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Drive: la curva, la strada, la folla che grida MIRACOLO

Io, l’ultima volta che sono uscito dal cinema con questa sensazione in testa, mi ricordo benissimo quand’era.
Prima vi dico quand’era, poi vi racconto la sensazione.
Era una rassegna “Venezia a Milano”, anno 2005, il film era Lady Vendetta e la proiezione era stata una bella caciara di cinefili impazziti, travet traumatizzati, critici accalorati, vecchie gesticolanti. Per tutto il film la gente aveva riso durante le scene di morte, era morta durante le scene di riso, aveva applaudito a vanvera, sparato pregiudizi con la cerbottana e infine dibattuto animatamente nel foyer, tra mani al cielo, indici ammonitori, nasi arricciati, «OldBoy era più bello» e Quentintarantini come se piovesse. Una marea di cazzate, per lo più, ma mosse da una certa inquietudine, da un subbuglio di fondo. Era un film che non aveva lasciato indifferente nessuno, e non per modo di dire. Il merito di tutto ciò era di una persona sola.
Uscii (era la seconda volta che vedevo il film), osservai la folla, e pensai: «Ecco un regista che ha evoluto il suo stile al punto da averne il controllo assoluto: gira quel che vuole, come vuole, con un talento che in questo preciso istante non ha pari. Stasera Park Chan-wook ha preso in mano la testa di trecento persone e l’ha orientata come voleva lui. Schiaffi forti con guanti ricamati, tu zitto e godi».
Se avete una minima idea di quel che sto dicendo, se è capitato anche a voi di uscire da un cinema e dire «Questo regista può cambiare o ha appena cambiato le sorti del mondo», allora ci sono forti probabilità che dopo aver visto Drive il vostro stato d’animo sia più o meno questo (tenete pure il video acceso mentre leggete il resto del pezzo, se vi va):

Il nostro amico Nicolas Winding Refn, finora «giovane e interessantissima promessa», non voleva nemmeno farlo, Drive. Lui era andato in America per girare il remake di La fuga di Logan insieme a Ryan Gosling, poi Ryan Gosling gli ha messo in mano la sceneggiatura e gli ha detto: «C’ho in mano questa sceneggiatura di Drive. È una roba di crimine e vendette mafiose di second’ordine, l’ha scritta uno che si chiama – figurati – Hossein Amini, tratta da un romanzo. Dirigila tu». E a quel punto Gosling ha inclinato un po’ il naso di lato e Refn si è convinto.

Apro parentesi. Non lo so come fa, ma Gosling mette il naso di lato, fa lo sguardetto di sbieco, sta lì con le spalle appoggiate addosso – non so come dire – insomma fa il suo Gosling noncurante: ebbene, le donne SI PISCIANO ADDOSSO. Si pisciano addosso, fanno amicizia tra loro e si battono i cinque alti. Poi Gosling se le scopa tutte, e la mattina dopo fa trovare a ciascuna un cioccolatino sul cuscino. Dovrei odiarti, Gosling, eppure chissà. Sarà che sei proprio bravo e ti carichi un personaggione pressoché muto su due espressioni due, e c’hai il fisico e ne sai a pacchi. Sarà che nei miei ricordi somigli a un mio biscugino, quello che quando ero piccolo piccolo si vestiva da Babbo Natale e mi portava i regali, e io ero tutto spaventato di vedere Babbo Natale. Lui poi si è sposato e il matrimonio è finito malissimo quasi subito. Chissà che fine ha fatto. Chiusa parentesi.

Ecco, fermo così. Ma come fai?

