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Prove generali di fuga: Elephant White

07/06/2011 | recensioni | di Nanni Cobretti

Il poster di "The Expendables" inquadrato al minuto 0:32 mi pare un chiaro tentativo di corruzione nei miei confronti

L’esistenza stessa di questo Elephant White coglie un po’ di sorpresa. Tutti noi abbiamo visto i film di Tony Jaa diretti da Prachya Pinkaew, a cui si aggiunge ovviamente anche Chocolate con Jeeja Yanin (quel “tutti” è un modo delicato per dirvi, nel caso, “andate, recuperate, e tornate a leggere fra 270 minuti circa”), ma chi se lo sarebbe immaginato che sarebbe stata la mente dietro ai quei film, piuttosto che le ben più appariscenti braccia (e gambe, e soprattutto ginocchia), a sbarcare per prima negli Stati Uniti? Le circostanze rimangono nebbiose, trattandosi dopotutto di un progetto piccolo piccolo, un DTV dalla trama generica con due protagonisti insoliti per questo sottogenere: Djimon Hounsou e Kevin “Leggenda” Bacon.
Partiamo da Djimon Hounsou: i credits dicono “A Djimon Hounsou and Nu Image Production”, e quindi un responsabile è facilmente individuato. Niente di male in tutto ciò, anzi: il mondo ha decisamente bisogno di più film con Djimon Hounsou protagonista, ma mooolti di più, diciamo più di uno, e se l’unico modo che ha è farseli da solo ben venga. A quel punto l’ambientazione thai e l’elefante nel titolo hanno reso la scelta di Pinkaew praticamente obbligata, e chissà che Djimon non diventi per lo scaltro genietto di Ong Bak ciò che Van Damme fu a suo tempo per John Woo. Il nostro Prachya ne approfitta in ogni caso per testare le sue ambizioni in situazioni produttive più professionali senza troppa pressione addosso.
La trama è semplice: Djimmy – posso chiamarlo Djimmy? o magari Djimbo? facciamo Djimbo – Djimbo fa il cecchino che vive in Thailandia. A un certo punto uno lo paga per uccidere delle persone responsabili di un traffico di prostitute minorenni. Lui si fa aiutare da Kevin “Leggenda” Bacon il quale, inspiegabilmente, si riduce a fare il Mum Jokmok della situazione, ovvero la spalla comica. Che come se non bastasse è inglese. Si chiama proprio “Jimmy the Brit”. Per cui c’è Kevin Bacon che fa l’imitazione dei gangster di Guy Ritchie. Malissimo. E con funzioni comiche. Tipo che il suo personaggio è un trafficante d’armi che colleziona armi usate nei film e sogna un giorno di mettere su l’equivalente dell’Hard Rock Café ma con le armi. E ha una pistola usata da Clint Eastwood in… Per un pugno di dollari? Callaghan? Gli spietati? No: Pink Cadillac. Sticazzi, eh? Insomma, è sprecato in maniera eclatante. La cosa pesa è che tu comunque lo vedi buttato via in un ruolo non suo in cui normalmente piazzerebbero il primo disperato aspirante comico da due soldi di Hackney Wick in un DTV che nessuno si filerà e pensi “qual è la prossima? Sean Penn che fa il commissario di polizia vicino alla pensione in un film con Ted Di Biase Jr?”. Poi, nonostante stia recitando malissimo, tipo la sua interpretazione peggiore di tutti i tempi, spesso ti sorprendi comunque a pensare anche “Kevin Bacon miglior attore dell’Universo”. E questa è un po’ la sua magia.

Comunque: per motivi che mi sfuggono perché mentre li spiegavano ero giù in cucina a estrarre la pizza dal forno, Djimbo si tira dietro una thailandesina discinta barely legal con cui scambia discorsi filosofici per metà film intanto che aspetta di sparare a gente a caso dalla finestra. A un certo punto vedono un elefante bianco e Djimbo chiede “perché lo hanno pittato?” e la thailandesina discinta barely legal risponde “ma non è pittato, è bianco di suo” e questo, visto il titolo, per qualche motivo dovrebbe spiegare il concetto di tutto il film. Essendo che Djimbo è nero immagino per esclusione che sia una metafora per Kevin Bacon, ma in questo caso non la capisco.

Non saprei vendervelo meglio di così

Segue film d’azione abbastanza standard, dominato dall’enorme Djimbo, affossato da dialoghi orribili (ma non come quelli di Ong Bak, per cui in un certo senso ci va pure bene), permeato da filosofia spicciola non richiesta e da una fotografia dai bellissimi colori (se avete il bluray), e punteggiato per lo più da scene d’azione piuttosto standard. Con due eccezioni.
Dal mucchio estraggo i seguenti due reperti:
a) la scena in cui Prachya Pinkaew gioca in casa e fa inseguire Djimbo e Kevin per le stradine coi mercatini, ma essendo che al posto di Tony Jaa ha a mano due persone normali, invece che vedere SuperTony che cammina sulle teste delle persone in piedi vediamo Kevin Bacon che cammina sugli stomaci delle persone sdraiate. Per cui qui ho dovuto mettere pausa e ridere con calma per circa 15 minuti.
b) la scena in cui Djimbo ammazza tutti nella foresta muovendosi come un fottutissimo devastante ninja. Roba di cui ci ricorderemo ai prossimi Sylvester.
Il resto del film però non è un gran ché, ed è meglio se sorvolo sullo sconcertante finale alla Shyamalan.

Prima il poster di "The Expendables", poi Stankovic in tv: direi che si tratta ufficialmente di tentativo di corruzione.

DVD-quote:

“Vorrei più film con Djimon Hounsou protagonista, grazie”
Nanni Cobretti, i400calci.com

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Sucker Punch: robe di trama, fantasia e gente visionaria.

