che il bambino, ora adulto, faccia una cosa che non può fare: andare avanti”
      Batman e Robin si sfogano sui criminali ma su chi si sfogherebbero se i criminali finissero? Finirebbero come il grandissimo Batman della prima metà del film: stanco e ubriacone e distratto (e garantito, se non c’era Selina a dargli una rampa positiva verso una nuova vita, diventava the Batman that laughs, e io stavo lì col cazzo in mano in attesa perché un film sul Batman che ride sarebbe APOTEOSI). Joker ha solo scelto di essere meno ipocrita.

    • Anonimo

      Rimani, dunque, con un personaggio interpretato bene ma che non ha un cazzo da dire se non le solite poracciate alla Dragon Ball tipo “voglio conquistare l’universo perché serve il caos per l’equilibrio”. Bella pe’ te

    • Alessandro risponde con rispetto ad Anonimo

      No dai non è così essiccato. Senti, scemo non sei proprio per nulla, si percepisce da come scrivi, quindi mi interessa tantissimo capire cosa intendi, cerca di spiegarmi un po’ meglio il tuo punto di vista.

    • Alucab risponde ad Anonimo ed Alessandro

      Perche’ il punto e’ che se togli una buona interpretazione di Phoenix e i capelli verdi hai il solito film col tizio che poverino e’ malato di mente e la societa’ in fondo e’ cattiva e quindi lui diventa Joker che in fondo non e’ che il riflesso della societa’ cattiva e tutto si tiene

      Il Joker di Ledger somma alla sua grande interpretazione una complessita’ di relazione col suo antagonista che questo film col matto se la scorda, altro che poracciate.

      Questo con chi si relaziona ? Dove stanno i personaggi ? Ci sono altri personaggi ? A m e sembrano non pervenuti.

      E’ il film giusto per i tredicenni che si racconteranno le scene “forti” e per chi di questa roba non mastica e va a vederla solo perche’ sdoganata dalla kultura o perche’ va a a vedersi le nefandezze del matto semigiustificate dal suo passato “di sofferenza”

      Storia : vista
      Personaggi : nulli
      Finale : minkioso

      E della fotografia me ne frega il giusto senza questa roba qui. Altrimetti rimetto la corazzata Potemkin

      Noia, noia e ancora noia.

      Impacchettata di lusso. Ma noia.

      Batman e’ un personaggio (con tutti i limiti di un contesto filmico “di genere” invece che autoriale) infinitamente superiore e piu’ complesso.

      Allego recensione fatto quotidiano di attrice “emozionatissima” per verifica parola per parola

      https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/07/questo-joker-e-figlio-di-una-societa-malata-che-lo-corrode-ed-e-disperatamente-umano/5501866/

    • Alessandro ringrazia Alucab

      Ok. Chiarissimo. Spero che il mio carattere faccia la magia ancora una volta (per motivi misteriosi, il cinema mi piace sempre a meno che non sia proprio brutto)

    • jax

      Alessandro mi sembra che abbia centrato il punto. Soprattutto in relazione alle reazioni dei tredicenni e di chi questa roba non la mastica per niente (che potrà dire finalmente sono andato a vedere un film tratto da un fumetto popolare che non siano i bruttoni cattivoni mainstream film Marvel).

      Idem l’idea che comunque per essere efficace serve una controparte e qui non c’è, non c’è antagonista, non c’è niente a parte Phoenix.

    • Cicciput

      Personalmente, pur concordando col fatto che questo Joker sia un film (e un personaggio) più semplice, più dritto rispetto a quello di Nolan, lo trovo anche decisamente più coerente con se stesso e sicuramente più interessante. Anche in relazione alla sua nemesi (che c’è, è praticamente il resto del mondo).
      Parliamoci chiaro, al di là della figaggine dovuta totalmente alla bravura di Ledger e al suo truccatore, per me il suo Joker è un personaggio del cazzo. Un bombarolo anarchico che predica il caos, ma allo stesso tempo un borghese annoiato che un giorno chissà perché ha deciso di rompere le palle agli altri. Altro che un cane che insegue le macchine, questo è uno che non ha una ceppa da fare e si mette ad architettare piani ingegnosissimi (il caos cit.) basati sulle reazioni altrui che lui prevede con eccezionale precisione (sempre il caos cit.). E non è un folle, tutt’altro, è lucidissimo. Non fa mai ridere e non ride mai (che poi sarebbe la base di un personaggio chiamato Joker che va in giro truccato da clown, ma vabbè… è pur sempre di Nolan che parliamo), è una minaccia solo in quanto detentore di una minima scintilla vitale e di un grammo di intelligenza in un film fatto di personaggi di cartone, tonti come baccalà. Voglio dire, questo lo prendono, lo fanno gonfiare di botte da Batman, e poi lo lasciano lì praticamente incustodito, controllato da una sola guardia in tutto il commissariato, tra l’altro prossima alla pensione e in evidente sovrappeso. E va bene.
      Questo Joker di Phillips, sicuramente più volto a piacere ai critici e a smarcarsi dalle logiche dei cinefumetti, è meno ambizioso a livello di scrittura… e per me il personaggio ne giova. Pesca da due riferimenti molto intelligenti, Re per una notte e Taxi Driver, crea un mix dei due protagonisti, gli dà una malattia mentale che spiega in modo plausibile l’eccesso di risa, e poi dà una spintarella al personaggio, e il film penso si sia scritto quasi da solo, andava solo gestito. E per me Phillips lo gestisce molto dignitosamente.
      Il Joker/Phoenix è uno che quantomeno ha dei motivi più validi della noia per diventare quello che diventa. E il suo fregarsene del contesto in cui si trova, cercare solo una rivalsa personale, suona sicuramente meno idiota del cercare di far trionfare il caos perché il caos è equo (ma dove? Ma chi l’ha detto?). E’ la storia, forse banale, certo, di un matto, un matto dal punto di vista patologico, a cui mettono in mano una pistola, e che si rende conto che forse può farla finita di compiacere gli altri e cercare di essere normale, fa pace con se stesso e decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe di dieci misure più grandi, perché non ha nulla da perdere, ma ha molto da reclamare. E’ più semplice e più egoistico, ma per me funziona meglio.
      Bisogna pure penderli per quello che sono, sti film. Sinceramente mi sono divertito molto di più con questo, che cita e riadatta dell’ottimo materiale di partenza (e mi riferisco a Scorsese, non al fumetto) piegandolo alle esigenze di cassa, piuttosto che col polpettone pretenzioso coi personaggi idioti di Nolan.

    • Mr Reboot

      Applausi

    • sbarabaus

      82 minuti di applausi al post di cicciput

    • Alucab risponde a Cicciput

      @cicciput

      detto che ognuno guarda e si fa piacere quel che vuole cito>

      “E’ la storia, forse banale, certo, di un matto, un matto dal punto di vista patologico, a cui mettono in mano una pistola, e che si rende conto che forse può farla finita di compiacere gli altri e cercare di essere normale, fa pace con se stesso e decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe di dieci misure più grandi, perché non ha nulla da perdere, ma ha molto da reclamare”

      La parola chiave è B-A-N-A-L-E
      Lo dici tu non io.

      Quindi come detto

      storia: banale
      personaggi: non pervenuti
      finale: demenziale/copiato/banale

      aggravante 1: leone d’oro a Venezia
      aggravante 2(terribile): fa di Joker un poveraccio frustrato

      aggiungo che confrontare un prodotto commerciale di genere con un prodotto che vorrebbe essere “alto” è come confrontare mele e cannoli

      I prodotti alti si confrontano con prodotti alti. Quindi se devo fare lo sforzo guardo Taxi Driver o Un borghese piccolo piccolo.

    • Alucab

      e, concludo,

      Joker non ha MAI fatto ridere

      non è vestito da Clown per quello

  8. Samuel paidinfuller

    La mia sintesi da bravo nerd con un passato fumettistico è:

    Joker : cinecomics = the killing joke : comics

    Inteso soprattutto come due opere che da un punto di vista qualitativo e autoriale sono anni luce avanti alla media/mediocrità del resto del panomarama di settore.
    Ma se il paragone si allarga all’universo di riferimento (lettura/cinema), tutte e due, pur restando ottime opere, ne escono un minimo ridemensionate.

    (continua)

    • Samuel paindinfuller

      (segue)

      anche se l’origine del/di joker nelle due opere è quasi agli antipodi.

      la tesi che spinge moore (e il suo joker) è che un qualunque mario rossi può diventare un joker se subisce una dose sufficiente di schiaffi in faccia e calci nelle palle dalla vita.

      la tesi che spinge philips (e hollywood) è che serve aggiungere a schiaffi e calci una sana malattia di partenza.

      la prima sarebbe stata troppo destabilizzante già per i comics (e l’ammeriga) fine 80s (tanto che c’è gordon a smentirla), figurate per l’hollywood (e l’ammeriga) di fine anni 10s.

  9. Ginny

    Regaz, mi spiace ma ‘sta volta a tratti siete stati un po’ superficiali nel recensire. Questo è un film fondamentale per i tempi in cui viviamo, proprio perché parla di cosa succederebbe (e negli USA è già successo più volte) se uno che è stato preso a calci in culo per tutta la vita da una società di merda a un certo punto sbrocca male. Di chi è davvero la colpa? Chi ha davvero premuto il grilletto? Faccio che vi linko direttamente le parole di Michael Moore in merito, chè ha centrato in pieno la questione:
    https://www.facebook.com/24674986856/posts/10156278766436857/

    • Sai che non sono d’accordissimo? Da una parte di film dalla trama simile ne escono di continuo, dall’altra quel tipo di figura nell’attualità ha sfoghi su scala ben più larga di quelli che ci vengono mostrati. Qui Joker la tiene sullo strettamente personale, e il resto sono effetti collaterali fuori dal suo controllo. È proprio una roba tipica anni ‘70 invece.

