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Se Arnie non può, chiamate Megan Fox: Rogue

Oh baby – yeeeah baby – woooh baby, havin’ me some fun tonight

Ve ne siete accorti che ultimamente escono più film d’azione con protagoniste donne?
Son sicuro di sì.
C’è chi si caga addosso e ha già paura che non usciranno mai più film d’azione con protagonisti uomini e che questo è allarmante, che abbiamo Charlize Theron e Wonder Woman e basta, è sufficiente, c’è già la parità e si può ritornare pacifici agli squilibri degli ultimi 100 anni…
Oh, sono sincero, vorrei dirvi che queste persone sono paranoiche, ma mai nella mia vita mi sarei aspettato ad esempio di veder morire il rock’n’roll e invece non vedo una canzone suonata con la chitarra entrare in classifica dai tempi dei, boh, Kings of Leon? Per cui sotto sotto in realtà non mi sento di escludere nulla nella vita, neanche che un giorno smettano di fare film d’azione con protagonisti uomini. Il trend indubbiamente esiste e cercherò di non sottovalutarlo.
Ma mi sembra comunque prestino per andare in iperventilazione e tirare il freno d’emergenza, no?
Voglio dire, la Marvel sta per uscire con appena il suo secondo film con protagonista femminile su 25…
Comunque se volete un mio consiglio personale io la prenderei con calma e risolverei un problema alla volta: prima c’è una pandemia, poi il riscaldamento globale, e prima che succeda un guaio del genere può essere che ci ritroviamo tutti insieme a menarci spensieratamente per l’eternità nei campi del Valhalla.
Nel frattempo, godiamoci che venga fatto qualche esperimento e che esca roba un pochino diversa dal solito.
Ad esempio, sentite questa trama: una squadriglia di mercenari arriva in un villaggio africano per sventare un traffico di schiave ma dopo una fuga precipitosa si ritrova circondato da guerriglieri ribelli armati e, on top of that, un incazzatissimo leone sfuggito ai suoi bracconieri.
È una trama figa, no?
È il tipo di roba che una volta avrebbe girato Schwarzenegger: sta esattamente a metà fra Predator e Sabotage.
E se a lui non andava, ci saremmo dovuti subire un suo clone triste, tipo un wrestler a caso oppure, peggio, Adrien Brody.
E invece, oggi 2020, chi ci hanno messo nel ruolo del capo dei mercenari?
MEGAN. FOX.
Che vi devo dire, è un’idea che trovo spettacolare.
E lo è soprattutto perché fatto in un qualsiasi altro momento storico sarebbe stata una parodia tipo Soldato Giulia agli ordini, o nel migliore dei casi G.I. Jane, dove tutto il film serviva letteralmente a spiegare perché esiste un soldato donna.
E invece è il 2020, assumono Megan Fox per un ruolo alla Dutch Schaefer e possono farlo serissimi e impassibili e rispondere “SÌ È MEGAN FOX, PERCHÉ?”.
È meraviglioso.
Del resto oh, se hanno fatto un Predator con Adrien Brody vale tutto.
E di Adrien Brody, a suo tempo, ci lamentammo solo noi.

SIGLA:

Insomma, è inutile nascondersi: il motivo di interesse di questo film è vedere Megan Fox che finge di essere Schwarzenegger.
Vogliamo ripassare cos’ha fatto Megan Fox di recente?
Dopo le Tartarughe Ninja, sostanzialmente nulla.
Commedie, ruoli minori, un film inguardabile diretto da James Franco, un serissimo film di guerra coreano nel ruolo della persona più inequivocabilmente americana a cui i coreani possano pensare.
Ma anche, ve lo giuro, la sua personalissima versione di Quark/Mistero intitolata Legends of the Lost with Megan Fox. Dovreste vederla: Megan indaga su leggende degne di Indiana Jones/Lara Croft, andando a intervistare un sacco di nerd giganteschi che altrimenti non uscirebbero mai di casa, e dopo un po’ l’aspetto più affascinante non è tanto lei che si sbatte (invano) per svelare misteri millenari, quanto vedere la reazione di questi tizi che probabilmente dalla vita si sarebbero aspettati tutto tranne che dover passare un pomeriggio a spiegare il loro lavoro a Megan Fox. È una di quelle cose per cui vorresti tifare fortissimo per Megan e le sue passioni insospettabili, ma è chiaramente una velleitaria iper-suggestionabile il cui obiettivo di scoprire nuovi sensazionali legami tra leggende e realtà non ha speranze di andare a buon fine senza risultare ridicolo. Sono appena quattro episodi: l’highlight è lei che tocca una pietra magica di Stonehenge e poi si fa fare una TAC per vedere se per caso ha proprietà guaritive, e la sensazione è che bisogna essere contenti che peggio di così non scenda.

