Crea sito

Millennium – Maschi che gli stanno sul cazzo le femmine

Qualcuno magari si starà chiedendo: “ma Millennium – Uomini che odiano le donne è un film da 400 Calci?”. Un giorno escogiteremo un test scientifico per provare questo genere di dilemma in modo inequivocabile aldilà di ogni sospetto. Nel frattempo, per scoprirlo ho usato un metodo molto semplice: l’ho chiesto a voi sul Facebook, voi mi avete detto che lo è, ed eccolo qua. È colpa vostra. Non voglio sentir volare una mosca.
Ok, cominciamo col dire che non ho letto i libri (erano lunghi e senza esplosioni) e non ho visto i film svedesi (nessun motivo in particolare).
Poi faccio un’altra intro su David Fincher, perché penso se lo meriti.
Me lo ricordo bene quando uscì Alien³. Una saga che fino a quel momento aveva prodotto due film, di due registi diversi, che si contendevano diverse sfumature della parola “capolavoro”, ma che ora si affidava alle mani di un esordiente. E ricordo anche le interviste sul set, con tutti gli attori a stragiurare che Fincher fosse uno strabiliante genio, e poi le reazioni di critica e pubblico quando uscì il film: un grosso, potente, sincronizzato “Eh???”. Ma ad essere onesti non era per forza tutta colpa di Fincher: era un film pieno zeppo di scelte sbagliate, ma girato con competenza. Saltiamo tutta la parte in mezzo: alla facciaccia degli stereotipi sui registi che provengono dai videoclip, nel 2007 Fincher gira un film di tre ore in cui non succede niente, Zodiac, e si ripete nel 2010 con The Social Network, e sono due filmissimi. Da allora, si tende a ignorare quella porcata di Benjamin Button e a fidarsi.
Ora, la cosa importante da sapere è che questo Millennium – Uomini che odiano le donne è un film che Fincher ha accettato su commissione. Soldi facili, soldi dignitosi, ma è esattamente quel tipo di situazione che in passato ci ha regalato “perle” quali Hook di Steven Spielberg e Il pianeta delle scimmie di Tim Burton.
E io non ho letto il libro, ma ovviamente lo conosco, conosco la portata della sua fama, il fatto che sia il mucchio di carta macchiata più sfogliato dai tempi del Codice Da Vinci. Davo per scontato che anche gli americani avrebbero voluto farne la loro versione, ma mi sarei aspettato il solito mestierante col capo chino alla Ron Howard, per cui il coinvolgimento di Fincher mi ha onestamente sorpreso.

La ragazza che ha chiaramente il tatuaggio di "Q - Il serpente alato"

Non è comunque difficile capire cosa l’ha attratto: il personaggio di Lisbeth Salander è indubbiamente la trovata distintiva dei romanzi di Stieg Larsson, è insolitamente estremo, con un look e un background opposto a come vengono solitamente dipinti i geni investigativi nei gialli tradizionali, hard boiled inclusi. È una cosa intrigante e non semplice da far funzionare, ma Fincher è probabilmente uno dei pochissimi registi in circolazione capace di comprenderlo e assecondarlo in pieno senza farne una caricatura o una versione eccessivamente moscio-hollywoodiana.E infatti è così: ti aspetti che il David si adagi a girare una storia alla portata di tutti e invece eccolo che quando ne ha l’occasione si diverte a calcare la mano o fare scelte rischiose. Mi ha sorpreso ad esempio che venga mantenuta l’ambientazione in Svezia nonostante la vicenda sia tranquillamente esportabile, ma qui magari sottovaluto la fanbase del libro.
Poi c’è la scelta di Rooney Mara nel ruolo di protagonista. Ho visto in azione Noomi Rapace soltanto in Sherlock Holmes 2 ed è una trentenne dal viso duro che, in versione punk, sicuramente comunicava immediatamente un carattere forte. Rooney dimostra 22/23 anni, ha un viso più dolce e un fisico apparentemente fragile: Fincher gioca di contrasti dandole un look quasi respingente, ai limiti del malato, e approfitta in pieno della disponibilità di un’attrice non ancora famosa ma dedicata, coraggiosa ed estremamente efficace. La scena dello stupro non è certo roba alla Irreversible, ma è stata più che sufficiente in Italia a levare al film lo slot natalizio che ha avuto invece nel resto del mondo. Queste sono le cose in cui è evidente che Fincher ha concentrato il suo interesse. Queste, e la spettacolare sequenza dei titoli di testa, una specie di stilosissima versione dark dei classici credits di James Bond sulle note di una cover incazzatella di Immigrant Song firmata da Trent Reznor, Atticus Ross e Karen O.

Team Noomi o Team Rooney?

