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GODZILLA: LA RECENSIONE

Disclaimer: non ci saranno spoiler clamorosi ma, qua e là, due dettagli sui mostri li sparerò. In ogni caso nulla di quello che scriverò vi rovinerà la visione. Degli spoiler tosti invece ne discutiamo nei commenti, statene lontani. Cercherò di ripetere il meno possibile quanto già detto nella mostrologia dedicata e nella recensione del primo film. Ciao.

Spanish_Godzilla_2014_PosterLa sfida dello scrivere e girare un Godzilla adesso, 60 anni dopo la sua nascita, 10 dopo la sua ultima apparizione, e tra l’altro in America, stava tutta nel riuscire a fare giustizia all’eredità e alla leggenda senza però cadere nei soliti territori dei blockbuster più facili, senza finire nel piattume di chi se ne frega del cinema e preferisce ruttare mentre esplodono le cose. In altre parole, era importante approcciarsi al soggetto partendo da quello che è stato e non da quello che avrebbe potuto essere. Il punto fondamentale dell’operazione era prendere un genere inflazionato come quello dei monster movie e ricordare alle persone che anche quello è un cinema che, quando fatto a dovere, non dovrebbe avere nulla da invidiare ai film tanto esaltati come d’arte e d’autore; che proprio una saga come quella di Godzilla, nonostante i sequel a tratti ironici, sbulacconi e a volte ridicoli, è nata dall’urgenza di fare qualcosa di nuovo, spettacolare, serio e dal messaggio socialmente significativo. Godzilla nasce da un’avanguardia cinematografica con pochi precendenti, da una tecnica sconvolgente e da una narrativa che prendendo il punto di vista umano e mettendolo a confronto con quello della natura stessa è finita per diventare la madre di tutte le metafore quando ancora le metafore potevano essere usate senza sembrare facilonerie letterarie per i poveri di gusto. Per riuscire a tornare a queste idee e in qualche modo ripartire, ridando al mostro un contesto e una forma al passo coi tempi, era necessario lasciare il progetto nelle mani di qualcuno che capisse profondamente il significato di un mostro come Godzilla e che avesse un visione distruttiva chiara, precisa e fatta di quei dettagli che fanno la differenza tra il finto e il reale.
Un soggetto come quello di un Godzilla qualsiasi, alla fine, dovrebbe essere facile da trattare. Come si fa a sbagliare un film in cui un mostro atomico gigante deve combattere con altri mostri atomici giganti mentre le città e le persone ai loro piedi vengono spazzate via nelle più spettacolari delle distruzioni? Come si può dopo così tanti anni, prove fallite ed esempi da cui trarre ispirazione? Sì può, perché sulla carta, Godzilla, ha sempre aggiunto un clausola in piccolo, là nell’angolo, facile da tralasciare. Diceva più o meno sempre la stessa cosa: FILM DRAMMATICO – PERSONAGGI AL CENTRO DELLA STORIA. NO MOSTRO. RIPETO. NO MOSTRO. Nonostante il caps-lock si leggeva poco comunque e la gente ha iniziato a dimenticarsene. Nella cultura popolare di chi non ha mai visto un film di Godzilla si dà per scontato che le sue storie girino tutte intorno a dei mostri grossi sempre più buffi ma spesso e volentieri è proprio il contrario. Ci sono dei concetti grossi quanto il mostro per cui l’uomo è causa del proprio male, e tralasciarli sarebbe come andare al cinema e dimenticarsi come ci si siede. In tutto questo nasce il problema di trovare un regista adatto che sappia gestire sia il lato umano che il lato mostruoso della storia senza trattarli come fossero due cose diverse, e chiunque abbia visto Monsters ha capito subito che la scelta poteva essere solo una.