    • Loki

      Il tentativo di appropriarsi di un film che la stampa i critici e i media di “sinistra” (le virgolette non sono li per caso) hanno cercato di fermare bloccare cancellare in ogni modo.
      Moore non ha detto una parola quando Todd ha protestato per il trattamento che il film stava subendo, non ha detto una parola quando si è parlato di film pericoloso che istigava gli incel e l’emulazione di terroristi stragisti maschi-bianchi-eterosessuali ben sottolineato, nessuna parola quando alla Premiere la stampa-critici è stata tenuta fuori dalla proiezione, nessuna parola quando alle accuse di istigazione all’odio la WB ha dovuto difendere il film.
      Fino ad allora non ho sentito una mezza parola dal sig Moore, solo isteria dei media e critici svegliati che ti spiegavano le buone ragioni per cui questo film reazionario e fascista non andava visto.
      Ma ora, a incassi record arrivati ecco che si questo film va visto e che accidenti, è proprio quello che volevamo dire noi.

    • Calvin Kline

      Ma serio? Ho smesso di frequentare i siti (tranne ogni tanto questo) quindi non ne sapevo nulla, ma quella che descrivi è una roba peggio della rivolta degli arrabbiati con le facce da clown… Film che istiga al terrorismo?????

      Mi interessa invece il primo commento: veramente è diffusa la percezione che il protagonista del film sia uno che sbrocca perché ha preso calci in culo tutta la vita? Lo chiedo perché io ho avuto la netta impressione che quello fosse solo il pretesto sbattuto in faccia allo spettatore…

    • Il Reverendo

      @Loki

      oddio moore non è in cima alla lista delle mie persone più simpatiche, ma può anche essere che non abbia detto una parola.. finchè non ha visto il film.
      la prima cosa che scrive è effettivamente ”ieri sera sono andato a vedere joker”, quindi che glie fregava e che ne sapeva prima di vederlo?

  10. LAnnoScorsoAValVerde

    Piccola premessa: qualche giorno fa, su Twitter, mi ritrovo un’immagine proveniente da un gioco televisivo, dove la parola da indovinare, che era “graphic novel”, era descritta come “il moderno genere narrativo che coniuga il romanzo al fumetto”.

    Una definizione che non sta nè in cielo nè in terra, e che eppure è usata per dare al formato graphic novel un’aura più “alta” e “nobile” rispetto a quella “robetta per plebaglia” che è il fumetto seriale. Che poi è praticamente il nocciolo dell’operazione di marketing dietro Joker: altro che i pigiamini! Questo è il film per adulti con roba per adulti!

    Marketing ulteriormente pompato dalle polemiche oltreoceano e dalle dichiarazioni di Phillips (no Todd, la gente non apprezza Road Trip e i vari Una Notte da Leoni perchè c’è la “dittatura del politicamente corretto”, non li apprezza semplicemente perchè sono film brutti, fattene una ragione)… ma poi dietro che c’è? Io ho visto un film molto solido, con un attore protagonista bravissimo e sicuramente il miglior cinecomic dell’anno. Ma capolavoro non è, perchè come hanno già fatto notare altri si rifiuta di muoversi dai binari stabiliti dai film a cui si ispira. Insomma: Phoenix promosso a pieni voti, Phillips con riserva.

    Ps. il miglior Joker di tutti i tempi rimane Mark Hamill.

    • annadeimiracoli

      Un macigno nello stomaco.
      Ma sia chiaro, in senso positivo.
      Phoenix perfetto, de Niro ottimo, zazie beetz deliziosa.
      Storia scontata, e forse implausibile e sicuramente inutile …ma interessa sul serio sempre la storia in un film?!?

    • Alucab

      Se è un film thailandese”calciabile” sul recupero di una statuetta di elefante no

      Se è un film con ambizioni da “SERIE A” (whatever it means) e va a vincere l’orso a Venezia per me SI

    • Alessandro propone una riflessione ad Alucab

      Aspetta Alucab, credo che Anna volesse dire che la potenza dell’esperienza non è vincolata alla trama. Pensa ai più bei quadri, o le più incredibili statue, o una cosa a tre con la tua fidanzata e una giovincella porcella, o sopravvivere ad un incidente ferroviario. Nessuna di queste cose ha una trama, ma caspita se emozionano. Se “L’Arte imita la Vita”, credo che possa funzionare… ma solo per dire, mi piacciono i tuoi commenti finora, quindi zero intenzioni di mancarti di rispetto.

  11. Tlsk84

    Dire che “Nei fumetti il Joker non ha una origin story ufficiale. Quella che ci va più vicino è The Killing Joke, ma la versione dei fatti di Alan Moore e Brian Bolland non è mai stata considerata canonica” è sbagliato, in quanto proprio in quel capolavoro

    ********* SPOILER************
    ********* SPOILER************
    ********* SPOILER************

    Joker gambizza la figlia di Gordon (Batgirl) che da quel momento in poi passerà la vita sulla sedia a rotelle (diventando Oracle) anche nei fumetti “canonici.

    ********* FINE SPOILER************
    ********* FINE SPOILER************
    ********* FINE SPOILER***********

    Comunque trattasi di filmone, proprio tenuto conto dei tempi in cui viviamo (concordo al 150% con quanto detto da Michael Moore)

    Forse la redazione dei 400calci preferisce le due pellicole del Joel Schumacher che sono innocue e non perdono mai occasione di dire “siamo solo un fumettone, tranquilli, non abbiamo alcuna pretesa intellettuale!!!1!!!1!” ?

    • Lucas Leivatiotispacco

      Ni, perchè mi pare sia lo stesso Joker a dire “oggi me la ricordo così, domani potrei raccontartela in modo diverso”, quindi è più complessa, come è complessa la canonizzazione di TKJ nel mondo Batman (poi, di quale universo che l’hanno riavviato 17 volta da stamattina alle 10?). Perchè, in caso, bisognerebbe prendere in considerazione la teoria del Joker ammazzato da Batman nel finale e non ne usciamo più

    • Tlsk84

      ********* SPOILER************
      ********* SPOILER************
      ********* SPOILER************

      beh però la Gordon è paralizzata in tutti i fumetti da the killing joke in poi, dunque DEVE essere canonico, almeno su quell’aspetto

      sull’origine di joker fatta da alan moore e sul fatto che quest’ultimo lasci intendere che potrebbe essere tutta una sua invenzione, concordo… potrebbe essere una delle mille cazzate che il pagliaccio racconta

      …ma alla fine di the killing joke pensi davvero che batman lo uccida? non sono d’accordo su questa interpretazione

      molti lo pensano ma sarebbe una contraddizione gigantesca col personaggio e col punto del (devastato) commissario gordon che reclama di fermare joker “by the book”

    • LAnnoScorsoAValVerde

      Discorso Barbara Gordon: nei fumetti Babs diventa Oracle non tanto in ossequio a Killing Joke ma come reazione a quest’ultimo: Jon Ostrander, lo sceneggiatore di Suicide Squad, e la moglie, sua editor, non apprezzarono per niente il trattamento riservato al personaggio, che dopo Killing Joke doveva essere “pensionato” (rimane famigerata ancora oggi la risposta che l’editor diede ad Alan Moore quando chiese se poteva renderla paralizzata: “cripple the bitch.”), e Oracle diventa il modo per riportarla alla ribalta.

      Poi nel 2011 dopo il rilancio di New 52 Barbara riacquista l’uso delle gambe e torna a diventare Batgirl.

      Sulla questione “Batman uccide il Joker” anche per me è un no. Per me, più semplicemente lo mette KO per poi riportarlo ad Arkham; poi ci sarebbe anche il particolare delle vignette identiche all’inizio e alla fine, come se la lotta tra i due sia un eterno loop.

    • Lucas Leivatiotispacco

      Non lo onestamente, ma è una teoria durissima a morire, pure Grant Morrison ci crede: https://screenrant.com/the-killing-joke-batman-killed-joker-grant-morrison/

    • Tlsk84

      @ LAnnoScorsoAValVerde
      grazie per le info, adesso ho una idea più chiara di come si contestualizza l’opera

      @ Lucas Leivatiotispacco
      anche io avevo letto questa posizione di Morrison, ma continuo a pensare che se lo avesse davvero ucciso alla fine, non avrebbe molto senso … lo rileggerò stasera con calma, per rivalutare la mia posizione

      Ribadisco gran film secondo me, e lo si vede sin dall’azzeccatissima scelta del trio Cullen/Whigham/Fleshler, grandissimi caratteristi

    • GGJJ

      Io ho letto The Killing Joke parecchi anni fa, e non ho MAI pensato in tutto questo tempo che Batman uccidesse Joker. Anzi, ho sempre dato per scontato che la risata finale insieme presupponesse proprio il riconoscimento anche da parte di Batman del fatto che i due in realtà sono pazzi entrambi e solo per un pochina di forza di volontà in più di Wyane costui sia passato al lato chiaro e l’altro al lato oscuro. Ma sinceramente condivido chi dice che se alla fine ci fosse l’uccisione non avrebbe molto senso tutto il resto

  12. ste

    data l’accoglienza di un certo tipo di pubblico (per intenderci quello che appena tornato a casa posta le frasi “cult” dei film che ha appena visto oppure le opinioni dei sociologi 2.0 di turno sul film pazzeschissimo per come inquadra la società di oggi crudelissima ecc) ho come il presentimento che tra due mesi si saran dimenticati tutti di questo film…costa tanto dire che è una furbata come tante?(qua almeno se è il caso lo dite senza paranoie) anche se magari recitata da Oscar per carità…(mi ricorda qualche anno fa quando uscì “I figli degli uomini”.. film carino che qua e là era stato caricato di una portata che non poteva reggere in quanto mezza cagata finita nel dimenticatoio in meno di un mese). Se il regista di una notte da leoni (commedia carina ma 2 e 3 anche no) vuol fare il jocker autoriale per gli under 25 ben venga basta trattarlo per quel che è…
    p.s. a Scorsese facciamogli una statua che ha ancora la dignità di dire quel che pensa

  13. Ginny

    Certo, non è il primo film a trattare queste tematiche, ma Phillips non ha mai nascosto di essersi ispirato a un certo tipo di cinema, anzi. Diciamo che ha avuto l’abilità di unire l’utile al dilettevole, e che è stato favorito dal nostro momento storico. Un personaggio come Joker si presta benissimo a certe riflessioni in ogni epoca, e credo che sia anche questo ciò che ci affascina di lui ancora oggi.

