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Di samurai coriacei e arti mozzati – Il centesimo film di Takashi Miike è: L’immortale!

Dopo 70 minuti di visione di L’immortale un pensiero mi è balenato in testa e mi ha accompagnato per tutti i 70 minuti rimanenti. Quel pensiero era: “Takashi Miike ha fatto una miniserie per Netflix ma si è dimenticato di tagliarla ed è passata come un film lunghissimo”. Incidentalmente, il centesimo della sua carriera.
Mugen no junin, Blade of the Immortal per il mercato internazionale e L’immortale qui da noi per coerenza col fumetto da cui è tratto, è una maratona di ammazzamenti della durata di due ore e venti dalla quale bisogna essere veramente stronzi per uscire insoddisfatti, un bel film di cappa e spada in costume di quelli che nessuno ha più voglia di fare (vuoi perché costa, vuoi perché è sempre più difficile infilare product placement di macchine o di smartphone all’epoca dei samurai), impregnato di sangue, violenza e vendetta, splendidamente coreografato e assolutamente divertente. Eppure. Non sarebbe stato completamente da pazzi aspettarsi qualcosa in più.

Agli occhi del mondo esterno, una cosa come il centesimo film dietro la macchina da presa è un traguardo pazzesco, un punto d’arrivo impensabile per i più, da festeggiare e da celebrare magari con un capolavoro, un canto del cigno o una nuova pietra miliare, ma per uno come Takashi Miike — probabilmente per chiunque sia davvero arrivato a dirigere 100 film in meno di 30 anni di carriera — è un giovedì pomeriggio. E infatti L’immortale è un tipico film dell’ultimo periodo di Miike, senza particolari difetti né particolari pregi. L’adattamento di un manga, tanto per cambiare, diretto con mano ferma e senza sbavature, esteticamente appagante ma ben lontano da potersi dire un film d’autore, tanto meno un’opera d’arte.

“Ora giriamo la scena in cui ammazzi tutti”
“Un’altra?”

Ci sono i samurai, il giappone feudale, signori corrotti da sconfiggere e antenati da onorare, ma, andiamo, non siamo neanche lontanamente dalle parti di 13 assassini o di Hara-Kiri, e chiunque sostenga il contrario o ha bevuto o è uno di quelli che gli basta una katana per credere di stare vedendo sempre lo stesso film. (Probabilmente sono gli stessi che parlano a gratis di gore e spatter per qualche fontanella di sangue e arto amputato, quando il soggetto in questione è il regista che ha fatto Ichi the Killer, ma non divaghiamo.) Coi suoi guerrieri dalle capigliature assurde, look da j-rocker e armi da Final Fantasy, L’immortale appartiene piuttosto alla famiglia di Crows Zero e tutta quella realtà aumentata coloratissima e pop dove il Giappone è un parco a tema ma invece di Topolino e Paperino ci sono gli zarri.

Il film si apre con un flashback in bianco e nero che ne sono certo qualcuno avrà il coraggio di definire “poetico” perché è in bianco e nero, e ci introduce alla singolare situazione di Manji, samurai in disgrazia che si è ribellato al suo padrone perché corrotto, quindi l’ha ucciso, quindi ha ucciso i suoi sgherri, tra cui però c’era il marito di sua sorella, quindi sua sorella è impazzita dal dolore, i due si sono dati alla fuga con una taglia sulle loro teste, sono finiti tra le grinfie di un esercito di cacciatori di taglie, i cacciatori di taglie hanno ucciso la sorella e Manji ha massacrato i cacciatori di taglie, ma proprio quando stava per morire anche lui per le ferite riportate è arrivata una strega che lo ha infettato con dei parassiti magici, condannandolo all’immortalità e a espiare i suoi peccati per sempre. Un giovedì pomeriggio di Takashi Miike, per l’appunto.