29/03/2011 | recensioni | di Casanova Wong Kar-Wai

Non mi ricordo quando c’è diventato, ma Zack Snyder è “il regista visionario”. Penso sia accaduto ai tempi del suo 300. La stampa tutta ovviamente non sapeva che pesci pigliare: nessuno che avesse mai letto la graphic novel di Miller, nessuno che sapesse chi fosse Zack Snyder e c’era un pezzo da chiudere entro poco su un film con dei muscolosoni che se menano. Difficile, oh! Per cui mentre erano tutti intenti a scrivere delle gran fregnacce, qualcuno deve essere rimasto affascinato dalle immagini del film del giovin Snyder e accostò poi a quello strano nome l’aggettivo “visionario”. Poi sapete come vanno queste cose, no? I cialtroni della stampa si copiano uno con l’altro. “Scrivi che è visionario! Me l’ha detto un mio amico che vive in Australia e che giura che quest’anno uscirà che sto qui è visionario!”. Da allora, quando esce in sala un suo film, abbiamo un punto a cui aggrapparci. L’affiche di Watchmen diceva: dal visionario regista di 300. Quella di Sucker Punch recita: dal visionario regista di Watchmen e 300. Fantasia al potere. Ora, è sbagliata questa definizione? Perché mi son messo subito a far della polemica?

Ma grandissimo che mi hai dato del visionario!

Ma grandissimo che mi hai dato del visionario!

In primo luogo perché mi da fastidio quando le cartelle stampa si fanno verbo e la gente lavora copiando accazzo. E poi perché che Snyder sia un regista visionario è vero fino a un certo punto. Cosa intendiamo per visionario? Mettendola nel modo più semplice possibile, uno è visionario se crea un mondo inedito, se riesce a dare forma alla sua propria e personale e unica immaginazione. Vogliamo dire che Terry Gilliam è un visionario? David Lynch? Zack Snyder, per ora, non ha mai fatto una cosa del genere. Teniamo fuori per comodità il suo esordio, il remake di Dawn of the Dead. 300 faceva impressione per la cura con cui si ricreavano su grande schermo le tavole di Miller. Watchmen faceva impressione per la cura con cui si ricreavano su grande schermo le tavole di Dave Gibbons. C’è da dire che non ho visto Il Regno di Ga’Hoole -- La Leggenda dei Guardiani, ma sono sicuro che il film facesse impressione per la cura con cui su grande schermo prendesse vita l’universo creato da Richard Cowdry. Questo, attenzione, non è una critica al povero Zack. Lui fa quello che gli viene chiesto e lo fa alla stragrande. Personalmente a Zack io gli schiaccerei un bel po’ di cinque alti che ogni volta che sono andato in sala a vedere un suo film sono uscito gasato come se avessi ancora 15 anni, ma non lo chiamerei un regista visionario. Zack è un regista capace di capire e ricreare dei mondi. I titoli di testa di Watchmen, che adesso ci riguardiamo, in questo senso sono particolarmente esplicativi del suo talento.

Cazzo, che bombetta! Mi emoziono sempre. Avete visto comunque cosa intendevo prima, no? Questi titoli di testa sono perfetti nel rendere tangibili una serie di mondi, di universi (diversi, tangenti, sovrapposti, distopici) che sono proprio quelli messi su carta da Alan Moore. Non sono tanti i registi che possono stare dietro alla scrittura di Moore. Snyder ce l’ha fatta. S’è inventato qualcosa? Secondo me no. Ha svolto il suoi lavoro egregiamente convincendo grandi e piccini, senza inventarsi nulla. La cosa però gli ha permesso di guadagnare un certo credito presso produttori e gente che conta della Hollywood che conta (ricordiamo che, dati alla mano, Watchmen ha incassato in tutto qualcosa come 185 milioni di dollari). Per cui ovviamente qualcuno gli ha dato la possibilità di portare al cinema il suo primo progetto personale. Un film da lui pensato, scritto e immaginato. Le cronache vogliono che Sucker Punch fosse pronto da anni, che dovesse finire al cinema prima di Watchmen ma che per problemi e cazzi e mazzi vede il buio della sala solo oggi. La cosa però importante è che Sucker Punch è la prima vera prova solista di Snyder. Il film è uscito questa settimana e nell’arco di poche ora ha guadagnato un bel po’ di stroncature e di recensioni feroci. Un po’, onestamente se le merita, ma spesso non si centra il bersaglio.

Una povera incompresa (colla fazza sofferta)

Una povera incompresa (colla fazza sofferta)

Mi rende nervosetto leggere che Sucker Punch è deludente dal punto di vista narrativo. Per lo stesso motivo per cui c’eravamo incazzati con Curzio Maltese all’epoca della sua recensione de I Mercenari. Stupirsi che un film del genere ha una trama esile è una roba, minghia, che ti dovrebbero spezzare la penna. Ci arriva fortissimo per esempio Maurizio Porro, che apre la sua recensione sul Corriere della Sera con un “La trama? Si fa per dire!”. E qui secondo me il Corriere dovrebbe offrire ai propri affezionati lettori un servizio. Dopo frasi del genere dovrebbero mettere un tasto rosso che lo schiacci e parte a volume Ibiza, Gopher di Yma Sumac tratta dal suo album Mambo! Pa pa pa pà! Io non voglio per forza di cose essere polemicone, ma per dio, ma perché? Ora, sedetevi. Siete seduti? Vi devo dare un’importante notizia. Non so se i vostri giovani cuori reggeranno a una botta così forte. Pronti? Sucker Punch non punta tutto sulla trama. Lo so, è incredibile a dirsi, ma un film dove dal trailer si intuiva che c’erano delle ragazzine fighe mezze biotte con delle spade e dei fucili che prendevano a botte dei megasamurai giganti, non vincerà l’Oscar come miglior sceneggiatura originale. Lo so, è pazzesco. Ma bisogna farsene una ragione. La trama di Sucker Punch è poca cosa.