Dove il film fallisce è però in tutto il resto, ovvero tutto ciò in cui non è coinvolta Lisbeth. Il mistero su cui Daniel Craig è chiamato a indagare è scarsamente intrigante, e nemmeno Fincher sembra sapere come trattarlo per renderlo più interessante. Si parla di un serial killer negli anni ’60 e di una ragazza scomparsa all’epoca, e io continuavo a chiedermi “Ma chissenefrega, ma mandateci il commissario Maigret, ma che c’entra Fincher” e Fincher stesso sembra il primo a dover spendere tempo su questo giallo controvoglia, e per un’ora sembra di fare zapping selvaggio fra un rape & revenge con la figlia di Wendy O. Williams e un’episodio di Matlock su TMC. Poi finalmente Daniel Craig assume Lisbeth Salander, ma è una specie di anticlimax perché, a parte qualche duetto carino tra i due e un po’ di movimento sul finale, lui può riposarsi perché ha un’assistente che gli sta risolvendo tutto, e pure per lei in confronto a quanto accadutogli fino a quel momento si tratta di una specie di vacanza relax. Il caso in sé non coinvolge nessuno dei due personalmente, a parte la vaga promessa di ripianare la reputazione del Daniel come parte del pagamento, per cui tutto si trascina senza vita fino alla conclusione, moscia, banale, vecchia. Sì il colpevole è esattamente quello che avevate indovinato che fosse nell’istante in cui è entrato in scena la prima volta, e se avete letto almeno un giallo nella vostra vita capirete al volo anche che fine ha fatto la ragazza scomparsa. Si segnala però una scena di tortura in cui il killer mette su Enya ed ecco, spegnimi le sigarette in faccia, tagliami un orecchio, martellami le caviglie, strappami le unghie a morsi ma ti scongiuro, CAZZO, non farmi sentire Enya.
Tutto si risolve nel più medio dei thriller da domenica pomeriggio di Rai2, o da ombrellone, in confezione dark extra-lusso. Non brutto, ma vuoto. E sapete chi è che normalmente fa operazioni del genere, altrettanto stilose, altrettanto vuote, ma mettendoci almeno un po’ di sana spocchia che dà fastidio da morire ma almeno ne giustifica il coinvolgimento? Lo dico? Siete pronti? Steven Soderbergh. Fincher si limita a fare ginnastica, scandalizzare i ben pensanti con un paio di scene mirate, incassare l’assegno e attendere la chiamata per i prossimi due capitoli (che ad oggi pare non scontata). Perché ne parliamo sui 400 Calci? Mah, una breve scazzottata, un buon accenno di rape & revenge, una scena di tortura a base di Enya… vola la parola “nazisti”, anche se un po’ a gratis… e per colpa vostra.

Stig Tøfting (senza motivo)

DVD-quote:

“Un ordinario giallo da ombrellone in confezione dark extra-lusso”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

73 Commenti

  1. BellaZio

    secondo me ha un viso più dolce la Rapace. Anche con le due foto una a fianco all’altra. Sono punti di vista…
    Se tu mi dici che la Rapace ha determinate caratteristiche mentre la Mara altre, se non hai letto il libro o visto la Rapace in azione e non puoi dire chi secondo te è più azzeccata o chi preferisci, mi sembra uno spreco di parole. Tutto qua. Bastava parlare solo di Rooney Mara senza tirare in mezzo quell’altra. Poi tanto ci pensavamo noi a tirar fuori l’argomento nei commenti. In sintesi non mi hai detto cosa ne pensi di lei, se ti è sembrata convincente, se è stata brava. Tutte cose che puoi dirmi anche se non hai letto il libro. Solo questo.
    Se vuoi ora puoi dirmi che anche io spreco tante parole e ti dò tranquillamente ragione.

  2. @bellaZio: il fatto e’ che non trovo proprio dove ho scritto che Rooney e’ piu’ azzeccata della Rapace. So di non saperlo e non l’ho scritto apposta. Pero’, guarda te la coincidenza, posso trovarti un punto in cui ho scritto che Rooney e’ “estremamente efficace”.
    Non ce l’ho con te, te lo stragiuro, ma non e’ che per caso hai la scheda video difettosa? ;)

  3. alessandro

    Sto povero coglione muore e i suoi libri vendono milioni di copie, filmacci in svezia, film di Fincher, ne scrivono addirittura i 400calci e poi nei commenti si parla di Palacicciobello. E il colmo è che nella maggiorparte dei commenti viene pure insultato, tanto valeva insultare Stieg, almeno la gloria eterna…