La poesia del bianco e nero

Stacco a 50 anni dopo, con l’invenzione del colore: una banda di spadaccini fatti di merda va di città in città uccidendo i maestri di ogni scuola rivale per affermare la propria supremazia. Caso vuole che uno dei maestri che uccidono sia il padre di Rin, una bambina interpretata dalla stessa attrice che nel flashback faceva la sorella di Manji. Rin giura vendetta, ma è solo una bambina, cosa può fare una bambina contro una banda di spadaccini fatti di merda? Assolda un assassino immortale, ovviamente. Quell’assassino è Manji, che all’inizio non ne vuole sapere ma poi mi sa che nota anche lui ‘sta cosa che l’attrice di Rin è la stessa di sua sorella, un po’ si commuove e accetta di portare a termine la sua vendetta. E da qui in poi (grossomodo minuto 15) è solo Manji che ammazza ininterrottamente chiunque abbia una spada e lo guardi storto.

“Quello lì ti ha guardato storto!”

Più che in una struttura classica in tre atti, il film si sviluppa come un picchiaduro a scorrimento (con tanto di protagonista dotato di vite infinite) in una successione di livelli (“la palude”, “la foresta”, “il villaggio”) che vede l’alternarsi di sgherri, bossi intermedi e boss finale. Il protagonista è un po’ Wolverine e un po’ Gatsu, ma manca del carisma di entrambi, mentre la storia è quella di qualsiasi western senza molti sforzi — fatta salva la faccenda dei vermi che ti rendono immortale — per farla risaltare in mezzo a mille altri uguali. A voler fare i pignoli ci si può trovare una riflessione sulla violenza che chiama solo altra violenza, sull’insensatezza e la futilità di un concetto soggettivo come la vendetta e l’idea che l’eroe di qualcuno è sempre il villain di qualcun altro. Anzi, forse la cosa più interessante che fa Miike è proprio il lavoro sui contrasti e il ribaltamento dei punti di vista: traccia una linea nettissima tra buoni e cattivi e poi inverte sistematicamente tutte le caratteristiche che tradizionalmente definiscono gli uni e gli altri, a partire da un protagonista brutto e sfigurato che affronta un esercito di avversari bellissimi e pieni di swag. Manji è insindacabilmente il protagonista, “l’eroe” della vicenda, ma è impossibile prenderlo in simpatia: vive in eterno ma senza uno scopo, mentre i cattivi hanno un sogno e tempo limitato per realizzarlo; si muove svogliato e senza motivazioni apparenti (di fatto quella raccontata nel film è la storia della vendetta di Rin, di cui Manji è il mero strumento), mentre i cattivi, nonostante i modi truci, sono caratterizzati da un’ambizione titanica destinata a finire tragicamente, cosa che li rende da metà film in poi molto più interessanti e identificabili, tanto più rispetto ai controversi “alleati” che Manji incontra lungo il proprio cammino. A ben guardare Manji non è nemmeno più forte dei suoi avversari: vince perché è immortale, ogni volta che gli viene assestato un colpo fatale si rialza, privilegio di cui non godono i suoi nemici. Ad armi pari, sarebbero gli altri ad avere la meglio.

Fun fact (che non c’entra nulla): in giapponese “manji” è il carattere che significa svastica e infatti nel fumetto Manji ha il proprio nome scritto sulla schiena. Incredibilmente, qualcuno ha trovato la cosa problematica per la trasposizione live-action.

Tutto questo fa di L’immortale un action crepuscolare in piena regola, sorta di risposta orientale a Logan (che omaggia i western che a loro volta scopiazzavano i film di samurai, cosicché il genere ha fatto il giro completo), un racconto di supereroi malinconico dove non esistono più le mezze stagioni e pure distinguere giusto e sbagliato non è più così facile. Figo, no? E allora perché, ancora, non sono contento (come quando, per esempio, ho visto Logan)?
Un Takashi Miike “medio” è ancora in grado di far vergognare di esistere il 90% dei registi viventi, ma un campione si giudica dalla capacità di superare sé stesso, mica dal fatto di essere più forte dei ragazzini che giocano nel campetto dietro casa. Questo è puro riscaldamento.

