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Piattaforma di trivellazione: la rece di Underwater

Tipo Sigourney Weaver ma scrausa.

Mi fido molto poco della gente che descrive i film usando la formula “è come X ma Y”, soprattutto se il riferimento è a un film di genere; mi sembra una scorciatoia per pigri, usata da chi non conosce davvero il genere di riferimento al di là di quei due/tre titoli iconici da scuola di cinema che vanno bene per tutte le stagioni, un modo per sbolognare un film non particolarmente gradito associandolo a un altro ben noto con il quale magari condivide qualche caratteristica fondante, abbastanza da classificarlo come “clone di” ignorando la complessità dei passaggi evolutivi che hanno portato dal film di riferimento a quello analizzato. In altre parole potete anche dire che le aquile reali sono come le zanzare solo con la colonna vertebrale e completamente diverse, ciò non toglie che la vostra analisi ignora completamente tutto quello che è successo in mezzo ed è chiaramente figlia di una semplificazione tipo “ha le ali QUINDI è la stessa roba”.

Ciò detto, ciò premesso, ora che ho messo avanti tutte le mani che mi servono, fatemelo dire: Underwater è Alien ma sott’acqua. Non “ci assomiglia”, non “si inserisce nella stessa cornice di genere di riferimento ma si ritaglia il suo spazio” e neanche “non è che X assomiglia proprio a Y, è che X assomiglia a Z che assomiglia a Y quindi X=Y”. No, il cazzo, niente mezze misure o distinzioni o passaggi intermedi che sfumano la faccenda: UNDERWATER È ALIEN MA SOTT’ACQUA, ve lo scrivo in CAPS così è più chiaro. Il film di William Eubank è uno dei casi più incredibili di ricalco che la fantascienza a tinte horror abbia visto dai tempi dell’ultimo film che ha plagiato Ridley Scott, che immagino sia Life, il che significa che il mio “dai tempi di” si traduce in “neanche tre anni fa” – decidete voi cosa significhi per il genere questo dettaglio.

Hipster Stewart.

Quello che mi fa incazzare, anzi molto peggio, infuriare, è che al netto di questa considerazione il mio pezzo su Underwater direbbe cose tipo “che figata, TENTACOLI E DISTRUZIONE!”; stiamo parlando di una creatura rara, le cui apparizioni sono ormai confinate alle torride serate estive quando va bene, e a quel tremendo periodo che va da metà settembre a metà ottobre a cui gli esperti si riferiscono con la dicitura “la morte del cinema” quando va male. Un monster movie senza vergogna, che purtroppo ha speso metà dei suoi soldi per assicurarsi una protagonista con un minimo di star power, l’altra metà in effetti speciali ed esattamente zero virgola sette euro per la scrittura; una catastrofe in tutte le accezioni possibili, ma anche un motore alimentato a pop-corn e grida di piacere che meriterebbe qualcosa di più del cosplay di un noto franchise con in più qualche tentacolo che oggi fanno tanto chic.

Chicster Stewart.

Sto dicendo che il mio giudizio su Underwater si riassume in questi immortali versi del poeta: io ti amo, poi ti odio, poi ti amo, poi ti odio, poi ti apprezzo. Ora ve ne parlo meglio, ma intanto SIGLA!

Ora parliamo di un’altra cosa: le idee del cazzo. Un’Idea del Cazzo (IdC) è diversa da un Maccosa!, perché è un’entità più sfumata e sfuggente, e soprattutto, crucialmente, viene identificata come tale solo ex post (a meno che tu che la identifichi non appartenga alla sempre più rara razza della “gente furba nei film di genere”, in tal caso il tuo destino è di non venire ascoltato). “Martha” in quel film sulla gente in pigiama è un Maccosa!; gli ingegneri di Star Wars che ancora usano lo stesso design per le loro basi stellari distruttrici di pianeti è un Maccosa!. L’Idea del Cazzo è, boh, Matt Damon che coltiva patate in quel modo su Marte e infatti poi brucia tutto, o quelli che creano i dinosauri geneticamente modificati per usarli in scenari di guerra in Jurassic Coso Distrutto – intuizioni borderline, al confine tra la puttanata e il colpo di genio, che funzionerebbero alla grande se solo non succedesse che non funzionano per un cazzo per [motivi].

Underwater è un film di Idee del Cazzo. Parla di un mondo tremendo e tutto capitalista dove le multinazionali delle trivelle hanno costruito delle grosse, appunto, trivelle per perforare in fondo al mar in cerca di luoghi professioni animali da sfruttare commercialmente. E queste trivelle necessitano di personale addestrato che le faccia funzionare, ed è così che il simpatico William Eubank, già regista di The Signal, ci fa fare la conoscenza del Personale delle Trivelle, vermi schiavi del capitalismo che vivono a svariate miglia sotto la superficie dell’oceano e passano le loro giornate a prendersi cura di grossi aggeggi che bucano il fondale marino per estrarne pazzo cash.

