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Il Trejo colpisce ancora: Machete Kills

Machete-KillsSiamo tutti d’accordo se dico che il progetto Machete, concettualmente, ha non solo il diritto ma il dovere di esistere.
Non è questione di recupero del trash anni ’70/’80, che è uno sport che vanta un numero di giocatori ampiamente superiore a qualsiasi sopportazione umana e che lo stesso Robert Rodriguez aveva già giocato, in modo distorto ma efficace, con Planet Terror.
È questione di Danny Trejo.
Il pensiero che un messicano 70enne butterato – uno che ha passato la prima metà della sua vita dentro e fuori di galera e la seconda a fare brutto nei film d’azione in ruoli secondari in cui puntualmente catalizzava tutta l’attenzione – abbia la chance di fare un film da protagonista circondato da attori famosi, gran patate e soldi con cui assicurarsi una pensione tranquilla, è di quelli che scaldano il cuore.
Sarebbe bello se tutti quelli come lui avessero una chance simile, un regista famoso, un amico che crei un film tutto per loro radunando quanti più conoscenti influenti possibili per renderlo commerciabile e scrivendo/dirigendo/producendo con il minimo sforzo sindacale. Penso a gente come Sonny Landham, Billy Drago, Vinnie Jones, Al Leong. Quel tipo di gente con cui sai di mettere una scena in cassaforte, ma che per qualche ragione non ha mai avuto la grande chance da protagonista (e ora che ci penso, Al Leong non ha mai avuto nemmeno una riga di dialogo).
C’è una scena in Machete Kills che più di tutte spiega perché Danny Trejo merita un film tutto su di lui, ed è a una manciata di minuti dall’inizio del film. Lo sceriffo texano William Sadler (un altro attore enorme che ha avuto meno chance di quanto meritasse) ha catturato Machete e lo tiene nel suo ufficio, legato, cappio al collo. Gli fa un discorso con tutti gli spiegoni del caso, e infine gli leva lo sgabello da sotto i piedi. Non succede nulla. Machete rimane appeso e penzola, ma i suoi occhi sono ancora aperti e mobili. Semplicemente, il suo collo non si è spezzato. La fazza di Danny Trejo in primo piano, occhi di ghiaccio, volto scavato come un tronco di quercia, l’espressione di chi ha appena sopportato una scocciatura di troppo, è di quelle che un illustratore non saprebbe disegnare meglio. È il cinema.
Il problema, ovviamente, è che il resto del film è semi-insostenibile.

"wut?"

“uh?”

Ricorderete come alla fine del primo Machete comparisse già l’annuncio di due sequel intitolati Machete Kills (appunto) e Machete Kills Again… In Space. Queste ultime due paroline provocano in Robbie Rodriguez una serie di scrupoli esagerati, che si traducono nella manifestazione dello Sbaglio fin dalla primissima sequenza, che consiste nel trailer di Machete Kills Again… In Space. Esatto: Machete Kills è il primo film della storia a pubblicizzare il suo stesso sequel prima ancora di iniziare. Sembra una mossa completamente insensata, e invece è perversamente utile: nello spoilerare se stesso, il film semplicemente fornisce un antipasto che preannuncia e prepara lo stomaco alle due mosse più indigeste che ha in programma, ovvero uno sbandamento pesante verso la fantascienza pura nonché la più stronza e inutile mancanza di finale degli ultimi tempi.
So qual è la domanda più pressante che avete in testa, ma prima lasciatemi coprire l’argomento tette: non se ne vedono. O meglio: non ne ricordo. Jessica Alba non le mostra. Vanessa Hudgens non le mostra. Michelle Rodriguez, Sofia Vergara, Alexa Vega, Lady Gaga, le infermiere gemelle… Niente. Forse qualche comparsa? Può essere, del resto c’è una scena ambientata in un bordello. Magari Amber Heard fa vedere le tette e io non me ne sono accorto perché ormai ho consumato il bluray di Informers? Non credo, ma boh… So solo che la scena di sesso tra lei e Machete è girata in controluce con “pellicola” (pixel) in negativo virata a luci psichedeliche, roba che non capisci se li stiano inquadrando dall’interno di una boccia di detersivo per lavatrici o se si è rotto il proiettore.
Finito il paragrafo sulle tette, passiamo alle cose che vi interessano: come diavolo ha fatto Rodriguez a infilare tutta quella cazzo di gente in un film solo?
Beh, ha fatto esattamente come potevate immaginare. Jessica Alba muore subito. Vanessa Hudgens muore subito. Walton Goggins, Cuba Gooding Jr, Lady Gaga e Antonio Banderas interpretano lo stesso inutile e pretestuosissimo personaggio, “il Camaleonte”, per tre minuti a testa. Alexa Vega ammicca qua e là e poco altro. Le gemelle infermiere non hanno una sola riga di dialogo (ma forse qui io ero l’unico che ci teneva). Charlie Sheen ha tre scene. Per metà film il cattivo è Demian Bichir, poi lo diventa Mel Gibson. Michelle Rodriguez appare dopo nel secondo tempo. Amber Heard entra in scena dopo un quarto d’ora, poi sparisce e torna solo sul finale.
Il tutto ovviamente è ammassato in fretta e furia con ispirazione persino inferiore al primo film – la prova del nove è che quando uscirete direte tutti “Machete don’t tweet”, che 1) era già nel trailer e 2) è la stessa battuta portante del primo film, ma aggiornata per menzionare una di quelle diavolerie social-informatiche di cui fra cinque anni ci saremo tutti dimenticati.