DVD-quote:

“Figo, eh? Ma Takashi Miike ha fatto 100 film e questo rientra al massimo nella top 50”
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Postilla: nel tempo che ho impiegato per scrivere questo pezzo Miike ha diretto altri quattro film.

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51 Commenti

  1. Oliver Die Hardy

    Ho, purtroppo, un solo commento: protagonisti e scenari sono inguardabili. Puliti e netti, laddove Hiroaki Samura “buttava sangue” per rendere ogni scena perfettamente distribuita, sgranata e sporca.
    I personaggi del fumetto sembravano più umani delle persone reali che vedo in questi fotogrammi.
    So che non bisogna giudicare, eccetera, eccetera, ma tanto ormai l’ho già fatto. Pazienza

  2. Ryan Gossip

    La (mezza) benedizione che aspettavo.
    Il Manji nel buddha giapponese significa qualcosa riguardo l’eternità, ma è anche interpretabile come amore o forza. Certamente da noi è piuttosto controverso, tant’è vero che anche un personaggio di One Piece all’inizio presentava lo stesso simbolo sul mantello, poi cambiato in corsa dall’autore.

    • enrico polipo

      il simbolo era da sempre presente nelle varie culture, ha radici molto antiche

      ma l’appropriazione indebita (e con significato modificato verso “simbolo della razza ariana”) fatta dal nazismo ha cambiato le cose…
      perlomeno per noi del mondo occidentale
      ci sono paesi in cui è ancora usato in maniera normale. ho scoperto che in giappone era usato fino a poco tempo fa (tipo 2016) per indicare la presenza di un tempio buddista sulle mappe cittadine (tipo il simbolo Croce per le chiese da noi)

    • la cosa fenomenale dei giapponesi è che proprio non calcolano la possibilità che un prodotto possa essere esportato e visto da occhi stranieri. poi regolarmente succede e loro sbroccano completamente, si fanno mille problemi sul fatto di offendere gli stranieri e molte cose che noi scambiamo per “censure di mediaset” in realtà sono autocensure che si sono fatti da soli (tipo le svastiche sparite da un giorno all’altro in one piece).

    • Nota a margine: la “svastica” de l’Immortale e di Ace in One Piece (e Barbabianca) è quella orginale nel verso “giusto”. I nazisti essendo degli ignoranti e non avendo un’idea originale neanche a pagarla, l’hanno capovolta e trasformata nel loro simbolo, ma la svastica originale ha gli uncini rivolti a destra ed ha, come detto sopra, tutto un altro significato (se non ricordo male era qualcosa come “sole” e “vita”)

  3. AnnaMagnanima

    sempre un piacere leggere

  4. The Mat(Bat)

    Grazie Quantum. Per adesso è nella lista di arretrati Netflix.
    In effetti è la recensione che mi aspettavo: un Miike “medio”, quindi ok ma senza guizzi.

    Ho più problemi con la fonte dato che ho amato alla follia il manga di Hiroaki Samura e lo associo a uno stile molto preciso (sgranato, lurido ma in un certo senso delicato, come fa notare Oliver).
    Sono felice dell’ambiguità morale dei protagonisti: io a un terzo della serie tifato già fortissimo solo pet i “cattivi” e speravo nella sconfitta dei “protagonisti” ; )
    (che Poi Rin e Manj, rispetto a tutto il resto del cast – governativi e Itto-ryu – li ho trovati sempre molto noiosi come caratterizzazione).

  5. avdf

    Credo di aver perso di vista Miike da un bel po’ di anni, da 13 assassin direi, che vedo ora con stupore risulta del 2010.
    Avete qualcosa di meritevole da segnalarmi da li in avanti?

    Dei precedenti ho visto audition, izo, ichi, gozu e qualche altro che non ricordo (graveyard? city of lost soul? boh)

    • Yakuza Apocalypse era abbastanza interessante (calcola poi che c’è mad dog di the raid), altro di memorabile non mi viene in mente, ma non li ho comunque visti tutti

  6. Miike Spillane

    Dalla trama sembra una versione in piccolo di Izo (che già di suo non è poi ‘sta gran cosa).

