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Omen of Steel: la rece di L’angelo del male – Brightburn

Tormentati, scanzonati, scazzati, scorretti, bianchi, neri, verdi, blu, viola, donne, uomini, dei, vecchi, giovani, giovanissimi, pelosi, tatuati, acquatici, cinematografici, televisivi, animati. I supereroi li abbiamo visti declinati in ogni modo possibile da quando, una ventina di anni fa, hanno invaso il panorama dell’intrattenimento di massa, stabilizzandosi via via come il filone di maggior successo al botteghino. Li abbiamo visti in commedie, tragedie, heist movie, coming of age, film di arti marziali, coi vampiri, senza i vampiri, con le parolacce, senza le parolacce. PG-13 e Rated R. Cosa restava da fare? Ovviamente l’horror! O meglio, pure l’horror era già stato fatto, ma non così. Sigla!

Sembra passato un secolo da quando gli studios venivano convinti a fatica a realizzare un film di supereroi, solamente a patto che ci fosse qualche grossa star e che gli elementi più nerd venissero smorzati in favore di un prodotto con appeal di massa. Oggi è il fatto che ci sia un supereroe nella tua storia a vendere un progetto, tutto il resto viene dopo. L’angelo del male – Brightburn è la prova definitiva di questo: un film prodotto da un geek di professione (James Gunn), che parte da una domanda da posta dei lettori (cosa succederebbe se Superman fosse cattivo?) e la declina secondo gli stilemi del nuovo horror low budget alla Jason Blum. Una roba così nerd vent’anni fa sarebbe uscita al massimo come Elseworlds della DC e, se a scuola ti avessero sentito che ne parlavi con un amico, probabilmente ti avrebbero menato. Also, sicuramente non ne avresti parlato con la tua ragazza, anzi sicuramente non ci sarebbe stata una ragazza nel raggio di due chilometri da te, e invece al cinema l’altro ieri era pieno di coppiette che si vedevano Brightburn insieme.

Ora inforco un paio di occhiali dalla montatura spessa tenuti insieme da una striscia di scotch, e vi chiedo: secondo voi cos’è che ci affascina tanto delle origini di Superman? Non voglio lanciarmi in una disquisizione filosofica pesa sul rapporto tra i supereroi e la mitologia greca. È una domanda di pancia. Sono ormai quasi trent’anni che Superman non vende come un tempo, ciclicamente alla DC si devono inventare ribaltoni per renderlo moderno e interessante ed è sempre una fatica. Superman, ne abbiamo ampiamente parlato, è troppo classico, troppo basilare, troppo TUTTO per piacere ai pubblici smaliziati di oggi. Eppure è uno di quei personaggi le cui origini sono state rinarrate più volte, aggiornate, modificate, integrate.

Giuro che mi è successa la stessa cosa una sera a Lucca Comics.

Forse, azzardo, il motivo sta nel fatto che è un surrogato della storia di Cristo sul quale possiamo fantasticare, riflettere e osare come non faremmo mai con le sacre scritture senza inevitabilmente fare incazzare qualcuno. Per tornare a citare gli Elseworlds, ne esistono di molto belli che si fanno domande simili a quella di Brightburn: cosa sarebbe successo se Superman fosse atterrato in Unione Sovietica, o a Gotham City. È un modo per chiedersi la stessa cosa circa la religione, senza provocare collere o guerre civili.

Brightburn può essere letto in quest’ottica. Gli sceneggiatori Brian e Mark Gunn, rispettivamente fratello e cugino di James, hanno capito la natura messianica dell’avvento di Superman e l’hanno riprodotta fedelmente sullo schermo. Sostituendo però Gesù con l’Anticristo. Un’intuizione semplice quanto brillante che permette loro e al regista David Yarovesky di non girare un horror che strizza l’occhiolino ai film di supereroi, ma di girare un vero film di supereroi horror. Che è poi la cosa davvero interessante di Brightburn: c’è tutto il cammino dell’eroe, dalla scoperta di sé e dei propri poteri all’entrata in azione, solo rivisto al negativo. È una parabola verso la distruzione anziché verso la salvezza, che inizia come Superman e prosegue come Il presagio (due film di Richard Donner, un caso? Io non credo proprio).