Come si prende in mano un film

Come si prende in mano un film

Demian Bichir sembra divertirsi un mondo, ma è incastrato con quel tipo di personaggio, il bipolare, che normalmente ti inventi alla sesta stagione di un serial tv quando hai esaurito ogni altra idea (con l’aria che tira però è già molto che ottenga di interpretare da solo entrambe le personalità), e in più come messicano è persino meno credibile di Steven Seagal. Goggins, Gooding Jr e Banderas, nelle loro rispettive brevi scenette, sono i più solidi insieme a una grandissima Amber Heard. Mel Gibson ha un personaggio indecente e recita di inerzia platealmente controvoglia. Sofia Vergara… Boh, quella donna ha una bocca enorme che pare quella di Totoro* ed è sempre nervosissima, onestamente mi mette un terrore fottuto. RobRod la equipaggia con l’idea più banale del mondo, le tette a proiettili, e come se non bastasse ricicla per lei anche la pistola ad altezza cazzo che aveva già affibbiato a Tom Savini in Dal tramonto all’alba. E a proposito, in tutto questo caos c’è pure spazio per il ritorno di Tom Savini, che in effetti nel primo film usciva di scena senza salutare. Qua dopo un po’ fa altrettanto.
In tutto questo Rodriguez mette stranamente gran parte della concentrazione sulla trama, qui specialmente intesa come accumulo di nozioni che servono a preparare il terreno per il terzo capitolo ambientato nello spazio, e che dalla metà in poi trasformano il film in un ibrido sci-fi che introduce tecnologie futuristiche al cui confronto Iron Man 3 pare Dogville e incasinando tutto all’inverosimile, uccidendo periodicamente il ritmo con inserti di spiegoni lunghi e letti in fretta manco fossero le avvertenze di Magica Trippy.
Il problema è che, a parte questo macchinoso scrupolo di rendere meno brusco possibile il passaggio da un mondo di riferimento all’altro (senza parlare del non-finale… come stracazzissimo fai a scrivere un film che funzionerebbe anche senza trama e non riuscire a dargli un finale???), RobRod ha smesso completamente di crederci. La sua sembra essere diventata una gara acrobatica di velocità e risparmio, e se una volta aveva sufficiente talento per dare uno straccio di dignità di esecuzione a quello che girava, questo Machete Kills è più vicino al prodotto medio Asylum, quello girato con limiti veri di tempo, budget e professionalità, e non di pigrizia. Machete Kills è la saga dello “sputala come ti viene”. Che non è un male di per sè quando si ha la giusta dose di fantasia istintiva – e Rodriguez quando vuole ce l’ha – ma diventa insostenibile quando a) chiaramente manca o b) anche quelle volte che l’intuizione è giusta non le si dà il tempo di respirare, crescere, arrivare ad essere una bella idea compiuta invece che un aborto di buone intenzioni. Una trovata come “il Camaleonte” non è per forza da buttare, ma lo diventa se non gli dai uno straccio sindacale di caratterizzazione e lo tramuti unicamente in una passerella di amici che non sapevi come altro infilare, per poi farli improvvisare e lasciare che la “sostanza” siano le faccette che riescono a improvvisarti in quella mezza giornata di riprese davanti al green screen che hai in garage.
Il colpo di grazia ovviamente sono gli effetti speciali più tirati via di tutta la sua carriera. Perché sì, posso raccontarvi che a un certo punto c’è un motoscafo che va in impennata sul muso e distrugge un molo, che coreograficamente è un’idea ineccepibile, ma vedeste com’è realizzato… Pixel che si muovono in orizzontale come se qualcuno avesse il dito piantato sulla freccia di sinistra della tastiera, e un’esplosione degna del Nintendo. E no, non è così per farvi ridere della sua bruttezza, è proprio brutta moscia, e vuole solo tagliarla breve e passare ad altro. E queste sono cose che si accettano da chi deve produrre una dozzina di film all’anno per sopravvivere, non da uno che se la campa tranquillo in Serie A da quasi vent’anni. Cristo Robbie, c’è Mel Gibson di fianco a te, non Paul Logan. Applicati.

