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Devil may (and will) cry: l’inguardabile film di Spawn (1997)

In occasione del suo 40esimo anniversario, vi abbiamo raccontato del seminale Superman di Richard Donner e dei suoi tre sequel, incluso lo spin-off Supergirl. Ma com’è proseguito il rapporto tra il cinema e i fumetti dopo quel rivoluzionario successo? Scopritelo con la nostra rubrica #EroiDiCarta.

Per quanmto riguarda gli anni 90 e il fumetto americano credo che poche cose al mondo incarnino bene come Spawn quel gusto ipertrofico, dark-metallaro, forzatamente cool, e al contempo così orgogliosamente privo di contenuti, che ha caratterizzato un’intera, la più infausta, decade. Certo potreste obiettare che in quegli anni abbiamo avuto anche Cable, Superman coi capelli da zarro e il costume nero, forse qualcuno si ricorderà di Adam X the X-treme, ma è inutile insistere: nessuno di loro ha avuto la stessa risonanza, nessuno di loro è arrivato fino ai giorni nostri senza cambiare di una virgola, nessuno di loro ha originato una fabbrica — non una linea, una fabbrica — di giocattoli e nessuno di loro, quanto è vero iddio, è il protagonista di uno dei peggiori film mai realizzati.

Creato nel 1992 da Todd McFarlane, volevo spiegare Spawn con la metafora del cane Poochie, ma visto che l’abbiamo già usata per spiegare il film di Venom — e spero troviate significativo quanto lo trovo io il fatto che anche Venom sia un personaggio creato da Todd McFarlane! — proverò a farlo con parole mie. Spawn è… prendete un ragazzino di 13 anni (può avere o non avere i brufoli, è ininfluente ai fini del discorso ma, se pensate possa aiutarvi, immaginatelo coi brufoli) che legge l’Uomo Ragno ma ha appena scoperto il metal e vorrebbe continuare a leggere l’Uomo Ragno ma sente il bisogno di darsi un tono, vuole sentirsi più grande, adulto, trasgressivo e allora prende l’Uomo Ragno e gli colora il costume di nero ma non basta perché quello è già Venom e allora gli mette LE CATENE, il mantello del conte Dracula e IL POTERE DEL DIAVOLOOO e ora sì che ragioniamo, adesso siamo senza il minimo dubbio nel mondo dei grandi e possiamo leggere un fumetto di supereroi senza paura che qualcuno lo definisca “da bambini”. Ho già detto che Spawn può dire le parolacce?

Attenzione però, non facciamo confusione tra un personaggio idiota e un’idea idiota: viviamo in un sistema di domanda-offerta e, per quanto sgradevole, Spawn risponde a una domanda che veniva espressa forte e chiara negli anni 90 come oggi (come dimostra la quantità di adulti che chiede a gran voce — e ottiene — supereroi “più adulti” invece di, uh, smettere di guardare film di supereroi), dà al pubblico esattamente quello che vuole, e nel farlo ha reso ricco Todd McFarlane. Questo e il fatto di possedere una fabbrica di giocattoli, sempre perché niente grida “sono un adulto, mamma!” come riempirsi la casa di pupazzi di Spawn.
Nel 1997, il processo decisionale che porta alla produzione di un film su Spawn segue grossomodo lo stesso principio. Non ha senso rovinarsi cercando di fare un film per tutti, quando con un budget molto più modesto puoi fare un film su misura per un un target ultraspecifico, il tredicenne brufoloso (o non brufoloso, a seconda di cosa avete scelto nei paragrafi precedenti) di poco fa, che incidentalmente è anche un cretino totale famoso per bersi qualunque cagata.
McFarlane, che su queste cose ha l’occhio lungo, cede i diritti alla New Line Cinema per la cifra simbolica di 1 dollaro in cambio dell’esclusiva sul merchandise e di un controllo creativo che poi sosterrà di non avere avuto quando il film verrà massacrato dalla critica. La sceneggiatura la firma uno scribacchino, tale Alan B. McElroy, che aveva lavorato in precedenza al fumetto e, nel proseguo di una sfavillante carriera all’insegna del successo e degli adattamenti di qualità, scriverà Ballistic, universalmente considerato il film peggiore del mondo, un paio di horror cristiani (qualunque cosa significhi) e il film di Tekken. E visto che il grosso della pellicola, tra demoni, dimensioni infernali e costumi che prendono vita, non potrà che essere realizzato in computer grafica, si toglie di mezzo l’intermediario e si assume come regista direttamente un esperto di effetti speciali che non vede l’ora di farsi licenziare dalla Industrial Light & Magic di Lucas. Per la sorpresa di nessuno, Mark A.Z. Dippé (nome d’arte di Mark Earnest Dippé) rivelerà di non avere la minima idea di come si dirige un film, ma riuscirà comunque a spendere una fortuna in alcuni degli effetti speciali peggio invecchiati della storia del cinema.

