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Undisputed 4 – Boyka: e Scott Adkins si riprende il trono

Ciao, siamo i400Calci e trattiamo i film di menare.
Sigla:

Che dite? È anche su Netflix? Fottesega.

La saga di Undisputed è una delle storie più belle, strane e a loro modo frustranti del cinema.
Inizia nientemeno che da uno dei pilastri dell’arte, Walter Hill, e del suo ultimo film prima di una pausa di 10 anni che sembrava non finire più (e invece finì con, uhm, Jimmy Bobo).
Un film, il primo Undisputed firmato Walter Hill, che per dirvi quant’è vecchio aveva Wesley Snipes protagonista.
E si basava su un concept bellissimo: e se il campione di boxe dei pesi massimi, con tutta la sua fighetteria e le regoline che ti proteggono e i miliardi che ti ammorbidiscono, sfidasse l’imbruttito e scaltro campione di boxe della strada – o peggio, del torneo della prigione?
E quindi avevamo Ving Rhames nel ruolo di George Chambers, un’imitazione poco nascosta di Mike Tyson, che finisce in galera per stupro e/o stronzaggine, e deve fare i conti con Wesley che ha una fame insuperabile e qui, a casa sua, nonostante una collezione di violenti criminali che c’è solo l’imbarazzo della scelta, non l’ha mai battuto nessuno.
Undisputed era un ottimo film, che purtroppo era uscito in un periodo in cui Walter – che voleva solo rifarsi un minimo la dignità dopo la pessima esperienza di Supernova (che si rifiutò di firmare) – non se lo filava quasi più nessuno.
Ma era anche il 2000, e il business model più in voga nel 2000 era prendere titoli vagamente riconoscibili dal concept forte e il successo modesto, e produrne un sequel a basso costo destinato direttamente al mercato homevideo per elemosinare la qualsiasi. Ne fu vittima qualche titolo che meritava miglior sorte, tipo Ragazzi perduti, Starship Troopers e Il duro del Road House, ma anche brand davvero modestissimi come Inserzione pericolosa, The Butterfly Effect, Mimic, Behind Enemy Lines, Turbulence. Sfogliateveli un po’ su Wiki.
Undisputed è tecnicamente un flop, con i suoi 12 milioni incassati in sala su 20 di budget, ma evidentemente in homevideo fece la sua figura e venne recuperato.
La prima idea era di richiamare Wesley Snipes, il quale purtroppo nel frattempo era finito in galera per davvero (non si hanno notizie di sue eventuali partecipazioni a tornei carcerari).
L’idea di riserva è Ving Rhames, che inizialmente accetta e poi, quando ormai lo script si basava sul suo personaggio, tira il pacco.
E qui, di colpo, la produzione infila una tombola dietro l’altra.

Scott Adkins contro Michael Jai White in Undisputed 2 (come ha fatto a mancarlo di un metro troppo in alto lo sa solo lui)