Convinto Refn, gli si dà questa sceneggiatura di second’ordine – una sceneggiatura che avrebbe potuto benissimo dirigere Alan Smithee e interpretare Chris Klein e nessuna videoteca se ne sarebbe accorta – e si lascia che il Refn lavori. E cosa ti fa il Refn. Innanzitutto ti chiama un cast che è la fotografia perfetta di tutti coloro che IN QUESTO PRECISO MINUTO DEL 22 LUGLIO 2011 sarebbe incredibile vedere tutti insieme sul grande schermo in un film di macchine e vendette mafiose. Click: Gosling, Carey Mulligan, HEISENBERG, Joan di Mad Men, Hellboy e quello che faceva la voce del babbo di Nemo nella parte di un mafioso cattivissimo. «Ma papà…» «Zitto e SBAVA». Poi parte il film, e ora finalmente ne parliamo. Drive. Le FAQ su Drive:

1) Drive è un film di genere?
Sì, assolutamente. È un film con le rapine e la mafia. Lui di mestiere fa l’autista freelance di rapine.

2) Ah, ho capito, sarà un film super cool, super stylish.
Refn ha un’idea tutta sua di cool e stylish. È un’idea che prende la tua idea di cool, ci si pulisce il culo, mette al suo posto la tua idea di uncool, e dice «qui ora ci vive lei». E pensa un po’? Ha ragione lui. Entrerai al cinema pensando che le rapine cool siano Ocean’s Eleven, ne uscirai con un fetish per i giubbini imbottiti argentati e i font in corsivo rosa. Drive è un film col font dei titoli in corsivo rosa e la musica anni Ottanta. Sicuro come l’oro che sui 400Calci non si era mai parlato di un film col font corsivo rosa.

Qui io c'ho un impeto un po' matrimoniale

3) Quindi è una frociata da cinefili?
C’è una scena in cui Gosling in ascensore sfonda la faccia a uno A CALCAGNATE. Scusa lo spoiler. Ma pesa, dura, insistita, con uno scarto di tono assurdo rispetto a quel che si era visto un momento prima.

4) Quindi è la solita tarantinata.
Allora, stammi bene a sentire, stronzo. Drive è un film di Refn. È dal 1992 che ci ammorbate i coglioni dicendo tarantino ogni benedetta volta che su uno schermo qualcuno spara a qualcun altro indossando un cravattino. Per caso dici anche spike lee ogni volta che compare un boombox? (Vabè, in quel caso avresti ragione, NdL). Sai invece chi non c’entra un cazzo con Tarantino? REFN. Drive è il film di un regista che, messo di fronte a un lavoro su commissione, si riscopre GENIALE e dà un timbro, un’impronta, un tono personalissimo a una storia scontata, facendo SCATURIRE DAL NULLA, solo grazie all’ARTE, tutto quello che lo sceneggiatore manco s’era sognato di metterci: figaggine assoluta, rivoluzione copernicana degli inseguimenti in macchina, romanticismo svergognato. Violenza totale quando meno te l’aspetti, pudore lirico quando più ti aspetteresti un crescendo gore. Bambini che non danno fastidio. Cani e gatti che vivono insieme. Le fossette di Carey Mulligan. Chissà, forse lo sceneggiatore sì che scriveva pensando “Figata tarantino LOL”. Ma a Refn non gliene frega un cazzo del pulp degli anni novanta né di quello che vuoi vedere e sentire: lui decide, lui ha un’idea chiarissima del passato, dei film di macchine degli anni settanta, dei noir, delle colonne sonore tutte synth ottantone: è un’idea decentrata, stortina, rallentata. È un mondo dove si aspetta un paio di minuti prima di rispondere, poi si dice ok, e si va senza alcun pudore a fare una gita d’amore inespresso tra i canali fognari, con una luce di tramonto che non si vedeva dai tempi delle VHS. E i rallenty, vuoi che non ci siano i rallenty? Rallentoni svergognati a pioggia, e tutti perfetti, tutti imposti con la sbruffonaggine di chi s’è risvegliato il più bravo di tutti. Non gli puoi contestare una scelta, al Nicolas Winding, in questo film: puoi solo cascare in tutte le sue trappole, farti prendere a schiaffi col guanto di cuoio che fa gnik, e battere le mani a ripetizione. Vi aspettavate un onesto prodotto di motori, un vuoto esercizio di stile, una copia fuori tempo massimo di Friedkin e soci? Ecco qua che ci ha spiazzati tutti. Qui siamo a un altro livello, il film è una BOMBA, e all’uscita dal cinema la gente bercia indecisa e basita, proprio come allora.

