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Il quarto tipo: gufi sumeri e frullatori alieni invisibili

Il film inizia come uno spot di una marca di balsamo per unicorni. Si vede una bella foresta dai colori forti, una musichina d’ambiente ed ecco che arriva davanti alla macchina da presa Milla Jovovich che dice con fare serio e deciso: “Sono Milla Jovovich, il film che state per guardare…”. Il mio amico Ettore della palestra, a questo punto, si è girato verso di me e ha detto: “Salve, sono Troy McClure: forse vi ricodate di me per film come…”. È da poco che ho cominciato a andare in palestra. Ettore è il più simpatico di quelli che ho conosciuto finora. Però è veramente uno zarro. Ha rotto le palle per tutto il film. Non che avesse tutti i torti, eh? Il quarto tipo è una tremenda “palla alla cazzo” (una delle espressione prefe di Ettore). Però non ci si comporta così al cinema. Comunque. Giuro che il film inizia con Milla che dice che lei è Milla e che in questo film interpreta la dottoressa Abigail Tyler, una a cui sono successe delle cose brutte. Tra l’altro è ovvio a tutti che le sono successe delle cose brutte perché – tolta questa sequenza di rara inutilità e presunzione “famo er metacinema!”- parla sempre con un filo di voce. Come le persone a cui sono successe delle cose brutte e ne portano i segni. Ci informa anche che quello che stiamo per vedere è tratta da eventi realmente successi e che – visto che alcune cose che vedremo sono prese da VERE registrazioni – potremmo trovare il tutto piuttosto disturbante. Il mio amico Ettore della palestra a questo punto si è girato verso di me, si è buttato una manciata di cocacoline frizzi in bocca e ha detto “urghhhhhhh”.

È il vostro Unicorno che ve lo chiede. Balsamo!

È il vostro Unicorno che ve lo chiede. Balsamo!

Dopo averci fatto vedere Milla, ci viene mostrata la “vera” Abigail. Mia zia Ines. Ora, io lo so che Ettore è più contento se vede Milla piuttosto che mia zia Ines. Ci mancherebbe altro. Ma qui si apre il dibattito. Una volta tornato a casa dal cinema – dopo aver lasciato Ettore al pub irlandese sotto casa sua – ho controllato sull’internet. Non esiste nessuna Abigail Tyler. I fatti raccontati in Il quarto tipo non sono realmente accaduti. E le registrazioni che vengono spacciate come vere, non sono vere. Questo già fa scemare di tantissimo il già scarso entusiasmo suscitato dalla visione. In più la bruttezza di mia zia Ines è ricercata. Cioè, hanno preso veramente una che somiglia mia zia Ines per dare l’idea che il film racconti delle cose vere. Vi rendete conto?  È una specie di normalizzazione o di appiattimento della bruttezza. Quei capelli unti, sporchi, quella faccia un po’ scavata e quegli occhi pallati, sono finti. Mi sento preso in giro. Anche Ettore, il giorno dopo in palestra, mi ha preso in giro.

Stasera c'è il minestrone. Senza nemmano i crostini. Tristezza e minestrone a palate.

Stasera c'è il minestrone. Senza nemmano i crostini. Tristezza e minestrone a palate.

Abigail è una psicologa che pilota un aereo e a cui è appena morto il marito. Ce lo racconta quella “vera” durante una seduta di ipnosi. Era a letto con suo marito che le stava facendo l’amore. Finito l’amore, lei si addormenta e si risveglia proprio nel mentre in cui un pugnale invisibile trafigge il petto del suo povero maritino. Lei però è una donna forte – pilota un aereo – per cui reagisce come solo le donne forti sanno fare: continua imperterrita a vivere. Sua figlia è diventata cieca a causa del trauma e suo figlio è molto scontento perché adesso non c’è più nessuno che si interessa realmente alle sue partite di hockey. Mi sembra di ricordare che lo sport praticato dal figlio sia l’hockey. Potrebbe però anche essere football americano. Insomma, stanno in Alaska, per cui potrebbe benissimo essere hockey. Comunque non è che cambi molto, eh? Lui ha la faccia da pre-adolescente problematico (pallido, capelli neri un po’ troppo lunghi per la sua età) e dice cose come “secondo me non ce la racconti mica giusta, mamma! E comunque non sai contro chi gioco domani. Quando c’era lui la nostra famiglia era una bella famiglia unita dell’Alaska in cui tutti si interessavano degli altri! Guarda a che punto siamo arrivati!”.

Appena posso comincio a drogarmi. Tò!

