Fight Night: Shark Night 3D

27/01/2012 | fight night | di Nanni Cobretti

Rubrica settimanale di colonne sonore da combattimento per caricarvi, emozionarvi o rendere giustizia al più clamoroso sconfitto ai Sylvester 2012.

Artista: Ratt
Titolo: Lay It Down
Dal film: Shark Night 3D

In sacrificio senza motivo: Underworld, il risveglio

27/01/2012 | recensioni | di Nanni Cobretti

La prima domanda che vi sarà venuta in mente al 90% è: perché, dopo averne parlato malissimo, sono andato a vedere Underworld 4? La risposta è: non lo so. Forse, nonostante tutto, continuo ad avere un debole per il 3D. Sotto sotto speravo fosse una di quelle cose come l’ultimo Resident Evil, che non aveva senso di esistere se non per consentire al Migliore degli Anderson di fare un po’ di esercizio e spiegarci come si usa il 3D, una di quelle cose che al cine tutto sommato ti diverti ma fuori dal cine non vale neanche la pena provarci.
La saga di Underworld è facilmente confondibile con quella di Resident Evil. Ne è una specie di copia carbone coperta da filtro blu con opacità al 50%, trama noiosa e imbecille uguale, protagoniste virtualmente indistinguibili, Umbrella Corp. da una parte e Antigen dall’altra, lo stile videoclipparo come ragion d’essere. L’unica utilità è che chi per caso fosse scettico sulle qualità del Migliore degli Anderson ottiene di capire qual è differenza. La differenza di esperienza, padronanza, classe, ecc… Insomma, Underworld e Resident Evil sono la stessa cosa, tranne che Underworld fa sembrare Resident Evil roba del John Woo del ’92. Con il 40% di emo-appeal in più e il santino degli Evanescence a guidarci lo spirito dal cruscotto.

Beh, meglio che niente (ma TEAM MILLA)

Comunque: io avevo visto solo il primo capitolo, di una noia e bruttezza letali, e salta fuori che mi va di lusso perché non solo il film inizia con un gentilissimo riassunto, ma a quanto pare decide di seguire direttamente il primo film e ignorare gli altri (chemminchia succedeva negli altri???). Metto in pari anche voi: Selen (non quella, Kate Beckinsale) è un vampiro per qualche ragione più potente e importante degli altri, che ha vissuto tutta la vita con i suoi amici vampiri di nascosto nel nostro mondo. Assieme a loro ci sono i licantropi, i “Lycan” (a me questo nome fa ammazzare… dai su, è un normale abbreviativo come per il vostro amico Gianluca detto Gian, come fa a suonare minaccioso?). I Vamp (finché ci siamo) e i Lycan, invece che comprensivi compagni di disgrazie, sono in guerra fra di loro. Questo apparentemente perché Selen è uscita di casa perché voleva vedere il mondo come la Sirenetta, e si è innamorata di Scott Speedman che a quanto pare è mezzo uomo, mezzo Vamp e mezzo Lycan. Insomma, questo nuovo capitolo ci spiega che Vamp e Lycan hanno detto “BASTA, adesso andiamo fuori e spacchiamo tutto” e sono usciti allo scoperto, gli uomini si sono incazzati, hanno scoperto tipo all’istante che il loro punto debole era rispettivamente la luce del sole e l’argento, hanno fatto un massacro e, siccome la luce del giorno è gratis ma l’argento no, i Lycan hanno avuto la meglio. Scott Speedman e Selen vengono catturati e congelati alla Demolition Man, ma 12 anni dopo Selen si sveglia, esce nuda dal ghiaccio stando bene attenta a non mostrare nulla di provocante alle cineprese, e le va grassissima che in 12 anni gli scienziati ancora le conservavano i vestiti in bella mostra in una teca lì accanto. Per cui scappa, scopre questa novità che i Lycan non si fanno scrupoli a inseguirla in strada in mezzo a tutti, trova una ragazzina misteriosa, la fa su e si nasconde cercando di capire cosa vuole fare nella seguente ora di film.

Meglio che niente, dicevo, ma questo è proprio tutto

Ora, i primi venti minuti sono tragici. Il filtro blu è fastidiosissimo e appiattisce tutto in maniera tragica, c’è una seriosità da lasciare basiti, i Lycan sono fatti con CGI di 10 anni fa e veniamo ammorbati da una serie di spiegoni che già al secondo stavo urlando… Io 15 anni li ho avuti in un’era geologica diversa, e questa roba, fatta in questo modo, proprio non mi prende. Kate Beckinsale è sexy quanto lo può essere una che ha il marito costantemente sul set a fulminare chiunque azzardi un commento, ed è circondata da a) cagnacci (Theo James) oppure b) ex grandi attori depressi (Charles Dance, Stephen Rea), più un’assurda comparsata di Wes Bentley che muore inspiegabilmente subito schiantato dal settimo piano, roba che se solo fosse stato un Vamp o un Lycan si sarebbe salvato senza problemi, e invece… A proposito dei Lycan: la cosa che non vi ho detto è che, come se il nome non li rendesse abbastanza innocui, quando si trasformano ci vengono gli occhi come al gatto con gli stivali di Shrek. Ve lo giuro.
Comunque: si scopre che la ragazzetta (India Eisley, scelta apposta con le labbra spropositate per distrarre da quelle rifatte di Kate B) è guardacaso la figlia di Kate B e Scott Speedman. Questo fa di lei un Beckinspeedmanlycampiro. Fisicamente, immaginate un incrocio fra Hannah Montana, Sadako di The Ring e L’Esorcista. Terrificante, lo so. In più, ha uno dei superpoteri più ridicoli che io abbia mai sentito: in pratica, quando è vicina a mamma o papà, può vedere attraverso i loro occhi e viceversa. Questo potere ovviamente serve solo a tappare qualche buco di sceneggiatura che altrimenti non si sapeva come fare. Ottiene inoltre di incarnare il sogno ultimo degli emo nella scena in cui si taglia le braccia solo per vederle guarire al volo, una roba talmente clamorosa che ho pensato fosse una parodia voluta.

Un Beckinspeedmanlycampiro

Ma tiriamo le conclusioni.
Le conclusioni sono che, dopo 20 minuti di violenza visiva e intellettuale, ci sta una grossa battaglia, gente che si ricompone e tira il fiato per 5 minuti, e infine un’unica frenetica sequenza di assalto finale di 40 minuti in cui si corre, si salta, si mena e poco altro. E quando ormai eri pronto al peggio, ecco che di colpo fila tutto via liscio come un bicchier d’acqua e dopo neanche un’ora e mezzo è fatta. Le inquadrature che vorrebbero essere tamarre/fighe sono in realtà soltanto povere e tristi, ma se non altro le chiacchere stanno a zero e il fastidio è visibilmente alleviato. E non è mica poco, sapete? È quella cosa che tanti action l’anno scorso hanno faticato a capire (un esempio a caso: Faster). Lo spirito giusto nel peggiore dei contesti, ma pur sempre lo spirito giusto. Visto il materiale sconfortante, la coppia di registi svedesi Mårlind & Stein fa un lavoro decoroso. Non lo consiglio a nessuno, ma dovessero costringervi non c’è motivo per andare nel panico. Fra questo e l’originale? Mille volte questo.
Il finale poi è persino più aperto di quello della Compagnia degli Anelli, per cui temo ce ne tocchi un altro. Peccato che Wes Bentley non fosse nè un Vamp nè un Lycan, altrimenti magari nel prossimo film poteva tornare…

Un pucciosissimo Lycan

DVD-quote:

“Terribile, ma almeno dopo un po’ sta zitto e punta al sodo”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: uh, quasi scordavo di dire del 3D. È inutile.