Sì però 'sti europei...

5) E quindi, dimmi, ma
Zitto. Parlo io. Fammi concludere parlando dell’inizio. I primi dieci minuti di Drive sono una roba che io mi volevo alzare e dire ochèi, se il film si mantiene tutto a questo livello mi viene un ICTUS. Un inseguimento in macchina muto, tutto dall’interno dell’abitacolo, con le macchine della pula ai semafori e le luci degli elicotteri che piovono dall’alto. Unico commento, la voce della radio della polizia che anticipa e gestisce l’azione. Tò, qui ci sono i primi due minuti. Quei due rapinatori non li rivedremo mai più.

Ovvio che la clip si ferma sul più bello, ma è una cosa da piangere, quell’inizio. Una tensione viscerale, da action purissimo, compressa dal virtuosismo controllato di Refn: un virtuosismo che non raffredda, nient’affatto, ma lascia sempre chiuso il coperchio della pentola. Lo aprirà quando pare a lui, ogni tanto, così, accompagnato da una canzone dei tempi miei.

Genere purissimo da un autoraccio che disorienta le platee. È amore? È amore.
Ora io bramo di vedere QUESTO Refn alle prese con un’altra sceneggiatura di genere, ma se possibile più originale, più densa, più interessante. Magari, che so, «un western moderno in cui un gangster e un poliziotto risovlono i loro problemi a colpi di thai boxe»?
E così sia. Grazie, genio della lampada!

DVD-quote suggerita:
«Finché vedrai sventolar bandiera REFN, tu saprai che qui si REFN»
(Luotto Preminger, i400calci.com)

>>IMDb/Trailer

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113 Commenti

  1. Cazzo @Lucy
    anche per me LA Confidential è un super mega movie: Ellroy mai così vicino.
    Russel è Bud White, totale e assoluto, identico a tutti i miei amici poliziotti che li sgami subito per gli occhi che hanno. Peccato la sparatoria finale sia una marchetta, ma si perdona tutto ad un film così- Curtis Hanson non ci concederà mai il bis.
    Sul Noir ti bacchetto, dolcemente, in punta di nasino. Il Noir non è cosa vecchia. Il noir è quando il film, o libro, ti fanno DIVENTARE la vittima e ti fanno sentire tutto quello che le succede mentre è vittima del male senza senso che la opprime, fino alle estreme conseguenze. Ma non smette, il Noir, nemmeno un secondo, di farti diventare/sentire anche la gioia/sofferenza che prova il carnefice nell’espletare i suoi rituali di scarnificazione della vittima.
    Per questo De Niro, che dice di Drive “il miglior noir mai visto”, non sa di cosa parla quando non parla di coca.
    Anche per me Insider è oltre.
    Ma il remake di Per un dollaro d’onore dovrebbe farlo il John Woo di The Killer. O al massimo Johnny To di PTU. Altrimenti mi arrabbio ;)

  2. Luotto Preminger

    @ Ste e Lorena: Cari coniugi, voi siete bravi. Ma le magliette sono solo di Drive o c’è anche lo slogan del limonare duro? No perché devo capire se si tratta di magliette belle o magliette AWESOME.

    @ Harry: cazzo, pure tu però, non faccio in tempo a girarmi un attimo che ti sei già diffuso a macchia d’olio sui commenti di NON UNO MA DUE post su Drive…

  3. Phoenix

    @Harry Ma non avevi detto che avevi visto valhalla bronson e drive ma non ti sei visto i 3 pusher (che non sono un film ma 3)? Valhalla e bronson io li toglierei dalla lista :) Non vedo come possano piacere a qualcuno.

    Cmq sicuramente non è merito solo del regista, ma vale anche per gli altri film, devo dire però che gli attori in pusher e drive spaccano, a differenza della maggior parte dei film.

    Collateral è un film d’azione, non centra niente con drive che è un film dove c’è anche azione dentro.