Un'importante svolta narrativa

Un'importante svolta narrativa

Baby Doll, una ragazzina bionda con la fazza di plastica, l’aria da Lolitona e le labbrone carnose, viene internata da un patrigno cattivo in un ospedale psichiatrico. La si vuole lobotomizzare per mettere le mani su una ricca eredità e per insabbiare un paio di torbidi segreti. Nell’ospedale la ragazzina conosce altre fanciulle più o meno nella sua stessa condizione. Per non perdere ogni speranza, Baby Doll crea dei mondi fantastici, delle bugie a scatole cinesi, nelle quali vive delle incredibili avventure insieme alle sue nuove amiche. Punto. Due righe e mezzo di trama. Per cui come ci si può stupire poi se la trama è poca cosa? Ci ho messo anni e anni e anni a capirlo, ma io che sono illuminato da intelligenza divina vi posso dire questa grossa verità: evidentemente Snyder non punta su quello. Sucker Punch è un film che gioca per vincere facile con tutto quello che ha funzionato nel cinema (o nell’immaginario collettivo) negli ultimi anni. Facile, facile: burlesque, ragazzine carine e sexy, mazzate forti, videoclip, mech, zombie nazisti, anime, videogiochi, fantasy, robot, eccetera eccetera. Ancora una volta Snyder non si inventa nulla. Qui semplicemente somma. Ognuno di noi, dopo aver visto il trailer ha pensato: “Cazzo, c’è TUTTO! Non può essere sbagliato!”. E in parte è così, ma ci sono anche una lunga serie di difetti con cui fare i conti.

Puntare tutto sulla trama

Puntare tutto sulla trama

Andando al sodo, che cos’è Sucker Punch? Un musical con dei grandi numeri e una sceneggiatura (decisamente) imbarazzante. Snyder e tale Steve Shibuya (uno che ha lavorato a Killer Klowns, non a Quarto Potere) non hanno la mano leggera in fase di scrittura. Il loro è un mondo che funziona con una struttura simile a Inception (vari livelli di sogno) dove -- con una buona scusa che non vi svelo, giusto per lasciarvi quel mezzo secondo di stupore in sala -- ci si permette di bloccare la linea narrativa principale, per farla procedere con “il numero”, ambientato nel mondo dei mostroni. Quali sono i problemi, dunque? Sono di due tipi. La prima pecca è la fantasia: il meccanismo narrativo di Sucker Punch si ripete in continuazione. Ripeto, la trovata iniziale è tutt’altro che banale, ma alla quinta volta ha ampiamente esaurito la sua potenzialità. Il secondo problema è più complesso. L’altro giorno leggevo un po’ di commenti preventivi sul film. Uno mi ha colpito particolarmente. Un semplicissimo: “Non vedo l’ora! Sarà LA tamarrata!”. Ora, è tamarro Sucker Punck? Sì, certo. Ma la scopo di Snyder, quello che lui pensa, è un altro. Snyder non gioca in squadra con il nostro superamico Paul W. S. Anderson. Zack Snyder vuole condividere lo spogliatoio con Zhāng Yìmóu. Le sue acrobazie tecniche, i suoi rallentì, le sue furiose accelerate, il suo saturare il quadro, esasperare ogni elemento, mira fastidiosamente ad essere Arte. Durante la proiezione ho provato la stessa identica sensazione provata durante la visione de La Foresta dei Pugnali Volanti. C’è una fastidiosa vocine che attraversa questi due film e che dice: “Hai visto? hai capito cosa c’è dietro? Non si tratta di mazzate: qui, caro mio, si parla di mise-en-scène, di un grande regista capace di scendere a patti col genere per dire la sua”. E a me quella vocina lì da molto fastidio, perché mi sa di falsa. I tamarri possono stare sulla pelle, possono risultare fastidiosi, ma stupiscono sempre per spontaneità. Sucker Punch pur mettendo insieme tutti quegli elementi che abbiamo già citato (e che a noi emozionano) non è per nulla spontaneo. Anzi, Sucker Punch risulta freddo.

La fazza preoccupata dell'artista zhang yimou

La fazza preoccupata dell'artista zhang yimou

Detto questo bisogna veramente essere RIMBAMBITI per non vedere che Snyder ha del talento vero, che la prima sequenza è un prodigio clamoroso di sintesi, che alcune trovate sono estremamente divertenti, che è bravo a girare, che è in grado di gestire con intelligenza un quantitativo di elementi talmente differenti ed esagerati che in mano ad altri sarebbero semplicemente esplosi e risultati ancora più estranei l’uno con l’altro. Difficile non esaltarsi quando Zack decide di mettere la freccia, accelerare forte e superare tutti. Se ti capita di vedere dal vivo gli Slayer, magari non è il tuo, non apprezzi il genere e le canzoni finiscono per assomigliarsi tutte. Comprensibile. Ma se non ti accorgi che una pacca così ce l’hanno in pochi, vuol dire che hai un problema. Visto che m’è sfuggito il paragone musicvale, due parole sull’orribile colonna sonora che mette insieme una serie di cover di pezzi a tema (Sweet Dreams degli Eurythmics, Where’s My Mind? dei Pixies, Asleep degli Smiths, White Rabbit dei Jefferson Arirplane) rifatte da gente senza Cristo come Emiliana Torrini e Skunk Anansie. Dal punto di vista attoriale, senza voler scomodare le piccolissime parti per Jon Hamm e Scott Glenn, non si salva nessuno se non la simpatica Jena Malone. Che forse, a voler essere onesti, la salvo solo perché la limonerei durissimo.

Ma poi ti chiami Jena! Ti rendi conto?

Ma poi ti chiami Jena! Ti rendi conto?

DVD-quote suggerita:

” Che pepperino quel visionario del Zack! ”
Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

>> IMDbTrailer

Break pubblicitario: The Black Mamba

21/02/2011 | divagazioni | di Nanni Cobretti

Concettualmente questo spot di Robby Rodriguez e Kobe Bryant per la Nike è di una tristezza che è inutile sottolineare.
Però:

  • Rodriguez la fa meglio del 95% delle persone che mi vengono in mente (il che non significa necessariamente che gli dò la sufficienza)
  • vedere Danny Trejo che lavora fa sempre piacere. Qui addirittura ha gli artiglioni, e gli donano.
  • Bruce Willis fa lo stesso ruolo di The Expendables, e lo fa di nuovo alla grande.
  • Kanye West!!! Mi ha fatto ridere. Chiedo scusa.