“Ci fa fare la conoscenza” è l’espressione più ottimista che abbia digitato da quella volta che nel 2016 scrissi “Hillary Clinton presidente degli USA”. Underwater è l’epitome della frettolosità: dedica due battiti di ciglia al benedetto world building poi si stufa di sprecare tempo e comincia a sfasciare tutto.

«Ma come?» mi chiederete. «Ti stai lamentando di qualcosa che voi dei 400calci spingete da sempre?». Ed è vero: sulla carta l’idea di un film di distruzione subbaqqua che impiega esattamente due minuti e ventidue titoli di testa esclusi a scaraventare i propri protagonisti sott’acqua e a farli annaspare durissimo è uno dei sogni bagnati del popolo di Val Verde. Ma qui torniamo al discorso iniziale, e cioè Alien. A differenza di Alien, e dei film tipo Alien e belli, Underwater non fa alcuno sforzo per immergere lo spettatore nel suo mondo, è un horror claustrofobico che non si spreca a farci conoscere gli spazi angusti nei quali ci muoveremo per i successivi novanta minuti, e preferisce arrivare subito al dunque e disorientarci a botte di luci stronze e inquadrature sottomarine. Fosse cominciato con un gruppo di gente in fuga da un mostro e in sovraimpressione la dicitura “shit happened” sarebbe stato lo stesso: è la morte dell’investimento emotivo e della tensione drammatica, un film catastrofico che si dimentica di spiegare perché dovrebbe fregarcene qualcosa della catastrofe.

Nella foto: denti.

Conosciamo così brevemente il personaggio di Kristen Stewart, che di mestiere fa delle cose con i computer e si lava i denti con uno spazzolino giallo, prima che la sua piattaforma di trivellazione sottomarina venga attaccata da una misteriosa e gigantesca creatura fatta di denti e tentacoli. Kristen scappa, si riunisce con altri membri dell’equipaggio (tra cui l’immancabile Personaggio Di Colore Che Muore Per Primo), capisce che si trova in una situazione di merda e, grazie al coraggio del laconico capitano Vincent Cassel, elabora un piano che si qualifica senza alcuna esitazione alle finali del campionato mondiale di Idee del Cazzo.

Il piano consiste nel vestirsi come Ripley (Stewart passa un terzo del film in mutande e reggiseno, solo che per distinguersi da Alien il reggiseno è in realtà un top di quelli che si usano per fare sport), infilarsi in un esoscheletro subbaqquo e attraversare a piedi il tratto di fondale oceanico che collega il luogo dell’incidente alla casa base di tutte le operazioni di trivellazione, con una limitata quantità di ossigeno a disposizione e svariati terribili mostri assolutamente non copiati da H.R. Giger che infestano le acque circostanti.

Underwater Love.

Basta, fine, questo è il film. Volete sapere se come in Alien ci sono riferimenti più o meno espliciti al sesso e alla maternità? OK: a un certo punto Kristen Stewart viene semi-inghiottita da un utero alieno alla cui presa mortale sfugge grazie a del reverse chestbursting di altissimo livello. Vi state chiedendo se quello che vi aspetta sono ottantacinque minuti circa di confusissime scene notturne/sott’acqua fatte di bollicine d’aria, urla inconsulte e occasionali squarci di decadente pseudobellezza organico-sintetica? Che domande strane che vi fate, comunque sì, è esattamente quello che vi aspetta.

Stewart, Cassel, T.J. Miller e quel che resta del cast ce la mettono tutta per infondere un po’ di vita nei loro personaggi e per donare a Underwater un qualche motivo di interesse che vada al di là delle grosse creature sottomarine che distruggono tutto. Indovinate? Non ci riescono, perché i loro personaggi sono scritti da un branco di scimmie urlatrici sotto benzodiazepine, e i dialoghi in particolare affidati allo stesso primate che segretamente scrive tutte le vostre conversazioni con la vicina in ascensore. Anche Eubank, poveraccio, qui e là ci prova (nonostante il tentativo di sabotaggio del DP Bojan Bazelli, il cui lavoro consiste nel clonare l’estetica di Pacific Rim, palette e superfici traslucide ovunque comprese, cercando di non farsi beccare): non avrà a disposizione il materiale più amichevole del mondo, ma riesce comunque a tenere sotto controllo la messa in scena pur dovendo girare l’80% del materiale sott’acqua, e anzi ora che ci sto ripensando mi viene da dire che, poveraccio, ha fatto i miracoli con quello che aveva a disposizione.

