Speravo di non vivere per vedere il giorno in cui persino Conan il barbaro veniva markettizzato alle signorine, ma ormai è andata così, amen. È il segnale che forse devo cedere un po’ sulle mie posizioni antiquate e ottuse.
Proviamoci.
Ladies & Gentlemen, ma soprattutto ladies, ecco a voi un film in cui si vede Ryan Reynolds e solo Ryan Reynolds per 90 minuti filati!
No beh c’è ovviamente il trucco, grazie al quale si tratta forse dell’ideale opera di transizione: difatti, in questa pellicola l’amico Ryan se ne sta tutto il tempo rinchiuso in una bara, con l’unica compagnia di un accendino e un telefonino (che prende!).
E insomma, a meno che non senta un irrefrenabile prurito al punto da fare un numero alla Mel Gibson in Arma Letale 2 e slogarsi una spalla apposta, dubito che si sfilerà la t-shirt mettendo in imbarazzo la mia insicurezza sessuale.
Conseguenze psico-sociali a parte, Buried -- diretto da tale Rodrigo Cortés che già dal nome dev’essere un figone della madonna -- è in concorso al Sundance 2010 e ha ricevuto un sacco di recensioni positive.
Questo è il teaser/trailer:
Che ne pensate? E ora, gentili produttori di Hollywood, potete fare interpretare Sex and the City 2 a Megan Fox in bikini? Grazie.
“In 185 anni non abbiamo mai avuto un cadetto femmina. Ma pare che oggigiorno sia questa l’aria che tira. Dopotutto, abbiamo cantanti femmine… automobilisti femmine… Benvenuta a bordo!” I Simpson, serie 8, episodio 4F21
Il vostro Nanni Cobretti saluta la folla in attesa di consegnare uno dei prestigiosi premi Sylvester
Amici! Sono emozionato! Innanzitutto oggi I 400 Calci compie un anno, ma ne dimostra a) di più, oppure b) di meno (votate!). Per cui tanti auguri a noi, e tanti grazie a voi che se non ci leggevate probabilmente ci fiaccavamo prima.
Secondo di tutto: abbiamo gli attesissimi vincitori dei prestigiosi Premi Sylvester 2010! Non sapete quante telefonate mi sono arrivate che mi dicevano “me ne dai uno? ti prego, ne voglio uno anch’io! posso? tipregotipregotiprego!”. E invece no! Ho fatto decidere a voi del pubblico. E voi del pubblico avete parlato (= cliccato sugli appositi bottoni per votare). Avete votato davvero in tantissimi, e la cosa ci riempie di orgoglio -- personalmente sono addirittura commosso.
Comunque: la cerimonia si è tenuta a mezzanotte (ora italiana) in un luogo segreto così non ci venivate, e a parte qualche piccolo incidente (ne parlerò più avanti) è stata un successone. Davvero, dovevate esserci. Ma non potevate. Per garantire uno spettacolo memorabile abbiamo preso spunto dalla Notte degli Oscar: in particolare per risolvere il problema dei discorsi di ringraziamento troppo lunghi, invece che far partire la musica abbiamo assunto direttamente Marko Zaror a tirare uno schiaffone a chi si dilungava troppo. Quello era da intendersi come il segnale per smettere.
Prima però di passare all’elenco vincitori, abbiamo per voi un video-messaggio in esclusiva da Jean-Claude Van Damme, uno dei pochi assenti alla cerimonia (mancava anche il toro-drago alieno incazzoso di Outlander), che ha voluto comunque commentare la sua mancata vittoria nella categoria Miglior Attore. Eccolo:
Non ha tutti i torti, ma ormai è andata.
E ora passiamo al dunque: via con l’elenco dei vincitori! Continua a leggere »
In Inghilterra gira un poster diverso da quello ufficiale che fa sembrare Il corpo di Jennifer una semplice commedia adolescenziale e si limita ad etichettarlo come “perverso” come timida allusione alla trama horror. È questo qua sotto:
e magari cantano anche come in High School Musical! *_*
Normalmente m’incazzerei, ma dopo averlo visto in anteprima al FrightFest di Halloween è una scelta che mi sento addirittura di incoraggiare. Alla fine dei conti, l’unico tipo di pubblico in grado di apprezzarlo è proprio quello delle commedie adolescenziali – o almeno quel suo sottoinsieme aperto di mente il tanto che basta per non spaventarsi davanti a Megan Fox con una dentiera affilata e gli occhi felini.