A voi The Black Mamba: attenzione, vi succhierà l’anima.

Ripensandoci, alla luce di tutto ciò Machete acquista una luce ancora più deprimente.

Violenza Domestica: Febbraio 2010

01/02/2011 | divagazioni | di Jean-Claude Van Gogh

USCITE ITALIANE

Smash Cut, Lee Demarbre (2009)

E’ da tempo che mi riprometto di recuperare sta roba ma ogni volta non ce la faccio. Non ce la faccio proprio. Sarà la premessa, sarà che mi sembra assurdo scomodare faccia e lavori di un maestro come Herschell Gordon Lewis, sarà che Jesus Christ Vampire Hunter mi stette qua come il cappone a colazione, sarà Sasha Grey vestita. L’unico motivo per cui mi sento di consigliarvelo è la recensione positiva e piena d’amore del Cobretti. Di solito è un buon motivo per recuperare anche i peggiori film del pianeta.
Uscita: 3 Febbraio – TrailerIMDbCompra

I Mercenari, Sylvester Stallone (2010)

Come se ci fosse qualcosa da dire. No, in realtà è solo una scusa per postare più volte possibile questo poster. Ma avete visto che prima ho scritto Mis(s) Tette?
Uscita: 3 Febbraio – TrailerIMDb Compra

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The Horde,Yannick Dahan e Benjamin Rocher (2009)

E’ quel famoso film con gli zombi francesi che fanno cervaaaaaaauuuu! cervaaaaauuuuu! con un fare molto figo e radical e chic. Possibilmente con un qualche cappello in testa. E che puzzano come il fromage. Potrei anche giocarci un qualche euro che stan lì per metaforizzare le cagate di Sarkozy. Questo perchè non l’ho visto, neanche al cinema, non so perchè, non ne avevo voglia, ma i francesi a far gli horror son bravi e ci spendono una valanga. Rece.
Uscita: 22 Febbraio – TrailerIMDbCompra

The Town, Ben Affleck (2010)

Bravi, bravi tutti. Delle rapine così belle non le vedevo da un po’, forse dall’incipit de Il Cavaliere Oscuro, e nell’era dell’internet 2 anni sono come un secolo. Affleck è decisamente più bravo dietro la macchina presa che davanti dove non regge il confronto con un Jeremy Renner piuttosto in forma, quello che lo si riconosce perchè SPACCA tutto ed è proprio bravo. Un giorno ne parlavo con Norman e mi disse: “Lui ha collo e faccia da duro ma cuore sincero quindi vince”.  Se volete saperne di più c’è il Casanova che è sempre il più preparato di tutti.
Uscita: 22 Febbraio – TrailerIMDbCompra

Death Race 2, Roel Reiné (2010)

Il punto sta tutto qua: vi è piaciuto il Death Race del 2008? Se la risposta è sì allora vi divertirete pure con questo a meno che non siate negli integralisti Stathamiani pieni di musse. Tutti se la cavano piuttosto bene e fondamentalmente con un concept del genere è davvero difficile sbagliare in pieno, forse solo se si cerca di andare oltre le esplosioni qualcosa potrebbe andare storto ma per fortuna questo non è il caso. Se la risposta è no allora c’è da chiedersi cosa diavolo ci state a fare qua dentro.
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USCITE ESTERE

I Spit On Your Grave, Steven R. Monroe (2009)

La vera sorpresa è il suo essere bello. Ma bello per davvero. Molto ben bilanciato tra le due parti (rape & revenge), convincenti interpreti, ottima regia, bel gore, gran culo. Un remake del genere poteva essere un gran fiasco ruffiano ed essendo l’originale pieno di difetti poteva uscire fuori peggio e avrebbe avuto tutte le scuse di questa terra,  invece è riuscito a fare quello che un po’ tutti i remake dovrebbero sforzarsi di fare: migliorare le imperfezioni degli originali, prendere il prodotto, capire cosa non va e correggerlo.  Bravi tutti sul serio.
Uscita: 7 Febbraio – TrailerIMDbCompra

Alien Vs. Ninja, Seiji Chiba (2010)

Anche qua vado sul sicuro perchè Nanni lo ha visto al Fright Fest. Dovessi dare un pregiudizio basato sul titolo direi che è un azzardato ed esilarante tentativo di mischiare due elementi pop che in comune non hanno nulla apparte il  riuscire a non farsi vedere a occhio umano, ma non lo voglio dare quindi dimenticatevi quello che avete appena letto. SFUSCHHHH. Ah, dimenticavo, sta per uscire nei cinema grazie agli stessi che ci hanno portato Yattaman. Che bellezza.
Uscita: 7 Febbraio – TrailerIMDbCompra

Primal, Josh Reed (2009)

In sostanza ci sono un branco di australiani (che, ricordiamolo, sono pazzi) in vacanza e cesella cesella iniziano a mangiarsi a vicenda posseduti da chissà quale spirito australiano. E’ sicuramente bellissimo. Nanni lo sa bene perchè lo ha visto, io di solito agli australiani do fiducia a prescindere, o forse più semplicemente do fiducia ai pazzi in generale, però se sono australiani è meglio.
Uscita: 28 Febbraio – TrailerIMDbCompra

Premi Sylvester 2011: i vincitori

20/01/2011 | divagazioni | di Nanni Cobretti
Sly e il suo Sylvester cumulativo per tutti i premi vinti da The Expendables

Sly e il suo Sylvester cumulativo per tutti i premi vinti da The Expendables

I Sylvester! Vi rendete conto? Non avete idea di quanto mi sia dispiaciuto che non ci foste. Vi siete persi una cosa megagalattica. Avremo assegnato, a braccio, almeno 289 premi (per praticità, quest’anno per tagliare sui discorsi di ringraziamento abbiamo ingaggiato Steve Austin, il cui compito era urlare “Bravo! Ora vai via” ad ogni vincitore immediatamente dopo la consegna). E anche se non è come assistere alle cose dal vivo in diretta, vi elencheremo tutto e cercherò di raccontarvi i fatti salienti.

