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Prendi sei donne, trattale male – The Scarehouse

Belen, il film è finito da venti minuti. E magari mi sbaglio, ma…è sangue quello che ti scende dai palmi? Vorresti forse smettere di applaudire e darci qualche commento a caldo?
Subito, signori. Vi avviso: fino a metà visione, The Scarehouse potrebbe sembrare un buon esemplare di revenge movie al femminile. Ma sul finale si rivela per quel che è davvero: un piccolo Capolavoro.

E ora facciamo un passo indietro, per capire come siamo arrivati a questa reazione da groupie dei One Direction. The Scarehouse è l’ultima opera di Gavin Michael Booth, già autore dell’intrigante corto To Hell, with Love. Ma soprattutto, gran simpaticone.

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Gooba-gobble / we accept him / one of us.

Come avviene nei migliori matrimoni malati, Gavin pare aver seguito le orme di Dario&Daria, eleggendo la propria moglie a protagonista indiscussa delle sue fantasie perverse. Stavolta però ci è andata bene e anziché una scomoda appendice ci ritroviamo davanti Sarah Booth: vittima di To Hell, with Love, ritorna come carnefice in The Scarehouse. E si rivela una carnefice coi controcazzi.
Già a partire dalla tagline, The Scarehouse mostra di conoscere bene i suoi polli: Revenge is a bitch è innegabilmente l’esca ideale per chiunque abbia eletto Carrie White idolo della propria adolescenza. La morale di questo revenge è però ancora più confortante. The Scarehouse infatti ci insegna che, in assenza di poteri telecinetici, pinze e bisturi possono andar bene lo stesso. Corey ed Elaina, protagoniste del film e vostre future eroine, sono infatti due normalissime twenty-something, sprovviste di doti paranormali ma armate di qualcosa ancor più terrificante: il rancore femminile. Si presentano a noi spettatori impegnate nei preparativi del festone dell’anno, l’evento a cui i compagni di college accorrerano peggio di lemmings verso il precipizio. E, come ogni party che si rispetti, anche questo ha un tema. Che potrebbe sembrare Casa degli orrori, ma si rivela presto Spacco bottilia, ti ammazzo sgualdrina.

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La situazione.

Siccome il buon Mr Booth è un tipo pragmatico e non ama tirarla per le lunghe, nel giro di mezzora ha già scoperto le sue carte: 1) Corey ed Elaina sono in realtà ex galeotte fresche di libertà, 2) sono state arrestate con l’accusa di aver sedotto e ucciso un compagno di college, 3) le vere colpevoli non erano tanto loro quanto sei frenemies che più stronze non si può, 4) chi le ha incastrate deve morire male. Nel frattempo, liberati dal fardello di congetturare su sottotrame e colpi di scena, a noi spettatori non resta che tirar fuori i pop corn e goderci il nostro torture porn.

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E questa, ladies and gentlemen, si chiama Battuta.

E insomma, se per scatenare un cat-fight basta l’inizio dei saldi in un centro commerciale, immaginatevi la violenza che può derivare da una situazione del genere. Con una creatività degna di Jigsaw e un particolare accanimento verso le zone erogene delle ex compagne, Corey ed Elaina fanno fuori l’intero gruppetto di amiche del cuore. Ma non prima di averle messe l’una contro l’altra, tanto per divertirsi – sono Donne eh, mica gentaglia alle prime armi. Il fascino di The Scarehouse sta anche in questo suo essere un metaforico tour all’interno della psiche femminile, che emerge come vera casa degli orrori. Parafrasando Sartre, col cazzo che l’inferno sono gli altri: l’inferno siamo noi donne. E niente, non ce la facciamo a instraurare amicizie normali: persino il rapporto tra le due protagoniste si rivela un miscuglio di sentimenti contrastanti, in un continuo ribaltamento di ruoli alla poliziotto buono/poliziotto cattivo/non farmi incazzare, ché finisci male anche tu.
Questo, se vogliamo fare gli intellettuali. A un livello un po’ più superficiale, dove lo trovate un altro film che ci mostra due ragazze costrette a prendersi a cuscinate, con cuscini impregnati di polvere acida che pian piano le corrode da vive? O una classica Barbie made in U.S.A. che in attimo passa dalla quarta alla zero, perchè con nonchalance, tra una chiacchiera e l’altra, le vengono estirpate le protesi in silicone? In The Scarehouse si muore tanto, si muore mezze nude e si muore a pezzettini – sì, anche letteralmente. Quindi, se siete uomini e vi spaventa l’idea di ritrovarvi di fronte a un Mean Girls travestito da horror, tranquilli: godrete tantissimo di ogni azione di Corey ed Elaina, anche se probabilmente non ne capirete le sfumature.
La morale di The Scarehouse, se proprio ne cercate una, sembra essere che la crudeltà femminile non ha limiti. Ma non cascateci: il vero insegnamento è che per scatenarla non serve nemmeno un motivo.