Che intendiamoci, ovvio che non mi aspettavo Hellraiser, ma a Diablo Cody – anche se Juno mi ha fatto cagare – speravo di poter chiedere qualcosa che fosse un minimo più interessante e sostanzioso, e che potesse possibilmente infilarsi sulla scia di riuscite satire/metafore alla Schegge di follia o Mean Girls. Gli spunti del resto c’erano tutti: la band “indie” che fa il patto col diavolo, la mangiauomini letterale, l’amica sfigata dai sentimenti confusi, il solito ambiguo trattamento mediatico delle tragedie. E invece tutto quanto viene buttato in barzelletta, gag superficiali usate per punteggiare una storia svogliata che si accontenta di accumulare dialoghi saccenti/sarcastici (è in questo che è bravina la Cody) e che limita il lato horror a un paio di deboli spaventerelli, qualche macchia di sangue e Megan Fox struccata. E che nel frattempo ci affligge con la colonna sonora modaiola più fastidiosa e invasiva più o meno di Tutti i Tempi.
Però le note positive ci sono, e una è proprio Megan Fox. Chiederle di fare l’oca svampita, cinica, superficiale, troietta e irresistibile è come chiedere a Clint Eastwood di fare il duro dagli occhi di ghiaccio: magari fatichi a distinguere quando ci fa e quando ci è, ma in quanto ad efficacia non ha rivali.
Poi c’è un’ammirevole Amanda “occhioni” Seyfried nel canonico ruolo della finta bruttina con gli occhiali, i capelli in disordine e senza fondo tinta, che se non altro evita di eccedere in sfigaggine in quanto provvista di boyfriend (Johnny Simmons nel ruolo di Michael Cera).
E poi ci sono le due parole magiche:
* SCENA LESBO *
Tra Megan e Amanda. Breve ma intensa.
Favorisco foto per stimolare l’immaginazione.
le sbarbine sono bionde - le sbarbine sono more - le sbarbine sono tante - le sbarbine in amoreeeee
Dal canto suo Karyn Kusama alla regia non ha il tocco brillante di un Jason Reitman, ma rimane una professionista più che decorosa e dotata di buon talento visivo, e infila almeno un paio di scene ben fatte – tipo Megan Fox nuda con le tette fuori che esce dall’acqua al rallentatore, anche se le tette non gliele inquadrano e sono visibili solo nelle foto del backstage opportunamente distribuite in fase promozionale.
Ma alla fine della faccenda, bassi istinti a parte, comincio ad essere un po’ troppo vecchio per queste cose.
In Italia dall’11 dicembre.
DVD-quote suggerita:
“Megan Fox scena lesbo”
Nanni Cobretti, i400calci.com
Buongiorno!
Il trailer qua sotto è uscito ormai da un po’, ma ci ho messo parecchio prima di riuscire a guardarlo senza collassare come una pera matura al minuto 0:30.
Megan Fox è ufficialmente qualcosa di sovrannaturale.
Non ci credo che è vera. È stata fatta a tavolino. Sia fisicamente che intellettualmente.
Guardate che film che sceglie! Prima due film popolati da robottoni giganti, e poi questo horror dove prima fa annusare le tette e poi mangia la gente!
È una creatura dei sogni.
Una specie di Robert Pattinson, ma donna. Jennifer’s Body è ufficialmente tra i film più attesi dell’anno, anche se l’ha scritto la tizia di Juno e c’è una colonna sonora trendy, ma se ho sopportato i gangsta-robots in Transformers 2 dovrei reggere anche questo senza grossissimi problemi.
Ad ogni modo uscirà negli USA il 18 settembre, e in Italia il 23 ottobre.