Ricercati ufficialmente morti: 2022 I SOPRAVVISSUTI, 1972

26/01/2012 | recensioni | di Darth Von Trier

Primi anni ’90

Sono un adolescente. La fantascienza mi piace sempre di più e sto cercando di conoscerla meglio che posso.

Affitto VHS come un forsennato, mi piace l’heavy metal e mi lavo sommariamente. Vivo la vita dei forti insomma.

Vivere la vita dei forti

Negli anni tra cassette e film di seconda serata mi sono imbattuto in due dei miei film preferiti: “Il pianeta delle scimmie” e “1975: occhi bianchi sul Pianeta Terra” . Che bombe!

Fantascienza distopica, in cui in un futuro più o meno lontano l’uomo da imbecille quale è ha finalmente espletato la sua idiozia conducendosi all’estinzione o giù di li. Io che sono un adolescente tribolato e pieno di ribellione ci sguazzo fortissimo con questa fantascienza così piena di critica sociale ma anche di spari e inseguimenti.

In tutti e due ci sta quello di Ben Hur che piace a mamma: Charlton Heston che quindi diventa un po’ un mezzo mito all’istante per me.

Il tizio della videoteca mi segnala allora un altro film, più sconosciuto, sempre con Heston e sempre di fantascienza distopica: 2022 i sopravvissuti. Il titolo originale è Soylent Green che è molto più fico e inerente al film ma in Italia dopo “2001: Odissea nello Spazio” se non ci mettevano una data nel titolo non erano contenti.

Il film con la distopia ci da dentro a gamba tesa: in un mondo del futuro prossimissimo la sovrappopolazione, l’inquinamento e la disparità economica hanno reso il mondo un alveare di gente sepolta sotto le vestigia della passata tecnologia ormai inutilizzabile per mancanza di fonti energetiche, stremata dalla fame e ridotta a vivere in dormitori fatiscenti se non nelle automobili ormai ferme in strada o addirittura sulle scale antincendio dei palazzi.

Nel futuro si sta da paura

La scarsezza di cibo e l’impossibilità di sfamare tutti con il poco che ancora si produce ha portato alla creazione di tavolette di  integratori di colori diversi a seconda della composizione, per sfamare il pianeta. Tutto questo è gestito dalla potente multinazionale Soylent e il loro ultimo prodotto è il Soylent verde, che dicono essere fatto con il plancton ed è il più nutriente della gamma.

Per chi non ce la fa più a vivere questa vita infernale c’è il suicidio assistito, in bellissimi templi del suicidio ci si può far eutanasizzare comodamente mentre estatici si ammirano filmati del mondo e della natura che furono.

questa la capisce chi l'ha visto

Per i ricchi la vita è diversa, i pochissimi che possono permetterselo vivono una vita quasi normale, in appartamenti climatizzati e con generi di conforto, tra cui le donne ormai arrendevoli complementi d’arredo (in inglese letteralmente chiamate “furnitures”) ad uso e consumo del padrone di casa. La mattina le ruspe raccolgono i cadaveri per la strada. Tres jolie insomma.

In tutto ciò uno sbirro di nome Thorn (ovviamente per tenere buona questa umanità cenciosa vige in uno stato di polizia e repressione armata) comincia ad essere insospettito dopo alcune morti misteriose che riguardano la Soylent e indaga, scoprendo via via l’ultimo orrore a cui l’umanità è arrivata…

SPOILERONE

…Il Soylent Verde col cazzo che è fatto di plancton, è fatto con i morti che vengono scaricati coi camion in un macchinario che li riduce in golose tavolette verdi

FINE SPOILERONE

Bello eh?! Homo homini Lupus e tutte quelle cose li. Distopia a mille, metaforoni, sono carichissimo, ne voglio parlare all’assemblea di scuola agitando i pugni.

Però stavolta la plausibilità dello scenario, la sua vicinanza sia in termini di anni che di tecnologie e la sua macilenta decadenza mi hanno toccato di più, qualcosa mi si è smosso e si sedimenterà per molti anni a venire.

Mi ha presoammale in sostanza e per molti anni lo ricorderò come un gran film che però mi angustia rivedere.

Oggidì.

Innanzitutto mi piace ancora l’heavy metal e ci sta una band della musica di Satana che si chiama quasi come il film, i deligatissimi Soilent Green. Ve lo volevo dire perchè li stimo, anche se non mi piacciono.

Charlton Heston è morto e prima di morire era un vecchio pazzo esaltato con le armi, testimonial della National Rifle Association che Ted Nugent a confronto è un Barbapapà. Ambedue nonostante l’invecchiare malissimo mi rimangono due miti di gioventù.

Poi, la mia presammale per 2022: I sopravvissuti negli anni è cresciuta, ho evitato di vederlo per un sacco di tempo per quel senso di fango che mi lasciò addosso ma nel frattempo ho sempre piluccato qua e la informazioni riguardo. Tipo che è tratto da un romanzo , che suddetto romanzo venne ispirato da un indagine del Club of Rome i cui dati portavano a uno scenario abbastanza simile a quello del romanzo\film, il tutto sotto l’egida del famosissimo libro “Future Shock” di pochi anni prima (e che a causa del suo impatto fortissimo all’epoca non può non aver influenzato il film) … E la presammale si gonfia nel mio ansioso cuore, come idraulico liquido gel.

Me lo rivedo però, perchè sono in missione per conto dei Calci e questo mi rende audace.

E oh, è ancora intenso ‘sto film.

Charlton Heston interpreta un eroe per caso, tra le sue migliori interpretazioni secondo me. Credibile, viscerale, per niente eroico,con un rush sul finale da antologia quasi quanto quello ne “Il pianeta delle scimmie”.

Il film scorre senza intoppi, fluido e senza fronzoli Richard Fleischer fa il suo, forte di una sceneggiatura solida che non la puoi toppare.

Nonostante l’età il film è invecchiato bene e con il suo carico di pessimismo lascia poco marine di “ah che buffo!” anche al più smaliziato e ironico spettatore… Certo la divisa immaginata per la polizia del futuro con quel fazzolettino al collo e berrettino da macchinista ferroviario fanno sorridere, ma dura poco perchè la presammale sta li sempre nell’aria, sotto forma di camion della nettezza urbana pieni di cadaveri o di tavolette verdi che te le devi mangiare per forza perchè non è rimasto altro, forse anche se sapessi l’orribile segreto che cela la Soylent.

una divisa che incute rispetto

A rivederlo oggi lo sento più vicino, nello scenario di oggi forse più di ieri fa effetto nella sua idea di fondo e sommato alla sua base di veridictà sugli studi dei modelli di sviluppo cesella uno dei futuri distopici più alienanti del cinema di fantascienza, a mio avviso.