DVD-quote:

“CUNTDOWN!!!111″
Belen Lugosi, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

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Premi Sylvester 2015: i vincitori

Val Verde.
Una ridente penisola che confina a sud, est e ovest con l’oceano Pacifico, e a nord con la collezione di parrucchini di Nicolas Cage.

valverde

Prima di tutto, giù il cappello per il saluto del Generale Esperanza:

Ragazzi.
Io quotidianamente osservavo l’andazzo dei voti ed era durissima mordermi la lingua.
A leggere i vostri commenti vedevo del grande pessimismo, e nessun briciolo di speranza, nessun tentativo di fare una reale analisi circostanziata… e lo capisco, si vedeva, capivo che era solo il vostro modo di corazzarvi e proteggervi in anticipo da un’altra potenziale delusione. È umano.
La Marvel era un avversario duro, durissimo, oggi al massimo della popolarità globale, ma per quanto I guardiani della galassia abbia il grande merito di essere il loro film più imprevedibilmente solido, era soltanto una piacevolissima sorpresa e non la realizzazione di un sogno lungo una vita come due anni fa era per gli Avengers.
Dall’altra parte, chi legge questo sito lo sa da almeno due anni: il film da vedere per il fancalcista certificato ISO400 è The Raid. L’uomo su cui appoggiare le speranze di un cinema migliore è Mr. Gareth Huw Evans da Hirwaun, Galles. Chi non ha fatto in tempo a vedere il primo capitolo nel 2013 ha avuto tutto il tempo di recuperarlo (grazie anche a un’uscita homevideo italiana opportunamente accompagnata da un libretto con la nostra recensione) e farsi crescere una fotta adeguatamente enorme per il sequel. Che certo, era molto più ambizioso e forse nel complesso non implacabile quanto l’inarrivabile precedente, ma – bando a inutili giri di parole – se non avete urlato al miracolo nelle scene che contano siete pazzi e avete sbagliato campanello.
Avete avuto due anni per mettervi in pari.
L’avete fatto.
Benvenuti nel club.
Prego, prego, non c’è di che.
Persino Matthew era commosso…

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Detto questo, anche aldilà dei premi è stata una serata enorme fuori da qualsiasi previsione, e vogliamo ringraziare fortissimo il cast a dir poco stellare degli ospiti che hanno gentilmente accettato di farne parte: Elisa Graci, Licia Troisi, Daniela Stazzitta, Andrea Delogu, John D. Raudo, Alessandra Angeli, Matteo Caccia, Stefano D’Andrea, Matteo Bordone, Francesco Locane, Ivano Lenny, Arthur Capra Malavage, Nick the Nightfly, Costantino Della GherardescaMarco Mete, i Nanowar Of Steel, Ivo De Palma e Pierfrancesco Favino.
Voi che non eravate presenti al PalaEsperanza vi siete persi le coreografie di danza interpretativa di Shia LaBoeuf e Maddie Ziegler su ogni candidato al Miglior Canzone (particolarmente inquietante quella su Ghost Rider), ma a parte questo avete potuto godervi il meglio del meglio grazie allo streaming di Macchiaradio (e un grazie enorme anche a Gianluca Neri e a Claudio Serena) e alla conduzione frizzantissima di Casanova Wong Kar-Wai e Bongiorno Miike, coadiuvati da Marialuisa Farinata in postazione social, dall’annunciatrice del PalaEsperanza Laura Archini e da Luotto Preminger, George Rohmer, Darth Von Trier, Cicciolina Wertmüller e il sottoscritto in collegamento dalle più disparate location in giro per il mondo e oltre.
Mettetevi comodi e godetevi di nuovo la serata nella sua spettacolare interezza:


E ora l’elenco completo dei premi.
Avete notato? Quest’anno avete dato più voti al Miglior Gnocca che al Miglior Film.
Dopo la figuraccia dell’anno scorso eravate proprio in vena di riscatto…
Iniziamo con quelli che avete votato voi:

SYLVESTER D'ORO (al Miglior Film)

  1. The Raid 2 (32%, 515 Voti)
  2. I guardiani della galassia (30%, 476 Voti)
  3. Snowpiercer (14%, 226 Voti)
  4. Godzilla (8%, 126 Voti)
  5. The Babadook (5%, 82 Voti)
  6. The Equalizer - Il vendicatore (4%, 58 Voti)
  7. Freddo a luglio (2%, 38 Voti)
  8. Dead Snow 2 (2%, 31 Voti)
  9. The Guest (2%, 27 Voti)
  10. Cheap Thrills (1%, 9 Voti)

Voti totali: 1.588

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Ascolta il Sylvester d’Oro annunciato trionfalmente da Ivano Lenny:

