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La memoria del pesce rosso: DOA: Dead or Alive (Corey Yuen, 2006)

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate. In questa rubrica un redattore l’aspirante arbitro di beach volley Quantum prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

"Wanna play?" ammic-ammic

“Wanna play?” ammic-ammic

La premessa: In una scena eliminata di Pulp Fiction, Mia Wallace (Anna Karina) chiede a Vincent Vega (un irriconoscibile Jean-Paul Belmondo) se si ritiene più un tipo da Elvis o più un tipo da Beatles. Non è che deve piacerti uno e farti schifo l’altro, spiega Mia, possono piacerti entrambi ma non possono piacerti allo stesso modo, a un certo punto devi scegliere e quella scelta ti dirà chi sei.
Questa è una filosofia che si può applicare a praticamente ogni aspetto della vita, e quando si parla di videogiochi, nella fattispecie l’imprescindibile genere del picchiaduro, io non ho mai avuto dubbi: puoi essere un tipo da Tekken o un tipo da Street Fighter. Ed è il motivo per cui mi ha sempre disturbato l’esistenza di un videogioco come Dead or Alive. I picchiaduro devono avere mille personaggi (di cui poi usi sempre gli stessi due, tre sei proprio in buona), DOA ne aveva SETTE; i personaggi dei picchiaduro devono essere 998 energumeni specializzati nei più disparati generi di combattimento + 2 ragazze specializzate in “calci alti” e “calci bassi”, i personaggi di Dead or Alive sono quasi tutte donne e picchiano come fabbri; nei picchiaduro vince chi schiaccia più velocemente il maggior numero di tasti a caso, in DOA — vi giuro che l’ho visto fare — bisogna conoscere i controlli. Poi vabbè, il selling point del gioco erano che 9 milioni di ore di programmazione erano state spese nell’animare le tette delle protagoniste, e c’era lo spinoff in cui i personaggi femminili semplicemente giocavano a volley, e questo se eri un maschio era un aspetto che poteva interessare o non interessare a seconda che ti fossi appena fatto una sega o meno, ma il punto è che Dead or Alive è un’anomalia, un anarchico figlio di puttana che si fa beffe delle mie certezze riguardo i picchiaduro. Per questo motivo non ero molto entusiasta quando nel lontano (?) 2006 “si decise” che bisognava guardare il film che ne era stato tratto, ma ero in compagnia ed era uno di quei casi in cui puoi giocarti la carta del rompiballe una, due volte al massimo e io l’avevo già usata per qualcosa di cretino tipo boh, Pepsi vs Coca Cola o vermi di gomma vs liquirizie.
Sì, lo so, la premessa delle memorie del pesce rosso servirebbe a delineare il contesto storico e culturale nel quale il film di turno è stato consumato, ma per me gli anni zero sono il vuoto pneumatico e di questo film non fregava un cazzo di niente veramente a nessuno.

Il plot: Eric Roberts non riesce a venire a patti col fatto di essere un attore, e quindi organizza un loschissimo torneo di arti marziali miste su un’isola piena di misteri. Combattenti da tutto il mondo — che però stranamente sono quasi tutte modelle bellissime — arrivano per partecipare, ognuno, come nella migliore tradizione del picchiaduro, con il suo personalissimo obiettivo che va dal dimostrare al mondo di essere il più forte al vendicare un parente morto. Per esempio, Jaime Pressly vuole dimostrare al mondo di essere la più forte; Devon Aoki deve vendicare un parente morto. Ma anche Eric Roberts ha un obiettivo nascosto e non ne sono del tutto sicuro, anzi, ho il fondato sospetto che il mio cervello stia fabbricando ricordi falsi per aggiungere spessore a una sceneggiatura scritta sul retro di un tovagliolo di Burger King, ma credo — CREDO — che il suo piano segreto consistesse nel “raccogliere dati” attraverso chip sottocutanei (SCIE CHIMICHE!) da ogni combattente ed elaborarli con un megacomputer per creare artificialmente il guerriero perfetto. (Se chi si ricorda meglio di me il film mi conferma che questo elemento NON C’ERA veramente, chiamo i dibs per vendere quest’idea alla Universal.)

