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Scintilla o The Hybrid o Un film di fantascienza carino

scintilla-900x1268Trovo sempre complicato capire da dove iniziare a parlare di questi film qui, quelli con qualche idea, qualche aspetto ben realizzato e qualche sorpresa, ma anche parecchi difetti, problemi di sceneggiatura, soprattutto, e magari una regia un po’ standard, adeguata, non troppo brillante.  Questi film qui che non sono clamorosamente brutti, ma sembrano dei bei film mal riusciti. Questi film carini, insomma, che ci provano e un po’ ci riescono.
Il problema vero, oltre alla loro qualità effettiva, è quanto sia difficile inquadrarli in un’ottica oggettiva senza per forza dover dire “vabbè, alla fine mi sono divertito”, perché di queste cose qui la gente non se ne fa un cazzo. Mi sono divertito io, ma sono convinto che non si siano divertiti loro, ma forse ti sei divertito tu. Non lo so se ti sei divertito tu, perché non ti conosco e sei abbastanza messo bene nella vita da non sentire il bisogno di dire la tua su Scintilla.
Il problema, in effetti, è che io stia a qui a farmene come se stessi parlando del prossimo capolavoro di Werner Herzog, mentre al massimo ho tra le mani il miglior film del regista di Ferocious Planet, per mettere in prospettiva le cose.
È un film che, comunque, verrà ricordato più di altre cazzatelle uscite ultimamente, vendute come molto divertenti ma solo noiose e che, onestamente, sono talmente gonfie della loro premessa da non provarci nemmeno a essere qualcosa di anche solo decente. Mi viene in mente Zombeavers. Mi viene in mente Stung. Robetta che piace alla generazione di youtube, dei trailer, delle videorecensioni urlate.
Il vero problema è che oggi fa caldo, e ce l’ho con tutti.

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Ma non con lei. Impossibile avercela con lei.

Impossibile anche perché lei, come tutti, non fa praticamente niente per un’ora e mezza a parte essere bella e riempire l’inquadratura con quelle faccette lì. Lei, che si chiama Antonia Thomas ma è al massimo identificabile come “quella di Misfits“. Che è comunque qualcosa, eh. Abbiamo anche Ned Dennehy, che è “quello che fa l’irlandese al bar in tutte le produzioni a cui serve un irlandese al bar”, o Beth Winslet, che è “quella con la sorella”. La vincitrice, però, è sicuramente Morjana Alaoui, che è “quella di Martyrs“. Sì, proprio quella (ehi, tu che non sai di che cosa stia parlando: corri a vedere Martyrs). Tutto comunque migliore del protagonista, John Lynch, che ha 71 titoli su IMDb ma nessuno che gli abbia mai fatto guadagnare la dicitura “quello di”.
Insomma siamo messi così, con un branco di attori britannici navigati e qualche americano che si nota subito perché gli americani queste produzioni qui le affrontano senza alcuna professionalità. Siamo in Ossezia del Sud e c’è tutta una serie di motivi per cui questo ex bunker sovietico è ora in mano a dei terroristi per nulla indentificati o identificabili. I nostri devono entrare nel bunker, trovare un laboratorio e tipo, salvare una dottoressa o qualcosa del genere, ma nel bunker ci sono pure gli alieni. Parlo così perché il film è raccontato così, tutto confuso, con dettagli che vanno e vengono, ed è un po’ il motivo per cui Scintilla, o The Hybrid, non è film riuscito. Personaggi insignificanti dentro una storia tutta pretestuosa in cui non si capisce niente. Ad esempio: c’è tutta una serie di discorsi sui russi che odiano i georgiani, gente che parla un dialetto invece che un altro e quindi scattano le sparatorie. Roba bella, pure al di sopra della tua solita sceneggiatura da quattro soldi, ma non si capisce chi siano questi, cosa ci facciano lì, e me la rispieghi ‘sta cosa della Georgia che non l’ho capita? In realtà della guerra per l’indipendenza dell’Ossezia del Sud ne sono al corrente, ma è tutta una situazione politicamente parecchio complicata ed è compito dello sceneggiatore spiegare le cose e rendere chiaro il contesto, mica il mio, soprattutto se si prende la briga di introdurlo.
Dalla parte delle cose positive, però, c’è il fatto che il film parta con un ritmo adeguatissimo destinato solo a crescere, e tra la confusione generale appena partono le sorprese si viene colti alla sprovvista, e tutto sembra più bello.

Sorpresa!

Sorpresa!

Da qui in poi non posso permettermi di raccontare nulla. Il motivo per cui mi è piaciuto è anche la completa ignoranza con cui l’ho affrontato, e certe cose proprio non me le aspettavo. Benché tutto sia sempre un po’ un grandissimo casino e l’azione, per quanto volenterosa, non sia mai girata con mano esperta, certi elementi sono proprio belli, e la violenza è tanto improvvisa quanto soddisfacente. Insomma, a una certa parte il gore.
Si vede l’ambizione, l’intenzione di voler raccontare qualcosa di grosso, elaborato ed espandibile in sequel o serie TV (vederlo adattato come serie SyFy non mi stupirebbe). C’è tanta roba, sicuramente troppa, e come al solito il risultato è sempre un via di mezzo tra l’intrattenimento e lo spiegone compulsivo per mancanza di tempo. Queste cose qui bisogna sempre un po’ saperle affrontare, partendo con le aspettative giuste e ricordandosi che non stiamo facendo Kubrick.
E poi vabbè, alla fine mi sono divertito.

DVD-quote:

“Da affrontarsi previa conversione al culto del cinema carino”
Jean-Claude Van Gogh, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer (che non consiglio)

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