Ve lo consiglio? Si.

Come dice mamma “una buona scarpa diventa una buona ciabatta” e nonostante il peso degli anni, se la tematica vi interessa, 2022 i sopravvissuti vi farà tuttora divertire ma anche riflettere. O prenderammale se siete sensibili come me in quella settimna l’anno in cui sono sensibile.

Errori cosmici: L’ora nera

25/01/2012 | recensioni | di Stanlio Kubrick

Ovvero: il film con i cattivi che non si vedono,
tranne quando si vedono

C’è stato un periodo, qualche anno, durante il quale la fantascienza sovietica ha contato qualcosa. C’erano i fratelli Strugatsky e Tarkovski che rifaceva il loro Picnic sul ciglio della strada trasformandolo nel film più bello di sempre cioè Stalker. C’era Stanislaw Lem e Tarkovski che rifaceva il suo Solaris trasformandolo nel secondo film più bello di sempre cioè Solaris. In sostanza c’era Tarkovski. C’era perfino Bulgakov, e dal suo Uova fatali venne tratto uno sceneggiato televisivo con Gastone Moschin.

Il periodo durò poco, e dovendosi confrontare con lo strapotere anglofono i nostri amici sovietici rimasero indietro nella corsa allo spazio, lasciando in mano ad americani e inglesi le sorti del genere. Ci ha detto male un po’ a tutti: gli ultimi dieci/quindici anni di fantascienza sono stati disastrosi, e per scovare qualcosa di davvero buono bisogna andare a pescare in Inghilterra o accontentarsi di fare quella roba difficilissima che è leggere, magari roba fatta da italoamericani.

Ma aspettate! Non è tutto così drammatico. Forse. Vi presentiamo Timur “Black Mamba Eto’o” Bekmambetov, un russo pazzo di origine kazaka che ama scrivere, dirigere e produrre e ha una missione nella vita: rilanciare la fantascienza sovietica grazie al sapiente utilizzo di brutti film tratti da graphic novel, brutti film tratti da mediocri e confusi romanzi, film carini di cui abbiamo parlato poco tempo fa. Visti i presupposti, è con una certa emozione che andiamo a parlarvi dell’ultima faticaccia produttiva di Black Mamba, L’ora nera, ovvero il film con i cattivi che non si vedono.

Sopra: cattivo cattivissimo cià cià cià.

Emile Hirsch e il figlio di Anthony Minghella (il quale è soprannominato “trottola” dagli amici del camposanto) stanno volando su un aereo che vola; destinazione: Mosca. Emile Hirsch (che più invecchia più assomiglia a Jack Black) sta giocando a Dead Space per iPhone, sprezzante del pericolo di utilizzare un telefono mentre si sorvolano gli Urali; fuck the police! Caratterizzazione! Ed è così che, tra una facezia e l’altra, cominciamo a fare la conoscenza dei due protagonisti, che altro non sono se non le due personalità di Jesse Eisenberg di The Social Network. Emile è uno sbruffone un po’ cazzaro ma tanto affascinante, mentre il figlio di Anthony Minghella è un programmatore nerd che fatica a socializzare se non tramite Internet, e proprio per questo ha inventato “il social network per scopare in Russia”, e sta volando insieme al socio alla volta della Capitale per vendere il suo prototipo a delle persone.

Arrivati a Mosca, però, i due scoprono di essere stati inculati da Guybrush Threepwood, che ha rubato loro l’idea. Depressi e demotivati dalla cattiveria del mondo, gli Eisenbergs vanno a bere in un locale, dove rimorchiano la migliore amica di Juno e una con l’attaccatura dei capelli troppo alta. Sembra tutto avviarsi verso una gran chiavata consolatoria, se non fosse che dal cielo cominciano a piovere natalizie lucine arancioni che quando toccano la gente la trasformano in polvere. Saranno forse alieni cattivi? Probabilmente sì, quindi nascondiamoci in una cantina!, pensano i quattro (a cui si unisce tosto pure Guybrush).

La fuga, prima scena de correre della pellicola, è tra l’altro l’occasione per Chris Gorak di mostrarci tutta la sua inettutidine mettendo in scena una delle sequenze più confuse della storia del cinema moderno, montata talmente male che si nota pure un’inquadratura riciclata tipo tre volte, con conseguente perdita dell’orientamento da parte dello spettatore che non capisce dove diavolo siano i protagonisti e se sia il caso di preoccuparsi per loro o meno (indizio: meno).

La parte dello scappare, per fortuna loro e nostra, si conclude. I cinque si ritrovano così in uno scantinato, dove assistiamo al momento peggiore del film: un montaggio ellittico che comprime una settimana di prigionìa sottèrra in pochi secondi. Incidentalmente, sarebbe stato anche il momento giusto per caratterizzare una minima i personaggi, che invece rimangono figurine di cartone alle quali è impossibile interessarsi. Poco male, non è da tutti fare fantascienza psicologicamente valida, e magari questa parte l’hanno tagliata in fase di editing e non è colpa di Gorak, e poi ci sono gli alieni cattivi quindi ci si può sempre consolare con LEBBOTTE, giusto? Chissà quanta azione ha in serbo per noi Black Mamba.

È così, con una certa speranza in un cuore comunque gravido di dubbi, che assistiamo al momento in cui i Nostri tornano all’aria aperta dopo sette giorni, per far cominciare davvero il film. È in questo momento che si trovano di fronte a due tremende verità: 1) Mosca è stata devastata dai cattivi e 2) la sceneggiatura fa schifo.

«L’orrore!».

Sulla prima verità c’è poco da dire: la città è effettivamente da cartolina, e le riprese aeree delle vie distrutte dagli alieni invisibili sono la cosa migliore di tutto il film. Sulla seconda c’è troppo da dire, tanto che viene il dubbio che Jon Spaihts (che ha scritto pure Prometheus. Andiamo bene) abbia fatto apposta a raccogliere tutti ma proprio tutti i tropes degli script da quattro soldi dal 1930 a oggi e a racchiuderli in un unico film. Vogliamo parlarne?

Il dialoghista sotto crack

VECCHIETTA ALLA FINESTRA: «Ashkenazi vodka Arshavin!».
BIONDA SCEMA: «Oddio, cos’ha detto?».
GUYBRUSH: «Che moriremo tutti».
BIONDA: «Oh, no!».

RTS – Real Time Stupidità

Gli alieni cattivi hanno distrutto Mosca. La soluzione tattica di Emile Hirsch? Recarsi all’ambasciata americana. «Lì non ci faranno del male, e potremo tornare a casa». WTF? Ah, capisco: visto che i mostri sono atterrati in Russia, sul suolo americano sarete al sicuro!

Altro esempio: inseguiti da un alieno, Emile Hirsch e il figlio di Anthony Minghella si nascondono sotto un’auto. L’alieno non li vede. Loro non useranno mai più le auto come nascondiglio.