Spingitori di spingitori di Megan Fox! Su Rieducational Channel

Tornando a noi: la sceneggiatura di Rogue punta a un compromesso furbo.
Ho apprezzato tantissimo la prima parte: “Samantha O’Hara” guida questo manipolo di bestioni in missione semi-suicida, ed è palese fin da subito che non c’è uno straccio di cameratismo fra lei e gli altri, che si comportano in modo professionale ma distaccato.
Questo è il momento in cui tu spettatore vieni lasciato da solo a farti una ragione del fatto che Megan Fox sia il capo di un gruppo di mercenari: vieni messo davanti al fatto e abbandonato a trovarci un senso autonomamente. Megan Fox soldato cazzuto: prendere o lasciare.
E per un po’ l’ho trovato divertentissimo: è previsto dallo script, o siamo davanti ad attori costretti ad improvvisare davanti a una che dà ordini a destra e a manca ma continua sotto sotto a sembrare una versione appena un po’ più dark della perfida Carla di Quanto è difficile essere teenager?
Tempo di sbrigare la prima intensa scena d’azione e ti viene effettivamente svelato che si tratta di un gruppo di mercenari che Samantha ha ingaggiato per quest’unica missione, che per lei ha un forte significato personale. I mercenari ne rispettano il solido curriculum, ma è la loro prima collaborazione e nel team serpeggiano diffidenze su vari livelli.
E il fatto che sia una donna viene fuori come un dettaglio fra tanti, probabilmente importante nel momento in cui la missione consiste nell’andare a salvare giovani ragazze vittime di un traffico di schiave perché ci mette un’extra-empatia di fondo, ma semi-irrilevante quando si tratta di background militare.
Samantha O’Hara ha esperienza, sangue ghiacciato e niente da dimostrare.
Megan Fox… Eh, è un altro discorso.
Personalmente la infilo nel mucchio di quegli attori che sembrano scarsi e in realtà hanno solo un range limitato di ruoli che gli vengono benissimo: ad esempio, in Jennifer’s Body si mangiava il film (anche i personaggi, ma anche il film).
E nemmeno il resto del suo curriculum è per forza sbagliato: i suoi ruoli più famosi sono nella saga dei Transformers e delle Tartarughe Ninja, e in entrambi andava oltre un look che pareva creato da una stampante 3D direttamente dai sogni bagnati di Michael Bay per interpretare un personaggio intraprendente, pieno di risorse inaspettate e sempre pronto a gettarsi nell’azione.
Ma qui onestamente le si chiede troppo.