Megan sposami. Bonus tette:
Facciamo un gioco.
Facciamo finta che incontrate Michael Bay per strada, davanti al supermercato, con un cameraman al seguito come nelle pubblicità dei detersivi.
Vi dice: “Vi sostituisco tutte le gag migliori del primo film con una sit-com di terza categoria e macchiette razziste, e in cambio al posto di 12 robot ce ne metto 89, e li faccio menare per due ore e mezzo. Ci state?”
Anch’io ho risposto “Di corsa!”.
Capisco e rispetto le perplessità del nostro Casanova Wong Kar-Wai (la nostra redazione, come si suol dire, è bella perché è varia), perché nel primo film c’erano anche un paio di scene non d’azione davvero carine che alzavano le aspettative, ma – per quanto siano cose che ovviamente gradisco – non è per questo che io pago il biglietto di un film che si chiama Transformers.
Michael Bay non era quello dei robot che giocano a nascondino. Che ci piaccia o meno, Michael Bay è sempre stato quello della nonna di Bernie Mac che mostra il dito medio, della mamma di Shia LaBoeuf che dice “masturbazione”, di Bumblebee che piscia in testa a John Turturro e di John Turturro che rimane in mutande. Tant’è che in questo secondo film c’è di nuovo Turturro in mutande, stavolta addirittura in perizoma e con le chiappe in primo piano. Per cui sì, Transformers – La vendetta del caduto è un film con Megan Fox costantemente vestita e le chiappe nude di John Turturro in primo piano.
Ma stavamo spiegando “perché sì”.
È presto detto: ogni volta che c’era un robot inquadrato, io avevo gli occhi a forma di stella e la mascella per terra. Perché Michael Bay è anche uno che riprende robot giganti come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. E per uno come me cresciuto a pane e Goldrake, vedere queste cose in formato “realistico”, su grande schermo, è una goduria che non si può immaginare. Visti gli incassi non penso nemmeno di essere l’unico.
Il signor Bay ha preso 15 minuti di gag sconcertanti, ma li ha diluiti in 135 di robot giganti che fanno cose, cose che non sempre si capiscono (amen) ma che quando si capiscono – e succede ben più spesso che nel primo film – è una meraviglia. Soprattutto i campi larghi: i robot sui ponti, i robot sui palazzi, i robot sulle piramidi. A un certo punto c’è addirittura Optimus che mette le ali stile Mazinga. E c’è la megascazzottata nella foresta, in assoluto la scena migliore di tutta la saga finora, che è roba da orgasmo multiplo.
Siate onesti: quando è uscito Ong Bak (un esempio fra miliardi) non ho sentito nessuno lamentarsi e dire “la trama è una poverata micidiale”, perché giustamente eravamo tutti lì a fare il tifo per le incredibili acrobazie di Tony Jaa. Transformers 2 è la stessa cosa: certo che è lecito pretendere un film complessivamente più curato quando il budget a disposizione è circa 400 volte quello di Ong Bak, ma la cosa che conta è che rimane una festa per gli occhi e si esce più che appagati. È più circo che “vero” cinema, ma è sempre qualcosa che vale abbondantemente il prezzo del biglietto (non dovrei spiegarlo proprio su queste pagine…).
E comunque, alla facciaccia di tutti, il Bay riesce ad azzeccare anche una scena non action quando quella gnocca inverosimile di Isabel Lucas si spacca il grugno sul cruscotto e nonostante ciò si rialza con l’espressione panterona di una a cui hanno appena leccato i capezzoli. Ho riso fino a cadere dalla sedia e rotolare a fondo sala (era in discesa).
E non ho nemmeno parlato di Megan Fox.
Sono sempre più sicuro che Megan Fox non sia una persona vera, ma La donna esplosiva.
DVD-Quote suggerita:
“Con il 400% di robot giganti che si menano in più!”
Nanni Cobretti, i400calci.com
Partiamo dai dati incontrovertibili, dalle sicurezze: Megan Fox appare a pecora su una moto con indosso degli shorts abbastanza da infarto. Per il resto del film non fa nulla se non correre e vantare la fissità di un posacenere. Figa, eh? Peccato che Giorgia Surina in Una talpa al Bioparco a confronto avrebbe meritato il Nobel.