Altre forme di vita intelligente

Gli alieni sono invisibili, tranne quando stanno per attaccare (= lampo di luce arancione) e quando si avvicinano a un apparecchio elettrico (= lo avviano). Di fatto, quindi, non sono invisibili. Sono scesi sulla Terra per recuperare qualche tipo di fonte di energia, solo che invece di chiedercela se la prendono con la forza. Perché questi alieni sono cattivissimi: se ti pigliano ti polverizzano, e ti polverizzano male, tanto che la reazione di Emile Hirsch di fronte a un bar vuoto e con il pavimento coperto di polvere è: «Che strage orrenda!». È ormai chiaro che l’unico modo per sconfiggere gli alieni sono i filippini.

Ah! Gli alieni non possono vedere attraverso il vetro, hanno paura dell’acqua, possono protrudere tentacoli arancioni.

Carne da macello

Muoiono molti protagonisti (non tutti). L’assoluta mancanza di motivi per affezionarsi a loro rende queste morti assolutamente irrilevanti.

La minorenne russa

È bionda, è fica e si chiama Vika (si pronuncia: Fika). Si presenta con skinny jeans, pistola e aria incazzata, proclamando: «Sono Fika». Da lì in poi, si limiterà a sculettare per Mosca, parlare come una mignotta di parco Ravizza ed esibire un broncetto delizioso. Vincitrice del film.

Hagrid lo scienziato pazzo e i suoi amici alieni

È immancabile, in una città sconvolta dalla guerra, che ci sia qualcuno molto intelligente e un po’ strano che vive in isolamento. Il nostro è tutto barbuto e un po’ pazzo, e gli manca solo Harry Potter per. È pure inspiegabilmente riuscito, nel giro di una settimana, a trasformare casa propria in una gabbia di Faraday per tenere fuori i cattivi (trucchetto che funziona finché non smette di funzionare) e a inventare un pistolone che spara microonde e può distruggere lo scudo degli alieni.

Già! Perché gli alieni in realtà non sono le luci arancioni! Le quali sono piuttosto un complicato meccanismo di difesa. Non voglio svelarvi in anticipo il vero aspetto degli invasori. Un indizio, però: Quake.

Spoiler: ovviamente lo scienziato non dura un cazzo.

Infiniti altri

Se siete interessati ne parliamo nei commenti.

Sopra: ma magari.

LA PARTE DELLA VALUTAZIONE OGGETTIVA L’ora nera è un filmaccio. È un riciclo di idee vecchie quasi un secolo. È scritto talmente con i piedi che si può sintetizzare in: cinque tizi vanno dal primo nascondiglio al secondo, quattro tizi vanno dal secondo nascondiglio al terzo, tre tizi vanno dal terzo nascondiglio al quarto, muore un alieno, c’è un sottomarino, fine. In più butta nel cesso uno spunto interessante: l’interazione tra alieni ed elettricità poteva dar vita a una riflessione sulla nostra dipendenza dalla tecnologia e inscenare un survival horror tra le vie di Mosca in cui i Nostri provano a cavarsela nonostante l’assenza di energia in una sorta di versione sovietica di Robinson Cruose; indovinate se.

LA PARTE DEL COMMENTO FINALE Eppure io non gli voglio male, a L’ora nera. Sarebbe troppo facile, e tra l’altro mentirei se dicessi che non ho riso come un matto. E poi è ingenuo, ingenuo come neanche un B-movie degli anni Cinquanta. Scoprirne tutti i difetti, le beghe, gli errori, le cagate è un gioco nel gioco. È sempre il solito, trito discorso: c’è un’audience per un film come questo, e ciascuno di voi già sa se ne fa parte o meno, e se scaricarlo per il prossimo sabato sera o no. Basta che poi se scoprite che è davvero brutto non vi venite a lamentare con me.

DVD-quote suggerita:

«Un film senza neanche una cosa al posto giusto»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

«Derp!»
(Goran Bekmambetov, filmdimiofratello.com)

>> IMDb | Trailer

PS: il film sarebbe in 3D. Evitatelo, a meno che non vogliate capire appieno il significato del titolo originale (che originariamente doveva essere The Darkest Hour and a Half, poi hanno pensato fosse troppo sfacciato).

Trailerblast: Alucarda

25/01/2012 | trailerblast | di Nanni Cobretti

>> IMDb

Premi Sylvester 2012: i vincitori

24/01/2012 | divagazioni | di Nanni Cobretti

I Sylvester 2012! Sono questi! Ecco l’articolo che aspettavate di leggere! Siete comodi?
Bravi. Ma prima di passare al succo della questione mi sembra onesto citare le polemiche, più veementi del solito, che hanno circondato l’edizione di quest’anno. Ne avete discusso nei commenti alle nomination, mi sono arrivate lettere, minacce, sassi alle finestre, le vecchie mi scavalcavano in fila alla posta urlando “vergogna!”, ho trovato teste di cavallo nel letto (erano molto carine, ringrazio)… cose così. Hanno anche provato ad hackerarci il sito (giuro). Mi sembra quindi giusto, a mo’ di esempio, riportare qui sotto un filmato arrivatoci dal signor Adolf Hitler… Secondo me lo conoscete. Quelli che frequentano assiduamente il Youtube ultimamente l’hanno visto incazzarsi miliardi di volte per qualsiasi cosa e, a ragione, non ne possono più. Ma questa volta ci riguarda un po’ tutti da vicino:

Amici fancalcisti, sapete che ci tengo molto alla vostra opinione, per cui mi raccomando: se condividete i sentimenti espressi nel filmato voglio che non abbiate paura e che scriviate esplicitamente nei commenti “La penso come Hitler”.
Detto questo: la cerimonia è stata qualcosa di enorme, di strepitoso, e quest’anno più che mai mi è dispiaciuto che non poteste venire. Davvero. Spero di avervelo dimostrato ieri con il premio in anteprima dato a Peter Dinklage in prima serata su una tv nazionale a beneficio di tutti. Ma ieri vi siete persi delle cose…
Ma arriviamo al dunque. Siamo tutti provatissimi e, coi tempi che corrono, spero mi perdonerete se terrò i commenti al minimo.
Via con i premi!

Nanni Cobretti durante l'agitata conferenza stampa

MIGLIOR FILM ACTION: Drive

MIGLIOR FILM HORROR: Human Centipede 2

MIGLIOR REGISTA ACTION: Nicolas Winding Refn (Drive)

MIGLIOR REGISTA HORROR: Tom Six (Human Centipede 2)

MIGLIOR ATTORE: Nick Nolte (Warrior)

MIGLIOR ATTRICE: Natalie Portman (Il cigno nero)

MIGLIOR MANZO: Ryan Gosling (Drive)
Ryan Gosling non è salito sul palco perché ha preferito rimanere tutto il tempo appoggiato alla finestra dell’atrio a mettere in mostra la sua giacca nuova.