“Salve, rappresento gli eredi di Jerry Siegel. Dovrebbe firmarmi questa ingiunzione.”

In mezzo c’è, purtroppo, un film che avrebbe potuto essere molto meglio di così. A Brightburn manca la scintilla, qualcosa che lo renda davvero sorprendente e universale. Parte da una premessa da fantasia bagnata geek e resta su quella stessa lunghezza d’onda. È esattamente quello che raccontano i trailer: Superman rivisto come horror della Blumhouse, né più né meno. Se accettate questo, vi divertirete. Se sognate qualcosa di più… forse potrete ancora sperare nel sequel (ci arriviamo dopo).

Il problema è che Brian e Mark Gunn sono troppo coinvolti, amano evidentemente troppo il materiale d’origine per rischiare un filino di più. O forse manca loro il talento per farlo. Qualunque sia la ragione, Brightburn sceglie sempre la strada più facile, quella che richieda meno sforzo per ottenere il risultato. Ad esempio, io speravo che sarebbe stata una riflessione sull’annoso tema “natura vs. educazione”. Ovvero: a partire dalle stesse premesse, una famiglia amorevole e un ambiente accogliente, da una parte ottieni Clark Kent, dall’altra uno psicopatico suprematista. Il film per me avrebbe dovuto raccontare cosa fosse andato storto. E invece stabilisce da subito che Brandon Breyer impazzisce per ineluttabili ragioni genetiche.

“TYRMYNYTYR GYNYSYS”

Non è Superman che dà di matto per colpa del caso, per un bullo di troppo, una storia d’amore fallita o perché il Kansas rurale vero non è quello idilliaco dei fumetti Golden Age. Proprio NON È Superman, è qualcos’altro. Un alieno cattivo che solo per puro culo non ha sbroccato prima. Il che fa decisamente meno paura dell’altra ipotesi, cioè che un individuo con poteri divini possa essere un salvatore o un tiranno a seconda di come tira il vento.

Detto questo, se avete sempre sognato di scoprire cosa uno con i poteri di Superman avrebbe potuto fare da incazzato, e se la risposta “raddrizzare la torre di Pisa” non vi ha mai convinti, il terzo atto qua è un’apoteosi di morti fantasiose che vi lascerà abbastanza soddisfatti, e il finale è una botta di nichilismo che non potrà che lasciarvi con un bel sorriso stampato in faccia. Per non parlare dell’attore che interpreta Brandon, il giovanissimo Jackson A. Dunn, fazza da sociopatico perfetto che, la cosa non guasta affatto, somiglia in maniera impressionante a Christopher Reeve da bambino. Ehi, magari tra dieci anni gli fanno interpretare il reboot di Superman!

O NO?

E ORA UNA PICCOLA LINEA DELLO SPOILER.

Il finale, dicevamo su, lascia aperte le porte a un sequel di più ampio respiro e magari a un universo condiviso di supereroi cattivi. C’è Michael Rooker che appare nei panni di uno youtuber paranoico che sputazza teorie di complotto e, a quanto ho letto perché mica me ne ero accorto, si intravvede anche Crimson Bolt di Super. C’è spazio, insomma, per il Glass dell’universo supereroico gunniano. E non sono mica sicuro che sia una buona idea.

DVD-quote:

“Still a better Superman movie than Man of Steel”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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18 Commenti

  1. Gazibo

    condivido quanto detto nella recensione. io sono rimasto ancora più male perché poteva essere una bomba e invece è affogato in un mare di clichè dell’horror, jumpscares e sviluppi prevedibili (finale compreso). e poi non ha osato abbastanza. alla decima volta in cui brandon appare davanti a un personaggio, il personaggio si volta da un’altra parte e quando si rigira brandon non c’è più (che tensione, eh? sì, peccato che se lo ripeti ogni 2 minuti la tensione fa ciao ciao), ho iniziato a sospirare forte.
    un filmone mancato, solo incazzatura.

    ma poi, vogliamo parlare della censura? da noi han censurato un paio di scene splatter. devi essere proprio bastardo.