Si decide di deviare dalla boxe e incentrare il nuovo torneo carcerario sulle MMA e si ingaggia alla regia un esperto appassionato come Isaac Florentine, israeliano, maestro di karate, con alle spalle un pugno di action a basso costo e una ventina di episodi dei Power Rangers.
Florentine si tira dietro un tizio inglese scoperto da lui nel suo film precedente, Special Forces, in cui aveva una particina breve ma intensissima: tale Scott Adkins da Sutton Coldfield, vicino a Birmingham, West Midlands, UK. Cuce su di lui il ruolo del villain russo, il violentissimo e acrobatico Yuri Boyka (per l’accento, Scott dichiara di ispirarsi al cattivo di Rambo 3).
E per sostituire Ving Rhames recupera Michael Jai White, il che fa ridere due volte: prima perché per il suo background solidissimo sia da artista marziale che da attore classico lo si può considerare una specie di doppione più economico (e più grosso) di Wesley Snipes; poi perché il primo ruolo in carriera da protagonista di White fu proprio una biografia di Tyson.
White è solidissimo e, nel ruolo di un pugile costretto a imparare a usare anche le gambe, assolutamente naturale quando può finalmente sfogare il suo kung fu.
Ma la vera star è Adkins: bravissimo e modestissimo ragazzo nella vita, quando mette il pizzetto e il taglio mohicano di Boyka si trasforma in una furia incontrollabile, temuto e/o venerato dai compagni di carcere, religiosamente impegnato a diventare “il lottatore più completo al mondo” e capace di sostenere credibilmente la sua candidatura con un atletismo mai visto prima, fatto perlopiù di calci potenti e acrobaticamente disumani, soprattutto per uno della sua stazza.
Senza il minimo dubbio, la cosa più clamorosa capitata al cinema di arti marziali occidentale dai tempi di Jean-Claude Van Damme.
Scott Adkins diventa una star, ma non siamo appunto più, purtroppo, nei gloriosi anni ’90 di Van Damme, per cui questo significa principalmente continuare a girare film che escono dritti in homevideo. Lui e Isaac Florentine diventano gli Scorsese/DeNiro di menare e sfornano altre bombe come la serie Ninja e ovviamente Undisputed 3, che – come del resto con il personaggio di George Chambers tra il primo e il secondo film – trasforma Boyka nell’eroe della vicenda e diventa una pietra miliare del genere, a tutt’oggi il miglior film di tornei marziali del nuovo millennio e pietra di paragone per chi si azzarda a misurarsi nello stesso campo.
Da Undisputed 3 in poi ci si aspetta da un momento all’altro che la carriera di Scott Adkins possa decollare e sfondare nel mainstream, ma prima un infortunio grave e poi una specie di muro invalicabile sembrano impedirlo: Adkins colleziona una serie di occasioni sprecate che hanno dell’incredibile, tra un ruolo sacrificatissimo in Expendables 2 a comparsate assurde in film come Criminal o Grimsby e addirittura una scena di puro dialogo in Zero Dark Thirty, fino all’umiliazione di fare lo scagnozzo in Dr. Strange mentre Iron Fist, serie che sembrava nata apposta per lui, finisce in mano a un non-atleta con la faccia da pirla come Finn Jones.

Da sinistra a destra: Brahim Achabbakhe, Scott Adkins, Tim Man, un disegno di Tetsuo Hara (Martyn Ford)

Undisputed 4 – Boyka arriva quando il 40enne Scott, ormai ripresosi completamente dall’infortunio, sente di dover regalare un’altra performance impossibile delle sue finché l’età glielo concede.
I finanziamenti sono difficili da trovare: Scott ama incolpare la pirateria, ma è anche vero che i film puramente di arti marziali sono una nicchia eccessivamente ristretta al giorno d’oggi, e se da una parte è innegabile che Boyka sia il personaggio più memorabile del settore dai tempi di Tong Po, è anche vero che i film in cui Adkins mischia le botte con un minimo di trama action standard si vendono un pelo più facilmente allo spettatore casuale, e che l’essere nato per caso da una costola di un film non memorabile e diversissimo come l’Undisputed di Hill è un peso in fatto di branding non indifferente.
Florentine, impegnato a girare addirittura un film con Banderas, cede le mansioni registiche al bulgaro Todor Chapkanov ma figura ancora come produttore. Le coreografie, dopo J.J. Perry nel secondo e Larnell Stovall nel terzo, sono curate da Tim Man, che qualcuno ricorderà in Kill’em All, qualcun altro in Ninja 2 sempre con Adkins, e i più sfortunati di voi in Una vita da sogno con Massimo Ceccherini (vedere per credere).
C’è un sacco di spazio per evolvere il personaggio di Boyka, soprattutto ora che è evaso di galera.
Il film si sforza di proseguirne la storia di redenzione senza snaturare troppo il suo fascino da antieroe: la sconfitta subite nel secondo film e le ingiustizie testimoniate nel terzo lo hanno portato a sviluppare una coscienza e, soprattutto, una forte simpatia per il cattolicesimo. Non aspettatevi che spezzi di nuovo la gamba al suo sparring partner solo per intimidire a caso i presenti, ma è ancora generalmente intrattabile, imbruttisce di default chiunque non gli stia simpatico e quando è sul ring è una furia con un solo pensiero in testa: eliminare l’ostacolo che ha davanti.
Boyka, evaso di galera alla fine del terzo, ha sconfinato per poter realizzare finalmente il suo sogno di diventare il più grande picchiatore di tutti i tempi anche a livello sportivo/legale.
Il suo lato religioso non ne risente: dice che menare fortissimo è un dono di Dio che sarebbe un peccato sprecare, e spende i suoi risparmi comprando scatoloni di bibbie da donare alla chiesa locale.
Durante l’incontro di qualificazione finale al megatorneo che sta puntando, Boyka stende il suo avversario con la solita grinta che lo contraddistingue e, involontariamente, lo fa secco. E qui Gesù gli tira un pessimo scherzo: gli fa venire i sensi di colpa. Classic Jesus. Uno è lì che insegue i suoi sogni, con tutta la buona volontà del mondo, lavorando durissimo per anni, compiendo sacrifici, passandone di tutti i colori, poi diventa amico di Gesù e PAM! Sul più bello, solo perché ha ammazzato qualcuno, Gesù gli appioppa i sensi di colpa a tradimento. Bell’amico, eh?
Boyka quindi rintraccia la vedova del suo avversario e torna in Russia, dove decide di pagare i di lei debiti combattendo per il boss locale, rischiando non solo di giocarsi la carriera sportiva ma anche di finire di nuovo in galera.