C’è un’altra megagnocca, tale Isabel Lucas di cui vi linko unpo’difoto ma sulla quale non è il caso di spendere più di due parole: mega e gnocca. Il film dura 150 minuti, che già è tantissimo, ma sembra di 15 ore. È di una noia sinistra. Ah, sì… è anche razzista. C’è un arabo sdentato e scemo che dice a John Turturro, “Basta toccarmi con quel maiale!” e ottiene come risposta una roba tipo, “Se fai il bravo ti pago dei denti finti”. E un miltare giordano (o egiziano? Mah… vallo a capì) nano (il grandissimo Deep Roy) che fa sì sì con la testa appena sente la parola “America”. “Uh uh, sì sì fate quello che volete, andate a spaccare tutto, amici americani diversamente alti. Da me. Nano. Giordano. O egiziano”. Mettiamo ancora un paletto, quello definitivo: Transformers: Revenge of the Fallen fa veramente CAGARE.
Manco se me lo regalano!
Scrivo in maiuscolo, in stile Fallaci, per far capire che il mio disappunto è grande e che la delusione è cocente. Tanto più che difendo il primo a spada tratta e che ieri sera sono andato al cinema con gli amici nerd, le caramelline e i luccichini negli occhi. A confronto il tanto vituperato The Island (quello che avrebbe fatto fallire la Dreamworks e che per la cronaca a me non era dispiaciuto) sembra Mann. Perché? Allora: il primo capitolo riusciva a evitare la seriosità -- quella di TerminatorSalvation , per dire -- per lasciarsi prendere la mano da un tono leggero, divertito, da teen movie USA anni ‘80. Il ragazzino con il segreto per salvare il mondo ma coi genitori impiccioni e gli amici robots nascosti in giardino. Il governo/militari/i grandi che dicono delle cose che non si capiscono bene (”Stanno attaccando il firewall del supercomputer contenenti i dati della salvezza del mondo!”) ma che servono in qualche modo a far andare avanti la storia. Belle sequenze d’azione. Tutto questo è scomparso in virtù di due scelte: 1) Si è deciso che doveva essere un film ancora più per bambini. 2) Michael Bay deve aver letto tutti i pezzi scritti su di lui da Sentieri Selvaggi e ha colto l’occasione per firmare il suo film d’arte definitivo.
... e poi supero la pesantezza materica del mio cinema inserendo un botto di robot!
Andiamo con ordine. Ok, nel primo film a un certo punto c’era il robot stereo che si nascondeva da dei militari dietro una ruota di un aereo come in una comica. Sì, a un certo punto nella sequenza della presentazione degli Autobot, un robottone fa una piroetta e fa il duro, tipo buffalo stance… Ma qui si passa il segno: ci sono due Autobot gemelli che prima sono mezzi scassati e ti devono fare simpatia perché sono mezzi scassati. Poi diventano due macchine leggermente fighe, ma quando diventano robots sono una coppia di rapper negri imbecilli che si tirano gli scappellotti e dicono Yo! Anche no. Bumblebee continua a fare il gigione e parla con la radio e fa gli occhioni morbidi a caso. C’è un Decepticon che dà della gnocca a Megan Fox dopo essere inciampato in due trappole per topi. C’è un robot vecchio che non si regge in piedi, è mezzo rincoglionito e fa una scoreggia… The Fallen, non si spiega perché, viene chiamato The Fallen, in inglese… e fa dei discorsi con Megatron che nemmeno i Mangosi di College. A un robot a un certo punto gli si vedono le palle. Le palle di un robot a penzoloni… C’è un robot cattivo che si impossessa di un satellite, spia la terra e parla a non si sa chi con la voce di Mal dei Primitives. Una roba deprimente.
Oh, yo, check it out, da bomb, in da house!
