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La rece del buddy movie più atteso della storia: Escape Plan

Meglio tardi che mai, si dovrebbe dire.
Lasciamo stare gli Expendables. Quello non era un film. Quello era un gran speciale Domenica In con esplosioni, in cui le più grandi star d’azione di tutti i tempi si riunivano in festa e amicizia per interpretare qualche sketch simpatico infarcito di battutine autoreferenziali, baci abbracci e calci in fazza, a cui mancavano solo risate e applausi preregistrati e Fabio Fazio. Va bene la prima volta, perché ancora ti sforzi di camuffarlo da cosa seria, e va bene la seconda in cui cedi e dai al pubblico ciò che… ciò che vuole no, non necessariamente, ma diciamo ciò che sei abbastanza sicuro che apprezzi e che ti venga tutto sommato in scioltezza. Poi basta. Conta quanto conterebbero i filmati delle inaugurazioni del Planet Hollywood se li proiettassero su grande schermo con aggiunte di sangue in CGI.
Escape Plan è quindi il primo film che vede recitare insieme Sylvester Gardenzio Stallone di anni 67, cancro ascendente tigre, e Arnold Alois Schwarzenegger di anni 66, leone ascendente robot.

Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone, patata anonima, Franco Columbu

Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone, patata anonima, Franco Columbu

Amici da quasi 40 anni, compagni di palestra, scambisti di Brigitte Nielsen, storicamente rivali, le due più grandi e importanti star della Storia del Cinema, fosse per loro in realtà avrebbero recitato volentieri insieme fin dagli anni ’80, ma questioni di ego, business e a quanto pare copioni orribili li hanno sempre tenuti separati.
Si re-incontrano in questo 2013 in cui, per via di una rincorsa iniziata prima e meglio, Sly è in posizione contrattuale più vantaggiosa. Al punto che il coinvolgimento di Arnold nel progetto è stato quasi fortuito e secondario alla firma di Sylvester sul contratto.
Si tratta quindi di un progetto rilassatissimo, con una trama classica che chiunque di loro avrebbe potuto interpretare 30 anni fa – anzi, Sly l’aveva più o meno fatto – sufficientemente rinfrescata.
Il topos è quello sempreverde dell’eroe che è il migliore al mondo in un mestiere che non avete mai sentito nominare e/o non ha senso, incastrato nella sfida più complicata della sua vita con intrighi, loscaggini e colpi di scena inclusi nel prezzo.