Questo vizio di mancare la gente di un metro…

Ma chissenefrega infondo, giusto?
Ve lo dico: io sul lato narrativo temevo ben peggio. Chiaro che Chapkanov non è il James Mangold di Logan o niente del genere, la si gioca tutta su momenti e sentimenti semplici, ma la si gioca con sincera volontà di aumentare le sfaccettature di Boyka e rinfrescare la formula di quella giusta quantità che incuriosisca senza dare fastidio. La coscienza per Boyka è una cosa nuova che lo mette ancora un po’ a disagio, e pur seguendo i suoi istinti ci mette tutto il film a capire ed esprimere a parole perché è disposto a mettere in pericolo i suoi sogni pur di risolvere in qualche modo quella situazione: è l’incazzato cronico che ha scoperto una nuova strana sensazione… come si chiamano, quelle cose lì (controlla il dizionario)… i “sentimenti”.
La cosa importante però è che il film non perde mai di vista l’obiettivo principale, che è meravigliare con uno showcase dei migliori combattimenti marziali che si possano chiedere oggi senza uccidere uno stuntman: Adkins ha ben cinque match sul ring (uno contro due avversari insieme) e almeno un paio di scazzottate fuori, e ce n’è un altro extra per ognuno dei due cattivi principali, Brahim Achabbakhe (un vero giramondo che ha lavorato con chiunque da Prachya Pinchaew a Jackie Chan a Van Damme e Jason Statham) e il gigantesco Martyn Ford, uno al cui confronto The Rock pare Matt Damon. Nessuno dei due raggiunge il carisma di quell’altro alieno che era Marko Zaror, la libellula di 90kg, l’indimenticabile Dolor di Undisputed 3, ma Achabbakhe è uno dei picchiatori più affidabili in circolazione e Ford è una di quelle persone al cui confronto i cattivi di Ken il guerriero non sembrano più caricature surreali.
Ma fondamentalmente è di nuovo lo Scott Adkins Show, determinatissimo a dimostrare di essere ancora disumano, alterna elasticità e potenza e coordinazione impressionanti, presenta un nuovo campionario di mosse impossibili, e distanzia di nuovo tutti quelli che in dieci anni hanno sudato per imparare quello che faceva lui in Undisputed 2. Merito anche dell’approccio creativo di Tim Man, uno che dovreste aggiungervi su Instagram e godervelo mentre passa le giornate a inventarsi calci nuovi senza senso.