Ryan Gosling e il suo invidiatissimo pezzo da collezione

MIGLIOR GNOCCA: Mila Kunis (Il cigno nero)

MIGLIOR ATLETA: Franco Columbu (Dreamland)
Fare arrivare il leggendario Franco da Los Angeles sarebbe stato un casino ma, clamorosissimo scoop, abbiamo per voi il suo discorso di ringraziamento. Ve lo giuro, ci ha scritto il Columbu in persona, e lo ringraziamo con tutta l’umiltà di cui siamo capaci. Ecco le sue parole:
“A volte l’allievo supera il maestro, io ho avuto come mio allievo per molti anni Sylvester Stallone e l’ho seguito nella preparazione di molti suoi film, e ricevere un premio a lui intitolato mi rende ancora più orgoglioso, vuol dire che ho fatto proprio un buon lavoro, soprattutto come Atleta, ed essere premiato dal mio migliore amico ancora di più, ora che il mio allievo è Ivano De Cristofaro, sono ancora più speranzoso che la mia stirpe di (attore atleta) continui attraverso di lui, a tutti gli Italiani un forte e sentito ringraziamento da Los Angeles.” Franco Columbu

MIGLIOR ANIMALE: Andy Serkis (L’alba del pianeta delle scimmie)
Avete presente il casino scoppiato nei commenti sul fatto che Drive non era un film d’azione? Beh, lasciatevelo dire: non era NULLA in confronto al casino successo in diretta quando il pubblico ha scoperto che Andy Serkis non è un animale. È stata dura calmare gli animi ma, nonostante la sala fosse mezza distrutta per i disordini, siamo riusciti ad andare avanti.

MIGLIOR MOSTRO: I Troll (Trollhunter)
Dai su, che i troll fossero amici dell’internet si sapeva.

MIGLIOR COMPARSATA: Hugh Jackman (X-Men: First Class)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Transformers 3

MIGLIOR SCENA SPACCATUTTO: La cannonata al rallenty nella foresta (Sherlock Holmes 2)

MIGLIOR OMICIDIO: Testa sfondata a calcagnate (Drive)

MIGLIOR COMBATTIMENTO: Vin Diesel vs. The Rock (Fast & Furious 5)

Un premio di consolazione accettato con sportività

MIGLIOR WTF: Il tanga cattura-impronte (Fast & Furious 5)

MIGLIOR STORIA D’AMORE: Robert Downey Jr & Jude Law (Sherlock Holmes 2)
Tante polemiche su Drive, ma nessuno ha avuto nulla da ridire sul fatto che quest’anno premiassimo anche le storie d’amore. Siete strani. O innamorati.

MIGLIOR MONCO: James Franco (127 ore)

PREMIO CAGNACCIO: Ivano De Cristofaro (Dreamland)
Fare arrivare De Cristofaro da Milano era un casino, soprattutto perché non gli avevamo detto dov’eravamo. E ci credereste? È stato talmente sportivo da mandarci un discorso di ringraziamento lo stesso. Ringraziamo immensamente anche lui, ecco le sue parole:
“Innanzitutto ci tengo a ringraziare la redazione di 400 calci per avermi segnalato, e coloro che mi hanno votato, visto che nelle due passate edizioni i vincitori della mia stessa categoria sono stati due miti John Cena e Robert De Niro, mi auguro che questo premio porti fortuna alla mia carriera, e auguro a voi di potermi dare un milione di questi premi. Un saluto e un abbraccio di potenza.” Ivano De Cristofaro

PREMIO CAGNACCIA: Rosie Huntington-Whiteley (Transformers 3)
TEAM MEGAN!!!

PREMIO BESSON D’ORO (al peggior action non prodotto da Luc Besson): Dreamland
Ci hanno ringraziati Columbu e De Cristofaro, poteva mancare il Generalissimo Ravagnani per il magico triplete del suo Dreamland? Un abbraccio anche a lui, ed ecco le sue parole:
“A nome della Armata Brancaleone della Repubblica di Dreamland situato a nord est della luna, ricordo che sono ancora aperte le liste di collocamento per entrare a far parte della nostra Armata, che oggi si fregia della gloriosa medaglia d’Oro Luc Besson al valore e dell’ambito Premio, frutto di una lunga estenuante campagna di promozione che ci ha visto tra i più votati, lasciandoci alle spalle il grande Conan il Barbaro. Grazie a tutti di vero cuore alla prossima…” Sandro Ravagnani (Generale dell’Armata Brancaleone e il suo Vice prediletto Ivano De Cristofaro)

PREMIO NISPELODEON (al peggior horror non diretto da Marcus Nispel): In The Market

PREMIO NIC CAGE (alla peggior pettinatura Nic Cage escluso): Ron Perlman (Bunraku)

Meritatissimo Premio Nic Cage a Ron Perlman che si presenta in costume di scena

MIGLIOR CANZONE: Nightcall – Kavinsky feat. Lovefoxxx (Drive)

MIGLIOR POSTER: The Human Centipede 2


La parola al nostro posterofilo (?) (posteromane? posteriore?) Jean-Claude Van Gogh:
“Prevedere il vincitore era piuttosto facile, un centipede sul pube di una donna nuda dev’essere una fantasia comune tra voi maledetti pervertiti, ma soffro del fatto che non abbia vinto il mio poster preferito, l’Innkeepers di Tom Hodge. Un disegno favoloso che appeso in bagno fa tipo la meglio figura e vi sdraia al primo appuntamento. Provateci voi con il centipede al primo appuntamento, non voglio neanche immaginare la brutta fine che farete. ”

MIGLIOR BATTUTA: «Non mi spoglio mai prima di una sparatoria» (Drive Angry)
Ragazzi voi non sapete il panico fino all’ultimo momento quando sembrava che Nic Cage uscisse dai Sylvester di quest’anno a mani vuote… una signora non ha retto alla tensione ed è andata a casa prima.

Bon, questi erano quelli che avete votato voi.
Li sapevate già.
Ora, come consuetudine, iniziano quelli che abbiamo votato noi.
Questi non li sapete.
Eccoli:

MIGLIOR ATTORE TV: Peter Dinklage
Ok, questo lo sapevate.
Crepi l’avarizia, riguardiamocelo:

So cosa vi state chiedendo, e vi rispondo subito.
Molti di voi hanno sicuramente pensato che gli avremmo dato il premio come Miglior Nano.
Noi ci abbiamo pensato bene, e abbiamo deciso che non valeva perché quest’anno The Dinklage non ha fatto nulla al cine, e i Sylvester sono premi generalmente limitati al cine. Ma ci siamo anche chiesti: come minchia si fa a non premiare il Dinklage??? Da qui l’idea del Miglior Attore TV.
Ma non è tutto. Abbiamo guardato la premiazione. Abbiamo guardato il Peter quant’era contento. E quant’era figo. E io dico: come si fa a premiare un altro nano dopo che abbiamo premiato lui? Non si può. Peter Dinklage è il punto di arrivo definitivo.
Da qui in poi annuncio ufficialmente che il premio Miglior Nano verrà ritirato dai Sylvester a tempo indeterminato, come la maglia n.3 di Facchetti.
Motivo per cui…

MIGLIOR NANO FINTO: Smilzo Rogers! (Capitan America)
Il pubblico ha fatto la ola per 20 minuti e poi è partito il Disco Samba.

"Beh io ho vinto il Sylvester e sono una persona importante!"

MIGLIOR ATTRICE TV: cazzo, non ci abbiamo pensato.