Godzilla-2014-Roar

LA VISIONE

Passato: Gareth Edwards gira Monsters con 15mila dollari e un bagaglio tecnico della madonna, facendo capire a tutti che il futuro del cinema di mostri fosse tutto lì. Forse non se ne accorse nessuno ma, già allora, il regista gridava “GODZILLA” da tutte le parti. Il tono, il messaggio, i personaggi e la computer grafica erano al loro posto. Bastavano solo qualche milione di dollari in più e un mostro gigante.
Presente: Gareth Edwards gira Godzilla con 167 milioni di dollari, spazzando via qualsiasi esempio di mostro in CGI e ponendo le basi per un futuro fatto di mostri che sembrano esistere davvero.
Futuro: Gareth Edwards è il capo dell’universo.
Capisco chi non ha amato Monsters: è una storiella d’amore, a tratti ripetitiva e stagnante, che mostra il suo potenziale più alto solo nelle sequenze finali. È un film che nelle premesse inganna, fa venire il nervoso, e alla luce di questo capisco, fino a un certo punto, chi non ha amato Godzilla o chi è sempre stato scettico. Questo Godzilla parte dal presupposto che per girare un buona storia ci sia bisogno di raccontarla creando un contesto adeguato, cosa che, inevitabilmente, richiede del tempo. Capisco quindi chi è andato al cinema ancora pieno di Pacific Rim aspettandosi la stessa esuberanza e lo stesso tipo di spettacolo. Capisco, quindi, chi aveva voglia di vedersi il solito blockbuster con le cose grosse e, per lo stesso motivo, capisco anche che chi si aspettava qualcosa del genere non aveva alcuna idea di cosa fosse Godzilla e cosa comprendesse il suo immaginario. La differenza, sostanziale, è che Godzilla non è e non è mai stato il vostro solito film con il mostro grosso. È sempre stato qualcosa in più, che fosse nell’esagerazione o nella serietà.
Quello che leggerete da tutte le parti è che Godzilla ci mette un vita ad arrivare. È vero, la prima ora è tutta storia, una storia che funziona perché pulita da tutto l’esuberante che il cinema d’azione ama. Nulla è raccontato per il semplice piacere di farlo così come nessuna azione è mostrata per il piacere dello spettacolo. Non vediamo militari sparare razzi a caso distruggendo più città dei mostri perché sono belle le cose che esplodono. Non vediamo azioni insensate dirette da dei generali che sembrano usciti da Avatar. Non esiste, qui, lo stereotipo action dell’azione militare arrogante, della scienza lasciata per ultima, dell’eroe in quanto unica persona a capire davvero cosa stia succedendo. Non esiste, a dirla tutta, alcun stereotipo sui generi. A far da padrona qui è la ricerca quasi maniacale del realismo e, di conseguenza, del giustificato, con l’unico obbiettivo di immergere gli spettatori in un mondo talmente verosimile da non permettergli di sospendere l’incredulità quando entrano in gioco dei mostri atomici giganti, qui giustificati da un contesto nucleare in cui la nostra dipendenza da quella energia non è differente dai bisogni biologici dei mostri risvegliati. Gli unici difetti, quelli più evidenti, vengono da una scrittura forse troppo legata all’immaginario americano per cui il trasporto emotivo verso un giovane militare dalla famiglia perfetta, qui gran protagonista, è dato per scontato. Non è un personaggio estramemente approfondito, come del resto tutti gli altri, ma in ogni caso vengono mostrati i giusti dettagli per comprenderne la posizione nella storia e le motivazioni, senza ripiegare su trame parallele insignificanti per aumentare dell’empatia non necessariamente richiesta. La tanto ricercata carica emotiva verso i protagonisti è riuscita in almeno un paio di occasioni, tutte nella prima ora, e inizia a fallire solo quando Godzilla diventa il grande protagonista della storia. Lì tutto si carica sulle sue spalle, la missione dell’eroe diventa la sua missione; tutte le emozioni e le aspettative vengono sfogate in un unico, lunghissimo, ruggito.

20823568_godzilla

Questo.

Gareth Edwards, nel frattempo, fa miracoli. La sua visione della distruzione è chiarissima, precisa e satura di dettagli. Ogni immagine, ogni relitto, ogni paesaggio desolato e ogni palazzo in rovina è un dettaglio che si aggiunge a un altro. La ricerca maniacale del realismo di cui prima è qui sfogata nella più precisa e minuziosa devastazione che abbia mai visto su uno schermo. Il cinema di Gareth Edwards è un cinema di dettagli, di cose apparentemente piccole e inutili ma che nell’insieme creano un mondo che esiste davvero. La precisione nel mostrare uno sfondo, un punto in lontananza, una televisione accesa, fa in modo di dare vita a un mondo che potrebbe benissimo essere il nostro. Non c’è, nella sua visione, alcuna sbavatura, alcuna ricerca dell’esagerato, solo la grande ambizione di riprendere cose che non esistono come se ci fossero sempre state. È un processo di continuo perfezionamento della finzione verso il realismo che il cinema ha iniziato nel momento in cui è nato e che ora sta ottenendo i suoi risultati più spettacolari.
Concentrandosi sui dettagli Edwards fa in modo che l’azione sia limitata in momenti ben precisi, costruiti nel tempo con la minuziosità di chi vuole che questi abbiano effettivamente l’importanza che si meritano. L’apparizione di Godzilla, le sue caratteristiche più conosciute, le sue mosse più iconiche; tutto viene mostrato dandogli un peso ben specifico, garantendo spettacolo e stupore nonostante l’ovvietà di quello che sta succedendo. Descrivere un mostro nella sua più classica delle forme riuscendo comunque a lasciare a bocca aperta è forse la più grande conquista del regista. Questo, e la grafica dei mostri.
Appena lo vediamo Godzilla è talmente grosso da non stare, letteralmente, nell’inquadratura. La prospettiva umana diventa lo strumento principale per descriverne la possenza e solo in lontanza, sullo sfondo, il mostro può essere visto nella sua interezza. Edwards ci mostra lui e i due MUTO (le cui teste dal design quasi robotico mi sono piaciute più del dovuto) concentrandosi prima su dettagli e parti del corpo, ostendando inquadrature per lunghi secondi che, semplicemente, urlano “guardate come sono bravo”, per poi lasciarsi andare in sequenze di assoluta calma in cui le creature, ferme, vengono mostrate con tranquillità, con la coscienza di non aver sbagliato nulla. Non s’erano mai viste in un monster movie sequenze silenziose in cui gli unici protagonisti sono due personaggi e una gigante testa di mostro, né inquadrature lunghe e statiche su due mostri intenti a uccidersi.
Le scelte riguardanti Godzilla, nello specifico, oltre ad azzeccatissime sono state anche molto coraggiose. Qui non è quell’invincibile creatura che si potrebbe credere, qui è un animale scritto in quanto tale, mosso da istinti primordiali che lo portano a volere solo una cosa, la sua preda, e poco importa quindi se mentre nuota verso l’America una flotta di portaerei lo sta praticamente scortando. In qualsiasi altro film, in qualsiasi altro film americano, Godzilla le avrebbe prese e usate come stuzzicadenti, ma qui, dove regna la ragione, non avrebbe avuto senso. Godzilla è un animale, un animale grasso e pesante, e gli animali faticano, si stancano, combattono fino a non poterne più e, come tutto, hanno dei limiti. Quando Godzilla le prende soffre, incassa, e sul suo volto il dolore è evidente. Godzilla qui è costretto a combattere, risvegliato e governato da un istinto più vecchio di lui, costretto ad esaurire le sue forze e a usare ogni arma in suo possesso. Questo Godzilla, una volta esausto, crolla a terra sotto il peso della sua forza. È anche un Godzilla palesemente scazzato, infastidito a morte dalla presenza di queste due creature che non vede l’ora di rimandare da dove sono venute.