Facciamo brutto dal 1976

Facciamo brutto dal 1976

Quando inizia il film, vediamo il signor Ray Breslin di anni 67 (Sylvester Stallone) in galera. Se la gironzola pensieroso, poi tira un cazzotto a qualcuno per ridere e lo mettono in isolamento: lui non fa una piega. Una volta dentro, trucchi di qua e trucchi di là ed eccolo che con l’aiuto di una complice esterna evade. Una volta rintracciato e raggiunto si fa beffe della polizia che lo circonda, mostrandosi rilassato e strafottente davanti a chi gli intima di non fare una mossa perché tanto lui ormai ha fatto una telefonata importante che risolverà tutto e non si è mai visto che le forze dell’ordine americane si facciano prendere dalla fretta e dal nervosismo e facciano mosse avventate imprevedibili o che per non sbagliarsi menino qualcuno che ritengono pericoloso senza ascoltare la spiega della situazione, forse capita nel paese dove abitate VOI ma non negli Stati Uniti d’America. Puntualmente il suo aggancio arriva: è Vincent D’Onofrio, il quale ha di nuovo carta bianca per inventarsi l’accento e le mossette che gli pare per il suo personaggio che tanto a nessun altro sul set gliene fotte qualcosa basta che dica quello che c’è da dire.
E quello che c’è da dire è che – carramba! – Ray Breslin di anni 67 è un evasore da carceri di mestiere. Esatto: lui si fa mettere in galera apposta per poi evadere e dimostrare che la galera non è abbastanza sicura. Le sue motivazioni, che ci vengono spiegate a metà film, sono geniali: in pratica Breslin era un ex-avvocato dell’accusa che, dopo l’ovvio trauma familiare, ha deciso che non bastava mandare i criminali in gattabuia ma bisognava assicurarsi che non ne uscissero, per cui si è trasformato in una specie di MacGyver steroidato con scarsa voglia di vivere. Assistiamo quindi alla spiega di com’è scappato da quest’ultimo carcere di apparente massima sicurezza: la fa complicatissima, ma alla fine il problema principale è che riuscivi ad arrivare al tiro per aprire la cella allungando la mano da dentro. Che non so a casa vostra, ma sono anni ormai che anche nelle normali abitazioni dei comuni mortali mettono il tiro a un metro e mezzo dal cancello appunto per evitare questi scherzi. Boh. Ma in quanto a sospensione di incredulità questo non è niente rispetto a quando, cinque minuti dopo, scopriamo che 50 Cent interpreta un mago del computer.
La trama parte quando arriva una tipa dalla CIA e ingaggia Sly per entrare nella prigione più cazzuta dell’Universo pagandolo doppio ma aggiungendo la clausola di negargli ogni dettaglio sulla location.
Sly accetta.
La prigione è gestita da Gesù.
Il capo dei secondini è Vinnie Jones.
E uno dei prigionieri è Schwarzenegger, il quale dalla prima scena in cui compare si ruba il film e non lo restituisce più.
Ma ormai è troppo tardi per cambiare idea.
Da questo momento in poi diventa un film di coppia: Sly si tiene il personaggio cazzuto ma tristone che gli è stato appioppato e rimane più o meno a osservare mentre Arnold aggredisce ogni spiraglio di pellicola bombardandolo di carisma e battutacce come solo lui sa fare. Qui è dove capisci che il pur ottimo The Last Stand era solo riscaldamento e che a Schwarzy – che non ha paura di imbiancarsi i capelli, farsi inquadrare con quel nuovo fisico tozzo e semi-sgraziato che si ritrova e avere il secondo nome in cartellone – è bastato infondo un solo film per tornare alle sue solite, irraggiungibili vette. Bonus per gli annali: un delirante monologo in tedesco da fare invidia a Udo Kier.
E i due si scazzottano, perché è giusto e scontato: le pizze che tira Sly, vista l’anagrafe, sono incredibili per furia e potenza, ma la controfigura di Schwarzy tira fuori dal cilindro un suplex da applausi facendo pendere di nuovo la bilancia dalla parte della quercia austriaca. In generale, grazie all’ottima intesa tra Sylvester cuore e muscoli e Arnold cervello e battutacce, si ottiene un primo assaggio di quel buddy movie definitivo che ci è stato negato per trent’anni ma che, nonostante tutto, avrebbe ancora tanto da regalare.

Nascondere le mani per non usarle

Nascondere le mani per non avere la tentazione di parcheggiarle in fazza ad altri

Escape Plan è un film concettualmente datato e consapevole, ben felice di sfruttare il target oggi limitato di due ex-superstar in età da pensione e tirare fuori il massimo da loro e da caratteristi di contorno scelti con mira da cecchini, da un Jim Caviezel cattivo solido, viscido ed elegante a un Vinnie Jones in gran forma, e là dove qualcuno ai piani alti avrà imposto 50 Cent si controbilancia dando un ruolo inutilissimo nientemeno che a Sam Neill (a meno che non sia considerabile come una specie di sottile inside joke il fargli fare il “dottore di dinosauri”). Mikael Håfström è il tipo di regista che gira con entusiasmo qualsiasi stronzata gli sventoli sotto il naso, e qua non fa differenza: aiutato da uno script che, adattato a due star non più atleticissime, punta tutto su strategia e tensione e distribuisce con sapienza ogni svolta, tiene un ritmo impeccabile che fa volare le quasi due ore di durata e si adatta alla grande a un tipo di cinema old school in cui gli unici virtuosismi sono quelli di puro carisma e non c’è neanche bisogno di troppe esplosioni quando puoi fare un primissimo piano sugli occhi di ghiaccio dell’ex-Terminator e farlo smitragliare una dozzina di scagnozzi da fermo.
Insomma: questo è un film, cazzo.
Non ha pretese ed è tutt’altro che memorabile, ma fa il suo sporco dovere con impegno e passione e non si adagia un solo secondo sulla gloria passata dei suoi protagonisti.
Rimane serio, rispettoso, tutto sommato minimale e un po’ grezzo, felicissimo di recuperare dosi abbondanti di cliché risaputi e infilare un numero abbondante di scazzottate senza motivo, ma non è mai svogliato e non tratta mai il suo pubblico da imbecille.
Perché ormai siamo già stati accontentati con una parata dei nostri attori preferiti: ora è il momento di fare le cose sul serio, e usarne meno ma usarli giusti e usarli bene.
E questa, finché dura, è la strada giusta.