MIGLIOR ECCEZIONE MERITEVOLE: Il cigno nero

MIGLIOR VECCHIO: Rutger Hauer (Hobo With A Shotgun)

MIGLIOR BAMBINO ORRIBILE: Riley Griffiths (Super 8)

MIGLIOR ADULTO ORRIBILE: Laurence R. Harvey (The Human Centipede 2)
Questa è una novità che ci sembrava meritevole per la stagione in corso.

MIGLIOR MATTO: Aiden Gillen (Blitz)

MIGLIOR GIGANTE: Idris Elba (Thor)

MIGLIOR OGGETTO INANIMATO: la giacca (Drive)

MIGLIOR DOPPIATORE: Valentina Mari

PREMIO BRAVO (all’intensità in un ruolo inutile): John Gatins (Real Steel)

PREMIO BRAVA (all’intensità in un ruolo inutile): Marta Gastini (The Rite)

John Gatins / Marta Gastini. Bravi!

PREMIO JOHN TURTURRO (al grande attore in un ruolo umiliante): Christoph Waltz (Green Hornet)

PREMIO “TRANQUILO” (al peggior travestimento etnico): l’australo-crucco Eric Bana (Hanna)

PREMIO MACCOSA (alla svolta di sceneggiatura più inverosimile): Hanna, che non ha mai visto l’elettricita’ in vita sua, di colpo scopre tutto il complotto ai suoi danni entrando in un internet point e facendo una ricerca su Google (Hanna)

MIIKELANGELO D’ORO: la finta 17enne Rita Ramnani (Umbrage)
Lasciatemi dare una comunicazione importante.
È con immenso orgoglio che, visto il valore e l’estrema dedizione dimostrati sul campo in quasi tre anni di fedeli servigi, qui oggi dichiaro che l’onorevole redattore Bongiorno Miike da oggi non è più stagista. A suggello di tutto ciò, intitoliamo a lui il “Miikelangelo d’oro”, che vuole premiare il singolo ricordo più vivido dell’annata passata a ciucciarsi i film più orribili che trovavo. La parola al Miike per un commento:
“Vedi Nanni, la scelta è stata davvero difficile e per qualche istante abbiamo davvero pensato, noi della giuria del Miikelangelo di premiare i capezzoli in Bereavement. Poi però non ce la siamo sentita di dare questa gioia ai lettori che per un anno hanno acclamato il nostro sangue. Quindi il premio va davvero alla cosa peggiore e con un bel naso importante. Che mi ricordava Brody in Giallo, e di fronte a Giallo non ho saputo resistere.”
Grazie Miike.
E voi lettori non vi preoccupate, non sarà più stagista ma continuerò a dargli film orribili come sempre.

PREMIO “ALBERO DELLA VITA” (al peggior metaforone):
«Sono solo un mucchio di cani di paglia. Come in quell’antico rituale cinese che usava cani fatti di paglia da offrire agli Dei. Durante il rituale venivano adorati con la massima riverenza, ma quando non servivano più venivano buttati e calpestati, non erano più nulla. Stessa cosa succede a loro: finita la carriera nel football, non diventano niente.» (Cani di paglia)
Su questo è scattata una commossa standing ovation.

PREMIO “ZITTO PETARDI” (al miglior spaghetto): The Innkeepers
La parola a Zitto Petardi: “Un film magistrale, un film immenso, l’inarrivabile summa del suo genere, i bassi più bassi mai sentiti, gli alti più alti mai sentiti, The Innkeepers sta agli spaghetto-horror come 2001 Odissea nello Spazio sta ai film in cui non ci si capisce un cazzo. Ti West nuovo profeta, e chi dice anche solo che si veste così così lo meno.”

MIGLIOR SPOT: Chuck Norris (World of Warcraft)

PREMIO ALLA CARRIERA: Dan Hedaya
Oltre cento film in carriera, fra  i quali un numero incredibile di classici. Noi fancalcisti lo ricorderemo principalmente per il ruolo dell’aspirante dittatore Arius in Commando, le femminucce forse per il ruolo del padre di Alicia Silverston in Ragazze a Beverly Hills. Ma in mezzo c’è stato di tutto: Miriam si sveglia a mezzanotte, Corda tesa, Buckaroo Banzai, Blood Simple, I soliti sospetti, Daylight, Alien: la clonazione, Mulholland Drive. Capace sia di passare in scioltezza da parti da duro a parti comiche facendo ogni volta un figurone, Dan Hedaya è uno di quei caratteristi onnipresenti su cui si puo contare a scatola chiusa per ruoli di qualsiasi dimensione. Oggi ha 71 anni e lavora ancora con brillante regolarità.

PREMIO OCCHIALI ROTTI: Michel Gondry
Che soddisfazione! Questa ce la stavamo proprio tenendo da parte da tempo. Abbiamo chiamato Michel, gli abbiamo detto “Corri Michel! C’è un premio per te! Corr… sì che puoi portare i tuoi giocattolini, dai, sbrigati!” e com’è arrivato PAM! The Rock, che indossava una di quelle manone giganti tanto care al regista francese, gli ha tirato una pizza che l’ha mandato in prognosi riservata. La gente non ha smesso di ridere neanche quando l’ambulanza l’ha portato via col respiratore e tutto. Che momento impagabile!

MIGLIOR SCENA DI SESSO: Natalie Portman vs. Mila Kunis (Il cigno nero)
A voi il commento della nostra Cicciolina Wertmüller:
“La mia propensione per gli organi genitali maschili è cosa nota fra i nostri lettori. No, cosa andate a pensare? Intendo in senso letterario-metaforico. Eppure, di fronte a questa scena, un furtivo rigurgito di lesbismo è risorto impellente fra le mie labbra. Intendo quelle della bocca, cosa credete? Con estrema commozione non posso rifiutare il premio a questa scena: stavolta, letteralmente, non ci sono cazzi.”

E infine, come promesso, un Sylvester speciale al MIGLIOR LETTORE: Naccio Jai Fox. Per il motivo del tutto arbitrario di essere stato il primo a farmi un fotomontaggio di Kim Jong Il che legge I 400 Calci appena l’ho chiesto. Peccato non sia potuto venire alla cerimonia, ma spero apprezzi comunque il pensiero. Qui sotto il fotomontaggio che gli ha fatto vincere l’ambito riconoscimento:

Grazie Naccio!

E un grazie a tutti voi che ci state leggendo da casa.
Per quest’anno è tutto, spero vi siate divertiti e arrivederci alla prossima!

Sigla:

Trivia: Meryl Streep non è mai stata candidata ai Sylvester

Come se Nanni Cobretti non avesse passato la serata con il premio Miglior Gnocca

Anteprima Sylvester 2012: The Dinklage

23/01/2012 | divagazioni | di Nanni Cobretti

La cerimonia della terza edizione dei Premi Sylvester è alle porte.
Vi siete sempre lamentati che non ci potete venire.
Questo l’abbiamo fatto per voi:

Un grazie esagerato a Casanova Wong Kar-Wai (con il suo pseudonimo terrestre “Federico Bernocchi”), Bongiorno Miike, Costantino Della Gherardesca, Jacopo e Alessandro del Chiambretti Show, Giulia e Marcello della Targhet di Piacenza, Serena Mellace, Buffy Cobretti, Bu’ Spencer, Giorgio P., la nostra redazione in blocco e tutti quelli che hanno contribuito materialmente e/o moralmente alla nostra incursione di prepotenza nella TV italiana, incluso ovviamente Piero Chiambretti e l’impareggiabile, enorme Peter Dinklage.
A domani con la cronaca del resto della cerimonia.

