Del resto ha vinto un film che pare il prequel di Speed in versione appena un po’ più seria. E questo lo dico in senso che più positivo non si può. Perché The Hurt Locker è un film d’azione duro e puro, e se qualcuno attratto dai sei Oscar (sei! compresi un paio di tecnici soffiati ad Avatar! e quello assurdo alla sceneggiatura!) se lo guarda e rimane deluso perché il dramma morale della guerra è appena accennato, e quei pochi accenni sono proprio le parti più deboli, commette lo stesso errore di chi l’ha snobbato a Venezia facendo in modo che nessuno in Italia se lo cagasse. E dire che da noi, per una volta, era uscito con quasi un anno di anticipo rispetto a chiunque altro. E insomma, più che l’emozione per il primo Oscar a un donnuomo, un donnuomo che ha già avuto modo di regalarmi alcuni dei miei film preferiti di tutti i tempi, sono contento per il film in sè. The Hurt Locker è uno di noi.
Poi volendo, a proposito di Speed, si può commentare anche il tardivo Oscar riparatore vinto da Sandrona Bullock.
Dunque.
[si mette comodo sulla poltrona in pelle e si schiarisce con un colpo di tosse]
Una volta c’erano quei film che oggi per convenzione arbitraria vengono definiti “trash”.
Avevano titoli assurdi e sensazionalistici.
Avevano locandine che ogni volta ti promettevano la cosa più sconvolgente che tu avessi mai visto in vita tua.
E puntualmente te la mettevano nel culo.
Erano fatti malissimo: vuoi per pochi soldi, per poco mestiere, per poco tempo.
Mica lo facevano apposta, eh? Era solo questione di mettere in ordine una serie di priorità pratiche. Ci scappavano ovviamente svarioni grossolani, ma sempre e soltanto con lo spirito di chi sperava che non si notassero.
E alla gente infondo piacevano per quello che riuscivano a offrire.
Leggevano il titolo “Il mostro del pianeta perduto” e pensavano “Speriamo che il pianeta sia figo e il mostro non si veda solo negli ultimi tre minuti”.
Leggevano il titolo “Rivelazioni di un’evasa dal carcere femminile” e pensavano “Speriamo si vedano delle tette, qualche lesbicata, e un bel catfight”. Poi il mostro si vedeva davvero negli ultimi tre minuti ed era un pirla con la maschera di gomma, e il “pianeta” era quel tratto di terreno incolto e vegetazione selvaggia vicino alla ferrovia a Soliera nei cui cespugli una volta tuo cugino aveva nascosto un giornaletto porno (si vede anche di sfuggita il cartello “Cavezzo 12″).
Poi di tette se ne vedevano appena un paio, il massimo della lesbicata erano due che si sfioravano le spalle con occhi pieni di desiderio represso, e il catfight consisteva in altre due che si sdraiavano l’una sull’altra con le mani nei capelli come se si fossero urtate e impigliate senza volere, e durava diciotto secondi netti di cui dodici spesi a inquadrare le altre carcerate che facevano il tifo.
A volte invece andava grassa: il mostro era povero ma dignitoso e riuscivano a inquadrarlo più di una volta, c’era un intero dialogo ambientato nelle docce comuni, e le rissaiole dopo essersi rotolate per un po’ cascavano casualmente in una pozza di fango. A volte semplicemente, in attesa di quei tre minuti finali, il film azzeccava per caso un personaggio simpatico o due, e il tempo scorreva via piacevole. È come quando vai a comprare del fumo: lo sai che non è roba esattamente salutare e nutriente, e non te ne frega un cazzo, perché tu vuoi solo sballarti per un paio d’ore. A volte te lo vendono buono, a volte scadente, e a volte ti rifilano un tocco di liquerizia o un tronchetto di legno e scappano. Col tempo impari a tenerti uno o due spacciatori di fiducia: nessuno è una garanzia, ma con un po’ di pazienza si vive bene lo stesso.
