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Inventa il tuo Mostro Grosso! #MostriGrossiChallenge + giveaway

Segnatevi la data: il 28 novembre esce in libreria il nostro terzo e già trionfale libro, Guida da combattimento ai Mostri Grossi.
Ora: in qualche modo volevamo festeggiare l’evento, e qui è dove mi è tornata in mente una delle cose più belle in assoluto che abbiamo fatto su i400Calci, ovvero la galleria di robottoni. Ve la ricordate?
Per cui mi sono detto: avete passione, avete creatività, avete nostalgia di quando eravate bambini, avete probabilmente anche un bambino vero e proprio a cui chiedere eventualmente una mano, RIFACCIAMOLO, ma stavolta coi Mostri Grossi.
Non serve saper disegnare, non è una gara di tecnica: è sufficiente metterci l’amore e la fantasia di cui siete capaci.
Siete pronti?

ISTRUZIONI

  • Inventa un Mostro Grosso di tua invenzione
  • Disegnalo al meglio delle tue accettabilissime possibilità
  • Scrivi una breve scheda che risponda alle seguenti tre voci: Nome; È colpa degli Americani? (origini); Mosse preferite.
  • Postalo su Facebook o Instagram usando l’hashtag #MostriGrossiChallenge, OPPURE mandacelo via mail entro lunedì 25 novembre a mezzanotte

Noi raccoglieremo tutto e pubblicheremo la vostra galleria mercoledì 27 novembre che, per coincidenza, è il mio compleanno, dopodiché sceglieremo tre persone e manderemo a ciascuna una copia omaggio della Guida da combattimento ai Mostri Grossi.

Vi servono degli esempi?
Abbiamo chiesto all’illustratore di Mostri Grossi Francesco Biagini, al nerd grosso di Lega Nerd Roby Rani, al capo di Monster Movie Matteo Berta, all’illustratore di gatti killer Andrea Musso e al mitico Nicolò di farne qualcuno per voi. E poi ne abbiamo fatto uno anche noi della redazione.
A voi la gallery:

F24, di Francesco Biagini

Nome: F24 (dal codice nel catalogo dei kaiju a cui nessuno si è preso la briga di dare un nome serio)
È colpa degli Americani? (origini): in parte sì. Lui era il solito tranquillo kaiju che devastava nomi, cose e città, finché un bel giorno al solito professorone venne la brillante idea di miniaturizzarlo per renderlo inoffensivo e gli spararono contro una specie di suppostone al dna di tardigrado (quei buffi microrganismi cucciolosi e brutti come la merda che sembrano degli scroti depilati a 6 zampe). Il piano funzionò fin troppo bene ed il nostro F24 iniziò a rimpicciolire sempre di più, sempre di più, fino a ritirarsi nello spazio subatomico, mantenendo però intatto il suo livello di cazzimma e diventando così un concentrato di cazzimmaggine super massificata.
Mosse preferite: da grande provocava disastri limitati ai palazzi su cui riusciva a mettere le zampe. Da piccolo riserva lo stesso trattamento agli atomi, frantumandoli ed innescando reazioni termonucleari a catena, rendendo in pochi anni il pianeta inabitabile!
Ecco cosa succede quando fai studiare i tuoi figli per farli diventare professoroni esperti di kaiju, invece di mandarli a spacciare come tutti i loro amichetti!

Vulvonte, di Roby Rani

Nome: Vulvonte
È colpa degli Americani? (origini): piccolo bolide alieno radioattivo precipita dentro un relitto spiaggiato sulle rive sporche e inquinate del lago Michigan. Un piccolo ratto bianco incuriosito dalla strana pietra, si avvicina e ne viene misteriosamente attratto. La pietra emana un bellissimo colore viola iridescente e diventa irresistibilmente appetitosa. Il topo ne morde una piccola parte e la ingerisce come se fosse il piu bel pasto della sua vita. la Poco dopo la fame quintuplica, ma la pietra non basta più, deve nutrirsi di essere viventi cominciando la mattanza con tutto ciò che trova, Lumache, anche Polpi morti, cannolicchi, conchiglie, insetti, altri topi, gatti e via dicendo… La pietra stravolge la chimica della piccola creatura e comincia ad assorbire il dna delle creature che il topo aveva ingerito. Una volta terminato l’ultimo pasto ecco che inizia la mutazione al secondo stadio, la dimensione da mostro grosso.
Mossa preferita: il “risucchio infernale” che non lascia scampo uccidendo le proprie vittime dopo settimane di gestione