    • Ginny

      Questa era la mia risposta a quella di Nanni, non so perché mi è venuta postata più giù…

    • annadeimiracoli

      Un macigno nello stomaco.
      Ma sia chiaro, in senso positivo.
      Phoenix perfetto, de Niro ottimo, zazie beetz deliziosa.
      Storia scontata, e forse implausibile e sicuramente inutile …ma interessa sul serio sempre la storia in un film?!?

  14. Calvin Kline

    Film enorme ma che non sa dove deve andare a parare e quindi sceglie la strada che più paracula non si può

    ****SPOILER****
    ci mancava solo la voce del narratore che chiudeva dicendo “e questo, bambini, è come nacque Batman”, anche se qualcuno potrebbe dire che si tratta di un magistrale gioco di specchi per cui ti hanno tenuto 2 ore a guardare un film per andare a sbattere sull’origin story della nemesi del protagonista, che scherzone!
    ****SPOILER****

    A parziale discolpa degli sceneggiatori, arrivato agli ultimi 20′ non avevo una mezza idea di come uscire in maniera “compiuta” da quel bordello di guerriglia urbana.

    Non condivido invece la banalizzazione che Nanni fa del profilo del pazzo pazzerello: già solo il disturbo da cui è affetto (immagino voglia essere metaforone grande come una casa) aggiunge badilate di grottesco al personaggio, per non parlare dell’articolo di 10.000 parole che qualcuno sicuramente pubblicherà su Joker e il rapporto col padre. Occhio anche a non vedere vicinanze dove non esitono: la tesi di Killin Joke era “All it takes is one bad day to reduce the sanest man alive to lunacy. That’s how far the world is from where I am. Just one bad day”. Questo qui è un malato che arriva ad accettare il proprio disturbo mentale “I used to think my life was a tragedy. But now I realize, it’s a comedy”.

    Concordo invece su una cosa, se i premi sono dovuti all’evidente dito medio fatto alle calzamaglie sbrilluccicanti di casa Marvel hanno sbagliato a consegnarli; il film merita in sé, che poi film di miglior fattura passino sotto silenzio credo sia inutile farlo notare, la carica iconica del personaggio giustifica l’attenzione enorme che si è attirato.

    • BADILATE DI SPOILER

      No, solo un cieco lo considererebbe una origin story di Batman. Tu interpreti un momento perché ne conosci la mitologia, ma la parte interessante è che quella scena, nell’economia del film, ti dà unicamente un finale a Thomas Wayne. Del bambino non sei assolutamente tenuto a sapere nulla, non è un personaggio, non servisse proprio fisicamente a fare un aggancio furbo non sarebbe nemmeno lì.
      Su quel passaggio di Joker invece sono d’accordo, la origin story della sua consapevolezza – e della sua risata – è la cosa migliore.

    • Il Reverendo

      beh oddio manco in c’era una volta ad hollywood sei tenuto a conoscere la vera storia degli omicidi della manson family, ma se li conosci tutto assume un altro peso. qua uguale. anche io l’ho letta come un’ottima origin story di joker ma al contempo una origin story di batman coi controcazzi.

    • Mmm, diverso. Là ti dà tutto un altro senso al finale ed è potentissimo, qua è poco più di un easter egg.

    • Hiroshi Kitano

      Molto d’accordo con le vostre impeccabili notazioni, devo dire che mi sarei aspettato di più, pertanto evidenzierò solo quello che non mi è piaciuto:

      SPOILER*SPOILER*SPOILER

      – i dialoghi e l’interazione con l’assistente sociale: speravo in un espediente volto a fare emergere la complessità del personaggio, alla Watchmen, mi è parso un riempitivo strumentale e senza colore;
      – Run Joker, run! Phoenix ha una corsa così iconica che, giustamente, hanno pensato bene di metterla in evidenza, ancora e ancora… e ancora, anche quando non serve (mi riferisco all’ultima fuga, quando la conversione doveva essere già avvenuta);
      – La conversione, appunto, da mite e sommesso pagliaccio, a imprevedibile latore di caos, passando per la impossibilità del riscatto: io l’ho trovato molto incolore;
      – La resa tra ciò che è reale e ciò che è immaginario: e sì che di illustri riferimenti cui attingere, da Shutter Island a Vanilla Sky, ce ne sono;
      – Tutto il dialogo finale: una occasione persa di rendere onore al Villain emblema della follia, sacrificata sull’altare della critica sociale spicciola;
      – La questione Thomas Wayne: è voluta la sensazione di incertezza che si lascia dietro, o sono solo io ad essere rimasto appeso con la sensazione che abbiano tirato via per passare ad altro?
      – La chiusura: ok la retorica del simbolo suo malgrado, ma, seppur visivamente valida, a livello narrativo mi è sembrata piuttosto grossolana.

    • Lucio Pulici

      Sorry Ma, forgot to take the meds

      Falling Down II – The clown

      (tra l’altro di J.Schumacher..una coincidenza?!)

  15. Johnny Cloaca

    Rimanendo in polemica con il CODACONS, molto meglio il Joker/Zingaro di Marinelli in Lo Chiamavano Jeeg Robot.

    • Barone Meshuggah

      Capo, perdonami per il mio cuore tenero ma io ho pure empatizzato col personaggio e la sua sfiga apocalittica. Avendo davanti agli occhi persone disagiate e homeless tutti i giorni, mi ha fatto pena.
      Joaquin Phoenix è gigantesco qui (direi quasi inarrivabile, ma Marinelli in Lo Chiamavano Jeeg Robot D’acciaio é stato altrettanto notevole). Fotografia iconica. Credo sia già un classico.

    • Johnny Cloaca

      Phoenix è mostruoso, si mangia qualsiasi film in cui appare, ma già lo sapevamo.
      Il mio problema è sulla scrittura del suo personaggio: manca del tutto quella follia creativa applicata all’omicidio che fa di un tizio vestito da pagliaccio il Joker. Arthur vuole un pubblico per essere amato e accettato, per quanto contorto ha un movente e una ragione per avercela con il mondo.
      Ma al Joker non è mai servito un movente: nelle sue incarnazioni migliori è emanazione diretta del caos. Una scheggia incontrollabile che avvelena l’acquedotto di Gotham per divertimento, che paralizza una ragazza innocente per burla e che uccide un ragazzino per poter giocare da solo con la sua nemesi.

    • Takeshi Kojak

      “…che paralizza una ragazza innocente per burla…” se ti riferisci a Killing Joke, non era per burla manco per niente!
      Ma, piuttosto, per colpire Batman attraverso Barbara prima (resa paralitica e presunta vittima di stupro ma lasciata in vita per raccontare l’orrore subito) e Gordon poi (cercando di dargli la stura alla pazzia attraverso il vernissage nel Luna Park).
      Credo che in questo Joker ci sia molto più di quanto si creda dell’opera di Moore e Bolland…in pratica hanno realizzato un film utilizzando come “copione” SOLO le pagine di flashback/origine del personaggio.
      Joaquin Phoenix in stato di grazia assoluta…grande, grande attore!!!

    • Alucab

      Grandissimo Marinelli, grande film.

