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Ristabilire le gerarchie: The Expendables 2, il trailer

04/05/2012 | news | di Nanni Cobretti

Sono Nanni Cobretti e sono orgoglioso di presentarvi, meglio tardi che mai, il nuovo trailer di The Expendables 2 qui, su i400calci.com. Pensavate che il primo film spaccasse seriamente il culo? Non avete ancora visto niente. Date un occhio:

Poi non so perché ripensavo a questo film molto bellino che ho visto il weekend scorso, l’abbiamo recensito lunedì, mi sfugge il nome, come si chiama…

Il ritorno di Psycho Dolph: Stash House

24/04/2012 | news | di Nanni Cobretti

Ricordate Briana Evigan?
C’è stato un periodo in cui eravamo tutti emozionati ogni volta che la si nominava, ma in tutta onestà non ricordo più perché.
Aveva sicuramente a che fare però con un film bruttone in cui era chiusa in casa con una tigre.
Ebbene, nel suo nuovo film le va persino peggio: è chiusa in casa con DOLPH LUNDGREN.
Via col filmato:

Stash House!
Qualcuno ha finalmente capito che Dolph dà il meglio di sè quando fa il maniaco, e ha finalmente trovato il coraggio di ingaggiarlo per un film non esclusivamente diretto ai suoi fans credo per la prima volta dai tempi di Johnny Mnemonic (film di cui tra l’altro il nostro svedesone preferito era l’unica cosa positiva, anche se a rileggere il cast la concorrenza era tosta).
Stash House, che vede nel cast anche quel pirla del protagonista di Never Back Down, fa parte della prima ondata di film della neonata sezione action della After Dark, che grazie alla collaborazione con Joel Silver si faranno negli USA un piccolo giro promozionale sul grande schermo prima di approdare nel più appropriato homevideo (il primo della serie era stato Dragon Eyes).
E non so voi, ma l’idea di vedermi il Dolph intimidire due sfigati per un’ora e mezzo mi fa gridare a una preventiva, cieca e sorda bombissima.
Che dite?

The People vs. Gary Gygax: In The Name Of The King: Two Worlds

11/01/2012 | recensioni | di Stanlio Kubrick

The field is lost.
Everything is lost!
The Black One has fallen from the sky
and the towers in ruins lie.

Quando Nightfall in Middle-Earth uscì nei migliori negozi di dischi, Uwe Boll aveva 33 anni e quattro film alle spalle (e un’enorme quantità di ore spesa a tirare dadi 20 e leggere romanzi di R.A. Salvatore), la seconda edizione di Advanced Dungeons & Dragons era in giro da un paio d’anni e la saga di Shannara aveva appena conosciuto il suo primo prequel (Il primo re di Shannara, una roba terribile). Io, invece, di anni ne avevo 15, avevo capito che rileggere Il Signore degli Anelli a intervalli regolari mi faceva stare bene e che giocare a D&D con gli amici era, in nove casi su dieci, una tremenda delusione e un’esperienza non paragonabile allo stare davanti al PC insieme a Minsc e Boo.

Fast forward a otto anni dopo: continuo a rileggere Il Signore degli Anelli a intervalli sempre più o meno regolari e ad ascoltare Nightfall in Middle-Earth quando sono sbronzo marcio, D&D è arrivato all’ennesima revisione della quarta edizione e Uwe Boll non ha ancora perso la passione per il fantasy generico e per il peggiorare la propria reputazione a ogni film. È l’anno, il 2006, del suo primo tentativo di dare forma ai suoi sogni brufolosi e copiare Tolkien: per quattro spicci e un gratta-e-vinci ottiene i diritti per girare In The Name Of The King, un film basato su Dungeon Siege, il quale, e qui sono pronto ad aprire una parentesi di confronto con quei quattro interessati all’argomento, è un videogioco di merda uscito in sordina nel 2002, un patetico tentativo di lucrare sulla necessità fisica sempre più pressante di avere per le mani un nuovo Diablo. Riassunto di Dungeon Siege: un coacervo di roba fantasy, e un asino per trasportare gli oggetti in eccesso. Uwe Boll, il coraggioso, prova a nobilitare almeno il film con la generosa aggiunta di Jason Statham, Ray Liotta, Gimli e una serie di altri nomi più o meno altisonanti. Risultato: nulla di che, con in più un pizzico di noia. Ve ne avevamo già parlato.