Appena posso comincio a drogarmi. Tò!

Abigail e Ines (spesso il simpatico regista utilizza lo split screen per farci vedere da una parte Milla e dall’altra Ines che dicono esattammente le stesse cose) hanno in cura tre disperati che vivono in questa picola cittadina dell’Alaska. Tutti e tre si svegliano senza un motivo apparente nel cuore della notte e tutti e tre dicono che fuori dalla loro finestra ma anche un po’ dentro casa (“oddio… non ricordo… non capisco e tutto come in un sogno“), c’è un gufo. Il mio amico Alessandro sostiene che fino all’anno scorso andava di moda mettere sulle copertine dei dischi i cervi e i polpi. Secondo lui quest’anno sarà l’anno dei gufi. Io non lo so se è vero. A me piacciono molto le copertine di dischi con dei paesaggi evocativi, ragione per cui Ettore mi da dell’invertito. Fatto sta che i tre disperati non dormono e vedono un gufo. Abigail nel frattempo si interessa ala figlia cieca e al figlio scocciato, ma nel frattempo ipnotizza gente a uso ridere.
“5,4,3,2 e quando sentirai 1 starai dormendo. Cosa fa il gufo?”
“Boh… niente… AHHHHHHHHH. Non è un gufo!… Oddio è una cosa terribilissima! AHHHHHHH!”
Poi finisce la seduta di ipnosi e i pazienti fanno finta di nulla ma si vede che c’è qualcosa che li turba profonodamente. Infatti uno va a casa e spara alla moglie, ai due figli e poi si spara in da la fazza.

Se non avete idee per la copertina del vostro nuovo disco.

Se non avete idee per la copertina del vostro nuovo disco.

Forse c’è qualcosa che non va. Un altro indizio che le cose non vanno forse per il verso giusto, è che nelle registrazioni su cassettina che Abigail e Ines fanno delle loro sedute, si sente una voce tipo quella del demonio che dice cose stranissime. Ho preso appunti. Adesso ve le scrivo. Non leggetele ad alta voce e pregate di non sognare o vedere un gufo fuori dalla vostra finestra questa notte. Comunque i 400 calci non risponde di quello che voi fate con le robe che sto per scrivere. E. NE. NE. ME. NA. AM. Oppure: ME. EN. DE. EN. KI. ULUTIM. Giuro che nelle cassettine si sentono queste cose qui. Abigail è frastornata. Una vita durissima. La figlia cieca. Il figlio rompicoglioni. Il marito ucciso dal pugnale invisibile. Il poliziotto della cittadina dell’Alaska che più o meno velatamente le fa capire che secondo lui il tipo che ha ucciso la propria famiglia l’ha fatto perché ci dava noia l’ipnosi. E adesso questo: la voce del demonio su cassettina! Capite anche voi che a un certo punto la misura è colma. Per cui Abigail prende un libro a caso dalla scrivania del marito morto. Lo apre ed esce un numero di telefono. Abigail chiama e risponde un professore. Esso è colui che ha scritto il libro. Un volume che porta avanti una teoria secondo la quale gli alieni sono arrivati tantissimissimo tempo fa sulla terra – tipo prima della Genesi – e che quindi è ovvio che parlano sumero. Infatti il professore dice che lui capisce anche un po’ di quelle parole lì strane che sono rimaste incise con la voce del demonio nel mangiacassette di Abigail. “Guarda non sono sicurissimo ma una potrebbe essere “rovinare“. Sì… e l’altra “distruggere. Comunque non butta bene“.

Penso voglia dire  "Porto iazza!". Non lo sperò... Forse "Zero tituli!". oh, non lo so.

Penso voglia dire "Porto iazza!". Non lo so... Forse "Zero tituli!". oh, non lo so!

Abigail fa la faccia seriessima e pensa che le cose non stanno prendendo per niente una bella piega. Decide infatti che ditro a tuto questo ci potrebbero essere degli alieni. Insieme a Abigail c’è un suo amico. Elias Koteas il quale oltre a sembrare una versione discount di De Niro quando fa la faccia riflessiva ha la stessa funzione che ha in The Haunting In Connecticut. Egli è l’uomo riflessivo che anche se assiste a degli eventi sovrannaturali, anche se viene messo di fronte a delle cose tutte matte – tipo gente che vola e che parla con voce indemoniata – si veste comunque in modo molto elegante, rassicura un po’ tutti e tenta di far prevalere la ragione. Però c’è poco da fare: della ratio qui non si sa che farsene. Continuano a succedere delle cose stranissime. Gente che sta a letto con la febbre dopo essere stata ipnotizzata e che appena messa di fornte a una camera digitale parla con la voce quella la del diavolo e lievita sopra le coperte e si spezza la schiena. Spariscono bambini. Poliziotti solitamente alle prese con “sei passato col rosso e adesso la dovrai pagare” vedono o intravedono o non vedono enormi dischi volanti che passano sopra la casa di Abigail. Il tutto alternando fiction a riprese vere. Che poi sono finte… Il mio amico Ettore a un certo punto mi ha chiesto “Ma non è che stiamo guardando Paranormal stocazzo?“.