Corsi e ricorsi

Pochi come Scott Adkins sono nati decisamente nel periodo sbagliato: gli Undisputed contengono tutto lo spettacolo marziale dei grandi classici di Van Damme, e meno grezzaggine narrativa, ma se al Jean-Claude guadagnarono l’ingresso nel mainstream dalla porta principale, apparentemente oggi non ti fanno guadagnare niente di più di qualche schiaffo da Benedict Cumberbatch o farti chiamare “il Ben Affleck russo” da Sacha Baron Cohen.
Il futuro prossimo lo vede di nuovo a fare DTV extra-lusso, in Accident Man e nell’attesissimo Triple Threat che è praticamente l’equivalente marziale moderno di girare The Expendables nell’89.
Più American Assassin, la solita mortificante esperienza mainstream in cui il nostro eroe non appare nemmeno nel trailer.
Il presente ti è ingrato, Scott, ma la Storia ti darà ragione.

Vi porto i saluti.

Dvd-quote:

“Il ritorno del vero Scott Adkins”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

Dvd-quote alternativa:

“Bell’amico che sei, Gesù”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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50 Commenti

  1. Zen on my Ass

    Bentornati e con una recensione che migliore di cosi` non si poteva: sottoscrivo tutto, buona prosecuzione della serie, combattimenti da non crederci talmente sono acrobatici e veloci, storia passabile e non fastidiosa. Speriamo in un quinto episodio.

  2. Ryan Gossip

    Bentornato capo, ti trovo in splendida forma.
    Lo piazzo subito dopo Undisputed III che rimane lassù, ma apprezzo tantissimo lo sforzo di caratterizzare Boyka piuttosto che elaborare trame ridicole per farlo menare (è la sua coscienza il motore che porta avanti la vicenda).
    E mi è piaciuto il finale. Cercando di essere meno SPOILERoso possibile in pochi avrebbero avuto il coraggio di chiudere così, e qui mi fermo.
    Combattimenti della madonna, tra l’altro. Bravissimi tutti gli atleti, pure quelli che fanno da comparsa. Martyn Ford è umano?

  3. AnnaMagnanima

    si. comunque quanto è bello scott? è fighissimo! veramente meriterebbe un po’ più di visibilità. ma io dico che la sua storia non è ancora finita.
    bellissimo post. è sempre bello leggere le storie che si nascondono dietro la realizzazione o le sfighe dei film.

    bentornati a tutti.

  4. Daria Tromba

    prima volta che ho visto il film recensito molto prima della stessa, strana sensazione leggere sapendo benissimo di cosa si parla. nanni sempre il numero 1. mi permetto solo di obbiettare sulla qualità secondo te, complessivamente superiore anche narrativamente, dei film di van damme rispetto a questi di adkins. io sono di tutt’altro avviso, atleticamente, dopo aver visto boyka, ma anche dopo i protector e co. e ovviamente i the raid, i vecchi film di arti marziali sono invecchiati di cento anni e passa. ma film come double impact, lionheart, bloodsport e anche kickboxer io li reputo nel complesso ancora superiori. van damme era un atleta ma anche un vero attore, adkins è forse quello che negli anni gli si è avvicinato di più ma per me van damme resta ancora il numero uno. quest’ultimo undisputed è, almeno a mio avviso, il film che più si avvicina ai classici di van damme non solo arti marziali ma anche trama e sentimenti e devo dire che se l’è cavata bene, ma se mi parli di grezzagine narrativa, per carità, la trama degli undisputed dal secondo in poi sembra scritta da un infoiatissimo adolescente per non parlare della qualità produttiva davvero di basso livello. quello degli elefanti ne vogliamo parlare? trame e situazioni imbarazzanti al solo scopo di vedere mazzate… una serie che invece unisce belle sequenze di lotta ma anche una trama convincente, ben recitata e credibile, con scene drammatiche e coinvolgenti è la serie dei the raid. questi si che sono film completi. io gli undisputed 2 e 3 ogni tanto me li rivedo, ma potrei benissimo fare avanti veloce e passare ai combattimenti senza perdermi niente. un the raid va visto religiosamente intero, idem i vecchi classici di van damme. tu dici che adkins non è una star perché è nato nel periodo sbagliato, secondo me adkins molto semplicemente non è a livello di van damme.