Sopra: gente che si diverte mentre gira un film.

E così arriviamo a oggi: Boll ha accumulato altri film di livello, io attendo ancora il nuovo Diablo e ho riascoltato Nightfall In Middle-Earth non più tardi di cinque mesi fa, Il Signore degli Anelli è finalmente passato di moda, soffocato tra riedizioni di cofanetti di raccolte di collezioni di antologie in Blu-ray, pessimi giochi per 360 e PS3 e una generale disaffezione del pubblico per linguaggi inventati (Avatar non fa testo), cretini in armatura e onore cavalleresco. In più, il mondo fa ogni giorno un po’ più cagare, e si pensa a tirare la carretta piuttosto che ad ammazzare terribili nemici a colpi di spada. Ecco perché In The Name Of The King: Two Worlds è, già nei suoi presupposti, un enorme «WTF?» (tralasciando il fatto che il collegamento con il film precedente è vieppiù pretestuoso, e che non c’è Giasone). È un WTF perché se proprio bisogna fare del fantasy oggi, insegna Sean Bean, bisogna metterci incesto, sesso selvaggio, tradimenti e possibilmente eliminare qualsiasi distinzione tra buoni e cattivi: serve un mondo popolato da stronzi, perché questo vuole la gente, perché si fa fatica a farsi fare un contratto a progetto da 900€ al mese e figuriamoci cosa ce ne frega di cavalieri senza macchia che sacrificano tutto per una causa più grande. Al limite, si può fare una piccola concessione alla tradizione stabilendo che qualcuno dei personaggi è più stronzo degli altri, giusto per aiutare lo spettatore a orientarsi. ITNOTKTW, invece, è il ritorno al sano, vecchio manicheismo fatto di spadoni e profezie e bontà d’animo, ed è quindi, nella migliore delle ipotesi, fuori tempo massimo.

La storia va così: Dolph Lundgren, ex militare canadese in pensione con un problema di alcolismo, viene magicamente catapultato in un mondo parallelo – grazie al sapiente utilizzo di un pessimo effetto speciale – da una tizia magica, che di lì a poco morirà ma avrà ancora a disposizione un paio di scene in versione “appaio a Dolph Lundgren in sogno”. Nel mondo parallelo, deliziosamente caratterizzato da Boll in assolutamente nessun modo specifico, Dolph incontra un re alchimista. Il quale compare in scena sistemandosi un parrucchino (particolare che da lì in avanti non verrà più considerato). Il re con il parrucchino dice a Dolph che lui è The Chosen One, e deve recarsi nella Enchanted Place in fondo alla Dark Forest dove ci sono delle Horrible Beasts, e deve farlo per andare ad assassinare la Dark Mother – in altri momenti chiamata inspiegabilmente Holy Mother, ma sempre e comunque regina e padrona dei cattivissimi Dark Ones –, sì da riportare la pace nel mondo grazie all’uso del Catalyst (io giuro che tutte le parole in grassetto a un certo punto compaiono nella stessa frase). Dolph, biascicando one-liner con accento svedese e un certo imbarazzo negli occhi, accetta il suo destino e decide di partire, non prima di aver provato a farsi un pisolino e di aver fatto conoscere al medico locale – che è Natassja Malthe, già vista strizzatissima in completo di pelle negli ultimi due BloodRayne – le gioie del cazzo del ventunesimo secolo. Anzi, del Time Beyond, come lo chiamano i mondoparallelisti.

«Come hai detto che si chiama quella roba che mi hai fatto con l’alluce e la radice di mandragola?»