    • Buondì LaMotta

      E come te ne sei accorto? Ad ogni modo, scelta del distributori.

    • Gazibo

      una c’è in una clip distribuita prima dell’uscita nelle sale (!!!) e l’altra invece è tagliata di merda, quindi mi è sorto subito il dubbio. e infatti, poi, andando a controllare, ho avuto conferma.

  2. Norton Antichrist

    SPOILER
    Però diciamo che sul pretesto per dare di matto la sceneggiatura non è chiarissima, nel senso che certamente c’è un corredo genetico ma poi si lascia capire che lo sbrocco definitivo avvenga perché si sente tradito dai “genitori”. Come se in precedenza non avesse sbroccato abbastanza… Unica ambiguità di uno script altrimenti troppo con il pilota automatico (stereotipi a piovere) e qualche maccosa (possibile che lo sceriffo e l’altra che prima di essere trucidati avvertono per radio messo mondo vengano dimenticati in quel modo?).

  3. jax

    “a. Sono ormai quasi trent’anni che Superman non vende come un tempo, ciclicamente alla DC si devono inventare ribaltoni per renderlo moderno e interessante ed è sempre una fatica” mo ci provano Frank Miller e Romita Jr. con Superman Year One

  4. ste

    questo va diretto dal cestone al gatto ..dai ma con che coraggio si fa sta roba?

  5. Past

    titolo della rece: ME-RA-VI-GLIO-SO

  6. Ridley Scotti

    Visti ieri sera. La prima parte è un remake giusto di Man of Steel (pure nelle musiche cazzo!) e la cosa mi ha fatto divertire parecchio.
    Sono sostanzialmente d’accordo con la rece, anche se alla fine mi sono divertito parecchio e quindi lo promuovo decisamente anche se con un paio di segnalazioni:
    1) Anch’io avrei preferito una svolta malvagia del regazzino dovuta a problemi di “educazione” e non alla sua natura aliena (anche se però questo apre un discorso interessante sulla voglia di diventare genitori ad ogni costo, che era quello che secondo me i Gunn volevano seguire)

    SUPER SPOILER

    2) Ho amato parecchio il punto in cui il papà prova ad ucciderlo e, proprio per questo, non ho gradito molto che pochi minuti dopo ci provi anche la madre. La scena successiva è bellissima (è tanto tempo che sogno di vedere Superman o chi per lui che porta qualcuno nella stratosfera e poi lo fa schiantare al suolo) ma avrei preferito che la madre continuasse a fare la madre anche di fronte al figlio palesemente degenere

    FINE SPOILER

    Tolto questo sono molto gasato all’idea di una versione deviata della Justice League targata Gunn. Mi è piaciuto molto Super e spero che nel prossimo film i due si incontrino: ne può uscire una parodia interessante di BvS che sarei curioso di vedere. A patto che James dia una mano con la scrittura però, che gli altri due non sono al suo livello e si sente

  7. Zavits

    Non è della DC ma sono in tempo per citare Irredeemable di Mark Waid che si basa tutto su questo presupposto (ma con “Superman” aka il Plutoniano che sbrocca da adulto).
    Oppure la versione Marvel 2.0 dell’Hyperon dello Squadrone Supremo, versione “Casa delle Idee” della Justice League.
    Comunque dalla rece sembra che valga la pena recuperarlo, no?

  8. Zosimo Rossato

    Mentre leggevo la frase “se avete sempre sognato di scoprire cosa uno con i poteri di Superman avrebbe potuto fare da incazzato”, mi è tornato in mente L’uomo senza ombra, cioè l’unico film che mostra esattamente cosa avrebbe fatto un uomo se fosse stato invisibile.

    • GGJJ

      Che è peraltro (e paradossalmente) molto più “addomesticato” del film originale tratto dal racconto di Wells “l’uomo invisibile”, che pur essendo del 1933 mostra un protagonista molto più incazzato, folle e letale che uccide letteralmente decine di persone a caso

  9. Buondì LaMotta

    E come te ne sei accorto? Ad ogni modo, scelta del distributori.