Le infermiere gemelle (attenzione, questa scena NON E' nel film)

Le infermiere gemelle (attenzione, questa scena NON E’ nel film)

A questo punto però, se volete comunque investire del tempo in questa abbozzata opera di carità, è importante che io vi faccia uno spoiler senza il quale rischiereste, come me (il mio compagno di visione Barone Meshuggah può confermare), di alzarvi dalla sedia e andarvene offesi e incazzati neri: il leggendario Marko Zaror, il nome più interessante di tutto il cast e contemporaneamente l’unico pirla la cui presenza non è stata pubblicizzata da nessuna parte, non muore umiliato al minuto 20 dopo aver fatto appena una misera capriola senza motivo, bensì – lo si scopre qualche minuto più avanti – interpreta un intero esercito di cloni. Ve lo dico perché, a parte quando Amber Heard si tira una violenta coltellata tra le gambe per aprirsi la gonna e menare meglio, l’unica scena di Machete Kills che merita di essere vista è quella in cui una ventina di Marko Zaror (il cui personaggio tra l’altro si chiama “Zaror”, per dirvi l’impegno che ci ha messo RobRod in sceneggiatura) menano Danny Trejo come solo loro sanno fare. Che Undisputed 3 è ovviamente tutta un’altra cosa, ma vedere quel giandone cileno piroettare orizzontale per aria con la grazia di una libellula alta 1,90 è uno di quei momenti che ti riconciliano con il cinema, da combattimento o meno. Peccato per il contesto.
Però alla fine è impossibile odiare Danny Trejo e non essere contenti di saperlo finanziariamente al sicuro.
Per il terzo film credo che pagherò il biglietto alla cassa e poi tornerò a casa senza entrare in sala.
Inoltre, dopo qualche mese di sbandamento, di colpo sono preso un po’ meglio per Expendables 3.

Artwork esclusiva per il mercato cileno

Poster esclusivo per il mercato cileno

DVD-quote:

“Per completisti di Marko Zaror”
Nanni Cobretti, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

* Sì, ho citato Miyazaki. Anch’io ho delle nipotine, che credete.

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60 Commenti

  1. Matteo Lenzi

    È inutile, non li fanno più i Machete di una volta.

  2. Bennett

    bah… divertente a tratti, ma sono arrivato in fondo con un pò di difficoltà…
    In realtà non mi ha neanche deluso, dato che non avevo chissà quali aspettative però è fondamentalmente una cacata di film.
    Per me il miglior Machete resta il fake trailer inserito in Planet Terror, dato che anche il primo capitolo non mi aveva entusiasmato (e lì sì che ero rimasto deluso, visto che avevo l’hype a bomba).
    Unica nota davvero positiva la quantità e qualità di fiche, per il resto Rodriguez se ne può andare affanculo a sto punto.

  3. Ciobin 2 Sulla Terra

    @Alex9 Puoi spiegarti meglio ? Se ho fatto sgorgare la rabbia nel tuo cuore di mollusco puoi solo ringraziarmi. Per il resto, io ho argomentato, tu no. Quindi, se hai coraggio fatti avanti, altrimenti continua a depilarti le ascelle. Se il punto dove ti ho fatto male è l’amore per Tarantino, beh, sappi che per me Django è un film contenente un elogio sperticato del razzismo realizzato come un compito in classe da 5a elementare dal titolo “Io sono amico dei negri. Vogliatemi bene”. Girato col culo, scritto col cazzo. E non c’è nemmeno la fica che nelle altre cagate della fase calante almeno ti fa passare il tempo.
    Sui Robottoni sei ampiamente fuori strada, si vede che non mi conosci. Tu invece secondo me ti bagni per i film come Il professore matto e la sua famiglia (cioè film di negri con la diarrea).

    @BellaZio la felicità sta più che altro nel non porsi la questione, che è soggettiva come la preferenza giorno/notte ;)

  4. Alex9

    Il professore matto mi fa abbastanza schifo, per cui nemmeno tu ci hai azzeccato…

    Comunque il tono con cui tratti Rodriguez potresti risparmiartelo, ma il disprezzo che mostri per Tarantino è già sufficiente a escluderti dal consorzio delle persone civili. Ma che ti ha fatto? Ti rode che ha rivoluzionato più lui il cinema con i suoi film (anche solo primi 2) che le tutte tue starlette che magari son durate giusto un decennio per poi venir dimenticate (da tutti, meno che da te o qualche tuo simile)?