Da lì in avanti, il film è strutturato come una serie di copia-incolla, il cui template è questa scena:

Interno, notte
DOLPH sta provando a prendere sonno
mentre si tormenta sul suo destino
MESSAGGERO GENERICO entra trafelato

MESSAGGERO GENERICO: DOLPH, il [re / strega / consigliere / indovina] ha bisogno di te!
DOLPH: Ma io stavo dormendo! È da quando sono finito in questo mondo del cazzo che non chiudo occhio! Vabbe’, ‘rivo.

DOLPH si reca dal [r/s/c/i]

DOLPH: Bella zi’.
R/S/C/I: DOLPH, tu sei l’eletto. Vai a uccidere il [c/r/i/s].
DOLPH: Le azioni parlano più delle parole. Ora vado là e gli faccio il culo. Porterò la pace su queste terre. I’ve covered wars you know?

DOLPH si avvia verso il tentativo di pisolino successivo

NB: in tre occasioni, il template di cui sopra viene lievemente modificato, sostituendo “Interno, notte” con “Foresta, giorno” e la parte successiva con “DOLPH cammina finché non arriva qualcuno che vuole picchiarlo. DOLPH vince”. Il Mondo Fantasy Senza Nome è pieno di foreste.

“Nondescript” è l’aggettivo perfetto per nondescrivere ITNOTKTW, una storiella fantasy talmente frettolosa che sembra che abbiano cominciato a girarla quando lo script era ancora in fase embrionale, e invece di nomi come “The Murky Forest of Urkaflaz” e “The Enchanted Shrine of Clergynton” (utili a dare l’idea che il mondo raccontato abbia una sua personalità e una storia alle spalle) ci fossero scritte solo indicazioni generiche tipo “Dark Sth.” o “The Chosen Someone”. La carenza assoluta di personalità e la generica poverinità permea ogni dettaglio, dai castelli che sembrano un’attrazione di Gardaland all’accento yankee con cui gli NPC blaterano frasi in pessimo Engrish per dare un tono epico alla vicenda. Non ci sono guizzi né idee, quelle che, per dire, abbondavano anche nei peggiori fantasy anni Ottanta (la fortezza del Mostro di Krull vale da sola mezza filmografia di Boll). Da un film con Dolph Lundgren, però, uno si aspetta almeno una buona dose d’azione e menare. E invece le sequenze di botte si riducono a:

1. la scena iniziale, con un inseguimento nei boschi di Vancouver che pare la ripresa amatoriale di un LARP fatta per un documentario tipo The People vs. Gary Gygax (se qualcuno fosse interessato mi contatti, io vorrei girarlo davvero)

2. due-scene-due di battaglia nella foresta, in cui i Dark Ones, cioè dei tizi con il cappuccio («È per onorare i loro morti») maneggiano maldestramente degli spadoni mentre Dolph tira loro i pugni e vince

3. la battaglia davanti alla fortezza, con l’ingresso trionfale del dragone in CGI (copiato da un miniboss qualsiasi di Devil May Cry), che fa una gran figura come “miglior personaggio del film” soprattutto quando sputa fuoco

E in tutto ciò non speriate di godervi almeno una cascata di sangue e arti amputati, perché ITNOTKTW è deliziosamente educato: siamo dalle parti di Fantaghirò, con tre o quattro risse in cui gli infilzamenti avvengono fuori inquadratura. Tutto il resto è: Dolph che spara one-liner, Natassia Malthe che fa smorfie da attricetta nell’intro di un porno lesbo, una generica sensazione di confusione e smarrimento («Contro chi è che combattono? I Dark Ones non erano mica i cattivi? Che senso ha quello che stanno facendo tutti?»), qualche sbadiglio.