Questo per quanto riguarda i robots. Passiamo agli umani. Stendiamo un velo pietoso sui genitori di Shia che sembrano veramente dei babbei. La madre mangia dei biscotti alla marijuana e tenta di giocare a frisbee con dei giovani. Il padre le tocca il culo e ogni frase è una battuta che non fa ridere. Hanno una coppia di cani che, siccome devono fa ridere anche loro, se lo buttano. No, scusate. C’è quello piccolo che lo butta a quello grande. Che così fa ridere. Ma il massimo della vita è il room mate di Shia. Insieme al povero John Turturro danno vita ad uno dei tag team più tristi, loffi, mosci, scialbi che si siano mai visti su grande schermo. Sorvoliamo sul fatto che il room mate, tale Ramon Rodriguez (inspiegabilmente anche nell’ultimo Tony Scott, The Taking of Pelham 1 2 3) gestisce un sito di controinformazione. Anche Turturro ce l’ha, ma quest’ultimo non vuole che la verità si sappia in giro. E allora cosa cazzo apri un sito a fare? Vabbeh. Nel momento in cui Ramon Rodriguez viene stordito a colpi di teaser da Turturro, dovrebbe far ridere perché è il classico personaggio imbranato, simpatico, che è finito in una situazione più grande di lui, ciarlone, quello che non sta mai zitto. In realtà speri che vengano tutti colti da un misterioso virus che ti disidrata il cazzo e che poi ti costringe ad andare in spiaggia nudo a farti coglionare da tutti e che alla fine muori. In una pozza di sangue. E invece no. Gli umani vanno avanti a tentoni in una storia talmente accazzo che, fateci caso, a inizio di ogni sequenza c’è tipo uno spiegone. Fatto da qualcuno ad alta voce, così, disinvolto, “Starò qui ad aspettare evitando di essere ucciso mentre dei comprimari tentano di portare a termine una missione di cui io non dovrei sapere nulla ma qualcuno nella sequenza prima ne ha parlato ad alta voce, senza alcun motivo, dicendo che essi stanno per giungere con in mano una roba che probabilmente se cade in mano a dei cattivi è male, ma se la usa un ragazzino mongolo a fin di bene, ciò è bene! Quindi ok! Tutto chiaro?” Poi si distrugge tutto e quindi si ricomincia. Senza tenere conto delle cose assolutamente incomprensibili. Che si potrebbero così rapidamente elencare: 1) I guerrieri preistorici all’inizio 2) La macchina per distruggere il Sole 3) La chiave che aziona la macchina per distruggere il Sole ma che se la butti forte dentro un robot morto esso rivive 4) I robot cattivi possono diventare buoni 5) Prime è il cognome di Optimus Prime? Oppure, lui è Optimus della famiglia/della razza/della specie dei Prime? Ma poi… Allora, ok, c’è stato un errore (fortunato) di casting e quindi Megan è troppo bella per essere la fidanzata di un mezzo babbo un po’ nerd che si crede Woody Allen. Ok, Shia deve essere molto normale, way to normal, per essere specchio delle debolezze dell’uomo medio che va a vedere i Transformers il primo giorno di programmazione e sogna di avere una macchina che poi si trasforma in robot e spacca tutto, ma… Cioè non è possibile che ogni cosa che lui fa di sbagliato, lei è ancora più innamorata. Lui la lascia in officina col padre galeotto per andare a studiare al college, e lei lo ama. Lui la pacca all’appuntamanto in chat (essere sul pezzo oggi…), e lei si tocca lascivamente pensando, “Ah, dannazione! Quanto è figo!” C’ha le emicranie e vede dei simboli alieni e lei si umetta le labbra… Lui limona un’altra tipa e lei si arrabbia per ben dieci minuti prima di dirgli, “No, comunque, guarda… Ti amo tantissimo!”
"Sei talmente babbo che ho deciso di dartela!"