Elizabeth Olsen

Io, al cinema (se fossi una figa).

La sequenza più iconica della pellicola vede un’inerme Elizabeth Olsen ritrovarsi in mezzo ai due mostri, ribaltando la premessa di Monsters per cui erano gli alieni ad essere finiti tra gli umani. Qui sta il film, i suoi concetti; un’inquadratura dal basso, due mostri imponenti; un epico mezzogiorno di fuoco, e noi là sotto, come al cinema, a guardare.
Questo Godzilla, come il film, è l’esempio di mostro più vero e filologico che sia mai sbarcato al cinema. Questo Godzilla, come il mostro, ha posto degli standard tecnici e narrativi che, per ora, solo Gareth Edwards potrà soddisfare.
Forse il film più coraggioso da un po’ di tempo a questa parte, pieno di scelte controcorrente che faranno incazzare tantissima gente ma che, se tutto andrà bene, cambieranno un po’ la faccia di questo tipo di cinema. Il futuro comincia anche un po’ qui, e chissà che non sia il caso, come nel 1965, di aspettare la risposta di Gamera per vedere smuoversi ulteriormente le acque.

DVD-quote:

“Più grosso, più bello, più scazzato”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>>IMDb | Trailer

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366 Commenti

  1. John Matri

    Oggi l’ho rivisto con la consapevolezza che gli umani saranno inutili tranne quando fanno gli uominiscoiattolo o hanno treni in fazza.
    Sono uno stronzo, Godzilla spacca e vorrei abbracciarlo tantissimo.

  2. Steven Senegal

    arrivo lunghissimo, ho letto tutti i commenti e vedo che s’è discusso in lungo e largo. Per me, gran film seppur coi suoi difetti. L’unica cosa che non ho capito è perchè watanabe ogni volta fa la faccia tipo di quando scopri che ti hanno inculato/rigato la macchina piuttosto che quella di chi vede un mostro di 110 piani

  3. Lars Von Teese

    Visto ieri sera in compagnia del sommo Nanni e un’allegra ciurma di calcisti. Vi dico la mia dopo 24 ore passate a raffreddarmi la testa. Ho seminato un po’ di spoiler qua e la`, abbiate pazienza.

    Per quanto mi riguarda e` un film da sufficienza. Forse un 6+.

    – Riuscito nella realizzazione dei mostri; eccellente, per quel poco che si vedono, poi Godzi e` veramente badass, specie quando rutta verso il mondo intiero

    – Riuscito nelle varie citazioni dei vecchi film (la centrale atomica all’inizio e` veramente anni 50 a bestia, ai computeroni di cartone con le lucine mancano solo le bobine che girano)

    – Davvero riuscito in un certo numero di scelte registiche, esteticamente molto belle, probabilmente quella che mi e` piaciuta di piu` e` il lancio dei paracadutisti in mezzo alla desolazione della citta` distrutta, inquadrata da piu` puntidi vista e con una fotografia lugubre che spacca il culo, per me e` li` dove comincia davvero il film, ma quasi tutte le sequenze con Godzi sono super epiche

    I punti deboli purtroppo sono tanti (mi ci soffermero` un po’ di piu`):

    – attori cani, ma cani duri, vergognosamente sotto standard per un film da 160 milioni (a parte forse il povero Cranston, che comunque qui non e` che abbia tirato fuori il suo repertorio migliore); kickass ha l’intensita` attoriale di un alluce valgo, Watanabe ha una costante, COSTANTE, no ma che dico, C O S T A N T E espressione contrita, che modifica lievemente una prima volta quando dice esultante “GOJIRA!” e una seconda volta quando sul finale con tutte le sue forze riesce a semi-sorridere (evidentemente la stava trattenendo da tutto il film e l’ha lasciata finalmente andare con grande sollievo)

    – un quantitativo di scene e personaggi TOTALMENTE inutili davvero preoccupante (ma qui il colpevole e` evidentemente quel pianto di sceneggiatore): la scena del treno, le infinite sotto-minitrame tipo la scena col bambino sulla monorotaia (ma sticazzi?), la dottoressa che accompagna watanabe tutto il tempo strabuzzando gli occhi e elargendo solo banalita`, TUTTA la Olsen, TUTTA la Binoche (che secondo me aveva tipo perso un aereo e trovandosi li` per caso mentre giravano l’hanno fatta recitare per una mattinata, la scena della sua morte e` talmente priva di pathos che non sarebbero riusciti a darle carisma nemmeno se dall’oblo` gli scienziati giappo la incaprettavano davanti a Cranston cavalcandola sulle note di furia cavallo del west, prima di morire per le radiazioni cacando dalle orecchie), un paio di trasporti delle bombe atomiche, TUTTI I SOLDATI che parlano (ma quanto e` inutile il soldato nigga con gli occhi storti?), TUTTI (o quasi tutti, dai, a parte quelli sul bus) I BAMBINI. Fossi stato io il montatore del film ne avrei fatto il cortometraggio su Godzilla piu` fico della storia

    – Quanto sopra purtroppo si riflette negativamente sulla struttura del film. La prima parte allettante sembra porre tutte le premesse per un film gustoso, che pero` va via via spegnendosi in una parte centrale ridondante, bolsa, piatta e noiosa al limite dell’estenuante che riesce infelicemente a distruggere tutta la tensione accumulata, e qui per fortuna il film viene preso letteralmente per i capelli e salvato dallo sfacelo grazie all’entrata in scena del nostro gozzillone (ma veramente in corner). Ma dico, possibile che la produzione non abbia chiesto di tagliare un po’ di fuffa inutile?