Ci somiglio, eh? Va che roba? Va come piego la boccuccia! Tac. Va che espessione!

Ci somiglio, eh? Va che roba? Va come piego la boccuccia! Tac. Va che espessione!

Il regista di Il quarto tipo si chiama Olatunde Osunsanmi. Ha cominciato a lavorare nel magico mondo del Cinema con Smokin’ Aces. Quindi ha deciso di scrivere il seguito di quel film – Smokin’ Aces 2: Assassins’ Ball – e di girare questa ciofeca. Alla fine del film – in un impeto di raro protagonismo – è insieme a Milla, sul set della pubblicità del balsamo per unicorni, e dice delle cose come “Chissà se quello che avete visto è vero… oppure no. Sta a voi decidere se siete dei boccaloni oppure no.” Ah, visto che c’era ha anche intepretato il professore che ha deciso che gli alieni parlano il sumero. Olatunde Osunsanmi oltre a questa straordinaria idea di coglionare un po’ gli spettatori con la magia del Cinema, fa poco altro. Si limita a portare il climax della tensione al massimo durante le sequenze in cui la gente viene ipnotizzata, e poi fa sempre wooooosh… volume appalle e una bella panoramica aerea dei paesaggi dell’Alaska. in più dovrebbe essere un film su della gente rapita dagli alieni. Si parla per un’ora buona di un gufo. Si intravede un’ombra sulla casa di Milla e – nella sequenza più brutta del film – si mostra Milla in un’ambiente asettico con dietro una specia di roba rotante. Dove sono gli alieni? Veramente. Non capisco.

E nella parte dell'alieno... il signor braun minipimer! Bravissimo!

E nella parte dell'alieno... il signor braun minipimer! Bravissimo!

DVD-quote suggerita:

“Sbadigli e un sacco di vedute dell’Alaska. Ma zero alieni. Meglio Mistero con Ruggeri.”
Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

BONUS!

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220 Commenti

  1. grazie cari!
    anche da parte di prussia kar wai!
    vi manderò una cartolina da rattonia marittima
    dove la frittura di pesce ratto è un must!

  2. Pipolo Segal

    A parte il fatto che il commento di CWK-W sui parcheggi fa RIDERISSIMO, io vorrei dire che

    Zecharia Sitchin, uno dei pochissimi studiosi che traduce il sumero dal cuneiforme

  3. STU

    Esatto, lo legge come se fosse la sua lingua madre.

  4. gigi

    Io suggerisco di allegare all’edizione deluxe de “Il quarto tipo” un libretto con la trascrizione completa di tutti i commenti, o magari girare un mockumentary… tutto questo non puo’ andar perduto come lacrime nella pioggia.

  5. ratto inetto

    Fatti i due giri di campo.
    Quindi, solo film brutti per il wim, solo film brutali per il casanova.

  6. abraxas l'amletico

    anche io leggo il sumero!
    soprattutto da quando sono in portogallo, qui la birra costa pochissimo e le mie capacità veterolinguistiche sono aumentate a dismisura
    certo la mattina ci si sveglia con un gran mal di testa…
    ma magari mi hanno impiantato qualcosa vaiasape’

  7. Pipolo Segal

    Infatti STU guarda che io sono dalla tua parte, don’t preach to the converted etc.

    Il problema qui è Nunny, bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente: uno che non recensisce in maniera oggettiva, cosa che IMHO dovrebbe essere messa giù per legge, del tipo che se non recensisci in maniera oggettiva vai in prigione e trovi quelli di OZ che sono tutti a favore di recensire in maniera oggettiva con quel che ne consegue (svastica tatuata a fuoco sul culo, rottura dei denti finalizzata, conversione all’Islam).

    Ma poi più in generale è il suo atteggiamento rispetto al sentito problema delle abductions che non va, come hai acutamente avuto modo di sottolineare tu. Nunny è un cinico, uno che guardava X-Files solo per ridere dei toccanti racconti di Mulder sulla sorella prelevata davanti ai suoi occhi di fanciullo, cioè renditi conto che persona è.