E poi c’è Michael Bay che non gliene sbatte un cazzo di nulla e si diverte a riempire ogni inquadratura. Fa dei carrelli circolari che manco Muccino all’epoca de L’Ultimo Bacio e riempie riempie riempie. Di ferraglia talmente vicina alla mdp che è sempre e comunque indistinguibile. Non si capisce mai niente nei combattimenti tra i robots. Sono tutti uguali, sono più brutti di quelli che si vedevano nel primo e soprattutto non si capisce cosa cazzo fanno! Avete presente la sequenza di Matinee in cui John Goodman dice che gli eventi alla base del suo Mant! sono confermati da articoli serie su riviste scientifiche? Ecco lo vedete qui. Al secondo 37.
Michael Bay lo fa per tutto il suo film. 150. Minuti. Così.
No, ma che palle…
Ah, anche la colonna sonora, coi riffoni dei Linkin Park, fa CAGARE.
DVD-quote suggerita:
“Quante esplosioni! Megan appecora!”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com
a) il mio pene
b) il pene di Wim Diesel
c) il pene di Casanova Wong Kar-Wai
d) il pene di Jean-Luc Merenda
e) il pene di Dolores Pont Five (?)
f) il pene di Michael Bay
g) il pene di Shia LaBoeuf
h) il pene di Optimus Prime
i) il pene di Megatron (già il nome la ispirava)
j) i testicoli di Devastator
k) la necropoli di Giza
l) l’insegna di Top Shop
m) il pene di _________ (inserisci il tuo nome qui)
n) l’insegna di Gap
o) l’insegna di American Apparel
p) l’insegna di H&M
q) l’insegna di Accessorize
r) l’insegna di Burger King
s) Giuliano Ferrara, sdraiato (scusate, un attacco lampo di benignite)
t) il carisma di John Turturro
u) i tacchi di Berlusconi
v) il gobbo con le sue parti di dialogo, scritto in Arial Bold 582pt e appeso a una gru
x) Nathan Jones
y) il cielo
w) niente, è colpa di quel tubo di gomma che le si è infilato dietro
z) altro ________ (inserire nei commenti)
Sbrigata la pratica McG/Bale/CULI, occupiamoci del vero piatto forte estivo in materia androidi: The Terminators, ennesimo bersaglio centrato dalla Asylum, ed esordio a responsabilità piena dell’aiuto-regista di MegaShark vs. Giant OctopusXavier S. Puslowski (giuro su Krom, in questo momento invidio pochi curriculum come il suo).
È noto che i film di un certo genere hanno diverse linee guida su cui impostare il proprio progetto.
In questo caso si è puntato tutto su “assumere gente che assomiglia a gente famosa”.
Per cui vado ad elencare i quattro protagonisti principali della vicenda:
Paul Logan: interpreta i terminators. Tutti. Sono tutti uguali. E ovviamente somigliano a Schwarzenegger. Fisico da culturista, volto di petra, espressione truce. Il Paul in questo caso ci insegna la lezione piu’ importante del film: interpretare un cyborg non è un cazzo facile. Provateci voi. Non è facile. Paul, per dire, non riesce: dovrebbe essere inespressivo, e invece in diversi momenti giureresti che sta pensando “Sono in un film! Che FIGATA!”. Dato il budget poi è costretto controvoglia a fare i suoi stessi stunt, per cui quando lo neutralizzano e dovrebbe cadere immobile in avanti, lui che in realtà non vuole farsi male all’ultimissimo si protegge col braccio. La cosa fa morire dal ridere.
Lauren Walsh: interpreta Chloe, la protagonista femminile, ed è la sosia sputata di Mary Elizabeth Winstead, e in quanto tale la cosa mi va benissimo. Il suo personaggio è copiato dal film sbagliato, perché fa l’esperta di meccanica come Megan Fox in Transformers. Ma più di Megan a un certo punto fa capire di intendersi anche di Dio, perché una le fa “Lasciami morire qui, Dio mi vuole punire” e lei risponde “Dio non fa queste cose”. Quindi se ne intende. Comunque è bellissima e bravissima, ha un futuro luminoso davanti a sè e vorrei telefonarle e regalarle un ciondolo di diamanti.