    – dite quello che volete, sara` pure il tocco autoriale, e saranno pure le inquadrature dalla finestra del cesso della suite del Caesar Palace, e sara` pure sto gran cippardone, ma a me ha fatto veramente girare i coglioni il fatto che praticamente ogni santa volta che qualcosa di interessante stava per accadere, il film staccava e virava verso un bambino col GI Joe de sto cazzo davanti alla tv, un autista negro che invece di aprire il finestrino del bus urla al soldato fuori “non ti sento!” (e grazie al cazzo che non lo senti, pirla), un soldato random “YES SIR!/NO SIR!”, gli occhioni da pornobambi della Olsen o quel minchia di kickass empatico come un termosifone rotto. Io personalmente speravo che quando Godzi lo vede li` per strada ferito lo disintegrasse con un rutto atomico

    – poi finalmente Edwards si rende conto di aver severamente rotto i coglioni e improvvisamente cessa gli stacchi sui mocciosi maledetti per regalarci due, sissignori, DUE DI NUMERO! scene di menare, pure abbastanza corte e non particolarmente dinamiche (ma qui ci sta, Edwards rifiuta i combattimenti strafighi alla Pacific Rim/Transformer che evidentemente non sono il suo pane e preferisce buttarla, secondo me indovinando, sulla citazione palese dei combattimenti nostalgici e anche un po’ goffi dei vecchi film). Godzilla tra l’altro prende un sacco di botte quando combatte da solo contro i due cavallettoni giganti, ci vuole giusto quel pirla di kickass a dar fuoco alle uova per dargli un diversivo, recuperare le forze e svomitazzare fuoco atomico in gola a quella zozza della locusta.

    -parecchi i maccosa (che sono stati gia` detti e ridetti) ma alla fine in linea con un film del genere (cioe` amico, e` un film di godzilla dove i mostri allattano i figli con le bombe atomiche, che cazzo di realismo vuoi avere?). La trama di per se` e` davvero insulsa e il tentativo goffissimo di renderla un minimo meno lineare rende pallosissima la parte centrale.

    -La totale assenza di battute rende il film molto ‘freddo’, quasi neutro. E nonostante questa scelta (che e` palesemente una scelta) abbia un senso se parliamo di fedelta` al primo film degli anni 50, dal punto di vista dell’intrattenimento puro perde molti colpi. Io credo che l’intenzione iniziale fosse di trasmettere una sensazione di grande dramma e disorientamento di fronte alla natura “che si ribella”, disgraziatamente la trama ingolfata a mio avviso impedisce al film di ottenere quell’effetto, che pero` traspare in molti punti, specie sul finale

    -inaccettabile che Godzilla esca allo scoperto cosi` tardi nel film. Vi ricordo che il film non si intitola “Kickass: infanzia in giappone e maturita` nell’esercito trasportando bombe in allegria”, ma GODFUCKINGZILLA

    In definitiva, un film sicuramente decente ma con un sacco di roba che non va. Personalmente non faccio nessuna difficolta` a paragonarlo a Pacific Rim (che secondo me ha obbligato Edwards e la produzione a dover fare un sacco di cose in modo radicalmente differente, volente o nolente), che per me, e so di non incontrare il favore del pubblico ma anche stigrancazzi, vince sotto ogni aspetto (sono un fanboy di Del Toro, che vi devo dire), ma proprio a mani basse. Io guardando PR ogni due per tre esultavo strillando come un pazzo, ero tornato bambino. Qui diciamo che il finale riuscito e il fatto di vedere il film su uno schermo smisurato mi ha salvato a malapena dalla rottura di coglioni.

  4. WoodyHharlemsons

    Apparte tutta questa scienza tirata in ballo in un film di FANTAscienza,Godzilla è un film fondamentalmente per adulti,mentre Pacific Rim era chiaramente dedicato ai bambini:
    Godzilla visto dai marmocchi=INCUBI,Pacific Rim=SOGNI e su questo credo siamo tutti daccordo.
    10 minuti in meno di dramma familiare e 10 minuti in più di BANG BANG CRASH sarebbe stato perfetto (quoto @obi)
    MA SOPRATTUTTO La cosa tristissima che vorrei far notare è che oramai anche il buon vecchio Ken Watanabe in terpreta solo vecchi rincoglioniti da un bel po di tempo ormai…eredi degni non ne vedo.Tra poco secondo me saranno costretti a cambiare gli occhi agli americani in CGI per fare uscire qualche nippo cazzuto.

  5. Bomb La Tour

    io ho goduto come un riccio dall’inizio alla fine.
    E il merito di cio va in parte alla redazione che con i suoi articoli mi ha preparato a non aspettarmi un Pacific Rim 2.0.

    e quando un film fa questo effetto, personalmente il resto fotte veramente sega.

  6. Tony Spak

    devo ancora vederlo ma recentemente ho rivisto quello del 54 e da come leggo mi pare di capire che cerca di andargli dietro. Ma se cosi’ per capirlo al meglio non si puo’ prescindere da una conoscenza almeno minima del nippo pensiero e da una isione recente del capostpite appunto altrimenti si fa solo una montagna di mmerda. D’accordissimo con sopra P.R. non c’entra un cazzo. . . . È la trasposizione su film vero di quando del toro e noi giocavamo con i modellini dei robot e dinosauri di gomma sceneggiando storie diverse ogni giorno. . . .chi l’ha fatto come me non ha potuto non commuoversi davanti agli elbow rocket vari. Se approcci a godzilla in questo modo si scazza di brutto perchè il godzilla del 54 è un nippo metaforone enorme per i “grandi” come questo che (mi sembra di capire) gli fa il verso. Se volete vedere più mostro facile cè sempre la tamarrata ammerigana di emmerich e buonanotte.