il curriculum da regista di Mark A.Z. Dippé

A parziale discolpa del film, di Dippé e del suo oculista, quello della computer grafica negli anni 90 era un mondo nuovo e ancora tutto da esplorare, un territorio di continua sperimentazione in cui ogni giorno si inventava qualcosa di nuovo che rendeva obsoleto ciò che si faceva fino al giorno prima. È facile guardare oggi gli effetti speciali di Spawn e riderne, rimanere inorriditi o entrambe le cose perché, beh, sono brutti in maniera sconcertante, una cosa assolutamente inguardabile, tragicomica, livello filmato di un gioco per PlayStation solo più spiacevole perché dura più a lungo. Ma è altrettanto facile immaginare che nel 1997 una roba del genere rappresentasse l’avanguardia, che per certi aspetti fosse addirittura “ambiziosa” e che Dippé — che in passato aveva animato il T-1000 di Terminator 2 e i dinosauri di Jurassic Park, quindi dai, non poteva essere una persona cattiva — stesse facendo del suo meglio con gli strumenti a disposizione.

what in the actual the pixel..?!

Sarebbe bello poter dire qualcosa di simile sul resto del film, concedergli il beneficio del dubbio e dei tempi che cambiano, ma la verità è che oggi come allora si tratta di una storiaccia tagliata con l’accetta, inutilmente lenta in certi punti e inspiegabilmente sbrigativa in tutti gli altri; di una banalità sconcertante e, in qualche modo, allo stesso tempo incomprensibile; un racconto di vendetta e redenzione che vorrebbe essere un’epica dark dal look cyberpunk e atmosfere gotiche, ma costellata di battute sulla cacca e le scoregge. Dippé rimane un tecnico degli effetti speciali messo a fare il regista per comodità, probabilmente ce la mette tutta ma non è un narratore e non sa lavorare con gli attori, tant’è che preferisce riempirli di makeup così non è costretto a guardarli in faccia.

Michael Jai White… credo..?

Il povero Michael Jai White, ancora a inizio carriera e fresco di un biopic su Mike Tyson per la HBO, vede sfumare l’occasione di mettersi in mostra in un ruolo da protagonista: sarebbe il primo attore afroamericano (e il primo artista marziale!) a interpretare un supereroe in una grossa produzione hollywoodiana, peccato che lo si veda in faccia per 5 minuti scarsi, dopodiché “Al Simmons” muore ed entra in scena “Spawn”, uno zombie carbonizzato fatto al 50% di trucco, 50% di brutta CGI e 100% irriconoscibile; completamente sprecato il suo background marziale, in tutto ciò, perché il costume di Spawn è talmente rigido e ingombrante da costringerlo a muoversi come il mostro di Frankenstein e risolvere la totalità delle scene d’azione facendo gran salti attaccato a un cavo, con pistolettate e generici “poteri demoniaci”. John Leguizamo (che per la cronaca è il primo nome nei titoli di testa, prima di quello di MJW che è il fottuto protagonista, misteri dello star system di quegli anni), nel ruolo del villain principale, il Clown/Violator, subisce un trucco ancora più punitivo: completamente sepolto in un costume integrale che lo fa sembrare il gemello horror di Danny DeVito, di lui non rimane la minima traccia e probabilmente quando si guarda indietro può raccontarsi di non aver partecipato veramente quel film. Melinda Clarke pare l’unica ad essersi resa conto che, tolti i soldi per gli effetti speciali, il livello produttivo è quello di un film porno, quindi tanto vale recitare di conseguenza. Martin Sheen e Nicol Williamson (il Merlino di Excalibur, qui nell’ultimo ruolo della sua carriera) sono semplicemente imbarazzati e imbarazzanti.

Choose your fighter!

Se gli X-Men sono il capostipite del cinefumetto moderno e Blade è il vero capostipite del cinefumetto moderno di cui però non si parla perché il protagonista è nero, Spawn si può a buon conto considerare l’ultimo esponente della vecchia guardia, l’ultimo e più genuino esempio di un modo — terribile — di trattare i supereroi al cinema che presto cesserà di esistere. Per questo va celebrato, ne va conservato il ricordo come monito per le generazioni future, affinché nessuno dimentichi che prima dei Raimi e dei Singer la terra era dominata dai Dippé e affinché nessuno mai più si sogni di mettere dei soldi per fare una schifezza del genere.

VHS-quote:

“Ho visto l’inferno, è in pessima CGI”
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Ah, nel caso un senso di déjà vu vi avesse tormentati per tutta la lettura del pezzo, no, non siete pazzi, e sì, avevamo già parlato (proprio io! il vostro amico Quantum!) di Spawn un po’ di anni fa, nella spazialissima riburica La memoria del pesce rosso: leggetela, non imparerete niente di nuovo ma magari vi farete due risate in più.