    • Daria Tromba

      ops…qualità narrativamente superiore degli adkins movies rispetto ai van damme…errore ci fù.

    • Shu-Shà

      Non sono d’accordo, tutto quello che ti mostra JCVD fuori dal ring te lo può mostrare anche Adkins.
      Solo che oggi fa ridere (a me no, ma ci siamo capiti).
      Dai su, se Bloodsport venisse scritto oggi sarebbe spernacchiato, al netto delle botte. Ma non è colpa di nessuno eh, i tempi cambiano.

    • Daria Tromba

      ma non ci siamo capiti proprio per niente…gli undisputed 2 e 3 stanno a bloodsport e senza esclusione (double impact fa categoria a parte non essendo letteralmente un film con combattimenti e o tornei ma resta il numero 1) come la regina di palemmo sta a la piovra con placido e remo girone. ma dico? stiamo scherzando? film dei primi ’90 con recitazione, trame e produzioni credibili e film di oltre 20 anni dopo che a parte le coreografie di lotta fanno assolutamente ridere e nel senso brutto intendo.

    • Shu-Shà

      Attenzione, non ho citato Bloodsport a caso… in quanto come dici tu “film di tornei di botte”*. Per esempio per me già Lionheart non è del tutto un film di tornei di botte, ma ha una componente di trama (scusa per il linguaggio Nanni) che è pari o preponderante, e quindi si piazza su un livello “superiore” – come dignità filmico/artistica.

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      *ma quanto siamo belli noi calcisti, che inventiamo anche le sottocategorie non tanti ai film di menare, ma addirittura ai film di menare con le arti marziali? Idee sparse:
      – film di tornei di botte come già detto
      – film di botte a stage di videogioco
      – film di botte al bar
      – film di botte domestiche (con parte “drama” sulle famiglie disfunzionali di oggi)
      – film di botte&botti (commedia di menare con umorismo slapstick da ritardati tipo Jackie Chan quelli brutti)
      – film di imparare le botte (i vari karate kid e simili)
      – film di botte sportive (come coi tornei, però roba legal)
      – film di botte di Muccino (botte, però girate solo in soggiorni e cucine di abitazioni di Margherita Buy)
      – film di botte di Sorrentino (Toni Jaa Servillo deve sconfiggere ‘a camorra in tornei di botte clandestini)

    • Shu-Shà

      Comunque boh, forse l’amore mi fa sopravvalutare la recitazione di Adkins.

  5. Anonimo

    Un altro ottimo capitolo della buona serie Undisputed. Inferiore al 3 ma mantiene un buon livello. Adkins tecnicamente/atleticamente è sempre un mostro, e, pur non essendo un attore impeccabile, io trovo che abbia carisma, e questo è già tanto nel mondo del cinema. Per esempio a me è piaciuto perfino in Close Range, che non è esattamente un capolavoro ma che, grazie alla sua presenza, è diventato un film con la giusta “grinta” action.
    Ah, bella recensione Nanni, bentornato.

  6. Gianni Carpentiere

    Ho dimenticato di firmare l’anonimo qui sopra.
    Gianni Carpentiere

  7. Henri

    Mi piacciono i film di genere combattimento senza regole, con la partecipazione di Walter Hill guardo i film su questo sito http://www.cb01.fm/

  8. supertramp

    Comunque nella prima immagine non lo manca.
    lo prende con la sinistra, nel leggendario Guyver Kick, ma sono sicuro che lo sapevi già.
    SPOILER SPOILER SPOILER