  7. Hellblazer Joestar

    Off Topic rispetto al film (ma se non lo chiedo sotto la recensione di un film adattamento di manga di Miike, dove?) qualcuno di voi ha visto il suo film tratto da JoJo? E, se sì, com’è? Che il Takashi gode di tutta la fiducia possibile ma quando è svogliato si vede.

    • Esatto, Jojo?

    • Esatto, Jojo?

      (per ora non si trova, ma la sparo: sarà un adattamento paro paro che per tanto così mi guardavo l’anime che è un adattamento paro paro che per tanto così mi leggevo il manga)

    • Rocco Alano

      Mi stavo ponendo la stessa domanda: l’unica cosa che mi auguro è che tagli tutta la prima parte inconcludente della quarta serie (quella dove Araki cercava disperatamente di trovare una trama) e si concentri solo sul serial killer.

    • La quarta serie secondo me è strabella tutta, anche perché si prende i suoi tempi e non ricopia identica la struttura pur divertente ma ipersemplice di Stardust Crusaders (nemico-nemico-nemico-nemico-nemico-nemico-nemico-nemico-nemico-boss finale).
      La quinta avrebbe complicato le cose, specialmente a livello morale, ma ancora gasava (anche se letta oggi è La Paranza dei Bambini coi superpoteri e francamente tifare per dei camorristi… vabbè).
      Diamond is Unbreakable comunque rimane la mia preferita. Va detto che non ho ancora letto la settima perché Stone Ocean mi ha fatto venire il mal di mare. Prima o poi mi metto in pari.

    • Pitch f. H.

      I primi 13 minuti del film sono visibili, legalmente, qui:
      https://www.youtube.com/watch?v=68wL0e8JQhk

      Se uno è appassionato dei fumetti di JoJo – tipo me, seguito sin dall’inizio e abbandonato senza rimpianti all’inizio della saga di Giorno Giovanna, che fa cagare proprio male- lo vorrà vedere a prescindere, recensione o meno.

      Dunque, Josuke è reso perfettamente. Lo immaginavo così anche leggendo il fumetto.
      Jotaro Kujo invece, una merda: a parte il fattore etnico sbagliato (la madre è europea), hanno affidato uno dei personaggi più fighi, carismatici e badass tipo di sempre ad un generic giapponese magrissimo con l’eyeliner.

      Koichi e Yukako sono resi bene, anche se ho letto che in questo primo film sono superflui a dir poco.

      Il villain del film sarà Angelo, mentre nella seconda parte sarà, ovviamente, Yoshikage Kira (qui servirà un pezzo da novanta per impersonare un personaggio complesso come questo altrimenti mandi in merda l’intero film).

    • @Pitch
      Ti dirò che Vento Aureo, magari segna l’inizio di un declino, ma è ancora divertente; i combattimenti hanno ancora “senso” (nella misura in cui).
      Stone Ocean invece non ha senso neanche per standard (assai laschi) di Jojo e può risultare irritante, se non l’hai letta stai bene così.
      Certo che il film lo vedrò in ogni caso.

    • Rocco Alano

      A mio modo di vedere, Stardust crusader è il capolavoro. ‘Diamond’ parte da un’ottima intuizione (gli altri erano avventure in the road, questo si svolge nell’ambito della stessa cittadina) ma perde troppo tempo ad imbastire una trama decente

    • @Rocco
      Secondo me è bella anche la prima parte col suo spaziare tra le vite normali di questa gente che viene sconvolta da eventi fuori dalla sua portata. Perché devono essere tutti assassini? C’è chi riceve superpoteri e li usa per essere un cuoco migliore o per farsi su 2 spicci senza sbattersi, ha senso no?
      Dover sempre sempre salvare il mondo intero, tipo Goku, dopo un po’ diventa grottesco. Kira nella sua banalità del male poteva “solo” compiere parecchi stupri e omicidi impunito, non schiavizzare l’universo come Brando.
      Poi oh, anche Stardust è bellissima, molti la preferiscono e ci sta.