MIGLIOR REGISTA

  1. Gareth Evans (The Raid 2) (63%, 868 Voti)
  2. Jennifer Kent (The Babadook) (13%, 179 Voti)
  3. Antoine Fuqua (The Equalizer - Il vendicatore) (12%, 166 Voti)
  4. Tommy Wirkola (Dead Snow 2) (6%, 80 Voti)
  5. Adam Wingard (The Guest) (5%, 74 Voti)

Voti totali: 1.367

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Ascolta il Sylvester per Miglior Regista consegnato nientemeno che da Bruce Willis (per gentile intercessione di Marco Mete):

MIGLIOR ATTORE

  1. Jake Gyllenhaal (Lo sciacallo) (40%, 579 Voti)
  2. Peter Dinklage (X-Men - Giorni di un futuro passato) (24%, 343 Voti)
  3. Michael Rooker (I guardiani della galassia) (21%, 307 Voti)
  4. Don Johnson (Freddo a luglio) (12%, 170 Voti)
  5. Marton Csokas (The Equalizer - Il vendicatore) (4%, 55 Voti)

Voti totali: 1.454

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Il Sylvester per Miglior Attore è stato consegnato da sua immensità Pierfrancesco Favino in persona (e, solo per noi, in professionalissimo inglese!):

MIGLIOR ATTRICE

  1. Rosamunda Piche (L'amore bugiardo) (44%, 630 Voti)
  2. Emily Blunt (Edge of Tomorrow) (36%, 518 Voti)
  3. Essie Davis (The Babadook) (14%, 201 Voti)
  4. Mireille Einos (Sabotage) (4%, 56 Voti)
  5. Alexandra Essoe (Starry Eyes) (2%, 24 Voti)

Voti totali: 1.429

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Il Sylvester per Miglior Attrice, dalla nostra diva Andrea Delogu:

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Iko Uwais e Gareth Evans: due modi diversi di esprimere la gioia per la vittoria

MIGLIOR MANZO

  1. Michael Fassbender (X-Men - Giorni di un futuro passato) (49%, 697 Voti)
  2. Matthew McConaughey (Interstellar) (41%, 579 Voti)
  3. Sullivan Stapleton (300: L'alba di un impero) (6%, 85 Voti)
  4. Robert Pattinson (The Rover) (3%, 40 Voti)
  5. Andrew Garfield (The Amazing Spiderman 2) (1%, 16 Voti)

Voti totali: 1.417

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Il Sylvester per Miglior Manzo, da un’intensissima Daniela Stazzitta:

MIGLIOR GNOCCA

  1. Eva Green (300: L'alba di un impero / Sin City 2) (45%, 709 Voti)
  2. Emily Ratajkowski (L'amore bugiardo) (23%, 372 Voti)
  3. Emily Blunt (Edge of Tomorrow) (19%, 295 Voti)
  4. Karen Gillan (Oculus) (9%, 141 Voti)
  5. Imogen Poots (Need for Speed) (5%, 76 Voti)

Voti totali: 1.593

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Il vostro premio preferito, il Miglior Gnocca, dalle sante parole di Matteo Bordone:

MIGLIOR ATLETA

  1. Iko Uwais (The Raid 2) (68%, 832 Voti)
  2. Cecep Arif Rahman (The Raid 2) (14%, 172 Voti)
  3. Michael Jai White (Falcon Rising) (9%, 106 Voti)
  4. Donnie Yen (Special ID) (6%, 75 Voti)
  5. Marrese Crump (The Protector 2) (3%, 34 Voti)

Voti totali: 1.219

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Il Miglior Atleta, consegnato dalla superstar Costantino Della Gherardesca:

MIGLIOR ANIMALE

  1. Rocket il procione (I guardiani della galassia) (63%, 961 Voti)
  2. Caesar la simmia (Apes Revolution) (18%, 280 Voti)
  3. L'elefante di Tony Jaa (The Protector 2) (8%, 127 Voti)
  4. Il cane-armadillo (Noah) (5%, 82 Voti)
  5. Il branco di canguri investiti (Wolf Creek 2) (5%, 72 Voti)

Voti totali: 1.522

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Il Miglior Animale vi è offerto dal vostro amico preferito Francesco “Smilzo Rogers” Locane:

MIGLIOR MOSTRO

  1. Godzilla (Godzilla) (55%, 827 Voti)
  2. Groot (I guardiani della galassia) (29%, 445 Voti)
  3. Babadook (The Babadook) (11%, 162 Voti)
  4. Il pescione pupazzone (Beneath) (3%, 43 Voti)
  5. Grimlock (Transformers: L'era dell'estinzione) (2%, 37 Voti)

Voti totali: 1.514

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Il Miglior Mostro è premiato da una che se ne intende: la nostra portabandiera del fantasy Licia Troisi!