Insomma, ITNOTKTW è il genere di film che nessuno sano di mente guarderebbe da sobrio e/o da solo, il genere di film che sul momento mi ha divertito molto per il suo essere totalmente sbagliato e fuori tempo e che ero già pronto a esaltare come nuovo apice di bruttezza creativa ma che, a conti fatti, è solo un filmetto fantasy del cazzo che può giusto regalare un’ora e mezza di intrattenimento a chi ancora un po’ si gasa se sente le parole “gibberling contaminato” o “illithid” e che disgusterà il restante 99% della popolazione mondiale. Il genere di film, insomma, che anche paragonato allo standard di Boll è brutto.

2, colpo mancato critico.

Dvd-quote suggerita

«Un film con degli attori che fanno delle cose per dei motivi»
(Nome Cognome, filmdelcazzo.com)

>> IMDb | Trailer

PS: la notizia migliore relativa a questo film è che Kotaku dice che Diablo III uscirà il primo febbraio. Non credo che questo impedirà a nessuno di fare filmetti fantasy del cazzo, ma almeno potrò ignorarli senza remore.

The Expendables 2: silenzio in aula, comincia l’appello

15/12/2011 | news | di Nanni Cobretti

Stallone: presente
Statham: presente
Li: presente (è ancora un uomo)
Lundgren: presente
Crews: presente
Couture: presente
Le orecchie deformi di Couture: presenti
Norris: presente (tutti in piedi)
Willis: presente
Hemsmws… chi???
Van Damme: presente
Schwarzenegger: presente
Adkins: fuori a fumare, probabilmente
Cage/Travolta: non confermati
Figa: rigorosamente assente.

Inizio a rendermi conto che certi paroloni li avevo spesi tutti per il primo film.
Vallo a sapere che sarebbero stati in grado di farne uno più grosso.
Mi regolerò in qualche modo.
Nel frattempo, godetevi le prime immagini in movimento dell’equivalente in celluloide dell’Arca dell’Alleanza:

Nessuna nuova rece oggi, dedichiamocelo tutto a sospirare e raccontarci storie e aneddoti dell’epoca d’oro del cinema americano davanti a un caminetto e a un buon bicchiere di whisky.

È tutto vero. Ancora non ci credo.

Consigli per l’arredamento: I dominatori dell’universo

13/12/2011 | consigli per l'arredamento | di Jean-Claude Van Gogh

I dominatori dell’universo (Alta qualitàCompra)

Obblighi per l’arredamento: The Expendables 2

19/11/2011 | consigli per l'arredamento | di Nanni Cobretti

A voi l’unico poster al mondo dove quella donna lassù SI DEVE LEVARE DAL CAZZO (a proposito, chi minchia è? Subito ho pensato che fosse Jet Li con la parrucca. O è Jet Li con la parrucca? I credits in basso non svelano l’inghippo…)