  7. Bucho

    Il problema di Gareth è che ha concepito Godzilla con le stesse logiche di Monsters. Pippe anali sui protagonisti e catastrofismo ridotto all’osso. Lì almeno era giustificato per assenza di budget, qui no.

    Deve iniziare a darsi una svegliata, sennò meglio che cambi genere e punti sui drammoni melò, visto che gli piacciono tanto.

    Oggi gli hanno messo in mano lo spinoff su Boba Fett.

    Boba Fett si vede un 10 minuti scarsi nella trilogia originale.

    Gareth fatti un po due conti in sala di montaggio. Lo dico per il tuo bene.

  8. The Spew

    Sono d’accordo su TUTTA la linea con Lars Von Teese aggiungendo poi che quando Godzilla non rutta o sbraita sembra Denver.
    Occasione persissima a mio modo di vedere.

  9. cinepathia

    giopep: “adesso non stiamo a spaccare il capello sul fiato atomico, dai.” eh, ma l’avevo detto che la risposta al mio maccosa poteva benissimo essere un “ma chi se ne incula” e avevo pure detto che poteva essere la risposta a tutti i maccosa che saltano fuori da un film che si intitola Godzilla (che c’ha una locandina con un lucertolone di millemila piedi… Che se la guardi e non ti parte un maccosa prima di entrare in sala c’hai dei problemi seri. e dato che il maccosa ti parte prima che il film inizi, se entri e accetti di vederlo e vuol dire che accetterai pure tutti i maccosa della situazione, se così non è hai più problemi di quelli che trovano naturale una lucertola radioattiva) il post l’avevo inserito solo per dire che il muto crepa d’indigestione, e la cosa mi pareva simpatica. insomma, volevo dire quello che ha detto schiaffi senza mandare a cagare uno stuolo di sfigati. Che in qualità di sfigati gli insulti se li meriterebbero pure magari, ma c’ha già pensato madre natura no?

  10. cinepathia

    gojira: “Inoltre, in effetti, le radiazioni non dovrebbero essere visibili, al contrario del plasma” verissimo, e i rettili non dovrebbero essere più lunghi di tre metri :D

  11. micene

    @Schiaffi: secondo me sei stato un po’ severo nel giudizio; quella scena sarà la più figa almeno degli ultimi 50 anni!! Gira voce, poi magari non è vera eh, per cui al MoMa adesso useranno una sala solo per proiettare quella scena a ripetizione!
    Se poi invece di perdere tempo con 10 righe di enfasi ne sprecavi un po’ di più a leggere avresti pure colto il senso del discorso, ma capisco che così è più divertente.

  12. cinepathia

    le lucertole scusa, non i rettili.

  13. cinepathia

    condivido praticamente tutto quello che dice von teese. alcune cose no, ma come si diceva prima: “chi se ne incula”, l’analisi che esce da quel post è la cosa migliore che abbia letto in rete su ‘sto film.

  14. cinepathia

    e adesso scusate, ma mi levo veramente dai coglioni. uh, off-topic della madonna: ho visto big bad wolves… e o lo recensite, o cambiate nome. no sul serio, voglio la vostra recensione, io mi sono ammazzato di schifo risate e cattiveria per tutta la durata. eccezionale.

  15. @cinepathia: ho scritto “big bad wolves” nel campo di ricerca in alto a destra ed e’ uscito questo:

    http://www.i400calci.com/2013/12/il-cinema-delle-martellate-presenta-big-bad-wolves-la-recensione/

    E’ lui?

  16. Dan

    Pessimo film dall’ottima fotografia… le atmosfere erano azzeccate… ma gente per favore!!! La trama!!! Quando scrivi la trama a caso vuol dire che non ti sei minimamente sforzato di dare congruenza logica al background fantascientifico!
    Parassiti, predatori alfa, mangiano radiazioni o si mangiano fra loro? la bocca a che serve??? Ma se mangia radiazioni che predatore è? Ma se i parassiti sono gli unici che lo possono uccidere perché godzilla è l’unico a poterli uccidere “per riportare l’equilibrio” ? Equilibrio? ok è un predatore se li deve mangiare, ma non si ritiravano tutti negli abissi per cibarsi di radiazioni? E allora perché arriva li pesta e se ne va? Non li mangia perché si ciba di radiazioni, ma perchè li ha pestatiiiii? Ma perchè ha la cazzo di bocca??? AAARRGH! Ma soprattutto: GLI IMPULSI ELETTROMAGNETICI NON CREANO SCOSSE SISMICHEEEEE!!!! La centrale crolla per un sisma e io subito pensavo che fossero i passi di Godzilla! Garteh pls y u do dis!!!!!!

  17. samuel paidinfuller

    @schiaffi scelgo te!

  18. samuel paidinfuller

    dimenticavo
    #TeamBracciottiPaffutiDiGodzilla

  19. Lenny Nero

    @Lars Von Teese dopo aver letto che la morte della Binoche è priva di pathos ho capito che probabilmente non abbiamo visto lo stesso film.

  20. Lars Von Teese

    @Lenny
    devi comunque ammettere che farla incaprettare dagli scienziati in preda al delirio radioattivo mentre cranston guarda in lacrime dall’oblo` mi avrebbe valso un premio certo ai sylvester

  21. Wuwazz

    Potevano tagliare la testa al toro e mettere a GoZZilla una masherina e una gigantesca bandiera americana messa a mò di mantello. Sarebbe stato più corretto nei confronti dello spettatore.

  22. Wuwazz

    Comunque, il problema di questo film è che si prende troppo sul serio.