nanni cobretti

Nanni Cobretti

Per prima cosa, però, ringrazio tutti quelli di voi che hanno votato: siete stati tantissimissimi e la cosa ci ha riempito di orgoglio. Abbiamo anche beccato un paio di hacker che hanno tentato di truccare i voti, ma state tranquilli, ora sono in prigione.
Dopodiché: lo sapevate che oggi – sì, proprio oggi – I 400 CALCI compie due anni? Ho ufficialmente mantenuto questo sito più a lungo di quanto abbia mantenuto qualsiasi animale domestico. Sto proprio diventando una persona matura e responsabile…
Prima di passare all’elenco dei premi ci sentiamo però in dovere di riportare una brutta notizia: a seguito della premiazione sono avvenuti alcuni incidenti al Parlamento di Taiwan, dove i Sylvester sono l’evento mondano dell’anno. Guardate il servizio del nostro TG locale:

Ci comunicano comunque che non c’è nessun ferito, a parte una persona al manicomio, per cui possiamo proseguire col cuore sereno augurandoci che simili atti di fanatismo un po’ eccessivo non ricapitino più.

Ma arriviamo al dunque!
In studio con noi il caro amico Norman, che commenterà la premiazione a beneficio di voi che la leggete per la prima volta.

Norman: «Buonasera ai candidati, buonasera al pubblico. Siete tutti molto bravi.»

Via con l’elenco! (more…)

I sani valori di una volta: Hunt to Kill

16/12/2010 | recensioni | di Nanni Cobretti

hunt to killProbabilmente vi state chiedendo com’è che dopo due vaccate fuori misura come Damage e The Stranger si insista a produrre film con Stone Cold Steve Austin nel ruolo dell’eroe, ma dovreste prima chiedervi come mai Nanni Cobretti insiste a guardarli, e la fazenda si complicherebbe inutilmente. Diciamo solo che ho considerato questo Hunt to Kill come un’ultima possibilità, per due motivi:
1) è diretto da Keoni Waxman, che con A Dangerous Man aveva fatto un lavoro più che adeguato;
2) questa cosa davvero pucci per cui gli attori di The Expendables sono rimasti amicici, e mentre Jason, Mickey e Pupazzo si sono ritrovati sul set di 13, qui c’è il trio dei cattivi al completo composto da Stevie, Eric Roberts e Gary Daniels. Mi piace pensare che sia stato girato prima, che tipo Sly da vero esperto Autore con la A maiuscola ci tenesse che l’intesa fra i tre fosse solida per cui li ha prima costretti a fare un altro film assieme.
Ciò rende bellissima la scena introduttiva, in cui Eric e Steve interpretano partners di lunga data in attesa di fare un’incursione in un capannone sospetto, e per un po’ pare proprio un prequel di Expendables in cui scopri come è nato il tenero affetto tra i due. Poi Eric regala a Steve il suo orologio, e voi sapete meglio di me cosa succede nei film d’azione quando uno regala un orologio al proprio partner. Sono appena i primi 5 minuti, ma tanto Eric Roberts non ha nulla da dimostrare, e probabilmente doveva correre a girare Sharktopus.
Tutta questa intro supporta comunque un’altra mia teoria, ovvero che il film si basa su una delle prime bozze scartate di Rambo 4, una storia che avevo già letto in giro in cui un Rambo ritiratosi in montagna viene sequestrato con la figlia e costretto ad aiutare un gruppo di criminali a recuperare un bottino nascosto. Questo spiegherebbe, oltre alla trama identica, la passione del personaggio di Steve per archi e balestre. E anche il fatto che la colonna sonora scimmiotti spudoratamente il tema immortale di Jerry Goldsmith.

It's a looong roooooad...

It's a looong roooooad...

Sistemato questo, Hunt to Kill dimostra al volo di aver capito una delle lezioni più importanti del cinema d’azione di serie B: quando il tuo protagonista è un ex-atleta grosso e tontolone, il personaggio più importante diventa il cattivo. Ed ecco quindi entrare in scena Gil Bellows, quasi vent’anni di paziente e semi-anonima gavetta tra tv e particine da caratterista, a cogliere l’occasione al volo e divorarsi il film in un boccone: sadico e spietato a livelli da competizione, s’incazza, urla e gigioneggia senza mai sforare nella caricatura, e in generale ci fa la figura di un giovane Michael Ironside. Come già successe con Robert Patrick in Presa mortale il film è lui, è quello con maggior magnetismo, detta tono e tempi e ha più minutaggio di Stevie. Merita il salto di livello. Al suo fianco, Gary Daniels è per l’ennesima volta sacrificato e sottosfruttato, e se ne sta più o meno zitto in disparte fino allo scontro con Steve che per fortuna sfrutta a dovere dimostrando di essere ancora in formissima.
Dal canto suo, Stone Cold tutto sommato se la cava. C’è poco da fare, i ruoli gli vanno scritti su misura: è un bestione di due metri largo come un armadio, con lo sguardo truce e la testa d’acciaio, e non sarà mai credibile nei ruoli di eroe classico da sceneggiature intercambiabili alla Stallone o Chuck Norris. È uno che basta vederlo dall’altro lato della strada per fartela addosso prima ancora di capire se ce l’ha con te o si sta facendo i cazzi suoi, che è il motivo per cui finora ha davvero funzionato solo nel più logico ruolo di scagnozzone del cattivo. Ma rispetto alle assurde moscerie di The Stranger, qua andiamo decisamente molto meglio.
E ora passiamo al dettaglio decisivo. Quello che mi ha definitivamente convinto. E non parlo della scena in cui Steve si prepara per l’assalto finale dipingendosi la faccia col pennarello mimetico come non vedevo fare da quando Reagan era Presidente. Parlo del momento in cui lo sceneggiatore (Frank Hannah, alzati e goditi il momento di gloria) ha osato dove pochi hanno il coraggio di osare.
Sappiamo tutti che la più grossa pacchianata a cui si possa assistere in un film d’azione è un personaggio che enuncia il titolo del film, no? Se escludiamo i casi in cui il suddetto titolo consiste nel nome o soprannome del protagonista, o le parodie, la cosa è tutto sommato piuttosto rara – anni ’80 inclusi. Steven Seagal non ha mai detto “Fatti avanti, sono duro da uccidere“, per esempio.
Qui invece.
È il climax. Il gran finale.
Il cattivo sembrava morto, ma torna fuori.
E urla “You can’t kill me!”.
Primo piano su Steve.
Sguardo truce.
“Well, I hunt. I hunt to kill.”
BOOM! Lo uccide in faccia.
Standing ovation.
Qua la mano Steve, te ne sei guadagnato un altro (ma grazie al cazzo, il prossimo sarà in coppia con Michael Jai Fuckin’ White).