Per esempio, alcuni denti.

Rimane, ineluttabile, la considerazione che Underwater è un film anonimo come i mostroni che lo popolano, certo gigantesco come orizzonti e forse ambizioni ma minuscolo e trascurabile come risultato. Va bene per gente brutta tipo me a cui bastano dieci minuti di Cthulhu (e vi giuro che non è la solita esagerazione a uso meme) per portare a casa il risultato, e forse se fosse uscito ad agosto in piena morìa estiva sarebbe anche riuscito a trascinare un po’ di gente al cinema – quantomeno è un prodotto competente.

Ma davvero, se per una volta volessimo provare a giocare a non accontentarci, di cosa cazzo stiamo parlando? Di sciacquatura di piatti, con un blandissimo messaggio ambientalista utile per spacciarsi come “contemporaneo”, una stella del cinema impegnato immersa in un contesto poco familiare, qualche mostro e tanto, tantissimo buio subbaqquo e filtri blu. Sono io che sono viziato se dai miei film di mostri pretendo qualcosina in più?

DVD quote:

«Tipo Aquaman ma con meno addominali»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

IMDb | Trailer

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43 Commenti

  1. Johnny Pneumonic

    Questo non mi cucca manco per Kristen Stewart che me la farei troppo nonostante la mia fidanzata e i gli orientamenti sessuali di Kristen.
    Detto questo, non vedo l’ora di leggere la rece di “Uncut Gems”.
    Cazzo che botta.

    • Raimondo Vinello

      Uncut gems è il film che mi ha lasciati più sensazioni da anni a questa parte , adrenaNina a pacchi

    • Il Gioco di Gerald Gee Money

      I Safdie brother mi avevano già comprato con Good Time, con questo spaccano proprio… Miglior produzione di Netflix di sempre ad oggi

    • L'ozio è il padre di Virzì

      Concordo su “Uncut Gems”. Mai avrei pensato di dirlo ma… Adam Sandler bravissimo!

    • Non concordo, non si fa cosi. Ciao.

      PS: Sandler bravo davvero però

  2. Landis Buzzanca

    twilien. (a sto giro passo.)

    • Killing Joke

      Mi ha dato l’idea di una grossa occasione sprecata.
      A me il genere Mostri Marini piace un bel po’. Il design delle creature è buono, Cthulhu alla fine pure è una bella sorpresona… e vi dirò, non mi è dispiaciuta pure l’idea di far partire subito il casino senza introduzioni.
      E allora cosa non va? Tutto quello in mezzo. Questa specie di Giro dell’Oca sul fondale marino per arrivare alla salvezza è pesante, prevedibile. Manca il guizzo.
      Per dare una sterzata ci sarebbe voluto forse Treat Williams con la sua ignoranza anni ’90 in quel gioiellino che fu “Deep Rising” :D

    • ste

      uuu Deep Rising che perla… ho un feticismo per i film coi mostroni e alla fine li guardo sempre…ma qua si vedono o si intravedono?

  3. Il Gioco di Gerald Gee Money

    Ma non lo so, io ne ero attratto da questa visione, sarà per quel sapore nostalgico che porta ad un genere che alla fine degli anni 80 – inizio 90 ebbe un trittico che ancora oggi trova posto nella mia videoteca:, Leviathan di Cosmatos, in parte girato in Italia e con un cast clamoroso (basterebbe già solo Peter “Alex Murphy” Weller), The Abyss di Cameron e Creatura degli Abissi del papà di Venerdì 13 e con quella fazza meravigliosa di Miguel Ferrer….. Vediamo magari me lo sparo lo stesso sperando nell ‘effetto amarcord

  4. Raimondo Vinello

    Per me i mostri marini sono solo Deep Rising e forse un altro di cui non ricordo il titolo

    • Il Gioco di Gerald Gee Money

      Per me Leviathan superiore a Deep Rising senza se e senza ma per cast, sceneggiatura, effetti…. e il Mostro era opera di Stan Winston

    • Raimondo Vinello

      Ma Leviathan era quello con Mary Elizabeth Mastrantonio ?
      E Cameron alla regia?

    • Takeshi Kojak

      Quello a cui ti riferisci era The Abyss…altro filmone di Cameron nostro!

    • Raimondo Vinello

      Giusto , fatto confusione , grazie

    • Topo Scatenato

      Leviathan aveva davvero un super cast.Lo ricordo con piacere anche se sono tipo 28 anni che non lo vedo…

      Questo…mi ha steso alla frase “IL CONFINE TRA LA PUTTANATA E IL COLPO DI GENIO” considerando che la piega non e ‘ verso il colpo di genio.