Ti voglio bene

Charlize è diventata Charlize perché prima di Atomica Bionda si è sparata tre mesi intensissimi in palestra con il team di stuntmen di Chad Stahelski a imparare arti marziali quel tanto che basta da riuscire a fare in prima persona le coreografie di combattimento richieste dal film, e lo stesso vale per il Keanu Reeves di John Wick che si è fatto un culo mostruoso per potersi togliere di dosso l’etichetta di picchiatore da CGI rimastagli addosso da Matrix (dove la sua controfigura era sempre Chad Stahelski).
Rogue invece è un low budget diretto da MJ Bassett, regista di Solomon Kane.
È un low budget in cui tutti gli attori sono cagnacci senza redenzione, in cui Megan a confronto sembra Charlize Theron prima ancora di caricare il fucile e il resto è sostenuto con gran spirito proletario dal Philip Winchester di Chicago Justice (che stava pure in Solomon Kane).
Ed è costretto a pigliarsi Megan così com’è: volenterosa, concentrata, ma senza l’addestramento che la trasformi davvero anche nei movimenti in un colonnello militare, e senza la pacca giusta per spiccare davvero come convincente action hero.
È sola, come un Adrien Brody qualunque: ci mette tutto il carattere che può, ma non è qui per stupire con incredibili mosse di jiu-jitsu o cose del genere.
E un film del genere di sicuro non può puntare su script particolarmente solidi: questo non è tanto pigro quanto piuttosto pieno di momenti “vorrei ma non posso” piuttosto disarmanti, in cui ci chiedono di essere coinvolti emozionalmente in atmosfere approssimative e personaggi recitati a braccio e soprattutto di non strapparci le orecchie per un uso pseudo-simpatico e in realtà molestissimo dei Backstreet Boys.
E non servirebbe un colpo di grazia, ma questo film ce l’ha: il leone è uno degli effetti in CGI più imbarazzanti dell’anno, e se vi conosco spegnete la tv appena compare.
Sarà per la prossima, Megan.

DVD-quote:

“Non chiedete a me, io devo ancora digerire Matt Damon”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Ridatemi i barboncini di Ang Lee

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23 Commenti

  1. Il cavaliere negro

    Aspe’ ma pure il leone è una Leonessa?!?!? Alla faccia del #metoo..
    Cmq, non esagererei con la necessità di troppa sospensione di incredulità, ci sono un sacco di pornazzi che iniziano con una simil-meganFox che guida un gruppone di mercenari..

  2. tommaso

    Mi ricorda per certi versi “A Vigilante”, livido e un po’ troppo serioso indie-thriller con Olivia Wilde che fa la giustiziera a chiamata contro mariti e genitori violenti. Olivia ci mette impegno e anche intensita’, ma se puo’ passare che che una ninfa di 50 chili scarsi come lei, con le sue manine e i suoi splendidi braccini, possa avere ragione di americanoni di 120 chili per via dell’allenamento e del fattore sorpresa, quando la vedi che mena giusto ridere tre avvertiti e aggressivi stupratori in un parecheggio ti cadono un po’ le palle.
    Cioe’, boh, facendo finta che il problema non esista finici alla fine per svilirli i personaggi femminili cazzuti.

    Comunque, se e’ di MJ Bassett mi tocca vederlo, nonostante le premesse non esaltanti, in memoria della fu new wave horror britannica degli 00s.

    A proposito di misteri giacobbi e coincidenze adakadmoniche, ci avete fatto caso che Neil Marshall, Christopher Smith, MJ Bassett (in ordine di talento) hanno o hanno avuto delle carriere straordinariamente simili?
    – bombetta low budget (Dog Soldiers / Creep / Deathwatch)
    – film-rivelazione (The Descent / Severance / Wilderness)
    – alzata di tiro (Doomsday / Triangle / Bassett assente giustificato per chiari limiti)
    – film fantasy/storico figo ma rovina-carriera (Centurion / Black Death / Solomon Kane)
    – ritorno “meh” dopo lunga assenza (Hellboy / Detour / film in oggetto)

    • No beh, questo se non altro vuole essere action classico, niente fighetterie strane, e Megan non ha exploit da supereroe che non siano puramente di freddezza mentale, non vuole manco essere Extraction, quindi sulla carta era tutto ok. Gli manca solo budget e talento (solo…).
      Bellissimo e altrettanto triste il parallelo alla fine.

    • Past

      Tutto gusto ma hai dimenticato , giustamente, un pezzo…bassett ha diretto anche il sequel di silent hill, film che ovviamente tutti hanno rimosso tipo incidente in auto.

    • Zen My Ass

      Se non sbaglio Bassett ha anche diretto il sequel di Silent Hill, potrebbe essere quello il su tentativo di “alzare il tiro?”

  3. Lance Flare

    Kazzenger starring Megan Fox mi ha migliorato la giornata (pensa come stava messa).