    Il bello è vedere Boyka “vestito” già per combattere, non si prepare ne riscalda, è già pronto, ma in compenso negli spogliatoi prega fortissimo.
    Io lo immagino uscire di casa scalzo con i guantini e paradenti guardando sempre dritto fino al palazzetto.
    Per tutti i 90 minuti ci sono una serie di zoomate ridicole che dovrebbero, forse, aumentare la tensione più il fatto abbastanza assurdo, che la moglie del ragazzo che Boyka uccide in combattimento non sappia che faccia abbia, e che non conosca nemmeno il suo nome rimangono i maccosa migliori del film.
    Come ogni produzione Americana che si rispetti che gira in Europa c’è sempre una scena di tre o quattro secondi dove dei ragazzini giocano a calcio, qui sono un paio, di solito sono più pigri e ne mettono solo uno che calcia il pallone contro un muro. Tanto per dare quel senso d’Europa ai mangia pannocchie.
    Sul lato gente losca qui siamo su livelli altissimi in ogni inquadratura, ci sono certe facce che non possono non avere precedenti.
    Boyka letteralmente vola e con qualche similitudine con Scott dimostra ancora una volta di essere il migliore per chi se lo fosse dimentico.
    Combatte nel ring, combatte per strada, combatte con una mazza da baseball (in un momento di una epicità hai limiti del mito) e spara, cazzo quando nel trailer l’ho visto con la pistola in mano per un attimo ho avuto paura che rovinassero tutto, ma invece funziona anche quella scena.
    Le coreografie sono più complesse e lunghe dei film precedenti, non credo si possa aggiungere più niente alla formula, più di quello che è stato aggiunto in questo quarto capitolo, secondo me il buon Scott non tornerà più ha impersonare il grugno di Boyka, sembra un film d’addio, quasi malinconico dove si da tutto fino alla fine.

  9. Ciak Norris

    ma sei tornato ad essere il capo, Capo?
    ps. la seconda dvd quote di quale film è??per favore aiutatemi!!
    non mi viene…proverò con le prugne (cit)

  10. Io sono rimasto deluso. Se si fosse chiamato “Ciro prende a calci tutti” allora sì, grande!, ma come quarto capitolo di Undisputed mi aspettavo qualcosa di più. La pecca principale è il mostrone finale, che è grosso e fa paura ma non sa menare e scompare di fronte ai bei nemici di una volta (ZAROR http://www.cumbrugliume.it/2017/08/14/botte-orbi-boyka-undisputed/

    • Shu-Shà

      Non so, ho letto la tua recensione e mi ha fatto ridere (nel senso buono :) ), però i buchi che evidenzi non li ho notati. E siccome ci sono, se non li ho notati vuol dire che il film mi ha funzionato.
      Probabilmente tu ci sei arrivato aspettandoti una sequela di incontri legali fino al titolo mondiale di campione MMA (esiste?), mentre io avevo più le idee chiare su cosa sarebbe stato.

    • Perché quando Scottone bello si alza in volo e prende a calci il mondo fa dimenticare tutto :D

  11. Ciak Norris

    per oggi non abbiamo ancora detto che Scott sarà il nuovo Batman…
    ogni tanto buttiamola lì, tanto per fare un pò d casino.

  12. Michael Gnaglas

    Ottima recensione, anche se letta a posteriori giacche’ vidi il film tempo fa in inglese. Che dire, Scottie torna volando e dimostra che il livello di Undisputed3 si puo’ alzare, tuttavia concordo che il 3 sia in generale piu’ bello. Sulla questione sentimenti e confronto con GianClaudio, beh, ammetto che nemmeno il belga fosse un campione di recitazione, tuttavia la sua faccia piu’ da buono magari riusciva a trasmettere qualcosa in piu’. Scott non sfigura pero’ a me ha stonato la parte di un Boyka che si pente per aver ammazzato uno sconosciuto in un torneo quando in Undi2 poteva far secco un suo scagnozzo, dunque almeno conoscente, cosi’ tanto per sgranchirsi i muscoli. Non che pecchi in qualche cosa, ma non so non ce lo vedo. Comunque a parte il lato sentimento, questo e’ un film di botte e che botte! C’e’ tutto il campionario Boyka piu’ altre mosse nuove e da matti. C’e’ l’incontro 1 vs 2 che per me e’ il migliore del film. Il tutto eseguito con una ottima regia anche se abusa un po’ del ralenty. Se devo trovare un difetto che poi per me e’ il motivo principale per cui si posiziona sotto il 3, tralasciando la parte sentimentale ma parlando lato combattimenti, e’ la mancanza del Villano. Intendiamoci gli stuntman sono bravissimi, ma si muovono tutti in funzione di Scottie, sono i suoi trampolini. Il grizzly finale ok fa la sua impressione, ma ovviamente a livello tecnico vale quanto un pupazzo di cartone. Il combattimento finale non aggiunge niente al gia’ visto, Boyka mena come menerebbe un sacco e il sacco grugnisce; personalmente e’ quello che appassiona di meno. In definitiva a questo film manca un Markone Zaror. Lapidatemi pure, ma come last fight avrei preferito anche la ( deprimente ) trovata del gemello di Dolor che appare per vendicare il fratello.