      Passero’ abbondantemente.Pur apprezzando i film coi mostrilli e di solito d’estate non me ne perdo uno,un minimo di costruzione della storia la pretendo e’ piu’ forte di me.
      E’ vero che spazio da Kubrick a Cosmatos ma un minimo di dignita’ manteniamola…

    • Toni Già

      Deep Rising cult asoluto!!! “Ok e adesso?”
      Peccato che non hanno fatto il sequel dopo la scena finale sull’isola…
      Underwater non mi ispira per niente e la Stewart mi sta sufficientemente sul BIP per perdermelo volentieri.

      P.S. il nuovo film di FAST AND FURIOUS promette un grande trailer… nel senso che quello che c’è online è già il film no? Poi nei cinema faranno il trailer :)

  5. Past

    ai film coi mostri fatti con i soldi non so dire di no…una possibillità gliela si da alla fine…

    uncut gems capolavoro.

  6. The Mat(Bat)

    Vedo che abbiamo tutti gli stesi film in testa: Leviathan, Deep Rising etc.

    Comunque peccato perché abissi marini+ mostri+esplosioni mi gasano sempre…

  7. Killing Joke

    E comunque “Life” di 3 anni fa molto meglio di questo.
    Film che giocava col suo essere derivativo e aveva un finale tosto da fantascienza pulp vecchio stile

  8. tommaso

    Ah, il 1989 subbaqquo!
    – Abyss – James Cameron
    – Leviathan – George P. Cosmatos
    – DeepStar Six (Creatura degli abissi)
    – Lords of the Deep
    – The Evil Below (Abissi profondi)
    – The Rift / Endless Descent (La “cosa” degli abissi)
    La cosa curiosa che questa lista me la sparai piu’ o meno in diretta, a parte proprio Abyss, recuperato solo anni dopo.

    Recensione che conferma quanto mi aspettavo da questo film, quindi lo vedro’ e se non mi piacera’ neanche mi dispiacera’.
    La Stewart ripleyazzata a un che di personaggio alla Moebius.

  9. ladyabadeer

    Leggendo di questo film, oltre agli altri svariati titoli cinematografici, mi è venuto in mente questo: un gioco da tavolo pubblicato intorno al 2016 su Kickstarter, in cui i personaggi da utilizzare sono dei poveri cristi che lavorano all’interno di una piattaforma di trivellazione subacquea e che si ritroveranno a combattere contro mostri e mostroni tentacolosi (incluso Cthulhu). Vi lascio il link: https://www.kickstarter.com/projects/diemensiongames/deep-madness

  10. Samuel Hell Jackson

    Certo che se anche il film è così così, adesso mi tocca vederlo per via della Stewart in intimo!

  11. ratto reietto

    L’impressione che ho avuto dalla recensione è quella di un buon B-movie con un budget da major.
    Quello che non capisco è come ce se ne possa lamentare.

  12. Ma i mostri sono chiaramente visibili o con la scusa del buio abissale si è risparmiato sugli effetti speciali?

  13. Raimondo Vinello

    Lo vedro in una versione cam sbiadito e audio ovattato , così da sembrare di stare con loro con la tua mascheretta Mares del 1982 con l’elastico secco in procinto di rompersi…

  14. L'Ottimista

    Però non vi si riconosce più.. Ce ne fossero di film così. Nel panorama cinematografico attuale un’autentica mosca bianca, se poi se ne parla male anche su queste pagine che dovrebbero spingere ad andare a vedere film di questo tipo è segno che ci meritiamo Ozpetek. Ok, non brilla di originalità ma io me lo sono goduto e non mi sono affatto pentito di averlo visto al cinema.

  15. Tra l’altro The Signal all’inizio mi era piaciuto notevolmente, poi a na certa svacca che è na meraviglia, quindi non ci sarebbe da fidarsi già per questo. Però mostro sottomarino+Vincent Cassel… niente andrò a vederlo lo stesso.

  16. ste

    ok visto male come é giusto che sia… però una cosa si capisce..é una cagata abissale

  17. L'arrotino

    Boh, io sto ancora aspettando la recensione di Screamers urla dallo spazio del 1996…

  18. Gino Rattuso

    Senti come grida il peperone… PAM!
    Io passo, già ho una discreta antipatia verso la Stewart, se poi mi dite che è un filmetto scontato e prevedibile posso tranquillamente evitare.

  19. Anonimo

    Qualunque film faccia ha sempre la stessa espressione questa..

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