    • Hellblazer Joestar

      Mi sento qualificato a rispondervi perché di Jojo le ho lette tutte e otto…

      Stardust ha uno sviluppo che più orizzontale non si può. Bella e memorabile eh, ma come diceva Gigos (nemico-nemico-nemico….)
      Diamond è quella che preferisco. Il punto di equilibrio perfetto tra stand fuori di cozza, gran bei personaggi e un cattivo meraviglioso.
      Vento aureo è bella (ho almeno un amico che pensa sia la migliore) ma ritorna on the road (in Italia!) e ha qualche bel momento.
      Stone ocean è uno SBAGLIO bello grosso ma il finale è talmente folle e ambizioso che la riscatta.
      Steel Ball Run e Jojolion sono serie normali e bellissime da vedere (Araki non ha mai smesso di lavorare sul suo disegno e di raffinarlo) ma francamente prescindibili.

    • dai non c’è storia, diamond is unbreakable batte tutti
      seconda classificata battle tendency mannaggia a voi che se non ci sono gli stand non le considerate neanche, eh?

      comunque visto il primo quarto d’ora su youtube: YAWN. se già in generale è difficile trovare un senso agli adattamenti live action, una cosa come jojo ha proprio stampato in faccia “certe cose è meglio lasciarle disegnate”. unica cosa che ho trovato interessante è che con attori in carne e ossa è più evidente il divario di età tra i personaggi, cosa che nei manga si perde sempre abbastanza in fretta

    • Pitch f. H.

      Delle due l’una: o sono stato in Giappone senza saperlo, oppure il film lo hanno girato in Spagna.

      @Quantum Tarantino

      In effetti la preview è soporifera però Bad Company è reso bene tutto sommato… https://www.youtube.com/watch?v=lJRFCFJtjhk

    • Quantum hai ragione, Battle Tendency è sottovalutata per la mancanza di stand, ma spacca tantissimo.
      Joseph Joestar è il migliore dei Jojo(*), sempre preso bene e l’unico che abbia mai salvato il mondo veramente da solo (i suoi comprimari non fanno nulla, gli uomini del pilastro in pratica li batte tutti lui).
      È un peccato che non gli abbiano fatto usare di più l’energia concentrica in Stardust, sarebbe stato un tocco di classe.
      —–
      (*) Jonathan si fa fregare all’ultimo, Jotaro da giovane se la tira troppo e da vecchio trascura sua figlia, Josuke è un paninaro, Giorno è un camorrista (di Jolyne non dico, pora stella…).

    • The Mat(Bat)

      Ah non sapevo di essere in un covo di JoJotari… visti che ho seguito tutte le serie…

      A) l’attore che fa Jotaro è il casting peggiore di sempre (secco+eyeliner quando dovrebbe essere un cristone carismatico), film quasi bocciato in partenza ; )

      B) Diamond is Unbrekable su tutti.
      Mi spiace ma ho apprezzato proprio il misto di assurdità, vita quaotidiana a caso, caccia al serial killer. Mi è sembrato un uso più bello dei poteri/stand che “salviamo il mondo”.

      In genere però le apprezzo quasi tutte Battle Tendency e Stardust Crusaders parimerito (protagonista strafico vs innovazione degli stand).
      Phantom Blood, carino ma grezzo.
      Vento Aureo: odiato il protagonista e il finale alla cazzo, ma tutta la parte on the road in Italia ha belle idee.
      Stone Ocean ho cercato di amarlo per l’ambientazione carcere femminile, per… (si riscatta nel finale pazzesco).
      Steel Ball Run non mi è dispiaciuto come arco. Sarà che amo “Stringi i denti e vai”, saranno i personaggi…
      Jojolion devo ancora farmi un’opinione ma oscilla tra alti e bassi.