Alla vs. cortese attenzione: Drive

30/09/2011 | recensioni | di Nanni Cobretti

In realtà ha già detto tutto Luotto, però il film in Italia ci esce oggi e, siccome che mi dicono che lo stanno pubblicizzando quasi ai livelli che merita per cui è facile che lo diano persino vicino a casa vostra, spendo due parole anch’io.
Pronti?
Allora: innanzitutto Drive è anche il titolo di un semi-capolavoro con Mark Dacascos che se non conoscete correte a recuperarvelo ieri, ma non cominciamo subito a divagare. Il Drive che esce questo weekend è un film con i titoli di testa in Mistral rosa e colonna sonora indietronica, in cui una buona mezzora consiste in Ryan Gosling e Carey Mulligan che si fissano zitti negli occhi. Questa non ve l’ha mica detta Luotto, eh? Bontà sua. Ma è così. Ryan Gosling è muto. Ma non muto muto: uno di quei muti che in realtà gli sa solo fatica parlare, tipo il Dolph Lundgren di Red Scorpion. Fate i conti che Ryan Gosling interpreta il Dolph Lundgren di Red Scorpion (magari la sua giacca è una citazione?), con tanto di vaghi, insidiosi sospetti che dentro la sua scatola cranica non tutti i pezzi siano stati incastrati secondo le procedure standard (indizio: la giacca). Per una buona mezzora il regista Nicolas Winding Refn ci mostra Ryan Gosling e Carey Mulligan che si frequentano. Lei lo guarda. Lui la guarda impassibile, e tace. Lei arrossisce e abbassa lo sguardo accennando un sorriso nervoso. Lui ricambia il sorriso, o forse è un’impressione. Lei dice qualcosa. Lui non reagisce. Si fissano un altro po’. Una volta su tre lui si degna di rispondere, ma mai prima di aver ponderato e pesato le parole per un tempo infinito. Nel frattempo, Refn gli sta addosso e lo tiene costantemente in primo piano. Ricapitolando: Mistral rosa, indietronica, un’attrazione fatta di silenzi dove i primi piani sono tutti per lui. Io, aldilà che all’ennesima esitazione ero a un passo dall’urlare “E RISPONDILE, PORCO CAZZO!!!”, ero nell’imbarazzo più totale. Pareva di assistere a una specie di remake a ruoli invertiti di La signora in rosso commissionato da Zooey Deschanel.
Eppure ha tutto senso, è tutto lì per uno scopo.
Vedete, se ci fosse stato Dolph tecnicamente nessuno avrebbe avuto niente da cambiare e niente da ridire, ma non siamo in un caso alla Io vi troverò dove se metti Steven Seagal al posto di Liam Neeson l’equazione rimane davvero esattamente identica, giusto meno ipocrita per chi apprezza questo tipo di differenze. Se in Drive ci fosse stato Dolph, ogni sorpresa sarebbe andata a puttane: Dolph è zitto e con lo sguardo di pietra in quasi ogni suo film, poi sai già che quando serve tira cazzotti che rincretiniscono te e il tuo futuro nipote. Ma quando scoppia Gosling, e Gosling scoppia eccome, tu non lo sai cos’è in grado di fare. Tu l’hai visto per mezzora muto e inespressivo, e con questa faccia da fighetta rimbambita, poi di colpo schiaffeggia Christina Hendricks, e a quel punto salta ogni riferimento perché persino il Dolph prima di fare certe mosse eticamente discutibili ci pensava bene. A quel punto sei spiazzato e dentro al film come non mai, perché Gosling agisce per amore, ma agisce pesante, e con tanta di quella disinvoltura da farti pensare che per lui l’amore sia, per questa volta, una coincidenza fortunata.  Per lui, amare significa sfondare teste a calcagnate.
La conoscete la teoria del “contrasto macho”? Non è mia, è di Vern – lui la chiama “badass juxtaposition”. È una teoria molto elementare, secondo la quale se uno rispecchia il 100% degli stereotipi macho diventa inevitabilmente una ridicola caricatura, mentre il vero macho ha sempre un aspetto soft che non ti aspetti, ed è proprio quello, per contrasto, ad elevarlo a vero macho al di fuori di ogni dubbio. Charles Bronson che suona l’armonica, Steven Seagal che fa il cuoco, Nanni Cobretti che si commuove davanti ai tramonti in spiaggia e ai cuccioli che giocano, ecc…
Drive ha i titoli in Mistral rosa, la colonna sonora a base di indietronica e mezzora di primi piani di Ryan Gosling e Carey Mulligan che si fissano in silenzio, ed è uno dei film più fighi dell’anno.
Amen.

E con questa giacca.

P.S.: ma ve l’ho detto che si vede Ron Perlman senza trucco?

P.S. 2: per la cronaca, esce anche “Blood Story“…

Trailerblast: Caccia mortale

28/09/2011 | trailerblast | di Nanni Cobretti

>> IMDb

Non so se vi interessa: aggiornamento “The Expendables 2″

20/09/2011 | news | di Nanni Cobretti

O-chei! Ci siamo. Il comunicato stampa ufficiale di The Expendables 2 è come l’autobus: tu aspetti, aspetti, alla fine ci rinunci e ti accendi una paglia (= ci scrivi la news) e TAC! Eccolo che sicuro come l’oro arriva proprio in quel momento lì. Beh, al momento in cui sto scrivendo (ieri sera rispetto ai più puntuali di voi) non è ancora arrivato. Se arriva, vaffanculo.