    Ci sono tutti gli elementi per fare la solita divertente e altamente spettacolare baracconata americana.

    1) L’eroe megagonfiato dell’esercito americano, che però è buono, non cattivo. Lui disinnesca armi, non uccide. Lavora per la pace nel mondo=Gli Stati uniti lavorano per la pace nel mondo

    2) bandiere americane ovunque.

    3) moglie dell’eroe infermiera / madre dolcissima che salva il mondo una persona alla volta e soffre per chi combatte per la libbertà (cit. “grazie padre pio”)

    4) Mostri cattivi

    5) mostri buoni che combattono mostri cattivi

    6) calamità naturali devastanti. Morti stimate: 234 persone al metro quadro. Ma il particolare del cane e dei bambini che si salvano è sempre in primo piano.

    7) gli afroamericani guidano autobus, gru e fanno gli spazzini

    8) I militari sono tutti stupidissimi

    9) trama ai minimi storici, giusto per giustificare il cambio di location e non fare tutto nello stesso posto.

    10) la tragedia come incipit. Il cambio di un uomo

    11) la teoria del complotto

    12) Ken Watanabe

    13) l’eroe nel momento di disperazione che come ultima risorsa è costretto (per difendere la sua patria) a puntare una pistola contro il mostro di 200 metri)

    14) esplosioni. esplosioni. esplosioni.

    15) nel momento in cui i capi dell’esercito stanno gridando l’uno contro l’altro perchè il piano è impossibile da attuare e oltretutto è anche troppo pericoloso… “dovremmo trovare uno che sia in grado di disinnescare la bomba… MA CHI PERDIO??? CHIIII??? SONO MORTI TUTTI!!!”
    …allora ecco che proprio in quel momento ti sbuca l’eroe da una nube di fumo dicendo: “no… non tutti…. Io posso farcela.”

    e potrei continuare fino al numero 578 circa.

    Il punto è che quando vado al circo, mi aspetto di vedere i pagliacci che corrono dappertutto e fanno di tutto per farmi divertire.
    I pagliacci qui ci sono, ma invece del circo è come se li avessero piazziati in una stanza da meeting a parlare di teorie di marketing e a darsi un tono bevendo bottiglie d’acqua da 20 euro l’una per darsi un tono.

    Non so se mi spiego. I pagliacci devono fare i pagliacci.

  23. Steven Senegal

    ebè già il fatto che…SPOILERRR! la binoche si sia levata dai coglioni dopo soltanto 5 minuti a me un po’ di emozione me l’ha lasciata.
    In generale mi pare, nonostante siano film con premesse differenti e manco forse paragonabili, che molti dei difetti che vedo evidenziare per sto film si possano benissimo imputare/capovolgere pure x Pacific Rim. Solo che per quello, complice la nostalgia canaglia, tutti più indulgenti

  24. @steven lo so che sei un po’ arrugginito ma ricorda il galateo.
    Prontissimo a scusarmi se per caso sei solo l’ultimo di 300 commenti spoilerosi, gli altri non li ho ancora letti.
    Do’ per scontato che sia piaciuto tantissimo a tutti e che nessuno si sia lamentato di cose ridicole tipo se sia piu’ o meno credibile che un mostro di 50 metri spari i raggi laser dalla bocca.
    Ci credete? Ho letto in giro anche cose del genere.
    Prego, continuate.

  25. Lars Von Teese

    @steven

    tutto merito della nave da baseball

  26. Steven Senegal

    @nanni: chiedo perdono sui ceci. Auspico anche nel mio caso un banner in grassetto che mi faccia la vergogna davanti a tutti, nessuna pietà

  27. @steven: non ho esagerato perché non ho ancora ricontrollato i commenti precedenti e magari qualcuno ha fatto di peggio. Due punti fedelta’ di multa e morta li’.

  28. samuel paidinfuller

    io invece sono sicuro che se questo fosse uscito prima di PR ci sarebbero state ancora meno critiche ai personaggi del film di ciccio.
    per dire i personaggi di kickass e BB a quelli di idris e humman gli spicciano casa.

  29. Steven Senegal

    no spicciare casa no, il soldato e il pilota del jaeger hanno pure abbastanza in comune. Pentecost lo metto in cima per carisma ma la cosa risente pure del fatto che è Idris Elba. Son sicuro che i mega fan del vecchio avranno apprezzato la carica drammatica e il pensiero lo avevano sempre a BB. Diciamo che sono pari va’

  30. Lars Von Teese

    ma che spiegazione e` “perche` e` idris elba – quindi sono pari”?

  31. samuel paidinfuller

    @steven
    dai…almeno humman c’ha uno straccio di evoluzione dopo le pizze prese al polo nord, il minimo sindacale di conflitto interiore e delle dinamiche relazionali di base con la jappo, l’australiano e idris.
    kickass il nulla più totale.
    poi proprio come scrittura/tridimensionalità dei personaggi tra idris e BB non cè confronto.
    Come ho già detto quello di BB è ai livelli di woody harrelson paranoico e comblottista in 2012

  32. Il Reverendo

    lars von teese ha detto tutto e l’ha detto bene. quotone.

  33. Lars Von Teese

    grazione

  34. Steven Senegal

    @lars: non mi sembra difficile accettare che una parte del gradimento per un personaggio possa essere viziata dalla considerazione che si ha dell’attore anche per precedenti ruoli

    @samuel: mmm… anche kickass un minimo di sviluppo ce l’ha eh. Poi entrambi so’ tormentati da drammi in famiglia, cadono, si rialzano, combattono… magari lo scarto c’è ma non è che stiamo parlando di uber caratteri. Sulla cosa dello stereotipo non ti seguo, pensavo che personaggi un po’ meh e cliché fosse abbastanza pacifico pure tra chi ha apprezzato PR come noi. Al max si può dire che in PR dovrebbe essere una scelta precisa e in G involontaria

  35. cinepathia

    nanni: bella lì finisco di scrivere sto post del cazzo e volo a leggermela.