Da bambino ne avevo uno di gomma uguale e ci giocavo sempre in spiaggia
Poi è arrivata (zan zan zaaaan…) l’era moderna, e con essa quelli che hanno inventato il termine “trash”. Continua a leggere »
È inutile che vi spiego che noi dei 400 Calci facciamo gli snob e i superiori nei confronti dei Premi Oscar 2010 (per chi non lo sapesse: sono come i Sylvester, ma per film mediamente più brutti).
Ma esattamente come l’anno scorso per Mickey Rourke in The Wrestler, anche a questo turno ci sentiamo comunque di sostenere almeno un candidato.
E quel candidato è il signor Jeremy Renner.
Che cos’è il Sylvester, vi starete chiedendo? È una questione molto semplice. Hollywood assegna gli Oscar. I 400 Calci assegna i Sylvester. Questo non ha nulla a che vedere con il fatto che una volta Sylvester ha interpretato Oscar. O forse sì.
LO SPIEGONE
Ci sono arrivate centine e decinaia di email con il seguente dilemma: “Perché non fate una classifica dei film più belli del 2009? Perché se io non leggo classifiche poi non so ragionare, non so più chi sono e finisco per confondermi e noleggiare i film di Federico Moccia”.
La risposta è: che vi serva di lezione. Ma soprattutto, noi dei 400 Calci pensiamo che assegnare premi sia una soluzione molto più glam e divertente. Per cui, questo faremo. I Sylvester, ragazzi, rendetevi conto! Chi non ha mai sognato di vincere un Sylvester??
IL REGOLAMENTO
I Sylvester 2010, come impone la logica, si assegnano ai film usciti nell’anno 2009.
Cosa si intende esattamente per “film usciti nell’anno 2009″?
Siamo nel nuovo millennio, era della globalizzazione globale, i canonici confini geografico-distributivi sono stati sfondati e – grazie anche alla rivoluzionaria invenzione dei sottotitoli – tutto è raggiungibile e fruibile all’istante. La Ryan Air non costa un cazzo, i dvd ordinati da Play.com nemmeno, ci sono i festival… e perché no, c’è anche quella ristretta percentuale di coraggiosi ribelli che sfidano le autorità procurandosi opere audiovisive senza acquisirne legalmente i diritti di copyright, tramite ipertecnologici mezzi clandestini che si comprano nel mercato nero dei vicoli bui di Taiwan in microdisk nascosti dentro scatole di cartone foderate con eroina al posto del polistirolo, e solo se conosci la stretta di mano segreta. O così almeno mi ha spiegato mio cugino di 13 anni (Daltanious Cobretti).
Un extraterrestre corrompe un minorenne insegnandogli a scaricare "Ninja" con Scott Adkins tramite avanzata tecnologia aliena
In poche parole: vale tutto. Si va a braccio. Che sia uscito o meno in Italia, prima o dopo. Vale tutto, tranne i film talmente inutili che non ci siamo nemmeno degnati di parlarne. Per il resto, parola d’ordine: NO CONFUSIONE. Non me ne frega un cazzo. Non voglio passare le giornate a spulciare e mettere in discussione IMDb per voi. Chill, bro.
LA VOSTRA MISSIONE
Votate, votate, votate.
Avete tempo fino alle ore 23.59 di martedì 19 gennaio.
I premi verranno consegnati il giorno mercoledì 20 gennaio, in fortunata coincidenza con il primo glorioso compleanno del noto sito web I 400 Calci (questo), in una lussuosa cerimonia dal vivo alla quale saranno presenti di persona tutti i personaggi nominati ma voi non potete venire.
LE NOMINATIONS Abbiamo cercato a tutti i costi di infilare più categorie che ai Macchianera Blog Awards. Non so se ci siamo riusciti. Sono 24 (ventiquattro).
Per votare dovete cliccare nel pallino bianco di fianco alla cosa che volete votare e poi cliccare dove c’è scritto “VOTA” (a dirlo sembra complesso, ma ce la dovreste fare).
Eccole: Continua a leggere »
Che venga messo a verbale che Nanni Cobretti ha una passione insana per i Cheap Trick.