Godzy era di una felicità incontenibile

Godzy era di una felicità incontenibile

MIGLIOR COMPARSATA

  1. Howard il papero (I guardiani della galassia) (63%, 905 Voti)
  2. Lloyd Kaufman (I guardiani della galassia) (11%, 165 Voti)
  3. Kurt Angle (Sharknado 2 - The Second One) (9%, 129 Voti)
  4. Rosario Dawson (Raze) (8%, 121 Voti)
  5. Danny Pudi (Captain America: Winter Soldier) (8%, 119 Voti)

Voti totali: 1.439

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MIGLIORI EFFETTI SPECIALI

  1. Interstellar (30%, 449 Voti)
  2. I guardiani della galassia (25%, 372 Voti)
  3. Godzilla (24%, 358 Voti)
  4. Apes Revolution (12%, 177 Voti)
  5. Transformers: L'era dell'estinzione (9%, 127 Voti)

Voti totali: 1.483

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Il Sylvester per i Migliori Effetti Speciali, dall’impeccabile Matteo Caccia:

MIGLIOR SCENA SPACCATUTTO

  1. Godzilla contro i Kaiju a San Francisco (Godzilla) (45%, 638 Voti)
  2. L'inseguimento spaccone in auto (The Raid 2) (27%, 386 Voti)
  3. La scena in soggettiva dal carro armato con la simmia malvagia che vince tutto (Apes Revolution) (14%, 196 Voti)
  4. L’assalto a cavallo dei Dinobots (Transformers: L'era dell'estinzione) (10%, 148 Voti)
  5. Il megatornado colpisce l'aeroporto (Into the storm) (4%, 50 Voti)

Voti totali: 1.418

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La Miglior Scena Spaccatutto, nella definizione da manuale di Matteo Bordone:

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MIGLIOR OMICIDIO

  1. Tom Cruise ammazzato mille volte (Edge of Tomorrow) (32%, 475 Voti)
  2. Godzilla ammazza il mostro vomitandogli la radioattività in gola (Godzilla) (27%, 405 Voti)
  3. Il tizio ferito dalla palla da baseball che si rifiuta di restituire la palla e viene finito a mazzate (The Raid 2) (20%, 306 Voti)
  4. La simmia cattiva che si finge scema per crivellare i due soldati (Apes Revolution) (11%, 171 Voti)
  5. Il bambino rompicazzo gettato dalla finestra (Dead Snow 2) (10%, 147 Voti)

Voti totali: 1.504

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Come non essere d’accordo con gli importanti valori ricordatici da Stefano D’Andrea?

MIGLIOR COMBATTIMENTO

  1. Yayan Ruhian mena tutti a mani nude e usa il machete solo per l’ultimo (The Raid 2) (43%, 507 Voti)
  2. Il megapestaggio nel fango (The Raid 2) (40%, 475 Voti)
  3. Zoe Bell contro tutti (Raze) (8%, 96 Voti)
  4. Donnie Yen fa piazza pulita al ristorante (Special ID) (5%, 63 Voti)
  5. Michael Jai White contro i tre boss finali (Falcon Rising) (4%, 46 Voti)

Voti totali: 1.187

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L’importantissimo Miglior Combattimento, premiato da Arthur “Capra” Malavage:

MIGLIOR MACCOSA

  1. Matthew McConaughey detta formule di astrofisica in codice morse da un buco nero (Interstellar) (60%, 842 Voti)
  2. Nel filmino delle tue vacanze finisce lo stupro di tua moglie ad opera del Demonio e tu non te ne accorgi (La stirpe del male) (18%, 258 Voti)
  3. L'evoluzione-creazione in time lapse (Noah) (8%, 112 Voti)
  4. Tony Jaa e Marrese Crump si elettrizzano le scarpe prima di menarsi (The Protector 2) (7%, 97 Voti)
  5. I soldati USA massacrati di proiettili in zone rigorosamente non vitali (Lone Survivor) (7%, 95 Voti)

Voti totali: 1.404

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A consegnare il Miglior Maccosa nientemeno che l’inventore originale stesso del termine “maccosa”, John D. Raudo:

Comparsata trionfante per Howard il papero

Comparsata trionfante per Howard il papero

PREMIO NISPELODEON (al Peggior Film non diretto da Marcus Nispel)

  1. The Amazing Spiderman 2 (41%, 507 Voti)
  2. I, Frankenstein (30%, 380 Voti)
  3. Transcendence (17%, 213 Voti)
  4. Nurse 3D (9%, 113 Voti)
  5. 3 Days to Kill (3%, 37 Voti)

Voti totali: 1.250

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Il famigerato Nispelodeon viene annunciato con coraggio da un eroico Francesco Locane:

PREMIO CAGNACCIO

  1. Johnny Depp (Transcendence) (31%, 409 Voti)
  2. Aaron Taylor-Johnson (Godzilla) (24%, 317 Voti)
  3. Kit Harington (Pompei) (23%, 302 Voti)
  4. RZA (The Protector 2 / Brick Mansions) (16%, 205 Voti)
  5. Sam Worthington (Sabotage) (6%, 73 Voti)

Voti totali: 1.306

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PREMIO CAGNACCIA

  1. Sasha Grey (Open Windows) (35%, 425 Voti)
  2. Emma Watson (Noah) (33%, 407 Voti)
  3. Miranda Otto (I, Frankenstein) (13%, 160 Voti)
  4. Gabriella Wilde (Carrie) (11%, 138 Voti)
  5. Gina Carano (In the Blood) (7%, 86 Voti)

Voti totali: 1.216

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PREMIO NIC CAGE (alla peggior pettinatura Nic Cage escluso)

  1. Benicio Del Toro (I guardiani della galassia) (58%, 739 Voti)
  2. Michael C. Hall (Freddo a luglio) (17%, 215 Voti)
  3. Scott Adkins (Hercules - La leggenda ha inizio) (12%, 157 Voti)
  4. Yayan Ruhian (The Raid 2) (9%, 117 Voti)
  5. Jared Harris (Pompei) (4%, 51 Voti)

Voti totali: 1.279

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L’ambitissimo Premio Nic Cage viene consegnato dall’amatissima Angelina di Pechino Express!

Sasha Grey mentre tiene il Sylvester nell'altra mano

Sasha Grey mentre tiene il Sylvester nell’altra mano

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Chi poteva consegnare il premio per la Miglior Canzone se non la resident band di Val Verde, i Nanowar of Steel?

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Soltanto un uomo può consegnare il premio per Peggior Cover Eterea al Pianoforte e uscirne vivo: Nick the Nightfly!

MIGLIOR POSTER

  1. Godzilla (37%, 473 Voti)
  2. Necropolis (21%, 269 Voti)
  3. Lo sciacallo (18%, 232 Voti)
  4. Coherence (14%, 186 Voti)
  5. In Fear (10%, 125 Voti)

Voti totali: 1.285

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PREMIO JIMMY BOBO

  1. Manon Serve (35%, 480 Voti)
  2. Cazzie Loveday (16%, 222 Voti)
  3. Dingdong Dantes (8%, 118 Voti)
  4. Justin Lacalamita (8%, 109 Voti)
  5. Mark Pettograsso (6%, 85 Voti)
  6. Dikshit Cherwoo (6%, 80 Voti)
  7. Erik Porn (4%, 60 Voti)
  8. Nonso Anozie (4%, 59 Voti)
  9. Verity Fiction (4%, 55 Voti)
  10. Florent Andorra & Michael Lichtenstein (3%, 46 Voti)
  11. Orson Chaplin (3%, 41 Voti)
  12. Creep Creepersin (3%, 35 Voti)

Voti totali: 1.390

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Continua imperterrita la sfida a leggere i candidati al Jimmy Bobo senza ridere la nostra amica Elisa Graci!

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MIGLIOR BATTUTA

  1. "If I had a blacklight, this place would look like a Jackson Pollock painting" (I guardiani della galassia) (38%, 538 Voti)
  2. "You've come a long way to stroke your cock whilst watching real men train" (300: L'alba di un impero) (24%, 334 Voti)
  3. "Can we please go back to me being held by a man with a history of mental issues?" (L'amore bugiardo) (16%, 226 Voti)
  4. "You 48% of body fat!" (Sabotage) (12%, 172 Voti)
  5. "I think we just found a Transformer!!!1!" (Transformers: L'era dell'estinzione) (10%, 134 Voti)

Voti totali: 1.404

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Miglior Poster: Godzilla

Miglior Poster: Godzilla

Come da tradizione, durante i Premi Sylvester ci prendiamo un momento per commemorare i caduti.
E quest’anno abbiamo deciso di fare leggere l’In Memoriam a qualcuno che sa perfettamente cosa significa perdere un valoroso alleato sul campo di battaglia.
Giù il cappello, e diamo la parola a PEGASUS dei Cavalieri dello Zodiaco (per gentile intercessione di Ivo De Palma):

A seguire, l’elenco dei Sylvester assegnati secchi dalla nostra redazione:

MIGLIOR VECCHIO:
Sam Shepard (Freddo a luglio)

MIGLIOR BAMBINO ORRIBILE:
Noah Wiseman (The Babadook)

MIGLIOR MATTO:
John Jarratt (Wolf Creek 2)

Il vecchio, il matto e il bambino

Il vecchio, il matto e il bambino orribile

MIGLIOR OGGETTO INANIMATO:
Il cazzo di Ben Affleck (L’amore bugiardo)

MIGLIOR DOPPIATORE:
Vin Diesel (I guardiani della galassia)