"Lascia andare mia figlia o uccido questo rappresentante di una minoranza etnica!"

"Lascia andare mia figlia o uccido questo innocente rappresentante di una minoranza etnica!"

DVD-quote:

“BOOM!”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: qua sopra c’era lo spoiler del finale

Mostri enormi di giorno: Skyline

06/12/2010 | recensioni | di Nanni Cobretti

skylineOk, la settimana scorsa ha un po’ esagerato in delusioni inattese, avrei voglia di invertire la tendenza.
Skyline
è un film di cui ho smesso di leggere appena ho visto che tirava brutta aria, ma le cui premesse mi ingasavano tantissimo. Si configurava come la risposta hollywoodiana a Monsters, e/o uno sberleffo definitivo ai film indipendenti autofinanziati girati in garage e pompati col computer. Perché di questo tecnicamente si tratta: un film autofinanziato e girato interamente nell’appartamento dei fratelli Strause, e poi pompato col loro computer. Solo che i fratelli Strause sono attualmente fra i maggiori esperti di effetti speciali del Pianeta, vivono in un attico al millesimo piano del palazzo più figo di Los Angeles, e dal loro computer esce roba da gareggiare con l’ultimo Star Trek. Il problema è che, per giocarsela al risparmio totale, non hanno voluto pagare nè uno sceneggiatore nè un direttore di casting, e se lo sono voluti dirigere da soli. Il risultato è che storia, personaggi e persino le scene d’azione sono portati avanti in modo talmente goffo, abbozzato e imbarazzante che Michael Bay ne ha voluto subito una copia, e ora la mostra a tutti quelli che lo accusano di essere un pessimo regista, e puntualmente questi ritirano le accuse e gli offrono da bere in segno di riconciliazione.
La prima ora è una delle cose più insensate e frustranti dell’Universo.
Immaginate che in strada ci sia una megafesta gratis, che so, un concertone esagerato della vostra band preferita in una piazza aperta a due passi da casa vostra: voi vi precipitate fuori per unirvi alla folla e godervi l’evento, solo che c’è troppo bordello, non si respira, e allora a malincuore tornate in casa e ve la gustate un po’ dalla finestra e un po’ in TV. Ci siete? Ecco, ora immaginate di essere andati al cinema a vedere un film tratto dalla situazione che vi ho appena raccontato. Cioè: voi siete al cinema credendo di vedere un film su una battaglia contro gli alieni, e invece siete al cinema a vedere un film su gente che guarda una battaglia contro gli alieni dalla finestra. Già non ci sarebbero scuse, ma aggiungete che i protagonisti sono quattro manichini senza vita, mentre fuori succede il finale di Independence Day moltiplicato due. Mai in vita mia avevo provato così forte la voglia di entrare nello schermo a rubare la cinepresa e portarla altrove (ok, a parte quando fanno i nudi di spalle). Si salva a malapena David Zayas, e quando l’unico che si salva è uno che è riuscito ad essere il peggiore in scena in The Expendables, persino peggio di Randy Couture, capisci che non sei messo benissimo.

eh

metà film è così, giuro

PERÒ

Nell’ultima mezzora i due protagonisti hanno la decenza di uscire sul tetto, e lì si assiste a qualche scaramuccia. Il pathos sta sempre a zero, ma mi venga un colpo se i mostri grossi in pieno giorno non sono fighi nonché il motivo esatto per cui ho pagato il biglietto. Sono grossi, sono dettagliati, sono tutt’altro che caserecci, sono tutti pieni di pieghe, hanno piedoni e tentacoloni e la testa a fungo e il raggio attraente con cui ti risucchiano dentro come un aspirapolvere, e sono tanti, ne inquadrano anche due o tre alla volta, buttano giù aerei ed elicotteri King Kong-style, e sono esattamente come Cloverfield speravo che fosse, e ne voglio comprare uno e abbracciarlo tutto il giorno e insegnargli a dire “amico”. Ecco. Ai fratelli Strause non farei dirigere nemmeno il presepe vivente dell’asilo di quartiere, ma a effetti speciali hanno la mia fiducia incondizionata.

In conclusione: il film fa parecchio cagare lo stesso, e vi consiglio al massimo di guardarlo su Italia1 intanto che fate i conti delle bollette. Sorry.

DVD-quote:

“Uno spreco criminale di mostri grossi”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Vi è piaciuto Inception? Ecco a voi Sucker Punch

06/11/2010 | news | di Nanni Cobretti

Ok: ora che, rispetto al primo trailer, qualche inquadratura dura più di mezzo secondo e si capisce un briciolo di premessa, possiamo farci un’idea decorosa di questo Sucker Punch.
A quanto capisco è un film ambientato in un manicomio per sole gnocche: esse vogliono scappare entrando nel sogno di Emily Browning il quale, considerando che pare un misto tra Kill Bill, The Expendables, Casshern e Dungeons & Dragons in cui tutte le sue amiche sono in reggicalze e Scott Glenn ha gli occhi a mandorla, è a sua volta palesemente dentro al sogno di Zack Snyder. Che è un po’ dentro al sogno di tutti noi. Al quarto livello c’è la villa di Hugh Hefner.
Comunque: ci vedo ancora un po’ troppa serietà e fighetteria ostentata, ma stavolta mi ha quasi convinto. Fatevi la vostra idea:

Violenza Domestica: Novembre 2010

01/11/2010 | divagazioni | di Jean-Claude Van Gogh

USCITE ITALIANE

A Dangerous Man – Solo contro tutti, Keoni Waxman (2009)