  16. Come sempre, i 400 calci non deludono.
    Personalmente penso che Joker sia un film appena sufficiente retto da un protagonista GIGANTESCO. Fa notizia solo perché c’è scritto Joker sul titolo, altrimenti sarebbe passato non dico inosservato, ma quasi.
    Sono sinceramente stupito da tutto questo can can di gente che si affanna a parlare di capolavoro, quando no, manco per sbaglio.
    Parte alla grande eh, ti tiene incollato per diciamo la prima mezz’ora ma la parte centrale, signora mia, è ai limiti della noia ed il finale è davvero troppo con il freno a mano tirato.
    Soprattutto si percepisce a chiare lettere che fosse un film cui solo dopo gli è stato appiccicato quel personaggio e, ma questa è una mia fisima, ho sinceramente trovato fastidioso il retcon sui Wayne.
    Diciamo che un film da 6 e mezzo, diventa un 8 grazie a Joaquin, davvero un attore di gran razza

  17. Il Reverendo

    Prima dico la mia opinione poi esprimo dei dubbi:
    (CONTIENE SPOILER)

    opinione: sono andato a vederlo con poche aspettative temendo il film visivamente bello ma vuoto, o meglio già detto. dall’ultimo trailer sembrava un remake (inutile) di re per una notte, e il grande capo cobretti mi aveva convinto con la storia che il joker fosse stato appicicato sul film con lo sputo per motivi puramente pubblicitari.
    invece mi ha stupito decisamente in positivo. la prima parte è effettivamente un mischione abbastanza dichiarato tra taxi driver e king of comedy (addirittura nella parte sognata in cui arthur immagina di essere allo show di de niro, de niro gli dice che suo padre era andato a comprare le sigarette e mai più tornato, che era parte proprio del monologo di de niro di re per una notte, quasi a voler intendere che si tratti dello stesso personaggio -o almeno potrebbe esserlo nella mente di fleck-, mentre poi il film ci fa capire che deniro è decisamente il jerry lewis di quel film), ma più va avanti più assume una sua personalità, trovando i suoi punti più guduriosi proprio nell’accennare senza mai mostrare quello che joker sarà, e unendo la storia a doppio mandato con quella della famiglia wayne e facendo sognare quello che sarà il loro rapporto.
    interpretazione di phoenix che vabbè non c’è manco da dirlo. bello bello.
    gotham impazzisce e joker si crea un fanclub di sgherri pronti ad immolarsi per lui. ora esigo di vedere questo joker che si mena con batman, poche balle.

    ora i dubbi:
    sbaglio o sul rapporto tra thomas wayne e la madre di fleck, phillips rimane volutamente ambiguo? è vero che i dati dell’ospedale sullo stato mentale della madre e l’adozione farebbero propendere alla versione di wayne ma è anche vero che wayne ci viene mostrato come particolarmente stronzo e antipatico e non credo sia un caso, che ci sarebbe voluto davvero poco per un uomo potente come lui per far internare la ragazza e liberarsi di ogni possibile parentela con il figlio bastardo, ma poi vediamo anche che la mamma di arthur da giovane era una fregna non indifferente, una fregna con due bellissimi occhi verdi proprio uguali a quelli di phoenix, e anche questo non credo possa essere un caso, e poi c’è quella foto con lei giovane e la dedica firmata TW.. insomma quanto sarebbe figo se batman e joker fossero fratelli? lo yin e lo yang, simili e diversi, il principe e il bastardo

    che poi, ora faranno il batman di pattinson senza origin story. qua abbiamo la scena di origin story di batman e le origini di joker, e io dovrei accettare che quel nuovo batman non se la veda con questo nemico fighissimo e perfetto, ma che il suo nemico sia l’enigmista interpretato da jonah hill? corcazzo vostro onore

    • Nel film viene chiaramente detto che Arthur è stato adottato, quando lui visionare il suo fascicolo, ci sono pure i referti dei medici.
      La cosa dei due fratelli invece è una roba talmente gia vista e talmente abusata che per fortuna il film non ci si sofferma moltissimo e la risolve in relativamente poco tempo

    • Calvin Kline

      No non sbagli, mi pare chiaro che si diverta a lasciare il dubbio. Il problema è che tra il “sarebbe una figata” e “sembrerebbe scritta dagli sceneggiatori di Beautiful” il confine è labile.

      P.S. Ma siamo sicuri che questo Joker c’entri qualcosa col mondo in cui sarà ambientato il Batman di Pattinson (proprio ero che l’avevo rimosso me lo fai ricordare, grazie eh)? Mi pare che la DC abbia abbandonato l’idea di fare i piani quinquennali modello Marvel e deciso semplicemente di sfruttare le licenze DC per fare dei film. Fine.

    • Il Reverendo

      lo so, il film l’ho visto. per quello dicevo che un uomo ricco come wayne, che avrebbe avuto tutto l’interesse a nascondere il fatto di essersi chiavato la cameriera, avrebbe senza alcuna difficoltà potuto farla rinchiudere e falsificare i documenti, anche perchè alla fine sulla questione abbiamo solo tre punti di vista:
      -wayne (ha interesse a mentire)
      -la mamma (ha interesse a mentire)
      -arthur (non ha interesse a mentire ma non sa e non ricorda, ed è pazzo)

      però: perchè il regista dopo averci fatto vedere il foglio dell’adozione ci mostra per la prima volta la madre da giovane e l’attrice scelta ad interpretarla ha gli occhi così curiosamente somiglianti a quelli di phoenix?
      perchè DOPO tutto questo ci viene per la prima volta mostrata la foto di lei da giovane con dedica di wayne?

      non dico che la questione sia chiusa, dico che il regista è volutamente ambiguo.

      il tuo parere sulla questione di essere fratelli invece è tuo e personale, tipo già io non lo condivido per niente, come ho detto troverei la cosa fighissima.

    • Il Reverendo

      @Calvin

      no, in teoria questo joker fa parte di un altro universo ancora rispetto a quello di ben affleck e di pattinson. e todd philips ha detto che non vuole fare sequel.
      è anche vero che la dc non mi pare abbia le idee chiarissime, che crei un cattivo così gustoso e stai creando un nuovo batman e davvero non ti viene in mente la possibilità di unire le due cose?
      e non sarebbe poi la prima volta se il sequel venisse fatto senza l’approvazione del regista del primo film, mi pare.
      phoenix è stato ambiguo sul tornare nei panni del personaggio

  18. Il Reverendo

    ah, aggiungo che secondo me come origin story di joker è meglio questa di the killing joke. io la scena di batman che ride insieme a joker dopo che questi ha appena stuprato e gambizzato barbara e torturato il commissario gordon, ad alan moore non gliela perdono.

    • Samuel paidinfuller

      Aspetta, quella scena È killing joke.
      Quella barzelletta che joker racconta a batman su un pazzo che si offre di aiutare un altro pazzo è il killing joke.
      E batman ride perché la capisce e capisce di essere il pazzo che offre l’aiuto all’altro pazzo.

      E è proprio a quella barzelletta che ho pensato quando SPOILER joker alla fine dice “non la capiresti” mentre assistiamo alle origini di batman.

    • Il Reverendo

      lo so, e capisco anche che il fumetto, giocando sui due piani del flashback e del tempo reale, alla fine faccia un ribaltamento, e chi davvero sta ridendo ed empatizzando con joker non è batman ma siamo noi lettori, ora vicini a lui e vicini alla singola brutta giornata che ci separa dal diventare lui. però c’è anche una verità che è il racconto del fumetto, e lì vediamo proprio batman ridere (forse l’unica volta che ricordo di averlo visto ridere), INSIEME a joker, dopo che joker ha appena fatto una delle cose più brutte che abbia mai fatto a due dei migliori amici di Batman. stimo molto moore ma questa l’ho sempre trovata fuori dal personaggio.

    • Killing Joke

      Nota: Moore ha sempre esplicitamente negato che il Joker abbia usato violenza sessuale su Barbara Gordon

    • Il Reverendo

      visto che me lo sta dicendo direttamente il titolo del fumetto in questione dovrò crederci, anche se avevo sempre inteso diversamente

  19. Il Reverendo

    p.p.s. con spoiler

    ma quel grassone che viene strozzato da joker attraverso il cancello sarebbe alfred? cioè il vecchissimo dei film di burton e schumacher, poi michael caine, poi jeremy irons e ora sto ciccione white trash? scelta discutibile quanto il commissario gordon obeso del batman dell’ ’89

    • Zavits

      Forse è una strizzina d’occhio alla primissima apparizione di Alfred Pennyworth su Detective Comics, più Lino Banfi che un giovane Michael Caine, ecco (il film però non l’ho ancora visto…)

  20. Matthew

    Indubbiamente il film stramerita grazie a Phoenix. Personalmente tra tanti Joker, tanti Batman, tanti Supereroi… si fa confusione. Non lo so mi sembra che il Cinema sia entrato in un loop. Si usano tematiche e personaggi già conosciuti per attirare fan. Togli il titolo Joker e magari incassa la metà… magari no…

  21. Calvin Kline

    ***SPOILER***

    Domanda a voi ragazzi intelligenti: secondo voi l’ultima scena è un flashback di quando Arthur era ricoverato in manicomio? E’ in contemporanea con la storia per cui dobbiamo immaginare che dopo la sua acclamazione sia stato catturato dalla polizia e rinchiuso? E’ l’ennesima allucinazione (le orme insanguinate lo farebbero pensare)?

    • Takeshi Kojak

      Ma guarda, personalmente sono indeciso fra 2 possibili spiegazioni…
      ***DA QUI SPOILER***
      1 – La rivolta è stata sedata e Joker viene rinchiuso ad Arkham, dove durante un colloquio fa fuori la psicologa (fuori campo, le impronte sono rosse del suo sangue) e poi tenta la fuga (lo si vede sullo sfondo).
      2 – Tutto il film è quello che Joker immagina possa accadere una volta uscito da Arkham…ed inizia tutto con l’omicidio della psicologa da cui è a colloquio.

  22. Cristoforo Nolano

    Miglior Joker? Miglior Joker. Miglior attore 2019? Miglior attore 2019. Un film della madonna e uno dei pochi da non perdersi dall’inizio dell’anno, non scherziamo.

  23. Antonio

    Taxy Driver e Re per una notte sono solo specchi per allodole, il vero punto di riferimento di questo film è la seconda parte di Arancia meccanica

  24. Zosimo Rossato

    George, onestamente non ho capito il paragone con Michael Myers. Le motivazioni alla base delle sue azioni sono date dal fatto che è uno psicopatico. Non è sufficiente? Joker de Il cavaliere oscuro agisce per creare il caos, pienamente consapevole di questo. Myers è un elemento perturbante consapevole solo di non essere consapevole di altro al di fuori della pulsione ad ammazzare i giovinetti della comunità idilliaca.