PREMIO BRAVO (all’intensità in un ruolo inutile):
Pascal Loison, la cavia tossicodipendente (Lucy)

PREMIO BRAVA (all’intensità in un ruolo inutile):
Lin Shaye, la vecchia inceppata (The Signal)

Premio Bravo / Premio Brava

Premio Bravo / Premio Brava

PREMIO JOHN TURTURRO (al grande attore in un ruolo umiliante):
Paul Giamatti (The Amazing Spiderman 2)

PREMIO “TRANQUILO” (al peggior travestimento etnico):
Keanu Reeves giapponese (47 Ronin)

PREMIO “SAHLIANTO ALFRIDUS” (allo stunt mortale)
Quello che fa la frizione ai capelli col cemento (The Raid 2)

MIIKELANGELO D’ORO:
La scena del tipo che si lava i denti per 8 minuti (The Battery)

PREMIO “ALBERO DELLA VITA” (al peggior metaforone):
Noah (tutto)

MIGLIOR SPOT:
Gerard Butler, “Man of Today” per Boss

MIGLIOR SCENA DI SESSO:
Lui e la zomba sulle note di Total Eclipse of the Heart (Dead Snow 2)

PREMIO OCCHIALI ROTTI:
Darren Aronofsky (Noah)

EmotionalMattAronofsky

E infine l’altra novità di quest’anno, ovvero il premio assegnato dalla giuria di Val Verde:

XENOMORFO D’ONORE:
The Babadook

Ed è finita anche questa volta.
È stato sfiancante e bellissimo e voi, come al solito, forse persino più del solito, siete stati i Migliori.
Fatevi un applauso, e al prossimo anno.
Sigla!

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Road to Sylvester 2015: STASERA

Premi Sylvester 2015
Stasera, ore 21, su Macchiaradio

Conducono in studio Casanova Wong Kar-Wai e Bongiorno Miike.
Ospiti speciali, collegamenti in diretta dalla cerimonia ufficiale al PalaEsperanza di Val Verde, ricchi premi e Cotillard (vincitrice del Premio Cagnaccia 2013).

Per seguirci:
– collegatevi a Macchiaradio
– commentate sul Twitter, usando l’hashtag #sylvester2015
– picchiate fortissimo il pugno sul tavolo ad ogni premio assegnato
– #beveteneunpaio

Sarà come essere lì (tranne che non vedrete nulla).

Stay angry and pity the foolish.

Dagli archivi di Val Verde, la storica foto del giovane Nanni Cobretti e la bevanda energetica con cui sfondò nel circuito delle palestre

Dagli archivi di Val Verde, la storica foto del giovane Nanni Cobretti e il frullato energetico con cui negli anni ’80 guadagnò i suoi primi triliardi sfondando nel circuito delle palestre

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Cinefilia, ti fai gli acidi e poi sei in acido: The Canal

Man with a movie camera

Man with a movie camera

E’ inutile stare qui a girarci intorno, a temporeggiare, a cercare di trovare un modo più elegante, meno traumatico per dirlo; tanto vale, amici lettori, che vi sbatta la verità in faccia fin dall’inizio e che decidiate voi se andare avanti a leggere o no: la verità è che The Canal, dell’irlandese Ivan Kavanagh, è il film più META del decennio. Prendete Peeping Tom, la perversione della visione e la tradizionale credenza che camera carpisca l’anima e/o la vita; fate un salto temporale e prendete per i capelli ricci il Wim Wenders più pretenzioso (cioè più META) e le sue teorie della rappresentazione; fate un altro salto temporale, acciuffate qualche manata coloratissima di META-giallo recente da Berberian Sound Studio ad Amer. Mescolate forte, aggiungete un altra caraffa di META e avrete l’impianto teorico di The Canal. Ora che avete l’impianto teorico, riempitelo di tutti i temi classici del cinema horror, però trattateli coscientemente come (l’avrete indovinato) META-temi e il gioco è fatto. E guardate che The Canal è un bel film! Non vi sto prendendo per il META-culo! Non è che solo perché la vicenda si basa su

Moglie figona fedifraga

Marito timido cornuto

– Casa infestata dai fantasmi di gente ammazzata

– Cunicolo sotterraneo che porta dalla casa al canale

– Marito disperato per la morte della moglie ma sotto sotto insomma dai

Poliziotto burbero sospettoso

– Marito che vede i fantasmi e nessuno gli crede

Amica che vorrebbe riportarlo alla salute mentale

Babysitter che corre dalla polizia troppo tardi

Bambino da proteggere dai fantasmi

– Scissione della personalità

Dicevo, non è che solo perché la vicenda si basa su questi innegabili temi classici luoghi comuni del cinema horror che il film deve per forza essere una ciofeca. Anzi, Kavanagh gioca scopertamente con tutti gli ingranaggi che ha messo in moto, finché il giocattolo davvero si apre sotto i nostri occhi: chiunque assista all’allucinatissima sequenza del cesso pubblico sa perfettamente chi è l’assassino e come sono andate le cose; il finale non è un twist, porca troia, è esattamente ciò che ci si aspettava dall’inizio e va bene così. Venenum in cauda: il finalissimo col bambino che NO, NON VE LO SPOILERO è in effetti una bella sterzata inattesa.