  4. Gigos

    Telefonata del produttore al regista:

    “Maestro! Grande MJ! Sei un grande! Allora come procediamo? Ottimo… ottimo. No niente, io ti chiamavo perché c’è un contrattempo… no, niente di serio, solo che Michelle Rodriguez è impegnata e non ce la fa. Eh lo so… lo so, dispiaceva anche a lei… Però ascolta me, ti ho trovato una sostituta perfetta…”

  5. Klimt Eastwood

    Ho appena notato una cosa: dalla fine della guerra fredda in poi, se i protagonisti di film, a vario titolo, calciabili non hanno le maniche, allora il film sarà una mezza ciofeca; da est a ovest, hanno le maniche in 13 assassini, the raid, lone survivor, 13 soldiers, alatriste, 007, the departed, john wick, codice 999, street kings, ecc.
    Persino in the expendables solo Terry Crews non le aveva, mentre Rambo e John McClane hanno iniziato senza maniche e poi si sono convertiti.
    Le uniche eccezioni che mi vengono sono Il primo re, Apocalypto e Pain&Gain, però nell’ultimo va a detrimento, e negli altri due mancano parecchi capi di vestiario.

    • Klimt Eastwood

      Ah no ok, sto pensando a varie negazioni della mia teoria, come non detto.

    • Werzan Herzpetek

      Urge una seria analisi statistica

    • Klimt Eastwood

      Se consideriamo alcuni film tipo F&F come eccezioni, si potrebbe salvare la teoria.
      Prendiamo un mostro sacro tipo Iko Uwais, nei primi film ha già le maniche lunghe arrotolate (quindi parte già bene) e arriva a La notte su di noi con il completo, ossia ben due strati di maniche. Mi sembra una chiara presa di posizione.

    • Werzan Herzpetek

      Che mi dici di Toni Jaa in Ong Bak?

    • Klimt Eastwood

      Mi hai messo sotto scacco, ma non matto.
      Dopo ha fatto the protector e aveva il giubbino sulla scalinata; dopo gli altri Ong Bak è andato in monastero, a riflettere sulle sue scelte.

    • Werzan Herzpetek

      Troppe eccezioni caro Klimt. Qui facciamo la fine del tacchino induttivista di Bertrand Russel. Bisogna trovare una regola più precisa

    • Klimt Eastwood

      Werzy, non posso negare che tu abbia ragione, ma, gentilmente, lasciami sguazzare contento nel mio cherry picking.

  6. avdf

    OT.
    Ma parliamo di cose serie: il trailer di ju-jitsu con nic cage capellone, ne vogliam parlare? ma che roba assurda è? alieni vs ju-jitsu team?

  7. ste

    Solomon Kane credo di aver fatto l’errore di noleggiarlo…che robaccia inguardabile. Comunque poco da fare anche Gal Gadot in quanto turbognocca mora può passare per wonder woman…almeno è alta…per il resto una donna che non ha nulla di atletico o cazzuto nel fisico/aspetto o almeno nell’ impegno attoriale (Megan è tutta gommata non può manco fare le facce ) può fare pochi ruoli nel genere..ad esempio Kira in Domino aveva un suo perché…

  8. coraado

    un altro film che mi hai convinto a guardare.
    comunque commento solo per fare la domanda più importante:

    “la sua personalissima versione di Quark/Mistero”
    ma è meglio la fox o giacobbo?

  9. Romoletto

    “ma mai nella mia vita mi sarei aspettato ad esempio di veder morire il rock’n’roll e invece non vedo una canzone suonata con la chitarra entrare in classifica dai tempi dei, boh, Kings of Leon?”

    Amara verità, ma nelle ultime settimane ci ha pensato Springsteen a rimediare (primo, con il nuovo album, praticamente in ogni angolo del globo).

    • Prevedibile, bella per Bruce ma triste per il discorso generale. È un po’ come quando l’altro giorno sono entrato in edicola qua a Londra e i giornali di musica avevano in copertina Bob Dylan e Jimmy Page (e non sono stupito, è così da parecchio, il più giovane a pigliarsi la copertina negli ultimi 6/7 anni è stato Johnny Rotten).

  10. Arcibaldo

    Comunque mi Bassett è diventato donna. Così per fare gossip

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