  25. jax

    Gli dò la sufficienza, perchè dietro la patina dorata si nasconde (per me) un film – appunto – sufficiente e che vorrebbe dire cose importanti (alcune lo sono) ma di una banalità devastante nel come sono didascalicamente esposte. Un film molto derivativo ma girato con mano solida. Il tutto con una prestazione attoriale MOSTRUOSA di Phoenix (Oscar prenotato per me, e sarebbero due che regala il personaggio di Joker) che copre tutto e crea quella patina di cui parlavo sopra.

    p.s. quando entra da De Niro in studio e sta qualche secondo in silenzio prima di parlare mi è venuto subito in mente: https://www.youtube.com/watch?v=RRb_3hCa72Y

  26. Barone Meshuggah risponde ad Alessandro

    Nonostante non abbia mai seguito particolarmente i Nightwish, che si siano “ridotti alla manica di falliti senza testicoli che ho sempre saputo sarebbero diventati” fa l’effetto di quelli che dicono dei Metallica “ho sempre detto che si sarebbero commercializzati”. Loro hanno sfornato dischi rimasti dei classici, hanno fatto un pacco di soldi e poi sono invecchiati. Voi fatemi vedere quanti dischi d’oro avete appesi in salotto. Vale per il metal in generale. I grossi nomi sono vecchi e campano con i tour greatest hits, perche’, salvo rari casi, i dischi nuovi non raggiungono i fasti precedenti. E’ fisiologico.
    I Theatres des Vampires hanno fatto dischi bellissimi, quando c’era Fabio Varesi a mettere mano alla musica. Questo piu’ la voce e la presenza scenica della cantante Scarlet li ha portati ad essere una band di culto in tutto il mondo. Poi lui si e’ ritirato e da gothic symphonic metal hanno semplicemente cambiato genere. Ma sono rimasti uno dei nomi piu’ di successo all’estero e in Italia. E adesso Fabio Varesi e’ tornato. Seguendo il tuo discorso, questi nomi hanno lasciato qualcosa che la gente (quindi ad un livello piu’ sottile l’universo?) ricordera’.

    • Alessandro risponde con grande rispetto al Barone Meshuggah

      No, i Metallica sono SEMPRE stati commerciali come suono, ma siccome non lo sono mai stati e mai lo saranno come individui, la loro credibilità resta assoluta.

      Alcune canzoni dei Nightwish mi danno i lucciconi agli occhi nonostante io (pur amando ogni forma di arte e quindi ogni forma di musica, dalla dance alla classica) sono uno da black metal di matrice espressamente satanica (del tipo che se almeno due su quattro membri non sono criminali condannati li chiamo poser).
      Però Tarja è una persona di merda in privato, e mentre gli altri sono sinceramente più amanti dell’arte che del denaro e dall’ego, hanno dentro qualcosa di piagnucolante, se li conosci, un senso di “nostalgia” che non sta bene in un maschio, a meno che non abbia alla base qualcosa di più tormentato e serio, loro invece sono molto i Tiziano Ferro della Finlandia, che per carità, pure lui ha sfornato canzoni da lacrime, però resta Tiziano Ferro.
      Sui Theatres des Vampires, a parte il grado di malignità paragonabile ai Dimmu Borgir (vabbè, non tutti si può essere Leviathan), erano esclusivamente l’emanazione di Alex Nunziati, e quando cantava lui e scriveva lui i testi, si sentiva che sebbene magari non malvagio come umano, di black se ne intendeva, e capperi, se se ne intendeva! Sonya è una gran gnocca e ha una voce bellissima, e sì Moonlight Waltz è spudoratamente il mio album preferito di loro e c’era lei e non lui, perfino uno come me che di base è cresciuto con gli Abruptum di Obscuritatem Advoco Amplectere Me, sa emozionarsi con la title track, che è bellissima. Ma in sé, è solo l’ennesima cantante dell’ennesimo gruppo gothic.

      Nel mondo alternativo, non puoi essere soltanto un artista. Devi essere un terrorista spirituale. Uno che scuote le coscienze. Uno che fa l’effetto che faceva in America Marilyn Manson ai primordi. Devi avere un’oscurità dentro che ti costringe a causare caos, incitare devastazione concreta, mettere in crisi le idee di chi ascolta, scuotere questo cazzo di mondo dal sonno. L’unica cosa che lei fa scuotere è il mio uccello quando mi sego sulle sue foto (scherzo, non lo faccio).
      Mai incontrata di persona e di certo non posso giudicarla come umano, ma come erede di una delle più grosse band black metal italiane, è proprio un disastro, avendola trasformata in un clone fatto peggio dei Nightwish.

      Tu hai scelto un nome mega-significativo: ecco, bisogna prendere quella band e riflettere su quello che propongono a livello sociale/psicologico/caratteriale. La disintegrazione delle illusioni, dentro e fuori dall’Io. Non solo lo condivido, ma ti ammiro per la scelta. Io dico che va anche fatto nella realtà.

      Project Wake Up.
      Joker.
      Black metal militante.
      Quello che vuoi. Ma creare disagio, oscurità, terrore concreto, trasformazione. Se non vuoi farlo con degli scherzi stile primi Futuristi (a cui il Project Wake Up è ispiratissimo) almeno cerca di fare musica che metta paura. Come sound e come credibilità di chi lo produce (leggi, NON Dark Funeral).

      Bada Barone, io ho capito lo spirito del tuo commento, sono io quello che in genere difende le cose dai commenti troppo severi degli altri. Ti apprezzo e ti ammiro. Solo che io sono Joker con l’unica eccezione che non ucciderei mai un umano tolto per legittima difesa. Ma per il resto voglio il caos sociale, e venero la paura, l’orrore, nella vita concreta, non nei testi delle canzoni. Ne ho vista di merda, in vita mia, mi ha fatto capire che sbagliamo a reprimere le nostre parti più oscure, andrebbero esplorate, e non parlo di odio, invidia, bramosia o crudeltà gratuita. Parlo della venerazione della morte. Non come antitesi alla vita, io voglio vivere cazzo, parlo come antitesi al trasformare le magnifiche sorti et progressive (di cui non c’è nulla da vergognarsi) in un’illusione di transumanismo delirante. Le idee che non mutano diventano tumorali e poi nascono le dittature. E quando vogliamo “solo vivere ed essere felici” perdiamo il contatto col memento mori. Io il memento mori lo considero l’antidoto alla prepotenza e assenza di cautela del mondo moderno. Questo è Satana per me. Non il signore dei vizi, ma l’incarnazione della distruzione senza secondi fini, un memento mori cosmico, per non prendere strade superbe, arroganti, goffe, e in definitiva sbagliate. Un gelo che costringe a fermarsi prima di uscire di casa e chiederci se magari non è il caso di vestirci un po’ meno alla moda ma un po’ più coerentemente col freddo che fa.

      Dal momento che l’Arte dovrebbe istruire e nobilitare l’anima, tutta l’Arte secondo me dovrebbe porgerli omaggio, almeno concettualmente. Poi può pure esistere la spensieratezza, quando mi sparo un sigaro guardando la mia compagna e la sua fidanzatina che si inlesbano sono spensierato anche io, ma spensierato è diverso da superficiale. L’Arte può anche essere spensierata. Non tutta l’arte dovrebbe essere satanica. Ma il Metal sì. Ecco perché il gothic mi sta antipatico. Certe gothic sono delle maiale disumane che te la danno in tutte le salse dopo quindici minuti che ci parli e le rispetto per questo (la vita va azzannata), ma la maggior parte sono tanto noiose dentro quanto ridicole fuori. E la loro musica è tutta gorgheggi e assoli e mi confonde e basta. Noto un collegamento inquietante tra assolo italiano e ass-hole inglese. Certi assoli toccano l’anima (qualcuno ha detto Wasted Years degli Iron Maiden o il pezzo in mezzo a Master of Puppets?) ma la vera musica non ne ha bisogno.

      La vera musica è come il Joker: un agente del caos.

    • Hahahaha prima che tu rispondessi il Barone mi stava dicendo “questo che scrive secondo me è Nunziati”, ma poi figurati se Nunziati scrive un lenzuolo tessendo le lodi di Nunziati ma fingendo di non essere Nunziati. Vi immaginereste che ridere? Bella parentesi, in ogni caso.

    • Alessandro è confuso ma risponde a Nanni Cobretti

      Oddio chi è Nunziati? Uffa sono sempre l’ultimo a sapere le cose!!! :-D

      No no sono solo un tizio sensibile, arrabbiato, alla ricerca di una via d’uscita, e sinceramente ossessionato dal Cinema e dalla sua capacità di creare emozioni. La vita stessa esiste per darci opportunità di fare esperienze, provare emozioni, crescere. Il Cinema, seppur non reale quanto la realtà, ci va vicino. Questo è il motivo segreto perché mi piace quasi qualunque film, perfino quelli che qui hanno incontrato giudizi severi. Come nella vita, tutto fa brodo, tutto ha una sua bellezza, un suo perché, perfino se è piccino picciò!
      Comunque non so davvero chi sia questo signore, né uso vari pseudonimi. Sono sempre e solo Alessandro. Anche se mi piacerebbe (ma creerebbe confusione) iniziare a firmarmi Beda il Barman o Ilona Sshorter, o Sylvester Straccione, o Buzz AllDrink, o roba simile.