    • Shu-Shà

      Gemello cattivo! Gemello cattivo!

      (Cattivo in confronto a Dolor, vedete voi).

    • Daria Tromba

      concordo, fa sicuramente impressione la sua entrata, ma lo stupore finisce quasi subito e ti rimane quella sensazione da Godzilla contro king kong vista tante volte nel wrestling. ti aspetti chissà che infoiatissimo e poi solita delusione… rimango del mio parere sugli undi, il migliore e poi secondo me l’unico vero capitolo a potersi definire film, è il primo. 2 e 3 sono dei lunghi videoclip sulle acrobazie di adkins, il 4 più film ma la strada è ancora lunga.

    • Michael Gnaglas

      Il primo e’ un film vero, un drammatico che si conclude con un incontro che tra l’altro e’ di boxe. C’e’ la contrapposizione Chambers / Monroe, su chi sia veramente il “cattivo” fra i due, che e’ la maggior parte della trama. Gli altri sono puramente film di arti marziali che si sono allacciati al personaggio del primo e poi hanno continuato per tutta una strada differente, mantenendo solo il titolo. Per me il primo non e’ paragonabile agli altri semplicemente perche’ sono tipi diversi di film. Il primo funziona come film in se’, al di la’ degli interpreti. Undi 2 esiste e si conosce solo perche’ appare Boyka e il suo stile e si mangia tutto il film. Con il 3 hanno avuto fortuna / bravura di aggiungerne un altro che ha uno stile altrettanto spettacolare e in due gli hanno retto il film. Il 4 viaggia sull’onda lunga degli altri due, ma dei 3 e’ il gradino piu basso.

  13. Cooking Nemo

    FUUUUUCKKK YEAAAAAH! Bene, adesso posso leggere la recensione.. :D

    • Shu-Shà

      Have you been EN-TER-TAINEEED?

      <3

    • Cooking Nemo

      No vabbè “un disegno di Tetsuo Hara (Martyn Ford)”: già sono in un momento di ipersensibilità, in più mi cacci una didascalia del genere.. devo fare una pausa cicca (anche se non fumo) poi proseguo

  14. Shu-Shà

    (Comunque anche Atilla del – giustamente – osannato Lionheart era uno scimmione immobile & indifferente & indistruttibile che alla fine veniva menato grazie al “cambio di sguardo” alla JCVD. E infatti, andando a memoria, il combattimento più fico è quello precedente nella piscina.)

    • Daria Tromba

      concordo, ma permettimi di farti notare che confrontare le coreografie di lotta di film che si passano oltre 20 anni non ha molto senso. di fatto lion è un film spettacolare per trama, ost, attori (ma quanto era bella la “signora”?!? all’epoca ero troppo piccolo per apprezzare appieno certe robe…) e tutto il contesto, i combattimenti non sono il massimo e si finisce sempre coi soliti calci rotanti. ma è proprio questo che avvalora la mia tesi secondo cui van damme sia di un altra categoria rispetto ad adkins, anche senza tutte le sue mosse funamboliche gli è bastata una spaccata tra due sedie (e vogliamo parlare del leggins celeste in double impact?) per entrare nel mito. lo stesso operazione drago, il film più bello di bruce lee, era quello con i combattimenti meno esaltanti alla fine dei conti. eppure ha un fascino tutt’ora insuperato. che poi sarò forse l’unico? ma io ancora adesso trovo eccezionali i combattimenti contro i ninja del primo mortal kombat, soprattutto reptile, bellissimo.