Dettagli cruciali:

  • Devon Aoki. La modella con la faccia perennemente scazzata che dopo Sin City TUTTI si erano convinti fosse una cazzutissima giapponese esperta di arti marziali; in realtà non è giapponese (è nata a New York, cresciuta a LA), non conosce le arti marziali e non è cazzutissima. E’ solo figa e con gli occhi a mandorla, un tipico caso di razzismo “in positivo” tipo chi si convince che chiunque abbia un accento inglese sia brillante e sagacissimo. Interpretava Kasumi, l’unico personaggio di DOA di cui ricordo il nome.
Devon Aoki nun c'ha voglia

Devon Aoki nun c’ha voglia

  • Nonostante si tratti di un raffinatissimo film corale, si può individuare una sorta di “protagonista morale” nella tipa che sta sempre al centro delle varie locandine. Trattasi di Holly Valance, che sono abbastanza sicuro sia stata a un certo punto della propria vita una cantante specializzata nel distruggere le palle al mondo intero per tutta un’estate con una hit pop insopportabile.
  • Jaime Pressly indossa un bikini a bandiera americana, nel senso che su una tetta ci sono le stelle e sull’altra le strisce.
  • Non fraintendete, TUTTE le protagoniste indossano un bikini per il 90% del film, ma quello della Pressly mi era rimasto particolarmente impresso.
  • L’intero film è praticamente un porno lesbo senza le scene di sesso lesbo.

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  • Devon, Holly e Jaime diventano subitissimo superamiche e si sparano un casino di pose alla Charlie’s Angel. Poi si aggiungono una coi capelli viola (forse Ayane, la storica rivale di Kasumi), che all’inizio è tutta “vaffnculo sono cattiva” ma sotto sotto ha un cuore d’oro, e un’altra tipa la cui caratterizzazione è grossomodo “essere bionda e un po’ più giovane delle altre”.
  • Una delle locandine è loscamente identica a quella di Hero di Zhang Yimou.

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  • C’è una scena, che nella mia memoria dura 120 ore, in cui le ragazze giocano effettivamente a volley, in un dichiarato omaggio al videogioco, ma anche all’illustre predecessore, pioniere di sequenze pallavolistiche criptogay, Top Gun.
  • La parola “shinobi” viene usata tanto spesso quanto a sproposito, infatti dopo la visione del film una delle maggiori gag ricorrenti è stata indicare qualunque cosa — un albero, la saliera, il ferro da stiro — e dire “uno shinobi!”.
  • Chi cazzo credete che l’abbia prodotto, questo film, se non il Migliore degli Anderson?
  • Chi cazzo credete che l’abbia girato, questo film, se non il classico regista asiatico che a casa sua è riverito come un dio perché fa film della stramadonna ma appena mette piede in America si sputtana per un piatto di lenticchie? Nella fattispecie, Corey Yuen è cresciuto nella stessa Tana delle Tigri dove si sono formati Jackie Chan e Sammo Hung e si fa in parte perdonare perché ha diretto anche il primo The Transporter.
  • Questa non è una cosa che mi ricordo ma una considerazione che faccio un po’ a naso: il cast è composto da 2 attrici, 2 modelle e 1 cantante, quanto dovevano essere inadeguate le scene di combattimento?
  • Dopo aver sconfitto Eric Roberts, salvato il mondo, bruciato l’isola o qualunque cosa dovessero fare le protagoniste quando non giocavano a volley, il film si chiude con un emblematic shot degno di La grande rapina al treno del 1904: senza nessun nesso preciso rispetto al resto della “trama”, le 5 protagoniste si trovano davanti a un tempio, in Giappone, tutte con una katana in mano (notare Jaime Pressly con la katana E il cappello da cowboy) che si preparano ad affrontare un milione di ninja. Just because.

doa_katane

  • A un certo punto del film compaiono anche degli uomini. Lo dico perché l’ho visto su Google images, in realtà non ho alcun ricordo di ciò.
"Ehi tu porco, levale le mani di dosso"

“Ehi tu porco, levale le mani di dosso”

Film con cui viene scambiato più facilmente: Charlie’s Angels (belle ragazze combattono, sventano piani diabolici; film inguardable), Kill Bill (belle ragazze combattono), Sin City (Devon Aoki combatte), Street Fighter e/o Tekken (imbarazzante adattamento di un picchiaduro di successo), Le ragazze del Coyote Ugly (belle ragazze ballano sul bancone), un porno.

