Crea sito

Quindici anni fa: xXx (2002, di Rob Cohen)

Domani esce xXx: Il ritorno di Xander Cage, quindi oggi parliamo di quello vecchio, quello importante. Del sequel invece ne parlò Nanni Cobretti sul suo blog.

vlcsnap-2017-01-18-01h23m46s282

Al cinema vedere xXx ci ero andato con mio padre, bello fresco dell’esaltazione da Vin Diesel dopo aver scoperto Fast & Furious. Come già scrissi in occasione di quella recensione, Vin Diesel era il mio mito assoluto. Andavo alle medie e tutto quello di cui avevo bisogno erano macchinone, colonne sonore tamarre e Vin in canotta. Essendo una persona cresciuta a 883, quella era l’unica svolta possibile. Avevo appena scoperto i Rammstein perché un amico mi masterizzò un disco. Di quel giorno al cinema mi ricordo giusto i ragazzi più grandi fare battute sulla tipa in camera, la faccia di mio padre che si chiedeva perché ha cresciuto un figlio così e poi, insomma, questo:

Riguardandolo mi sono reso conto di non essermi dimenticato quasi niente. Dall’annusata al machete di Danny Trejo alle spiagge di Bora Bora l’unica cosa che mi sono scordato sono i nomi di tutti quelli che non sono Xander Cage, che ovviamente poco importano. Certo aver consumato il DVD all’epoca ha aiutato. Potrei o non potrei aver passato ore a vedere i contenuti speciali dedicati alla vernice della macchina, quella che cambia colore a seconda della luce.
Cinque minuti fa sono giunto alla conclusione che Rob Cohen è il Don Bluth della mia adolescenza, quell’autore che rivangando rivangando sta sempre lì tra i momenti importanti della vita di un ragazzo. E tutto nel giro di un paio di film azzeccati come niente prima e niente dopo. Vin Diesel gli deve una carriera, nemmeno perché sia un regista pazzesco (non lo è), ma perché quel gusto lì per il tamarro a duemila trattato come una cosa importantissima ce l’aveva solo lui, e infatti.

vlcsnap-2017-01-15-23h47m27s203

Il miglior pelliccione di sempre.

Facilissimo tra l’altro andare lì e prenderlo in giro perché è una tamarrata con Vin Diesel che sfoggia il suo peggior armadio e Asia Argento che si doppia da sola con l’accento da sbarbona della tundra. È un film relativamente vecchio, assolutamente naive, girato da un buzzurro. Eppure, riguardatelo e vedrete che (poesia):

  1. Tutti i cazzo di film moderni
  2. Da dieci anni a questa parte
  3. Fanno esattamente le stesse cose
  4. A volte un po’ meglio
  5. A volte un po’ peggio
  6. Ma esattamente le stesse cose

Il nemico da un altro paese, la fiamma esotica, un uomo solo contro il mondo da salvare e poi tutte queste scene action attaccate una dietro l’altra senza fermarsi un attimo, in trenta location diverse. Gli unici momenti di calma sono smorzati da un carisma buttato lì senza sforzo, quasi con dello scazzo, che questi antieroi dei giorni nostri se lo sognano. Ho letto in giro che il nuovo xXx punta un sacco ai nuovi Fast & Furious, ma è importante sottolineare che i nuovi Fast & Furious devono molto a questo filmetto qui, che prima di loro buttava giù macchine dai ponti e si inventava inseguimenti bizzarri (macchina vs coso velocissimo sul fiume). E faceva volare Vin Diesel come non mai.

Ciuuuupaaaaa

Ciuuuupaaaaa

Andatelo a dire al ricordo sfocato di un’estate passata che questa roba qui è praticamente un James Bond fatto di Red Bull, che non ne ha voglia, che ai gessati preferisce lo smanicato ma che condivide la stessa passione per i gadget stupidi, le belle macchine e le belle donne. E l’odio verso i russi (maschi). Praticamente un James Bond che ti porteresti a bere fuori. Un James Bond divertente, che al cinema di classe preferisce il montaggio schizofrenico. Che ha M interpretato da Samuel L. Jackson. Ci siam capiti, no?
xXx è un film della Madonna, talmente incastrato nell’esaltazione da nuovo millennio che non è invecchiato, è rimasto lì in una bolla di felicità un po’ ingenua che regolarmente accoglie spettatori sperduti nell’azione poco soddisfacente che la maggior parte del cinema commerciale ci sta dando. È un salto in un’epoca in cui questo tipo di cinema era laterale, al limite, dato in mano a gente disposta a rischiare e a perdere. Da una roba del genere sarebbe potuta partire la saga che avrebbe ridefinito l’action sgasone moderno, ma non è successo. Ci sono voluti anni e almeno un Justin Lin per applicare la stessa formula a un franchise diverso, mentre Rob Cohen è un po’ finito nello sfigatoio, non privo di colpe. Ora ci tocca vedere la saga data in mano a D.J. Caruso, uno che non ce la può fare ad azzeccarne una, ma anche ne azzeccasse una sarà solo una copia, un contentino, qualcosa di normale e un po’ divertente, ma che non avrà mai il coraggio di prendere e buttarsi giù da un ponte a tutta velocità.
Nella Xander Zone DJ Caruso non ci entra.

Prima delle gopro.

Prima delle GoPro.

DVD-quote:

“Rob Cohen, il più grande e incompreso visionario del cinema action moderno”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , ,

Last Action Hero, o di quando Schwarzenegger rischiò di diventare davvero l’ultimo eroe d’azione

Big Gun

La storia di una parodia dei cliché dei film d’azione scritta, diretta e interpretata dagli inventori di quegli stessi cliché, e rivolta ai bambini.  »

Troll norvegesi crescono: The Autopsy of Jane Doe

SITE_022615_133.CR2

Il primo film americano del norvegese André Øvredal è un buon horror psicologico famigliare che poteva rischiare di diventare una delle sorprese della stagione  »

Anno nuovo, robe vecchie: Beyond the Gates

Screen Shot 2017-01-08 at 17.26.25

Dove Stanlio, Barbara Crampton, Stuart Gordon, Lovecraft, Jumanji e tanta noia  »

Antenati di menare presenta: Assassin’s Creed, il film

Un'istantanea dalla riunione in Ubisoft con chi  aveva rilasciato la dichiarazione incriminata

Quanto tu sei così così ma il tuo antenato, quello sì che menava duro  »

Premio Jimmy Bobo: Dicembre 2016

Pescosolido.8

È il Premio Jimmy Bobo: chi, da mito, diventerà leggenda?  »

Secondo Convegno Mondiale del Cinema di Menare: “Quando Paul Verhoeven uccise il blockbuster violento”

Schermata 2017-01-04 alle 14.38.56

L’intervento del boss fa chiarezza sul momento preciso in cui il Rated R è stato bandito dal cinema mainstream e perchè  »

Secondo Convegno Mondiale del Cinema di Menare: “Creed è da considerarsi parte del canone ufficiale di Rocky?”

Schermata 2016-12-24 alle 16.21.31

Un intervento di filologia del cinema di Rocky volto a risolvere una disputa cruciale  »

Secondo Convegno Mondiale del Cinema di Menare: “Esseri umani che escono da carcasse animali”

Schermata 2016-12-24 alle 17.04.17

Il titolo dice tutto  »

Secondo Convegno Mondiale del Cinema di Menare: “Addio tempi Buy: il punto della situazione sul cinema di menare italiano”

snapshot

Cosa è cambiato davvero nel cinema italiano quest’anno?  »