DVD-quote:

“Una lezione di vera old school”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Detto questo, nei commenti scrivete SPOILER e spiegatemi tutti i colpi di scena perché io non ci ho capito una sega.

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72 Commenti

  1. Giovi 88

    @Nanni
    Certo, vedremo quando uscirà, solo lì capiremo la direzione intrapresa. Le ultime immagini dal set mi hanno alzato le aspettative e non poco dopo alcune notizie invece non molto positive, tipo quella di Gibson che ha solo due settimane di riprese, nessun altro cattivo (di rilievo intendo, e non capisco il ruolo di Robert Davi) in sua aggiunta, la presenza di Banderas, Statham che ha già terminato le riprese e altro. Ma sembra che i nuovi stiano girando molto e bene, in scenari un po’ da guerra totale e un po’ alla The Raid, vedremo..

    SPOILER
    @Il Reverendo
    D’accordo sui limiti di The Last Stand anche se mi è piaciuto molto, invece non concordo sul fatto che Escape Plan intrattenga giusto quel poco senza scene da ricordare.. Per me le scene dell’interrogatorio di Arnold, il monologo tedesco (!) nelle celle di isolamento, il cinese nella sala macchine, il “colpisci come un vegetariano”, la scena finale con elicottero/M60 e l’esplosione di Caviezel sono da ricordare! E ci sono un bel po’ di scazzottate che non guastano.
    Invece d’accordissimo sul rated R mal sfruttato, davvero una pessima scelta, ma da quello che mi hanno detto potrebbero esserci alcune scene mancanti (come al solito…) alla versione italiana, ad esempio un brutale pestaggio nella Tomba ad inizio film.
    Sulla “nuova” carriera di Arnold non mi concentrerei molto su Maggie che sta girando attualmente, ma ai film che sono in arrivo nel prossimo futuro Sabotage e EX3, ovvero altri due personaggi molto promettenti per lui!

  2. Il Reverendo

    @Giovi 88

    si, sono d’accordo con te su quelle scene. a livello di singole scene ce ne sono di niente male. quello che dicevo è che il film in sè non è che lasci proprio la voglia di comprare un altro biglietto del cinema e rivederlo (cosa che invece succedeva con pacific rim parlando di film recenti, ma anche con i film storici di arnold e sly per dire). comunque bo, a livello di scene, soprattutto il finale è figo eccome.
    sulle scene tagliate, è una cosa che mi manda in bestia. non resta che aspettare la versione dvd americana e godersele appieno, e almeno potremo godere anche della voce di arnold (che poi non è che sto doppiatore non sia bravo, è solo che siamo proprio abituati a quelle altre voci per schwarzie..).

    su sabotage ti dirò, essendo io abbastanza un fan di david ayer lo aspettavo molto, mi si è un po’ smorzato l’entusiasmo quando ho scoperto che sceneggia Skip Woods.. puah. speriamo che ayer girando abbia ignoranto la sceneggiatura. in ex3 ci spero. in conan non so nemmeno se sperarci, immaginare conan ripreso con la videocamera digitale, o con gli effetti speciali in CGI mi fa un po’ rabbrividire.. a un certo punto era girato il nome di veroheven come possibile regista ma sarebbe troppo bello per essere vero.

    e pare che le storie su arnold in avatar 2 fossero inventate (che è un mega peccato, perchè sarebbe grandioso!)