    • Alessandro CAPISCE (Aletheia!!!)

      Ah oddio QUEL Nunziati!!! Alex, oddio, ora ho capito!!!
      No no, no. Sono un altro Alessandro.

  27. kurofawa

    Gente è il solito banale merdone con metaforone\commentario sociale scritto a caratteri cubitali stavolta con una patina di wannabe autorialità (Todd Philips!?!?!).

    Non indigna nessuno se non le anime pie liberal.

    Non stimola nessuno se non qualche nerd in cerca di legittimazione.

    Un film smunto, che non graffia, non ruggisce, e non lascia niente se non qualche fazza da meme e poco più.

    Joker che da far paura fa pena.

    Minchia che spreco.

    • Samuel paidinfuller

      Comunque ho deciso che il mio nuovo passatempo sarà coniare frasi/battute che potrebbero stare nel diario di (non del) joker.

      Questo è il primo esempio
      “Le mie medicine? Non le prendo da un pAzzo!”

      Chiaramente chi vuole può unirsi, rispondendo a questo commento.

    • Samuel paidinfuller

      Non voleva essere una risposta a kurofawa ma “è inutile piangere sul latte versato, come disse la mamma dopo aver saputo dell’aborto spontaneo”

    • Alessandro muore dalle risate per via di Paidinfuller e scrive nel Diario di Joker

      “Ognuno ammazza il tempo come può. Anch’io ammazzo il tempo. A volte anche le persone. E’ altrettanto divertente”

    • Takeshi Kojak

      “Non vedo l’ora di morire per farmi un sonno!”

    • Samuel paidinfuller

      “Non c’è peggior sordo di quello a cui hai infilato un cacciavite dentro le orecchie!”

    • Takeshi Kojak

      “Dottore, mi sembra che tutti mi trovino repellente. Ma no, brutto schifoso. La tua è solo un’impressione.”

  28. Simone

    POSSIBILI SPOILER
    Concordo su quanto altri hanno già scritto, film non brutto, ma sicuramente non un capolavoro, tutta l’attenzione mediatica l’ha ricevuta grazie al fatto che si tratta di un film su un personaggio di un fumetto (e non uno qualunque) immerso in un atmosfera “seria” e “autoriale”, che non per qualità intrinseche del film. Phoenix perfetto, ok, ma sta cosa tutta americana che per dimostrarsi bravo un attore debba dimagrire e far vedere di essere bravo a fare il paaazzoooo mi ha un po’ stancato.

    Curiosità mia, non trovate strano che nella versione italiana, per le scene in cui sono inquadrate da vicino pagine di diari (compreso il diario del Joker) o appunti, questi siano scritti in italiano (anziché usare sottotitoli come si fa di solito)?

    • Ha fatto uno strano effetto pure a me. Però è carinissima come cosa!

      SPOILER
      Peraltro la primissima volta che capita ho pensato fossero applicati a computer,ma in altre scene (quelle a figura intera, ad esempio quando corregge la scritta con lo spray) vengono messi i sottotitoli , quindi direi che sono proprio microfilmati girati ad hoc.

    • samuel paidinfuller

      qualcuno si ricorda come è tradotta la prima “battuta” che la prima psicologa legge dal diario di arthur

      perchè in VO è un gioco di parole (cents/sense) intraducibile in italiano

  29. dirty harryhausen

    Recensione perfetta di George Rohmer! Perfetta perchè esprime esattamente il mio pensiero ;-)

  30. Cmq la foto iniziale non è Phoenix, ma è il joker della serie TV del 1966, per il resto bell articolo

  31. Toni Randine

    SPOILER A GAGGANELLA

    A me come film non ha convinto. Fosse un film su un pazzo generico probabilmente ne uscirebbe meglio, perchè alcune scene secondo me son belle potenti.

    Però qualcosa mi crea uno strano effetto.
    Premetto che non conosco i fumetti, tutto quel che so deriva dai film, dai cartoni animati di quando ero bambino e da qualcosa che ho letto sulle graphic novel di Moore.

    Dunque: il personaggio di joker mi è sempre arrivato come “un matto di cui non si sa bene il passato. Che fa casino senza voler conseguire un qualche obiettivo particolare ma perchè lo trova divertente ed è fondamentalmente un sadico”

    Ok.

    Qui si apre una finestra su un passato di abusi, su violenze subite dalla società, ci viene mostrata in maniera molto interessante l’origine della risata.

    Ci viene fatto vedere come il mondo cattivo faccia sbroccare anche persone che fondamentalmente non torcerebbero un capello a nessuno.

    Fin qua ci siamo.

    Il problema è che comunque, in joker ho sempre visto delle intenzioni, anche laddove mancavano motivazioni. “VUOLE uccidere batman perchè sì. ”
    “Vuole causare il panico a gotham perchè è divertente.”

    Qui non ci vedo nulla di vagamente simile. Gli omicidi che causano la nascita del movimento, sono completamente casuali. Uccide tre broker fighetti perchè sono loro a prenderlo a calci, la cosa viene caricata di simbologia e fomenta l’odio di classe. Ma se a calci lo avessero preso tre operai (o i ragazzini della scena di apertura), lui avrebbe sparato lo stesso. In quel momento stava sparando a tre stronzi, non a tre simboli.

    L’ho sempre percepito come un pazzo che si circonda di altri pazzi e reietti per propria scelta, qui invece si trova eletto a simbolo mentre sta fondamentalmente facendosi i fatti propri. Questa cosa secondo me toglie molta potenza e carisma al personaggio.

    • Samuel paidinfuller

      cmq per me si sottovaluta che nell’arco del film c’è un evoluzione nella follia di Joker/Joakim.

      la chiave è la frase “credevo che la mia vita fosse una tragedia, adesso ho capito che è una commedia”, che segna l’inizio di joker come pura follia.

      certo rimangono un paio di sassolini che arthur si vuole togliere (la mamma e De Niro) ma la raccolta degli applausi sulla macchina della polizia mentre si fa il sorriso con il suo stesso sangue e l’ultimo omicidio, quello della psichiatra, con fuga modello Le Comiche con pozzetto e villaggio, quelli sono l’inizio del joker in purezza.

    • Toni Randine

      Assolutamente sì! Ma il movimento nasce suo malgrado e non grazie a lui, questa cosa dell’uomo a cui appiopparono la santità funziona meglio con padre maronno che con joker

  32. Cicciput

    Appena uscito dalla sala (completamente piena, evento rarissimo per me).
    A me è piaciuto un botto. Sì, magari alla voce “motivazioni del personaggio” è banalotto, indubbiamente. Controbilancia col discorso interessante sulla reazione delle masse, sul sentimento dei poveracci, di quelli presi a calci dalla vita. Sì, c’è dello Scorsese, cosa che non fa mai male ad un film. È un film che si prende maledettamente sul serio, ma che allo stesso tempo ridà al Joker quello che Nolan gli aveva tolto, ossia le barzellette e un motivo per vestirsi da clown. Ammetto che come impostazione generale continuo a preferire Burton / Nicholson, ma se mi devi dare un Joker “realistico” (Nolan vaffanculo) ecco questo Phillips / Phoenix per quanto mi riguarda si mangia a colazione Nolan / Ledger, pace all’anima sua. Altro livello proprio.
    Apprezzabilissimo il modo di girare le scene di violenza, ormai è quasi straniante, in un blockbuster, rendersi conto che a pugno segue ematoma e a proiettile segue sangue. Non si glissa sulla violenza e anche questo è un bene.
    E sì, è un one man show di Phoenix con un simpatico cameo di De Niro, ma cazzo quanto è bravo. E bravo anche Phillips a mio parere, il film è quadrato, dura il giusto, ha pochi fronzoli, e il regista si limita a mostrare quello che deve senza eccedere in virtuosismi.
    Nulla di epocale, ma è un gran bel film, facilone forse, banalotto può essere, un po’ paraculo decisamente, ma alla fine della fiera è un gran film.
    Nota di demerito: tradurre in italiano le scritte su quaderno e bigliettini può funzionare nei cartoni Pixar per non confondere i seienni, ma in questo film onestamente è un filo ridicolo.

  33. ste

    dopo averlo visto confermo che il chiacchiericcio fuffoso di contorno é servito solo a chi lo produce (giornalistoidi, intellettualoidi, gente che non ha mai visto un film senza l’approvazione del partito ecc) ma non è servito al film che preso come opera a sé merita molto per immagini suoni musiche e ovviamente attore…per il resto appunto fuffa …e grande furbata quella di prendere un personaggio trito e ritrito (quanti anni ha il jocker? é meno ridicolo di Superman e Batman? é più attuale? non penso ma vabbè ..) per elevarlo a simbolo di ? di cosa non si sa perché con la scusa dell’aggancio obbligatorio al mondo fumettistico si perde il filo del film…si fosse chiamato che ne so “Il mimo” l’avrebbero visto e se ne sarebbe parlato la metà ..ma non c’è niente di male a voler essere alternativi nel modo più conformista possibile.

  34. Vincenzo E. Rossi

    Guarda che le scapole ce l’ha davvero così storte e incurvate Joaquin.. poverello, però almeno in questo caso gli sono servite!

