
Di quell’unico frangente spazio-temporale in cui il botteghino fu vinto da un film che non le mandava a raccontare.

Di quell’unico frangente spazio-temporale in cui il botteghino fu vinto da un film che non le mandava a raccontare.

Russia! Venite per gli inni solenni e i sommergibili coi nomi fighi, rimanete perché vi obblighiamo. Ovvero: di come un film del 1990, sfacciatamente filoyankee e senza l’ombra di un attore russo, riuscì a convincerci che tutte le cose più belle del mondo stavano di là dalla cortina di ferro, e di ciò che accadde in seguito.

Nel 1989, “Sotto shock” era l’hype dell’anno per il 12enne Nanni Cobretti, Nel 2012, dopo averlo riguardato, sotto shock ci è rimasto lui.

Sembra strano poter raccontare di aver fatto un’esperienza di cinema underground con un film che è costato sessanta milioni di dollari, ma le cose non vanno sempre allo stesso modo. Specie negli anni novanta.
Circa 30 anni fa Nei miei pomeriggi di quegli anni ormai lontani su Tattooine, tra un Billy e un Uomo Ragno Gigante e prima di fare i compiti, c’erano i cartoni di Hanna & Barbera e tra questi anche lui: Teloricordisignò? Io si, molto. Stavo li a ripetere quel format di corsa pazza con tutte [...]
Sigla, sulle note della spensieratezza! Anni ’90 Come già vi dissi ero in una fase della mia vita in cui mi affittavo ogni VHS che potevo e c’avevo le scimmie enormi per la fantascienza ma anche per l’horror, però quello un pelo prima di quello tipico della mia generazione. Sì, perché ok che gli anni [...]