Vedi alla voce "questo matrimonio non s'aveva da fare"

Vedi alla voce “questo matrimonio non s’aveva da fare”

Resta il fatto che, ammettiamolo, se non vi piace il META non vi piacerà questo film: vi starà da subito sulle balle il protagonista che lavora all’Archivio Nazionale del Cinema a Dublino; vi starà ancor più sulle balle la sua collega dolce e nerdissima; vi irriterà lo sfoggio continuo di filmati criminali di varie epoche (compresa la strage di Bel Air), l’uso di antiche camere a manovella, la fotografia che parte sobria e coerente e poi parte per la tangente in un tripudio di colori a strafottere, il suono a base di bassi synthetici, passi furtivi, rumori violenti fatti apposta per inquietare e spaventare. Tutto, in questo film, nasce per parlare chiaro; prendere o lasciare. E scusate se è poco, avercene di registi così onesti. Ciò che salva The Canal dal diventare l’ennesima operazione nostalgica-ironica-postmoderna-hipsterica è la regia di Kavanagh: abbastanza fredda e rigorosa da tenere tutto il META sotto controllo, ma anche abbastanza creativa e genuinamente innamorata del proprio mestiere da permettersi atmosfere psichedeliche davvero pesanti e spaghetti non indifferenti.

"Io vedo la gente morta" "Cazzo, io vedo solo che te sei fuori"

“Io vedo la gente morta” “Colpa della pellicola vintage”

Ecco, fosse tutto qua ci sarebbe da essere contentoni. Invece la festa è rovinata da vari maccosa che Kavanagh in sede di scrittura ha trangugiato come niente, accompagnati da una bella pinta di Guinness. Eccazzo, Ivan!, il bambino perde la mamma e tu mostri il padre che tappezza la casa di foto sanguinolente e ritagli di cronaca nera in bella vista, e nessuno gli dice niente? Il povero protagonista è lì bel bello a vomitare lungo il canale e tu gli dici per forza di intrufolarsi in un cesso pubblico (che al confronto quello di Trainspotting è il massimo dell’igiene) per vomitare meglio? Hai costruito la tensione passo dopo passo, sei arrivato all’apice, e devi sbragare ignobilmente con un inutile siparietto di ostetricia grand-guignol nel sotterraneo? Ho capito che la follia, la psichedelia, le allucinazioni, sì ho capito, ma a un certo punto anche basta con gli acidi. Dai Ivan, non mi cadere sui dettagli! O vuoi per forza una candidatura ai prossimi Sylvester? In tal caso potresti anche ambire a categorie più importanti del “Miglior Maccosa”; hai una gran cultura filmica, hai fatto l’archeologo della pellicola, hai scelto maestranze ottime, attori tutti perfettamente in parte, i montaggi veloci sui delitti del passato sono degni del miglior Adam Wingard e i sogni truculenti sono mini-slasher che vivono di vita propria. Va bene dai, ti perdono.

"Ho detto basta."

“Ho detto basta.”

 

Dvd-quote:

“Buoni gli acidi, ma occhio”
Cicciolina Wertmüller Giovanardi, i400calci.com

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Consigli per l’arredamento: Colpo basso

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Colpo Basso (Alta qualitàCompra)

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Nuovo vecchio cinema: John Wick