  10. masso

    E’ mediocre come film dell’orrore e abominevole come contaminazione di genere (horror/supereroistico).E’ già stato fatto tutto molto meglio con Chronicle (2012) o con Carrie (1976) o Scanners (1981). In questo film i personaggi sono tutti dei cartonati bidimensionali l”intuizione semplice ma brillante” espressa nella recensione secondo me non esiste.E’ un convenzionalissimo film sul bambino malefico (ogni epoca dal Villaggio dei Dannati (1960) in poi ha il suo).Non c’è niente di un Superman al contrario perchè nel bambino non c’è già più niente di umano dopo i primi dieci minuti del film. Succede qualcosa che annulla completamente la possibilità di una qualsiasi rappresentazione di uno sviluppo psicologico e la possibilità che lo spettatore s’immedesimi in lui e nell’assenza delle sue scelte . Diventa appunto o uno psicopatico o una creatura indemoniata e incomprensibile (alla Omen) che agisce con la vocazione da redneck soprannaturale negli slasher.All’inizio del film non si vede scivolare dal cielo l’astronave come un meteorite. C’è un terremoto…ma quella palla di ferro può benissimo essere arrivata dagli abissi della terra come regalo da una creatura lovercraftiana.Quando leggevo i dettagli sull’idea m’ero emozionato ma quando ho visto questa realizzazione ho pensato tantissimo a un film dell’Asylum …una poracciata con qualche soldo in più per gli effetti speciali e per il casting…ma con una sceneggiatura scadentissima fatta appunto per evitare in ogni modo che si trattasse .Secondo me horror e supereroi sono due generi cinematografici difficili d’amalgamare perchè l’horror lavora per sottrazione mentre la meraviglia suscitata dal genere supereroistico funziona con l’accumulo

  11. Bella recensione! Non sei l’unico ad essere rimasto deluso da questo film, a quanto leggo in giro per il web…

  12. Gabriel Puntello

    Delusione totale, e salvo solo i trailers, che infatti mi hanno un po’ fregato: poteva essere una bomba, e non è manco un petardo!
    Qualche assonanza la trovo con “Chronicle”, ma quest’ultimo è fatto molto, meglio!

  13. Buckaroo Furillo

    Anch’io d’accordo con la recensione: se l’unico motivo per lo sbrocco del protagonista è, di fatto, che il ragazzo è stato inviato (forse insieme ad altri) sulla terra per prendersela/distruggerla (il discorso sulle vespe durante la lezione a scuola dovrebbe essere la chiave di lettura suggerita, oltre al video del complottista alla fine), il film diventa un mediocre e banale horror, che ripete la stessa scena all’infinito.
    Poi, a parte l’idea carina del Superman servo del demonio (è un modo di dire, non uno spoiler), avrebbe goduto di più di un trattamento virato al grottesco (o al neorealistico…): c’è un problema di fondo, quasi irrisolvibile (e risolverlo avrebbe fatto un gran film), cioè che horror vuol dire dover affrontare una minaccia invincibile (o quasi), mentre supereroe/supercattivo devono essere in qualche modo confrontabili, uno deve mettere in discussione l’altro in maniera competitiva (se io devo sfidare mezzo universo per impadronirmi delle gemme dell’infinito, tu devi andare indietro nel tempo per avere le gemme dell’infinito). Questo film potrebbe funzionare se fosse la prima parte di “qualcosa”, altrimenti è solo una sfilza di “ti sta bene” ai genitori del mostro (certo, ti atterra un astronave in cortile, tu la apri e adotti il bambino che ci sta dentro, poi, da vero abitante del rurale Kansas, Dio, patria, famiglia, pick-up e caccia al cervo, vai a votare Trump perchè faccia il muro sul confine, ma dai!).

  14. Ang Lì

    A me non è dispiaciuto. Partito senza nessuna aspettativa, ho trovato un film essenziale, solido nel suo svolgimento compresso in un’ora e trenta, senza concessioni a svolazzi o arzigogoli, nel complesso persino graffiante nel suo essere una satira dei supereroi in generale e di quelli DC in particolare. Lo screenwriting del parentado Gunn non eccelle, ma ha i suoi momenti, come nella lezione iniziale sulle api e le vespe che allude maliziosamente al rovesciamento dei topoi supereroistici. Jackson Dunn passa senza sforzo apparente dal viso innocente dell’infanzia allo sguardo inquietante dell’adolescenza.