Ossequi,
il Capo Supremo Nanni Cobretti

Emmy, Golden Globe, Sylvester: il Triplete è completato.

Zerozerobubusettete! Dream House

20/01/2012 | recensioni | di Cicciolina Wertmüller

Il mondo del cinema mondiale ci spia. D’altronde, perché non dovrebbero? Siamo o non siamo i più bravissimi del mondo? Qual è il premio più ambito, gli Oscar con quella faccia da pirla e lo spadone che sembra un Alberto da Giussano moscio, o i gloriosi, virili, eroici Sylvester? Leggete qui, poi qui e poi guardate questa chicca scovata dal nostro schiavetto preferito Miike e capirete fin dove si estende il nostro dominio.
Dicevamo, il mondo del cinema ci spia. Vi ricordate il vespaio che abbiamo suscitato dopo aver visto Shutter Island? Tutti noi 400 contro il famigerato SPIEGONE, contro la storiella dataci in pasto frullata e a cucchiaini. Io, in particolare, mi sono appassionata alla lotta contro gli spiegoni e ora vi  baso praticamente ogni mia recensione. Il che, se volete, è uno spiegone anch’esso, è uno spoiler del pezzo che leggerete, nel quale scoprirete, anzi ve lo dico subito, che Jim Sheridan ha messo uno spiegone esattamente a metà del film. Perché?

Bambine, guardate! Il fantasma di Scorsese!

A dire il vero ci sono tanti altri “perché” molto più pressanti; ad esempio, “Jim Sheridan, perché, visto che sei famoso per i drammoni irlandesi, ora hai voluto fare un thrillerone psicologico coi fantasmi e gli spaghetti?”; o, ancor meglio, “Jim Sheridan, perché, visto che sei famoso per i drammoni irlandesi, qualche anno fa hai voluto fare la biografia di 50 Cent con la locandina più paracula della storia?”. Io la risposta la so: è la crisi dei mutui. Il Jim deve pagare la rata della sua casa dei sogni, allora intanto fa un film per autoconvincersi che le case dei sogni nascondono sempre un terribile segreto e forse è meglio se la vendiamo, Jim, così a quel mutuo non ci pensi più e torni a fare i drammoni irlandesi, cosa ne dici?

Allora, qui invece siamo a New York e c’è Daniel Craig col suo bel six-pack spesso in vista (grazie Jim) che nonostante il fisico da agente segreto fa lo scrittore Will Aterton, uno che di mestiere inventa storie (ocio, metaforone in vista). Will lavora in un palazzo lussuosissimo e guadagna un sacco di soldi, tanto che decide di licenziarsi per dedicarsi alla sua deliziosa famigliola: la moglie Rachel Weisz (la MILF che Anne Hathaway non sarà mai) e due marmocchie nemmeno antipatiche. E vivono in una casona bellissima in un quartiere residenziale di quelli con la prima latteria a due chilometri. Il primo indizio che le cose non vanno come dovrebbero è che al terzo minuto appare la fazza losca di Elias Koteas – un altro récit di Shutter Island! Una colta citazione scorsesiana! L’albo dei caratteristi che piange! Elias Koteas che deve pagare il mutuo pure lui e ha abbasato il cachet! Ora, uno non scrittura Elias Koteas se non c’è da fargli fare il losco della situazione, giusto? E difatti il prode scrittore, abbracciate e baciate le tre donne di casa, comincia a vedere segni strani un po’ ovunque, gente che lo spia, che lo pedina, fiori che appaiono sulla veranda, Naomi Watts che fa il solito musetto tremebondo e spettinato e sembra dire, non dire, io vorrei, non vorrei, ma se vuoi, branchi di ragassuoli che fanno le finte messe nere in cantina – COSA? E come minchia ci sono entrati? E moglie e figlie, sempre lì a non fare un cazzo, non se ne sono accorte? Un attimo, dopo ve lo spiega il Jim.

Una fazza losca, una fazza pulita e la straordinaria abilità di Cicciolina con Photoshop

In pratica in quella casa dei sogni cinque anni prima lo psicopatico Peter Ward ha sterminato la famiglia, composta guarda caso da moglie e due figliolette. Ma dai, che concidenza. Segue spiegone in puro stile Shutter Island, questa volta per bocca di uno psichiatra che sembra Paolo Villaggio, ma io anziché tirare bestemmioni in gaelico vado avanti perché c’è ancora ben mezzo film, il che come mossa incuriosisce. E difatti i colpi di scena si susseguono, la matassa si dipana illustrando quello che è l’asse filosofico-Lombrosiano portante del film: “Fazza losca = è losco. Fazza pulita = è pulito”. E sinceramente io mi sento un po’ presa per culo, anche perché il Jim, non contento di aver fatto finora un thrillerone accettabile, con gli attori bravi, con tutti gli spaghetti al posto giusto, decide di far scrivere il finale da Moira Orfei e farlo interpretare dal Circo Togni sotto la direzione del pagliaccio Baraldi. No, vi giuro, roba che se entravano anche l’equilibrista sul cavallo o l’orso che va in bicicletta io non mi stupivo più di tanto. E non mi si venga a dire che è colpa della produzione o che è la fantasia visionaria del reggista o che è una proiezione dell’ottica distorta del protagonista, no, no, tre volte no!, siamo semplicemente di fronte ad uno sbaglio di proporzioni shakespeariane.

È lui o non è lui? (oh, uno può anche cascarci)

Quindi cosa faccio, ve lo consiglio? Non so. Né Weisz né Watts mostrano alcunché, c’è molto più da vedere quando è inquadrato Craig, il che a me fa piacere ma a voi non so. Il film non è mica male, eh, magari fermatevi a 20 minuti dalla fine che tanto ormai la faccenda l’avete capita e vi risparmiate il circo. Di sicuro ai Sylvester 2013 non arriva.

DVD-quote suggerita:

Shutter Island incontra Moira Orfei”
Cicciolina Wertmüller, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Road to Sylvester 2012: -4

20/01/2012 | divagazioni | di Nanni Cobretti

Correte a votare che stanotte si chiude tutto! Rien ne va plus!
Poi vi ricordo che la cronaca della cerimonia dei Premi Sylvester verrà pubblicata con calma Martedì 24 gennaio.
Fate una “X” col pennarellone rosso sul calendario.

Per la cronaca: tre anni fa, proprio il 20 gennaio, nascevano I 400 Calci.
Se oggi mi ritrovo a scrivere questa frase, a questo stesso indirizzo, è per merito vostro.