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83 Commenti

  1. Bradlice Cooper

    Qual è il motivo per cui non è ancora stato fatto un reboot “moderno” di Spawn? Il potenziale ce l’ha, e ormai animare quel mantello dovrebbe essere non dico un gioco da ragazzi ma comunque non un problema insormontabile. Forse perché diventerebbe una cagata annacquata tipo Deadpool o Venom? O perché il flop dell’originale è ancora caldo?

    • Chef Tony Servillo

      Dovrebbe uscire prossimamente con protagonista Jamie Fox.

      https://www.imdb.com/name/nm0004937/?ref_=tt_ov_st_sm

    • Rocco Alano

      Perchè, ragazzi, Spawn era una merda. Un fumetto costruito così insinceramente e in maniera così asettica da dare le piste in quanto programmazione agli anime/manga più fieramente imbottiti di clichè che spuntavano in quegli anni (e io, all’epoca, ero un adolescente che leggeva sia l’uno che gli altri).
      In generale, lo erano un po’ tutti quelli della Image prima maniera, eh…

    • > Forse perché diventerebbe una cagata annacquata tipo Deadpool o Venom? O perché il flop dell’originale è ancora caldo?

      se hai visto qualche film di recente dovresti sapere che nessuna delle due è mai stata un vero problema. al massimo è la scusa che si (ci) raccontano gli autori perché non trovano nessuno disposto a cacciarci i soldi

  2. The Mat(Bat)

    Ammetto i miei errori: da ragazzino mi ero (brevemente) impallato con Spawn con effetto Poochie totale. Ho ancora una ventina dei primi numeri americani, alcuni firmati da McFarlane. Non ho mai osato controllare per capire se valgono qualcosa ora o sono carta da culo…
    Grazie al cielo ho avuto il buon gusto di non seguire il resto delle linee pezzenti Image (a parte Savage Dragon che era forse la cosa più decente)

    Il film mai visto: puzzava di poverata a distanza e mi ero già rotto di Spawn da tempo.
    Piccolo OT: ho pure comprato ai tempi il crossover Spawn/Batman (c’è Spawn fico! lo scrive frank Miller fico!) che si è rivelato uno dei più brutti fumetti che abbia mai letto.

  3. Maiti Gion

    Lo so che merito pernacchie, ma io il film di Spawn ricordo che lo aspettammo (io e altri tre amici infoiatissimi con i Supereroi) con un sacco di hype … A me il fumetto piaceva pure anche se non ero un tredicenne brufoloso (nel ’92 ero un UNDICENNE brufoloso).
    Però dai ragazzi erano gli anni dei film Cyberpunk / Horror / Dark / Metal / Cool e tutto il resto, probabilmente fonte di alcuni dei cult e “scult” più famosi di sempre.
    Mi vengono in mente (in ordine cronologico)
    – il tagliaerbe (1992) credo il film con la peggiore CGI di sempre, faceva schifo già visto allora
    – l’armata delle tenebre (’92) anche questo con una CGI così brutta da fare il giro e diventare cult
    – il Corvo (1994) il film epic metal per antonomasia
    – Johnny Mnemonic (’95) film cyberpunk con il buon Keanu Reeves che si installava mi pare 2 GIGA di memoria nel cervello
    – Nirvana (1997)
    A questo punto Spawn (1997) pesca la CGI brutta dei demoni di Raimi, l’atmosfera epic metal del Corvo (la origin story è molto simile) le atmosfere vagamente cyberpunk e fa un bel frullatone! Come quella battuta dei simpson per cui se il bacon è buono e il cioccolato è buono, allora il bacon al cioccolato è buono no?
    Insomma dai, io al buon Spawn gli volevo bene, spero che ne rifacciano una versione meno brutta e con attori decenti (Foxx è molto adatto per il ruolo), potrebbe risultarne un nuovo Punisher o Daredevil(mi riferisco alla serie Netflix ovviamente) se fatto bene.

    • Roger Moorte

      Nell’Armata delle Tenebre non credo ci sia CGI, solo il make-up di Tony Gardner e gli effetti gommosi della KNB

    • guarda sono fresco di rewatch anche dell’armata delle tenebre e ti garantisco che gli effetti speciali suoi e quelli di spawn non sono neanche lo stesso sport. nel film di raimi sono tutti effetti “pratici”, trucco e prosthetics come dice roger e anche tantissima animazione in stop motion

    • Charles Sbronzo

      Se poi mi dici che Il Corvo è epic metal, probabilmente o non conosci bene la musica o non hai visto bene il film

    • Rocco Alano

      Il Corvo è goth da fighette.