  3. Deckard

    Concordo che la recensione, film senza pretese ma senza prendere in giro gli spettatori. Non è il solito lungometraggio che fa usa vecchie star per far cassa al botteghino, come ad esempio l’ultimo film con Al Pacino e De Niro del quale non ricordo nemmeno il titolo.
    Forse potevano fare un po’ meglio nella seconda parte della pellicola (o del digitale? boh), un po’ troppo affrettata e cliché da action anni ’90 a go-go.
    Comunque nel complesso non è un pessimo film, e queste due ex-star non so perché ma ce li vedo benissimo in un prossimo film di TROLLAND EMMERICH.

    Ps: Doppiaggio in italiano pessimo.

  4. Giovi 88

    @Il Reverendo
    A dire il vero la sceneggiatura di Sabotage è scritta da Skip Woods E David Ayer. Speriamo che quella “E” in realtà voglia dire che Ayer l’ha scritta e Woods l’ha portata a stampare!!! Comunque in rete c’è già qualche recensione in merito, magari contano poco o nulla ma parlano di un gran bel film con un Arnold decisamente insolito e ai massimi livelli (al di la della pettinatura e dei tatuaggi).
    Tornando ad Escape Plan dipende dal nostro grado di giudizio, io prima parlavo di un film da 7,5 ma questo non vuol dire che correrei subito a rivederlo al cinema! Invece Pacific Rim mi ha dato questa sensazione, e per questo lo considero il film dell’anno.

  5. Dai su, aver voglia di rivedere un film al cinema non puo’ essere un metro di valutazione.
    A me capita una volta ogni tre anni se va bene, e poi il piu’ delle volte non lo faccio lo stesso.
    A un certo punto e’ piu’ un metro del fatto che forse avete i gusti ristretti…

  6. Il Reverendo

    @Giovi:
    spero tantissimo che sia come dici tu!

    @Nanni:
    ma si, magari sono anche di gusti ristretti o meglio, difficili. ma se lo sono è perchè il genere mi piace e ho delle aspettative. fosse una cosa di cui non mi frega un cazzo mi sfango la serata e via, però parliamo di un film d’azione con botte e sparatorie su una fuga da un supercarcere fantascientifico con i due principali eroi d’azione della storia del cinema per la prima volta insieme. se non mi è venuta la minima voglia di approfondire nuovamente la visione nè ora nè in futuro per me qualcosa vorrà pur dire. al contempo però riconosco che non era tutto da buttare e non c’è stato nulla che mi abbia fatto incazzare o che, quindi comunque il film lo salvo o, per dirla come altri dicevano sopra, gli do una sufficienza piena.

  7. Giovi 88

    @Nanni
    In effetti non è proprio così, diciamo che più che altro c’è la voglia di andare a rivederlo perché il film ti rimane in testa! Ma poi non si va quasi mai a rivederlo come dici tu.. Però concordo sul fatto che non è un grado di giudizio.
    A dire la verità su Escape Plan c’era qualcosa da approfondire sulla trama e qualche scena da rivedere (come quelle che citavo prima), ma per queste cose posso aspettare tranquillamente il suo arrivo in home video.