Sembra Asylum ma non è, serve a darti l’allegria: Sand Sharks

19/01/2012 | recensioni | di Jean-Claude Van Gogh

No, non è un film SyFy; no, non è un film Asylum; no, non è un film sull’eroina. Cos’è? E’ un film con gli squali giganti che nuotano nella sabbia, né più né meno. Un film con gli squali giganti che nuotano nella sabbia e mangiano tutti e lo fanno davvero, ma di tipo di continuo, per 85 minuti, senza mai fermarsi. Sono bellissimi. No, non sono bellissimi a vedersi, sono bellissimi nell’intento, tipo, avete presente quella gente fastidiosa che si diverte in spiaggia come se fosse giusto mentre voi vorreste essere in montagna coperti dalla neve lontano da schiamazzi racchettoni beach volley coi ragazzini che schiacciano tipo Mila ma sulla vostra testa?  Immaginate che tali persone vengano improvvisamente inghiottite da uno squalo gigante che nuota nella sabbia. Tipo, non sareste felici? Felicissimi? Io sì, farei un tifo durissimo per loro. Con bandierine, pon pon e tutto il resto. Ordunque, analizziamo il caso nel dettaglio.

  • Il regista è Mark Atkins, un uomo dal dubbio gusto che già ci allietò con quell’indubbio capolavoro che è Battle of Los Angeles e che vanta di produzioni come Princess of Mars e Allan Quatermain and the Temple of Skulls. Una garanzia, praticamente, come la carta igienica quando finisce.
  • E’ tutto un rip-off de Lo Squalo, ovviamente, e non userò ulteriori battute per sottolinearlo.
  • La figlia di Hulk Hogan, Brooke Hogan, interpreta una biologa marina.
  • Ripeto, la figlia di Hulk Hogan interpreta una biologa marina. Una persona famosa per a) le sue tette b) le sue tette c) le sue tette d) essere la figlia di Hulk Hogan e) le sue tette e per non sembrare affatto intelligente interpreta il ruolo più serio di tutto il film e ci scappa pure con un monologo ad uso spiegone scientifico sulla natura degli squali sabbiatici, spiegone che non ho capito perchè impegnato a guardare f) le sue tette.
  • La figlia di Hulk Hogan recita meglio di tutti (gente sconosciuta che molto probabilmente non andrà da nessuna parte) e dice cose tipo “Don’t go all Roger Corman on me”. Il resto viene da sé.
  • La figlia di Hulk Hogan, tra l’altro, sarà protagonista di un altro film con gli squali, questa volta Asylum per davvero, chiamato 2-Headed Shark Attack, con Carmen Electra a farle da compagna di tette disgrazie. HYPE.
  • Nella parte del sindaco dell’isola troviamo Edgar Allan Poe IV, un tizio che afferma di essere il pro-pro-pro-pro-pro nipote di E.A Poe nonostante questo sia morto senza figli e con moglie-cugina quattordicenne (best combo ever). Personalmente lo trovo un sorprendente genio, soprattutto per non essere finito in strada a decantare e deflorare algoritmi genetici indossando un tutù.
  • Il titolo è presentato nel font Feast of Flesh , quello che tutti usano per fare i loro personalissimi poster grindhouse.
  • La CGI fa cagarissimo com’è giusto che sia, ma è usata per squali che escono dalla sabbia e mangiano la gente quindi fottesega.
  • La filosofia del fottesega è applicabile a qualsiasi altro aspetto del film.

Detto questo sarebbe giusto e opportuno scrivere la peggio stroncatura ricca d’ironia e frasi in caps lock e mandare tutti a casa col sorrisetto sulla faccia. Non lo farò, andate a cagare.

Biologa marina.

Perchè è ovvio, Sand Sharks è tecnicamente una merda, è un filmino delle vacanze di un regista dai sogni bagnati, ma voi non siete qua per sentirvi dire cose all’altezza delle peggio videorecensioni che si trovano su youtube. Sapete benissimo come Sand Sharks sia tecnicamente una merda e non siete qua per vedere le vostre aspettative confermarsi; siete qua perchè volete trovare i fiori nati dal letame e metterveli in testa come dei cazzo di hippie e, visto che vi voglio bene, vi dirò una cosa: Sand Sharks fa un sacco ridere, volontariamente. Ok magari non un sacco, ma abbastanza. Ad essere un buon film action splatter con gli squali non ci prova neanche e butta tutto sul cabaret, tipo, Lei: Aiuto uno squalo è spuntato dalla sabbia e ha mangiato il mio ragazzo! Lui: Non farnetichi signorina, gli squali non nuotano nella sabbia. Lui si gira, lei viene mangiata al volo, e io rido perchè è una belinata ma costruita bene. Il personaggio del business man che vuole organizzare la più grande festa in spiaggia della storia (spoiler, ce la fa, 15 i presenti, ne muoiono 7, una mentre sta per mostrare le tette ad uno squalo di sabbia) viene continuamente presentato con una musichetta che sembra uscita da quei film per famiglie con i maialini che corrono nei prati o robe tipo Glee. Pom pam pompompom, cose così, ed è pure un po’ matto e psicopatico tipo che uno squalo mangia a metà una sua vecchia fiamma e lui la rassicura dicendole, budella alla mano, “tranquilla, andrà tutto bene, devo solo rimettere questo a posto” e nel mentre fa le faccette disgustate (lei poi gli dice “You’re a jerk”, e muore – morte dell’anno, per ora). E’ una cazzata ma si ride e non ci si annoia. Ogni tempo morto vuol dire un attacco degli squali (che sono brutti ma brutti brutti e per la maggior parte del tempo si vede solo una pinna nella sabbia), con tanto di scenette totalmente avulse dalla narrazione con coppie che fanno le simpatiche e finiscono malissimo, seguite da stacchi su arti mutilati e teste che rotolano. Ah, ecco, il sangue c’è e abbonda. Ne siamo felici.

(cit.)

Di certo non vi consiglierei mai di vederlo, e di certo non da soli in casa e con un tasso alcolico inferiore al 3.6 ma per una serata filmtrashalcooldrogasquali non c’è di meglio. Poi certo io l’ho visto chiuso in redazione bevendo tè caldo con una copertina sulle gambe, ma ho tipo riso lo stesso. Considerando il quantitativo di noia solitamente prodotta da questo tipo di film sono genuinamente sorpreso dal risultato, non avendo alcuna voglia di vederlo l’ho affrontato con -12 d’aspettativa e tanta svogliatezza finendo poi per pensare che quasi, quasi, mi stesse piacendo. Non lo rivedrei mai nella vita ma non sono pentito di averlo visto. Ora fate la stessa cosa anche voi, però poi non venite a lamentarvi con me perchè lo sapete benissimo che non capisco un cazzo di niente (spoiler, non è vero).

-Appunti per i Sylvester 2013 -
-Miglior WTF: per catturare gli squali Tizio svuota un lanciafiamme sulla spiaggia trasformandola in vetro.
-Miglior Battuta: “You just don’t have the head for business” (tizia decapitata da uno squalo il momento successivo)
-Miglior Omicidio: tizia nel panico imbocca uno squalo con un tizio svenuto.

DVD-quote:

“Squali e comicità per spettatori ubriachi”
Jean-Claude Van Gogh, i400calci.com

>> IMDb | Trailer