Crea sito

Io sto con gli Ippopotami AKA la recensione Wolf Warrior 2

La scena con cui inizia Wolf Warrior 2 è la migliore di tutto il film. Serve aver visto il primo? AHAHAHAHAHAHAAHAHAHAH! Dicevamo che è la migliore di tutto il film: mare aperto, navi cargo, pirati con motoscafetti agili seguiti da un drone in una vastità d’acqua che con una rete da pesca impigliano l’elica del motore della grande nave, con le fiocine la agganciano e partono a sparare. Sono neri, sono africani, sono cattivi. Sulla nave: il panico. Gente che corre, gente che si prende le pallottole in corpo e muore, ammiragli e commodori nel caos, fino a che a sorpresa si scopre che sulla nave c’era lui, Leng Feng, eroe di Wolf Warrior, che si batte il petto (sic!) e si tuffa in mare in bello stile con la canotta e la camicia tutta aperta. Lo seguiamo con un piano sequenza unico (molto digitale) fino sott’acqua dove raggiunge il fondo dei motoscafi e li agita per far cadere i pirati in acqua. Sempre sott’acqua senza respirare li malmena, evita i fucili e le pallottole e (siamo sempre nel finto piano sequenza unico eh!) nuotando nuotando, passandogli intorno, evitandoli e dando calci, li lega con un cordino. Finalmente torna in superficie e lega l’altra estremità del cordino. I prigionieri legati sono ora assicurati, ma stanno ancora sott’acqua? Sono saliti a respirare? Sono vivi? Stanno almeno cercando di liberarsi? Non si sa. Primo piano di Leng Feng fradicio con il fiatone che guarda verso l’orizzonte e BUM: WOLF WARRIOR 2!

Tra il poster di propaganda anni ’60 e la locandina di un film di Michael Bay

In realtà la storia ha poco a che vedere con il mare ma molto a che vedere con gli africani. Praticamente Leng Feng, tornato in patria, viene incastrato stupidamente dopo che ha cercato di salvare la famiglia di un commilitone morto nel film precedente da alcuni aguzzini. Alla fine della rissa rimane con la pistola in mano, arriva la polizia, lo arresta e l’esercito lo congeda. Tutto funzionale alla trama, perché servirà qualcuno, qualcuno di esterno all’esercito, un lupo solitario, per andare a salvare alcuni ostaggi cinesi in una brutta zona dell’Africa per intervenire nella quale la Cina attende il via libera delle Nazioni Unite. Ma Leng Feng non attende nessuno, Leng Feng agisce!
Avrete letto un po’ ovunque che Wolf Warrior è il Rambo cinese e questo è il punto in cui ve lo diciamo anche noi: sì, è il Rambo cinese. Ma non perché è lui che viene a prendervi, perché si fa i cappottini con il cuoio, sgomina interi paesini di stronzi o gioca a polo afghano nel deserto e si cauterizza le ferite con la polvere da sparo; lo è perché è il mezzo attraverso il quale la Cina racconta al proprio popolo la sua politica estera.

Se volete uno spoiler (e se non leggete The World Today) la Cina è il primo partner commerciale dell’Africa, sono in un momento in cui ci stanno investendo tanto, e biasimano molto le Nazioni Unite (delle quali fanno comunque parte, quindi c’è anche rispetto) per la poca mano ferma e la lentezza nell’intervenire nelle mille guerre africane. A contrapporsi a loro, come sempre, come una volta, come non hanno mai smesso di fare nei nostri cuori: i russi.

*SIGH* “I Russi…..”

È effettivamente un back to the ’80s, operazione nostalgia in realtà modernissima e attuale che mostra bene a che punto sono arrivati i cinesi con i blockbuster d’azione. Wolf Warrior 2 è infatti il film di maggiore incasso di sempre in Cina (ha battuto la sirenetta di Stephen Chow), e a raccontare a tutto il popolo come la deve pensare riguardo gli stranieri con i nasi lunghi è quindi Jing Wu (sceneggiatore, regista e attore). Il fatto che lo faccia con un’azione così pretestuosa riempie il cuore di gioia e la faccia di calci. Sostanzialmente il suo eroe per una questione personale entrerà in questa sporca guerra di uno stato africano che non viene mai nominato, sarà supportato (ma da lontano) dal fiero esercito cinese che non può intervenire in attesa del via libera delle Nazioni Unite ma che lo esorta a procedere e mettere in salvo i cinesi coinvolti in una sanguinosa rivoluzione armata, fomentata da alcuni russi muscolosi e giganteschi. Nel salvare i cinesi Leng Feng salverà molti africani (molti altri moriranno come mosche ma state tranquilli che i cinesi si salvano), menerà molto Frank Grillo AKA “l’americano che dice apertamente che loro sono migliori di noi” e dimostrerà l’etica, i valori, il cuor d’oro e la bontà del popolo cinese.

Come Rocky alla fine dell’incontro di Natale in Russia

Potete fermarvi qui se il vostro obiettivo era solo informarvi per poter parlare del film nelle vostre conversazioni sul cinema di menare nei salotti buoni della vostra città. Se invece siete un po’ più interessati al dunque, a come sia quest’idea di azione ad altissimo budget cinese, come siano gli unici blockbuster di combattimento dei nostri anni andate avanti.