A-dangerous-manEra stato annunciato come il ritorno di Steven Seagal sul grande schermo dopo anni di direct-to-video ma a vedere la pagina IMDb, che lo da come video, deve essere andato tutto in fumo. Peccato perchè dando un’occhiata agli ultimi film questo è probabilmente uno dei migliori. Bisogna far pace con la trama un po’ noiosa, Seagal esce di galere dopo 6 anni e un crimine non commesso per rimanere invischiato in fattacci tra la mafia russa e i cinesi, e la regia da peggio tv movie ma ci sono tanti pugni in faccia, almeno quelli ben girati, e sangue versato ad allietarne la visione. Dev’essere passato in TV di recente, quindi è pure probabile che l’abbiate già visto senza saperlo.
Uscita: 3 Novembre – TrailerIMDbCompra

The Hole, Joe Dante (2009)

The HoleOgni volta che Joe Dante gira un nuovo film il mondo migliora un pochino, si sa, i suoi film fanno bene agli occhi, al cuore, agli appuntamenti tra 15enni impegnati. In fondo il film è tutta una metafora della scoperta sessuale nell’adolescenza: nel primo buco che trovi, prima o poi, ti ci butti dentro. E là dentro è tutta magia, è tutta una figat… una cosa bellissima. Apparte le cazzate, il film è bello davvero, un casino anni ’80, un casino teen, un casino Dante, andate a leggervi quello che scrisse il Casanova un po’ di tempo fa.
Uscita: 10 Novembre – TrailerIMDbCompra

Predators, Nimród Antal (2010)

PredatorsIl fatto che con questa pellicola Adrien Brody stia pian pian diventando un’icona action non mi andrà mai giù, ma non importa, da quando si è scoperto che Argento non l’ha pagato per fare quella M di Giallo la sua reputazione da cucciolo indifeso da salvare è salita alle stelle. Parlando di Predators, dire che mi sia piaciuto è dire bugie ma Nimród Antal è un regista con i controC (avete presente Kontroll, il più bel film d’Ungheria? Ecco) ed infatti alla regia fa cose e le fa bene. In pitchforkiano direi 6.6 sulla fiducia, ma Nanni Cobretti gli ha dato addirittura 7+.
Uscita: 10 Novembre – TrailerIMDbCompra

The Losers, Sylvain White (2010)

The LosersThe Losers è un film che non ho visto, tratto da un fumetto che non conosco e di un regista che non ho mai sentito nominare. Bene. Guardando il trailer si notano un sacco di esplosioni, +10, Jeffrey Dean Morgan, +70,  Black Guiver, + 25, Idris Elba, +800, per un totale di 905 punti che in una scala a me sconosciuta sono un casino. E poi c’è la recensione positiva del Cobretti. Scusate la poca preparazione.
Uscita: 16 Novembre – TrailerIMDbCompra

Shadow, Federico Zampaglione (2009)

ShadowGran bel film, rinascita dell’horror italiano, prima recensione italiana, intervista, blabla, sapete già tutto. La vera figata non è tanto l’uscita DVD quanto la sua Special Edition, cosa più unica che rara in Italia. Edita da CG nella collana CineKult conterrà il DVD, il Blu-ray, un dietro le quinte, un corto prodotto dallo Zombiglione con Nuot Arquint, un prequel formato graphic novel da 48pg (Le ragioni dell’incubo), un libro fotografico di un centinaio di pagine e la colonna sonora. Decisamente imperdibile per tutti i collezionisti (qua un’anteprima fotografica) ma purtroppo non trovo nessun link per l’ordine, meglio tenere d’occhio il sito della CG Home Video per ulteriori novità.
Uscita: 16 Novembre – TrailerIMDbCompra / Compra Special Edition

USCITE ESTERE

Little Big Soldier, Sheng Ding (2010)

Little-Big-SoldierUn altro film con Jackie Chan che fa Jackie Chan, ossia riderissimo, senza pretese. Little Big Soldier è un soldato munito di qualsiasi marchingegno per sembrare morto e scampare gli scontri con i nemici che per puro culo, durante una delle tante battaglie tra i regni, cattura un principe nemico. L’ho visto al FEFF di Udine quest’anno e durante certe sequenze sono partiti applausi spontanei grandi come quelli di Dream Home. In fondo far ridere è la seconda cosa che gli viene bene, la prima è tirare calci e nonostante i suoi 55anni ne tira ancora tantissimi, dritti in faccia, e a conferma che gli stunt sono suoi ci sono i soliti titoli di coda da antologia con lui intento a pigliarsi travi di legno nelle palle.
Uscita: 8 Novembre – TrailerIMDbCompra

The Tournament, Scott Mann (2009)

the tournamentLa trama dovrebbe bastare: ogni 7 anni 30 assissini si ritrovano in una città e devono farsi fuori nel giro di una giornata. Il primo vince un sacco di soldi. Un film con una premessa del genere dev’essere per forza una figata senza respiro dove tutto esplode in un domino di proiettili, bombe, missili, macchine e motoseghe. Chiunque potrebbe farci uscire un gran film, anche la Coppola, quindi niente scuse, e poi noi siamo avanti e abbiamo una recensione datata 2 Novembre 2009. AVANTI.
Uscita: 8 Novembre – TrailerIMDbCompra

Scott Pilgrim vs. the World, Edgar Wright (2010)

scott_pilgrim_vs_the_worldAllora, io con Michael Cera c’ho quel problema dell’odio viscerale che proprio non riesco a far andare via, chiunque mi conosca un minimo sa che non potrei reggere un film intero con lui a meno che non abbia Ellen Page tra i piedi, quindi ho iniziato Scott Pilgrim sapendo che avrei dovuto sopportarlo per quasi due ore. Poi è cominciata una raffica di battute, gag, maccosa, pugni in faccia, videogiochismi, indiependenze, Cera scaraventato per aria e Ramona Flowers che mi hanno tenuto incollato allo schermo per 106 minuti senza che mi passasse neanche una volta per la testa “Michael Cera ti disprezzo”. Anzi, alla fine del film mi stava pure quasi  simpatico! BOMBA. Questo per dire che Scott Pilgrim fa miracoli, mi ha fatto piacere un film basato per la maggior parte sui videogiochi come se sapesse che l’unico che abbia mai amato è Legend Of Zelda. E’ pieno così di difetti, ma è anche una cannonata. Una parola: indienerdsboronficatona.
Uscita: 9 Novembre – TrailerIMDbCompra