  4. STE

    magliette semplici, scritta drive davanti, scorpione dietro. x il limone duro nn ce la siamo (ancora) sentita…

  5. Reggie Hammond

    Caro Luotto, questa è la recensione più vicina a ciò che questo film mi ha trasmesso.

    Sàppi che la sto spammando come se non ci fosse un domani da mesi (lo vidi la prima volta a giugno per “Cannes a Roma”).

    Grazie.

    Ecco, mi sono pisciato addosso.

  6. userisdead

    film dell’anno. screener di merda, mozzato con l’accetta sul finale e Badalamenti (?) nei credits. noir ca-no-ni-co, dall’ordine al disordine, il meccanismo perfetto (i cinque minuti) che si inceppa per sfiga e allora tutto procede verso il caos. empatia totale per il cattivo che ti ammazza, avrei voluto che mi scannasse con l’intero campionario di lame, ancora e ancora, oh, sì. recensione entusiasmante, letteralmente. (ma anche quella di cobretti eh, non ci facciamo mancare nulla). grazie.

  7. @Lu8
    Sapevo di dovertelo, in ogni caso:
    http://imageshack.us/photo/my-images/822/fotoghx.jpg/
    Adesso, se tu volessi pareggiare, dovresti vedere lo screener.
    Perché lo screener è MIGLIORE, sotto molti punti di vista.
    Specialmente il finale.

  8. landolfo valentino

    Ho letto questa recensione con due anni di ritardo, partendo da quella di Getaway (lammerda). Ti voglio ringraziare: è la recensione definitiva!

  9. Vin Senza Piombo

    Lo capisco, è tardi.
    Grazie per avermi fatto scoprire questo (IMHO) capolavoro.
    La scena dell’ascensore adesso è ufficialmente la mia scena preferita.

  10. Gabriel Puntello

    Ore 02.34 di un qualunque giovedì notte di merda della vita del sottoscritto, che dopo un 18 ore filate (really!) di lavoro, un’oretta e mezza di sonno e un’altra mezz’orata di coma (sempre in ditta, of course), decide, prima di ricominciare, di dare una sbirciatina ad internet e vede il trailer di Drive… un fim che ha già visto tempo fa, in compagnia, un po’ sì e un po’ no… ma sarà che questa notte è particolarmente silenziosa, oppure il caffè appena preso ha avuto il suo effetto (non sempre succede!!)… beh: lo trovo in streaming (sub ita… mi ricordo che a suo tempo, dopo averlo visto in lingua originale, ne vidi un pezzetto doppiato che a tra poco mi prese un coccolone: un altro film… in peggio!) e mi dico: Gabriel, solo 5 minuti e poi si riparte, eh?
    Sì, ma proprio lì sta la fregatura: i primi CINQUE minuti di Drive sono ad un livello top, ma così top che… beh: altri 10 e poi si ritorna al lavoro, eh?… Sì, come no? E infatti è NO. Me lo sono sparato tutto in vena, ed appena finito mi son detto: porco cazzo! Ma è… è… E’ !!! E la sensazione che lascia è… è… E’!! Come descrivere tutto ciò? 6 anni fa non mi ricordo che già vi leggevo, e cmq non attentamente, e chissà che ne dicevano i calcisti?
    E niente, leggo la rece di Luotto e trovo spiattellato il copia/incolla di quello che ho visto/udito/sentito/SENTITO, ma fatto in una maniera che manco in cent’anni ci sarei arrivato!
    Tnx Mr. Preminger: sono le 02.56 , e di solito a quest’ora sono sempre col fegato annodato per la giornata che mi aspetta. ADESSO NO.
    Tnx again.

  11. Gabriel Puntello

    E comunque, su “…Refn ha un’idea tutta sua di cool e stylish. È un’idea che prende la tua idea di cool, ci si pulisce il culo, mette al suo posto la tua idea di uncool, e dice «qui ora ci vive lei». E pensa un po’? Ha ragione lui….” mi hai stampato infiniti sorrisoni! xD!

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