    • Tim Burbon

      “l’armata delle tenebre (’92) anche questo con una CGI così brutta da fare il giro e diventare cult”

      Bestemmione su vari livelli.

    • Kurtz Waldheim

      Bravissimo Maiti Gion. A parte quelli che ti hanno fatto la punta al cazzo sulle definizioni, hai ragione da vendere. E’ facile oggi sputare su Spawn, e più passa il tempo più invecchia male male. Però all’epoca era una idea che ci stava, in un filone bello florido. Aggiungo che John Leguiziamo non fa un cattivo lavoro visto anche che non gli tocca un personaggio facile. Non capisco poi la critica al fatto che non si veda la faccia dell’attore principale, visto che da decenni siamo ammorbati da attori/divi che interpretando supereroi o alieni pretendono di comparire al 90% con la loro faccia originale anche quando la cosa è palesemente sbagliata. Se scegli un personaggio sfigurato ne accetti il look.

    • Maiti Gion

      1) ammetto che l’armata delle tenebre non lo riguardo da un po’ e non ricordavo fosse stop motion, ma ricordo bene che gli effetti sono invecchiati piuttosto male, come quelli di un sacco di horror/fantasy di quegli anni. Peraltro, a gusto mio, a volte invecchiano peggio i “pupazzoni” rispetto alla CGI ma vabbé si va OT.

      2) la musica credo di conoscerla un po’ LOL (suono vari strumenti da tipo 30 anni a questa parte, vedi tu) ma ammetto che i filoni del metal sono più delle correnti del PD quindi magari ho fatto confusione con i nomi, chiedo venia.

      Comunque sia, al di là delle definizioni da PDF o da “punta al ca77o” appunto, il concetto era che gli anni in cui è uscito Spawn erano fatti con gli effetti di quel livello lì, da Playstation, e a noi ragazzini sembravano una figata… ragazzi erano gli anni del primo Tomb Raider, quella a noi sembrava il top della grafica in 3D, fatta di cubettoni, non sapevamo che vent’anni dopo i nostri figli avrebbero giocato a… minecraft LOL.

      Comunque sarò io che ho i ricordi annebbiati, sarà che vivevo in un posto in cui c’era UN cinema nel raggio di 20 km e quindi tutta sta gran abbondanza di film in quegli anni non la ricordo, sarà che tutti i film di cui sopra li vedevamo in VHS su una TV da massimo 20 pollici e anche quello aiutava a non vedere i pixel, non so… resta il fatto che quando è uscito Spawn noi ce lo siamo goduto un sacco.

      Io se fanno un remake fatto bene lo vado a vedere al cinema :D

  4. GGJJ

    Io, che ero un ragazzo (nemmeno tanto -ino) infoiato con fumetti, horror e metal lo andai a vedere al cinema.

    Il fatto che quel cinema sia poi diventato una sala bingo, ora chiusa (credo non sia sopravvissuta al lockdown) è metafora chiarissima di cosa fosse il film e com’è invecchiato.

    • Pancera Nera

      Al Rouge et Noir di Roma? Pure io lo vidi là, rosicando come un castoro.

    • GGJJ

      GRANDE!!!

      Esattamente quello, fratello. Stronzate ne ho viste, ma come quella…

      Tra l’altro in quello stesso cinema vidi un altro film allucinantemente brutto tratto da un fumetto, Crying Freeman.

      Credo l’unico film da protagonista di Mark Dacascos. Ripensandoci mi sa che meriterebbe una recensione qui..

    • Takeshi Kojak

      A me Crying Freeman piacque…e neanche poco!

  5. Kylo Pontecorvo

    Visto e totalmente rimosso. Ma nel senso che non ricordo nemmeno un’immagine o una battuta, so solo che ci sono andato, ho i testimoni. Non avevo mai letto Spawn e dopo il film mi sono guardato bene dal farlo, in più da allora provo un’istintiva repulsione verso McCoso, nonostante il suo periodo su Spider-Man lo ricordi con piacere. (Non dimentichiamoci però che tecnicamente Venom l’ha creato David Michelinie, anche se la sua prima apparizione visiva è su di un albo disegnato dal giocattolaio, che lo ha inventato e sviluppato graficamente).

  6. Djenco Unchained

    Spawn l’ho collezionato per un po’ e ricordo bene la recensione di un inviato del film che parlava delle migliori sequenze di CGI mai viste al cinema. Persino imberbe e fan com’ero, quando poi ho visto il film in videocassetta ho pensato “Mi sa che questo ha scritto una cazzata.” Comunque, all’immaginario del film ha concorso anche la famigerata compilation – che comprai all’epoca – di collabo orrende tra dj e metallari (forse l’avete già citata nella Memoria del Pesce Rosso su ‘sto film). Ok, ora credo di voler rivedere il film e risentire il CD.