MV5BMTU2NjA1ODgzMF5BMl5BanBnXkFtZTgwMTM2MTI4MjE@._V1_SX214_AL_Fate finta di essere un uomo distrutto, barba e capelli lasciati andare, stile di vita monotono, arreso.  Avete lasciato il lavoro di cui non parlate mai cinque anni fa, per amore, e i soldi non vi mancano lo stesso. Avete una casa della madonna e una Mustang del ’69 che sembra nuova. Nera, stupenda. La guidate come dei pazzi sulle piste dell’aeroporto per sfogare il malessere, forse avete pure voglia di ammazzarvici dentro. Vostra moglie è morta da poco, ma ha fatto in modo di farvi arrivare un cagnolino come ultimo regalo, per non lasciarvi soli, per ricordarvi che la vita va avanti, che c’è del bello. In città la mafia russa è parecchio potente. Fa quello che vuole, prende quello che vuole. Un giorno il figlio del capo vede la vostra macchina, si capisce che gli piace, voi gli dite di non toccarla troppo. Quella notte i russi vi picchiano a sangue, vi rubano la macchina e vi uccidono il cucciolo. Quello che non sanno è che voi siete John Wick, l’assassino professionista che non ha mai sbagliato un colpo e che nessuno ha mai avuto il coraggio di affrontare.
Questi sono i primi 20 minuti di John Wick, il ritorno di Keanu Reeves agli action giusti e il debutto alla regia di Chad Stahelski  e David Leitch (non creditato per motivi), due stuntman che da più di vent’anni fanno parte della scena action americana. Nello specifico, Stahelski iniziò proprio come stunt double di Keanu Reeves in Point Break e ha lavorato con lui per buona parte della sua carriera. Se vi state chiedendo se davvero la premessa di questo film sia “a Keanu Reevese uccidono il cagnolino regalatogli dalla deceduta moglie” la risposta è sì. Il carico emotivo che questi 20 minuti si portano dietro è pesante, tirato un po’ tanto per le lunghe, ma alla premessa segue sempre lo sviluppo, e qui lo sviluppo è “quindi uccide tutti”. Quindi uccide tutti dura un’ora e venti, parte con una home-invasion a mani nude e finisce in un confronto tra vecchi conoscenti uscito dritto dritto da Melville e Woo. In mezzo, un susseguirsi di ammazzamenti, inseguimenti, faccia a faccia, pistole, pugni, twist e tradimenti. I personaggi vengono presentati con l’immediatezza del fumetto, descrivendoli con dettagli utili alla scena successiva e portandoseli dietro senza mai uscire dalle figure predisposte, qui identificabili in tre categorie: killer, killer russo, concierge. Non serve, onestamente, molto altro. Giusto una carrellata di attori usati il minimo sindacale: Michael Nyqvist, Willem Dafoe, Adrianne Palicki, Alfie Allen e Lance “faccia di marmo” Reddick quelli importanti, ma che gioia anche rivedere Freamon di The Wire. Tra di loro, Keanu fa il suo, prende in spalla tutti e se li porta appresso. Un po’ arranca, un po’ viaggia velocissimo. È scostante, stanco, ma ce la fa.
Tra una sequenza action e l’altra si prende anche il tempo di presentare un intero mondo parallelo fatto di criminali e professionisti. L’hotel di lusso è il quartier generale, i pagamenti avvengono esclusivamente in gettoni d’oro, le regole sono precise e trattate come vere e proprie leggi. È tutto un po’ superficiale, ma funziona e inserisce la storia in un ambiente figo e stiloso che forse insegue un po’ Refn, senza fare troppi danni.
Ma John Wick è soprattutto un film sulla vecchia guardia, un film in cui la reputazione è quello che basta per presentare i suoi personaggi: quando ancora il passato di Wick non è del tutto palesato basta lo scambio di battute “ha rubato la macchina di John Wick” “Oh…” per farci capire quanto abbiano fregato il Keanu Reeves sbagliato. Il concetto di reputazione, poi, permette sfoghi morali ben precisi e dinamiche che sfociano nel rispetto tra nemici, nell’ammirazione più cieca e nella fedeltà viscerale. John Wick utilizza quei valori del cinema action che hanno sempre fatto la differenza tra un bel film e una cazzata, quell’intesa virile e quel rapporto umano che fecero di film come The Killer i capolavori che ancora sono.  Anche lui, come i suoi personaggi, fa parte della vecchia guardia: un cinema intenso, rispettoso, girato di pancia e di testa, ma con il ritmo dei giorni nostri. Non è la stessa cosa, ma poco ci manca.
I difetti sono purtroppo palesi: è evidente che sia scritto e girato da dei principianti, è scemotto, usa dei sottotitoli colorati senza alcuna giustificazione, ha degli stunt venuti così così nonostante i registi, forse colpa di un Keanu non esattamente ginnico, e la scrittura e l’approccio dichiaratamente da graphic novel ammazzano un po’ certi personaggi e tolgono quel realismo ruvido che avrebbe fatto bene alla storia. Sono dettagli che a film finito si fanno sentire ma che, anche notandosi, non rovinano l’esperienza all’ultimo respiro che è John Wick, primo nome a entrare nella lista degli action dell’anno.
È uscito in sala il 22 gennaio. Sapete cosa fare.

Una diapositiva felice

Una diapositiva felice

DVD-quote:

“Un incontro tra il vecchio e il nuovo action che non ha bisogno di troppe spiegazioni”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>>IMDb | Trailer

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Road to Sylvester 2015: -1

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Road to Sylvester: -2

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Road to Sylvester: -3

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Fight Night: The Equalizer – Il vendicatore

Rubrica settimanale di colonne sonore da combattimento per caricarvi, emozionarvi o farvi controllare se davvero uno dei Pips è Denzel Washington.

Artista: Gladys Knight & The Pips
Titolo: Friendship Train
Dal film: The Equalizer – Il vendicatore

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