Were Whale V, di Matteo Berta

Nome: Were Whale V
È colpa degli Americani? (origini): una balena mannara nata dalla mente troppo fervida di qualche anziano, perché a forza di ripetere la sua leggenda al buio di qualche locanda di porto, qualcosa prima o poi doveva saltar fuori. Per molto tempo, la balena è stata un capodoglio antropomorfo malmostoso, ma una mattina le è spuntato un pelo fitto, dei denti aguzzi e degli occhi rossi. La mutazione è avvenuta improvvisamente senza luna piena né spiegazione, si sentiva solamente poco bene la sera prima.
Mossa preferita: il “Canto alla Luna”, essendo insicura sulla sua vera natura, l’istinto la porta ad eseguire questi lamenti notturni che le garantiscono un +50 di rigenerazione vita e causano alte maree inaspettate. “Non è balena, non è lupo, sa soltanto quello che non è…”

Eiji Tsuburaya, di Andrea Musso

Nome: Eiji Tsuburaya ( 円谷 英二 )
È colpa degli americani? (origini): certo! Se non avessero usato la bomba atomica non sarebbe diventato così fotuttutamente enorme e, forse, non avrebbe creato Godzilla. Starebbe ancora a costruire giocattoli.
Mossa preferita: Distruggere un palazzo intero con un colpo di cod… cravatta e quando mangia troppo piccante appicca incendi che levati. Per il resto non fa molti danni, perché è fatto tutto di gomma piuma, e insegue le lucertole.

Herbert Il Clamidosauro Gigante, di Nicolò

Nome: Herbert Il Clamidosauro Gigante
Colpa degli americani: Certamente! Era uno degli animali preferiti del direttore di una centrale nucleare. Herbert è poi fuggito dalla sua gabbia e il giorno dopo l’hanno trovato appollaiato all’edificio.
Mossa preferita: con il suo collare chiamato clamide riesce a fluttuare per un periodo esteso di tempo

Gallomimus, di George Rohmer

Nome: Gallomimus
È colpa degli americani? (origini): claro che sì. Dopo aver acquistato una remota isola tropicale, il magnate dell’olio di palma Butchcassidy Onepercent l’ha trasformata in un gigantesco laboratorio per creare una specie di kaiju circensi altamente specializzati. Ma il miliardario americano non poteva immaginare che gli abitanti del pianeta Arcelor avrebbero attaccato la Terra al solo scopo di impadronirsi di tutte le scorte di Nutella, alimento molto gradito nel sistema di Zeta Reticuli. Sfortunatamente, la Nutella è anche l’unica cosa che riesce a tenere a bada i burleschi bestioni che, privati del loro comfort food, evadono dall’isola e iniziano a devastare città a vanvera.
Mossa preferita: il Gallomimus, in quanto abile mimo, è in grado di simulare con le sue manone la presenza di una parete invisibile tra sé e il suo avversario, che, rassicurato dalla barriera architettonica, abbassa le difese e viene inevitabilmente sorpreso da un attacco frontale.

Sln’yash Qhaa’ngl, di Quantum Tarantino

Nome: Sln’yash Qhaa’ngl, che in una dimenticata lingua presumerica significa “l’occhio che divora l’universo”
È colpa degli Americani? (origini): è un portale senziente e dotato di fauci che collega a una dimensione demoniaca. Al suo interno si scorgono 999 occhi, chi li fissa perde irrimediabilmente il senno, eccetto il terzo in basso da destra, che fa perdere solo l’appetito. È un mostro lovecraftiano, quindi è colpa dei neri.
Mossa preferita: una volta evocato attraverso un antico rituale nigeriano, cresce fino a divorare l’intero universo. Il problema è che ci mette un casino, anche due-tre settimane.

Lo Scivolatoooooore, di Casanova Wong Kar-Wai

Nome: Lo Scivolatoooooore!
È colpa degli Americani? (origini): certo! Praticamente è successo che uno scienziato americano di una città a caso, ha messo per sbaglio nell’acquario della figlia – tutta carina, bionda e con le treccine – una molecola studiata in laboratorio che praticamente pimpa tutto il dna degli esseri che incontra. Nell’acquario però c’era solo un Opisthoteuthis Adorabilis (una specie vera, eh? Checkatela out) che quindi diventata mega enormissimo e mostruoso.
Mossa prefe: Lo Scivolatoooooooore è un Mostro perché è grosso e perché c’ha tutti i tentacoli ma in realtà è un essere carino e megacute. Per cui tenta di scivolare tra un palazzo e l’altro senza uccidere nessuno.