  7. John Who?

    Non sono molto d’accordo con la generale stroncatura agli effetti speciali, penso si debbano fare delle distinzioni.
    L’inferno e Satana sono a dir poco abominevoli, ma in alcune scene l’effetto del mantello (pur invecchiato, certo, sono passati 25 anni) rende piuttosto bene. Il trucco di Leguizamo invece è impressionante, può non piacere ma è tecnicamente perfetto.
    Avrei speso due parole sulla colonna sonora che più 1997 di così non si può (e per me non è un difetto). Cant’you trip like I do spacca ancora.

  8. Raimondo Vinello

    Ricordo solo di averlo visto al cinema Royal a Roma.
    Ho rimediato una director’s cut ma ho paura che il rivederlo potrebbe disintegrarmi la giornata.

  9. ste

    Per l’epoca il film aveva anche il suo perchè dai…(avevo 12 anni e lo vidi su tele+ o come si chiamava all’epoca) … c’è da dire che non molto dopo sono uscite una serie di robe altrettanto inguardabili nonostante attori e budget molto più alti…(Daredevil? Ghost Rider?) .. nella stessa epoca però la più grande delusione / allucinazione / sgomento fu il film di SuperMario …da lì credo che il mio me quasi teen ager fosse rimasto abbastanza perplesso sulla possibilità che un film con protagonisti videogiocofumettosi non potesse fare cagare, poi ho recuperato Chi ha incastrato Roger Rabbit e anche la fiducia nell’umanità.
    Certo poi sono arrivati i pigiami (post Raimi) e sono ormai abbastanza fuori target per poter dire impunemente che li schifo senza pietà

  10. BATHOMET

    Va bene, la recensione fa ridere, però quando si parla di Spawn e fumetto anni ’90 ogni tanto anche su questo sito sarebbe interessante vedere un qualcosina in più della solita checklist di talking points sull’argomento.

    Presentare Spawn a chi non lo conosce come versione dark di Spider-Man ad esempio non ha alcun senso, e le cover che accosti si passano un bel po’ di anni e sono, semplicemente, un omaggio alla storia dell’autore (se è per questo sul numero 252 sfotticchia la DC chiamandolo “The New 252”).
    Spawn prosegue da ben oltre 300 numeri e resiste nonostante la Image di oggi non c’entri nulla con la Image di allora, ed è stato scritto e disegnato da gente assolutamente in gamba che ha cambiato idee e direzioni più volte.

    Se uno si avventura, anche in poche righe, nel raccontare gli anni ’90 del fumetto può farlo come fai tu, oppure cercare di capire perché siano stati così. Parlare di adolescenti brufolosi fa ridere, ripeto, e voi continuate pure, ma siamo a livello di “il pubblico dei film action sono i tamarri machisti che si bevono qualunque americanata”.

    Poi si, il film è orribile! Però da una rubrica di nome eroi di carta uno si aspetta un qualcosina di più approfondito.

    • hai ragione, è ovviamente una lettura riduttiva che deve dare l’idea in poche righe a chi legge ed è completamente a digiuno dell’argomento di cosa stava succedendo nei fumetti in quegli anni. sono poi io il primo a dire che anche in quel periodo è uscita roba interessante ma a) in questa sede non so quanto senso abbia fare una lettura approfondita e a 360° della storia del fumetto americano b) spawn lo reputo comunque spazzatura fumante

      il pubblico dei film action sono i tamarri machisti che si bevono qualunque americanata

      perché, non è così?

    • BATHOMET

      Guarda Quantum, io non parlavo di una lettura approfondita, ci mancherebbe: non avrebbe senso in una recensione su quella cagata di film. Dicevo solo che, nel contestualizzare la suddetta cagata, mi sembrava tu descrivessi in modo un po’ distorto la faccenda Spawn/fumettozzi 90s/Image – non è che ci tenga particolarmente a difendere la prima* Image, figurati, però leggere il pezzo mi ha fatto l’effetto “puntata-di-Report-su-argomento-che-conosci”. Poi chissenefrega, chiaramente, la mia voleva essere solo una critica costruttiva.

      *Quella odierna sì, invece, fino alla morte!

  11. tommaso

    Un paio d’anni fa, non so neanche perche’, mi ero prefisso di vedere tutti i cinefumetti pre-2000 (ognuno si rovina la vita come puo’), beccandoni un sacco di stronzate, ma anche riscoprendo interessanti film che ricordavo terribili, come “The Shadow”, “The Phantom”, “The Punisher” (quello con Lundgren). Ovviamente avevo abbassato al minimo aspettative estetiche e cerebrali, tipo che mi sono divertito un sacco con una roba da morti di fame come “Doctor Mordrid”.