  35. Rocky Escobar

    Visto ieri, non è che abbia molto da dire: Phoenix incredibile (è il Joker più Joker che si sia mai visto, fosse anche solo per quella magrezza “malata”), una fotografia spettacolare, colonna sonora azzeccatissima (perchè quasi nessuno parla mai delle colonne sonore al giorno d’oggi ? ) ed è perfino più collegato a Batman di quanto mi aspettassi (dalle premesse pensavo a stento avrebbero messo 1 volta la “parola” Wayne)

    SPOILER

    la scena in cui i 2 ex colleghi lo vanno a trovare è stata semplicemente fantastica, al contempo comica e inquietante

    • Veloce Comparsata

      Si, infatti…scusate se mi intrometto, sono un vecchio fancalcista…ma perchè nessuno ha ancora tributato alla scena del nano gli onori che si merita? Per me l’unico momento in cui veramente il film si eleva (no pun). Grazie Leigh Gill. Tra l’altro, finalmente un nano trattato come si deve (The Rover ancora mi tormenta)…Tanta gentilezza finalmente ricompensata. You only (mid)get what you give.

  36. Mr reboot

    Applausi

  37. Christopher L'Onan

    Un film normale, con un personaggio interpretato molto bene amato dalla ggente, pompato di fuffa all’inverosimile fino a osannarlo come capolavoro e ricoprirlo di premi e nomination.
    Praticamente un Bohemian Rhapsody di menare.

  38. Anonimo

    Secondo me, è un Joker qualunque, fenomenale. Per tutto il resto, c’è Jack Nicholson.

  39. Topo Scatenato

    Io penso che sia un gran bel film e che Joaquin Phoenix sia semplicemente monumentale Film molto compatto, duro,violento,direi molto new Hollywood anni ’70.Giustamente vengono citati Taxi Driver e Re per una notte (il personaggio di De Niro cita molto quello di Jerry Lewis nel film di Scorsese,Gotham cita la New York di Taxi Driver),ma io ci ho visto anche Il Braccio violento della legge in una scena in particolare.
    Giusto il divieto.
    Grande cinema.Oscar prenotato per Phoenix che recita con tutto : testa e corpo.Il suo è un Joker perfetto in ogni sfaccettatura.
    Forse è il più bel film che ho visto nel 2019

  40. Carlito Brigante detto Charlie

    sul film penso abbiano detto tutto benissimo e con completezza i recensori. Io aggiungo solo che vivo il cinema e i film ragionandolo sulle emozioni che sanno lasciarmi nel tempo, fosse anche solo con un’espressione, una battuta o una singola scena. Sono tanti i film (e gli attori e registi) che mi hanno conquistato irrimediabilmente seguendo questa logica, e le scene del ballo di Phoenix ormai diventato joker su quelle scale che sono il simbolo di una vita in salita e della preparazione di Arthur non ancora joker all’invitata al Murray show valgono da sole tutto il film e sono già storia del cinema e della recitazione. Inoltre questo Joker è un film pieno di citazioni che io personalmente ho parecchio gradito. Promosso a pieni voti, anche se non lo rivedrò penso mai più, data la qualità del dramma che rappresenta e la profondità di indagine psicologica che ti fanno stare in totale apnea per due ore secche. Senza luce, senza speranza, ma grandioso Phoenix.

  41. IoMeMedesimo

    Ho visto il film Giovedì, ma mi ci é voluto un po’ per ragionarci su.
    Tanto per cominciare, é indubbio che sia un buon film, con una trama solida, un protagonista a cui il regista non fa molte concessioni interpretato in maniera magistrale.
    Eppure mi sarebbe da dire che mi sono annoiato guardandolo.
    Salvo per il fatto che non é così.
    Non ho mai staccato gli occhi dallo schermo e al contrario di altri film, se qualcuno si fosse messo a parlare in sala m’avrebbe dato fastidio.
    La sensazione giusta era qualcosa di rivisto.
    Una collezione di titoli dei giornali da oltre la sesta pagina, in cui trovano posto tutte quelle piccole tragedie individuali non meritevoli d’essere chiamate “emergenze” da chi vive di sovvenzioni statali e regionali e magare di qualche invito strappalacrime e indignato in televisione.
    Tutte quelle fatalità quotidiane su cui più di tanto non si macinano voti e al massimo c’é solo da spenderci soldi.
    Ma non solo.
    Io questo film lo avevo proprio già visto, e per chiarezza, non mi stò riferendo a quei film che vogliono raccontare la nascita di qualche “mostro” attraverso le angherie subite.
    Specie perché a differenza di altre pellicole, qui il personaggio di Arthur non ha scuse.
    Ogni volta che compie un atto contro la legge, nessuno pensa per un momento di stare dalla sua parte o di mettersi nei suoi panni.
    E forse qui stà la chiave di lettura più sensata, scevra da teorie di gente che vive sulle reti sociali: nessuno vuole vestire i panni di Arthur, neanche quando lui prova con tutte le sue forze, nonostante sia costantemente respinto, a vivere come gli altri, a seguire le regole.
    Lui si deve arrangiare in una società che se ne frega dei suoi problemi, anche quando, a differenza di molti che si rinchiudono nella solitudine finché non scoppiano, lui prova per davvero a chiedere aiuto per essere come chiunque altro.
    E la stessa cosa vale anche per la protesta dei pagliacci, lui lo dice chiaramente: non c’é niente di politico in quello che fà, tutto é strettamente personale.
    Io ho già visto questo film molte volte: Fantozzi.
    Togli la comicità, il grottesco, il paradossale, riporta tutto sul piano dello strettamente plausibile e poi dai ad un uomo con le capacità sotto la media per cui il traguardo più grande é la mediocrità, non sempre raggiunta, una pistola.
    Arthur é Ugo Fantozzi, e no, non é una battuta.

    • Takeshi Kojak

      Sai che ti dico?…..c’hai ragione!!!

    • ste

      su certi aspetti ok però ecco di Fantozzi nn si sa nulla se non la sua vita attuale mediocre vessata ecc…di questo invece si sa (con dubbi vari) da dove viene perché é così e anche cosa vuol o vorrebbe fare
      (é folle ma prevedibile perché si sfoga nella violenza e non é che sia ste grande novità…mentre Fantozzi resiste combatte e a suo modo vince e perde a fasi alterne…non ha superpoteri ma se la gioca come tutti noi perché non ha niente di sbagliato a parte essere un po’ sfigato ) … c’è quindi un dubbio su quanto sia la malattia e quanto sia la societá ad aver dato la spinta decisiva alla sua trasformazione….mentre il povero Ugo é sicuramente un mediocre come tanti e grazie a lui si critica impietosamente tutta la società che gli gira attorno..e non si salva nessuno…Fantozzi molto più crudele ( e innovativo) quindi ma manca la problematica della follia e della paranoia che caratterizza il jocker…e che rende questo film anche poco originale (seppur notevole per mille motivi)

    • IoMeMedesimo

      Ritengo che il fatto che Arthur sia malato del tutto secondario.
      Proprio perché il film non é assolutamente apologetico.
      Non é tanto la sua situazione il problema, quanto come non riesca a trovare nessuno a concedergli cinque minuti di tempo per iutarlo a vivere come chiunque altro.
      La critica alla società c’é eccome, ed é molto più esplicita che in Fantozzi.
      L’ha mai ascoltato la psicologa dei servizi sociali?
      S’é mai preso le sue responsabilità l’amico che gli dà il ferro?
      In televisione é invitato per le sue qualità o perché é l’ennesimo caso umano su cui speculare?

    • ste

      Mah non sono del tutto convinto (ce ne faremo una ragione dirai…giustamente)…Fantozzi ha ovviamente anche una finalità comica che questo non ha ma ha anche una dose di cinismo inarrivabile ..qua è tutto spiattellato spiegato ..manca appena il cartello con scritto guardate che questo diventa il jocker…e si perde proprio sul più bello…quando va in tv…quando scatta la rivolta… ecc….non c’è un dialogo decente…
      Non c’è nessun approfondimento niente di niente (è adottato? chisenefrega..è malato? chisenefrega ammazza delle persone? chisenefrega) perchè bisognava anche attaccare il pippone su batman e fare 6 scene dove lui è mezzo nudo al posto delle 2 o 3 che si era capito dai su…
      sul fatto poi che la sua dose di follia genetica o inculcata (è stato abusato e picchiato da bambino…non so sta cosa non la vedrei come normalissima) non sia influente insomma…semplicemente chi gli gira attorno vive la sua vita come tutti ed è lui a non adeguarsi perchè non in grado (perchè scemo, matto, depresso…quanto boh non ce lo dicono)in Fantozzi non c’è un comportamento normale da parte di nessuno che sia Direttore Generale megagalattico o impiegato di infimo livello…son tutti stronzi a loro modo…qua uno gli presta la pistola e lui come prima mossa la porta all’ospedale dei bambini…veramente?
      ammazzare la gente poi è la classica risposta della gente calpestata dalla vita? insomma…bello ma un po’ banale (per me e assolutamente per me, poi ognuno può pensarla come vuole) In ogni caso mi è piaciuto e ripeto, se non ci fosse stata la parte su Batman sarebbe stato meglio

  42. Peter Parkour

    Cinecomic purissimo, 100%, di grande qualità e di gran classe. Sfida i film del MCU sul piano (squisitamente ludico!) del metafumetto e del metacinema e li sorpassa a sinistra.
    E (gran) parte della sua riuscita in merito sta nella sua natura: questo non è un film d’autore. E’ una trollata di proporzioni bibliche. Lo stesso Leone d’Oro è ‘meta’, è il Joker stesso che esce dal fumetto / dal film e si impossessa sghignazzante della realtà. E’ il messaggio ultimo che sta dietro al film che diventa più vero del vero, ma ripeto, la natura di questo film è completamente, totalmente, goduriosamente ludica. Joker non è un capolavoro perché è un film d’autore. Joker è un capolavoro perché nel 2019 in cui i cinecomic Marvel hanno portato il mondo dei fumetti in realtà aumentata sfondando la quarta parete, questi arrivano e ci fanno fare il percorso inverso.