Il motivo per cui faccio il punto della situazione proprio ora è che sarebbe uscita la prima notizia di cast semi-ufficiale.
Semi-ufficiale perché arriva da un professionista degli scoop che lavora per Variety, e Variety di norma è abbastanza serio, mica come il Sun o il Daily Mail.
La considero semi-ufficiale inoltre perché non è per nulla eccitante, e uno non strilla notizie per nulla eccitanti se non hanno la decenza di essere come minimo vere.
Insomma: Stallone aveva detto da tempo che cercava un membro degli Expendables giovane per tirare dentro le ragazzine (unica demografica al giorno d’oggi ad avere ancora dei soldi da spendere al cine), e il giovine in questione è… rullo di tamburi… Liam Hemsworth. Già. Se l’avete sentito nominare ci sono solo due possibili motivi: a) lo state confondendo con suo fratello Chris (= Thor); b) siete appunto delle ragazzine, per cui l’avete visto nel ruolo del moroso di Miley Cyrus in The Last Song, non vedete l’ora di rivederlo in The Hunger Games e la dovete smettere di strillare che mi fate venire l’ulcera. Oppure c) ve lo ricordate in Triangle, ma io Triangle l’ho visto e lui non me lo ricordo, quindi no. A me la cosa tutto sommato sta bene: non è famoso e non darà fastidio, e in cambio è anche giusto che le varie leggende che compongono il cast abbiano qualcuno su cui sfogare tutti gli atti di nonnismo.

The Expendables 2: lo stagista

Detto questo, siccome che le riprese inizieranno da un minuto all’altro in Bulgaria, nella speranza che non mi abbiano inculato con il comunicato ufficiale passiamo alla situazione corrente:

I VECCHI

Sylvester Stallone: è confermato, sarà il protagonista. L’ha detto lo stesso Stallone.
Jason Statham: è confermato per il semplice fatto che nessuno ha detto che non lo è. Trattasi forse dell’unica action star attuale a potersi permettere di girare i propri film negli USA o al massimo in Inghilterra, ma è giusto che anche lui inizi ad ambientarsi a Sofia e dintorni e anzi, fossi in lui mi comprerei una villetta a schiera in periferia che non si sa mai cosa riserva il futuro.
Jet Li: non è confermato, nel senso che girano voci che dicono che potrebbe non comparire e nessuno si è preoccupato di chiarire la situazione. Si sa questo: parte del film verrà girata in Cina per esigenze economiche, ed è ufficiale che tempo fa è stata presentata un’offerta a Donnie Yen per un ruolo misterioso – quello di Jet Li? un altro? – e che lui non ha ancora risposto.
Dolph Lundgren: scoop! Ci sarà e ve lo posso confermare io di persona perché ho appena deciso che la sua presenza è necessaria, anzi, fondamentale. Se in futuro leggerete un comunicato stampa ufficiale che lo conferma sappiate che io sono stato il primo in tutto il mondo a dirvelo. Dovesse saltare, sarà perché Hollywood si sente minacciata dal crescente potere politico dei 400 Calci.
Randy Couture: temo che verrà confermato, ma fosse per me lo sostituirei al volo con Dave Batista. Batista ha le orecchie normali – no, per dire.
Terry Crews: ci sarà, o verrà sostituito da Don Cheadle (quest’ultima ipotesi è infondata).
Mickey Rourke: nessuno osa sbilanciarsi sulla sua presenza. La trama, spoilerata a Cannes, prevede che i Mercenari vendichino la sua morte, ma questo significherebbe che c’è l’intenzione di usare una sceneggiatura, e francamente mi pare impossibile.
Eric Roberts: È MORTO.
David Zayas: È MORTO.
Steve Austin: È MORTO, ma Sly in passato si è detto aperto all’ipotesi di fargli interpretare il fratello gemello. Più anni ’80 di così…
Gary Daniels: È MORTO MALE, MOLTO MALE.
Bruce Willis: è stato più o meno confermato in un ruolo più ampio rispetto a quello nel film precedente. Un tempo sembrava dovesse essere lui il cattivo principale, ma questa ipotesi pare ormai tramontata. A favore: Bruce ormai accetta qualsiasi cosa, pure comparsate in G.I. Joe 2. Contro: manca l’ufficialità ufficiale.
Arnold Schwarzenegger: pare anche lui confermato per un ruolo un po’ più consistente (due scene invece di una?). A favore: la gente lo invoca a gran voce. Contro: Arnie è (quasi) sempre stato uno molto attento alle mosse che riguardano la sua carriera, e questo per lui è un momento delicatissimo in cui sta aspettando che la gente si dimentichi il suo recente scandalo sessuale e preparando il grande ritorno sulle scene, con un ruolo da protagonista già in saccoccia (Last Stand di Kim Jee-Woon) e un altro vicino alla conferma (Captive). Finché non mette nero su bianco io rimango cauto.
Giselle Itié: È VIVA ma non torna, perché Sly non è più interessato.
Charisma Carpenter: è viva e avrebbe perfettamente senso che tornasse, ma a nessuno gliene frega niente e nessuno ne parla. Importerebbe a qualcuno se nel prossimo film il Jason fosse dal nulla innamorato di un’altra come se niente fosse? Neanche a me.