    Solo quattro film non ce l’ho proprio fatta a vederli fino in fondo: “Superman IV” (che in confronto agli altri tre sembra diretto da John Ford, ma mi metteva troppa tristezza) “The Return of Swamp Thing”, “Steel” e ovviamente “Spawn”.
    Ecco, se gli altri ho chiuso depresso dopo dieci minuti, un quarto d’ora, con “Spawn” credo di aver spento sui titoli di testa, una vomitata di pixel a caso che rischiavano di danneggiarmi lo schermo tv.

  12. Rocco Alano

    Scusate, ragazzi, non vorrei pestare una merda, ma se di Blade non si parla come capostipite dei cinecomics moderni non è perchè il protagonista è nero (per altro, all’epoca Wesley Snipes era famosissimo), ma perchè quasi nessuno sa che è tratto da un fumetto.

    • Rocco Alano

      Voglio dire, c’è abbastanza razzismo in giro- non cerchiamolo dove non c’è.

    • rocco, il punto è un po’ quello. ovviamente ci sono tante altri fattori tipo che blade non è un eroe in costume e che la marvel allora non era lo schiacciasassi delle PR che è oggi, ma di blade grossa parte del pubblico americano tende a vedere il protagonsita nero, dire “è un film di/da neri” e disinteressarsi del resto

    • Bradlice Cooper

      Ma a questo proposito, nel film (e nel fumetto) aveva un senso il fatto che il protagonista fosse nero? Cioè la cosa faceva parte di un contesto di qualche tipo (che ne so, differenze sociali in usa, poliziotti vs criminali nei sobborghi) oppure non cambiava nulla se era asiatico o italiano?

    • VandalSavage

      il Blade originale era nero fino al midollo, figlio della Blaxpoitation e implicitamente molto più vicino alle Black Panthers di quanto lo fosse l’omonimo sovrano di Wakanda o il moderato Falcon. Era tamarrissimo nel look e l’unico essere umano a essere sopravvissuto al morso di un vampiro traendone addirittura i superpoteri: una rivalsa niente male per chi volesse leggervi una metafora sulla resilienza.

    • Bradlice Cooper

      Vandal grazie ma mi sono spiegato male, io parlavo di Spawn / Al Simmons!

    • Djenco Unchained

      Sia nel film (che ho rivisto ieri, me lo ricordavo brutto 23 anni fa, ma non a quei livelli maestosi di cattivo gusto) che nel fumetto in realtà il colore della pelle di Al Simmons è completamente ininfluente (roba che se avessi dovuto avvicinarmi in adolescenza alla questione black in America tramite Spawn tanti saluti). Mi sono chiesto in effetti perché McFarlane abbia optato per questo connotato, ma provando a ricostruire il suo processo creativo penso fosse solo per differenziare il più possibile visivamente dagli altri supereroi mainstream un personaggio che già di suo era derivativo della qualsiasi, come evidenziato da Quantum.

  13. Vespertime

    Io Spawn lo leggevo. Non me ne vergogno. Pero un po’ mi è piaciuto molto (poi ho mollato). Insomma, da quelle storie si poteva tirare fuori qualcosa di meglio. Aggiungo solo che mi fiondai al cinena il primo giorno di programmazione e quella CGI era una merda già nel 1997 e TUTTI si sono chiesti come potessero pensare che animare il mantello in quel modo fosse una buona idea. Tod McFarlain comunque è 15 minuti dopo la prima rece pessima di quel film che urla DOMANI NE GIRO UN ALTRA VERSIONE FEDELISSIMA E NERISSIMA EH OH GIURO e siamo nel 2020. Alle notizie del “lo stanno per fare” ci ho creduto talmente tante volte che le ultime le ho accolte con una sonora risata.

  14. Hellblazer Joestar

    Non è così strano che il nome dell’attore protagonista venga dopo quello dell’attore antagonista. Non accade spesso, è vero, ma nell’ambito cinecomic c’è almeno il precedente di Batman. Nei titoli il nome di Nicholson veniva (giustamente) prima di quello di Keaton.

  15. Nic Volte

    Scusate, ma la colonna sonora era MERAVIGLIOSA. Solo per fare alcuni nomi: Korn, Metallica, Marilyn Manson, Tom Morello ecc. La ho usata come colonna sonora del mio viaggio di istruzione ad Amsterdam in III liceo…

    • Maiti Gion

      A parte MM che mi è sempre stato sul ca77o, sottoscrivo.
      Ma pare che non si possa dire che c’era qualcosa di buono in questo film….e a quanto pare tutto quello partorito negli anni 90 faceva schifo…

  16. dino riise

    visto ovviamente al cinema con un grande hype anche perché sulle pagine dei fumetti marvel italia se ne parlava già da un po’ prodigandosi in complimenti, vorrei dire che lo trovai bruttissimo ma purtroppo ricordo di essere uscito dalla sala non del tutto contrariato, certo avevo 11 anni ma non è una scusa. il fumetto invece mai coperto, se non per qualche numero tra i primi presi per curiosità, non ero un grande fan di mcfarlane nemmeno all’epoca

    ot: prima o poi approfondirete qui sul sito la serie di interviste che sta facendo scott adkins su youtube? è uno degli approfondimenti calcisti migliori di sempre fino a dove sono arrivato