Film con cui non è molto facile scambiarlo: Dead or Alive di Takeshi Miike. Anche se la trama è molto simile, si distingue per la differente caratterizzazione di alcuni personaggi e per il fatto che nella scena finale le ragazze non impugnano la katana ma la spada corta wakizashi.

Titolo più fico dato al film sui mercati ispanofoni: DOA – Guerreiras Mortais (Portogallo).

Opinione esemplare trovata sul message board di IMDB: Which girl was the hottest?.

Lo rivedresti? Come molte altre cose che passano per la memoria del pesce rosso, non sono del tutto sicuro di averlo visto una prima volta ma, grazie, mi guardo direttamente un video di Girls Gone Wild.

DVD-quote suggerita:

Un Bergman minore.
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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31 Commenti

  1. Marlon Brandon

    Street fighter necessitava di precisione altro che spingere tutti i tasti a caso! Parlo del coin up. DoA me lo sono perso e meno male…il gioco intendo…il film ahime’l ho guarducchiato mentre lo passava la tele forse avro’sperato che la pasticca facesse effetto prima guardando delle donne mezze nude…la DVD quote Geniale!

  2. LuKaboom!

    Sono abbastanza sicuro anch’io che la storia dei chip ci fosse, anche se credo che fossero delle robbe che andavano in giro addirittura nel sangue delle pornoattici combattenti.

  3. John Who?

    Seriamente, c’è qualcuno disposto a studiare scientificamente Eric Roberts? Perchè quando il film più serio che hai girato negli ultimi 20 anni è I Mercenari e non sei un ex-wrestler gonfio di birra, è chiaro che hai un problema.

  4. Bread Beat

    se spingevi a casa i pulsanti di street fighter avevi buttato un gettone.
    Sto film me lo ricordo per la fotografia patina superpatinata e hol(l)y valance very gnocca che nella scena iniziale tenta di fare la femme fatale

  5. galbaccio

    sono sempre stato attratto dai film adattamento di videogiochi anche se fanno cacare con certezza matematica. cioe’ finisce che li vedo sempre, mi dico che minchiata, ma un po me la rido sotto i baffi perche le minchiate che sanno essere trash e ignoranti hanno il potere di mettermi di buon umore. doa ne e’ un luminoso esempio.
    grazie della rece.

  6. Imperator

    Io di questo film ricordo il piano malvagio del Roberts, ovvero scaricarsi le tecniche di combattimento di tutti i partecipanti al torneo (c’erano anche uomini ma le prendono di santa ragione) in un paio di Google Glasses perchè così poteva prevedere le mosse degli avversari e sapere che contromossa effettuare. E con questi occhiali voleva conquistare il mondo o venderli all’asta a qualche losco figuro che voleva conquistare il mondo. Coi google glasses. Va beh.
    Se non sbaglio nella prima scena di “combattimento”, Holly Valance picchia un tot di pulotti senza reggiseno ma, con mio grande disappunto, non si vedeva niente.

  7. J. J. Brahms
  8. Ricordiamo Corey Yuen che in uno dei lampi cinefili più geniali del terzo millennio piazza la caratteristica inquadratura da duello di Sergio Leone ad altezza culo in bikini. Leggendario.

  9. gozu

    Io, se non lo confondo con un altro film, ricordo il bellissimo reggiseno in CG indossato al volo mentre la tipa sparacchiava in giro. Scena meravigliosa.