Varco ManBeast-N, di Stanlio Kubrick

Nome: Varco ManBeast-N.
È colpa degli americani? (origini): è un varco interdimensionale, l’ultimo stadio evolutivo di un orrido ibrido tra uomo e bestia, il frutto di infinite generazioni di incroci proibiti che millennio dopo millennio hanno trasformato la specie e l’hanno fatta trascendere fino a trasformarla in un portale che collega la nostra realtà direttamente con l’inferno. Si manifesta sotto forma di una linea verde fatta in Paint. Quindi per una volta no, è colpa delle nutrici cosmiche che hanno allattato la progenie dell’abisso per milioni di eoni fino a dare alla luce questo abominio.
Mosse preferite: aprire un passaggio diretto, e peraltro non limitato agli interni di un’astronave, tra la nostra dimensione e quella dei demoni.

Sirena Bathypelagia Endolucernata, di Cicciolina Wertmüller

Nome: Sirena Bathypelagia Endolucernata
È colpa degli Americani? (origini): no, è un mostro mitologico greco. Mica ci sono sempre americani dappertutto!
Mossa preferita: una volta ha mangiato un rappresentante dell’Ikea che stava lì come un coglione con una lampada d’ambiente in mano. Ma dico io, vai a nuotare negli abissi con la lampada accesa? Sei un coglione. Insomma la nostra sirena ha avuto la brillante idea di tenere la lampada sempre accesa in bocca, così attira le prede sia cantando sia facendo vedere la graziosa lucina azzurra (come d’altronde fanno tutti i suoi amici degli abissi).

Morelli Kevin, di Luotto Preminger

Nome: Morelli Kevin
È colpa degli americani? (origini): Qualche mese fa il mio pneumologo, abbassando la voce, mi ha confidato che negli anni Sessanta/Settanta i soldati americani della base di Camp Darby riversavano nel Tirreno chissà quali schifezze per chissà quali esperimenti, ed è per questo che sulla costa tantissime persone soffrono di ipotiroidismo. Ora, se l’ipotiroidismo è colpa degli americani, figuriamoci se nel frattempo queste schifezze yankee non hanno pure fatto mutare qualche scorfano, qualche pesce prete, qualche seppietta. Non è bellissima questa cosa che avevamo la premessa perfetta per un film di mostri toscano servita su un piatto d’argento, e non lo sapevamo? Me l’ha dovuta dire il mio pneumologo! In segreto! Nel film di mostri toscano, il mio pneumologo sarà lo scienziato che tutti tacciano d’allarmismo, salvo poi ricredersi troppo tardi. Nel film di mostri toscano, il mio pneumologo è il primo a morire (centocinquanta euro di parcella, mica semi di zucca, quindi un po’ se lo merita pure).
Mosse preferite: strappare le ciminiere delle raffinerie e fumarle: “Dé, poi te la ridò”. Si noti inoltre, sul muso, la protuberanza che termina con una fetta di cecina calda (voi probabilmente la chiamate “farinata di ceci”, lui la chiama “torta”). Tale accorgimento serve non soltanto ad attirare le prede, ma anche ad allettare Kevin stesso, spronandolo ad andare sempre avanti come la proverbiale carota.

Metaphoroid, di Nanni Cobretti

Nome: Metaphoroid
È colpa degli Americani? (origini): andava tutto bene, quando un giorno il 28enne Frederick Pauldano di Portland, Oregon, si reca a restituire il bluray Criterion di Il posto delle fragole di Ingmar Bergman al suo videonoleggio vintage / café equosolidale di fiducia, ma per errore ci si dimentica dentro il disco di Tremors. Succede comunque che il bluray gli casca in un tombino radioattivo e voilà! Tre giorni dopo spunta fuori il gigantesco e incazzosissimo Metaphoroid. Quindi è colpa degli Americani ma anche un po’ degli Europei.
Mosse preferite: Metaphoroid è un mostro molto insicuro per via del suo naso da ippopotamo e la voce da gatto, e quindi molto suscettibile. Di solito punta una combriccola di giovani intenti a divertirsi, gira la grande ruota che ha sullo stomaco e li attacca con la metafora sorteggiata. Cioè, così dice lui, ma in realtà fa sempre uguale: prima afferra le sue vittime coi tentacoli, poi le fissa insistentemente col grugno a un centimetro attraverso i suoi spessi occhiali, e infine li schiaccia col panzone. Lo si può sconfiggere volendo, eh? Ma sareste davvero dei superficialoni.

Tutto chiaro?
Mano alle matite e diamo il via alla #MostriGrossiChallenge!

(Guida da combattimento ai Mostri Grossi, edizioni Magic Press, è pre-ordinabile su Amazon)

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