    • Axel Folle

      Ma non è che sia questione di classe, semplicemente era un’altra epoca. Poi sicuramente VanDamme aveva un carisma invidiabile ma per gli standard occidentali dell’epoca le coreografie di quei combattimenti sembravano già roba forte. Viste ora a me Fano abbastanza sorridere…

    • Shu-Shà

      Io penso che se Van Damme (o un altro) avesse mostrato le mosse di Adkins o Zaror o Uwais o di uno solo dei loro comprimari “scarsi” alla fine degli anni 80, il mondo sarebbe impazzito.

    • supertramp

      Siete davvero convinti che il carisma di Van Damme basti per battere i calci di Adkins? Tutti si appellano al suo carattere, alla foga e al cambio di sguardo (questa te la rubo Shu-Shà) e alla fine posso accettarlo, ma non tirate in ballo la recitazione soprattutto nei primi film come mezzo di paragone.
      @Daria Tromba però non puoi considerare i combattimenti di operazione drago i meno esaltanti, cazzo inventa tipo l’MMA, nel primo schiva cani come fossero frecce.

  15. Nanni eri al frightfest? volevo sapere cosa ne pensavi di Better Watch Out… secondo me uno dei migliori film presentati. Spero di vedere un post dedicato :)

  16. Cooking Nemo

    Sig. Nanni recensione egregia, ho sudato abbastanza per oggi!
    Speravo in un’analisi più dettagliata con sezioni di 10-15 frame, ma va bene lo stesso :)
    Film da vedere e rivedere a ripetizione, piacere calcistico fondente con il 75% di pure mazzate.

    In quanto al capitolo “carisma/Scott Adkins” se Scott nella foto col Boss fosse stato agghindato alla Yuri Boyka (con lo sguardo da “‘ssasìn” poi!) da foto “puppate la fava” sarebbe diventata la foto “spacchiamo il culo a tutti”.

  17. Zaynq

    Mi piacciono i film di genere combattimento senza regole, con la partecipazione di Walter Hill guardo i film su questo sito http://www.cb01.fm/

  18. Bradlice Cooper

    Grande Nanni e grande Atkins, mostruoso davvero.
    Piccola rottura di cazzi quattrocchi: più che “cattolicesimo” direi semplicemente “cristianesimo”, visto che il pope a cui Boyka regala le bibbie mi sembra ortodosso più che cattolico…

  19. Gaga4president

    tre critiche al film.
    1. Speravo in un cameo di Gaga.
    2. Speravo in un limone con la tipa
    3. La sparatoria finale è inguardabile

  20. Cristoforo Nolano

    Un DTV di quelli giusti, con uno Scottone pompato e pimpante. Di Boyka non ne ho mai abbastanza, mi ha fatto perfino sopportare la vedova gatta morta.

  21. avdf

    galvanizzato dal 4, mi sono pure rivisto il 3.
    film che quando finisci la visione ti vien voglia di saltellare leggero in giro e menare fortissimo qualcuno o qualcosa… e credo sia un gran complimento

  22. Bradlice Cooper

    Il mio sogno adesso è vedere Undisputed V in cui Boyka, per via dei traumi cerebrali subiti, si mette a parlare con l’accento inglese di Adkins.

  23. Kaiser Zozzo

    Ba… a parte qualche combattimento decente la virata sebtimentale è patetica e l’ambientazione in bulgaria spacciata x russia è la solita poverata (e si vede) Scott doveva fare iron fist e non quel coglione senza midollo; serie che comunque, con o senza, quei combattiementi bui e ridicoli fa cagare anche per la storia e i personaggi di contorno. Messa così Scotty non si è perso un cazzo.

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