    Ovviamente io trovo che tu non debba perdere le speranze di fargli finalmente capire i suoi errori, dovuti all’evidente ignoranza sull’argomento e anzi ti invito a postare copiosamente dati, link e perchè no tuoi pensieri nella certezza che presto o tardi anche gli interlocutori dei 400 Colpi possano finalmente tornare sui loro passi e cambiare questo deprovevole andazzo di beffeggiare freddamente opere che meritano ben altra considerazione.

    Ad maiora e nuqDaq ‘oH puchpa”e’.

  8. giu

    ciao, credo che la storia del gufo provenga da twin peaks che non so se è coincidenza o cosa ma pochi giorni dopo mi è venuta voglia di rivedermi tutto twin peaks dove la storia del gufo veniva girata oltre vent’anni fa (poi se è vero che le cose si ripetono almeno ogni 20 anni) molto meglio da lynch,e nello stesso si può trovare molti accenni al 4 tipo per il posto al confine tra stati uniti e canada per il riferimento agli alieni e ad un mondo parallelo in combutta tra bene male e assini in cui si parla una lingua strana molto più da vedere twin peaks con 20 anni di anticipo e non miss occhi alla couque, ciao.
    p.s. rimane interessante l’accenno ai sumeri di cui almeno su questo pianeta abbiamo tante traccie reali. da approfondire

  9. Juks

    non sto scherzando, ti prego, sposami.

  10. 1234567890

    Dovresti solo vergognarti.

  11. H92

    Ahahahaha, un sito comico che più comico non si può.

  12. Civettasumera94

    Su mero! Alzati, la colazione è pronta.
    Questo film m’ha fatto venire l’orticaria; no, davvero, l’ho visto al pc e uno sciame di zanzare desiderose di morire s’è fiondato nella mia stanza (sbattiamo sul deskto ragazze! – Siiiii!), quindi adesso non mi rimane che grattarmi e ridere. Ciao.

  13. enrico

    Plimenti rec. Tra serio e faceto. Originale e azzeccata. Stupito scrivere tanto x un film del genere. Commenti forti. Non li ho letti tutti. Forse@stu esperienza diretta di abduzione? E @christian.. un solo nome Sitchin. Cerco info ma il mio pc bloccato in rete. Manipolazioni ET? A Parte gli scherzi credo che dio sia un extraterrestre.. sul serio!

  14. Non credo di aver mai visto un film più noioso. Forse ero stanca ma la lentezza della storia è l’unica cosa che mi ricordo con chiarezza.
    Sara

  15. Albertone

    Ho visto il film ieri sera e non mi sembrava male, così, d’acchito… allora googlo un pò per vedere le recensioni e vengo dirottato qua… che dire, erano settimane che non ridevo così tanto, Amico sei un mito!
    E cazzo, hai ragione su ogni virgola!

  16. Ma stai zitto

    Ma se non capisci niente perché parli? Che inutilità questo sito

  17. Mr. Hunt

    Io penso di essere uno dei pochi ad aver vissuto la civetta bianca ed ad uscirne senza il suicidio..
    Non auguro questa esperienza a nessuno e scommetto che se è sopravvissuto qualcuno con la mia esperienza o abbia paura a parlarne o cmq bene non sta..
    Non so neanche perché dopo tanti anni ritiro fuori l’argomento, ma è sempre per me motivo di gloria personale essere riuscito ad andare oltre.
    Penso che il governo riguardo questa cosa abbia solo coperto il problema e che non vi sia da parte loro un interessamento ad istruire su certe cose del mondo invisibile, che in tanti anni o cercato di dare un senso al puzzle fatto di pezzi che nessuno di materiale ti da.
    Si sa poco dell’inconscio e dellinfradimensionale e del sistema della civetta bianca e se qualcuno ha vissuto l’esperienza terrificante per un babbano… può contattarmi e parlarne prima di fare sciocchezze.

  18. Fabio Creatini

    cazzate

  19. Anonimo

    Allora.come prodotto cinematografico è ben confezionato e forse uno dei migliori del genere mokumentary.certo bisogna scindere dall’operazione marketing fatta dal film.le modalità di narrazione sono buone poi se vogliamo entrare in ciò che è vero o falso allora è un altro discorso.cmq premesso che è un’un’opera di fantasia, se visto solo come prodotto di intrattenimento
    lo consiglio. ( STESSA OPERAZIONE MARKETING CON THE BLAIR witch project)

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