  8. Ciak Norris

    e intanto giungono notizie, più o meno veritiere, su Rambo V e Expendables 4…

  9. Bennett

    Bel film cazzo. Capolavoro? No. Ma vedere Arnie e Sly in coppia basta e avanza. Fanculo i critici, averne di film così

  10. Arrivo con grande ritardo, ma purtroppo la vita a volte è una gran birbona.

    Il film mi è piaciuto ma non eccessivamente e non capisco davvero come possa dirsi meglio di Expendables 2.
    Era celebrativo è vero, ma funzionava per bene. Sapeva di essere un’iperbole e regalava momenti di grande divertimento (la sequenza iniziale, il brutto assedio risolto da Chuck Norris, la sparatoria in aeroporto) e soprattutto tentava (riuscendoci) di fare qualcosa in più rispetto a tutto quello che avevano fatto gli attori coinvolti.
    Non vorrei usare per forza il termine postmoderno e fare discorsi colti su un prodotto è che del tutto evidente che non li chiede, ma posso comunque dure che Expendables 2 è il Pacific Rim del 2012, cioè una pellicola verso cui nutrivo aspettative enormi deluse a causa di una scrittura che non comprende appieno cosa fare con la bomba che ha per le mani.
    Escape Plan invece è un film che nasca già vecchio, che chiaramente mira a un target ultra preciso come probabilmente succede solo ai film di ballo (tipo Step Up e simili, ma anche Pina di Wenders) o a quelli di Rohmer.
    E attenzione, non credo nemmeno che sia io il target. Non credo che siano i maschi di 30/40 anni il pubblico naturale di questo film. Penso più a gente con almeno 20 primavere in più sul groppone che al multisala si dividono dalle mogli/compagne. Maschi con maschi a vedere Escape Plan e femmine con femmine (e maschi noiosi) a vedere Gloria, Giovani ribelli, Una impresa meridionale e roba simile. La vita di Adele no che dura troppo e ci sono le zozzerie.
    E infatti a mio padre e piaciuto molto più che a me, vuoi perché probabilmente si è identificato alla perfezione con i protagonisti vuoi perché è uno spettatore più distratto per cui se non capisce una cosa pensa di essersi perso qualche passaggio perché si è appisolato.
    Non è nulla di più che spam gradevole, solo con due protagonisti che se lo avessero 30 anni fa ancora starebbero contando i soldi incassati in quei lontani anni.
    Ora il sapore di operazione fuori tempo massimo lo rovina proprio perché mentre in Exp 2 l’ironia con cui spesso fuori il film era vincente, qui la pretesa di prendersi sul serio – dicendo stronzate – fotte il film alla grande. Molto più di doppiaggio, trama groviera e botte date a mezzo di (ovvie) controfigure.

  11. Kruaxi

    Visto ieri sera…
    Ho davvero rischiato di addormentarmi.
    Ok, capisco la simpatia per i protagonisti, condivisa, ma il film fa acqua da tutte le parti…
    E’ lento, pieno di buchi di sceneggiatura, gravido di ‘maccosa’ all’ennesima potenza, totalmente privo delle atmosfere da prison movie, ridicolo in molti passaggi, ‘povero’ nell’ambientazione (sembra un tv movie da quattro soldi), penoso nei dialoghi.
    Se al posto dei due famosi ci fossero stati due perfetti sconosciuti… sono pronto a scommettere che tutti l’avrebbero immediatamente buttato nel cestino dei dvd in offerta a 3.90 euro.
    Tutto sbagliato, tornate un’altra volta: vi faremo sapere.

  12. Se al posto dei due famosi ci fossero stati due perfetti sconosciuti… sono pronto a scommettere che tutti l’avrebbero immediatamente buttato nel cestino dei dvd in offerta a 3.90 euro

    Ma che discorso e’, questa frase vale per il 90% della filmografia di entrambi…

  13. Kruaxi

    Noooooo, dai, questo è ingeneroso.
    ‘Leggeri’ quanto si vuole, ma hanno all’attivo fior di film capaci di intrattenere e divertire, di creare mode e mantenere ricordi, in quel 90 %
    Qui è proprio il film ad essere TROPPO debole…

  14. @kruaxi: come fattura non e’ peggio di un Sorvegliato speciale o un Codice Magnum, se non addirittura meglio. Cambia solo che loro hanno 30 anni di piu’.