  15. Alessandro

    Forza forza, ho deciso che in breve voglio diventare l’utente più odiato di questo sito! Finché non mi verrò educatamente chiesto di levarmi dal cazzo. A quel punto lo farò. Fino ad allora, cercherò di far sentire la mia voce, sempre con rispetto per un sito che cazzo è pieno di gente che sa come scrivere, però spesso la mia voce sarà discordante.

    Io questo film l’ho ADORATO. Vero vero che NON OSA. Affermare il contrario sarebbe facilone. Eccessivamente campanilista.

    Però ci sono film che… non è mica facile spiegarlo… non hanno bisogno di essere perfetti in senso assoluto per essere perfetti in se stessi.

    Questo film è molto “in piccolo”… e secondo me, è molto più la versione dark di Dragon Ball che di Superman (bambini inviati a conquistare i mondi, Brandon sbrocca perché l’astronave glielo ha detto)

    Dico che è in piccolo perché non è su scala globale, e credo che voglia essere più che una versione dark di Superman… credo che paradossalmente miri ad essere davvero una versione [fanta]scientifica di Omen

    Io è con questi occhi che l’ho guardato, una versione sci-fi dell’Anticristo, una creatura “pura”, geneticamente portata alla conquista. Ripeto, noi umani sembriamo imperscrutabili ai coniglietti: alcuni li trattiamo da animali da compagnia, altri li mangiamo col ragù e la polenta.

    Io di base NON credo nella versione classica dell’Apocalisse e credo si tratti solo di simbologie, ma in sé, ho sempre sentito l’Anticristo come uno stronzo, una carogna, fin da quando ho letto il De Antichristi Tempore, scritto dallo stesso monaco che ispirò a Umbero Eco il giovane Adso da melk ne Il Nome della Rosa: in quel libro, che parla di una rilettura dell’Apocalisse, c’è una frase gloriosa, che dice “Gesù venne a cercare i maledetti, gli onesti, i coraggiosi: lui invece (l’Anticristo) verrà a cercare i ricchi, i corrotti, gli arroganti”

    Ci ho visto una sorta di incarnazione suprema del marcio della nostra razza, un mega capitalista col sorriso a cinquantasette denti, e l’ho odiato di cuore, e nemmeno tutto l’immaginario del Black Metal satanico con cui sono cresciuto fin da bambino è mai riuscito a farmi cambiare idea

    Ma ho trovato affascinante l’idea che tale forza oscura possa NON essere il lato merdoso della nostra razza, MA INVECE una forza aliena, elegante e spietata, perfettamente coerente nel suo “Prendi IL [FOTTUTISSIMO] MONDO [YEAHHHHHHH]!!!”

    Non è un film ambizioso, vero vero… ma ha carisma, non mira più in alto di dove vuole arrivare, e ci arriva perfettamente.

    Ha coerenza, nessun buco di trama, ed è… come dire… viscerale. Ti fa respirare la realtà del bimbo, adoro la scena in cui la mamma trova il quaderno coi disegni apocalittici, e trovo un tocco di classe far sì che la maschera, coi lacci che penzolano, assomigli a Cthulhu, sono sicuro che è fatto apposta, e mi è piaciuto. Da morire.

    Sì, il film mi è piaciuto un botto. Davvero tanto. Kant (che non mi sta eccessivamente simpatico, ma su certe cose è stato molto chiarificante) divideva la Bellezza Assoluta (il capolavoro) dalla Bellezza Aderente (pertinenza ed efficienza): io trovo che molti film siano perfetti così come sono, e non siano “la brutta copia di ciò che avrebbero potuto essere”

    Questo lo metto nella lista. Ti trascina nel suo mondo. Ti prende. Non chiedo di più ad un film.

    Consiglio a tutti di provare a riguardarlo a valle delle mie suggestioni, magari finisce che lo apprezzate pure voi!!!

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