Per cui, appena ha saputo che i suoi eroi avevano contribuito con un pezzo alla colonna sonora di Transformers: Revenge of the Fallen, è svenuto.
E oggi i ragazzi hanno postato personalmente il pezzo in questione su Youtube.
Eccolo:
Inutile dire che la gara per l’Oscar come Miglior Canzone 2010 è ufficialmente conclusa.
E anche quella per il Golden Globe.
E anche i Grammy.
E anche il Premio Luigi Tenco.
Insomma, abbiamo ufficialmente il film più atteso del prossimo anno dopo The Expendables. E quel maledetto di Dolph è in entrambi. A questo punto un Oscar come “Miglior Scelta di Pellicole in cui Recitare nel 2010, ma anche nella vita” non glielo leva nessuno.
In ogni caso: dirige John Hyams, figlio di quel Peter con cui JCVD girò Timecop e A rischio della vita.
Nel cast anche Jon Foo, che segnalo solo perché ha un nome buffo (non so chi è).
Mi sento pieno di amore, potrei uscire a comprarmi della cioccolata.
Tra un paio d’ore ci sono gli Oscar.
Non ho ben guardato le nomination, ma ho pensato che fosse carino tirare lo stesso a indovinare, anche se quando leggerete probabilmente li avranno già assegnati.
Pronti via:
Miglior regista: Paul WS Anderson (Death Race)
[la consacrazione di uno spesso sottovalutato ma talentuoso regista inglese ormai attivo da oltre 10 anni]
Miglior attore: Mickey Rourke (The Wrestler)
[un esempio per tutti noi]
Miglior attrice: Rhona Mitra (Doomsday)
[praticamente Kurt Russell con le tette]
Miglior attore non protagonista: Steven Seagal (The Onion Movie)
[insolito ma intenso ruolo minore per Steven, nei panni del leggendario "Cockpuncher"]
Miglior attrice non protagonista: Marisa Tomei (The Wrestler)
[un ruolo di grande fisicità per un'attrice senza paura]
Miglior sceneggiatura originale:Redbelt
[storia di un negro che fa arti marziali ma dice anche cose pesissime]
Miglior sceneggiatura non originale:Doomsday
[diciamocelo, è figo ma anche un po' scopiazzato]
Miglior film d’animazione:L’incredibile Hulk
[batte di un soffio Speed Racer]
Miglior film straniero:Tokyo Gore Police
[capolavoro giappo-splatter fra Cronenberg, Jackson e Verhoeven]
Migliori effetti visivi:Il cavaliere oscuro
[incredibile il trucco iniziale della matita, non l'ho ancora capito]
Oscar alla carriera:Renny Harlin
[da 58 minuti per morire a Driven - un doveroso tributo in attesa di 12 Rounds con John Cena]
Miglior nano messicano (premio presentato da Peter Dinklage):Selene Luna
[speriamo che My Bloody Valentine 3D sia solo l'inizio di una prosperosa carriera...]
In omaggio, il discorso di ringraziamento di Mickey Rourke agli Independent Spirit Awards (si avvisano gli spettatori più sensibili che tempo metà filmato gli sono già partiti quattro “fuck”):
Dite la vostra nei commenti! Chissà se ne ho indovinato almeno uno…
Dunque, detto senza giri di parole a noi degli Oscar non ce ne frega un cazzo.
PERÒ, effettivamente quest’anno ci sentiamo di fare il tifo per due nomination in particolare, ovvero:
Miglior modello di vita per i giovani:Mickey Rourke (The Wrestler) Miglior rapporto “screen-time con le tette fuori / screen-time totale”:Marisa Tomei (The Wrestler)
Forza ragazzi, fateci sognare.
Marisa Tomei e Mickey Rourke in The Wrestler
P.S.: sì, qua dentro il capo sono tecnicamente io. Questo perché alla prima riunione di redazione sono entrato urlando “Primo!”, venendo punito di conseguenza. Dopodiché ho la tendenza a usare il plurale maiestatis, ma lo faccio anche nella vita di tutti i giorni, non fateci caso.