  5. Ciobin WebsterPepper

    @Alex9 From outer Space, scusami, mi ero perso questo tuo commento. Rispondo soltanto adesso ma, davéro, con grande rammarico, per il ritardo enorme. Per farmi perdonare userò un tono più educato. Caro amico, Rodriguez è un furbacchione che si approfitta di un pubblico di cerebrolesi, da cui il mio atteggiamento. Tarantino invece è un vecchio bastardo che cerca di ingannare il prossimo per trarne sadicamente un vantaggio (figa, soldi, un cesso più grande). Ti vende le arti marziali ma ti ritrovi un filmino amatoriale, Oppure ti vende un film western anti razzista e ti ritrovi uno stronzo a forma di banana in tasca.
    Tarantino ha creato mode, non ha rivoluzionato niente. Se lo pensi è perché non conosci il cinema, non hai visto altri film che quelli successivi agli anni… 90, tiro a indovinare. Si vede che sei un marmocchio. Uno della della porrocchia, e hai il tipico risentimento del chierichetto cui il prete ha chiesto di raccogliere qualche monetina di troppo. Fatti qualche bel trip di film del passato, non solo americani, e scoprirai che i tuoi due idoli non hanno inventato un cazzo, al massimo se lo sono fatto puppare dalle varie attricette con i soldi degli incassi.
    Il professore matto ti piace, lo so. Non lo vuoi ammettere. Ma è il tipico film che parla degli argomenti alla base della tua vita in sagrestia.

    • Axel Folle

      Ma che cazzo intendi per rivoluzionare. Per te per essere un regista grosso questo deve rivoluzionare? Puoi anche essere un regista della madonna senza rivoluzionare un bel casso di nulla forse, dipende che intendi per rivoluzionare. Ma forse non intendi una sega e come al solito parli di un bel cazzo di nulla.

    • Enrico

      Tra Rodriguez e Tarantino preferisco tutta la vita il primo, almeno è un regista che si diverte a fare film come Machete e non gli interessa di niente altro, ma forse l’unica vera differenza tra i due è che Rodriguez è considerato un regista di serie B che fa film fracassoni e basta, mentre Tarantino è stato convinto dalla massa che è un maestro del cinema moderno è vero che con i suoi due primi film aveva imboccato la strada giusta, ma considerando che schifezze che ha prodotto dopo uno fa fatica a ricordali, il vero nemico di Tarantino sono i suoi fans che dimostrano sempre di essere poco intelligenti in generale e di essere dei pessimi o per nulla conoscitori del cinema, infatti tutte le volte che tocchi Tarantino ho notato come ti attaccano sempre sul personale, con cose del tipo:”Ti rode che Tarantino è un genio” oppure “sei invidioso” oppure vanno sul cinematografico con cose come:”Meglio tarantino che i mattoni cinematografici che ti vedi tu” i quali mattoni secondo il loro immaginario dovrebbero essere forse qualcosa come “C’era una volta in america” che credo forse abbiano intravisto in tv o qualche film alla “Corazzata Potemkin” di fantozziana memoria, la cosa grave che non si accorgono che loro paradossalmente sono più vicini al direttore di Fantozzi che con il Fantozzi stesso; questo dimostra che il loro livello intellettuale e culturale è tarato sul grande fratello o San Remo, difendono Tarantino come difenderebbero qualche vippetto alla Costantino Vitigliano o qualche personaggio di X factory, con un pubblico come questo il povero Tarantino non si accorge nemmeno di sbagliare, ormai lui e il cinema sono su due frequenze differenti

  6. Hayao Mikakazzi

    “Machete happens”

  7. Imperatrice Pucciosa

    Per me la cosa migliore della saga di Machete è il finto trailer prima di Planet Terror.

  8. Enrico

    L’unico che ne esce bene oltre a Trejo con la sua dote unica di saper stare da dio in scena senza il minimo sforzo è Cuba Gooding Junior, che forse nel film è il più attore di tutti quanti, Lady Gaga non si capisce perché ancora provano a farla sembra sexy, lo volete capire che è inutile, mentre Michelle Rodriguez che è sexy si impegna sempre al massimo per non sembrarlo.
    Amber Heard la potevano sfruttare meglio o farla morire in modo più divertente, per il resto la sceneggiatura è sempre a corto di ossigeno, ma il film fa bene il suo scopo.

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