Che tu possa sempre conservare la tua purezza
A Martinez: interpreta lo sceriffo Reed Carpenter ed è il sosia di Tommy Lee Jones in versione messicana. E giuro, si firma solo “A”. Che non so nemmeno se è il suo nome completo, solo l’iniziale, o se è l’articolo indeterminativo inglese come a dire “Trovatemi bastardi, sono un Martinez qualsiasi!”. Comunque domina il film con la sua aria protettiva e rassicurante da uomo vissuto e di solidi valori, poi ancora una volta copiano il film sbagliato e come in Alien si scopre che è un robot. A quel punto va in tilt, strabuzza gli occhi, inizia a parlare a vanvera e diventa un caso psichiatrico abbastanza preoccupante (SPOILER).
Jeremy London: interpreta “Kurt” e in teoria è quello già famoso di per sè, o perlomeno è l’unico che conosco. Era il protagonista di Generazione X di Kevin Smith, ma soprattutto Chandler Hampton in 36 indimenticabili episodi di Settimo cielo. In ogni caso è triste, ingrassato e fuori ruolo.
"Ricordatevelo bene: in Messico ce ne sono migliaia come me!"
A parte questo, The Terminators è degno rappresentante del cinema che piace a noi.
Voglio dire, chi è che fa ancora roba cosi’?
Con una scena piena di terminators che corrono qua e là senza meta, che dovrebbe aumentare la tensione e invece pare uno di quegli inseguimenti alla Benny Hill con la gente che esce da una parte dello schermo e rientra dall’altra?
E dove per risparmiare sull’effetto di un pugno che penetra un collo l’hanno girato da lontano, mezzo sfocato e in controluce stile ombre cinesi? Le ombre cinesi! Nel 2009! Viva la Asylum 4ever.
Dvd-quote suggerita:
“Degno rappresentante del cinema che piace a noi”
Nanni Cobretti, i400calci.com
Alternativa:
“C’è uno che assomiglia a Tommy Lee Jones, ma messicano”
Nanni Cobretti, i400calci.com
Scusate, sono un po’ emozionato, raramente in un sito di questo genere si ha la possibilità di parlare della cosiddetta “gnocca”. Del resto che i film d’azione non debbano essere necessariamente omosessuali è una cosa che Hollywood ha scoperto – non senza una certa diffidenza – soltanto verso la fine degli anni ‘90.
Sull’onda della mia frustratissima recensione di Il mai nato sono però uscite un paio di notizie che ci permettono di discutere un po’ anche dell’altro sesso, e ve le elenco prontamente.
1) Megan Fox ha appena firmato per comparire in ben due film tratti da fumetti. Uno è Jonah Hex, in cui farà la dolce fanciulla indifesa di cui si innamora il cowboy sfregiato protagonista interpretato da Josh Brolin. L’altro è Fathom. Non lo conosco, ma se ho ben capito è una specie di Baywatch coi superpoteri. Va grassa, insomma.
2) Il prossimo progetto di Zack Snyder, dopo l’imminente Watchmen, si chiama Sucker Punch, ed è la storia di una ragazza internata in manicomio che, pochi giorni prima di essere lobotomizzata, si rifugia in un mondo di fantasia in cui vivrà simpatiche avventure. Protagonista è Amanda Seyfried (nella foto, la prima a sinistra), e il primo che dice “La conosco! L’ho vista in Mamma mia!” si guadagna l’interdizione a vita da questo blog. Le compagne di cella sono interpretate da (sempre nell’ordine della foto) Vanessa Hudgens, Emma Stone, Abbie Cornish ed Evan Rachel Wood. Zack Snyder l’ha definito “Alice nel Paese delle Meraviglie coi mitra”. A me sembra più che altro la terapia consigliatagli dallo psicanalista dopo le comprensibilmente traumatizzanti riprese di 300.
Infine, per riportare il livello di omosessualità a valori più o meno standard, vi segnalo la mia ospitata sul prestigioso blog in lingua inglese Past Attractions, in cui si commenta la nobile arte del trailer rispolverando meritevoli chicche dal passato. Nel numero in questione discuto di una delle mie storie d’amore interculturali preferite: Danko (nato stanco).