  17. FUCK THE POLICleto

    in realtá ho l’impressione che il problema coolness non sia relegato agli anni novanta, semplicemente adesso in prospettiva fa ridere e storcere il naso perchè non è la coolness che va di moda in questo momento, insomma fa parte del nostro modo di percepire quel che è fico adesso e non stona ma non sono sicuro che tra 10/15 anni non soffrirá degli stessi problemi…

    • Rocco Alano

      Verissimo! Ci pensavo guardando la serie di “The Preacher”. I personaggi del fumetto avevano quell’aria tossica e rovinata che faceva molto cool negli anni ’90- ma oggi così risulterebbero meno simpatici, per cui gli hanno dato un taglio più stralunato e surreale.

    • Blueberry

      Perdonami, un vampiro, un prete che ha la parola di dio e vuole usarla per dire a dio “ehi ma non si fa così”, checche, polli usati non per mangiare, naziste ingoiare, emuli di Cobain sopravvissuti sono “cool”?

      È il modo di raccontare di garth e bis ad essere cool. E risulta cool nonostante lo zoo che ci fa scoprire

  18. El mariachi de puerto

    14enne lo vidi con amiocuggino al cinems all aperto in vacanza. Mi deluse, soprattutto il villain clown.
    Stessa estate proiettarono Arancia Meccanica… che bomba x il me di allora!

  19. jax

    ehi ma la colonna sonora spacca di brutto però!

  20. Past
  21. Arch Stanton

    Liquidare Spawn come “orgogliosamente privo di contenuti” lo trovo onestamente abbastanza superficiale.

    Insieme a pochi altri personaggi dei fumetti (cito per esempio Ghost Rider, Lobo e il già citato Blade) ha rappresentato un modo differente di vedere i comics, appunto più maturo (anche se cazzaro nel caso di Lobo) e a mio parere una ventata di freschezza in un panorama che invece si limitava a proporre albo su albo l’eterno replicarsi delle stesse tematiche che caratterizzavano (e caratterizzano ancora oggi) i “soliti” personaggi più conosciuti e popolari.

    E parlo, per esempio, di tempi in cui il picco creativo di Spiderman fu la saga del clone, forse una delle saghe più irritanti e inconcludenti dell’intera storia del fumetto.

    Il film ricordo di averlo atteso con hype, deluso dagli effetti speciali, ma dopo aver visto i pinguini con lo zaino-missile in Batman Returns, nulla mi può più stupire.

  22. Angelina Carina

    io spawn lo leggevo con passione, non ero 13enne nè brufolosa (andavo all’università) ma mi piaceva tantissimoooooh andai anche in fissa con altra roba della Image tipo Gen13 e DV8 (però giuro che avevo una vita sessuale, ci tengo a dirlo). Quando si cominciò a parlare del film fomento alle stelle, andai a vederlo con un amiKetto del cuore cui avevo fatto conoscere il fumetto. Uscimmo dal cinema con il cuore spezzato.

  23. Gigos

    A 13 anni c’erano solo due film che volevo davvero davvero vedere al cinema: Starship Troopers e Spawn. Non avrei visto al cinema nessuno dei due.

    Ho recuperato il primo solo un paio di anni fa e l’ho adorato.
    Il secondo finì nel dimenticatoio e ad oggi non l’ho ancora visto, ma già da un po’ ho capito che sono a posto così.

  24. samuel paidinfuller

    dopo un veloce CRT+F, mi posso vantare di essere il primo a citare le due cose forse migliori usciti dal film e dal fumetto:
    – la colonna sonora che riprendeva l’idea di quella di judgment night, con tutti pezzi originali fatti a 4 mani da esponenti di correnti differenti della scena alternativa (che nei 90s era viva e spaccava), e che dovrei ancora avere su compact disc
    – quella bomba assoluta, non ricordo se miniserie o numero secco, della storia del violator scritta da un alan moore in formissima

    mi aspetto replies a questo commento

  25. Denis

    Todd McFarlane adesso ha pure uno studio di videogiochi, suo il design della trilogia di Dark Siders, secondo me all’epoca più che hai contenuti l’Image voleva farsi il grano con le varianti di copertina insomma più roba da collezione che da leggere e ha copiato George Lucas per i diritti dei giocattoli perchè li si fanno i soldi più dei film, negli anni ’90 andava di moda questo termine Extreme se ricordate.

  26. ryomare nagare

    Con estremo orgoglio faccio presente di averlo visto, ovviamente, al cinema.