I NUOVI

Simon West: mi piacerebbe che recitasse e facesse quello che ne prende tante, e invece dirige. Amen.
Liam Hemsworth: ne ho già parlato. Smettetela di strillare!
Jean-Claude Van Damme: Stallone ha detto che ci sarà. Poi ha aggiunto “ma che ne so io, qua anche le cose date per sicure cambiano da un giorno all’altro”. Detto da uno che l’anno scorso non aveva problemi ad annunciare al mondo che aveva assunto 50 Cent per poi cambiare idea neanche 24 ore dopo e prendere Terry Crews. Però ha anche detto che la sceneggiatura (hahahaha, mi fai ammazzare Sly) prevede che si menino loro due. Non so voi, ma io vedo uno scontro Stallone – Van Damme come l’equivalente cinematografico del Large Hadron Collider. Talmente epico da sfociare nel pericoloso, potenzialmente apocalittico. Se questa cosa viene ufficializzata io inizio a blindare la cantina e collezionare cibo in scatola.
Chuck Norris: l’avevo dato per impossibile perché aveva rifiutato la chiamata al primo film senza motivo, e Stallone gli aveva dato pubblicamente del matto. Pare invece che i due si siano sistemati (decisivo l’intervento pacificatore del manager di Norris, Gesù) e che Chuck si sia reso disponibile ad una rapida comparsata. In un mondo perfetto, questo sarebbe un lavoro per il Colonnello Braddock.
Scott Adkins: lo si dà per certo, ma la cosa mi lascia indifferente. Se in un film girato in compagnia del solo Van Damme lui si accontenta di fare l’esperto di pistole, in questo cosa gli fanno fare, portare le pizze? La sua carriera ha bisogno di una raddrizzata.
Nicolas Cage: Sly dice che ci dovrebbe essere ma non è sicuro. A quanto pare il problema non sarebbero i soldi ma la disponibilità logistica per la trasferta in Bulgaria. A favore: Nic ha già lavorato con Simon West. Contro: È MATTO. Inoltre: è un vampiro. Ehi aspetta, quanto dista la Bulgaria dalla Transilvania?
John Travolta: qualcuno lo dava per sicuro, ma anche per lui vale il problema Bulgaria. Non è dato sapere se il suo ruolo sarebbe lo stesso offerto al Nic o se c’è il rischio della reunion Face/Off. Io comunque punto £10 sul fatto che non ci saranno nè Cage nè Travolta, ma al massimo qualcuno tristissimo tipo Burt Reynolds.
Donnie Yen: l’offerta è partita, la risposta non è arrivata. Gira il sospetto che sia stato chiamato per rimpiazzare Jet Li, ma potrebbe tranquillamente avere un ruolo diverso nella parte girata in Cina.
Michael Biehn / Michael Paré: Sly li ha tirati di recente in mezzo come esempi di “star decadute a cui mi piacerebbe dare una mano”, al che se i due in questione hanno una dignità lo mandano a fare in culo. A favore: Michael Paré ha fatto quasi tutti gli ultimi film di Uwe Boll, per cui è più che probabile che il discorso dignità in realtà non lo riguardi.
Steven Seagal: È meno probabile di Totti alla Lazio, mettetevi il cuore in pace.
Wesley Snipes: È IN GALERA.
Figa: non pervenuta.
Il suggerimento di Nanni Cobretti: Matthias Hues.