  10. Michael Jail Black
  11. Imperator

    @gozu è il finale della scena che dicevo io! Quella che inizia attorno a 8:20 nel link di J.J.Brahms :)

  12. John Matrix

    Io DOA non l’ho visto. Però invece Street Fighter non me lo ricordo così brutto. Ok, solo chiamarlo adattamento è fargli un complimento, ma ci sta un Van Damme che così tamarro non si è mai visto, Raul Julia in stato di grazia (il suo Bison è una macchietta meravigliosa) e un’infinitá di trashate esilaranti (i Bison-dollari, la pax bisonica, etc etc). Io lo riguardo sempre con piacere.

  13. Schiaffi

    Mitico sto pezzo, comunque in ordine sparso:
    Il voler pigliare i dati dei combattenti per costruire un robot senza faccia che faceva le mosse di tutti era la trama di virtua fighter, facevano il cartone scrauso su Antenna3.
    Holly valance ha spaccato si i coglioni al mondo intero con una canzone di merda e forse ha fatto solo quella, però madonna era un video che ti trascinava in un loop infinito di seghe. Lesbicava pure in un pezzo. Non so quanti anni aveva ma a quei tempi ste popstar zozze non sembravano 12enni come adesso ma vabbè…
    Con il gioco ho fatto 1 partita scarsa in una xbox abbandonata secoli fa in un angolo dell’Iper ed è uno di quei videogame di merda con 200 tasti di cui 2 pugni,1 calcio e i restanti 197 sono tutti movimenti spastici che non servono a un cazzo di niente.
    Sto film non l’ho mai visto ma secondo me nella locandina ci sono dei messaggi subliminali perchè mi sto turbando non poco.

  14. @schiaffi: guardatelo, e’ tipo 300 ma con le donne

  15. Steven Senegal

    @John Who? Ehm… Ti stai dimenticando The Dark Knight? E dicono che ci sarà anche nel prossimo Human Centipede (HC3). E non vale dire che quello non sarà serio perché ho scoperto che realizzeranno un centipede da 500 persone.

    Il film non l’ho mai visto ma sono abbastanza sicuro di perdere l’uso della vista se lo faccio.

  16. Schiaffi

    @Nanni
    no grazie, i film con sole donne a far le grosse non li ho mai sofferti, un pò come quello che davano sempre su italia1 con le modelle che in realtà erano un team di tizie badass. No no non le sopporto, un pò come i team composti solo da fanciulli.

  17. J. J. Brahms

    In ordine sparso alcuni appunti:
    _ l’ho visto un paio di volte in passaggi in tv (su rai4 o cielo o something like that)
    _ in fin dei conti cercare di creare una trama “corale” vera e propria da un picchiaduro e’ un’impresa mica da ridere, in genere ogni personaggio ha la sua storyline che coinvolge altri 3/4 e bon, l’unica cosa che lega veramente e’ la partecipazione a tornei vari
    _ i personaggi hanno una caratterizzazione talmente piatta (ho detto caratterizzazione…) che alla fine per identificarli si dice “la gnocca che fa bresslinz”, “la gnocca bionda”, “la gnocca ninja”, “la gnocca sui pattini”, “briatore”, “il simil-hulk-hogan” e cosi’ via…
    _ ci sono ridicole scene di combattimento e non sono neanche le scene piu’ ridicole del film
    _ c’e’ un nerd chiuso in una stanza piena di pc a guardare le combattenti gnocche
    _ i vari partecipanti vengono invitati al torneo da dei pericolosissimi shuriken che vagano in giro a caso e si conficcano nei loro pressi…
    _ c’e’ un tizio niggah con la cresta verde che fa il simpa
    _ c’e’ un tizio (che si fa la gnocca ladra) che sconfigge uno tirandogli le scarpe
    _ tutto quello che avete gia’ detto

  18. Barga

    Che poi ricordo male o i superocchialini alla fine non servivano a nulla visto che Roberts le prendeva alla grande uguale?

    O magari erano occhialini in grado di vedere attraverso i vestiti, il che spiegherebbe perchè invitare sull’isola una marea di figa.

