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Snuff vero Vs. snuff finto: Scare Campaign

Tutto cominciò in quella casa nel bosco. Anzi no, Scare Campaign si rifà a mille altri film sull’argomento, da My Little Eye al capostipite Peeping Tom, ma quando si parla di una troupe televisiva che fa mettere la gente nei cazzi ad uso voyeuristico pubblico sotto forma di reality show, si va a parare lì.

Bu!

Stupisce che con tutti questi capostipiti non ci sia ancora la voglia e/o capacità di lasciar perdere i tropi dei personaggi che questo genere di film tipicamente presenta; e insomma i fratelloni Cameron e Colin Cairnes ci presentano come al solito il regista senza scrupoli etici, l’attrice con gli scrupoli etici, il ciccione al computer, il truccatore checca, la produttrice troione siliconato, i quali per lavoro organizzano lunghissime candid cameras a tema horror con le comparse truccate da zombie. E siccome nel 2018 i trentenni si preparano a una vita adulta di stenti, ognuno di essi si lamenta continuamente che sono sottopagati, che hanno fame, e il mercato di qua, e il sindacato di là, e il pubblico si stanca, e la carriera rischia di andare a puttane e dopo abbiamo ancora più fame, dobbiamo trovare qualcosa di più forte e autentico… tipo i Masked Freaks! I Masked Freaks sono un manipolo di buontemponi mascherati che va in giro a trasformare gli *snuff finti* in *snuff veri*, facciamo finta che questa frase abbia senso e tirèm innànz, capitano sul set e affettano gli attori con attrezzi taglienti attaccati alle videocamere. “This is deep web shit!”,  commenta uno per farci capire che si fa sul serio. E in effetti nel corso del film i Masked Freaks forniscono un eclatante campionario di omicidi malissimo che l’anno prossimo di sicuro ce li ritroviamo ai Sylvester perché meritano tanto.

Questo è bellissimo

E qui avete già capito che Scare Campaign, oltre che sugli omicidi malissimo, si basa sulla stratificazione di finzione e realtà, detto e non detto, immagine in campo e fuori campo. La troupe non sa più di chi fidarsi, chi recita per chi, etc. Interessante! Sarebbe stato ancora meglio se i registi avessero avuto il coraggio di compiere il passo successivo, ovvero di fare lo stesso trattamento ambiguo al pubblico, mischiando le carte anche per noi. In realtà lo fanno soltanto nell’ultimissimissima scena, di cui non rivelo nulla altrimenti piangete, ma insomma c’è qualcuno che guarda qualcosa e allora forse magari può voler dire che BASTA NON DICO ALTRO . Scelta apprezzabile, ma che ti fa intuire il vero capolavoro che questo film avrebbe potuto essere, se fosse stato architettato ancora meglio di quello che già è… e invece l’intreccio è dannatamente prevedibile, paradossalmente rassicurante per un film che fa della paura e del disorientamento gnoseologico (diciamolo meglio: il “non capirci un cazzo”) le sue ragioni di essere.

Anche lui non ci capisce un cazzo, però si impegna

D’altra parte è anche vero che i protagonisti non sono proprio dei fulmini di guerra – ciò si intuisce da vari piccoli ma significativi maccosa, tipo abbandonare un’arma che ti ha appena salvato la vita e che, come dire, potrebbe esserti ancora utile; o dal fatto che quando compaiono i Masked Freaks tutti esclamano “Masked Freaks!” come se non si fosse capito chi sono, un po’ come solitamente al cinema se compare un gatto bisogna assolutamente aggiungere l’effetto sonoro del miagolio. L’attrice Emma prima si rende conto di una cosa molto importante, poi però continua a correre in giro spaventata senza fare tesoro di una regola basilare che 1) come attrice dovrebbe già conoscere 2) ha appena constatato di persona. Questa regola è: fidati solo di ciò che vedi, non dare niente per scontato se accade fuori campo. Ora, l’empirismo è stata una corrente di pensiero importantissima e ha portato allo sviluppo della scienza moderna e della società laica; ma risale a 400 anni fa. Nel compianto ‘900 abbiamo fatto in tempo a sorbirci i maestri del sospetto e il postmoderno, che quando tu dici “mi fido solo dei miei occhi!” ti fanno una scoreggia in faccia e ti buttano addosso le videocassette di Hitchcock e De Palma. Insomma sarebbe stato figo vedere un livello di complessità in più e sentirsi parte del gioco del reality show, anziché sentirsi irrimediabilmente più svegli dei personaggi (ma forse la sbornia postmodernista è passata e siamo pronti per un nuovo conservativismo, come probabilmente suggeriscono le vostre bacheche di Facebook).

Uno dei Masked Freaks!

Scare Campaign rimane un film cupo e godibilissimo, ricco di fantasia e di invenzioni visive, con vari momenti da applauso per la violenza grandguignolesca, ma che si sforza troppo di far sentire lo spettatore intelligente. Prima lo aggredisce con un omicidio malissimo, poi lo culla facendogli capire che no, lui se la sarebbe cavata, sarebbe uscito dai cazzi a testa alta, va tutto bene, dormi. È solo un film.

DVD-quote suggerita

«Un capolavoro mancato di pochissimo, ricco però di omicidi malissimo»
(Cicciolina Wertmüller, i400calci.com)

 

IMDb | Trailer

 

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