Adriaaaaaanaaaaaa!!!

Va bene così per ora? Grazie.

Van Damme non ha più idee per la testa

14/09/2011 | news | di Nanni Cobretti

Ommadonna santissima. Uno non fa in tempo a rivederlo col suo glorioso mullet di Senza Tregua nella pubblicità della birra che JC sparecchia tutto alla Lex Luthor e si presenta con un nuovo radicale taglio termonucleare globale. È o non è un modo inequivocabile per dimostrare che crede in questo progetto al 100%? O dite invece che ha perso una scommessa? O è un omaggio al David Carradine di Kung Fu? O è stato un ordine proveniente dai suoi capezzoli?
Io comunque sono sconvolto dalla quantità di cose belle che stanno accadendo nel mondo del cinema da combattimento da quando abbiamo aperto il sito. Quante volte ci siamo già ritrovati a dover iniziare un post con le fatidiche parole “avreste mai detto che”? Il caso più ovvio è The Expendables, subito seguito da un Fast & Furious 5 clamorosamente più bello del primo. Ma questo? Un quarto capitolo ufficiale di Universal Soldier nel 2011? Con Van Damme e Dolph, ma anche Michael Jai White (indimenticato cattivo del secondo film) e Scott Adkins (crepi l’avarizia)? E che dovrà per forza uscire in sala perché – tenetevi stretti – è in fottutissimo 3D???
E non sono tutti qui i motivi per attendere con trepidazione questo Universal Soldier: A New Dimension, che oltre a fare sfoggio di un titolo meta-buffissimo (non so se l’avete capito), conferma nel cast anche Andrei “Pitbull” Arlovski e soprattutto John Hyams alla regia, che nel terzo capitolo aveva fatto cose che in un DTV non si erano mai viste. E infila Roy Jones Jr., altro campione di pizze che potete ammirare nella foto in alto insieme a JC e Pitbull. E piazza “Ciccio” Larnell Stovall alle coreografie. E sì, sancisce finalmente un serio ritorno in sala da protagonista per Van Damme, dopo che aveva rifiutato un piccolo ruolo in The Expendables al grido di “ce la farò con le mie gambe”, e in attesa della recentemente confermata partecipazione a The Expendables 2 insieme a Dolph e probabilmente pure al buon Scott. Ma questa sarà materia per un altro imminente post.
Nel frattempo, vi allego un altro paio di commoventi foto dal set tanto per gradire:

Larnell Stovall, Scott Adkins e Michael Jai White

Scotty e Dolphy

P.S.: io ho perso contatto coi giovani d’oggi, fatemi un fischio se non si capisce che il titolo del post omaggia il grande Cesare Ragazzi, ok? Oh, ci tengo eh? Ma lo sapevate che Cesare Ragazzi si inventava le pubblicità da solo? Me l’ha detto un mio amico che lavorava per lui. Arrivava in riunione, sapeva già tutto lui e non voleva sentir ragioni, e l’agenzia pubblicitaria doveva solo eseguire. Che grandissimo. Ma torniamo in argomento: Van Damme bonzo!