    Erano gli anni d’oro, i miei vent’anni, e tutto ciò che aveva a che fare con Cyberpunk, Arti Marziali, Fumetti, Manga, Anime, Videogames, ElettroMetal correvo a vederlo:

    Il Taglierbe, Il Corvo, Virtuality, Hackers, Jonnhy Mnemonic, Street Fighter, Mortal Kombat, Spawn, Wing Commander, Crying Freeman.

    Alcuni di questi e tanti altri non menzionati furono deludenti? Si, ma mi sono comunque divertito tantissimo al cinema in quegli anni.

    E poi nel mio drive usb conservo ancora molte tracce tratte dalle colonne sonore di questi film e le ascolto, ovviamente.

    • Capitan Ovvio

      Credevo di essere l’unico ad essere andato al cinema a vedere il film di Wing Commander, ahahahah

  27. Gigos

    Sempre bravissimi, però faccio presente non avete ancora coperto due cinecomics anni ’90 fondamentali:
    The Mask (1994)
    Mystery Men (1999)

    Non è che li saltate perché sono commedie, eh! Non facciamo scherzi!
    (Specialmente il secondo, che è meno conosciuto, merita una riscoperta).

  28. Blueberry

    Spawn… All’inizio il fumetto doveva terminare.. Spawn aveva un “contatore” di energia vitale e ad ogni storia… Diminuiva… A differenza degli altri supereroi sarebbe terminatao. L’operazione andò bene e, come kentaro Miura (che un giorno andrò a prendere in Giappone), ha proseguito all’infinito il fumetto. Altra cosa.. Spawn non è un “eroe”. È un assassino, che per amore decide (e la promessa di rivedere questo amore), sceglie di venire a patti con il diavolo e di guidare le schiere dell’inferno contro il paradiso. All’inizio (storie scritte da Alan Moore) uccideva laggente perché il costume lo obnubilava. E potrei farti altri esempi del tipo di storie non da superman o Spiderman.
    Alcune serie sono state illustrate da Ashley wood

  29. El Coche Fantastico

    E niente, i ragazzini brufolosi (o non) del 93 ora sono quelli con cui devi parlare di fumetti con la stessa attenzione di cui dovresti parlare della questione medio-orientale ad un tavolo Palestina-Israele.

  30. udokier

    Io in quanto boomer nel 97 ero già grandicello e mi permetto di spezzare una lancia in faccia a Dippè: la CGI faceva cagare anche allora.

  31. Nonnino

    “Ho visto l’inferno, e’ in pessima CGI” … genio! non riesco a smettere di ridere …

  32. Mcmuffin

    Frankenfish.

    Detto tutto.

  33. Sandrokan

    lei è da combattimento, perfetta per un film tarantiniano… https://www.valentinorossi46.it/wlf-beatrice-bonfanti/

  34. Past

    eh si, l’epoca di tele+…lo davano a nastro che in un paio di scene pareva anche figo come film, però già al tempo puzzava di fregatura potente.

    mcfarlane ancora oggi parla di un film diretto da lui (!!!) su spawn che renda giustizia, ma sono tipo 20 anni che ne parla solo…

    p.s.

    la serie hellspawn della wood è un capolavoro.

  35. Discharge

    Per me l’unico ruolo della Clarke è stato Julie del Ritorno dei morti viventi di Yuzna.

  36. Past

    Che poi, vedi che era sfuggita anche a me, mcfarlane si fece già perdonare con la meravigliosa serie animata di spawn che in maniera decente purtroppo non si trova da nessuna parte…da noi addirittura ancora inedita…Netflix ci sei…

  37. Shu-Shá

    Ci crede qualcuno se dico che l’ho appena rivisto (lo ha messo Netflix da poco, per me monitorano i post dei Calci, capita spesso sta cosa coi film vecchi), e ho detto “Cazzo mi ricordavo peggio”?

  38. Woody Alien

    Effetto Poochie su Spawn direi proprio di no visto che aveva delle storie che levati
    senza contare che i meccanismi narrativi erano avanti almeno di una decade;
    c’è da dire inoltre che il buon Todd scriveva,disegnava, inchiostrava e faceva il lettering tutto da solo, mica banane, io magari prima di sparare a zero mi informerei un po’ meglio, si tratta solo del fumetto indipendente più venduto di sempre

    • Shu-Shá

      Hai ragionissima sulla Image e su Mc Farlane (che comunque ho sempre preferito come illustratore di “tavoloni”, che in generale).

      Però l’idea di Spawn come estetica e tutto il resto, è davvero effetto Poochie. Quella tecnica di sommare in un personaggio tutte le cose che qualcuno crede che qualcun altro ritenga le più fiche del mondo. Questo non vuol dire che non posso uscirne una cosa bella – Spawn era una cosa bella.

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