The Expendables, Sylvester Stallone (2010)

the_expendablesLo conoscete? Sicuri? Se volete vi scrivo di cosa parla in br… No? Vabbè, peccato, avevo pronte un sacco di frasi ad effetto utili da citare su twitter e incidere sulle panchine. La data di uscita italiana non si sa ancora, benchè ci spararei un gennaio o febbraio massimo, quindi se non volete aspettare oltre potrete compralo nelle americhe dal 23 Novembre in una banalissima edizione regolare. Se invece siete disposti ad aspettare una ventina di giorni in più lo potrete comprare su play.com in una fighissima edizione in steelbox con DVD, Blu-ray e una sessione gratis di Paintball. Avete capito bene, potrete andare in Inghilterra, pagando, a sparare le palline di vernice, gratis! Vola a Londra e sfida anche tu Nanni Cobretti in una guerra all’ultimo sangue, e se avete paura di non riconoscerlo, tranquilli, è quello con il cannone gigante.
Uscita: 23 Novembre / 13 Dicembre – TrailerIMDbCompra / Compra Collector’s Edition

Battle Royale, Kinji Fukasaku (2000)

battle-royaleLe edizioni Arrow Films sono sempre una figata pazzesca, curate nel dettaglio e con rimasterizzazioni video eccellenti. Questa Limited Edition di Battle Royale, 5000 copie numerate in DVD e Blu-ray, sembra bella oltremodo. Dentro i 3 dischi c’è praticamente di tutto: la versione originile del film, la director’s cut, poster e cartoline, interviste, dietro le quinte, tv spots, un fumetto, 2 libretti e altre amenità. Inoltre costa poco ed è regione 0 quindi niente scuse, abbiatelo in gloria.
Uscita: 29 Novembre – TrailerIMDbCompra

“Burning Bright”: cavalca la tigre e quando è stanca SPARALE.

01/10/2010 | recensioni | di Dolores Point Five
Questa è pubblicità ingannevole. Expect plenty.

Pubblicità ingannevole, parte prima.

Buongiorno a tutti. Spero vi siate svegliati dell’umore giusto e abbiate provveduto a una colazione ragionevole.

E’ da tanto che non scrivo sui 400 Calci, e la ragione è molto semplice: i film che vedo.

Negli ultimi tre mesi io ho visto:

- film brutti;

- film belli che non hanno spazio sui 400 Calci, in quanto il campo coperto dal sito lo leggete alla vostra destra;

- film che garbano solo a me, con l’aggravante dei futili motivi;

- film che garbano solo a me, con la differenza che HO RAGIONE;

- film che mi sarebbero anche garbati, per carità, come Scott Pilgrim Vs. The World, ma su cui non avevo nulla da scrivere esulando da “in fondo ci sono momenti divertenti”;

- film brutti che però sono piaciuti a un redattore dei 400 Calci il quale ci ha già fatto un pezzo (a dirla tutta, meglio così: forse avrebbe comunque e sempre senso che quello a cui il film è piaciuto di più sia quello poi chiamato a scriverne, e siccome il nome di questo PREMIATO blog non è “Dolores Crede Che Il Tuo Film Sia Passibile di Pena di Morte, e Lei Spera Che Bruci all’Inferno”, uno si regola);

- film destinati alla rubrica “Fascinema”;

- I Mercenari, che mi ha ispirato un breve, ma incisivo saggio intitolato La gente non sa che effetto hanno certe cose sulla fidanzata di un mercenario;

- 2′ e 33” di Mamma Mia!.

Per completezza, vi mostro 2′ e 33′ di Mamma Mia!.

E poi può capitare che quello che mi porto dentro non sia adatto al pubblico consumo. Sarebbe come chiedermi se mi è garbato di più Inception o un film mediocre che ho visto a dodici anni su un VHS col dorso unto di patatine e sto certamente ingigantendo nel ricordo. E non volete conoscere la risposta a certi interrogativi.

Detto ciò, essere adulti significa imparare un fracco di lezioni difficili. Tipo assumersi le proprie responsabilità.

Sì, sto prendendo tempo.

Sì, sto prendendo tempo.

Dicesi “responsabilità” l’aver contribuito a creare hype attorno a un progetto molti mesi prima che ne fosse disponibile la visione, dicesi “progetto” il film Burning Bright.

A suo tempo ne avevo scritto, con la goffaggine di chi ha una sinossi da riportare e basta, ma la sinossi era:

Thriller incentrato su una giovane donna e il suo fratellino autistico intrappolati in una casa insieme a una tigre affamata durante un uragano”.

Come si fa a scazzare un film sulla base di questa premessa credo che me lo starò ancora chiedendo quando scoppieranno le miccette del Capodanno cinese. ALL’INFERNO.

Briana Evigan matura qualche leggero dubbio sul progetto. Spoiler: è troppo tardi.

Briana Evigan matura qualche leggero dubbio sul progetto. Spoiler: è troppo tardi.

Se dovessi giocarmi subito la carta “DVD-quote suggerita”, mi uscirebbe qualcosa di molto simile a “Burning Bright è il più grosso spot involontario a favore della reintroduzione della rupe Tarpea Monte Taigeto nella società di oggi”. Ma ora della fine sarò più precisa, e vedrete che quando voglio so argomentare. (E come pregusto il momento in cui qualcuno arriverà qui senza sapere cosa è cosa, avendo noi VINTO UN PREMIO, e mi accuserà di simpatie filo-naziste.)

Andiamo.

Amici dei 400 Calci, Briana Evigan la conoscete. La tigre è come ve la immaginate ma un po’ peggio. Vi presento il vostro co-protagonista. (more…)