    Di questo mi sono letto l’ebook, ci avrò perso almeno 2 diottrie, e non mi ha lasciato niente, meh al cubo. Quando nella fiction ci sono killer di mezzo è difficile riuscire a convincermi, mi fanno tutti prima pena e poi incazzare, e questo non ha fatto eccezione. Il filmaccio svedese l’ho seguito su la7 spezzettato nelle fastidiosissime 50 puntate in cui l’hanno diviso. Una brutta fiction italiana (ne esistono di altro tipo?), da il suo peggio nelle scene “d’azione”.
    Il personaggio di Lisbeth mi stava sul cazzo per vari motivi. Senza stare a vedere l’interpretazione dico che mi convince di più Noomi: nessun tipo di make up hollywoodiano riuscirebbe a spegnere dentro di me il desiderio di fornicare selvaggiamente con Rooney Mara = FAIL (se si parla di Lisbeth).
    Fincher? Boh…evidentemente è meglio se mi riguardo Seven e Zodiac, poi vi dico.
    Ah beh, un merito Benjamin Button ce l’ha. Ho sempre avuto un debole per Cate Blanchett: ringiovanita coi capelli rossi mi ha steso, come un montante di Ivan Drago.

  4. @BellaZio: Ellis l’ho abbandonato presto per disinteresse ma è colpa mia, non sua, quindi non saprei.
    A me fa impazzire che viviamo in un Paese che sbrodola sulle note a pie’ di pagina di Foster Wallace e poi non conosce House of Leaves, che sbrocca quando Palahniuk scrive le cose provocanti su sesso e violenza e non ha mai letto Dhalgren. Non è questione di dar contro pregiudizialmente a una roba che piace a tutti, ma di senso della prospettiva.
    OK, dopo questa la smetto di menarla e mi cheto.

  5. alessandro

    @Bomb: quello è Sigfried, lol.

  6. BellaZio

    “Fincher gioca di contrasti dandole un look quasi respingente, ai limiti del malato, e approfitta in pieno della disponibilità di un’attrice non ancora famosa ma dedicata, coraggiosa ed estremamente efficace“
    Ok, c’è :-)!
    Alla prima lettura probabilmente avevo pensato tra me: “mica è Fincher, è Larsson che aveva fatto tutto sto lavoro sul personaggio! Fincher è stato più bravo degli svedesi ad essere iper-fedele all’originale su carte…” Da lì poi mi viene automatico, avendo letto il libro, pensare: vabbè tutto questo non ha senso, bastava aver letto il libro per individuare in Mara il vincitore dei due. Sono partito prevenuto, pardon…
    Comunque, per la grande disputa puramente estetica io sono per TEAM ROONEY RAPACE, nel senso che mi tromberei un esperimento genetico con la faccia di Noomi Rapace sul corpo di Rooney Mara.

  7. Schiaffi

    Una delle rarissime volte che sono andato al cinema hanno dato sto trailer di merda.
    Solita gente che dice parole a metà, dissolvenze, gente che discute agitandos e quella raver di Vimercate in ogni inquadratura a fare la facciaBBrutta.
    Ma soprattutto di che minchia state a parlare qua, ma chi è quel pazzo che ha richiesto sta roba? Ma smettiamola.
    Allora io chiedo al Mago Zurli’ la recensione di barbie raperonzolo per l’indomani stesso.
    Sempre che non sia morto male il mago che è da troppo tempo che non lo si vede

  8. BellaZio

    @Stanlio
    Fidati: è colpa di Brett Easton… fa di tutto per essere quasi illeggibile, seppur American Psycho e l’ultimo abbiano qualcosa di accattivante (ma Glamorama, per dirne uno, che palla!)… che poi sono io che tendo a leggere anche la roba che non mi piace. Raramente mollo qualcosa, l’ultimo è stato Il Lercio di Welsh… quello mi faceva proprio cagare.

  9. BellaZio

    @Schiaffi… beh… se c’è stato spazio per Super8 secondo me ce n’è pure per questo! E a me va bene eh… non è che su commissione mi fa qualcuno la recensione di Moneyball? Giusto perchè a me è piaciuto e volevo litigare con qualcuno a cui ha fatto cazzo!!!

  10. martian

    seven (c), the game (c), fight club (c), panic room (mb), zodiac (mb), social network (c), bastano e avanzano a costruirsi un credito perenne ed inscalfito dallo strazio di benjiamin button.
    guardo anche un posacenere per due ore se il regista è lui.

  11. vespertime

    o a me la Rapace sta sul cazzo.