    Cito Quantum dalla rece di Endgame:

    “Mostrando persino più coraggio della sua controparte cartacea, la Marvel cinematografica ha smesso da anni di cercare di compiacere lo spettatore casuale o quello con poca memoria, di sforzarsi di essere accessibile a tutti: per quanto estremamente inclusiva e facile da approcciare, quello che offre ora è uno spettacolo per soli soci, dove Endgame è il premio fedeltà per chi ha raccolto tutti i punti.”

    Ecco, volendo continuare il paragone, Joker è un club esclusivo dove si entra solo se si ha la parola d’ordine, è il sogno bagnato di ogni buon lettore di pigiami. Ti ci diverti e te lo godi solo in base a quanto sia profonda la tua conoscenza dei fumetti, del mondo di Batman, e in buona analisi del personaggio stesso.

  43. Peter Parkour

    * “ti ci diverti e te lo godi davvero”, intendo. Perché a livello (come dicono quelli che hanno studiato) semiologico è a conti fatti un gioco, un cazzo di grande gioco a più livelli.

    E solo una parte di pubblico arriva al livello finale.
    Solo una parte del pubblico arriva a ‘capire la barzelletta’, e non sono certamente i giurati di Venezia e questo penso che silenziosamente chi ha costruito il film lo sappia BENISSIMO.

    • Sono d’accordo! E che rimanga un segreto per pochi eletti. Hai fatto bene a non spiegare niente e a non dire la parola d’ordine. Chi ha orecchie per intendere intenda. Andiamo in giro a bullarci di sapere, ma guai a lasciare anche solo intuire di cosa stiamo parlando. Viviamo la vita una prolungata e insistita strizzata d’occhio alla volta.

    • ste

      mi sa che l’han capito solo lui e il regista allora…che privilegiati

    • Alessandro propone una riflessione a Peter Parkour, il Boss Cobretti, e Ste

      Io personalmente credo che le cose multistrato siano come una montagna. Questa è anche l’idea che mi sono fatto con una vita intera spesa nell’Occulto.
      C’è la base, dove puoi pescare le carpe e cacciare uccelli e passeggiare col cane o col partner.
      C’è l’altopiano collinoso, perfetto per i picnic o i photobook porno di alta levatura.
      Poi c’è la parte rocciosa, dove trovi le trote e i funghi.
      E infine, la vetta, per chi ha un qualunque motivo di andarci.
      Ma se anche oggi ti fermi alla collina, la montagna resta lì per te anche domani. Ma ogni parte di essa, compresa la collina dove ti sei fermato, esiste solo grazie al fatto che esiste una vetta che fa di quel luogo una montagna. Senza di essa, sarebbe stata solo una collina. Niente di male, tu volevi la collina: ma una “solo-collina” fa in fretta a diventare un residence per vecchi ricchi, o un parcheggio. Ci vuole la montagna per scoraggiare l’abuso, ci vuole la vetta per tenere lontano i vandali della mediocrità, un picco che renda quella collina una montagna, e protegga la sua “porzione-collina” da quello che le sarebbe successo se fosse stata “solo-collina”, garantendo quindi che la collina che vuoi sia come la vuoi, cioè una collina e non un parcheggio.

      Applicandolo al cinema, io credo sinceramente che un film multistrato non voglia essere un’offesa o una mossa politica di arroganza, ma solo una matrioska, che è divertente proprio perché lo è, sennò sarebbe solo un bussolotto di legno a forma di fagiolo e dipinto male.

    • ste

      per carità nulla in contrario alla tua visione ma…dove questo film sarebbe una montagna? o anche solo una collinetta?

    • Alessandro fa coming out con Ste

      Punto primo (l’ego è il nemico di ogni uomo ed è sempre meglio venir smerdati che arrampicarsi sugli specchi) io non l’ho ancora visto, ma persone di cui mi fido molto, che vivono il cinema come me (cioè come il cugino sano di Matrix, una finzione reale quanto la realtà ma in senso buono, utile ad esperienziarne di più di quanto potremmo fare se la vita si limitasse alla nostra quotidianità, senza Arte) me ne hanno parlato benissimo, definendolo un film dove l’apparente trascuratezza del mondo attorno a Joaquin (il film è tutto concentrato su di lui) non emana trascuratezza ma ZOOM, se capisci cosa intendo.
      Se togli un muro da un muro hai il niente, ma se togli un sacco di mattoni ma più o meno si vede che è ancora un muro, hai ancora un muro. Questo film, mi hanno detto, aveva fretta di raccontare la storia di JoaKer, e l’ha fatto di gran carriera, è scabro ma non scarno, grezzo ma non rozzo. Non l’ho visto e lo ammetto: ma mi fido di queste persone, insieme abbiamo visto qualcosa come un paio di migliaia di film. E ad essere sincero, se il film è come lo descrivono, posso vederlo nella mia mente, e sarebbe coerentissimo sia con i complimenti che con le critiche che ha ricevuto.
      Non vedo l’ora di vederlo, ho un certo “hype” solenne e silenzioso ma ardente al pensiero di poterlo guardare.

    • ste

      guarda a me il film é anche piaciuto molto per mille motivi…(suoni immagini musiche ambientazioni i pagliacci ecc) ma…ma non andrei oltre nel misurare la profondità di un film il cui titolo è Jocker e in cui la vita del protagonista é un collage di film cult già visti…quale messaggio oltre a “venite a vedere la storia del jocker che poi non è il jocker che pensate ma solo uno con quel nome” ci sarebbe?
      per il resto é un bel film? si
      ha una profondità superiore ai pigiami ? forse ma non troppo
      può ambire al livello di vestaglia dai…oltre non so

    • Alessandro ha capito ciò che intende Ste

      Ne terrò seriamente in considerazione per sgamare eventuali segrete borie da regista/produttore/distributore. Ma credo di aver capito. Diciamo che per me Joker è oro colato quindi c’è l’emozione… aspetterò di vederlo. Grazie!!!

  44. David Kronenbourg

    Visto l’altra sera in lingua originale, per me troppo lungo, a parte un immenso Phoenix, la cosa che mi ha inquietato di più è la dentiera nuova di De Niro, non riesco a togliermela dalla testa, gli hanno fatto un lavoro demmerda come pochi.

  45. David Kronenbourg

    dimenticavo:

    ad ogni modo Todd Phillips sempre nel mio cuore per aver diretto “Hated”.

  46. Peter Parkour

    @Alessandro
    Esatto, è una matrioska divertentissima.

    @ Ste
    Non ha ‘una profondità superiore ai pigiami’: è il Pigiama Definitivo.
    Come film in sé gli han fatto un perfetto ultimo prezzo il Capo e George, è un bel noir e punto.
    E’ tutto il giochino che ci sta dietro a essere orchestrato in maniera magistrale. E’ in quello che è un capolavoro, di divertimento intendo. E’ più parente della roba alla Inception o alla Bandersnatch che non dei film d’essai.

    Non lo reputo superiore ai cineMarvel (che per me sono una droga come il corrispettivo cartaceo) perché abbia (o finga di avere) qualche (ruffiana) pretesa culturale. Lo reputo superiore perché gioca ESATTAMENTE con il loro stesso linguaggio, anche se non sembra, e lo fa MEGLIO.

    @ Capo @Ste @ Tutti
    Nessuna bullata cultural – citazionista, fidati. Non qui, perlomeno, non a casa tua. Sto solo mettendo in ordine le idee perché è roba lunga da scrivere, e poi spiego la mia per filo e per segno (oh, ovviamente sempre se a qualcuno interessa e premesso che ‘la mia’ non è Vangelo, anzi)

    • ste

      ma son anche d’accordo con te…infatti come dici tu una volta che lo chiami Jocker per quello lo devi considerare…non mi garba invece il contorno che secondo me è stato solo in parte voluto ma molto cavalcato (eh vabbè siamo nel 2019 tutto si diffonde più velocemente…solo che ci si basa ancora su roba vecchia vecchissima…mah)… non c’entra niente ma a me ha ricordato un film tipo the weather man …dove Nicolas Cage si immagina una parata in suo onore nel momento in cui supera i suoi mille problemi con moglie figli padre ecc…un film niente di che ma che rivisto oggi vale 2 jocker (e Nicolas Cage sarebbe un gran jocker). detto ciò basta non scrivo più su sto film che é pure bello

    • @ste: sinceramente, mi fa male agli occhi leggere tutti quei “Jocker”. Togli quella “c”. Ci guadagni anche il 20% in velocità.

    • ste

      ah ah chiedo perdono e pietá !

    • Alessandro cita Joker

      “Ho fatto un sogno, una volta. Il mondo in rovina… Una coltre nera cancellava il Sole, e l’oscurità era come viva per gli strilli d’angoscia e dolore di tutta l’Umanità… E all’improvviso… un luce si accese… un piccola candela prese vita e tremolò… un simbolo di speranza per miliardi di persone. Una singola, microscopica candela, che scintillava contro le orride tenebre…

      …scoppiai a ridere, e ci soffiai sopra”

      Joker, da “Shadow of the Bat #37”

      Ora scusate, ma con un personaggio così, l’avrei amato un film su di lui perfino se vendeva gelati per due ore e cinquanta minuti. Quindi forse sono un po’ di parte :-)

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