  36. samuel paidinfuller

    a parte che per me alcuni (ok pochi) dei tratti dei personaggi di PR sono tutt’altro che stereotipati (es. il rapporto tra humman e la jappo che non sfocia in nessuna cazzo di love story/bacio, o il rapporto tra la jappo e pentecoste), e tra i non stereotipi c’è tutto pentecoste.
    Quindi se confronto pentecoste (no-stereotipo) a Cranston (stra-stereotipo) stravince il primo.

  37. Steven Senegal

    Un mentore/comandante in capo carismatico, a tratti burbero/rigido a tratti bonario che lascia intendere grande forza e introduce il giovane protagonista all’impresa, sacrificandosi e andando in contro alla morte per il bene comune o a mo’ di supporto = no stereotipo? Srsly?

  38. gojiriath

    @cinepathia
    Touché :D

    @Lars Von Teese
    Io sono d’accordo su alcune cose e non proprio su tutto ma fanculo, ti voto la scena dell’incaprettamento radioattivo e selvaggio della binoche.

    @Nanni
    Chiedo venia in anticipo. Ho usato lo SPOILER ma non sempre me ne sono ricordato :(

    @Wuwazz
    Grazie di aver spiegato come il problema di questo film sia il fatto che si è preso troppo sul serio, con un post che dice cose che potrebbero far ridere ma finisce per prendersi troppo sul serio. Niente di personale!

  39. Appena visto. A sto punto inutile scrivere papiri, mi iscrivo nel team “lato umani = chemmerda, lato mostri = cheffigata”. Insomma storia e (soprattutto) personaggi e dialoghi li gestivano sicuramente molto meglio un regista e uno sceneggiatore più esperti, mentre sulla messa in scena dei mostroni e degli sfracelli niente da dire, fa puppare la fava a tutti (Pacific Rim ora sembra davvero una bambinata sotto questo aspetto). Nel 2 c’è da sperare che la razza umana sia estinta, insomma.

  40. Aggiungo un quotone per @Wuwazz (il suo commento è poco sopra questo) che secondo me evidenzia il principale problema del film in modo perfetto: personaggi e situazioni sono tutti ma proprio tutti quelli del classico teatrino alla Emmerich/Bay, però mentre questi ultimi i nostri amati burattini li sanno far muovere per bene, qua invece stan zitti, non sanno la battuta, si impacciano nei fili, non fan ridere né piangere.

    Pacific Rim aveva lo stesso problema, solo che almeno lì Del Toro ci aveva provato a muovere i pupi e lo show gli era venuto di merda, qua invece non ci si prova proprio.

  41. Marfi

    Bello. Molto. Secondo me Edwards a questo punto è l’unico che può fare un film come Cristo comanda sui Grandi Antichi!!! Dai Gareth, dai dai dai, che ti costa?

  42. 340 commenti, discussioni anche sulla struttura subatomica della saliva dei Muto. Signori, Edwards ha già vinto così. Ora è in groppa a Gojira a ballare la giga sui resti di San Francisco.

  43. Ishiro Sfonda

    Non ho ancora letto tutti i commenti, quindi mi scuso in anticipo se qualcuno l’ha già fatto notare. Si cita in continuazione il film del 1954, dimenticandosi che esistono altri 27 film su godzilla… L’unico riferimento al franchise Toho è giustamente Gojira, tra l’altro la stessa Toho per i suoi due maggiori reboot (1984, 1999) oltre ad altri minori nella serie “millennium” (1999-2004) ha sempre considerato solo il film del 1954, ma per giudicare obiettivamente non si può ignorare l’esistenza della ventina di pellicole (alcune delle quali vorrei sinceramente rimuovere dalla memoria o quantomeno riavere indietro il tempo dedicato alla visione) girate in 60 anni. Questo Godzilla non è figlio dell’originale, ma anche di tutto ciò che la Toho ha proposto in sei decadi. Inutile quindi tirare in ballo in continuazione l’originale per screditare questo.

  44. gojiriath

    @Ishiro Sfonda
    Assolutamente d’accordo con te. Che per fare questo Godzilla si sia preso guardando un po’ a tutto quello che di Godzilla, in un modo o nell’altro, abbiamo dovrebbe essere abbastanza evidente! E secondo me in tal senso è stato fatto un buon lavoro.

  45. Alberto

    Ho visto su Youtube qualche vecchia scena di film giapponese su Godzilla. Serizawa aveva quelle espressioni fisse da cinema/teatro giapponese, forse che Watanabe e Gareth Edwards hanno voluto omaggiare quel tipo di recitazione ?
    La scena silente in cui Gojira svolazza la coda a San Francisco è magnifica sotto i rintocchi di un pianoforte. L’entrata in scena di Godzilla a Honululu è splendida, il passaggio dall’acqua provocando un assai improbabile tsunami, non è così grosso , credo da spostare una tale massa d’acqua,fino alla comparsa all’aeroporto quasi urtato dall’elicottero che sta attaccando Muto 1, passando tra i palazzi inquadrato dall basso e dai razzi sparati dai soldati appostati sui tetti. Leggo molte recensioni ovunque sul web, le citazioni del cinema di Spielberg, esempio le cosidette ” Spielberg face”..etc. etc. Alla fine mi convinco che malgrado qualche difetto sia stato un ottimo film di fantascienza e un buon film in assoluto, un classico da rivedere. Peccato che gli occhialini 3d mi abbiano reso le immagini più scure, ambedue le volte che sono andato al cinema avederlo.
    Saluti a Tutti