    • Pitch f. H.

      Confermo. Girato in Spagna, per la precisione a Sitges: https://it.wikipedia.org/wiki/Sitges

      Cioè ma come cazzo si fa a non amare questo fottuto genio?

      – Ti incaricano di una trasposizione live action di un fumetto giapponese ambientato in giappone.
      – Tu sei giapponese. La maggior parte degli attori è giapponese.
      – Hai tipo tutto il giappone per scegliere un setting giapponese adeguato.
      – Ma tu NO, trasferisci tutto e tutti in una cittadina spagnola addobbata (male perché si vede subito che l’architettura è europea) per farla sembrare una cittadina giapponese.

    • beh, di fatto morio-cho ha un’architettura molto poco giappoense, ciò detto potevano giarlo in spagna come potevano costruire dei set in giappone ma quello lo imputo alla fascinazione che hanno loro per tutto ciò che è “esotico”. se calcoli che il film di fullmetal alchemist sono venuti a farlo qui in italia per un paio di casette coi tetti rossi…

    • Rocco Alano

      Per altro la Morio Cho del fumetto è giapponese che più non si può- nel senso moderno del termine, per quanto sia una cittadina.

  8. Concordo con Quantum

  9. fre.

    “Era meglio il libro!” (cit.)

    Lo guarderò solo per veder morire male ancora una volta lo psicopatico Shira.

    • the Mat(Bat)

      yep, bel personaggio, ma umanamente una merda totale.
      (e, precisiamo, fa parte del Mugai-Ryu la squadra del governo)

  10. Akira Knightley

    Confesso che anche il manga – per quanto disegnato da dio – lo ricordo come una discreta palla al ***. Complici anche le uscite dilatatissime, non essendo (io) immortale lo mollai nella fase ‘ma son più cattivo io che faccio il cattivo, o tu che per vendicarti del cattivo fai cos’è che io non… ecc” Non ho mai saputo come finisse (perché è finito vero?)
    Postilla: nel tempo che ho impiegato per scrivere questo commento Miike ha diretto il film tratto 123mila tankbook de ‘Il grande sogno di Maya’

  11. Cristoforo Nolano

    Il manga è semplicemente il miglior fumetto giapponese di sempre (considerando come il Berserk di Miura è andato in vacca). Il film, pur essendo divertente e godibile, è abbastanza un insulto all’opera originale.

    • Daniele Day-Levi Strauss

      Ecco, è l’estrema unzione che NON stavo aspettando!

      P.S. Concordo su Berserk…tristezza all u can eat!

  12. […] quando stava per morire anche lui per le ferite riportate è arrivata una strega che lo ha infettato con dei parassiti magici, condannandolo all’immortalità e a espiare i suoi peccati per sempre […]

    Cioè… così?
    Senza motivo?
    Solo perché è ‘na vecchia stronza?

    • …fondamentalmente sì.
      non so se nel manga la cosa viene espansa un po’ o spiegata meglio, ma nel film è veramente tutto lì. ei arriva e gl ifa “troppo facile morire adesso, tò beccati sti vermi, ora sei immortale”

    • Cristoforo Nolano

      In realtà la vecchia stronza lo fa un po’ per il LOL e un po’ per dare l’occasione di espiare i peccati (e Manji fra l’uccisione del cognato, con altri 100 samurai dello shogun, e la conseguente pazzia della sorella, di cose da farsi perdonare ne ha parecchie). Nel film è solo accennata la cosa, ma lui in fondo cerca solo qualcuno di (relativamente) innocente che gli dica: “Questo è cattivo lo puoi affettare, questo no”. Ora della fine le cose si complicheranno leggerissimamente…

  13. Masamune

    Solo a me ha lasciato l’amaro in bocca di come ha adattato il tutto? Han saltato minimo 3/4 saghe..