  12. abraxas l'impavido

    troppi paroloni, ci vediamo quando ricominciate con i palazzi che esplodono…

  13. BellaZio

    A questo punto mi chiedo se devo aspettarmi una recensione di Tinker Taylor Soldier Spy…

  14. Dildo Baggins

    @Bellazio

    Super8= esplosioni + mostrone + gruppetto di rabuschi stile “Goonies”

    Uominiblabla= tritata da festino + protagonista obeso + critica sociale (soprattutto nel libro è evidente)

    Direi che Super8 (che sia piaciuto o meno) abbia molta più attinenza con la mission del sito :)

  15. BellaZio

    Probabilmente sottovaluto Super 8 ma odiando Spielberg e evitando accuratamente JJ Abrahms (MAI guarderò il suo Mission Impossible) vorrei che tutte le copie fossero bruciate.
    Per rimanere in tema, uno dei pochi Spielberg che sopporto è appunto Hook…
    Comunque a dire che Daniel Craig è obeso ce ne vuole… fossi io obeso come Daniel Craig… in più la critica sociale non è quasi esistente e il film viaggia sotto la categoria “Thriller” quindi credo che ci possa stare.
    Mettiamola così- Uomini che odiano le donne: James Bond, Stupro, Punk che tortura un ciccione e a questo punto la mission ritorna in auge, no???
    Ho detto poi Super 8 per non cadere nello scontato Drive che dai su… non è un film d’azione!

  16. Liv Taylor

    Non ho visto la trilogia svedese ma ho letto il primo libro di Larsson ed è Team Rooney tutta la vita: è esattamente come viene descritta nel libro.

    Per il resto mi sento anche di difendere Benjamin Button che visto a tempo perso, quando non sai cosa guardare e senza avere le minime aspettative non è così malaccio. Certo è un mischione di Forrest Gump e Big Fish ma il risultato non era così repellente.
    Ah, e anche Zodiac mi è piaciuto. Devo ammettere che l’unico film di Fincher che non ricordo è Alien3

  17. Dildo Baggins

    @Bellazio

    Mi riferivo alla versione svedese: lì il protagonista è un patetico panzone, ma tutto il film è patetico e scontato, come il libro. Va da sè che questo remake mi interessa poco, non credo che si possa cavare il sangue dalle rape.

    PS: TEAM ABRAHMS! (è riuscito a farmi piacere ST, che mi ha sempre fatto onco)

  18. BellaZio

    @Dildo
    Il patetico panzone è finito, non so come, in MI 4… comunque su quello sono d’accordo. I libri sono piacevoli e raccontano una vicenda molto cinematografabile… si vede di ben molto peggio in giro… e devo dire che oh… a me Craig non dispiace come attore!!!

  19. Marion Moretti

    Tutto molto bello.

    Però:

    TORNA TONY JAA.

    In un film prodotto a Hong Kong.

    Coreografato da Sammo Hung.

    Meditiamo sul significato di tutto ciò.

  20. odderflip

    In ritardo, da bravo vecchio, me lo sono visto stasera e che vi devo dire? Che nell’invecchiare c’è pure qualche qualche vantaggio… ehm… non devo difendere la mia presunta figaggine né dimostrarmi il più oltranzista della cerchia più ristretta. A me è piaciuto un sacco perciò qualcosina la scrivo. Ora io non ho studiato cinema ma quando vedo una messa in scena (lo chalet assegnato a MB) realizzata in toni desaturati nella realtà per non correre il rischio di raggiungere risultati eccessivamente artificiosi sui personaggi, penso che chi sta al timone sappia bene come governare la barca. Ma su DF avevo già scritto. Rooney Mara? Beh a parer mio incarna il personaggio alla perfezione e il lavoro di stile che le hanno confezionato sarebbe da premiare. Craig ci sta dentro piuttosto bene anche se nel suo caso lo styling lo definisce più vanitoso del personaggio letterario. Il montaggio è indiscutibile e rende ben chiara la storia che non è patetica né tantomeno scontata. Ora per far scrivere qualcosa atto ad avere la soddisfazione della risposta dovrei pure sparare qualche critica compiaciuta e cazzara, e sia, perciò vi rivelo (fanfara di scoregge) che probabilmente a Fincher stava sul cazzo qualcosa sul lato destro della casa padronale e ha ben pensato di coprirlo, nelle due scene che la interessano (peraltro assolutamente inutili), piazzandoci entrambe le volte due furgoncini, diversi ma dello stesso tono di celeste spento: il primo con una “capote” di tela a coprire il cassone e poi con quello di una presumibile emittente televisiva (riconoscibile dalla parabola). Ok, il film sorvola sul “grannie” ma mi sento di perdonarglielo poiché l’intuizione di impiegare Enya finalmente nel giusto contesto è stata di grande conforto. Io me lo rivedrò per certo.
    A bientot.
    Odd_

  21. David sfinter

    Visto ieri.
    Forse perchè non ho letto libri ne visto lo “swedish” ma..
    …Cazzo se extralusso. In tutto però.
    Ce ne fossero di film così “vuoti” più spesso!
    Rooney da sbattere la testa…
    Forse è vero che a livello di trama ti aspetti che ci sia Lui sotto sotto…
    ma non mi disturba e nemmeno a DF (conoscendolo personalmente) sembra.
    come in Zodiac un film su un “boh c’è un assassino cattivissimo ma noi parliamo d’altro” ha creato un filmone.

  22. Citrulli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.