  46. Harrison Frodo

    Che spettacolo, ragazzi! E grazie ai 400calci per la mostrologia di qualche settimana fa che è riuscita a farmi apprezzare appieno questo film. L’inizio è Spielberg, punto. Sembra di rivedere l’opening di Jurassic Park. Che meraviglia. E poi gite in mezzo mondo, sotto a montagne piene di rifiuti radioattivi, avanti e indietro dal Giappone (cazzo, sembra piccolissimo il mondo in questo film!), San Francisco e grattacieli. LA SCENA DEI PARACADUTISTI, e non aggiungo altro. No, invece ci aggiungo qualcosa: i tre/quattro flare sparati nel cielo notturno la cui rifrazione illumina quella bellezza al bagno che è Godzilla.

    Ora, io ho due semplici considerazioni da fare:

    1) Temo, penso, spero che il possibile, probabile, auspicabile spin-off di Guerre Stellari dedicato a Boba Fett e diretto dal nostro Gareth Edwards sarà ahimé migliore del Guerre Stellari di GeiGei.

    2) A sto punto avrei voluto essere amico di Gareth Edwards quando entrambi eravamo bambini. Non ve lo sto neanche a raccontare quante storie di mostri e di fantascienza ci saremmo inventati, al riparo delle nostre capanne fatte di lenzuola, mentre fuori infuriava un violento temporale estivo……….

  47. Ieri sono tornato all’Imax e mi è piaciuto esattamente come la prima volta: molto, seppur con minime riserve.

    Però, inevitabilmente, l’ho guardato con in testa le mille discussioni da puntalcazzo che sono emerse qua e ho fatto caso a un paio di aspetti che riporto qui, non tanto perché abbiano reale influenza sul mio gradimento del film ma perché alla fine ‘ste discussioni assurde mi divertono. :D

    Ce la siamo menata su che fine facciano le radiazioni dell’esplosione, ipotizzando che se le mangi tutte Godzilla e mi pare nessuno abbia fatto presente che quando babbo MUTO passa il razzo a mamma MUTA subito questa se lo struscia sulle uova e poi lo piazza giù nel nido con le uova che si ciucciano il missile, dove rimane per un tot: mi pare si possa presumere che, se non per intero, comunque gran parte delle radiazioni sia già stata assorbita, quando arrivano i soldati a fregarsi la bomba. Aggiungo che quando viene presentato il piano, viene detto che la ricaduta sulla città in termini di fallout radioattivo sarà minima… a maggior ragione immagino lo sia nel momento in cui in parte c’è già stato lo spuntino (fermo restando che non sappiamo se l’esplosione avviene alla distanza prevista dal piano).

    Certo, poi rimane la faccenda dell’esplosione e del relativo tsunami. Quando il battello riparte e Kick-Ass viene recuperato subito dopo essere passato sotto il Golden Gate, il timer segna cinque minuti e mezzo. Poi c’è lo stacco con l’esplosione sullo sfondo. Ora, in cinque minuti a quella velocità, a che distanza arriva il battello? Alla fine il succo sta lì.

    Ah, quando KA arriva sulla barca può impostare il GPS perché il motore era stato avviato dai soldati smaneggiando coi fili. Solo che poi il MUTO s’avvicina, tira una zampatella e spegne tutto. :)

  48. Solero

    Solo per restare nelle discussioni assurde ti dico che quando recuperano kickass dalla barca il militare che li imbraga resta giù e l’ elicottero riparte. Volendo concedere qualcosa potrebbe essere che abbiano poi allontanato labbomba con un altro elicottero..sempre per amor di discussione.

  49. Botte & Costello

    Non ci si può lamentare se per una volta fanno un film di mostri con tono serio e senza battute. Eccheccazzo, volete sempre le stesse cose?
    Filmone.

    La scena paracadutisti+Ligeti da pelle d’oca, insieme a tante altre. Ho apprezzato anche l’atmosfera d’attesa della prima parte del film. Peccato per alcune banalità nei personaggi (umani) e per quell’anticarisma di kickass, ma dopo aver visto le scene coi mostroni…sticazzi degli umani!

  50. Tony Spak

    Visto con filgia di 11 anni….regia e fotografia della madonna..prometteva bene con monsters l’ha confermato con i milioni…scenografia..mah oramai mi sono abituato a vedere il solito canovaccio ammerigano dei blockbuster dove non mancherà mai il soldato tuttofare, l’esercito amerigano pesudo cazzuto con tutti i wtf che si portano dietro, la famiglia e in particolare i bambini da salvare, come vedono un giapponese medio da est che a me ha oramai frantumato i coglioni da tempo tant è che al cinema ci vado con precisione chirurgica grazie a voi.
    Di conseguenza dai personaggi umani non si può e non si deve avere di più e ce ne dobbiamo fare una ragione perchè loro devono vendere e la prova era accanto a me quando mia figlia (che già saltava e si indispettiva ai tagli sulle pizze tra mostri) candidamente mi chiedeva: ma poi riesce a ritrovare il figlio?
    per il resto tutte le obiezioni uscite qui dai 400 commenti mi sembrano abbastanza deboli perchè funzionali ad un filma di FANTASCENZA…. tranne l’onda d’urto finale della bomba che non cala neanche a me.
    inoltre a me personalmente non mi è piaciuto il taglio palesemente buonista dato a godzilla che a sto punto potevano farlo con mantello e stivali così da far avvicinare ancora più gente!!!!
    in effetti così si richiama molto a tutto ciò che è stata la filmologia storica tranne la vaccata di emmerich naturalmente

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