  14. bob

    mi rendo conto che non centra nulla m aaprofitto della vostra cortesia.

    permesso che tony scott è un grandissimo nessuno su sto sito ha mai recensito quel capolavoro sottovalutato cehe è ” nemico pubblico ” .

    sono 20 anni che è uscito e perciò si potrebbe fare.

    io lo vidi al festival noir di courmayeur e apprezzai tantissimo e ( già prima ero paranoico ) mi convinsi definitivamente che la privacy non esiste.

    oltre gene hackman il migliore del mazzo è lo strepitoso tom sizemore e la sparatoria finale a casa sua è puro tonyscot touche stile.

    da vedere e rivedere

    grazie

    • Hellblazer Joestar

      @bob
      Hai ragione a metà ma se sei “nuovo” ci sta ti sia perso quella parte di storia.
      Qualche anno fa Nanni voleva fare una rassegna completa dei film di Scott (un esperimento di quello che sarebbe diventato “Le Basi”) e in quel periodo un altro blogger/fumettista, Roberto Recchioni, voleva fare la stessa cosa e sempre sui film di Tony Scott.
      Ne nacque la Tony Scott Thunder Challenge. Nanni e Rrobe si divisero i film di Scott e si sfidarono: Nanni pubblicava un pezzo qua e Recchioni sul suo sito ne pubblicava un altro.
      Ecco perchè qui sui Calci la rassegna di Scott èincompleta. Per finirla devi andare su Dalla parte di Asso.
      Anzi, su Nemico pubblico ti aiuto subito: http://prontoallaresa.blogspot.it/2012/04/tony-scott-thunder-challenge-nemico.html
      Se non è tecnicamente una recensione dei Calci immagino la si possa comunque considerare “i4C approved”.

    • bob

      grazie infinite

      bella recensione

    • AnnaMagnanima

      incredibile storia! non la sapevo!
      meglio dei fumetti <3

  15. Claudiano

    Visto da tempo…bello ma, come ben espresso nella fece, si può dare di più se ti chiami miike. Una scena esempio su tutte(SPOILER): quando infilzano la mano di manji e la tagliano, dopo lui ammazza tutti(ovviamente) e si riprende la mano…ecco, il vecchio miike avrebbe mostrato una scena di circa dieci minuti in cui si sarebbe notata la difficoltà e soprattutto la comicità di riuscire a scastrare la mano tagliata dal Rampino in cui era incastrata, scena che conoscendo miike già mi figura o…invece prende la mano e via… Rimane comunque un buon miike con ettolitri di sangue versato!!!

  16. mki

    a me è piaciuto tantissimo…

    pazzo ma allo stesso godibilissimo senza i soliti lunghissimi e pallosissimi intermezzi tragici-sentimental- romantici che di solito allungano il minutaggio dei film orientali..

    un poco mi ha ricordato lone wolf, itto ogami.. altro cazzo di capolavoro

  17. Kaiser Zozzo

    Dopo 1 ora di sbaaam swaaa sbadabam già la mia pazienza vacillata, poi con quel personaggio inventato apposta per il film ho staccato definitivamente. Aridatece il fumetto

  18. Del manga so poco e niente ma lo guarderei volentieri perché: 1) gli adattamenti di Miike che ho visto non mi sono dispiaciuti 2) non vedo ammazzamenti con katana dai tempi di Kill Bill 3) sempre in tema Kill Bill, nel cast c’è la mia amata Chiaki “Gogo Yubari” Kuriyama.

  19. Shu-Shà

    Esattamente la recensione che avrei scritto io. Sicuramente la cosa più apprezzabile è la continua inversione di prospettiva morale.
    Il film comunque migliora nettamente nell’ultima ora, mentre nella prima – complice l’averlo guardato nelle pause di veglia tra una poppata e l’altra dell’infanta appena arrivata – mi sono addormentato più volte per la monotonia degli scontri.

    Ah, la tipa Yttō Ryū con l’arma figa, non ricordo il nome, tipo Cazzafrulla Qualcosa Makie, wouldbang asiatico della settimana :) .

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