  15. Giovi 88

    Appunto, anche a mio avviso Escape Plan è di gran lunga migliore di Sorvegliato Speciale o TUTTA la filmografia di Arnold e Sly a fine degli anni 90′. E questo aumenta il rammarico di non averli visti assieme più o meno in quel periodo (anche perché avrebbe risollevato la carriera di entrambi), ma siccome non sono un “fan della carta d’identità” me li faccio bastare.
    Inoltre ho la forte sensazione che se al loro posto ci fossero stati attori che piacciono di più alla critica o agli spettatori tutti starebbero a parlare di grande film (altro che DTV), anche se in realtà Escape Plan è un buon intrattenimento che poteva aspirare a qualcosa di più se non ci fosse stato qualche difetto qua e là non trascurabile.
    Piccolo aggiornamento sugli incassi: dopo neanche due settimane ha raggiunto i 50 milioni worldwide con grande sorpresa, chissà forse non sarà quel flop che molti si aspettavano!

    • Fra X

      “E questo aumenta il rammarico di non averli visti assieme più o meno in quel periodo (anche perché avrebbe risollevato la carriera di entrambi), ”

      Il De Niro – Pacino dell’ epoca che noi ragazzini e ragazzi avremmo voluto! XD

  16. Cristoforo Nolano

    Finalmente l’ho recuerato in un formato “guardabile”: a prescindere dai due dei (e Arnold se magna Sly, spiace dirlo) è un filmone solido solido che fila via liscio e ti lascia un bel sorrisone. E a Caviezel dopo Person of Interest si può solo volergli bene, specialmente quando parla tranquillo e con il tono di voce basso.

  17. L’ unica scena degna di nota è quando alla radio avvertono il cinese che stanno arrivando i buoni, lui dice ” ci penso io ” prendendo una chiave inglese, alla radio gli dicono ” no, no ” e poi viene steso con un pugno. Sul serio, è la SCENA migliore del film.
    Comunque anche io vorrei fare il lavoro di Stallone: fuggo dalle prigioni pigiando codici segreti vicini alla porta oppure scatenando mega risse. Gli piace vincere facile, sarà l’ età!

  18. Fra X

    Non ho visto i seguiti, ma “I mercenari” mi è sembrata non troppo una rimpatriata a birra e salcicce visto che alla fine è abbastanza serioso. Poi boh!

  19. Fra X

    “Piccolo aggiornamento sugli incassi: dopo neanche due settimane ha raggiunto i 50 milioni worldwide con grande sorpresa, chissà forse non sarà quel flop che molti si aspettavano!”

    Snobbato negli U.S.A., oltre 110 milioni fuori! XD

  20. samuel paidinfuller

    visto per la prima volta in questi giorni ma purtroppo il doppiatore di schwarzy è totalmente inadeguato e gli toglie gran parte del carisma.

    restano cmq inarrivabili il monologo nicciano in tedesco e la scena dell’m60 staccato dal chopper in cui ho rivisto John Matrix 30 anni dopo.

    tanto di capello a Sly che tra questo film, quello con De Niro e il primo Expandables ha imbroccato una trilogia della prostata con i controcazzi.

  21. Axel Folle

    La recensione è correttq, centra tutto ma io sono assai meno entusiasta. Il film di Hill con Sly e The Last Stand sono entrambi di gran lunga più godibili di questo Escape Plan che arriva ad una sufficienza risicata. La trama è stupida ma non si prende sul serio e come pretesto è accettabile, il film si regge completamente sul carisma di Sly e Arnie e innegabilmente entrambi sono dei campioni nel bucare lo schermo semplicemente sbattendo il loro faccione davanti alla cinepresa in più Arnold è carico come una molla e ruba la scena puntualmente. L’azione ahimè è roba scolastica, non brutta perché in fondo non pare mai impacciata ma è assolutamente priva di mordente. La regia in generale segue questa linea. non brutto ma viste le premesse di cast roba che lascia l amaro in bocca.

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