L’idea di Jing Wu di azione è mutuata al 100% da quella americana, cioè il principio per il quale “uno dei nostri vale mille dei vostri”, che uno potrà risolvere quel che tanti non riescono a fare. Noi ci siamo abituati, ma per la Cina è abbastanza una novità inedita il passaggio da Hero, I Pugnali Volanti e i loro eroi di massa, membri come altri del popolo, all’eroe solitario, l’individuo eccezionale che non ha bisogno di essere ruota di un ingranaggio assieme agli altri ma può fare reparto da solo . Quantomeno non avevamo mai visto su questa scala una situazione così grossa risolta in toto da qualcuno di esterno al sistema (ma supportato da esso se non altro). In più la presenza di Frank Grillo nel ruolo di villain dal nome da videogioco (Big Daddy) aiuta a fomentare la sensazione. Quando entra in scena, ti senti come quando sei ad una festa in cui non conosci nessuno e all’improvviso in fondo noti che c’è anche un tuo vecchio compagno delle medie.

Modelli Occidentali: Top Gun

La buona notizia è che Jing Wu abusa di mezzi di trasporto e ha un’idea di azione che prende il meglio dalla tradizione del suo paese (veri stunt, vere prestazioni atletiche, coreografie complicate e minor aiuto possibile di CG) per aggiungerci l’esagerata predisposizione ad una forma di spettacolarità altissima che coinvolge mezzi, ambienti e strumenti non convenzionali. Qui c’è una sequenza a sportellate con i carroarmati degna di nota oltre ad un’ottima scazzottata in un supermercato tra scaffali, calci, fucili e vittime.

La brutta notizia è che non hanno fatto nemmeno un passo verso un’idea di eroismo più complessa. Leng Feng non ha esitazioni o complessità, sa benissimo quale sia la cosa giusta da fare e non ha dubbi. Anche la linea romantica (adeguatamente tenuta a bada) procede con il consueto pudore del corpo e del contatto fisico. La mezzosangue cino-americana che Feng incontrerà e con cui avrà a che fare più volte non sarà mai dichiaratamente una partner romantica, nemmeno un bacio. L’unico dettaglio sentimentale sarà che lui la salverà più volte mentre lei cura bambini africani in difficoltà.

Occidente vs Oriente

Ce n’è di strada da fare ancora per gli eroi crepuscolari, i violenti, i bastardi o gli arrapati. “Ma anche Rambo mica pensava alle donne” direte voi, e avete anche le vostre ragioni, ma quella per l’America era un’eccezione che nasceva dal fatto che Rambo, essendo un eroe di Stallone, è un disadattato, una figura triste che ha perso tutto per colpa della guerra e che viene impiegato di continuo come pupazzo del sistema, una macchina da guerra che non potrà mai più avere una vita normale e il cui destino sembra che non interessi a quello stesso paese che l’ha mandato ad uccidere e impazzire. Ecco, una cosa del genere è lontanissima da Wolf Warrior 2, in cui il comandante della portaerei al largo delle acque dell’Oceano Indiano è distrutto all’idea di non poter aiutare Leng Feng, piange nel venire a sapere che ci sono delle vittime, e nel secondo in cui arriva il via libera dell’ONU grida con le lagrime l’ordine di lanciare i missili, i quali partono in un momento di felicità battagliera quasi straniante. Quasi che io stesso non lo so se essere davvero felice o no.


Dvd-quote suggerita:

“Il miglior action movie cinese con pirati somali, rivoluzionari africani e le Nazioni Unite come villain che vedrete questo mese!”
Jackie Lang, i400calci.com

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Antonio Banderas è El Punisher: Acts of Vengeance

Un nuovo capitolo della “svolta Liam Neeson” di Antonio Banderas e nel fascinema in generale.  »

Un film per fratelli maggiori: The Babysitter

Dove Stanlio Kubrick è ormai intrappolato in un vortice temporale dal quale non vede via d’uscita  »

Eccezioni abbastanza meritevoli: Assassinio Sull’Orient Express

Agatha Christie è la regina dell’ammazzare male, Hercule Poirot è un eroe, Kenneth Branagh è un segaiolo.  »

Tema: il mio Stephen King preferito al cinema – Cimitero vivente

Il primo romanzo di Stephen King da cui anche un esordiente riuscì a tirare fuori un film notevole.  »

Terzo Convegno Mondiale del Cinema di Menare: “Commando, o del cinema che si adatta a Schwarzenegger”

Oggi esce in tutte le librerie e negozi on line il Manuale di Cinema da Combattimento. Per l’occasione, direttamente da Lucca 2017, abbiamo un video di Jackie Lang che vi racconta uno dei pezzi inediti.  »

Creep 2: se non so matti non li vogliamo 2

Del ritorno di Mark Duplass, del matto Aaron e di Bongiorno Miike. Tutto insieme.   »

American Assassin: un film con Michael Keaton e Scott Adkins. Però brutto eh!

Il puntatone speciale di Homeland con un adolescente incazzato al posto di Carrie Mathison.  »

Tema: il mio Stephen King preferito al cinema – La Zona Morta

Cronenberg. King. Kronenbing.  »

Terzo Convegno Mondiale del Cinema di Menare: “Il bingo di Shane Black” (+ Colpo Basso)

In cui, direttamente dal trionfo di Lucca 2017 e in preparazione alla nostra imminente miniserie Colpo Basso, Quantum Tarantino vi insegna a riconoscere i tratti distintivi del cinema di Shane Black.  »