  19. sangre

    Guilty Gear vs King Of Fighters. Period.

  20. Cristoforo Nolano

    Mi allietò una seconda/terza serata estiva qualche anno fa. Ricordo solo l’insopprimibile esigenza che da film di lesbo-ammiccamenti e curve si trasformasse in un porno di lesbo-slinguate e tette. Deludente.

  21. mska

    Nota di colore sui videogiochi DoA: esistevano nell’internetto copie del gioco di volley moddate in modo che tutte le protagoniste fossero nude. Un prodotto che colpiva decisamente di più il proprio target demografico.

  22. Bakahero

    “Ehi tu porco, levale le mani di dosso!” … Rispetto a strafottere!

  23. DOA, come gioco, ha ragione di esistere in questo universo perché non è solo tette e mutandine bianche, ma anche un complesso sistema di combattimento basato su combo e counter che però necessita di troppa prontezza di riflessi per gasare i vecchi come me. Sul primo Xbox fu uno dei giochi al lancio, ne mostrò la potente putenza e devo dire mi piacque assai. I seguiti erano più o meno more of the same. E more of the same HD.
    Come film, DOA non funziona a nessun livello: non ha il brio e la simpatia (si vabbeh) di Charlie’s Angels, non ha coreografie degne di nota, non mostra se non per frazioni di secondo alcuna mutandina bianca. Insomma non può piacere né a fanatici nè a feticisti di sorta.
    Si vabbeh ma le protagoniste sono fighe, dirà qualcuno. Concetto che se ridotto ad un video musicale di 3 minuti e 45 secondi magari mi incolla allo schermo, sono d’accordo, ma che te ne fai di una bella figa a video se é inutile a qualsiasi livello di interattività per la durata di un film?
    Corazzata Potemkin all’ennesima putenza

  24. Volete vedere valide alternative di DOA con tempistiche supercompresse?
    Girls, Girls, Girls dei Mötley Crue e
    Notorius dei Loverboy.
    ( si vede che sono un vecchio eh? )

  25. BellaZio

    comunque Holly Valance, oltre ad essere una di quelle che quando vedi il video viene fuori il peggior misoginismo-machismo che hai dentro (roba tipo “ma porca la vacca zozza quanto è gnocca sta porcona”), diventò famosa con questo pezzo:http://www.youtube.com/watch?v=6BGAryS37oo
    A riascoltarlo, non fa neanche troppo troppo schifo…

  26. Guardare sto film è come guardare una partita di calcio del Barcellona che finisce 0 a 0.
    Anzi peggio.
    Come guardare una partita del Barcellona che sai prima finirà zero a zero.

  27. LeoniDa Narnia

    nella scena tagliata di Pulp Fiction la scelta era tra Elvis e Sinatra. ;)

  28. a parte che no.

  29. Anche io l’ho visto alcuni anni fa ma questo particolare me lo ricordo perchè troppo scemo: Roberts ha organizzato il torneo per impadronirsi delle tattiche di lotta dei più grandi lottatori del mondo, in maniera tale da creare un software da incorporare in un paio di occhiali che, una volta indossati, dovrebbero consentire anche al più scacio di diventare un drago, in quanto gli occhiali sarebbero in grado di fargli vedere in anticipo le mosse dell’avversario e quindi di parare agevolmente calci, pugni, scapaccioni, pizzicotti… Roberts organizza pure una specie di dimostrazione per i possibili interessati all’acquisto di questa arma letale buzzurra (mi pare faccia anche un’asta per il miglior offerente, ma di questo non sono sicura).
    Non è stupendamente bischero tutto ciò?

  30. hai vinto perché hai detto “bischero”.

  31. Paskula

    Anzitutto grandiosa la frase “L’intero film è praticamente un porno lesbo senza le scene di sesso lesbo”.
    Poi vorrei capire se solo io voto (ora e per sempre) per Helena – Sarah Carter, che per me è decisamente una spanna sopra le altre per gnoccaggine (fermo restando che comunque darei una gamba per poter allungare le mani su una qualunque delle altre quattro…)

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